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pensioni.too.it la guida web sulla previdenza

 

   

 

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Molti visitatori ci scrivono per porre quesiti tecnici in materia pensionistica. Consigliamo di consultare le guide utili del sito oppure di chiamare al Call center dell'INPS: tel. 16464

freccetta.gif (899 byte) Pensioni a 1 milione? E i problemi di equità!?!

Solo per curiosità, e quel cretino che ha pagato l'INPS per 42 anni e che riceve una pensione di 1.272.000 lorde dalle quali gli vengono trattenute circa 135.000 lire al mese di imposte come deve sentirsi se quello che non ha mai pagato niente  riceve tonde tonde 1.000.000 di lire al mese????? (lettera firmata)

 

freccetta.gif (899 byte) Riforma pensioni del Governo: io non sono d'accordo

Io non sono d’accordo con le decisioni prese a riguardo dal Governo. Vedo ancora i grandi manifesti con i quali il nostro Presidente del Consiglio ha tappezzato la nostra Italia mesi or sono garantendo un aumento delle pensioni per tutti. Non trovo giusto risparmiare sulla povera gente. Mi permetto di dare alcuni suggerimenti per ovviare al problema ma quanto costa?

Ad esempio invece di eliminare la tassa sulla successione per tutti perché non stabilire delle fasce per i redditi immobiliari. Ad esempio diminuire le pensioni dei politici. (lettera firmata)

 

freccetta.gif (899 byte) Enzo Fichera: "L'Inps mi ha tolto la maggiorazione sociale. Ho zero redditi, aiutatemi"

Sono titolare di una pensione di vecchiaia al trattamento minimo, con aggiunta la maggiorazione sociale di £. 160.000. Sono anche titolare di un assegno sociale in quanto sposato e di età 70 anni, per £ 500.000. Dal mese di novembre l'INPS mi ha tolto la maggiorazione sociale e interpellati gli uffici mi hanno riferito che non mi spettava. Preciso che ho redditi zero io e mia moglie. Potete aiutarmi. Grazie

REDAZIONE: Speriamo che qualcuno del Governo o dell'Inps legga la sua lettera. Noi purtroppo non possiamo fare altro che far conoscere il suo problema e rendere nota la sua mail: enzomoto@tin.it Auguri sinceri.

 

freccetta.gif (899 byte) Maggiorazione a 1 milione? E' una beffa

E' una beffa!. Mia madre gode di due pensioni - totale Lit.909.000.= nette mensili. Di queste una è stata riliquidata in base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 496 del 1993. Con tale sentenza l'INPS deve anche liquidare , nell'arco di 6 anni, gli arretrati Ora l''INPS considera reddito dell'anno  tali arretrati - a suo tempo tassati separatamente e pertanto decurta parzialmente la pensione vanificando il dettato di detta sentenza ed addirittura richiedendo gli arretrati. Sono disgustato!!!! (lettera firmata)

 

freccetta.gif (899 byte) Lettera-appello dei figli del “Baby Boom”: "Non ci stiamo a pagare ancora noi"

