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se vogliamo un mondo di
pace.
Fin quando si muore per la
fame.
Fin quando si muore per la
sete.
Fin quando la tua terra è occupata.
Fin quando non si è sicuri nella
propria patria.
Non si può aver la pace.
La pace è cibo, acqua, libertà e
sicurezza.
La pace è amore e solidarietà,
giustizia e libertà.
Costruiamo un mondo più giusto
Se vogliamo la Pace

Gli alunni della SMS “S.
Caterina da Siena” Forio Pasqua 2003


Negli
ultimi anni il problema che sicuramente incombe di più sulla Terra è la guerra, la stessa guerra che mettevano in
atto le popolazioni preistoriche, la
stessa guerra che permise ai romani di diventare un grande impero, la stessa
guerra che comportò lo sterminio di circa sei milioni di Ebrei.
L'unica
differenza che separa queste guerre è che man mano che si va avanti nel tempo
le guerre diventano sempre più
strumento di distruzione,di morte: infatti l'uomo da quando è nato si è evoluto
molto non solo in quantità di intelligenza ma anche di malvagità.
Ai
tempi dei romani, si combatteva con le catapulte e le spade ,durante la seconda
guerra mondiale con i fucili,
pistole ed aerei ,ora invece
l'uomo è riuscito a creare armi inimmaginabili, capaci di distruggere la popolazione dell'intero mondo in alcuni
secondi; queste armi oggi vengono chiamate di distruzione di massa.
"In
ogni guerra ci sono vinti e vincitori ;
i vinti alla fine della guerra fanno la fame, i vincitori ugualmente la
soffrono".
Questa
piccola frase ci dovrebbe far capire
che alla fine delle guerre, vincitori
assoluti non ce ne sono e mai ce
ne saranno perché un conflitto non può
provocare cose positive ma soltanto negative.
Spesso
le grandi guerre però sono scaturite da piccole violenze, magari proprio per le
rivalità fra due etnie o due popoli.
In
passato di guerre ce ne sono state un infinità, la più distruttiva sia in campo
materiale che umano fu la seconda guerra mondiale.
In
questa guerra inoltre si ebbe un evento terribile: la persecuzione degli Ebrei
e di altre minoranze come zingari, gay, testimoni di Genova da parte dei
tedeschi e il loro annientamento che
oggi è chiamato Shoà.
Gli
appartenenti a questi gruppi dai
tedeschi considerati minori, durante la guerra venivano internati in
campi di concentramento .
Man
mano che la Germania conquistava terre , il numero di Ebrei aumentava sempre
più; i Tedeschi non sapendo come
fronteggiare questo problema, costruirono dei campi di sterminio dove gli Ebrei non lavoravano ma venivano" solamente" uccisi.
Si
dice che durante quel periodo vennero uccisi addirittura sei milioni di Ebrei.
Alla
fine del conflitto, quando gli alleati trovarono questi campi di concentramento, colmi di persone, si accorsero che all'interno di essi avvenivano le
torture più brutte ed inimmaginabili.
In Italia , da pochi anni esiste un giorno
che ricorda questo tragico evento : il ventisette gennaio , giorno in cui i Russi entrarono in Polonia ed aprirono
i cancelli di Auschwitz.
Questo
giorno, è importantissimo affinché milioni di persone morte in quel
periodo non vengano mai dimenticati.
Purtroppo
a quei tempi molti Ebrei ed anche tutti quelli che non erano razzisti non ebbero
il coraggio di parlare perché secondo me, i milioni di Ebrei e non solo, se si fossero ribellati, avrebbero
ottenuto la loro libertà e la loro salvezza.
Oltre agli Ebrei ,come ho già detto , nei campi di
concentramento venivano rinchiusi omosessuali , zingari e anche testimoni di
