La Posta dei lettori

 

 

 



 

Pagina aggiornata al 1/05/2000

 

Malattia di Stangardt

Trombosi Vena Retinica

Corioretinosi Sierosa Centrale

Retinopatia Pigmentosa

Deficit visione stereoscopica

Distacco di Vitreo

Cataratta

Distacco di retina

Astenopia da videoterminale

Istoplasmosi oculare presunta

Degenerazione Maculare essudativa

Dubbi prescrizioni

Maculopatia

Laser ad Eccimeri

Congiuntivite Allergica

Trauma orbitario

Disturbi visivi

Cisti Iridea

Malattia di Basedown

Glaucoma

Nistagmo e Strabismo

Uveiti

Cheratomia radiale

Neuriti

Quesiti generici







 

 

 

 




 

Malattia di Stangardt

 

 

Domanda

Preg.ssimo dott. Zaghi

vorrei gentilmente chiederle se sia possibile fornirmi informazioni concernenti una malattia degli occhi detta: malattia di Stangardt. Tuttavia, mi scuso qualora il nome della citata malattia non dovesse rispondere all’esatta trascrizione letterale dato che mi è stata posta da un amico l’urgente richiesta di sapere con sollecitudine, se possibile, un’analisi approfondita circa l’argomento in questione ed eventualmente contattare uno specialista nel settore (chi meglio di lei?!) per cercare dettagli riguardo tale malattia, le cui informazioni, ahimè, sono assai difficili da reperire. Attendo con ansia un suo prezioso riscontro.

 

Risposta

La malattia di Stangardt fa parte della categoria di sindromi della retina chiazzata, fra loro non correlate. Si tratta di una patologia a trasmissione ereditaria solitamente autosomica recessiva. Esordisce nel giovane (10-30 anni), nella sua evoluzione classica, porta ad una lesione maculare evolutiva, che porta ad una riduzione del visus a valori di 2-3/50 (il visus normale è di 50/50). Anatomicamente porta ad una serie di lesioni coinvolgenti l’epitelio pigmentato, i fotorecettori e la coriocapillare (Si tratta di strutture fondamentali per la visione); Tali lesioni possono coinvolgere:

  1. solo la macula (Distrofia maculare di Stangardt)
  2. solo aree extra maculari (Fondo Flavimaculato)
  3. Macula ed aree extramaculari

Per l’aspetto tipico delle lesioni vedi foto allegata. La diagnosi di tale patologia è possibile in seguito ad esame oculistico del fundus, se si repertano le classiche lesioni, o con alcuni esami strumentali:

1. ERG Elettroretinogramma

2. EOG Elettrooculogramma

Si tratta di due esami che indagano sulla funzionalità retinica nel suo complesso e che possono evidenziare lesioni retiniche diffuse, come quelle che si hanno nella forma 2 e 3 della malattia di Stangardt. Attualmente non sono note cure risolutive.

 


 


























 

Trombosi Vena Retinica

 

 

Domanda

Sono ……….

da Torino, studente di medicina al sesto anno (ce l’ho quasi fatta).

Ma non Le scrivo per curiosità scientifiche ma, ahimè, per il problema di mio padre: la trombosi della vena centrale retinica bilaterale. La faccio breve.

La storia va avanti da novembre 97: mio padre è stato visto da oculisti (sia ospedalieri che privati), ematologi (si pensava fosse un problema di coagulazione), reumatologi (si pensava fosse un Beçhet), otorinolaringoiatri (per ricercare eventuali foci d’infiammazione dei seni paranasali e per un sospetto scolo di liquido chiaro dal naso - sono in corso analisi ma non dovrebbe essere liquor),... ma non si è trovata la causa, nè le varie terapie (anticoagulanti, antiinfiammatori, capillaroprotettori, laser...) sono stati efficaci. Però un ANGIO-RM cerebrale ha evidenziato:

"si osserva ipo-aplasia del complesso venoso transverso-sigmoideo di sinistra, in particolare non è riconoscibile il seno transverso; lo scarico venoso dell’emisfero cerebrale di sx è assicurato in buona parte (cosa significa in buona parte?, n.d.r.) da una grossa vena del Labbè. E’ molto sviluppato il complesso venoso transverso-sigmoideo-giugulare di dx."

Ci può essere, secondo Lei, una correlazione (suggeritami da un medico) tra questa anomalia morfologica dei seni cerebrali e la trombosi della vena centrale della retina (che scarica sul seno cavernoso il quale scarica, tramite il petroso superiore, sul seno transverso)? QUESTA è LA MIA DOMANDA PRINCIPALE.

Ha già visto Lei quadri del genere?

Come mi consiglia di agire?

La ringrazio anticipatamente dei suggerimenti, risposte che mi darà. La saluto cordialmente

 

 

Risposta

Mi dispiace molto per quello che è successo a tuo padre !

L’ipotesi formulata da quel medico è plausibile, anche se non completamente. Se si tratta di una anomalia congenita perché la trombosi non si è manifestata prima ?

Per me detta anomalia è solo un fattore predisponente, la trombosi deve essere stata causata da un qualche stato infiammatorio, in particolare una vasculite: o da una alterazione dei fattori della coagulazione ematici.

Ho visto molti quadri di occlusione della vena centrale della retina O.V.C.R., ma erano tutti almeno inizialmente monolaterali.

Consiglio l’assunzione di antiaggreganti piastrinici e di vasodilatatori, verifica con il medico curante, quale può essere il farmaco più idoneo al caso.

Quando si sarà risolto il quadro acuto sarà utile eseguire una FLUORANGIOGRAFIA RETINICA, per verificare l’eventuale necessità di un trattamento di FOTOCOAGULAZIONE mediante ARGON LASER di aree retiniche eventualmente ischemiche.

Consiglio anche una valutazione internistica accurata, poiché di solito queste occlusioni sono la spia di patologie sistemiche.

 


 


























 

Corioretinosi Sierosa Centrale

 

 

Domanda

Sono un ragazzo di 32 anni. Dal giugno del 1995 mi è comparsa, per la prima volta, una patologia che mi è stata diagnosticata con il termine di Corioretinite Sierosa Centrale. Questa patologia dal giorno mi si presenta almeno una volta all’anno con una durata media, quando sono fortunato, di due mesi.

Anno 1995 La malattia è comparsa il 05/06/1995 con la durata poco più di un mese all’occhio destro. Al tempo mi è stata fatta una fluorangiografia (che gli invio con un file nominato fluor1.bmp). Per le medicine da me prese gli invio la ricetta (con il file nominato cert1.bmp) perché non riesco a leggerlo

Anno 1996 La patologia ricompare nei primi giorni di Ottobre ma questa volta all’occhio sinistro. La patologia dura molto di più infatti arrivo al febbraio del 1997 con fasi che si alternano da acute a meno acute, ma senza che mi passi completamente. Mi decido di fare una visita oculistica e mi prescrivono dei medicinali che sono: VUEFFE flacone orale - due al giorno ADRUSEN CRONO capsule una al giorno a mesi alterni. La cura viene iniziata il 08/02/1997 tuttavia il 25/02/1197 ho un altro peggioramento. Dopo due mesi da questo peggioramento la patologia piano è scomparsa.

Anno 1998 Il problema si ripresenta in data 05/02/1998, anche questa volta all’occhio sinistro, in tale data inizio la Cura (la zona interessata è decentrata). In data 31/05/1998 ho un peggioramento interessando anche la zona centrale. In data 12/06/1998 l’occhio ha avuto un buon miglioramento. Questa volta non faccio nessuna visita oculistica. Le medicine che ho preso sono: VUEFFE flacone orale - due al giorno ADRUSEN CRONO capsule una al giorno a mesi alterni. Anno 1999 Il problema si ripresenta in data 18/02/1999, sempre all’occhio sinistro (3°volta) Questa volta la zona interessata è più decentrata delle altre volte ed è molto piccola quindi molto meno fastidiosa. Sempre in tale giorno riprendo le Vueffe e le Adrusen Crono senza prescrizione medica. In data 22/02/1999 la macchia scura non da quasi più fastidio.

In data 25/02/1999 faccio una visita oculistica prescrivendomi un elettrocardiogramma e una fluorangiografia (gli invio il certificato con il visus in un file denominato visus.bmp).

In data 05/03/1998 ho una accentuazione della patologia la macchia scura adesso copre quasi la zona centrale del campo visivo.

In data 23/03/1999 faccio una fluorangiografia (invio foto della fluorangiografia in un file denominato fluor2.bmp).

In data 25/03/1999 smetto di prendere le 2 fiale al giorno di VUEFFE per via orale e la pastiglia, una al giorno di ADRUSEN CRONO e ne inizio un’altra prescrittami, dopo aver fatto la fluorangiografia, che sono due pastiglie al giorno di Flantadin 6mg e il collirio Indocollirio 0.1% per tre volte la giorno.

In data 27/03/1999 ho un ulteriore peggioramento. La macchia oltre ad essere intensa occupa tutta la zona centrale del campo visivo ed è più grande di tutte le altre volte che la patologia si è manifestata.

In data 02/04/1999 faccio presente questo peggioramento. Mi viene detto di prendere invece di due pastiglie di flantadin 6mg di prenderne tre. Alla data attuale posso confermare che ho avuto un miglioramento anche se pur lieve.

Quasi tutti mi hanno detto che trattasi di una patologia psicosomatica che viene in coincidenza di eventi stressanti su persone predisposte e che quindi non devo preoccuparmi. Tuttavia io mi preoccupo perché ho paura di perdere la vista. Vorrei sapere se ci si può operare con il laser anche se la zona interessata è vicino alla macula e a quali rischi incorrerei oppure se ci sono altri rimedi.

Vorrei sapere se la cura fatta nell’anno 1995 per l’occhio destro è più efficace delle altre dal momento che all’occhio destro questa patologia non si è più presentata per fortuna. Vorrei sapere anche se questa patologia potrebbe scomparire col passare degli anni oppure accentuarsi. Mi scuso con lei per essermi così prolungato ma volevo essere preciso.

 

 

Risposta

Caro Roberto, da quello mi hai inviato sembra proprio che tu sia affetto da Corioretinite Sierosa Centrale. Tale patologia presenta indubbiamente una componente psicosomatica che può essere influenzata in modo negativo da situazioni di stress. Nel tuo caso il ripetersi degli episodi tuttavia suggerisce una terapia più aggressiva. La sola terapia medica con vasoprotettori es. Reparil (a te già prescritto nel 1995) non è sufficiente; conviene eseguire una nuova Fluorangiografia alla ricerca dei cosiddetti punti di fuga focali, (si tratta di vasi vicini alla macula che trasudano plasma ematico) responsabili del recidivare di tale Corioretinite e successivamente eseguire un trattamento fotocoagulativo con il Laser di detti punti. Il trattamento con il Laser nel tuo caso potrebbe risultare rischioso, ma anche il continuo recidivare della Corioretinite potrebbe determinare danni maculari(con riduzioni più o meno marcate del visus) per questo motivo ti consiglio di rivolgerti a mani esperte. Se mi indichi la città dove risiedi, posso mandarti una lista di oculisti a cui rivolgerti.

P.S. La Macula è la porzione centrale della retina, quella che è responsabile della visione fine, es. leggere.

 

 

Domanda

Gentile dott. Zaghi,
dopo aver visitato con grande interesse il suo sito, vorrei chiederle alcuni approfondimenti e consigli sulla corioretinopatia sierosa centrale.
Sono una donna di 53 anni. Da metà settembre soffro di questa malattia che mi ha colpito l'occhio sin., ultimamente in migliormento. Da pochi giorni, purtroppo, anche l'altro occhio presenta il medesimo problema e ciò mi preoccupa molto, soprattutto perché non so cosa mi può riservare il
futuro.
Ecco i quesiti:

1)poichè non rientro nella casistica standard dei soggetti alla malattia, la mia età (menopausa)può complicare o in qualche modo prolungare i tempi di guarigione?

2) poichè insegno in una scuola media (e per il mese di ottobre sono rimasta a casa per l'impossibilità di svolgere adeguatamente il mio lavoro), la mia professione può influire negativamente sulla guarigione?

3) c'è uno stile di vita (ritmi, cibo, riposo, uso di occhiali scuri, visione di TV, uso del PC, tempo dedicato a leggere, ect.) che potrebbe consigliarmi per facilitare la guarigione ed evitare eventuali ricadute?

Rimanendo in attesa di un suo riscontro,

con stima e cordialità

 

 

 Risposta

Attualmente la corioretinopatia sierosa centrale è indicata come legata allo stress.
La malattia consiste nella trasudazione di plasma da parte di capillari retinici paramaculari, se non si assiste ad una remissione della sintomatologia nel giro di 3 - 4 mesi, o quando per particolari attività del soggetto sia necessario un pronto recupero visivo, è indicata la fotocoagulazione argon laser dei capillari alterati. I vasi/o alterati vengono individuati mediante Fluorangiografia, si tratta di una serie di fotografie del fondo oculare (retina), eseguite dopo l'inoculazione di un mezzo di contrasto.
L'unica terapia possibile per questa patologia è quindi la fotocoagulazione laser nei casi detti e una condotta di vita meno stressante. Come realizzare poi una condotta di vita poco stressante temo che sia compito suo, in generale bisogna cercare di ridurre gli impegni al minimo indispensabile, cercare di svolgere attività hobbistiche rilassanti, ritagliarsi del tempo da dedicare esclusivamente a se stessi (es. bagni rilassanti, massaggi, saune ecc.), cercare di limitare la consultazione dell'orologio, svolgere le stesse attività di prima ma senza fretta ecc.


P.s. Può trovare utili informazioni sul mio sito www.oculista.cjb.net

 


 


























 

Retinopatia Pigmentosa

 

 

Domanda

SONO UN OBBIETTORE CHE SVOLGE LA SUA ATTIVITA’ PRESSO UNA COOPERATIVA SOCIALE NEI PRESSI DI LECCO, UNO DEI RAGAZZI CHE VI OPERANO E’ AFFETTO DA RETINOPATIA PIGMENTOSA.....

VORREI TANTO AVERE INFORMAZIONI A RIGUARDO......(PER LUI SI INTENDE....)

E VORREI SAPERE SE VOI FOSTE IN GRADO DI CURARLA...... ....RISPONDETEMI.......GRAZIE

 

 

 Risposta

Purtroppo la retinite pigmentosa è una malattia degenerativa, e come tutte tali patologie è allo stato attuale incurabile. Esistono tuttavia degli ausili ottici che possono sfruttare il residuo visivo del tuo amico. Conosco diversi pazienti con retinite pigmentosa molto avanzata che riescono tranquillamente a leggere un libro od un giornale.

Ti invio la risposta che ho mandato ad un paziente con retinopatia pigmentosa.

 

 

Domanda

Egregio dottore,

sono da oltre trent’anni (ne ho adesso 43) da retinite pigmentosa di natura ereditaria. La mia situazione è in continuo e inesorabile peggioramento e gradirei sapere quali ultime novità esistono anche nel campo di eventuali ausili ottici.

