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pensioni.too.it la guida web sulla previdenza

 

   

 

La previdenza in cifre

 

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freccia.gif (700 byte) Gli Osservatori dell'INPS su pensioni, imprese, lavoratori e bilancio dell'Istituto

freccetta.gif (899 byte) 16 milioni di pensionati

Secondo i dati aggiornati al 2000 il numero delle pensioni in Italia sono 21 milioni e 600 mila circa. I pensionati, invece, sono circa 16 milioni. Da ciò si deduce che circa 5 milioni sono i soggetti che percepiscono più di una prestazione.

freccetta.gif (899 byte) Il rapporto 2001 del nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale

Nel 2000, la spesa per pensioni dell'insieme dei fondi del sistema obbligatorio è risultata pari a 307.230 miliardi, con un incremento di 10.165 miliardi (+3,5%) rispetto all'anno precedente. Le prestazioni erogate dalle gestioni pensionistiche hanno inciso per l'83,9% del totale, ovvero 257.863 miliardi, con un aumento del 4,1% rispetto al 1999. Le uscite a carico della cosiddetta gestione per gli interventi assistenziali (Gias) sono state invece 49.367 miliardi, con un aumento dello 0,5% sull'anno precedente.

Per leggere il testo completo del rapporto 2001, clicca qui

freccetta.gif (899 byte) L'invecchiamento della popolazione italiana: nel 2030 gli anziani 15 milioni

Il problema dell'Italia, oltre all'assenza di forza lavoro in determinati settori in cui sono occupati solo immigrati, è anche il progressivo calo demografico e l'invecchiamento della popolazione. Secondo l'Istat, saranno 15 milioni gli over 65 in Italia nel 2030, pari al 28% della popolazione, mentre oggi su 100 persone 18 sono anziane.

Vedi lo studio della Confcommercio (formato word)

freccetta.gif (899 byte) Spesa pensionistica, crescita del 2% nel 2031

“L’annus horribilis” della spesa pensionistica sarà il 2031, quando – secondo i calcoli della Ragioneria generale – si raggiungerà l’apice della “gobba” con un’incidenza del 15,8% sul Prodotto interno lordo. La stima (che è contenuta nel documento di analisi del Dpef elaborato dal Tesoro) si discosta di poco da quella precedente (lo 0,1% in meno) e la differenza è dovuta al previsto raddoppio dei flussi migratori che controbilancerebbero – almeno in parte – l’allungamento delle prestazioni dovuto al minor tasso di mortalità della popolazione. Il rapporto spesa pensioni/Pil, si legge nel documento, "presenta una rapida crescita tra il 2001 e il 2015", passando da valori intorno al 14-15% circa. L'aumento proseguirà  "nei 16 anni successivi ad un ritmo più contenuto fino a raggiungere il punto massimo, pari al 15,8%, nel 2031. Dopodiché la spesa decrescerà rapidamente attestandosi al 13,5% nel 2050". L'elaborazione precedente effettuata dai tecnici della Ragioneria generale e utilizzata in sede di stesura del Dpef 2000 indicava un picco al 15,9% nel 2031 e una successiva flessione al 13,3% nel 2050 (da il Nuovo, 29 agosto 2001).

DINAMICA DEL PIL E DELLA SPESA PENSIONISTICA 

 

1995

1997

1999

2001

2003

2005

 

(variazioni % sull’anno precedente

PIL (a prezzi correnti)

8,1

4,1

3,0

4,3

4,5

4,0

Spesa pensionistica

4,8

6,3

4,4

4,7

4,9

4,7

 

(in % del PIL)

Spesa pensionistica/PIL

13,6

14,2

14,3

14,6

14,7

14,8

Stime CONFCOMMERCIO su dati INPS, MINISTERO DEL TESORO, ISTAT 
 

freccetta.gif (899 byte) Pensioni, due su tre sono sotto 1 milione di lire

Ben due pensioni su tre pagate dall'Inps non raggiungono la soglia del milione al mese. Mentre ci sono ancora numerose (circa 4 mila) "pensioni d'oro", quelle con un importo superiore ai dieci milioni di lire al mese. Le cifre emergono dai dati del bilancio consuntivo dell'Inps, che nel 2000 ha erogato 15 milioni e 200 mila pensioni, di cui 10 milioni non superano le 999.999 lire al mese. Non ci sono soltanto le cosiddette pensioni "minime" (da quelle sociali alle integrazioni al minimo), ma anche numerose pensioni di ex lavoratori dipendenti e di molte pensioni di invalidità.
E per 2.500 pensionati alla fine del mese non c'è neanche mezzo milioni di lire da mettere in tasca: ma in molti casi - dice l'Inps - si tratta di prestazioni pagate a titolari di più pensioni.
Gli assegni più pesanti riguardano, come detto, quasi 4 mila pensionati che prendono ogni mese più di 10 milioni di lire. Per una fuoriuscita di liquido per le casse dell'istituto di oltre mille miliardi l'anno. Piloti ed ex dipendenti Telecom ed Enel restano in media i pensionati Inps più pagati, nonostante gli interventi degli ultimi anni tesi ad armonizzare la varie gestioni previdenziali e ad eliminare i privilegi dei cosiddetti Fondi speciali.
Molto distante la maggior dei pensionati Inps: l'importo medio mensile, infatti, supera  di pochissimo il milione (13 milioni e 600 mila lire l'anno). E i quasi 12 milioni di ex lavoratori dipendenti percepiscono circa 15.200.000 lire l'anno.