Geova: questi ultimi , per non essere rinchiusi, dovevano giurare fedeltà alla
religione tedesca; Quasi nessuno di loro però accettò questo patto e dunque
ugualmente vennero rinchiusi .
Oggi
in Israele esiste un albero detto , dei
“Giusti”; esso non è un semplice albero ma un simbolo del coraggio di alcune
persone che hanno salvato la vita ad Ebrei durante la seconda guerra mondiale .
In
Italia, il più importante è sicuramente Giorgio Perlasca che salvò cinquemila
vite di Ebrei in un Ungheria , fingendosi console spagnolo.
Le
notizie sulla Shoà sono arrivate a noi grazie ad alcune importanti
testimonianze di persone che hanno vissuto la guerra in quel periodo. Alcuni di
questi sono :Primo Levi, Anna Frank, Brecht , M. De Fonseca. Spesso infatti
sono i sopravvissuti alla guerra hanno scritto dei libri . Da quando è finita
la guerra, per non dimenticare quel giorno sono state create tante opere
letterarie , artistiche e cinematografiche che cercano di far luce di
analizzare quel grave momento storico.
Purtroppo
anche attualmente non si riesce a far prevalere la pace sulla guerra :infatti
nel mondo sono in atto molte guerre . Sicuramente quella più importante è
quella che tiene il mondo con il fiato sospeso : esito della guerra tra
l’America e l’Iraq. Infatti in questi ultimi giorni, si sta’ cercando di non
far scoppiare questo conflitto mediante
manifestazioni di pace ,annunci da parte del Papa e delle varie organizzazioni
che si battono per la pace . A voler la guerra è l’America ; questa guerra ,
secondo lei , servirebbe ad annientare il terrorismo, al levare una dittatura
all’Iraq . Molte persone però pensano che a Bush (attuale presidente degli
U.S.A.), faccia comodo questa guerra
.per
motivi economici perché in Iraq, nona caso , ci sono giacimenti di petrolio e
anche di materiali preziosi .
L’America,
proprio qualche giorno fa ,ha dichiarato che perché non scoppi questa guerra, è
necessario che il dittatore Saddam vada in esilio.
Io però mi chiedo: ”Se le intenzioni degli
U.S.A. sono quelle di cacciare il dittatore , perché invece di far scoppiare un
conflitto gli americani non organizzano un colpo di stato e gli tolgono i
poteri ?” Forse perché le ragioni non sono queste…
Se
poi dall’America ci spostiamo in Africa possiamo trovare tantissimi altri
conflitti infatti dalla fine del colonialismo , l’Africa è stata teatro di
numerose guerre civili scatenate da motivi sia religiosi che etnici .
Ad
esempio in Algeria gruppi armati islamici fanno strage di civili e il governo
risponde con la violenza . La guerra civile in Liberia , scaturita da rilevanti
interessi economici , ha fatto migliaia di morti e un milione e mezzo di
profughi ; si combatte anche nella vicina Sierra Leone per il controllo delle
miniere di diamanti . Infine altri
scontri avvengono in Sudan , Somalia , Ruanda ,Angola , Marocco ,Senegal
,Uganda, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo.
Ormai
la guerra è diventata un fatto abituale : accendiamo la televisione e si parla
di questo ,compriamo il giornale e si
parla ugualmente di questo.
Ognuno
di noi si chiede se queste guerre siano necessarie ;purtroppo però esistono e
sempre esisteranno persone che trovano nella guerra la loro pace . Chi sa se un
giorno la fine del mondo arriverà a causa di una guerra…Io spero proprio di no
e mi auguro che non ci sia più sopraffazione di un uomo sull’altro uomo.
Trofa Manuel III° C