Grazie

 

 

 

Risposta

Attualmente non esistono nuove terapie in grado di trattare la retinite pigmentosa.

Come sicuramente saprà si tratta di una patologia ereditaria, solitamente (ma non sempre) a trasmissione autosomica recessiva, il decorso è variabile, si va' da casi lievi, che si presentano in età adulta, a casi a decorso molto più grave che insorgono di solito fra i 10 e i 20 anni di età. Purtroppo da quello che mi scrive ritengo che lei faccia parete della categoria più sfortunata.

Per quanto riguarda gli ausili ottici, si tratta in generale dei soliti sistemi di ingrandimento di tipo galileano o Kepleriano, che ingrandiscono l’immagine, consentendone l’osservazione, anche in presenza di menomazioni della visione centrale marcate.

Da alcuni anni sono poi disponibili vari tipi di proiettori che permettono di riprodurre su ampi schermi pagine di riviste o giornali.

Avendomi contattato mediante posta elettronica presumo abbia accesso ad un computer; Windows fin dalla versione 3.0 ha integrato un sistema di ingrandimento di porzioni del desktop, progettato esplicitamente per soggetti con menomazioni visive, usando uno scanner si possono acquisire immagini e testi alle dimensioni desiderate.

Per essere più preciso tuttavia mi sarebbe utile conoscere alcuni dati:

valori dell’ERG

Campo visivo computerizzato

Acuità visiva

Eventuale presenza di talune patologie oculari correlate (Glaucoma, cataratta, cheratocono).

Consideri che molti pazienti affetti dalla vostra forma di retinite pigmentosa conservano per tutta la vita un residuo visivo sufficiente alla lettura, e che in altri è possibile ottenere un notevole miglioramento delle condizioni visive, intervenendo su alcune patologie correlate (cataratta e cheratocono in particolare)

 


 


























 

Deficit visione stereoscopica

 

 

Domanda

Gentile dott. Zaghi, mi chiamo ……………, ho 23 anni e’ sono un operaio addetto alla manutenzione presso F.S.

Alla visita oculistica per la riammissione al servizio(dopo 10 mesi di servizio militare), sono stato sottoposto al test stereoscopico, il medico mi ha detto che non ho il senso della stereoscopia. Quindi vorrei chiederle alcune informazioni per quanto riguarda questo difetto e in che misura può influire nel mio lavoro. Premetto che negli altri test la mia vista risulta perfetta, ho "10 decimi" sia sull’occhio sx che dx e ho senso cromatico, pero’ a sentire il medico che mi ha visitato l’assenza della stereoscopia mi fa capire che sono mezzo cecato e che puo’ determinare la mia riassunzione. In attesa della sua risposta, la ringrazio anticipatamente

 

Risposta

Sig …………, il suo caso è piuttosto frequente. Nel soggetto normale il cervello riceve impulsi dai due occhi e li trasforma in una immagine unica. Questo processo conduce a tre effetti:

  1. percezione simultanea
  2. fusione
  3. stereopsi

Che caratterizzano la visione binoculare normale, ossia la capacità di vedere insieme le immagini dei due occhi, di attribuire la profondità agli oggetti, di valutare le distanze. In alcuni casi, quando ad esempio c’è uno strabismo, anche se minimo, oppure una forte differenza di refrazione fra i due occhi, si possono sviluppare meccanismi di soppressione, che portano ad escludere uno dei due occhi durante la visione binoculare. Si tratta di un meccanismo assai pericoloso, poiché nel bambino può condurre all’ambliopia, ossia il non completo sviluppo della capacità visiva di uno dei due occhi.

Nel suo caso per fortuna la capacità visiva dei due occhi è normale, l’unica menomazione che la colpisce è quindi la ridotta od assente capacità di percepire il rilievo degli oggetti ed in misura minore, qualche difficoltà nel valutare correttamente le distanze (in genere tale difficoltà viene superata dal soggetto grazie all’esperienza).

Non vedo per quale motivo un difetto così lieve debba interessare al suo datore di lavoro, visto che non limita in alcun modo il tipo di attività lavorativa per cui è stato assunto. Conosco alcuni colleghi chirurghi (peraltro bravissimi nel loro campo) che presentano deficit visivi ben più gravi del suo (alcuni sono funzionalmente monocoli -usano cioè un solo occhio-) e nessuno ha avuto problemi al momento dell’assunzione.

 


 


























 

Distacco di Vitreo

 

 

Domanda

Egregio Dottore, trovandomi in Sicilia, mi è sembrato più opportuno porle alcune domande via E-mail riservandomi, magari, di venirla a trovare in seguito.

  1. Essendomi stato diagnosticato il distacco del vitreo, mi è stato detto che non esiste alcuna cura. E’ vero?
  2. Quali conseguenze può provocare tale distacco?
  3. Il distacco del vitreo (già avvenuto senza conseguenze per la retina) può in seguito determinare lo stesso il distacco della retina?. Ed in questo caso quali conseguenze può avere?
  4. Si può fare qualcosa come prevenzione per evitare il distacco della retina?
  5. L’altro occhio è in pericolo?

Ringrazio sentitamente

 

 

Risposta

Signor ……….., in effetti non esistono cure definitive per il distacco di vitreo, tuttavia esistono in commercio numerosi integratori specifici ad esempio Vitreosan, Vitreoclar e molti altri ancora (I Citati sono solo quelli che mi sono venuti in mente per primi), che non hanno certo la pretesa di eliminare l’avvenuto distacco di vitreo, ma consentono tuttavia un maggior trofismo dello stesso negli anni, riducendo i rischi di ulteriori degenerazioni.

Generalmente un distacco di vitreo se non è associato a trazioni anomale della retina non conduce ad aumento del rischio di incorrere in un distacco di retina. E’ consigliabile tuttavia sottoporsi a visite oculistiche del fondo oculare con maggiore frequenza (ad esempio una visita ogni tre mesi), nel periodo che segue la scoperta del distacco di vitreo; in alcuni casi infatti il distacco di vitreo è solo parziale e sussistono zone di aderenza alla retina che possono divenire punti di trazione anomala e favorire la comparsa di un distacco retinico. Nel periodo che segue al distacco di vitreo è conveniente porre attenzione alla comparsa di alterazioni visive, in particolare: la comparsa di lampi di luce, sensazione di tenda che si muove davanti agli occhi; in presenza di tali sintomi un esame del fondo è l’unico metodo per prevenire o trattare sul nascere problemi retinici. La comparsa di distacco di vitreo in un occhio deve ovviamente spingere ad adottare le stesse misure profilattiche anche nell’occhio controlaterale.

 


 


























 

Cataratta

 

 

Domanda

Ho 36 anni. Quando era piccolo all'età di 4 anni ho subito una operazione di cataratta all’occhio sinistro e per toglierla mi hanno asportato gran parte del cristallino. Da allora da tale occhio non vedo quasi nulla, mentre dall’occhio destro ho una vista normale.

Esistono dei rimedi per potere ripristinare il cristallino e potere ritornare a vedere dall’occhio sinistro ??

Grazie

 

 

Risposta

Da quello che mi scrive sembra che Lei con l’occhio sinistro non abbia mai visto correttamente. Esiste una patologia denominata AMBLIOPIA, si instaura in tutte quelle condizioni di mancato uso di un (o più raramente ambedue) occhio. Tale patologia a prescindere dalla causa scatenante (strabismi, forti ametropie, nistagmo, ecc.) conduce sempre se non trattata per tempo ad una perdita irreversibile della capacità visiva dell’occhio colpito.

Tale patologie deve essere curata nella fase plastica dello sviluppo della capacità visiva, ossia entro gli otto dieci anni.

Nel suo caso purtroppo dubito che l’impianto di un cristallino artificiale possa aiutarla a recuperare una significativa capacità visiva con l’occhio sinistro.

Spero di esserle stato utile, sempre disponibile per eventuali approfondimenti

 

P.s. A Rimini c’è un reparto oculistico di discreto livello, provi a chiedere della dottoressa Basenghi Cristina.

 

 

Domanda

Mi è stata diagnosticata una cataratta terziaria, cosa significa?

Grazie e scusi il disturbo

 

 

Risposta

Il solo termine terziaria non è sufficiente per inquadrare il suo caso.

Per caso è già stato operato di cataratta ed ha avuto una opacizzazione della capsula posteriore (viene detta in gergo cataratta secondaria)?

In alcuni casi una ulteriore recidiva della opacizzazione della capsula posteriore dopo una prima pulizia viene appunto detta terziaria

 

 

Domanda

può riformarsi una cataratta dopo operata?

 

 

Risposta

Nel moderno intervento di cataratta, viene lasciata una piccola parte del cristallino, chiamata capsula posteriore, all’interno dell’occhio. Tale capsula posteriore è usata come supporto per il cristallino artificiale che viene inserito durante l’intervento a sostituzione di quello originario ormai opaco (cataratta).

In alcuni casi la capsula posteriore si può a sua volta opacare, si parla in questi casi di cataratta secondaria. La rimozione di tale opacità è tuttavia molto più semplice, in quanto basta forare tale membrana con un laser, cosa che viene eseguita ambulatorialmente nel giro di pochi minuti, senza dolore o rischi per il paziente.

 

 

Domanda

Denise è una bambina nata il 09-08-1998 a Loreto (AN), a due mesi dalla nascita le è stato riscontrato nel occhio sx: cataratta congenita complicata, glaucoma e leucoma. Occhio dx: distacco retinico con retina sfilacciata in periferia, nelle seguenti visite effettuate nei centri di Siena e Pavia hanno diagnosticato la scomparsa del glaucoma ma hanno comunque soppresso ogni speranza per il sx. A maggio è stata visitata a Busto Arsizio e le hanno trovato una piegolina sulla retina dx. Vista la tenera età della bambina saremmo felici di trovare un aiuto in Lei. Sicuri di una sua e-mail Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

 

Risposta

Purtroppo mi è impossibile dare qualche consiglio, in casi del genere è indispensabile una visita diretta del soggetto. Il centro di Siena è sicuramente molto valido, posso consigliarvi per eventuali consulti di rivolgervi: Al Garofalo Burlo di Trieste, sono specializzati in Oftalmologia Pediatrica All’Ospedale Maggiore di Bologna, in particolare al Prof Tassinari, primario del reparto di Oftalmologia di detto ospedale, è uno dei maggiori esperti italiani di chirurgia vitreo retinica (Cioè del tipo di intervento a cui presumo debba essere sottoposto l’occhio destro).

 


 


























 

Distacco di retina

 

 

Domanda

Gentile Dott. Zaghi:

Ho trovato il suo sito durante una ricerca in Virgilio, mi chiamo ……….. vivo a ……… ed ho 37 anni, le invio la presente a proposito di alcuni chiarimenti riguardo un brutto distacco di retina che mi ha coinvolto in prima persona.

Mi perdoni anticipatamente se nell’esporre i fatti non sempre saprò usare i termini scientifici adatti.

Circa 6 anni fa ho subito un distacco di retina all’occhio sx, dovuto, a detta dei medici, ad un trauma o più probabilmente ad un evento spontaneo. Del resto l’occhio in questione era già pigro dalla nascita, per cui in un certo senso mi ritengo fortunato, dal momento che l’occhio destro, quello "funzionante", è stato risparmiato da questo indesiderato evento. Ma nonostante dall’occhio sx ci vedessi poco e niente, lei immaginerà che il mio campo visivo era ben diverso.

Tutto è iniziato con uno strano effetto visivo, ovvero, vedevo delle strane forme e via via mi si annebbiava sempre più la vista quando mi decisi a consultare un oculista e mi recai al pronto soccorso dell’ospedale di Villa Sofia qui a Palermo, ove conobbi il Dott. Venezia il quale dopo un’ecografia riscontrò il distacco della retina e purtroppo questa si era arrotolata su se stessa. Dunque il distacco era totale. Decidemmo quindi un intervento chirurgico a Palermo , lasciandomi convincere dal fatto che l’intervento sarebbe stato effettuato dal Dott. …………, di Parigi, di origini siciliane, il quale saltuariamente (una settimana al mese circa) viene dalle nostre parti a curare la gente della sua terra d’origine (a pagamento in clinica privata).

Il dott. ……….. gode a quanto pare, di fama internazionale per via di alcune sue tecniche di microchirurgia basate microsonde ecc. Decidemmo quindi di attendere due giorni circa visto che ………. capitava dalle nostre parti proprio in quel periodo. Il Dott. ……… visitandomi decise un intervento utilizzando una tecnica basata sul riempimento del bulbo oculare con olio di silicone, tale da sostenere e rimettere in piano la retina, asportazione dell’umor-vitreo e cerchiaggio. La mattina dopo l’intervento durato, mi dissero, due ore circa, purtroppo sempre …….. mi dava la notizia che l’intervento era andato a gonfie vele ma che purtroppo in fase conclusiva c’era stata un’emorragia all’interno del bulbo la quale aveva danneggiato la cornea che a sua volta si era macchiata di (emoglobina...? Non so se il termine è esatto) ed io dall’occhio sx non vedevo nulla, pertanto si decise di proseguire con l’iter stabilito e con successivi drenaggi effettuati giorni dopo l’intervento, dallo stesso dott. ………, mediante siringhe. Si ipotizzò fra l’altro, qualora la retina si fosse riattaccata, di eseguire eventualmente un trapianto di cornea, visto che questa era ormai compromessa.

Durante l’attesa che la retina si riattaccava, sorretta dal silicone, il mio occhio non era del tutto spento, ma rispondeva a stimolazioni luminose, in altre parole se mi si puntava una lampadina a distanza ravvicinata, avvertivo la luminosità. Dopo circa dieci mesi mi fu tolto l’olio di silicone per mano dello stesso Dott. …… ed il risultato fu che l’occhio non rispondeva più neppure agli stimoli luminosi, il buio era totale. A quel punto stanco del calvario cui ero andato incontro decisi di gettare la spugna ed arrendermi decidendo di mia iniziativa di non consultare più alcun medico forse con la presunzione di autodiagnosticarmi una cecità irrimediabile.

Oggi a distanza di sei anni circa sull’occhio in questione c’è il buio totale, il bulbo è un pò arretrato rispetto a quello dx, di tanto in tanto avverto un leggero bruciore e se premo con un dito la parte superiore della palpebra avverto un leggero dolore, forse in quella zona c’è una cicatrice.

Mi sono abituato a ad usare un solo occhio sperando sempre che il buon Dio me la mandi buona da qui fino alla fine dei miei giorni anche se mi interesserebbe sapere se tutto è perso o si può tentare ancora il "miracolo" e in tal caso come?

I più cordiali saluti.

 

 

Risposta

Gentilissimo Signor ……….,

sono molto dispiaciuto per la sua disavventura, da quello che mi scrive devo purtroppo dirle che con ogni probabilità la vista nell’occhio sinistro è compromessa in modo irrimediabile.