Siamo cittadini italiani nati negli anni a cavallo dell’ultima guerra. Qualcuno ci ha già catalogati: siamo i "figli del baby boom". Riconosciamo che sulle nostre spalle gravano
imperdonabili colpe. Abbiamo infatti contribuito in modo determinante allo sviluppo economico e sociale del paese andando a lavorare in giovane età, prestando la nostra opera per trenta e più anni, rispettando norme e contratti, pagando puntualmente tasse e
contributi e partecipando ai sacrifici che ci sono stati spesso richiesti per tenere in piedi la baracca. Con i nostri contributi previdenziali si sono pagate le pensioni di chi non aveva mai versato una lira, ogni possibile forma di assistenza, tanti processi di ristrutturazione aziendale e, perché no, anche l’affitto di appartamenti di lusso dei soliti noti.
In anni recenti politici, imprenditori, sindacalisti, economisti, ecc., hanno deciso che è giunto il momento di farci pagare le nostre colpe ed in particolare la nostra pretesa di accedere a quella pensione attesa per decenni.
Si sono approvate quelle "riforme" che hanno spostato in là nel tempo requisiti e scadenze necessarie per maturare un nostro sacrosanto diritto, previsto dalle norme che regolavano il rapporto di lavoro e costituivano parte obbligatoria e integrante del contratto di lavoro stesso.
Ma non basta, non gli basta ancora. Non passa giorno che il Governatore della Banca d’Italia (quello che non ama parlare delle pensioni dei dipendenti del suo Ente), i rappresentanti degli imprenditori, alcuni politici ed opinion leader non tornino all’attacco del
sistema previdenziale proponendo ulteriori interventi peggiorativi.
Ci spiegano che la vita media si è allungata, che siamo tutti in buona salute e che possiamo protrarre il nostro contributo produttivo per molti anni ancora.
L’opinione pubblica viene preparata ad accettare nuovi interventi "logici e razionali" diretti a sanare la maledetta anomalia italiana delle "pensioni di anzianità".
Ma nelle aziende, in quelle stesse aziende i cui rappresentanti sono portatori di queste posizioni, vediamo una realtà drammaticamente contrastante con tali affermazioni.
I lavoratori cinquantenni vengono allontanati, incentivati ad andarsene lasciando loro la "scelta" di accettare quattro lire o di essere licenziati o relegati in attività mortificanti. In ogni processo di ristrutturazione aziendale questa generazione di lavoratori è la prima a pagare con la perdita del posto di lavoro. Ed il fenomeno tende ad espandersi anche verso lavoratori più giovani. Già a 40-45 anni si comincia ad essere considerati risorse "decotte",
costose, facilmente sostituibili con giovani che possono essere assunti a tempo, con stipendi
"iniziali" e contratti "flessibili", tanto osteggiati in passato quanto selvaggiamente introdotti oggi. Occasionalmente, quando un gruppo consistente di 40-50enni in pericolo di licenziamento appare sulla ribalta politico-sindacale, vengono fatti degli accordi di prepensionamento; per tutti gli altri, più anziani, più numerosi ma più frammentati, non resta
che l’oblio riservato ai cittadini di serie B.
Usciti dal processo produttivo per noi non esiste alcuna possibilità di trovare un impiego e, mentre la società civile dibatte i problemi più astrusi, nessuno si preoccupa del nostro dramma di uomini privati del diritto ad un reddito, dei conflitti familiari indotti dalla nostra condizione, dell’incertezza e dell’ansia con cui seguiamo ogni giorno le posizioni di chi sta
pensando come allontanare ancora di più nel tempo la scadenza per il nostro diritto alla pensione.
Nella ricerca di una soluzione individuale ai nostri problemi, ricerca osteggiata in mille modi dalle normative e dalla burocrazia, siamo andati ad ingrossare le fila dei consulenti, dei piccoli commercianti, delle partite IVA che si aprono e chiudono nel giro di una stagione, spesso con l’unico risultato di dilapidare i pochi risparmi accumulati in una vita di lavoro.
A livello istituzionale non siamo rappresentati da nessuno. Nessuna lobby che contrasti quelle degli imprenditori, che difenda i nostri diritti. Basti vedere i siti internet dei sindacati, ricchi di tutto meno che di una pagina interna dedicata ai 50enni disoccupati o a rischio di licenziamento.
Dispersi sul territorio, non più lavoratori e non ancora pensionati, non rientriamo negli interessi dei politici in quanto non rappresentiamo una massa elettorale ben definita ed affidabile.
Qualcuno ci ha definiti "i silenti" ed ha confidato nel fatto che in mancanza della Previdenza ci saremmo affidati alla Provvidenza.
Si sono sbagliati. Noi riteniamo sia arrivato il momento di dire la nostra, di fare capire che non siamo più disposti a pagare sulla nostra pelle scelte interessate, scelte di cui un paese civile dovrebbe vergognarsi.
Ci stiamo cercando, alcuni di noi si sono già trovati. Vogliamo organizzarci, fondare un comitato che si occupi dei nostri problemi, che difenda i nostri diritti contro chi ha dimostrato di essere incapace di gestire il denaro frutto del nostro lavoro e vuole
continuare ad assumere decisioni sulla nostra pelle.
Internet è uno strumento utile per diffondere e fare conoscere il nostro lavoro. Siamo temporaneamente ospitati sul sito www.ilponte.it/pensioni.html , cliccando sul riquadro che parla del sistema previdenziale e dei figli del baby boom. In alternativa chi fosse interessato può contattarci all’indirizzo: armrinaldi@yahoo.it .