Da
tempo le guerre vengono combattute con tecnologie avanzate e con armi molto
potenti che lasciano dei segni a distanza di tempo,come il lancio della bomba
atomica ad Hiroshima e Nagasaki che ha portato conseguenze disastrose (ancora
oggi infatti nascono bambini mal formati).Allora perché l’uomo spende tanti
soldi per comprare armi sempre più sofisticate,invece di spendere quei soldi
per aiutare le popolazioni che vivono una condizione di sottosviluppo?

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POESIA DELLA PACE Quando verrà la pace? Quando potremo stare più
tranquilli? Quando ci sarà un po’ di
spazio per la pace? Adesso tante e tante
persone che muoiono e altre persone che giocano a palla. Noi siamo ricchi e loro
non possono prendere neanche una manciata di riso. Loro stanno sempre in
casa e non si muovono per paura della guerra. I militari devono
rischiare la vita per un matto che comanda. Adesso per due persone
muoiono migliaia di persone innocenti. Michele Amalfitano anni 10 Immaginati, niente paradiso - è facile, dai, provaci- nessun inferno sotto i nostri piedi, su di noi solo il cielo. Immagina persone Che vivono qui e adesso…. Immaginati,
nessuna nazione - non è così difficile da fare- niente per cui morire o dare morte e nemmeno nessuna religione. Immagina persone Che si fanno la
loro vita in pace…. Tu mi dirai che sono un sognatore Ma sognare non sono solo io. Un giorno,
spero, tu sari con noi E il mondo vivrà come deve vivere uno Immaginati, niente proprietà -
ci riesci? Mi chiedo – nessun bisogno, niente fame o sete, fratellanza tra gli uomini. Immagina persone Che si passano il mondo…. Tu mi dirai che sono un sognatore Ma sognare non solo io. Un giorno, spero, tu sari con noi E il mondo vivrà come deve vivere uno
Imagine
there’s no heaven,
it’s easy
if you try,
no hell
below us,
above us
only sky,
imagine ll
the people
living for
today….
Imgine
there’s no countries,
it isn’t
hard to do,
nothing to
kill or die for,
no religion
too,
imegine all
the people
lifving
life in pece….
You may sey
i’m a dreamer,
but i not
the only one,
i hope some
day you’ll join us,
and the
world will live as one.
Imgine no possesions,
i wonder if
you can,
no need for
greed or hunger,
a brotherhood of man,
imagine ll
the people
sharing ll
the world….
You may say
i’m dreamer,
but i’m not
the only one,
i hope some
day you’ll join us,
and the
world will live s one.

La pace Andremo
per strade silenziose di povertà
vestiti fatti
puri dalla morte recente, più sereni. A
notte le lampade riaccese ci sembreranno
stelle. Dalla
raccolta di poesie "IL MARE
NELLE MANI" DI PIERA ZAGNI.


Nel linguaggio di tutti i giorni ci sono dei modi di dire che
si rifanno al periodo di Pasqua; eccone alcuni : "PORTARE LA PROPRIA CROCE": significa che ognuno deve sopportare le difficoltà della sua
vita come Gesù è riuscito a sopportare e ad accettare i momenti di dolore e
umiliazione. "CHE CROCE!" è un espressione che
sottolinea la gravità di una situazione particolarmente penosa. "GETTARE LA CROCE ADDOSSSO A QUALCUNO": addossare la responsabilità
di un fatto ad un'altra persona. "LA CROCE CHE CI SI FA
DA SOLI E' LA PIU' PESANTE": il modo di dire vuol significare che,
quando siamo noi stessi a costruirci delle croci, cioè a commettere delle
azioni di cui in seguito ci pentiamo e che inoltre si ritorcono contro di
noi, dovremo sopportarne il peso (le conseguenze) che sarà sicuramente più gravoso, rispetto a
quando è imputabile invece a cause esterne, dato che in questo caso siamo noi stessi gli artefici del danno
provocato. "ESSERE FELICI COME UNA
PASQUA": riferito a chi manifesta una grande felicità, proprio perché
il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia. "PASQUA ALTA": si
ricorre a questa espressione quando la festa di Pasqua è in ritardo
rispetto al tempo in cui ricorre normalmente, mentre si dice: "PASQUA
BASSA" quando è in anticipo. "VENIRE LA PASQUA IN
DOMENICA": per indicare ciò che si verifica al momento opportuno, che
arriva a proposito. "ESSERE COME SAN
TOMMASO": la locuzione viene usata per indicare un'ostinata incredulità verso una
notizia o un fatto, proprio come l'apostolo Tommaso che si rifiutò di
credere ai compagni che gli
riferivano l'apparizione di Gesù risorto.

