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Riforma pensioni: i contenuti della delega Garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, soprattutto nella previsione, a medio termine, dei negativi effetti demografici derivanti dai pensionamenti dei baby boomers e dal restringimento della platea dei lavoratori che sostengono finanziariamente il sistema; garantire maggiore equità intra e intergenerazionale; sostenere lo sviluppo della previdenza complementare; ridurre le aliquote contributive. È puntando al conseguimento di questi quattro obiettivi che la delega al Governo in materia previdenziale delinea le linee di intervento. Ecco in sintesi i princìpi e i criteri direttivi della delega. Tfr e fondi pensione - Per favorire il decollo
del "secondo pilastro" il governo ha deciso di mettere sul piatto dei fondi
pensione tutto il Tfr "maturando". Il dirottamento del Tfr - contrariamente alla
formula iniziale del "silenzio-assenso"- diventa obbligatorio. I lavoratori
saranno liberi di decidere solo verso chi indirizzare le somme accantonate, ma se
taceranno il Tfr andrà automaticamente verso i fondi "chiusi". L'obbligo di
indirizzare verso i fondi le somme accantonate non scatterà in alcuni casi particolari.
Ad esempio per i lavoratori oramai prossimi alla pensione che dovrebbero versare somme
troppe esigue per costruire una vera pensione alternativa. L'attività di vigilanza sui
fondi continuerà ad essere esercitata dalla Covip, che dovrà tuttavia garantire anche la
trasparenza dei piani pensionistici individuali oltre che collettivi. Il Ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, non ha infine escluso un ricorso allo strumento della
cartolarizzazione per consentire ai fondi di disporre da subito di una massa finanziaria
consistente con cui partire. Il taglio
dell'aliquota contributiva non avrà tuttavia alcuna ripercussione negativa sulle pensioni
che resteranno invariate. A compensare le minori entrate -assicura il Governo- ci penseranno le maggiori entrate conseguenti alla
crescita del numero degli occupati favorita dagli stessi incentivi e l'aumento
dell'aliquota contributiva a carico dei parasubordinati. Restano critici i sindacati, i
quali temono che la decontribuzione crei con il passare del tempo una voragine nei conti
Inps con conseguente taglio delle pensioni per chiudere il buco. Per il resto il
testo è quello della vecchia delega che il governo dell'Ulivo aveva lasciato decadere nella scorsa legislatura. In particolare resta la netta
separazione delle funzioni di gestione amministrativa -affidate ad un unico organo
"snello" nominato dal Governo- da quelle di vigilanza e controllo che
resterebbero affidate ai vecchi Civ. Per i lavoratori dei fondi speciali Inps, che
dovrebbero essere riaccorpati nel fondo lavoratori dipendenti, scatta anche l'operazione
di riallineamento delle aliquote contributive. La fase due: pensioni di anzianità - Per il momento
nessun riferimento a disincentivi per frenare i trattamenti di anzianità. Il documento
messo a punto dal ministero del Welfare parla solo di incentivi per ritardare i
pensionamenti e sviluppare la previdenza complementare. Una riforma soft, insomma. Ma il
testo lascia anche aperta la strada a una cosiddetta "fase due", in cui
dovrebbero essere affrontati i temi più caldi: riduzione dei contributi; estensione del
metodo contributivo a tutti i lavoratori; e se ci fossero i margini anche i disincentivi
sulle "anzianità". Non a caso il documento prevede che i sindacati possano
essere chiamati a verificare la sostenibilità di alcune voci anche nell'ottica di un
rilancio della competitività. In questo caso si andrebbe a una seconda verifica
approfondita e poi si procederebbe con il metodo dell'avviso comune.
Previdenza, ecco la riforma delle polemiche (il Nuovo, 20 dicembre 2001) Restare in servizio? Meglio andarsene (il Nuovo, 20 dicembre 2001) Pensioni, ora spunta la mobilità lunga (La Stampa, 5 dicembre 2001) Ecco la riforma delle pensioni targata Maroni (il Nuovo, 3 dicembre 2001) Previdenza: il piano del Governo (Il Sole 24 Ore, 23 novembre 2001) Pensioni di anzianità, se ne parla nella «fase due» (Il Sole 24 Ore, 23 novembre 2001)
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