Non conosco il Dott. ………………, da quanto mi scrive ha tuttavia eseguito un normale intervento di chirurgia vitreo-retinica, che si è complicato con un massivo emovitreo, evento che effettivamente può in casi particolarmente sfortunati ledere la cornea.

Da quanto mi ha riferito ho l’impressione di una evoluzione verso il glaucoma assoluto o in alternativa verso la tisi bulbare dell’occhio sinistro, dato che la cosa può portare alla comparsa di forti dolori e anche di fenomeni infiammatori che possono anche coinvolgere l’occhio destro.

Le consiglio dunque di sottoporsi ad esami oculistici periodici, quanto meno per controllare l’occhio superstite.

Se vuole contattare degli oculisti di fama internazionale per la chirurgia vitreo-retinica, eccone alcuni dei più famosi:

TASSINARI (Ospedale Maggiore Di Bologna, primario reparto oculistico)

De Molfetta (Ex primario reparto oculistico di Monza, chieda a qualche aiuto del reparto oculistico di Monza in quale centro operi adesso)

Dell’Omo (reparto oculistico di Larino Campobasso)

 


 


























 

Astenopia da videoterminale

 

 

Domanda

Egregio dottore, innanzitutto i miei complimenti per il suo sito: un’idea veramente eccellente!

Le scrivo per chiederle un consiglio. Trascorro parecchio tempo a navigare in Internet e dopo due, al massimo te ore di permanenza davanti al monitor, avverto segni di fastidi agli occhi: bruciore, stanchezza, arrossamento. E’ un fatto normale o i miei occhi sono molto sensibili? Gli schermi salvavista (es. Beghelli) possono risolvere questo problema? Tenga presente che il mio monitor a 17 pollici è a frequenza di refresh ottimale (nessuno sfarfalio dell’immagine). Le saro grato se può darmi un suggerimento e la ringrazio anticipatamente,

 

 

Risposta

la ringrazio per i complimenti (sono molto sensibile alle lodi!).

Per quanto riguarda il suo problema, avrei bisogno di due indicazioni:

  1. quanti anni ha
  2. l’affaticamento visivo si verifica solo davanti allo schermo del computer o anche durante altre attività

Sono portato a pensare che si tratti di un problema di ametropia non ben corretto (è per caso ipermetrope o presbite ?). In ogni caso dubito che l’uso di schermi antiriflesso o di fonti di illuminazione particolarmente curate possano da sole risolvere il fastidio, consiglierei prima un accurata misurazione della vista da un collega OCULISTA (mi raccomando non un ottico!!!)

 

 

Chiarimenti

Innanzitutto grazie della sollecita risposta e della sua squisita disponibilità: in tempi come i nostri è una rara virtù. Io ho 47 anni. Recentemente sono stato esaminato da un oculista che al mio vecchio difetto visivo (astigmatismo miopico / 0.75 gradi per occhio) ha riscontrato presbiopia. L’esame del fondo oculare ha avuto esito negativo: nessun problema riscontrato. Io ho gli occhi chiari (come la pelle) e soffro di fotosensibilità, specialmente quando vado in montagna (sono un appassionato naturalista e fotografo dilettante). Ora uso occhiali con lenti progressive con le seguenti caratteristiche: Cil -0.75 / asse 180° per ciascun occhio (correzione dell’astigmatismo miopico, che ho da vent’anni). Sf +0.50/Cil +0.75/asse 90° per occhio (correzione della presbiopia. A parte la fotosensibilità, i sintomi che le ho riferito si verificano solo con l’uso del computer.

 

 

Risposta

Mi dispiace risponderle con tanto ritardo, ma per motivi di lavoro (prossimo acquisto di laser ad eccimeri per il trattamento di tutti i difetti visivi), sono stato alcuni giorni a Roma. Da quello che mi scrive, non saprei proprio a cosa riferire questo suo disturbo, l’unica cosa a cui posso pensare è che la lente multifocale che utilizza abbia delle zone di transizione per le distanze intermedie troppo piccole o disposte a livelli poco confortevoli. ( tutte le lenti progressive o multifocali, per problemi costruttivi presentano delle limitazioni). Di che marca sono queste lenti ? (le migliori in commercio oggi sono quelle della Essilor) La distanza interpupillare è stata misurata correttamente dal suo ottico di fiducia ? Il monitor a che altezza è posto ? (normalmente deve essere posizionato in modo tale che il soggetto possa vedere sia la tastiera che il monitor con movimenti minimi del capo) Il monitor è lontano da finestre o da altre forti punti luce ? Sono visibili riflessi sulla superficie del monitor ? Ha provato ad osservare il monitor alla distanza di 60 - 100 cm, guardando con la coda dell’occhio la porzione inferiore dello schermo ? Spesso perturbazioni delle linee elettriche (messa a terra non efficiente, apparecchi con elevati assorbimenti ecc..) possono alterare la qualità dell’immagine anche dei monitor migliori ! Il luogo dove lavora usa l’aria condizionata ?, ha per caso talvolta una sensazione di secchezza oculare ? Si potrebbe anche trattare di problemi legati alla alterazione del film lacrimale in situazioni limite: quali appunto una riduzione dell’ammiccamento palpebrale (numero di volte che le palpebre vengono chiuse per umidificare l’occhio in un minuto), tipico delle situazioni che richiedono un prolungato impegno visivo, o l’eccessiva secchezza dell’aria.

 

 

Chiarimenti

Caro dottor Zaghi, rispondo ai suoi quesiti La marca delle lenti non la ricordo, ma so che sono in policarbonato e le ho pagate 400000 lire. La distanza interpupillare me l’ha misurata l’oculista. Il monitor ce l’ho sulla scrivania all’altezza del viso, da cui dista circa un metro. Non è lontano dal balcone, ma è disposto in modo che nessun riflesso vi cada sopra. Non ho notato nessuna perturbazione con la coda dell’occhio. Non ho l’aria condizionata, nè provo alcuna sensazione di secchezza, solo stanchezza, bruciore e nei casi estremi, cioè dopo molte ore, sfarfallii luminosi. Nella precedente mail lei parlava di ametropia non ben corretta. Potrebbe essere questo? Infine ho provato a rendere più riposante il monitor, scegliendo come colore dello sfondo delle finestre e delle pagine Internet un grigio abbastanza scuro. Le allego un articoletto tratto da Punto informatico, una rivista telematica molto seguita in rete. Mi farebbe piacere un suo parere sull’argomento. Infine mi può spiegare che cos’è il laser ad eccimeri? Superfluo aggiungere, se non col rischio di diventare noioso, i miei ringraziamenti e i complimenti per la sua alta professionalità

 

 

 Risposta

Sicuramente non è una novità che i tubi catodici dei monitor e televisori convenzionali, con i loro campi magnetici e radiazioni non siano sicuramente un toccasana per la salute; tuttavia a prendere sul serio tutti i ciclici allarmi ora sulla nocività del sole (A proposito gli ultimi studi hanno evidenziato che l’incremento dei melanomi da esposizione alla radiazione solare è largamente esagerata ! ), ora sui telefonini, ora sui tralicci elettrici, ora sull’effetto serra ( Si è mai chiesto come mai si parla di effetto serra con insistenza solo dopo Cyernobil -spero si scriva così-, non sarà che essendo l’energia nucleare, l’unica senza emissione di anidride carbonica, sperano di reintrodurla ?), si rischia di non campare più. L’unica categoria di monitor che effettivamente non può avere effetti dannosi è quella a cristalli liquidi, se ha da investire un paio di milioni ! L’ametropia di cui parlavo nella e-mail precedente è semplicemente un difetto visivo mal corretto, ma se lei è stato visitato di recente da un oculista, non è certo il suo caso. Non so più a cosa pensare, purtroppo a distanza senza poter vedere di persona i suoi occhi..... ( Mi ricorda qualcosa che disse un certo Tommaso circa 2000 anni fa). Per quanto riguarda il laser ad eccimeri, si tratta di un intervento che rimuove un sottile strato di cornea ( la parte trasparente dell’occhio), in modo da rimodellarne la sua forma esterna per correggere quei difetti di refrazione (la particolare Ametropia) da cui è afflitto il soggetto. Si tratta di un intervento ambulatoriale e indolore che si esegue dopo una semplice anestesia di superficie (alcune gocce di un collirio per intenderci). Si possono correggere in sicurezza fino a 10 - 13 diottrie. Dopo l’intervento il paziente deve portare o una benda o una lente a contatto terapeutica per cinque giorni circa, è normale in questa fase avere dei leggeri dolori e disturbi visivi. Per un buon risultato è indispensabile eseguire alla lettera tutte le raccomandazioni dell’oculista. Per maggiori informazioni guardi il mio sito.

 


 


























 

Istoplasmosi oculare presunta

 

 

Domanda

Mi è stata diagnosticata una presunta istoplasmosi oculare. I risultati dell’esame fluoroangiografico sono i seguenti: occhio sinistro atrofia corioretinica peripapillare, "istospots" nei settori nasali. Istoplasmosi oculare presunta. Oltre tutto la situazione sta peggiorando: ci sono nuovi "istospots" rispetto al primo esame fluoroangiografico. Occhio destro atrofia corioretinica peripapillare, "istospots" prevalentemente nei settori nasali, distacco sieroemorragico in sede maculare per la presenza di una membrana neovascolare sottoretinica. Istoplasmosi oculare presunta. Vorrei sapere se esistono delle cure o dei trattamenti in grado di guarire o bloccare la malattia. Ho sentito parlare di corticosteroidi, antiossidanti, anfotericina B, fotocoagulazione laser e di una tecnica chirurgica chiamata "subretinal surgery". E’ possibile avere informazioni più dettagliate (almeno per riuscire a salvaguardare l’occhio sinistro che è meno danneggiato)? E’ a conoscenza di centri specializzati nel trattamento di tale malattia in Italia, in Europa, nel mondo? Ci sono medici specialisti, anche stranieri, a cui rivolgersi?

 

 

Risposta

Mi dispiace risponderLe con tanto ritardo ma ero in vacanza,

l’istoplasmosi oculare presunta è una patologia di cui si sa ancora molto poco, in Italia è molto rara, i paesi dove si riscontra con maggiore frequenza sono talune aree degli Usa (Area fluviale del Mississippi in particolare) e della Gran Bretagna.

All’origine della malattia pare vi sia un micete sconosciuto, che presenta numerose affinità con l’Histoplasma Capsulatum, è probabile che anche con tale micete, infezione venga contratta per inalazione di materiale contaminato. La malattia si diffonde per via ematica è sempre bilaterale (colpisce ambedue gli occhi).

Il quadro oculare tipico è caratterizzato da una serie di lesioni della periferia retinica dette Histo Spot (si tratta di aree biancastre di atrofia del diametro di alcuni millimetri), dalla presenza di una atrofia peripapillare (simile a quella che colpisce i grandi miopi) e da una neovascolarizzazione coroideale sottoretinica, che solitamente parte da Histo Spot perimaculari di vecchia data e finisce con il coinvolgere l’area maculare. E’ proprio questa ultima lesione la responsabile del danno visivo.

Le terapie disponibili sono essenzialmente tre:

  1. Farmacologica, con Amfotericina B Itroconazolo e farmaci antimicotici consimilari e antiinfiammatori (cortisonici), che tuttavia non consentono la rimozione degli eventuali danni (cicatrici e membrane neovascolari) già prodottisi. Molti autori inoltre sconsigliano l’uso degli antimicotici e dei cortisonici, questi ultimi, in soggetti con note di immunocompromissione sono stati responsabili di evoluzioni fulminanti della malattia.
  2. Trattamenti Argon Laser, volti alla fotocoagulazione delle membrane neovascolari, se queste sono ancora ad una certa distanza dalla foveola (almeno 200 micron)
  3. Chirurgia vitreo retinica per quelle membrane che abbiano già raggiunto la foveola.

Da quello che mi scrive penso che la terapia più adatta per lei sia la chirurgia vitreo retinica, provi a rivolgersi al Dott. Tassinari primario dell’Ospedale Maggiore di Bologna, o al Prof De Molfetta (So che attualmente lavora unicamente presso centri privati).

 


 


























 

Degenerazione Maculare essudativa

 

 

Domanda

Dottor Zaghi, Mia mamma è affetta da circa due anni da DMS essudativa in entrambi gli occhi, e, dopo una operazione all’occhio dx (che non ha più visione centrale), da circa 8 mesi le e’ rimasto solo un residuo visus centrale di circa un decimo nell’occhio sx. Non e’ possibile un intervento con il laser. E’ possibile che, nonostante i neovasi e le microemorragie rilevate otto mesi fa da una angiografia con indocianina, la situazione si sia stabilizzata ? SI PUO’ FARE QUALCOSA PER EVITARE CHE QUESTO IMPORTANTISSMO RESIDUO venga a mancare ? (terapie, alimentazione...) Si può scongiurare il pericolo di spandimento o crescita di altri neovasi ? Cosa ne pensa ? Grazie...

 

 

Risposta

La degenerazione Maculare Senile Essudativa, in genere da sola non conduce ad emorragie e a neovasi, penso che vi sia qualche altra patologia, Sua madre è diabetica ? ipertesa ? In ogni caso la degenerazione maculare senile consente di conservare un residuo visivo utile di 1-2 / 20 e l’integrità del campo visivo, mediante opportuni ausili ottici è possibile poi sfruttare il residuo visivo per leggere e per le altre attività personali. Attualmente non sono disponibili terapie di sicura efficacia Laser od altro, esistono solo terapie di supporto trofico per la retina Es Vitalux Plus e similari.

 


 


























 

Dubbi prescrizioni

 

 

Domanda

Desidero porle le seguenti domande: - sono stato a distanza di tempo breve da due oculisti i quali mi hanno prescritto due ricette abbastanza diverse, come è possibile che due ricette siano così diverse. I risultati sono i seguenti: S. -2.25 astig-0.50 D. -1.50 astig-0.75 S. -1.75 astig-1.00 D. -1.25 astig-1.00 C’è molta differenza tra le due ricette qual è quella giusta? Inoltre quello che mi stupisce è che l’astigmatismo nelle due ricette non corrisponde: come mai? Non è che l’astigmatismo essendo una deformazione corneale sia determinabile a priori e dovrebbe essere calcolato con precisione? Le macchine degli ottici automatiche sono affidabili o talvolta danno delle risposte errate? Nel mio caso concorda con la prima ricetta però il secondo oculista sostiene che sia sbagliata. A chi do ragione?