A Forio più che in altre zone dell' isola si tramandano usi e costumi attraverso ricordi pagani e motivi di alta religiosità. Tra queste in particolare ricordiamo: LA CORSA DELL' ANGELO che si svolge la mattina di Pasqua. Tutto il paese, fin dal lontano 1600, vive con intensa emozione i vari momenti di questa manifestazione dove si sposano motivi mistici e motivi pagani ricchi di superstizione e leggenda.
La "corsa dell' Angelo" è una sacra rappresentazione che si svolge a Forio e vuole riprodurre il momento dell'incontro della Madonna con il figlio risorto dai morti . Di storico in essa c 'è solo la resurrezione del Cristo, l'altro è stato liberamente inventato essa è realizzata dall'Arciconfraternita che è anche la proprietaria delle quattro statue che si portano a spalla in processione sempre dai primogeniti delle stesse famiglie come fosse un patrimonio spirituale.
Le statue sono :la Madonna, il Cristo Risorto, S. Giovanni Apostolo che furono scolpite in legno da un artigiano di Napoli tra il 1756 e il 1757 mentre l'Angelo che è il protagonista, fu scolpito da Vincenzo Mollica e ricoperto d' oro zecchino.
Le statue sono state ristrutturate a spese dell' Arciconfraternita.Prima dell' inizio della rappresentazione si ha cura di sistemare le statue della Madonna e di S. Giovanni, presso il crocevia , mentre quella del Cristo e dell' Angelo si recano in processione .Una volta queste statue venivano custodite , dal venerdì mattina di Pasqua , nella proprietà Patalano-Cognordo, sull' area occupata oggi dal "cinema delle Vittorie".
Durante la mattinata le statue della Madonna che reca un velo bianco sul volto (fino alcuni decenni fa questo velo era nero) e di San Giovanni vengono sistemate provvisoriamente presso l' attuale sede dell' istituto Nautico in corso Matteo Verde. Verso le dieci e trenta ha inizio la solenne messa al cui termine s'avvia la processione formata da un piccolo corteo, lo stendardo celeste e il pennacchio di penne di struzzo bianco, la croce della Confraternita, la statua dell' Angelo, il clero e la statua del Cristo Risorto. Dopo il canto del "Regina Coeli" formato da un coro di poderosi voci anche un po’ stonato e dal popolo che non conosce il latino l'Angelo si volge verso il Cristo e viene ripetuto il canto. Fatti tre inchini l'Angelo spicca la prima corsa e arrivato al crocevia, il coro intona il"Regina Coeli" e ripete tre inchini ma questa volta verso la Madonna. Dopo averli fatti tre volte l'Angelo si ferma sotto il campanile della chiesa di Santa Maria di Loreto mentre la Madonna e San Giovanni si incamminano sul corso Umberto l° verso il Cristo.Arrivati all' altezza della Piazza fatto scivolare il velo dal volto della Madonna che, corre velocemente verso il figlio risorto dai morti. Fermatasi alla sua sinistra.
Gli alunni della 2H

