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Meritano un cenno per le suggestive qualità architettoniche il campanile costituito da una cella nella quale si aprono bifore con sottili colonnine, tardo esempio di romanico locale, e il portico ad archi acuti del "Conventino" dal gusto goticheggiante.

Numerose sono invece le testimonianze pittoriche a partire da quelle presenti nella sala capitolare del convento; si tratta di un ampio frammento di un'elegante Deposizione dalla croce.

L'opera, realizzata probabilmente intorno al 1335 o in epoca di poco posteriore, si presenta allo spettatore con una vivace cromia che sottolinea il carattere quasi fiabesco del drappello di armati.

Nella stessa sala è possibile osservare l'affresco datato 1439 e commissionato dal priore fra Albertolo da Solario, raffigurante S. Eligio vescovo che guarisce il ginocchio spezzato di un cavallo alla presenza di S. Antonio Abate benedicente.

All'interno della chiesa, che è costituita dalla fusione in un corpo unico delle chiesette di S. Caterina, S. Maria (si ipotizza una data di costruzione intorno al 1240) e S. Nicolò, sono visibili opere di elevata qualità come il ciclo trecentesco di affreschi che decorano la cappella di S. Nicolò.

Un Cristo benedicente in mandorla, affiancato dai quattro simboli degli Evangelisti, domina dall'alto della vela sopra l'altare, mentre le due vele ai lati sono occupate dai Dottori della Chiesa in trono.

Il cielo pittorico sembrerebbe alludere alla divulgazione della parola divina ed è stato probabilmente eseguito da un artista identificabile con il Maestro di S. Abbondio attivo a Corno.

Sulle pareti della stessa cappella gli ultimi restauri hanno fatto riemergere i resti di un altro cielo trecentesco di affreschi dove spicca lo splendido frammento di una Crocifissione.

Interessante testimonianza del rinascimento locale è una tavola raffigurante sempre la Crocifissione, opera firmata e datata dal pittore bustese Pietro Crispi nel 1510.

La scena, sul cui fondo è visibile una veduta ideale di Gerusalemme, si svolge alla presenza della Madonna, di S. Giovanni Evangelista, della Maddalena, di S. Nicola e di un altro Santo vescovo.

Una piacevole presenza artistica della pittura del primo Seicento coincide invece con la figura di Giovanni Battista De Advocatis, che ha lasciato nell'eremo diverse opere su tela e ad affresco.

La tela raffigurante le Nozze mistiche di S. Caterina con S. Nicola di Bari e il Beato Alberto Besozzi è conservata sull'altare maggiore della chiesa ed è datata 1612, mentre sulla volta del presbiterio una decorazione ad affresco e a stucco presenta le figure di Dio Padre, Profeti, Evangelisti e Padri della Chiesa, opera del 1610.

Dello stesso artista si segnalano, a pochi chilometri di distanza, a Mombello, nella chiesa parrocchiale, altri affreschi sulle pareti del presbiterio.

L'eremo di S. Caterina del Sasso si presenta quindi come una meta turistica consigliabile proprio per quella sua peculiarità, peraltro non così insolita per il territorio della nostra provincia, di fondere in un felice connubio arte, storia e natura.

Anche dal lago si può ammirare la bellezza dell' eremo di Santa Caterina del Sasso.