FIRME
Milano: Rinaldi Armando, Freccia Maria, Vanzati Daniela, Majocchi Danilo, Pastori Renato, Maschi Francesco, Vavassori Luigi, Giussani Ivano, Merlo Dino, Geri Carlo, Cavaletti Giorgio, Pelizzola Italo, Pelizzola Olga, Bonfiglio Silvio (Saronno), Sacco Anna
(Monza), Rinaldi Claudio, Carli Adolfo, Fasani Luigi, Acetti Liviana, Prof. Wally Festini, Carchedi Bruno, Elgardi Gabriele, Mezzadri Maurizio, Ceroni Elisabetta, Ariano Erminio (Monza), Broglia Luigi (Monza), Bevilacqua Maria Grazia, Papini Marco, Compagnoni Enzo   Bergamo: Moretto Giorgio, Pinardi Paolo Brescia: Vezzoli Elisa (Cologne), Faifer Sergio (Cologne) Lecco: Zaffarano Giuseppe (Merate) Savona: Lanfranco Razzoli (Spotorno), Sena Silvano (Quiliano), Felici Teresa (Spotorno), Boffa Giorgio (Spotorno), Oliari Luigi (Spotorno), Bonafè Gilberto (Spotorno), Leoni Francesco (Spotorno), Basadonne Luigi (Spotorno), Orsi Sergio (Spotorno), Vialandi Claudio (Loano) Bologna: Fabbri Lorenzo, Soricelli Carlo (Casalecchio) Massa Marittima: Tamburini Gianni
Roma: Mancini Rosario, Brugia Aroldo, Calà Stefano Napoli: I lavoratori della Alenia Marconi Systems del Fusaro (NA) Vincenzo Lo Iacono, Abbate Cesare, Amoruso Luigi,
Baldascino Francesco, Barile Lucia, Bellobuono Salvatore, Boemio Antonio, Buonpane Giovanni, Cafà Franco, Caputo Vittorio, Carannante Giovanni, Carannante Pasquale, Chiocca Giovanni, Cirillo Luigi, Costa Paolo, Costigliola Luigi, Colavecchia Rosaria,
Cristao Oreste, Di Fraia Giuseppe, Di Leva Carmine, Di Matteo Ciro, Di Meo Giuseppe, Di Meo Salvatore, Di Meo Teresa, Esposito Francesco, Ferraiuolo Concetta, Ferrigno Giuseppe, Galluccio Arcangelo, Gargiulo Sabatino, Lubreto Franco, Lucci Ciro, Marmorino Vincenzo, Marino Anna, Merone Nicola, Merone Ernesto, Provitera Antonio, Rendente Maria, Santoro Michelina, Scamardella Giuseppe, Scotto Biagio, Scotto Di Vetta Emilia, Scotto Di Vetta Luigi, Tessitore Gaetano, Veca Ciro Catanzaro: Giuliana Toscani



freccetta.gif (899 byte) Aumento pensioni minime: spetta anche agli invalidi?

(Lettera non firmata) Volevo sapere a chi aspetta l'aumento di Pensione? noi Invalidi Civili cosa ci aspetta?  le stesse somme? volevo dire a Berlusconi, se si può vivere colle 411.000 al mese?

(Lettera firmata) Sono un pensionato a trattamento minimo di pensione d'invalidità INPS, vorrei sapere se l'aumento ad un milione di lire annunciato dal governo per il 2002 rientra per questa categoria. Premetto che ho 43 anni,celibe e che non ho nessun altro redditto. Potete darmi una risposta? Grazie.

REDAZIONE: Il governo deve ancora individuare i beneficiari dell'aumento. Lo farà con un decreto entro 60 giorni dall'approvazione della Finanziaria, quindi presumibilmente entro febbraio del 2002.

 

freccetta.gif (899 byte) Pensioni minime a un milione? Va bene, ma gli LSU?

Diciamo pure che è una buona iniziativa e decisione. Ma il Governo ha mai riflettuto su come sono trattati i Lavoratori Socialmente Utili? Anzi ora ex L.S.U.? Riepiloghiamo i fatti: dal 1997 e sino allo scorso Giugno 2001, i LSU sono stati sfruttati per uno stipendio mensile (denominato dall'INPS " sussidio di disoccupazione ") di appena LIRE 800.000.=, senza versamento di contributi che gli permettessero di incrementare la loro posizione per la futura pensione. E con una particolarità: invece di avere un aumento di retribuzione hanno avuto nel tempo un aumento di ore di lavoro mensili ed ora sono stati scaricati dal Governo ad incrementare le entrate di Società ed Imprese varie che in cambio di un ulteriore aumento di ore di lavoro, da 87 a circa 126 mensili, (ringraziamo che per lo meno versano i contributi per la pensione) corrispondono una retribuzione di circa LIRE 1.200.000. Quindi, riepilogando: ai pensionati ultrasessantenni viene elargito un assegno di LIRE 1.000.000.= e come ho detto mi sta bene, però il Sig. BERLUSCONI ha mai pensato alla situazione  di tanti altri cittadini che, avendo anche famiglia a carico, lavorano e percepiscono un reddito di poco superiore a quello che è stato stabilito di assegnare ai pensionati ultrasessantenni?