 

 

Risposta

ovviamente non posso stabilire senza una visita quale delle due ricette sia giusta, può tuttavia recarsi da un ottico e chiedere che le vengano provate entrambe le prescrizioni, a lei la scelta di quella che la fa vedere meglio. Le due ricette comunque non sembrano poi così diverse, un Oculista il primo ha privilegiato la correzione sferica, il secondo la cilindrica, se fa la somma il difetto refrattivo totale è identico nelle due prescrizioni. In generale a parità o quasi di risultato visivo si preferisce evitare il più possibile la lente cilindrica, in quanto spesso è inizialmente poco tollerata. Per quanto riguarda la precisione della misurazione dell’astigmatismo, è vero che è legato ad una "deformazione" della cornea, ma si ricordi che stiamo parlando di variazioni di pochi centesimi di millimetro e che alterazioni del film lacrimale o l’uso di lenti a contatto o ancora il semplice strizzare l’occhio, possono facilmente modificare. Per quanto riguarda le macchine degli ottici, gli autorefrattometri, sono utili per dare un idea dell’entità del difetto refrattivo, ma specie se non usate in ciclopegia (tecnica per bloccare l’accomodazione del nostro occhio), non possono assolutamente sostituire l’opera dell’Oculista.

 

 

Domanda

Gentile dottore Ho trovato la sua pagina Web per caso (molto Ok) sulla rete, cioè non proprio per caso perché ho un problema e spero che mi possiate dare un consiglio. Ho una figlia di tre anni e da quando aveva un anno ho notato che quando pensa (sguardo nel vuoto), oppure piange diverge l’occhio destro. Allora mi sono deciso di farla visitare. 1 visita dottor …………………. Per visitare mia figlia gli mette delle gocce credo atropina o qualcosa del genere, anche se io ero contrario a queste gocce infatti poi ho saputo che esistono tecnologie che ne possono farne a meno. La diagnosi è stata di astigmatismo ipermetropico semplice bilaterale. Occhio destro Cil +1,5 Asse 100 Occhio sinistro Cil +1,5 Asse 90 Fondo oculare nella norma. 2 Visita dottor …………………… Gli dico subito di fare a meno delle gocce, acconsente dicendo che non sono obbligatorie. La visita mi sembra più tecnologica, almeno usa delle macchine dove la bambina appoggiando il mento su una base guarda in queste, scusate la descrizione. La diagnosi è stata di astigmatismo ipermetropico con lieve exoforia alternante. Occhio destro Cil +2,25 Asse 95 Occhio sinistro Cil +2 Asse 95 Fondo oculare sano. Mi dice poi che aumenterà la gradazione degli occhiali, perché questa gradazione serve per abituare la bambina. Da come ho capito l’unica cosa che c’è in comune è la parola astigmatismo ipermetropico oltre la parcella sigh ! Ha questo punto non so che fare, non sopporto l’idea che mia figlia porti gli occhiali, però sembra che siano indispensabili. E soprattutto chi ha ragione che differenza c’è tra Cil delle due visite + 1,5 e +2,25 Qual’è la più lieve, o devo portare mia figlia a fare una terza visita da chissà chi e mi dirà altri valori. Spero in una vostra risposta. Comunque se avete bisogno di consulenza Java, Javascript o altro sono lieto di offrirvi la mia competenza.

 

 

Risposta

L’uso di colliri cicloplegici quali l’atropina, molto spesso risulta indispensabile per stabilire il corretto grado di refrazione.

Personalmente preferisco utilizzare il Ciclolux, in quanto ha una durata di azione notevolmente più ridotta (circa 12- 24 ore), rispetto all’Atropina (il suo effetto può durare anche una settimana), conservando tuttavia ottime caratteristiche nel blocco dell’accomodazione.

L’uso di tali colliri di solito è ben tollerato, nel caso del Ciclolux e dell'Atropina in bambini molto piccoli esiste la possibilità di indurre sonnolenza o lievi stati di confusione mentale, in questi casi non c’è da preoccuparsi, vengono superati senza conseguenze nel giro di alcune decine di minuti, inoltre esiste un antidoto molto efficace, la caffeina (basta far assumere qualche cucchiaino di caffè al piccolo).

Trovo più corretto l’operato del primo collega, l’uso di macchine (autorefrattometri), è utile solo per una indicazione di massima, specie se non vengono usati colliri cicloplegici; inoltre per una misurazione attendibile richiedono una certa collaborazione da parte del paziente, solitamente difficile da ottenere nei bambini.

Mi piacerebbe conoscere l’età della bambina e se è in grado di leggere.

Se ha consultato il mio sito avrà visto che ci sono numerosi tipi di test della vista, in particolare ve ne è uno indicato per i bambini. Anche in bambini molto piccoli 2-3 anni è possibile ottenere dei risultati, basta stampare la "E" di prova e con molta pazienza insegnare al piccolo come orientarla in base all’orientamento delle "E" dell’ottotipo. Si ricordi che per l’oculista è un aiuto molto grande il poter avere delle conferme sul miglioramento visivo da parte del soggetto esaminato, in seguito alla modifica della lente sull’occhiale di prova.

Nel caso della sua bambina poi è fondamentale verificare la capacità visiva dell’occhio che tende a deviare , potrebbe divenire infatti un occhio pigro (ambliope) e tutta la terapia (occlusione dell’occhio migliore) si basa sul controllo della capacità visiva di tale occhio.

In definitiva le consiglio di fare gli occhiali prescritti, se ha dei dubbi sulla validità delle due prescrizioni in suo possesso non esiti a farne anche una terza e si ricordi che nei bambini la refrazione e le deviazioni oculari possono modificarsi nel giro di pochi mesi e che quindi un controllo assiduo (ad es. ogni tre mesi ) è sempre indicato

 


 


























 

Maculopatia

 

 

Domanda

dott. Zaghi mio padre di anni 80 è affetto da alcuni anni da una maculopatia retinica più grave nell’occhio sinistro.

Chiedo a lei, se attualmente vi sono terapie chirurgiche, farmacologiche o di altro tipo che possano far guarire o quantomeno far regredire questo tipo di malattia.

Distinti saluti.

 

 

Risposta

Di maculopatie ne esistono di molti tipi, alcune possono essere trattate con il laser, per altre è possibile istituire terapie farmacologiche di supporto, con vari preparati multivitaminici specifici es. Vitalux Plus, Trofinerv, Coenzima Q10, Adrusen, ecc...; per altre ancora è necessario ricorrere a trattamenti chirurgici (vitrectomia con rimozione di membrane sotto retiniche).

Nel caso di suo padre penso si tratti di degenerazione maculare senile, per la quale attualmente è disponibile solo la terapia farmacologica di supporto.

Esistono in commercio, si rivolga a Centri Ottici specializzati (Es. Ottica Sacco a Napoli), vari ausili ottici ingrandenti che consentono di sfruttare il residuo visivo utile per consentire la lettura e una più ampia autonomia nelle mansioni domestiche

 

 

Domanda

Dott. Zaghi, da qualche giorno a mia madre di 73 anni, è stata diagnosticata una forma di Maculopatia. Premesso che l'ultima visita effettuata da una sua collega molto attenta ha evidenziato quale causa la senilità, le chiedo se sia il caso di effettuare su mia madre una fluorangiografia, che prevede la somministrazione endovenosa di liquido di contrasto(come lei sa) rappresentando che la congiunta non è al corrente di eventuali allergie da farmaci. Inoltre avendo subito un intervento di rettoplasia oltre 20 anni fa, le era stato raccomandato di non assumere vitamine nella sua vita; il supporto farmacologico per la Maculopatia ne prevede l'assunzione. Ritiene che attualmente queste cure possano risvegliare forme tumorali? La prescrizione di nuove lenti e di nessuna altra terapia è sufficente? Anticipatamente la ringrazio e le porgo distinti saluti.

 

 

Risposta

La maculopatia senile che le ha diagnosticato la collega è una patologia degenerativa della macula (l'area centrale della retina responsabile della visione dettagliata es. leggere). Tali degenerazioni possono condurre ad una progressiva riduzione del visus, solitamente però magari grazie all'impiego di ausili ottici, viene conservato un visus utile per la lettura e per le comuni attività domestiche.
Se la collega ha consigliato l'esecuzione di una fluorangiografia è per escludere la presenza di altre patologie, magari trattabili efficacemente con laser terapia. Solitamente la fluorangiografia è un esame ben tollerato da tutti i pazienti, le uniche controindicazioni sono le gravi cardiopatie, le gravi insufficienze renali e le eventuali allergie alla fluorescina iodata.
La prescrizione di lenti non è mai una terapia, ma solo un mezzo per consentire una visione nitida alle persone non emmetropi (miopi, ipermetropi, astigmatiche). Non usare le lenti prescritte potrà solo impedire una visione nitida, ma certo nessun danno permanente all'apparato visivo, con l'unica eccezione dei bambini ambliopi.
Per quanto riguarda la terapia vitaminica di supporto alla maculopatia senile è la prima volta che sento di un simile problema, le consiglio di rivolgersi per un parere valido ad un medico internista di sua fiducia, dato che travalica le mie competenze, tenga presente che la mancata assunzione di dette vitamine certo non determinerà gravi conseguenze alla macula e che le può sostituire con l'assunzione di una dieta il quanto più possibile varia e ricca di frutta e verdura (magari consulti un dietologo).
Per maggiori informazioni visiti il mio sito www.oculista.cjb.net alla pagina patologie oculari (clicchi due volte sull'occhio del cubo rotante).

 

 

Domanda

Mio padre è affetto da coreoretinopatia miopica evoluta con distrofia maculare e sgretolamento del vitreo. Gli è stato detto che questo tipo di maculopatia non può essere curata con il laser perché la retina è molto sottile e rovinata.
Lui vede 5/10 con l'occhio destro (ma la visuale è sfocata) e 3/10 con il sinistro.
Vorrei sapere se è possibile migliorare un poco e se c'è possibilità di trapianto.


Ringrazio anticipatamente ed invio cordiali saluti.

 

 

Risposta

La corioretinosi miopica non è attualmente curabile, si possono solo trattare o prevenire certe sue complicanze:

· Trattare eventuali fori o distrofie retiniche per prevenire distacchi di retina.

· Trattare eventuali membrane neovascolari che minaccino l'area maculare (zona particolarmente importante della retina)

Non sono attualmente possibili trapianti di retina, miglioramenti del visus possono aversi ma solo nei seguenti casi:

· Uso di lenti a contatto o trattamenti del difetto refrattivo con laser ad eccimeri, nel caso che il difetto refrattivo sia elevato (difetti superiori alle otto diottrie)

· Intervento di cataratta, in molti casi può infatti essere presente una cataratta anche molto lieve che tuttavia però ostacola una visione più distinta.

 

 

Domanda

Sono un ragazzo di 25 anni e sono affetto da forte miopia in entrambi gli occhi (-18 diottrie ca.).
Un pomeriggio ho accusato una forte diminuzione della vista all'occhio sinistro insieme con una visione deformata. Mi e' stata diagnosticata una distrofia miopica del polo posteriore con emorragia parafoveale. Mi sono stati prescritti i seguenti farmaci: Flantadin, Ananase e Tegens. Nell'arco di 45 giorni ca. ho notato un lieve miglioramento soggettivo ma molto fluttuante. Venerdi sono stato sottoposto a fluorangiografia, utile perche' con l'esame del fondo dell'occhio risultava impossibile evidenziare quale fosse la causa cui poteva ricondursi tale emorragia. Dall'esame, l'emorragia e' sembrata piu' estesa del solito ma meno densa ed e' risultato improbabile la presenza di neovasi perche' (cosi' mi e' stato detto) la zona non aveva quel colorito tipico che solitamente segnala la presenza di tali neovasi.
Infine credo sia importante sottolineare che l'emorragia riguarda la parte centrale, la "zona nobile", il che pertanto escluderebbe la possibilita' di ogni eventuale intervento con il laser.
Vorrei gentilmente conoscere il suo parere a riguardo, se lei e' conoscenza di dottori specialisti operanti nel settore specifico, e se possibile vorrei avere un quadro piu' chiaro riguardo questi tipi di sintomi e eventuali conseguenze. Il mio indirizzo di posta elettronica e' :

La ringrazio vivamente per la sua disponibilita'
Elenco, di seguito, il visus delle diverse visite.

2-12-99: ODvisus con -18 -2/25 8-9/10
OS visus con -18 -3/165(T) 4/10
AMSLER deformato soprattutto supero-temporalmente
9-12-99 OS 4-5/10
17-12-99 OS 5/10
23-12-99 OS 6-7/10 SI interrompe il trattamento con Flantadin
11-1-2000 OS 6/10 EST

 

 

Risposta

Generalmente le emorragie maculari dei forti miopi sono legate a neovascolarizzazioni sotto retiniche, tuttavia se eseguita anche una fluorangiografia non è emerso alcunchè non so cosa pensare.
L'unica cosa che ti posso consigliare è di ripetere la fluorangiografia e/o eseguire una retinografia al verde di indocianina non appena l'emorragia maculare si sia sufficientemente riassorbita. Se l'emorragia non tendesse a riassorbirsi nel giro di 2- 3 settimane sarebbe il caso di programmare un intervento di vitrectomia per l'asportazione meccanica del sangue.
Per un consiglio si può rivolgere al Prof. Brancato (San Raffaele di Milano), al Dott. Tassinari (Ospedale Maggiore di Bologna), al Prof. Dal Fiume (solo nel privato area Monza - Milano), al Dr. Dell'Omo (Ospedale civile di Larino in provincia di Campobasso).

Saluti, Dr. Fabio Zaghi

 

 

Domanda

Chiedo cortesemente informazioni sulla efficacia della terapia laser fotodinamica "a freddo" per la cura di neovasi e relativi maculomi, citando, se possibile, riscontri clinici.

 

 

Risposta

La terapia Fotodinamica con veteroporfirina è una tecnica da poco uscita dalla fase sperimentale. Il trattamento consiste nell'inoculare in una vena del paziente un colorante la veteroporfirina appunto, questa è capace di diffondere selettivamente in quei distretti retinici maculari (area centrale della retina), ove vi sia una interruzione della barriera emato-retinica, ad esempio in corrispondenza di neovasi. Per barriera emato-retinica si intende una proprietà delle pareti vascolari dei vasi retinici, che al confronto di altri distretti del nostro organismo sono particolarmente impermeabili all'attraversamento di molecole di "grandi" dimensioni. In un tempo successivo si sottopone il paziente ad un trattamento laser a bassa potenza, incapace sia per la lunghezza d'onda prescelta per il laser (si parla dell'infrarosso) che per la potenza di emissione di danneggiare il tessuto retinico normale. La veteroporfirina insomma agirebbe da fotosensibilizzante permettendo una distruzione selettiva del solo tessuto patologico, risparmiando quello sano, questo almeno in teoria.
Attualmente dalle sperimentazioni eseguite risulta che effettivamente dopo il trattamento si ha una remissione della neovascolarizzazione per un periodo di tre sei mesi, ma che questa poi si ripresenta, ulteriori trattamenti, otterrebbero risultati simili, suggerendo quindi che tale trattamento per essere efficace debba essere ripetuto con cadenza almeno semestrale. Sulla effettiva innocuità a distanza di una ripetizione cronica del trattamento per ora si hanno dati al massimo di 36 mesi.
Un ultimo appunto, la veteroporfirina attualmente è molto costosa, si parla di un costo per seduta per il paziente di circa due milioni ! Attualmente che io sappia tale trattamento non è ancora convenzionato ed è eseguito a Milano (credo al San Raffaele) a Roma e a l'Aquila.
Le prometto di inviarle ulteriori dettagli in futuro.



