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Rassegna stampa
Contributivo
vietato ai maggiori di 18 anni
Solo chi nel 95 aveva unanzianità
di servizio inferiore potrà abbandonare il sistema retributivo
Testo
del decreto-legge 355/2001 sul diritto di opzione tra contributivo e retributivo (kataweb)
I LAVORATORI con una certa anzianità contributiva (24 anni circa)
non possono più scegliere tra pensione retributiva e contributiva: devono restare nei
binari della pensione retributiva, punto e basta.
La possibilità di optare riguarda solo chi, al 31/12/1995, aveva meno di 18 anni di
contributi.
Lo ha stabilito il decreto-legge 355, in vigore dallinizio di ottobre (Gazzetta
ufficiale 228/2001), che dà linterpretazione autentica" della legge
Dini, vietando da un lato lopzione ai lavoratori più anziani e, allo stesso tempo,
regolarizzando lassurda posizione di quei lavoratori (un migliaio) che avevano
chiesto lopzione a dicembre dello scorso anno, ma finora erano rimasti senza busta
paga né pensione.
Costoro, facendosi forti della legge Dini che nel 1995 introdusse lopzione dal 1°
gennaio 2001, avevano risolto il rapporto di lavoro chiedendo la pensione contributiva.
La Finanziaria 2001, però, aveva bloccato lopzione, rinviandone lapplicazione
concreta di un biennio, al l° gennaio 2003. I malcapitati persero in un sol colpo
stipendio e pensione. Le sacrosante proteste indussero il governo ad emanare il decreto
legge del maggio scorso (convertito in legge a luglio), con cui si reintroduceva la
possibilità di optare a partire dal 1° gennaio 2001.
Il governo, però, nel concedere con una mano, tolse con laltra: approfittando della
situazione, introdusse un sistema di calcolo della pensione contributiva più restrittivo
di quello stabilito dalla legge Dini.
Il nuovo sistema non solo raffreddò lentusiasmo di chi voleva scegliere la pensione
contributiva per accelerare il momento della quiescenza: costrinse anche chi aveva già
presentato lopzione e non poteva più rimangiarsi" la decisione, ad
ingoiare il rospo e ad incassare una pensione più bassa di quella dovuta al momento della
domanda.
Ora, con il decreto 355, lInps e gli altri enti previdenziali possono calcolare e
mettere in pagamento le pensioni. Un diritto, ovviamente, riconosciuto a tutti quelli che
presentarono la domanda entro il 30 settembre scorso, senza alcuna indagine sullanzianità
contributiva raggiunta dagli interessati.
Per le domande presentate dal 1° ottobre in poi, invece, il passaggio alla pensione
contributiva è subordinato al possesso di unanzianità inferiore ai 18 anni alla
fine del 1995: dora in poi, infatti, sarà questo lulteriore requisito da
rispettare, fermo restando che per lopzione serve comunque un minimo di 15 anni di
contributi, di cui almeno 5 dopo il 1995.
Chi vuole optare, per avere la pensione di vecchiaia già a 57 anni di età (invece che a
60 anni se donna e 65 se uomo), sappia comunque che la riduzione della misura della
pensione rispetto a quella che si potrebbe ricevere con la rendita retributiva potrebbe
rendere non remunerativa loperazione. Non è possibile indicare quale sia la
riduzione, nemmeno nei valori medi: il risultato, infatti, varia da caso a caso, in base
alla situazione contributiva degli interessati.
(Il Messaggero, 15 ottobre 2001)
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