il Programma nazionale 10.000 tetti fotovoltaici

Sull’esempio di simili interventi realizzati in Germania e Giappone, il Piano consiste nel finanziamento di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica pubblica; al programma potranno accedere soggetti pubblici e privati (incluse le imprese); un bando
generale sulla Gazzetta Ufficiale comunica (come avvenuto per il 2001)
l’avvio del programma, bandi successivi ne definiranno, anno per anno, le modalità attuative.
L'erogazione
dei contributi è affidata alle Regioni.
Il piano durerà 5 anni durante i quali saranno installati 10.000 impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica.
Gli impianti avranno una potenza compresa tra 1 a 20 kWp, per una potenza totale di 50 MWp. Poiché il costo della tecnologia fotovoltaica è ancora alquanto elevato lo Stato,
attraverso le Regioni si farà carico di gran parte della spesa dell’impianto, erogando contributi in conto capitale fino al
70% (2002) del costo totale (comprensivo cioè di progettazione, fornitura ed installazione). Il programma, sarà tuttavia modulato negli anni in modo da tener conto sia dei risultati ottenuti che dell’andamento del mercato; uno degli scopi è infatti quello di creare un volano al settore fotovoltaico tale da innescare economie di scala e conseguenti riduzioni dei costi. La diffusione dei sistemi fotovoltaici dovrebbe infine consentire la creazione di un mercato non più "di nicchia" (alimentazione di utenze isolate), ma bensì tale da permettere lo sviluppo di imprese nazionali di grandi dimensioni, con effetti occupazionali significativi.
Vediamo
il Bando nel dettaglio:
Requisiti
Possono
essere ammessi al contributo esclusivamente gli interventi
d’installazione di impianti fotovoltaici, di potenza nominale non
inferiore a 1 kW e non superiore a 20 kW, i cui generatori
fotovoltaici costituiscano parte degli elementi costruttivi di
strutture edilizie o siano installati su strutture edilizie, ivi
inclusi gli elementi di arredo urbano. Sono ammissibili esclusivamente
interventi relativi a strutture edilizie destinate ad attività e/o a
usi di natura pubblica.
Gli impianti fotovoltaici dovranno essere conformi alla specifica
tecnica di fornitura predisposta dall’Ente per le Nuove tecnologie,
l’Energia e l’Ambiente (ENEA) relativa agli aspetti
impiantistici e alle prestazioni attese di funzionamento.
La connessione degli impianti fotovoltaici alla rete elettrica
di distribuzione, attraverso la rete di utente - cioè la rete
elettrica della struttura edilizia cui si riferisce l’intervento -,
costituisce un ulteriore requisito obbligatorio ai fini
dell’ammissione al contributo.
Possono essere collegati alla rete di utente anche più impianti
fotovoltaici distinti e separati, purché la somma delle potenze
nominali di detti impianti sia non superiore a 20 kW.
Le
spese ammissibili costituenti il costo d’investimento, in base al
quale verrà calcolato il contributo pubblico sono riferibili
esclusivamente alle voci:
-
progettazione,
direzione lavori, collaudo e certificazioni degli impianti;
-
fornitura
dei materiali e dei componenti necessari alla realizzazione degli
impianti;
-
installazione
e posa in opera degli impianti;
-
eventuali
opere edili strettamente necessarie e connesse all’installazione
degli impianti.
Come funziona un impianto connesso in rete
Gli
impianti solari fotovoltaici di connessione a rete hanno la
particolarità di lavorare in regime
di interscambio con la rete elettrica locale. In pratica, nelle
ore di luce le apparecchiature elettriche consumano l’energia
elettrica prodotta dal proprio impianto, mentre quando la luce non
c’è o non è sufficiente, oppure se l’utenza richiede più
energia di quella che l’impianto è in grado di fornire, sarà la
rete elettrica che garantirà l’approvvigionamento dell’energia
elettrica necessaria.
Se
invece succede che l’impianto solare produce più energia di quella
richiesta dall’utenza, tale energia può essere immessa in rete. In
questo caso si parla di cessione delle “eccedenze” alla rete
elettrica locale.