Saluti, Dr. Fabio Zaghi


P.S. Accludo di seguito la Bibliografia internazionale degli ultimi due anni sull'uso della veteroporfirina nella terapia fotodinamica.

 


 


























 

Laser ad Eccimeri

 

 

Domanda

Sono un collega ginecologo con problema di ipermetropia. Attualmente uso occhiali con: Sfero cilindro asse +2,50 +0.50 40 a dx V +5 +050 40 +2,50 +075 20 a sx +5 +075 20 Con questi parametri e considerando l’età 53 è possibile intervenire

 

 

Risposta

Si può intervenire per eliminare la componente ipermetropica per lontano, lasciando solo quella da vicino, che può essere corretta in questo modo con un unico paio di occhiali. Impiegando il laser Inpro ultima generazione nel suo caso è poi possibile agire, per correggere il difetto refrattivo, unicamente in zona corneale periferica, lontano cioè dalla zona ottica, azzerando qualsiasi rischio di creare opacità corneali

 -----------------------------------

 

 

Domanda

Gent.mo Dott. Fabio Zaghi,

ho trovato il suo indirizzo su Internet e così ho deciso di scriverle. Mi chiamo ----------, ho 27 anni.

Ho un piccolo problema di miopia ad entrambi gli occhi e da tempo ho pensato di sottopormi ad un

intervento chirurgico per eliminare completamente il difetto. Se non fosse per le cifre che mi hanno indicato probabilmente oggi sarei già stato operato.

Le scrivo per essere portato a conoscenza di quelli che potrebbero essere i costi di tale intervento.

 

 

Risposta

Attualmente per un intervento con il laser stiamo chiedendo una cifra di 1’500’000 per occhio, più £ 200’000 per gli esami (topografia, pachimetria, refrazione, tonometria ecc).

Tieni presente che lavoriamo con un laser di ultima generazione (4° generazione), che sta dando risultati veramente ottimi (sto considerando seriamente di sottopormi all’intervento anche io , nonostante abbia una miopia di oltre 12 diottrie e tolleri bene le lenti a contatto !).

 

 

Chiarimenti

Gent.mo Dott. Zaghi,

la cifra richiesta mi sembra ragionevole.

L’unico mio dubbio consiste nel fatto che abito a Torino e non è proprio comodissimo fare avanti e indietro. Sarebbe possibile concludere la questione (visite varie + intervento) nel giro di poco? E’ possibile intervenire su entrambi gli occhi nello stesso giorno ?(consideriamo che entrambe le miopie sono lievi). I tempi di attesa per l’intervento sono lunghi? Rimango in attesa di un riscontro. Mille grazie fin da adesso.

 

 

Risposta

Generalmente preferiamo trattare un occhio alla volta, per due motivi:

1) in caso di sotto trattamento di un occhio (talvolta la cornea del paziente risponde in modo di verso al trattamento laser, la refrazione del soggetto può essere lievemente diversa da quella accertata), si può meglio mirare il trattamento del secondo

2) la validità della cicatrizzazione della cornea del paziente; esistono (per fortuna molto rari) casi di lentezza nella riepitelizzazione della cornea, sapendo di questo problema dopo il trattamento del primo occhio, si procede al secondo con una particolare cautela, ad es. visite di controllo ravvicinate, uso di bendaggio invece che di lenti a contatto terapeutiche ecc.

Se non usa lenti a contatto (almeno 20 - 30 giorni dalla programmazione dell’intervento) è anche possibile eseguire la mappa corneale e gli altri esami il giorno stesso o al limite il giorno prima dell’intervento, sarà poi necessario un controllo a distanza di 24- 48 ore dall’intervento ed uno a 72 ore (molto dipende dalla velocità di guarigione della ferita corneale).

 --------------------------------------

 

 

Domanda

Vorrei sapere quanto costa un intervento laser per correggere una miopia di 1.75 gradi per occhio di un soggetto giovane (26 anni). Nella fattispecie è mio nipote: si ostina ad usare le lenti a contatto usa e getta che gli procurano molti fastidi e la madre si preoccupa seriamente. I saluti più cordiali

 

 

Risposta

Attualmente stiamo eseguendo interventi con Laser ad Eccimeri ad Avellino ad una cifra di £ 1’500’000 ad occhio. Il costo non è legato all’entità della correzione. Le One day sono delle buone lenti a contatto, a patto di non abusarne!

 

 

Domanda

Mi chiamo ……………… e le scrivo da Cremona. Mi manca 1.50 sx 0.75 dx, vorrei avere delle informazioni per l’operazione con il laser. Potrebbe fornirmi anche indirizzi esteri ? (Londra-Inghilterra) So che in questo paese l’operazione è mutuabile. Cosa mi consiglia? La ringrazio per un suo celere interessamento.

 

 

Risposta

Guardi che anche in Italia esistono centri dove è mutuabile (si fanno pagare però gli esami preliminari o di controllo, spesso con cifre superiori al milione per occhio). Non conosco centri Inglesi, se ti può interessare ad Avellino operiamo con un Laser ultima generazione a £ 1’500’000 per occhio.

 

 

Domanda

Buongiorno, mi chiamo Andrea, ho 25 anni e sono affetto da ipermetropia e astigmatismo. Volevo sapere se oggi sono possibili altre soluzioni in sostituzione degli occhiali. A chi mi posso rivolgere? in allegato le mando i dati di una visita molto approssimativa: RX-202 RIGHT VD=12.0 sph cyl ax + 2.50 +3.00 91 LEFT sph cyl ax + 2.75 +3.25 81 Grazie e distinti saluti, Andrea

 

 

Risposta

Le altre soluzioni praticabili sono:

L’uso di lenti a contatto

Trattamento di laser chirurgia con laser ad eccimeri

Se desiderasse eseguire una correzione definitiva del suo difetto visivo con un trattamento Laser, sappia che non tutti i laser sono in grado di correggere in modo ottimale il suo difetto, uno dei migliori è sicuramente l’IMPRO, utilizzato di recente anche dal nostro centro Laser Vision. Se è interessato posso inviarle maggiori informazioni.

 

 

Domanda

Vorrei informazione per l’operazione al laser

Io sono miope (7.5) e astigmatico

Cordiali saluti

 

 

Risposta

Per una miopia della sua entità l’intervento con il laser ad eccimeri non pone particolari problemi.

Attualmente stiamo eseguendo trattamenti fino a 12 diottrie con eccellenti risultati, per ulteriori informazioni la rimando al sito www.laservision.cjb.net

Per dubbi particolari mi precisi meglio la domanda.

 

 

Domanda

Mi presento, sono un collega di 33 anni affetto da miopia, non conosco realmente l’entità, ma le lenti che porto sono di 3,75 e 3,50.Nel 1998 mi è stata fatta diagnosi di cheratocono bilaterale, ho eseguito la mappa corneale che ha evidenziato un modesto cheratocono bilaterale. Vorrei sapere se è possibile correggere chirurgicamente la mia miopia. In attesa di una tua certa risposta porgo i più cordiali saluti

 

 

Risposta

Se la visione è soddisfacente con gli occhiali a tempiale o con le lenti a contatto, conviene evitare qualsiasi intervento. Solo nel caso di astigmatismi irregolari, non correggibili in alcun modo, si possono eseguire dei trattamenti laser decentrati per regolarizzare la superficie corneale. Si tratta di interventi sperimentali, ben differenti dalla chirurgia refrattiva routinaria, per questo consiglio di rivolgersi al massimo esperto nel settore; il Prof. Umberto Merlin, primario dell’ospedale di Rovigo.

 

 

Domanda

Gentile Dottore,

mi chiamo ………., ho 28 anni e vivo a Ferrara.

Innanzi tutto complimenti x il suo sito che non è affatto male; io sono ipermetrope, astigmatico e correggo il difetto con occhiali (4 diottrie x occhio).

Le volevo chiedere se ad oggi era possibile e consigliabile un intervento di chirurgia refrattiva (lasik o prk) x un caso come il mio.

So che le ho dato pochi elementi x giudicare, ma ci provi ugualmente. La ringrazio fin d’ora, le porgo i miei saluti

 

 

Risposta

Sicuramente si può intervenire con il laser per correggere il suo difetto con ottimi risultati. Occhio tuttavia alla tecnica scelta, sconsiglierei sicuramente la lasik, meglio in generale sempre la Prk (la lasik a mio avviso indebolisce eccessivamente la cornea), nel suo caso poi ci sono alcune complicazioni tecniche legate alla necessità di agire fuori zona ottica, non sempre facili da gestire con la metodica lasik.

Attualmente per le ipermetropie il miglior laser sulla piazza è l’IMPRO. Lo dico perchè ho utilizzato diversi laser (Kiron, Nidek). Attualmente sono socio di una cooperativa, la Laser Vision che opera nella città di Avellino, può consultare il sito www.lasevision.cjb.net per maggiori informazioni.

P.S. a Rovigo opera il Prof Umberto Merlin con questo tipo di laser, credo che l’intervento eseguito da lui costi di più che da noi però è più vicino a Lei

 

 --------------------------------------

 

 

Domanda

Salve mi chiamo Arianna e ho una forte miopia. Ho da porle una domanda forse strana. In una trasmissione televisiva ho sentito che esiste una nuova possibilità per curare la miopia e consiste nell'inserire un "cerchio" sotto il cristallino. fatto che mi pare importante è che se l'intervento non porta a risultati soddisfacenti si può "tornare indietro".

Lei ne sa qualcosa? può essere valido?

La ringrazio anticipatamente e complimenti per il sito

 

 

Risposta

L'intervento a cui si riferisce è quello dell'impianto di un cristallino artificiale in occhio fachico, cioè con il cristallino naturale ancora nella sua sede naturale.
Si tratta di un intervento consigliabile nei soggetti con elevata miopia (miopie fra le -18 e le -26 diottrie), con cristallino perfettamente trasparente.
Tale intervento è in effetti reversibile, ma presenta sostanzialmente tutti i rischi legati al comune intervento di cataratta, infezioni (endoftalmiti, si ricorda il caso di Roma?) comprese, ed in più la possibilità dell'insorgenza in alcuni anni (tre o quattro) di una cataratta.
Onestamente ci penserei bene prima di sottopormi ad un tale intervento, in molti casi può essere preferibile eseguire un routinario intervento di cataratta, con inserimento di cristallino artificiale di potere diottrico opportuno.
Esistono altri interventi di chirurgia refrattiva notevolmente meno rischiosi, anche se capaci di correggere miopie inferiori (12 diottrie al massimo), sto parlando di PRK e LASEK. tali interventi non sono reversibili, possono tuttavia essere ritoccati fino al raggiungimento del risultato visivo desiderato, e quello che è più importante presentano rischi notevolmente minori.
Si ricordi che qualunque intervento di chirurgia refrattiva non guarisce la miopia, ma cerca solo di corregerne gli effetti sulla visione, come i comuni occhiali: le alterazioni strutturali dell'occhio legate alla miopia rimangono , quindi eventuali corioretinosi miopiche o altre alterazioni della retina permangono e devono essere regolarmente controllate.

Saluti, Dr. Fabio Zaghi

 --------------------------------------

 

 

Domanda

Salve mi chiamo Gianni e ho 33 anni ho 4 gradi di ipermetropia e vorrei operarmi per togliere gli occhiali.
Non so se effettivamente e' questo il sito adatto per avere maggiori informazioni, ma comunque....
Se avete delle informazioni a riguardo e potete rispondermi vi sarei molto grato.

 

 

Risposta

Con il laser che attualmente impiego, l'Impro, è effettivamente possibile eliminare la miopia, l'astigmatismo e anche l'ipermetropia, con ottimi risultati. Se ti può interessare opero insieme ad altri colleghi nella città di Avellino. Il costo dell'intervento è di circa 1.500.000 ad occhio.
Puoi trovare sul mio sito molte informazioni utili circa questo tipo di intervento sul mio sito, clicca sull'occhio del cubo rotante.
Sono a tua disposizione per qualsiasi precisazione o spiegazione.

 --------------------------------------

 

 

Domanda

Gentile Dr.Zaghi,
chiamo dalla provincia di Verona e mi sto interessando ad un'eventuale prossima operazione agli occhi con il metodo di laser ad eccimeri. Ho 27 anni e presento una miopia di 2,60 ad entrambi gli occhi.Dato il notevole costo dell'operazione so che ci sono strutture pubbliche ed anche dei centri convenzionati:può gentilmente fornirmene qualcuno?

La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità.

 

 

Risposta

Conosco un centro convenzionato a Roma. Si chiama villa Tiberia si trova vicino alla Nomentana all'altezza del grande raccordo anulare. Tuttavia la sconsiglio di cercare di farsi operare in un centro simile, il risparmio è solo apparente, in effetti la regione rimborsa solo una minima parte dei reali costi dell'intervento (sommando i vari rimborsi per Mappe corneali, pachimetrie e Intervento laser si arriva al massimo a £ 400.000).
Dato che in genere il privato si regge su un guadagno due sono le possibilità:

1. Esecuzione di sedute con 30 - 50 pazienti alla volta (chi li segue poi nel tempo ?) per avere un elevato numero di prestazioni. Di solito la quantità oltre certi limiti mal si sposa con la qualità, so che per esempio in questo centro hanno problemi con la calibrazione del laser per l'eccessivo suo sfruttamento.

2. Richiesta di soldi per prestazioni correlate es. visite di controllo.

Mi dia retta spenda qualcosa in più ma si faccia trattare in un centro scrupoloso con un laser di ultima generazione. Per esempio io sono socio insieme ad altri dieci colleghi del centro Laser Vision di Avellino. Un trattamento comprese le visite di controllo costa circa £ 1.500.000. Cerchi anche nelle sue zone dovrebbe trovare dei centri affidabili a cifre non troppo lontane.

Saluti, Dr Fabio Zaghi

 --------------------------------------

 

 

Domanda

Gradirei sapere, se è nelle Vostre possibilità, quali sono i centri
oculistici dove è possibile l'intervento con Laser ad eccimeri per la miopia
situati in Lombardia o, comunque, nel Nord Italia.

Grazie ,

 

 

Risposta

Posso citarle qualche centro a Modena a Roma o ad Avellino. Non conosco la situazione in Lombardia.
Se la può interessare ad Avellino stiamo eseguendo interventi di PRK e di LASEK al costo di £ 1.500.000 ad occhio

 

 

Domanda

Scusate se mi intrometto da totale profana , approfittando delle informazioni che mi puo' dare chi e' piu' informato. In particolare di questa operazione ho sempre temuto tre aspetti:

1. eventuali problemi. L'incidenza e' alta?

