PIXIES A LONDRA: RECENSIONE DI MARIA ELENA

E’ definitivo: i Pixies sono uno di quei pochi gruppi che si possono tatuare sul braccio senza timori di pentimenti.Raccontare l’emozione che ho provato a vedere i Pixies è impossibile. La delusione di non poter stare a 1 metro dal palco è stata  altrettanto indescrivibile  Commossa ed incredula di poter assistere a tanta bellezza e mitologia musicale non sapevo come rimediare alla rigidità inglese della separazione netta e gendarmica tra palco e platea. Una volta tanto ho rimpianto l’elasticità italiana col suo pressapochismo. 
A circa 30 metri di altezza, tanto che i Pixies sembravano miniature automoventi, sono apparsi loro, alle 21 precise con una standing ovation del pubblico che li ha accolti abbracciandoli. Anche io, smaniante e nervosa in mezzo ai cadaveroni del secondo piano, volevo farlo, stare laggiu’ in mezzo alla folla. 
Hey! Been trying to meet you!
Lo show è stato un crescendo continuo con pezzi tutti da 5 stelle senza fare torto a nessuno. La musica, i testi, le intuizioni, le inserzioni delle due voci, quella di base di Frank Black, e quella insinuante (debaseeer) e divina di Kim Deal, avevano del soprannaturale. In heaven everything is fine…. In heaven everything is fine….you got your good thing and I've got mine!
Effettivamente soprannaturale, cosi’ da lontano, mi sembrava un po’ tutto l’insieme. Vedere i redivivi Pixies dopo la loro autodeterminata  morte mi ha dato l’idea di assistere ad uno spettacolo ultraterreno… la loro divinità musicale, la loro lontananza, intangibilità, il loro rientro dopo 13 anni di separazione, la riporposta di brani che hanno ispirato la musica dagli anni ‘90 in poi, un concerto in cui si conoscono tutti i pezzi, in cui tutti i pezzi sono hit.. che effetto strano. Come se il tempo si fosse fermato o come se si fosse tornati nel passato. Davvero uno strano spettacolo,  indimenticabile. Vedere i Pixies, per chi li ha amati, è come vivere un amore adoescenziale, che lascia sospiri. With your feet on the air and your head on the ground 
   Try this trick and spin it, yeah 
   Your head will collapse if there's nothing in it 
   And you'll ask yourself 
where is my mind?
Lunga vita ai Pixies! sperando che possano continuare a proporre il loro genio e a far fruttare il loro talento con nuovi brani. Se i magnifici 4 hanno saputo in 5 anni proporre 5 capolavori non c’è ragione per cui non riprovare a ricomporre i pezzi della collaborazione, al di là delle logiche del guadagno con i vecchi successi.
I love the PIXIES!

6 giugno 2004
Londra, Brixton Academy

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PIXIES A LONDRA: RECENSIONE DI DJ LORENZ

L'ultima data dei 4 concerti londinesi dei redivivi Pixies, per noi di Pogopop, inizia malissimo: gli unici biglietti disponibili sono per il settore "circle unreserved", il che vuol dire che dovremo stare nella balconata con i posti seduti dello spendido Brixton Academy Theatre, ribattezzato - per una disgustosa logica commerciale - "Carling Academy Theatre". 
Impossibile corrompere il servizio d'ordine o sperare che chiudano un occhio. 
Comunque sia, all'ingresso riusciamo a fare entrare agevolmente, nascondendola nel cappuccio della felpa, la macchina fotografica digitale con la quale scatteremo le foto di questo servizio. All'interno nessuno ci rompe le scatole al riguardo e siamo tra i pochi a scattare foto, segno che comunque in passato c'è stata un'azione repressiva tale da scoraggiare il porto di macchine fotografiche et similia.
Preceduti da Badly drawn Boy, i Pixies entrano in scena, puntuali, alle 21.00. Non riusciamo a vedere la reazione del pubblico del parterre, in quanto dalla nostra posizione si vede solo il palco, ma comunque dal frastuono si capisce che l'accoglienza è entusiastica. Grazie a Dio anche nel nostro settore si alzano tutti in piedi e la security si fa discretamente da parte. Visibilmente ingrassati, i nostri quattro prendono posizione ed è subito un diluvio di suoni e parole che ci riportano indietro nel tempo. Il concerto scivola via in un continuo crescendo, sottolineato dai boati del pubblico, che canta le canzoni insieme ai bostoniani. 85 minuti che volano via, forse senza sorprese, ma questo era quello che voleva il pubblico.
Splendido concerto, sicuramente da vivere nella folla ondeggiante e nelle prime file più che in una balconata, ma siamo tra i fortunati ad avere ottenuto il biglietto e quindi questo ci basta.
Non perdeteli a Bologna il 19 giugno 2004.

www.heineken.it/hjf/index.html

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Discografia essenziale

Come On Pilgrim - 1987
Surfer Rosa - 1988
Doolittle - 1989
Bossanova - 1990
Trompe Le Monde - 1991

SCALETTA DEL CONCERTO:
Head On 
U-Mass 
Monkey Gone To Heaven 
Cactus 
Caribou 
No. 13 Baby 
Broken Face 
Crackity Jones 
Isla De Encanta 
Something Against You 
Hey 
Mr. Grieves 
I Bleed 
Velouria 
Dead 
Gouge Away 
Tame 
Gigantic 
River Euphrates 
Debaser 
Wave Of Mutilation 

Encore: 
In Heaven 
che si trasforma in
Wave Of Mutilation (UK surf) 
Where Is My Mind?
Blown Away 
Here Comes Your Man 
The Holiday Song 
Vamos


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Come on pilgrim
Vamos, Isla de Encanta, Ed Is Dead, The Holiday Song, Nimrod's Son, I've Been Tired, Leviate Me
Surfer Rosa
Bone Machine, Break My Body, Something Against You, Broken Face, Gigantic, River Euphrates, Where Is My Mind?, Cactus, Tony's Theme, Oh My Golly!, Vamos
Doolittle
Debaser, I Bleed, Tame, Wave Of Mutilation, Here Comes Your Man, Dead, Monkey Gone To Heaven, Mr. Grieves, Crackity Jones, La La Love You, There Goes My Gun, No. 13 Baby, Hey, Gouge Away 
Bossanova
Cecilia Ann, Rock Music, Velouria, Allison, Is She Weird, Ana, All Over The World, Dig For Fire, Down To The Well, The Happening, Blown Away, Hang Wire, Stormy Weather, Havalina
Trompe le mond
Trompe Le Monde, Planet Of Sound, Alec Eiffel, The Sad Punk, Head On, U-Mass, Palace Of The Brine, Letter To Memphis, Bird Dream Of The Olympus Mons, Space (I Believe In), Subbacultcha, Distance Equals Rate Times Time, Lovely Day, Motorway To Roswell, The Navajo Know 


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