I PRIMI TRENT'ANNI



Cara Renese ... Trent'anni: un traguardo ambito, difficile a raggiungersi, ma ci siamo arrivati sia pur in mezzo a mille difficoltà.

Molti, troppi andrebbero ringraziati in circostanze di questo genere ma fare dei nomi è impossibile, per tanti che se ne potrebbero citare, troppi ne verrebbero dimenticati e sarebbe ingrato da parte nostra.

Siamo certi che tutti coloro che hanno creduto nei nostri colori, si sapranno identificare nel ringraziamento con cui vogliamo accomunare Soci, vogatori e dirigenti che oltre ad aver avuto il merito di fondare la Società e di regalarci tante vittorie, hanno saputo assicurarle una continuità nel tempo, tanto da permetterci di poter scrivere oggi con tanto orgoglio queste parole.

Ed è anche per loro che abbiamo intensificato I nostri sforzi per poter dare a Reno una manifestazione degna di essere ricordata a lungo e che chiudesse un ciclo fatto di indimenticabili trionfi e di inevitabili brucianti sconfitte, dopo le quali si è sempre trovato il coraggio di ricominciare, alla ricerca della riscossa che presto o tardi premia chi opera in umiltà e spirito di sacrificio.

Molte volte si è tornati a capo chino e con l'anima tra i denti, ma l'esempio dei grandi campioni del passato ci è sempre, stato di guida. Di loro non rimangono che poche fotografie ingiallite dei tempo imbarcazioni malconce in pomeriggi assolati con il paese intero sulla spiaggia a rendere un tifo sfrenato. Era una grande festa che fa parte dei ricordi d'infanzia di quanti allora erano bambini, con una gran voglia di crescere per indossare la maglia bianco- azzurra ed innalzare una coppa al cielo .

I bambini di allora sono i vogatori e i dirigenti di oggi, sono forse cambiati i nomi, i padri hanno passato le consegne ai figli, ma la Renese continua a rimanere il simbolo di un'età che troppo presto fugge nella vita di un uomo.

Ora tocca a noi continuare  sul terreno che i nostri vecchi hanno seminato e coltivato con amorevole cura per tanti anni.  Alcuni troppo presto ci hanno lasciato ma coloro che rimangono non mancano mai sui campi di gare, esultanti e con gli occhi lucidi di commozione quando la punta numero 23 piomba per prima sul traguardo.

Forse tutto questo fa parte di una retorica che ha ormai fatto il suo tempo, ma non possiamo dimenticare quanti con la loro passione, con la loro convinzione e a volte anche con i loro errori, ci hanno permesso di raccogliere una eredità tanto gloriosa.

E' la storia ricorrente, crudele e splendida: Cannero, Cerro, Luino... uomini da trasformare in dinamite e teste matte da ridurre alla ragione e così via, di domenica in domenica attraverso la fiabesca stagione dell'estate. Questo è lo sport, questa è la Renese oggi, ieri e, speriamo, sempre. Giovani e non, a gettare ogni briciolo di energia in un paio di remi per sei minuti di gloria.

Trent'anni, una eternità o un istante per chi li ha vissuti giorno per giorno, di trionfo in trionfo, di sconfitta in sconfitta.

Questa è la nostra storia parallela a tante altre, ma se non altro terribilmente umana, rimangono le testimonianze, immagini di quella che sembra un'epoca remota, quanti si riconosceranno in essa: baldi giovani di allora ormai sessantenni con i capelli bianchi e qualche malanno; noi vogliamo ricordarli così, tesi nello sforzo di conquistare l'ennesima vittoria.

TORNA  ALLA  HOME PAGE

VERBALE 1° ASSEMBLEA 1946