 

freccetta.gif (899 byte) No alla riforma delle pensioni

Dovreste vergognarvi di seccare chi lavora con i vostri dibattiti e le
vostre opinioni.
Vogliamo farci un giro nell'economia reale, negli sprechi e nelle incapacità.
Ci sarebbe da ridere dei risultati ottenuti. Le opportunità si creano non
seminando il panico ma creando modelli economici dove chi collabora abbia la riconoscenza di persona onesta e non trattato a pesci in faccia. Questo
paese è diventato noioso, vecchio pedante. Signori diamoci una mossa
altrimenti cambiate lavoro (lettera anonima)

REDAZIONE: Caro Signore, dovrebbe girare le sue proteste al Parlamento e al Governo. Il problema dell'invecchiamento della popolazione è reale. In ogni caso, ogni opinione è legittima e, come può verificare dal nostro sondaggio, molti navigatori pensano che la prima riforma da fare sia quella di tagliare i privilegi.

 

freccetta.gif (899 byte) Gestione separata=truffa di Stato?

Sono una delle persone rimaste involontariamente coinvolte in quella che mi
sembra essere sempre più una truffa legalizzata.
Ho pagato per 4 anni il contributo Inps previsto per i titolari di partita
IVA, versando in totale più di 18 milioni.
Essendo poi stata assunta con un contratto di lavoro dipendente ho cercato di capire quale sarà la sorte dei contributi da me versati, ma i funzionari dell'ufficio Inps a cui mi sono rivolta sostengono che i fondi "sono lì" ma non esiste ad oggi nessuna possibilità di ricongiungerli agli attuali
versamenti.
Devo rassegnarmi al fatto di aver contribuito al risanamento del bilancio
Inps versando un "obolo" a fondo perduto?
Vista la precisione e la chiarezza del Vostro sito, mi auguro che almeno Voi
sappiate darmi una risposta.
Grazie (lettera firmata)

REDAZIONE: Purtroppo al momento la legge è questa. Lei ha posto un problema reale, ma occorre un intervento del legislatore al riguardo.



freccetta.gif (899 byte) Un link per l'ENPALS

Ho visitato il Vs sito, che ho conosciuto per caso leggendo il giornale in rete (Giornale di Sicilia): lo trovo davvero molto esauriente e chiaro, con tanti links utilissimi e...insomma, complimenti!
Mi è dispiaciuto soltanto non vedere, tra i tantissimi altri, l'Ente di Previdenza cui appartengo: l'ENPALS.
Sono, infatti, un dipendente dal Teatro Massimo di Palermo, categoria artistica, e per noi (per me, almeno!) regna la confusione totale in tema pensionistico.
Posso sperare di trovare, in seguito, qualcosa che riguardi i lavoratori dello Spettacolo...magari un link?
Grato della Vs attenzione, rinnovo i miei più sinceri complimenti e porgo cordialissimi saluti. (Giuseppe Petrotto)

REDAZIONE: Ha ragione, ecco il link www.enpalsbox.it/ . Lo troverà attivo anche nella pagina dei links.

 


freccetta.gif (899 byte) Perché la normativa sul cumulo tra i coniugi non viene applicata ai politici?

Salve, vorrei che scriveste, e quindi che fosse noto a tutti, che la modifica sul cumulo tra coniugi voluta da Amato NON viene applicata ai politici (che notoriamente hanno pensioni stratosferiche). Ritengo che sia una cosa vergognosa che i politici vengano sempre esonerati da qualunque sacrificio richiesto ai contribuenti.
Come mai su questo non viene mai fatto un referendum?
In questo caso specifico una legge che modifica l'aspettativa per contributi già versati dovrebbe essere ritenuta illegale.
Mia madre, quando ha smesso di lavorare, ha versato contributi volontari ancora per 12 anni pensando di ricevere 700.000 lire mensili e solo dopo la fine dei versamenti il governo, nella persona di Amato, ha cambiato le carte in tavola ed ora ne riceve solo 200.000 mensili.
Probabilmente non avrebbe versato nulla se avesse saputo di essere presa in giro così.
(lettera firmata)

REDAZIONE: Non sono solo questi i privilegi, e non sono solo i politici i privilegiati. Veda la scheda sui fondi privilegiati e il sito sui privilegi dei parlamentari.

 

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