2. Altre difficolta' che possano sorgere col passare degli anni. Da quanti anni si effettua questo tipo di operazione? Siamo sicuri che fra vent'anni chi si e' operato non si ritrovi qualche inconveniente? Pensate che il mio dubbio sia fondato?

3. Ho sentito di casi in cui dopo l'operazione gradualmente la miopia risaliva, rendendo di fatto l'operazione un rischio poco utile (almeno in un caso come il mio - miopia da 5 diottrie - in cui il disagio maggiore e' l'utilizzo continuo degli occhiali)

4. Infine un dettaglio, che pero' in questo momento di particolare impegno professionale mi disturberebbe non poco: mi e' stato detto che la convalescenza e' lunga e spesso dolorosa, e che per un periodo prolungato bisonga utilizzare una serie di cautele (in particolare io lavoro tutto il giorno sul pc...). Vero/falso???

Grazie in anticipo per qualsiasi dritta sull'argomento!

 

 

Risposta

Attualmente stiamo trattando anche soggetti con difetti miopici di 15 diottrie, senza alcun problema di opacizzazione corneale, la tecnica che usiamo è la LASEK, una evoluzione della PRK che assicura un decorso post operatorio molto rapido (3 giorni al massimo) e scarsamente doloroso (al limite nel primo giorno dall'intervento). Ovviamente i risultati dipendono dal tipo di laser utilizzato, il nostro è un IMPRO, consente di rimuovere solo 92 micron di tessuto corneale per un trattamento di 10 diottrie, dal 30% al 50% in meno rispetto ai laser più diffusi in questo periodo. Mi contatti pure per maggiori informazioni

 

 

Domanda

Buongiorno Dott. Zaghi,
sono arrivato al suo sito tramite una ricerca sulla chirurgia refrattiva, ma non sono riuscito ad accedere alle varie voci dalla pagina principale così ho pensato di scriverLe.
Mi chiamo Claudio Cardinali ed ho 31 anni, sono affetto da una miopia di -6 per l'occhio destro e -6.25 per l'occhio sinistro con un leggero astigmatismo credo uno 0.25 sull'occhio sinistro. Porto delle lenti a contatto "monouso" che tollero benissimo e desideravo porle alcune domande:
1) e' consigliabile nel mio caso la chirurgia refrattiva?

2) se "si", si puo' applicare la PRK (ho timore del bisturi, ed avevo sentito che la PRK poteva corregere fino ad una certa miopia)?

3) e' dolorosa?

4) quali sono le percentuali di successo pieno?

5) possono rimanere dei difetti e vi sono degli effetti collaterali?

6) eventualmente si puo' reintervenire sugli occhi con la stessa tecnica per normalizzare il tutto?

7) e' possibile successivamente (nel caso in cui l'operazione non avesse avuto un successo pieno) portare lenti a contatto correttive?

8) e' vero che l'operazione non e' definitiva poiche' dopo 10 anni circa l'occhio ritorna ad avere il difetto precedente all'operazione?

9) rimangono tracce visibili dell'intervento sugli occhi?

10) sono consigliabili successivamente degli esercizi per gli occhi (sterogrammi, ecc....)?

In sostanza, vorrei liberarmi delle lenti a contatto (che come ho detto prima tollero molto bene) ma ho il timore che l'operazione possa lasciare qualche problema che adesso non ho, oppure costringermi nuovamente a portare le lenti (a contatto o occhiali) per correggere uno 0.50 o piu' lasciato dall'operazione.
La ringrazio per la disponibilita' e Le faccio i complimenti per la sensibilita' dimostrata attraverso un sito senza fini di lucro rivolto alle persone con problemi di vista.

 

 

Risposta

Come mai non è riuscito a raggiungere la pagina cercata, ha provato a cliccare sulla voce elimina Java ? , Mi faccia sapere ! Per me è importante.

 

 

Domanda

Egregio Dott. Zaghi Fabio ,

sono un ragazzo di 23 anni della provincia di Sondrio (Valtellina) , ed è da 2 anni ormai

che stò valutando scrupolosamentela chirurgia di correzione refrattiva con tecnologia LASER ad Eccimeri.

Conoscendo abbastanza bene tutto quanto concerne l'argomento , vorrei cortesemente chiederle

un suo parere al proposito , sia pur limitato ai dati qui da me descritti :

a) Il mio difetto refrattivo è relativo a una miopia con -2,5 ; e a un leggero astigmatismo in ambedue

gli occhi.

b) Non ho mai avuto nessun problema di malattie che possano interessare l'apparato visivo ,se non

l'attuale difetto di refrazione.

c) La miopia con cui ho a che fare ha iniziato ha stabilizzarsi a 21 anni.

Avrei inoltre 3 domande da porle :

1) E' possibile sia pur raramente ,che un intervento con tale tecnologia possa concludersi in modo

totalmente negativo (perdita completa della funzione visiva) ?

2) Quanto costa in linea di massima un intervento di questo tipo in riferimento al mio caso ?

3) A quale struttura medico-chirurgica posso rivolgermi nelle vicinanze della mia provincia ?

La Ringrazio infinitamente della sua attenzione ;

in attesa di una sua risposta le porgo i miei complimenti per il suo Sito Web in INTERNET

che trovo molto interessante e di facile orientamento .

 

 

Risposta

La perdita della funzione visiva per ora non è mai stata citata in letteratura almeno per quanto riguarda due tipi di intervento: La PRK e la LASEK (Non LASIK che è una metodica molto differente, guardi sul mio sito).
Si tratta di interventi molto sicuri, l'unico possibile inconveniente reale è un possibile errore di correzione (potrebbe residuare un leggero difetto miopico o ipermetropico), comunque correggibile con un reintervento.
Non ho idea di quanto costi in altri centri, attualmente il nostro centro ad Avellino richiede £ 1.500.000 a occhio più £ 200.000 forfettarie per le indagini preliminari. (totale per i due occhi comprese le visite di controllo si parla di £ 3.200.000).
Nel nostro centro pratichiamo sia la LASEK che la PRK.
Non ho idea dei centri di chirurgia refrattiva che possano essere nella sua zona. In Veneto conosco e stimo il Dr. Genisi (può chiedere alla Dr. Federica Birattari presso l'ospedale civile di Venezia) e il Prof. Umberto Merlin (Ospedale civile di Rovigo). A Milano è molto noto il Dr. Buratto, sappia però che è piuttosto caro e predilige eseguire la LASIK, intervento a cui io sono contrario in linea di principio, poichè dai recenti dati disponibili in letteratura pare possa portare in alcuni casi a successivi sfiancamenti corneali.

 


 


























 

Congiuntivite Allergica

 

 

Domanda

Mio figlio Matteo, di undici anni, soffre di congiuntivite allergica che in passato è stata ricorrente in periodo primaverile. Quest’anno la congiuntivite si è ripresentata a giugno - luglio e dopo una pausa nel mese di agosto si è addirittura aggravata in settembre - ottobre. Ha effettuato cure anche omeopatiche. E’ ormai in una situazione quasi debilitante. E’ possibile trovare una struttura dove effettuare specifici test allergici per inviduare le cause dell’allergia senza torturare il bambino con continue cure della sola sintomatologia?

La ringrazio per l’aiuto

 

 

Risposta

Vostro figlio presenta solo una congiuntivite allergica o manifesta altri sintomi generali di manifestazioni allergiche ?

Soffre di asma, di orticaria, soffre di allergie alimentari, di allergie da contatto (eritemi atopici cutanei), soffre di allergie da pollini (allergie inalatorie).

Se le manifestazioni allergiche sono generalizzate, anche se di scarso rilievo rispetto alla congiuntivite, conviene eseguire le prove allergiche sia cutanee (Prick test) sia inalatorie, presso centro ospedaliero competente. (il ticket si dovrebbe aggirare sulle £ 70’000 per la serie completa di test). Una volta individuato l’allergene (sostanza responsabile di una allergia) o gli allergeni responsabili si potrà procedere alla desensibilizzazione con apposito vaccino, o se possibile si cercherà di evitare il contatto del paziente con il particolare allergene.

Non scoraggiatevi mai, purtroppo si tratta di cure lunghe che non sempre danno i risultati sperati, ricordate sempre che tuttavia crescendo le manifestazioni allergiche spesso tendono a ridursi di intensità.

 


 


























 

Trauma orbitario

 

 

Domanda

caro dottore,

Mio figlio (14 anni), in seguito ad uno scontro frontale fra due motorini ha riportato le fratture della base del naso, dello zigomo ds, della mascella ds., dell’orbita ds., e del condotto uditivo dell’orecchio sx. Dato l’enorme ematoma che si era prodotto l’occhio ds. è stato spinto in fuori di pochi mm., ma abbastanza per procurargli una lesione al nervo ottico tale da provocargli questa emianopsia. Il campo ottico da lui fatto ha evidenziato la perdita della vista nella zona alta e nella rimanente si è ridotta a 3 diottrie. Ha fatto diverse tac e una risonanza magnetica e non si vedono lesioni particolari perciò si presume sia stato l’ematoma che comprimendo gli abbia provocato il danno. La mia domanda è questa: a parte i fatidici 6 mesi di tempo per recuperare in alternativa non esiste nessuna cura da fare?, c’è forse un centro anche estero accreditato per queste patologie?.

in attesa di risposta cordiali saluti.

 

 

Risposta

In Italia esistono molti centri Oculistici di livello internazionale, basti pensare alla moglie di Sackarov (Non sono sicuro che si scriva così), il noto dissidente Sovietico, che venne a Siena per curarsi.

Per quanto riguarda l’incidente occorso a suo figlio, devo dire che più che drenare l’ematoma orbitario nell’immediato post trauma e somministrare complessi vitaminici del gruppo B12 e cortisonici (meglio con iniezioni locali), non si può far altro che attendere.

 


 


























 

Disturbi visivi

 

 

Domanda

Egregio Dottore, io sono un ragazzo di 27 anni affetto da miopia-astigmatica; porto gli occhiali da quando avevo 8 anni e con l’avanzare della età ho sempre peggiorato; all’età di 19 anni sono passato in un colpo solo da 10 decimi o.d. e 8 decimi o.s. a 7 decimi o.d. e 6 decimi o.s.; quando ho indossato gli occhiali prescrittimi per una settimana mi sembrava di essere storno; in seguito ho perso un pò alla volta la vista ed oggi, dopo una visita mi sono accorto di aver perso altri due decimi per occhio.

Io sono molto preoccupato per il futuro perché se continuo di questo passo a 50 anni non ci vedrò più e non voglio andare in giro con quelle lenti spesse e grosse montature tipo rag. felini.

Si può fare qualcosa per fermare questa inesorabile perdita della vista? i medici non mi dicono mai niente; ci sarà un motivo credo di questa continuo calo; so che esiste il laser a eccimeri ma non so se posso praticarlo visto che non mi si stabilizza ma la vista; ci sono in commercio delle lenti più sottili e leggere di quelle attualmente in uso.

Mi dia un consiglio sono disperato

 

 

Risposta

Mi piacerebbe sapere quante diottrie di miopia e quante di astigmatismo hai.

Con la correzione riesci a raggiungere i 10/10 o no ?

Per quanto riguarda il peggioramento della tua miopia nel tempo è cosa piuttosto comune, io stesso sono miope (11.50 diottrie di miopia e 0.75 di astigmatismo), e forse la miopia si è stabilizzata da un paio di anni (ho 30 anni).

Uso spesso le lenti a contatto del tipo semirigido (note anche come gas permeabili), con tali lenti raggiungo i 14/10. Recentemente insieme ad altri colleghi ho acquistato un Laser ad Eccimeri per il trattamento dei difetti visivi, se non riuscirò in futuro a portare le lenti a contatto puoi stare certo che mi sottoporrò all’intervento.

Ti consiglio per correggere il tuo difetto visivo o usando lenti a tempiale (occhiali)con cristalli ai Lantanidi, sono le lenti più sottili attualmente disponibili o in alternativa le lenti a contatto (ci si vede molto meglio !).

Se ti può interessare l’intervento con il Laser, noi operiamo ad Avellino con un Laser INPRO, che dà dei risultati nettamente superiori agli altri attualmente in circolazione, il costo dell’intervento è di £ 1500000 ad occhio più 200000 per gli esami preliminari (topografia, pachimetria, tonometria ecc.)

 

 

Chiarimenti

all’ultima visita nel 1996 mi hanno prescritto per gli occhiali quanto segue

occhio dx -1,25 / -1,50 / 120

occhio sx -2,50 / -1,50 / 120

dall’ultima visita dall’ottico non riuscivo a raggiungere i dieci decimi ne avevo 4 + 5

Io non ho mai messo le lenti a contatto me le hanno sempre sconsigliate e non so il perché (credo di essere caduto nelle mani di un oculista incompetente; quando avevo 19 anni mi avevano prescritto degli occhiali che appena indossati mi creavano dimensioni strane non riuscivo per esempio neanche a prendere in mano una tazza sul tavolo la vedevo molto bassa rispetto alla realtà mi risposero che dovevo abituarmi mah......)

Secondo lei da cosa può dipendere questo difetto (nervo ottico, cristallino e che visite mi consiglia)?

 

 

Risposta

Sono sorpreso dai dati che mi sta indicando, pensavo che avesse un difetto visivo molto più importante, il suo è un astigmatismo miopico tutto sommato modesto, certo le difficoltà da lei lamentate nella visione non possono essere legate a tale deficit.

Ha parlato di una ultima visita dall’ottico, ma è mai stato visto da un medico specialista in Oftalmologia ? (un oculista insomma).

Il consiglio spassionato che le do è di fare una visita oculistica adeguata, con se necessario (sospetto di spasmi accomodativi), un visus in ciclopegia.

Nella visita è importante che venga anche esplorato accuratamente la retina.

 

 

Chiarimenti

Ho già prenotato una visita oculistica; me la danno il 22/12; secondo Lei è troppo tardi?

Mi ha detto una infermiera che lavora in reparto oculistica che il dottore che mi visiterà è molto bravo

e per questo preferirei attendere

Secondo Lei rischio qualcosa ad aspettare due mesi? se ho un virus come da Lei prospettato, rischio grosso??

Ci sono dei sintomi di "avvertimento" a cui devo stare attento?

 

 

Risposta

Nella sua situazione non attenderei due mesi, ma mi farei visitare il prima possibile (in settimana). Probabilmente non è nulla di serio, ma in tutti quei casi in cui la causa del calo della vista non è noto, non è prudente perdere tempo.

Se proprio non può fare in altro modo ( I colleghi mi odieranno !) può richiedere una visita Oculistica urgente presso il pronto soccorso di un ospedale dotato di reparto oculistico. In tale visita basta che venga esplorata la retina, se questa risultasse indenne, allora può aspettare tutto il tempo che vuole per eseguire una visita più approfondita.