BIsogna che la vita esploda come si apre il bocciolo, un mattino di primavera, dopo i freddi dell’ inverno e come si alza il Risorto nel mattino di Pasqua, dopo il dramma della morte. Bisogna... Non è dichiarazione né un voto, ma un impegno. La vita è nelle nostre mani, l’amore è nei nostri cuori, la verità è sulla nostre labbra, la pace è nelle nostre decisioni.
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Ieri ero levato in croce con
Cristo, oggi sono
glorificato con lui; ieri
morivo con lui
oggi rivivo; ieri venivo
sepolto con lui
oggi risorgo. Offriamo ,
dunque,
qualcosa a colui che per noi
morì ed
è risorto. Forse voi pensate
a oro ,
e a pietre preziose, tutta
roba fragile e
mutevole della terra.
Offriamo, invece, noi
stessi.
Ciascuno dia tutto; tutto a
colui che diede
tutto se stesso come prezzo
Momento centrale
dell'anno liturgico è la settimana santa, la forma ricorrente di
celebrazione pubblica è rappresentata dalla processione. Le processioni del
giovedì e del venerdì Santo possono ricostruire l'itinerario della Via
Crucis o accompagnare uomini mascherati da figure del vangelo o portare in
corteo sculture riproducenti gli episodi principali della passione ed il
cristo morto. La sequenza delle forme rituali tradizionali si prolunga al
lunedì in albis sia con scampagnate che con processioni e manifestazioni
devozionali Inizia, quindi, il mese di Maggio, dedicato alla madonna. A PROCIDA il venerdì Santo si
svolge la tradizionale processione dei misteri All'alba i confratelli della congrega dei turchini, vestiti di
bianco con cappuccio e mantellina azzurra, iniziano la rappresentazione
muovendosi dall'antica badia di San
Michele, patrono dell'isola, posta nella contrada Terra Murata. Si sfila per le strette vie dell'isola portando in processione i Misteri allestiti dagli stessi
isolani. Sono carri e sculture rappresentanti i simboli della Passione
quali i dadi con cui 9i soldati si giocarono vestiti di Gesù, i chiodi, la scala, il flagello
etc. Sfilano anche i bambini, con i vestiti della Congrega o con quelli
da angeli, e portano carri e statue in miniatura. Aprono la processione suonatori di trombe e tamburi preannunziane
cupamente il passaggio , donne e bambini vestiti di nero, scortate da una
banda musicale chiudono il corteo con la statua di Cristo morto, opera
dello scultore Lantricelli. Le caratteristiche della manifestazione sono
direttame4nte collegabili a quelle importate a Napoli dalla Spagna nel sec. XVI e chiamate,
appunto,"processioni degli Spagnoli".
del nostro riscatto


Le uova, simbolo della vita che nasce,
metafora del passaggio dall'embrione all'essere vivente, dal sonno alla veglia,
dall'inverno alla primavera, sono presenti sin dall'epoca pagana.
Infatti venivano scambiate all'inizio della
primavera come augurio della rinascita della vita. Altre fonti ci parlano della
consuetudine dei contadini dell'antica Roma, di seppellire un uovo dipinto di
rosso nei loro campi, e propiziarsi così un buon raccolto.
Con l'avvento del Cristianesimo molti riti
pagani vengono assorbiti dalla nuova religione. La stessa Pasqua risente di
antichi influssi; infatti è una festa mobile che cade tra il 25 marzo e il 25
aprile, nella prima domenica dopo il plenilunio che segue l'equinozio di
primavera. In pratica, anche se oggi non ce ne rendiamo più conto, la data in
cui cade la Pasqua coincideva con quella che segnava il passaggio tra la
stagione del riposo per i campi e quella delle nuove semine, legate alla luna e
all'allungamento del giorno sulla notte. E l'uovo era il simbolo di questo
momento fondamentale.
Con il Cristianesimo l'uovo continua a
essere un dono augurale. Si racconta che dopo la Quaresima, che ne vietava il
consumo, le uova deposte dovevano essere in qualche modo smaltite. E così si
regalavano, magari dipinte, come voleva l'antica usanza contadina.
Anzi, in Francia e fino al Settecento,
l'uovo più grosso, deposto durante la Settimana Santa, spettava esclusivamente
al re.
Nei paesi slavi invece persiste l'arte delle
uova dipinte, che poi vengono scambiate e regalate ai bambini. In un paese
dell'Inghilterra i bambini sono soliti radunarsi in cima a una collina e far
rotolare in basso decine di uova colorate, simbolo della pietra che il mattino
di Pasqua rotolò via dal Santo Sepolcro.
Oggi, sodo o dipinto, bianco o
di cioccolata, è questa un'arte tutta italiana. L'uovo è il protagonista
indiscusso della Pasqua.

Sara
Coletta
Robbia (Rubia tinctorum - Rubiacee) Pianta
fotografata intorno alle fumarole del monte Pizzone: essa presenta le
caratteristiche foglie disposte
a verticilli, partenti da un unico punto. Si riconosce subito perché
presenta numerosi peli sul margine e sulla pagina inferiore delle
foglie ed anche sul fusticino. Se viene passata ripetutamente sulla pelle, produce piccole
ferite. Pianta sempre verde con dei rizomi che corrono nel
terreno a poco profondità ricchi di una sostanza rossa che viene usata per tingere e di qui il nome scientifico. A Pasqua ad
esempio si tingono di rosso le uova. Dialettale: 'a rove.


