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Novità Finanziaria 2002

 

freccetta.gif (899 byte) Pensioni minime, salgono a 1 milione, ma non per tutti

Dal 2002 saranno ritoccate le pensioni minime corrisposte agli anziani economicamente disagiati. Saliranno, infatti, a un milione al mese. Ma non per tutti. I soggetti che beneficeranno dell’aumento sono stati individuati nell'art. 31 della Finanziaria. Si tiene conto dell'età, della presenza di altri redditi, della composizione del nucleo familiare, della quota di contributi versati. La Finanziaria prevede uno stanziamento di 4.200 miliardi. Ma a chi andranno?

Con la “Finanziaria 2002”, il Governo ha precisato i pensionati destinatari dell’aumento fino all’importo di un milione di lire (pari a 516,46 euro) al mese dal 1° gennaio 2002. Non si tratta dell’aumento dell’importo delle pensioni ma dell’incremento della maggiorazione sociale fino a raggiungere l’importo di 516,46 euro al mese.

Destinatari dell’aumento sono:

- i pensionati di età pari o superiore 70 anni. L’età è ridotta di un anno ogni cinque anni di anzianità contributiva fino al massimo di cinque anni;

- gli invalidi civili totali, i ciechi totali, i sordomuti e i titolari di pensione di inabilità, di età pari o superiore a 60 anni.

Il provvedimento, così come formulato, garantisce lo stesso trattamento economico (516,46 euro al mese) sia ai lavoratori che hanno acquisito una pensione previdenziale (d’importo inferiore a un milione di lire mensili) a seguito della contribuzione dovuta in relazione all’attività lavorativa sia ai cittadini titolari di prestazioni assistenziali perché minorati, senza alcun riconoscimento relativo alla contribuzione versata durante l’attività lavorativa.

Per avere diritto all’aumento occorre che il reddito personale non superi l’importo annuo di 6.713,98 euro (pari a £. 13.000.078) inoltre, se coniugato, il reddito cumulato con quello del coniuge non superi l’importo annuo di 11.271,39 euro (pari a £. 21.824.454). Se non si supera alcuno dei due limiti di reddito indicati, l’aumento è concesso in misura tale da non comportare il superamento dei limiti stessi. L’emendamento contiene anche la “sanatoria” per le somme riscosse indebitamente dall’INPS per periodi anteriori al 1° gennaio 2001. Non si fa luogo al recupero se il reddito imponibile IRPEF per l’anno 2000 non è superiore a 8.263,31 euro (pari a £. 15.999.999). Se il reddito dell’anno 2000 è superiore a 8.263,31 euro, l’interessato deve restituite tre quarti dell’indebito, rateizzato in quote non superiori a un quinto dell’importo della pensione.

 

freccetta.gif (899 byte) Diritto di opzione, introdotti limiti

In occasione del varo della manovra economica 2002, è stata introdotta un’altra importante novità in materia previdenziale che riguarda l'opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo. La possibilità di ottenere la rendita (sia pure meno vantaggiosa), da parte di chi ha 57 anni di età ma non raggiunge i 35 anni di contributi richiesti per l'anzianità, non sarà riconosciuta a chi alla data del 31 dicembre 1995 poteva contare su 18 anni di versamenti. Tutto questo, al fine di limitare i pensionamenti anticipati (soprattutto nel pubblico impiego). La limitazione non riguarderà ovviamente coloro che alla fine del 2000 hanno lasciato il posto di lavoro sapendo di poter optare per la pensione contributiva. A loro gli enti di previdenza dovranno comunque corrispondere la rendita.

 

freccetta.gif (899 byte) Contributivo vietato ai maggiori di 18 anni (Il Messaggero, 15 ottobre 2001)

 

freccetta.gif (899 byte) Sanatoria Inps

Sono stati definiti anche i criteri per sanare il debito di circa 800 mila pensionati titolari di prestazioni legate al reddito (pensioni al minimo, maggiorazioni sociali sui mini, trattamenti di famiglia, pensioni e assegni sociali, pensioni di reversibilità, assegni di invalidità, ecc), incappati nelle verifiche fiscali promosse dall'Inps. Il condono ripercorrerà le tracce di quello già concesso nel 1996. Gli arretrati già richiesti dall'Inps (bisognerebbe cominciare a pagare dal 1. novembre) non saranno dovuti da chi ha un reddito inferioriore ai 16 milioni. Chi lo supera sarà chiamato a pagare soltanto il 25 per cento della somma, con agevoli rateazioni.


(notizie tratte da corriere.it, kataweb pensioni, ilnuovo.it  e da ilsole24ore.com)

 

 

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