P.S. Non vada al Pronto soccorso in orari strani (es. le cinque di mattina), ci vada magari nel tardo pomeriggio di un giorno feriale, vedrà che aspetterà di meno e saranno più gentili

 --------------------------------------------

 

 

Domanda

Caro dottore, avrei da esporle un problema: Sono una donna di 31 anni, da 15 anni porto lenti a contatto, la mia miopia è di 3,75 all’occhio destro e 3,50 al sinistro con in entrambi una leggero astigmatismo.

Da alcune settimane ho alcuni problemi con l’occhio sinistro da quale vedo appannato, anche se tolgo le lenti e metto gli occhiali. Ho fatto una visita oculistica ed il medico mi ha consigliato alcuni esami perchè ha rilevato un irritazione della cornea. Ho fatto l’ecografia, il campo visivo ed anche l’esame della tiroide perché mi è stata fatta notare una maggiore sporgenza dell’occhio sinistro rispetto al destro. Visto che nonostante siano 10 gg che non porto lenti a contatto la situazione è rimasta invariata e che gli esami fatti non hanno dato esiti negativi vorrei un suo parere su quale possa essere la causa di questo disturbo. Faccio presente che il mio lavoro è di videoterminalista e che la sera il fastidio peggiora parecchio con a volte lo sdoppiamento delle immagini.

Le sarei grata se potesse darmi un consiglio. Cordiali saluti.

 

 

Risposta

da quanto mi scrive mi vengono in mente due possibili patologie:

  1. Il Warpage da lenti Gas permeabili (lente che deforma la cornea)
  2. Il Cheratocono (progressivo sfiancamento corneale)

Le consiglio di eseguire un esame rapido, indolore e non invasivo: la mappa corneale.

Le consiglio anche una sospensione per alcune settimane delle lenti a contatto ( 10 giorni possono essere pochi), in alcuni casi il porto protratto può determinare edema corneale, con sintomi simili a quelli da lei lamentati. Sarà utile anche un controllo da parte del contattologo per verificare lo stato della lente e il rispetto dei parametri di applicazione della stessa.

 

 

Domanda

Salve dottore,

mi chiamo ……….., ho 25 anni e ho un problemino agli occhi. Certo, rispetto ad altri più gravi, il mio non è niente comunque quando mi sveglio la mattina presto per andare a lavorare (alle 5.00) spesso avverto un certo bruciore agli occhi, e mi compaiono vistose occhiaie che mi rendono veramente (secondo me) non molto fotogenico...Sono di color marrone scuro e vorrei farle proprio sparire...la mia teoria è che sono collegate al bruciore agli occhi (può essere?): secondo me il bruciore li fa reagire con quelle chiazze scure, può essere? Quindi eliminando la fonte del bruciore dovrebbero sparire no? Io ho comprato un collirio (Iridina), il bruciore diminuisce ma dopo poche ore riappare...che devo fare? Rivolgermi alla chirurgia estetica? Il mio solo problema estetico è questo e per me è molto molto grande, anche se sembra stupido...

 

 

Risposta

Caro ………..,

senza una visita è difficile formulare diagnosi e fornire cure, nel tuo caso bisognerebbe valutare la refrazione (ci vedi bene sia da lontano che da vicino ? o ti sembra di sforzare gli occhi !).

Posso azzardare due ipotesi:

1) soffri di una qualche forma di congiuntivite cronica su base allergica (ci sono periodi dell’anno in cui il fastidio si accentua ?)

2) Hai qualche problema di refrazione (spesso soggetti ipermetropi accusano cefalee ed irritazioni oculari dopo i 25 -30 anni se non sono corretti con gli opportuni occhiali)

3) Le occhiaie di cui ti lamenti sono slegate dal problema oculare

In ogni caso ti sconsiglio di procedere ad interventi di chirurgia estetica, spesso i risultati (cicatrici) non sono quelli desiderati.

 

 

Domanda

Ho trovato il suo sito su Internet. Gradirei ottenere informazioni riguardo il termine "moto mani" letto su un certificato medico oculistico. Ringrazio anticipatamente sperando in una sua risposta.

 

 

Risposta

Indica una visione molto ridotta. Per intenderci 1/10 indica la visione della sola prima riga di un ottotipo alla distanza regolamentare (in genere 5 metri, anche se esistono ottotipi da leggere a tre metri), 1/50 la vista della stessa prima riga dell’ottotipo alla distanza però di un solo metro, 1/100 alla distanza di 30 cm e così via. Moto mano indica una visione ancora inferiore a quelle descritte, la visione appunto a brevissima distanza 20-30 cm dell’ombra della mano che si muove.

 

 

Domanda

Gentile dottore,

scrivo per esporle un problema che mi assilla da molti anni e, anche se tutti gli oculisti che mi hanno visitata affermano che l’occhio è sanissimo (fondo oculare ottimo, pressione altrettanto, ecc.), per me rappresenta un fastidio insopportabile e limitante.


Ho 30 anni ed una miopia abbastanza elevata.


Periodicamente mi succede questo: all’improvviso comincio a vedere le immagini e i visi delle persone in modo incompleto e poi, dopo un po', vedo come delle luci luminose a zig-zag che, partendo dagli angoli esterni degli occhi a poco a poco invadono il mio campo visivo.


Come ho detto prima questo fastidio è molto limitante, perché, in quei momenti, sono costretta a mettermi in una stanza buia, aspettando ansiosamente che il fastidio mi passi al più presto e così sto tesa e impaurita fino a quando non vedo migliorare la situazione .


E anche se i miei genitori mi dicono di rilassarmi e di stare calma non ci riesco, perché forse a causa del fatto di essere miope mi impressiona molto tutto ciò che può riguardare gli occhi.


(Se questo può essere di aiuto ,ho notato che questi fastidi mi succedono quasi sempre prima o dopo le mestruazioni.)


Tutto ciò mi preoccupa molto e naturalmente mi rende nervosa, perché non vedendo molto bene durante il disturbo ,ho paura che questo possa accadermi (come qualche volta è successo effettivamente) mentre svolgo delle normali attività come uscire da sola, guidare, lavorare, ecc. e mi sento molto a disagio .


Vorrei sapere se questo problema può risolversi in qualche modo o quantomeno attenuarsi e migliorare magari facendo una cura preventiva.


Attendo con ansia una risposta, che mi possa aiutare in qualche modo.

Saluto cordialmente.

 

 

Risposta

Da quello che mi scrive, mi sembra di capire che il disturbo da lei lamentato sia bilaterale e quindi di origini non oculari ma sistemiche.


Per caso soffre di emicrania ? Se si , il disturbo precede o accompagna l’emicrania stessa ?


Soffre di disturbi circolatori ? La pressione del sangue è normale ? Soffre di sindromi vertiginose ?


Mi dispiace di non poterle essere più di aiuto, ma purtroppo senza una verifica diretta è difficile poter dire altro

 

 --------------------------------------------

 

 

Domanda

Dott. Zaghi mi chiamo Gianpaolo e ho una cugina ipovedente, le scrivo questa mia perché da qualche tempo su alcune riviste di medicina sfogliate da un mio parente, apprivano notizie riguardanti la possibilità di andare a Cuba dove si potrebbe sottoporre mia cugina, appunto, ad una nuova operazione. Le notizie sopracitate parlano anche di un buon avanzamento nello studio di questo problema. Il fatto è che la famiglia di Mariangela (mia cugina) ha già affrontato diversi viaggi a Barcellona, ha già sottoposto la ragazza ad un paio di interventi che hanno avuto discreti risultati (ma niente di eccezionale) e di conseguenza sono diventati piuttosto scettici a riguardo. Non vorrebbero iniziare una nuova terapia in una nazione lontana come Cuba e investire circa 20 milioni per l'operazione (sempre tenendo fede a quello che dice il giornale) più le spese per il soggiorno, specie dopo i non buoni risultati ottenuti dalla prima volta. Quello che vorrei sapere da lei è se le risulta che a Cuba ci sarebbe questa possibilità. Inoltre come vede lei la possibilità di sottoporre mia cugina ad un nuovo calvario del genere.

 

Distinti saluti Gianpaolo

 

 

Risposta

Di che riviste sta parlando? Devo dire di non essere al corrente di notizie di particolari trattamenti per ipovedenti a Cuba, sarei lieto di ricevere via email l'articolo in questione o comunque un suo riassunto.
L'unica "notizia" di cui abbia sentito in questi giorni (in realtà se ne parla da quasi dieci anni) è la possibilità di sostituire l'occhio non più vedente con una telecamera che tramite il nervo ottico o in alternativa direttamente connessa con opportuni elettrodi a determinate zone del cervello (area visiva occipitale), permette una "visione" estremamente rudimentale. Si tratta di studi sperimentali eseguiti nei soliti USA.

 

 

Precisazioni

Il problema riguarda principalmente la retina, in quanto è molto debole. Inoltre a Barcellona, fu operata di strabismo.

 

 

Risposta

Mi servono più elementi, se possibile mi faccia un riassunto delle diagnosi fatte dai colleghi che hanno avuto a che fare con lei e mi precisi il tipo di intervento che vorrebbero eseguire a Cuba.

 

 

Domanda

 

 

Risposta

Mi può precisare almeno di che tipo di intervento si tratta ?

 

 --------------------------------------------

 

 

Domanda

Egregio Prof. Zaghi

Sono contentissimo e stupefatto che su internet si possa avere una consulenza gratuita sui propri problemi oculari.
Le Volevo porre il mio caso : e' sa circa qualche mese che vedo sugli occhi dei filamenti bianchi e neri.....oddio in effetti sono molto tenui e poco numerosi ma ad esempio quando c'e' molta luce riesco a distiunguerli discretamente bene anche se ripeto molto attenuati.
E' chiaro che mi sono rivolto ad un oculista, che nella mia zona, io abito ad Isernia gode di una certa reputazione e sinceramente anche della mia stima.
Solo che l'ultima volta mi ha liquidato con una certa velocità, dato che vi sono numerosi pazienti da visitare, la cosa, le dico la verità mi ha dato molto fastidio.....
L'oculista in questione, il Dott. .............., che ha anche scritto su numerose riviste del settore, mi ha detto che avevo dei corpi mobili nell'occhio e dopo avermi fatto una visita al fondo dell'occhio, mi ha detto che potevo stare tranquillo, che questi filamenti li vedono tutti e sono normali, dato il fatto che io sono una persona ansiosa e magari passavo un periodo di stress e che forse sarebbero andati via con il tempo. Di tempo ne e' passato ma io continuo a vedere questi corpi . Oggi leggendo una rivista ho letto che potrebbero essere sintomi di un distacco della retina e mi sono allarmato.
Scrivo a Lei nelle speranza di chiarirmi la situazione.



P.S. L'oculista mi ha detto anche che la retina era perfetta.Per carità non voglio screditarlo, è una persona con un gran cuore, che mi ha visto crescere (ho 25 anni) e ancora nutro molta stima per lui, ma la sua fretta mi ha lasciato perplesso.

La ringrazio in anticipo per il Suo eventuale aiuto.

 

 

Risposta

Da quello che mi dice, sono dell'opinione del suo oculista. Si tratta con ogni probabilità di corpi mobili vitreali tipici dei soggetti miopi, ma anche di molti soggetti "normali". Se il suo oculista ha eseguito un esame della sua retina dopo dilatazione della pupilla con opportuno collirio midriatico e non ha riscontrato particolari degenerazioni, può stare tranquillo. Magari faccia un paio di controlli all'anno invece di uno e presti attenzione ad eventuali modifiche repentine della qualità visiva (es. visione di lampi di luce, ondeggiamenti alla periferia del campo visivo, cali della vista).

 

 

Domanda

Sempre io.....quello dei filamenti Mi scusi ancora mi sono dimenticato di dirle che mia mamma ha il diabete e che soffre di retinopatia diabetica....non so' se puo' essere utile....mi scusi ancora

 

 

Risposta

No non si preoccupi la retinopatia diabetica di sua madre non la riguarda, vero è che lei potrebbe essere predisposto allo sviluppo in futuro (50 - 60 anni) del diabete mellito, ma penso che oggi sia un pò prematuro preoccuparsi, magari eviti di ingrassare (aumenta i rischi di contrarre il diabete).

 

 --------------------------------------------

 

 

Domanda

Salve dottore ho visitato il su sito e vorrei chiederle un consiglio sempre se non le è di fastido:
ho 32 anni di sesso femminile porto gli occhiali per astigmatismo misto.
Da circa un paio di anni periodicamente, in quest'ultimo periodo anche una volta ogni 15 giorni, accuso dgli scotomi (l'immagine non è nitida ma coperta da macchie scure soprattutto se guardo cose luminose che aumenta piano piano fino a coprire quasi del tutto il campo visivo, quasi la stessa sensazione di quando si guarda il sole) della durata di circa 10-15 minuti, ciò accade in qualsiasi momento della giornata, con luce artificiale o luce naturale, addirittura l'ultimo episodio l'ho avuto appena ha aperto gli occhi (appena svegliata), per fare passare questo sintomo sono costretta a mettermi al buio, pian piano diminuiscono le macchie scure ed aumenta la sensazione di fasci di luce sulle palpebre inferiori, il tutto seguito da un leggero mal di testa.
All'incirca un anno e mezzo fa ho praticato visita oculista ed esame del fondo oculare che ha escluso qualsiasi tipo di patologia.
Secondo Lei cosa devo fare a chi devo rivolgermi?
La ringrazio per la sua attenzione, In attesa di una sua cortese rispota Le invio i miei più cordiali saluti.

 

 

Risposta

Il primo consiglio è quello di ripetere al più presto una visita oculistica con esame del fonbo oculare (retina) e misurazione della pressione intraoculare.
Il secondo consiglio, se la visita oculistica desse esito negativo è quello di rivolgersi da un neurologo, potrebbe essere indicata l'esecuzione di TAC e/o RMN (Risonanza Magnetica) del cranio ed eventualmente da un endocrinologo; con ogni probabilità si tratta di auree cefalgiche, cioè di disturbi visivi che precedono cefalee (esistono casi meno frequenti in cui l'aurea non è nemmeno seguita dalla cefalea), il fatto che si scatenino solo da due anni potrebbe essere in relazione a particolari stati di stress ormonale (sta assumendo la pillola, ha smesso di assumerla, ha cambiato tipo di pillola... ecc) o all'assunzioni determinati alimenti (es. cioccolato, tannini, ........, sono numerosissimi).

 

Saluti, Dr. Fabio Zaghi

 

 

 --------------------------------------------

 

 

Domanda

le scrivo per avere un aiuto. Mi occorrono informazioni sulle più moderne tecniche di terapia della retinopatia del prematuro in fase avanzata. In particolare cercavo notizie più dettagliate riguardo alla nuova tecnica utilizzata da un oculista di New York : una specie di "occhio bionico" (microchip collegato ad un computer) come rimedio alla cecità da retinopatia. Tale tecnica era stata descritta a grandi linee da un servizio di Rai 2.
La ringrazio fin d'ora per la cortese attenzione.