Gli
impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica rappresentano
quindi una fonte integrativa,
perché forniscono un contributo, di entità diversa a seconda della
dimensione dell’impianto, al bilancio elettrico globale
dell’edificio.
Componenti
Un
impianto di connessione a rete è costituito, oltre che dai moduli, da
un inverter
“di connessione a rete”,
che è un dispositivo elettronico che trasforma la tensione e la
corrente da continua (come ci arriva dai moduli) ad alternata (come è
nelle nostre case).
L’inverter
da noi utilizzato è completo dei necessari dispositivi di interfaccia
che garantiscono il rispetto delle caratteristiche richieste dalle
società elettriche in quanto a qualità di energia elettrica immessa
in rete e sicurezza operativa.
Vantaggi
-
L’installazione
dei moduli fotovoltaici nei tetti o sulle terrazze risponde alla
natura distribuita della fonte solare e presenta diversi vantaggi, tra i quali:
- l’energia
prodotta in prossimità dell’utilizzazione ha un valore
maggiore di quello dell’energia fornita dalle centrali tradizionali,
in quanto vengono evitate le perdite di trasporto ;
-
la produzione
di energia elettrica nelle ore di insolazione permette di ridurne la
domanda alla rete durante il giorno. E’ quindi un’alternativa
interessante, in particolare alla luce della crescente diffusione dei
sistemi di condizionamento;
- l’adozione di
questi sistemi permette la diffusione tra gli utenti di una maggiore
“coscienza energetica”, con positivi risvolti nell’ambito di una
crescente razionalità ed efficacia d’uso dell’energia elettrica.
Il
“watt di picco” (Wp)
L’unità
di misura utilizzata per i moduli solari fotovoltaici è il “watt di picco”
(Wp).
La
“p” a lato della potenza significa, infatti “di picco”, con
riferimento alla potenza standard dei moduli fotovoltaici: la potenza
di picco viene, infatti, erogata dal sistema in condizioni standard,
che corrispondono a condizioni ideali, simili al sole a mezzogiorno
d’estate. Si tratta di un riferimento riconosciuto a livello
internazionale.
La potenza in uscita
dal modulo e quindi dal sistema ovviamente varia con il cambiare
dell’intensità dell’irraggiamento solare, ma attraverso metodi di
calcolo specifici è possibile prevedere la produzione di energia
elettrica dei sistemi fotovoltaici a seconda della località
dell’installazione, dell’inclinazione e dell’orientamento del
piano dei moduli.
Risparmi e spazi
occupati
Per
ridurre del 90 – 100% le bollette di energia elettrica di una casa
monofamiliare che tipicamente consuma 2.000 – 2.500 kWh/anno
(indicati nelle bollette come “scatti”), equivalenti ad esborsi
annui di 400-500 Euro, è necessario adottare un
sistema fotovoltaico di connessione a rete della potenza di 1,5 – 2
kWp (a seconda della località e dell’esposizione al sole del luogo
dove si intendono installare i moduli). La superficie occupata
risulterebbe quindi compresa tra i 12 e i 17 m2 circa.
Il
costo totale del sistema, considerando il contributo pubblico a fondo
perduto dell’attuale “Programma Nazionale 10.000 Tetti
Fotovoltaici” (70% del costo totale d’impianto), risulta di 8 –
11 milioni di Lire.
Per i privati a tale somma va
inoltrato detratto il 36% dall’IRPEF previsto per gli interventi di
risparmio energetico in edilizia. La spesa finale dell’impianto
chiavi in mano oscillerà quindi tra 5 – 7 milioni di Lire.
Aspetti normativi
L’ENEL
ha emesso una circolare che regolamenta la connessione degli impianti
fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kWp: un tecnico della società
elettrica locale installerà un secondo contatore per la
contabilizzazione dell’energia elettrica in uscita. L’utente dovrà
pagare 30,99Euro/anno di “oneri di misurazione” e, alla fine
dell’anno, si procederà con uno “scomputo” dei kWh immessi
nella rete dalla bolletta.
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