Martedì 18 Marzo 2003 noi ragazzi della Scuola Media
“Santa Caterina da Siena” di Forio abbiamo vissuto un’ esperienza unica e
speriamo “ripetibile”. E’ stato un assaggio del grande festival
cinematografico Giffoni che ogni anno si tiene a Valle Piano una località
in provincia di Salerno. Abbiamo assistito alla proiezione di due film per
ragazzi: “Respiro” di Emanuele Crialese e “Hard ball” di Brian Robbins. L’
esperienza è stata indimenticabile, innanzitutto dal punto di vista
culturale e poi da quello del divertimento.
Emozioni in
primo piano

Schiacciato dai debiti di gioco. Conor O’ Neil è
costretto ad allenare una squadra giovanile di baseball in un quartiere
nero di Chicago. Il team è composto da ragazzini tra i dieci e i tredici
anni negati per il baseball e terrorizzati del luogo in cui vivono: di sera
è impossibile uscire per le strade e in casa è preferibile sedere sul
pavimento, per evitare di essere colpiti dalle pallottole vaganti che
arrivano, a volte, dalla finestra. Conor si trova, dunque, in un universo
sconosciuto che ha in riserbo per lui non poche sorprese. Con il passare dei giorni
l’uomo comincia a creare un rapporto di fiducia con i ragazzi e a
comprendere i loro problemi, anche grazie all’aiuto dell’affettuoso
insegnante dei suoi campioni, la signorina Elizabeth. Conor riscoprirà, attraverso lo sguardo dei giovani
giocatori quanto sia importante condividere la passione per uno sport,
avere voglia di vincere, di fidarsi gli uni degli altri, di amare. Pasquale, 13 anni è il leader di un gruppo di
ragazzini che trascorrono il tempo dando la caccia agli uccelli nell’arida e polverosa campagna
dell’isola di Lampedusa, lottando per difendere io loro territorio di
caccia dalle bande rivali. Come
tutti gli abitanti dell'isola, Pasquale trascorre le sere in Via Roma ,la strada principale del paese. Insieme
ai suoi compagni si esibisce in pericolose acrobazie per impressionare le
ragazze. Il solo padrone è il padre Pietro un uomo generoso ma violento,
amato e odiato. Pasquale prova invece un amore segreto e conflittuale per
la madre, Grazia La “disgrazia” de3lla famiglia. La donna, fragile ed
imprevedibile, è considerata diversa da tutte le altre e viene guardata con
sospetto dall’intera comunità. Pasquale si vergogna di lei e, allo stesso
tempo non può fare a meno di difenderla dalla crescente pressione
esercitata su di lei dalla città e dal padre che vuole rinchiuderla in un ospedale
milanese. Il ragazzo decide allora di nascondere la madre in una grotta
facendo credere a tutti che Grazia
si è suicidata.


HARDBALL
RESPIRO

FRASI SULL’AMORE E SULLA PACE
Quando siete contenti
guardate in fondo al cuore e saprete che ieri avete sofferto per quello che
oggi vi rende felice. E quando siete
tristi, guardatevi il cuore e v’accorgete di piangere per quello che e ieri fu
il vostro diletto. Il mio cuore sanguinò; perché sarete liberi soltanto se
suderete la vostra libertà, cessando di chiamare un fine e un complimento.
In verità sarete liberi
quando l’affanno riempirà il nostro giorno, e il bisogno e il dolore la notte.
Sarete
più liberi con questa cintura, e più alti, nudi e senza vincoli.
Il
vostro amico è il vostro saziato. Se l’amico vi confida il suo pensiero non
nascondetegli il vostro, si rifiuto o consenso. Se vi separate dall’amico non
provate dolore; poi che la tu assenza può schiarirvi ciò che più lui amate.
Io
posso parlare del vostro bene, m non del vostro male. Poi che cattivo non è che
il buono torturato dalla su fame e dalla sua sete.
Siete
buoni nello sforzo di dare voi stessi, ma non siete cattivi nel guardare per
voi.
estratti da “Il Profeta” di
Gibran DAVID DEL MONTE LUIGI DI SPIGNA


