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NOTIZIE DAI BALCANI - febbraio 2001

 

Sarajevo: Izetbegovic sapeva tutto

Pristina: racket della prostituzione

Vukovar: l’importante di una storia e’ non raccontarla per intero da Alberto Tarozzi e Zivkica Nedanovski.

 

1.FONTE: FrVesti.

2.TITOLO: Alija Izetbegovic visitava i luoghi di tortura.

3.INSDICE :  Patologo  belgradese sulle prove contro il capo dei musulmani.

4.SITO INTERNET: http://www.frvesti.com/

5. NUMERO DI PAGINE: ½.

6. DATA: 11.02.2001.

Il patologo dell’Ospedale militare a Belgrado, dott.Zoran Stankovic,è convinto che il Tribunale dell’Aia sulle base delle prove esistenti muoverà atto d’accusa contro Alija Isetbegovic, ex capo dei musulmani in Bosnia.

“Esistono le testimonianze degli internati dai campi di raccolta del territorio della Federazione Bosnia Herzegovina che Alija Izetbegovic li aveva visitati. Esiste anche il video, si nota, sulle visite del campo Celebici, che significa che lui sapeva tutto quello che vi succedeva a quell’epoca- ha detto Simic, agenzia “Srna” Lui ha ricordato che queste prove sono state raccolte dal Comitato per la raccolta dei dati sulle violazioni del diritto internazionale umanitario, del Governo della Repubblica di Jugoslavia. Secondo le sue parole, di nuovo verra’ fatta richiesta nel merito delle responsabilità per l’attacco della colonna dell’Esercito Jugoslavo (JNA) nella via Dobrovoljacka  a Sarajevo, nonché il tentativo di nascondere le fossi comuni al Cimitero di Sarajevo, Lav.

 

                                           

 

1.FONTE: POLITIKA AD

2.TITOLO: Kosovo il centro della tratta delle bianche in Europa.

3.AUTORE: “Indipendent”

4.SITO INTERNET: http://www.politika.co.yu/2001/0211/01_09.htm

5.NUMERO DI PAGINE: 1.

6.DATA: 11.02.2001.

 

Secondo il giornale londinese”Indipendent”, il Kosovo è il centro Europeo della tratta delle bianche e della prostituzione.Tutto si svolge “davanti al naso”della polizia internazionale e della amministrazione delle Nazioni Unite.

Il crimine organizzato, per la maggior parte, compra le donne nei paesi dell’Europa orientale e in Albania , dopodiché le rivende alla mafia locale nel Kosovo. La maggior parte di queste giovani donne finisce nelle case di tolleranza nel Kosovo, ma alcune di loro vanno in Italia per diventare  prostitute. L’amministrazione delle Nazione Unite non  presta affatto attenzione a questo problema grave, scrive “L’Indipendent” e cita che Pristina è strapiena di polizia internazionale, ma solo 22 persone si occupano di questo problema. Inoltre, queste 22 persone hanno a disposizione solo un veicolo.

 

 

BBC News 11 February 2001

Letter to the Editor

To the Editor:

I am writing in response to the BBC News of Saturday, 10 February, “Calls for arrests over Vukovar Massacre.” Serbs are accused of being responsible for the killing of more than 200 non-Serbs who were removed from the Vukovar hospital during the Croatian war of independence from Yugoslavia. Did BBC intentionally mean to not specify exactly who the “non-Serbs” were or was it an honest mistake?

For “the rest of the story,” we need to take a closer look at what transpired prior to the incident—the story that doesn’t make the headlines.

In late 1991 the Yugoslav Army captured the city of Vukovar from Croatian forces who had been systematically massacring (ethnically cleansing) the ethnic Serb minority in the city.

A Defense & Foreign Affairs Strategic Policy article in London in December 1992 said: “At least 1,000 Serbs, mostly women, old people and children, were shot, knifed, axed or bludgeoned to death systematically, one-by-one, in two main centres....One visiting Croat female journalist, during the Vukovar fighting, unfamiliar with firearms, asked one of the young gunmen to cock a pistol for her so that she could feel what it was like to kill a Serb. She shot, indiscriminately, an old Serb woman who was standing under Croat guard.” In November 1991, the Toronto Star said that “a photographer reported seeing black plastic bags containing pieces of the bodies of [Serbian] children about 5,6,or 7 years old.”

When Serb forces broke through and discovered the grisly scenes, Croatian soldiers, in an attempt to escape justice, fled to the protection of the Vukovar hospital, jumped into bed, and became “patients,” their weapons at their side.

Perhaps one can look at the events that took place at the Vukovar hospital as an act of revenge, but if your wife, child, parents and grandparents had just been slaughtered by your enemy and you had seen your children cut up into little pieces and stuffed into plastic bags by Croatian soldiers who were trying to escape justice by taking refuge in a hospital, be honest—what might you have done?

Stella L. Jatras

USA

“La Jugoslavia Vivra’”, oggi “Comitato Promotore dell’Assemblea Antimperialista”.

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