freccetta.gif (899 byte) Pensioni e privilegi: l'Italia maglia nera nelle sperequazioni

Nel sistema pensionistico italiano esisono grossi problemi di equità interna: l'importo medio varia notevolmente da pensione a pensione. La pensione media per i lavoratori dipendenti è di 21 milioni e mezzo annui. Per il fondo trasporti si sale a 40 milioni annui, a 44 per i telefonici, a 62 per gli esattoriali e a 100 per il fondo volo (vedi scheda). Negli indici di confronto con gli altri Paesi europei, l'Italia risulta avere la maggiore sperequazione tra il minimo e il massimo nel trattamento pensionistico. Ma una pensione più alta è attribuita anche a commercianti e artigiani, come risulta dai dati della Commissione Brambilla (leggi articolo).

freccetta.gif (899 byte) Fondi pensioni, aumentano gli iscritti

Negli ultimi due anni gli iscritti ai Fondi pensione sono aumentati. Secondo i dati della Covip, al 30 giugno scorso gli aderenti alle forme integrative di nuova istituzione erano 1.219.852, con una crescita del 10% rispetto alla fine del 2000. Sostanzialmente stabile, invece, il numero dei fondi autorizzati all'esercizio: 143, di cui 43 di tipo negoziale e 100 di tipo aperto. Nonostante l’aumento degli iscritti ai fondi negli ultimi anni, solo il 13,3% dei lavoratori dipendenti privati ha aderito al proprio fondo di categoria e questo dato si riduce al 6% tra i giovani (fonte DPEF).

freccetta.gif (899 byte) Gestione separata, sale a quasi 2 milioni l'esercito dei parasubordinati

L'"esercito" dei parasubordinati (professionisti, ma anche studenti, baby sitter, pony express) si avvicina a quota 2 milioni. Nel 2000 gli iscritti alla gestione separata dell'INPS sono stati 1 milione e 897.348, con una variazione rispetto al '99 del 12,5% (+211.414). Nel 2001 cresceranno ancora: si prevede che arrivino a 1 milione e 970 mila iscritti. 

freccetta.gif (899 byte) Pensioni al minimo

Alla data del 1° gennaio 2001 erano 5 milioni 70 mila le pensioni integrate al trattamento minimo. Così suddivise: 2 milioni 852 mila nel Fondo dei lavoratori dipendenti, 1 milione 238 mila nella gestione dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, 502 mila nella gestione artigiani e 478 mila nella gestione commercianti. L'integrazione costa all'INPS 28.117 miliardi di lire, di cui 16.177 riservati ai lavoratori dipendenti e la restante somma alle tre gestioni dei lavoratori autonomi.

freccetta.gif (899 byte) Pensioni di invalidità

Alla data del 1° gennaio 2001 erano 2 milioni 776 mila. Di esse 1 milione 744 mila riguardano il Fondo lavoratori dipendenti, 645 mila la gestione dei lavoratori autonomi agricoli, 216 mila gli artigiani e 171 mila i commercianti. Le pensioni costano all'INPS 30.433 miliardi di lire, per un importo medio mensile di 844 mila lire. Il dato più significativo è che ben 2 milioni 382 mila pensioni sono state liquidate con decorrenza entro il luglio 1984, cioè applicando la vecchia normativa: esse costano quest'anno 25.408 miliardi. Se si tiene conto che nel 1980 il numero delle pensioni di invalidità era di 5 milioni 148 mila e nel 1990 di 4 milioni 340 mila si comprende l'incidenza positiva che ha avuto la legge 222/1984 nel restringere alla sola valutazione sanitaria il riconoscimento dell'invalidità. Oggi l'incidenza delle invalidità sul totale delle pensioni è del 19%; nel 1980 era giunta al 44%.

freccetta.gif (899 byte) Cassa integrazione guadagni

Sono 63.267.000 le ore autorizzate dalla Cassa integrazione guadagni da gennaio a maggio 2001. Di esse 46.036.000 sono state autorizzate dalla gestione industria (in particolare 20.612.000 per interventi ordinari e 25.424.000 per interventi straordinari) e 17.231.000 dalla gestione edilizia. Rispetto all'analogo periodo dello scorso anno c'è un aumento del 2,79% nel numero delle ore autorizzate, aumento addebitabile esclusivamente all'edilizia, che ha visto crescere gli interventi di oltre il 35% a fronte del settore industria che li ha invece ridotti di quasi il 6%. Al primo posto Lombardia con 10.115.000 ore, seguita da Campania con 9.220.000 ore: nel complesso le due regioni hanno ottenuto il 30% degli interventi.

info.gif (232 byte) per approfondire:

L'Osservatorio economico sull'Italia (a cura del Sole24Ore)

 

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