Ciao! Siamo gli
alunni della scuola media Statale Santa Caterina e frequentiamo la prima e
la seconda classe. In questo periodo stiamo partecipando ad un laboratorio
sullo SVILUPPO SOSTENIBILE (sviluppo che provvede al soddisfacimento dei
bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità di
soddisfare i bisogni di quelle future). Il Laboratorio è iniziato nel
mese di gennaio 2003 e ad esso partecipano circa 30 alunni provenienti da
tutte le classi seconde e prima della nostra scuola sia di Forio sia di
Panza . Nel primo
incontro i nostri professori ci hanno spiegato il significato delle parole
<<SVILUPPO SOSTENIBILE>> e di quanto sia importante studiare l’ambiente
per affrontare i problemi che riguardano il territorio nel quale noi viviamo .
Sempre nel primo incontro abbiamo fatto alcuni esperimenti sull’acqua . Nel secondo incontro abbiamo
deciso di calcolare l’IMPRONTA
ECOLOGICA relativa al consumo di acqua nel nostro paese . Il metodo dell’impronta
ecologica è utilizzato per “MISURARE” il nostro impatto sull’ambiente
. L’ambiente è l’area di terra
e di mare necessaria ad ognuno di noi per sostenere i nostri consumi di
materie prime ed energia e per assorbire i nostri rifiuti. Per calcolare
l’IMPRONTA ECOLOGICA bisogna , fare un lavoro di ricerca sul territorio . I professori ci hanno portati l’elenco di tutte le
famiglie del COMUNE DI FORIO . In
esso abbiamo scelto a caso 117 famiglie ,
distribuite per numero di componenti . A queste famiglie stiamo
proponendo un questionario sul consumo di acqua . Quando avremo le interviste ,
analizzeremo i dati raccolti e passeremo al calcolo dell’ impronta
ecologica dell’acqua del nostro
Comune. Ciao! Gli alunni di Panza e Forio
E' Pasqua
SE… Se riesci a conservare il controllo quando tutti Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa; Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio; Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare, O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in (menzogne, O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio, E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare (Troppo
saggio: Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone; Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo
scopo; Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina E piegarti a ricostruirle con arnesi logori: Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite E rischiarle in un colpo solo a testa e croce, E perdere e ricominciare di nuovo dal principio E non fiatare una parola sulla perdita; Se riesci a
costringere cuore, tendini e nervi A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, E a tener duro
quando in te non resta altro Tranne la Volontà che dice loro:”Tieni duro perdere e
ricominciare di nuovo dal principio E non fiatare una parola sulla perdita; Se riesci a
costringere cuore, tendini e nervi A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, E a tener duro
quando in te non resta altro Tranne la Volontà che dice loro:”Tieni duro”. Se riesci a parlare
con la folla e a conservarti retto, E a camminare coi Re senza perdere il contatto (con la gente, se non riesce a ferirti il nemico ne l’amico più caro, Se tutti contano per te ma nessuno troppo; Se riesci a occupare il minuto inesorabile Dando valore a ogni istante che passa, , Tua è la terra e tutto ciò che è in essa , E- quel che è
più- sei un Uomo , figlio mio! Rudyard Joseph Kipling PABLO
PICASSO “GUERNICA”, MADRID, MUSEO DEL
PRADO LA GRANDE TELA, REALIZZATA NEL 1937 NEL PIENO DELLA
GUERRA CIVILE SPAGMOLA SU INCARICO DEL GOVERNO REPUBBLICANO ED ESPOSTA
ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI PARIGI, ESPRIME LA PROTESTA RABBIOSA DI
PABLO PICASSO CONTRO IL BOMBARDAMENTO DELLA CITTADINA BASCA DI GUERNICA Y
LUNO.
"E' Pasqua, è Pasqua!"
dice allegro il sole
mentre gioca con i fiori delle aiuole.
"E' Pasqua, è Pasqua!"
già risponde il vento
mentre insegue le nubi del firmamento.
"E' Pasqua, è Pasqua!"
canta allegro il cuore
"E in questo dì è risorto il Signore!"