Distinti saluti,

 

 

Risposta

Attualmente si tratta solo di uno studio sperimentale. Tenga presente che la visione allo stato attuale è data da una matrice di 8x8 sensori per un totale di 64 pixel. Per fare dei paragoni con il nostro occhio, il numero di "pixel" che compongono l'immagine è di circa 1.000.000. Esistono poi ovviamente dei problemi legati alla biocompatibilità degli elettrodi posti a contatto del cervello, attualmente non è ancora chiaro se col tempo conducano a effetti degenerativi sulle cellule nervose su cui agiscono. Si tratta sicuramente di una tecnica molto interessante e in prossimo futuro sono convinto permetterà di ridare una buona visione a larga parte dei non vedenti, vista la velocità con cui si stanno sviluppando queste metodiche.
Attualmente per una retinopatia in fase avanzata l'unica soluzione è la crioterapia + eventuale vitrectomia, tali metodiche tuttavia hanno una indicazione solo se vi è un residuo visivo utile ancora conservato.
Per maggiori informazioni mi scriva pure agli indirizzi riportati sotto.

 

 

Domanda

Chiedo scusa per l'intrusione..
ho trovato il vostro indirizzo email tramite internet e cosi.. :o)

il mio problema e' questo:

Effettuando un controllo visivo la mia vista risultata di 0.50
(diottrie??).

In seguito a questi dati mi sono state assegnate delle lenti ottimali per
guidare la macchina e guardare la TV, ma il mio vero problema e' la notte:
nel momento che guido la macchina ed incrocio altri veicoli, i fari che
incontro mi danno l'effetto di abbagliamento come se guardassi
direttamente il sole...
mi e' stata prescritta un esame specifico del campo visivo risultato
nella norma, mi sono state prescritte (e fatte) delle lenti antiriflesso
nell'intento di risolvere questo problema...purtroppo non risolto...

non so piu' a chi rivolgermi in quanto dagli esami effettuati la mia
vista risulta normale, riscontro questi problemi da quando circa due mesi
fa', ho avuto uno sbalzo di pressione molto evidente (sono stato portato
in ospedale ed e' successo mentre stavo lavorando...) e da quel momento
soffro di questi problemi...

Ho seguito delle cure avendo riscontrato degli innalzamenti di pressione
oculari e riportati alla normalita' con delle goccie.

Chiedo cortesemente un consiglio su quello che dovrei fare per
approfondire questo mio fastidioso problema...

Premetto che ho 39 anni, lavoro come gommista in una fabbrica e non ho
mai avuto (prima di questo famoso sbalzo di pressione) di questi
problemi...

ringraziandovi anticipatamente

 

 

Risposta

No, le 0.50 diottrie si riferiscono al suo difetto di refrazione (positivo o negativo, a seconda del segno che precede il numero). Per intenderci il difetto di refrazione indica il potere della lente necessario per emmetropizzare un occhio. Avere una sf +10 non indica assolutamente niente circa la capacità visiva del soggetto, indica solo che quel soggetto per essere reso emmetrope ha bisogno di una lente positiva di 10 diottrie, cioè una lente in grado di mettere a fuoco i raggi luminosi provenienti dall'infinito alla distanza di 10 cm. La capacità visiva è indicata in decimi, e appunto indica quanto vede un soggetto, la visione considerata normale è per convenzione 10/10, tale capacità visiva si può raggiungere senza bisogno di occhiali (visus naturale) oppure con l'uso di una opportuna lente (visus corretto). Per quanto riguarda i suoi problemi, penso sarebbe opportuno eseguire i seguenti esami:
Esame del fondo oculare da parte di un oculista, verifica del tono oculare, esecuzione di un campo visivo computerizzato del tipo 30-2.
Le consiglio anche una terapia a base di estratti del mirtillo (es. Mirtilene forte, Mirtivit, Meralop ecc.), che in genere dovrebbe ridurre i fastidi da abbagliamento durante la guida notturna.

 


























 

Cisti Iridea

 

 

Domanda

Mi chiamo ………….., ho 22 anni e le scrivo da Carpi, in provincia di Modena.

Volevo chiedere alcune delucidazioni su un problema rilevato alla mia morosa nell’occhio sinistro.

Ha fatto una visita oculistica, richiestagli dalla ditta per cui lavora e gli hanno riscontrato un rigonfiamento dell’iride e gli hanno detto che può essere una ciste, ma non hanno escluso qualsiasi altra cosa.

La mia fidanzata ha 20 anni e non ha mai avuto problemi di vista.

Io le chiedo una maggiore delucidazione sul problema e se ci sono stati casi di tumori all’iride e come ci si deve comportare.

In attesa di una sua riposta, ringrazio anticipatamente.

Cordiali saluti …………..

 

 

Risposta

Le consiglio di eseguire un’altra visita oculistica, in cui venga eseguita una foto dell’iride sospetta, ad esempio alla clinica oculistica del policlinico di Modena, chieda del Dr. Martini o della Dr. Palmieri, sicuramente eseguiranno tutti i controlli del caso.

Si ricordi che i tumori iridei sono molto rari, tendono ad aumentare piuttosto velocemente di dimensioni e si accompagnano a manifestazioni infiammatorie della porzione colpita, una visita oculistica accurata in genere è sufficiente a dissipare ogni dubbio.

 


 


























 

Malattia di Basedown

 

 

Domanda

A mio padre, 68 anni, e’ stata diagnosticata la malattia di BASEDOW complicata da oftalmopatia. I dottori di Reggio Emilia mi hanno dato la netta impressione di non sapere che "pesci pigliare" (mi consigliano radioterapia o cure a base di cortisone), mi hanno confermato che questa malattia e’ piuttosto rara: e’ possibile avere un consiglio su cosa fare? oppure mi sa indicare qualche specialista che possa visitare mio padre? Ringrazio anticipatamente dei consigli che vorrà darmi.

 

 

Risposta

Non conosco le condizioni cliniche di suo padre, ma se l’oftalmopatia di cui mi dice sta divenendo importante (si ricordi che è necessaria una valutazione della testa del nervo ottico e l’esecuzione del campo visivo anche una volta al mese) è necessario prendere in considerazione un intervento orbitario decompressivo. Provi a parlarne con il Prof. Roberto Guerra del policlinico universitario di Modena

 


 



























 

Glaucoma

 

 

Domanda

Egregio dott.Zaghi, le scrivo da Milano. Mia suocera soffre di una grave forma di glaucoma, i medici che l'hanno ultimamente visitata l'hanno definita in fase terminale. vorrei delle informazioni su possibili interventi chirurgici per fermare almeno la malattia e far si che la signora non perda definitivamente la vista. mi può aiutare?

 

 

Risposta

Esistono diversi interventi chirurgici idonei alla riduzione della pressione intraoculare, generalmente però si preferisce trattare la malattia prima con una terapia medica, e solo se questa risulta inadeguata eseguire un trattamento chirurgico.

La chirurgia infatti presenta sempre dei rischi. Nel vostro caso se la pressione intraoculare non è ben controllata dalla terapia medica (tono oculare > 14 mmHg bisogna eseguire nel più breve tempo possibile il trattamento chirurgico. Dato che si tratta di un glaucoma definito "terminale" presumo che vi sia una grave compromissione del campo visivo, per questo motivo consiglio come intervento chirurgico ottimale la Sclerectomia profonda con inserto di acido ialuronico.

Questo intervento al contrario di altri (es. trabeculectomia) non prevede la creazione di un deflusso diretto di umore acqueo dalla camera anteriore dell'occhio alla congiuntiva, con il risultato di determinare una riduzione della pressione intraoculare meno marcata, ma anche più controllabile, evitando quella che in gergo è definita "decapitazione" del campo visivo (repentina perdita dopo l'intervento del residuo visivo del paziente). Il rischio della "decapitazione" del campo visivo è tipico di glaucomatosi con campo visivo molto compromesso.

Ovviamente il mio consiglio è di rivolgersi da un oculista di fiducia, l'unico che dopo una visita accurata, possa decidere al meglio sul tipo e sulle modalità con cui andrà condotto l'intervento.

Può trovare sul mio sito www.oculista.cjb.net maggiori spiegazioni alla pagina delle patologie oculari ( clicchi due volte sull'occhio del cubo rotante)

Saluti, Dr. Fabio Zaghi

 

Domanda

ciao: mi fa piacere che un medico,sia a disposizione della gente che ha dei problemi oculistici,il problema di mia moglie è, di avere la papilla atrofica: "fondo = papilla pallida". vorrei delle spiegazioni. grazie.

 

 

Risposta

 Credo che si riferisca alla papilla, cioè la testa del nervo ottico. Se da un esame oculistico del fondo oculare è stata fatta la diagnosi di papilla atrofica o di papilla pallida le cause generalmente sono due:

  • Glaucoma, una malattia caratterizzata da un aumento di pressione del bulbo oculare che conduce ad un danno progressivo della retina e quindi della vista. (per maggiori dettagli consulti il mio sito www.oculista.cjb.net )
  • alterazione del trofismo della testa del nervo ottico (intossicazioni da alcolici, in particolare alcool metilico, tabacco, vasculopatie dei vasi della testa del nervo ottico)

Le consiglio in ogni caso di eseguire un controllo della pressione intraoculare, di eseguire un campo visivo computerizzato 30-2 (i colleghi oculisti sanno di cosa sto parlando). In caso di anomalie è indicata la ripetizione di detti esami. Mi faccia sapere.

 


 



























 

Nistagmo e Strabismo

 

 

Domanda

Egregio
mio figlio di 4 anni ha un nistagma ad entrambi gli occhi e nonostante numerose visite sin dall'età di 1 anno non sono riuscito ancora a capire bene di cosa si tratta e soprattutto quanto vede mio figlio.
Mi potrebbe inoltre indicare qualche centro specializzato nel trattamento o diagnosi ?
E' vero che si puo operare ?
Qualsiasi indicazione sarà ben accetta. Non avrebbe a disposizione una descrizione clinica (magari copiata da qualche trattato di medicina oculistica) di questo difetto ottico?
La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità

Buon Lavoro

 

 

Risposta

Il nistagmo è una patologia che viene seguita congiuntamente dall'oculista, dal neurologo dall'ortopedico.
Il nistagmo deve essere distinto in due forme:

1. Nistagmo congenito (quello che le interessa)

2. Nistagmo acquisito

Il nistagmo congenito è caratterizzato da oscillazioni ritmiche ed involontarie degli occhi, possono tali oscillazioni essere pendolari o a scosse. Il nistagmo congenito può manifestarsi subito alla nascita e viene allora definito manifesto od oppure manifestarsi solo in particolari condizioni
(es. negli strabismi infantili e in tutte quelle situazioni di alterata visione binoculare dell'infanzia) e viene definito latente.
Generalmente il nistagmo congenito è dovuto ad un deficit della visione binoculare con visus inferiore ai 2/10, che si instauri fra i 4-5 mesi e i 2 anni di vita. Una volta comparso generalmente il nistagmo è irreversibile. Dato che il nistagmo di se stesso induce una riduzione del visus, non potendo il soggetto fissare con continuità un particolare, sviluppa dei meccanismi volti a compensare il nistagmo stesso:

· movimenti ritmici del capo in direzione opposta a quelle degli occhi

· posizioni di sguardo estreme, in quanto in tali posizioni si riduce od annulla il nistagmo stesso. il soggetto per sfruttare tali posizioni di sguardo è obbligato a posizioni innaturali del capo, con la comparsa negli anni di torcicolli.

La terapia chirurgica del nistagmo è intesa nel far sfruttare al meglio questi meccanismi di blocco del nistagmo nelle posizioni estreme e nel trattamento dei torcicolli.
Il nistagmo è una patologia come avrà capito da queste poche righe molto complessa, il trattamento chirurgico più indicato può essere consigliato solo dopo un'accurata visita del paziente.
Attualmente i centri più attrezzati per l'inquadramento ed il trattamento di detta patologia sono l'ospedale Burlo Garofalo di Trieste, la clinica oculistica di Bologna nella persona del Prof. Emilio Campos e la clinica oculistica di Modena nella persona del Dr. Chiesi

 

 

Domanda

Salve dottore,
le scrivo per descriverle il mio caso.
Sono un ragazzo di 20 anni affetto da strabismo. Questo disturbo che colpisce l'occhio destro, è di natura congenita poichè anche mio padre ne è affetto.
Volevo dei suggerimenti per correggere questo problema.
I miei occhi si stancano facilmente fino a crearmi forti emicranee. Inoltre svolgo un lavoro che mi richiede di trascorre 8 ore davanti ad un computer, così quando arrivo alla sera mi sento molto stanco.
Grazie per la cortese attenzione, con l'occasione porgo Distinti Saluti

 

Risposta

Lo strabismo è una patologia legata ad uno squilibrio della muscolatura estrinseca dell'occhio, per intenderci di quei muscoli che sono responsabili dei movimenti dell'occhio. Tale squilibrio si può correggere solo mediante un intervento chirurgico, nel quale viene spostata l'inserzione sul bulbo oculare di uno o più muscoli o nei casi più marcati si procede alla resezione di parte di essi.
Per quanto riguarda il problema delle emicranie mi dovrebbe dare le seguenti informazioni:

· per caso lei è ipermetrope o miope o astigmatico ? Usa una correzione adeguata per l'eventuale difetto visivo di cui è portatore?

· Riesce a raggiungere i 10/10 (cioè riesce a vedere tutte le lettere dell'ottotipo) con entrambi gli occhi o per caso uno dei due è più debole "Ambliope" ?

In ogni caso per ridurre i fastidi le raccomando di interrompere il lavoro al videoterminale per almeno 15 minuti ogni due ore (per la legge 626 il suo datore di lavoro è obbligato a concedergliele) e di verificare le impostazioni di refresh del complesso monitor/scheda video (deve raggiungere almeno i 75 Hz lo schermo deve comunque apparire stabile senza tremolii).

 --------------------------------------------

 

 

Domanda

Carissimo dottore mi presento mi chiamo …………………..il mio indirizzo di posta elettronica è…………………

Ho un grosso problema sono stato operato 3 volte di strabismo ed ho una visione doppia sono ipermetrope +4,50 con +1,00 a sx e 2,00 +0,50 a dx. Il mio problema e' che non sopporto il monitor del computer mi fa impazzire la diplopia e mi provoca dolori nella parte superiore della cornea. In questo momento sto usando un computer portatile collegato con una scheda Trust che trasforma il segnale VGA in PAL e questo non mi provoca nessun problema di dolori e diplopia,l'unico inconveniente e' che non si riesce a leggere praticamente nulla.I miei problemi sono monitor tradizionali Monitor a cristalli liquidi

La dottoressa che mi ha in cura sig.ra Cattini di Milano che opera assieme al Dott Gracis di Torino, mi dice che il mio e' un problema di cinetica che non sopporto l'alta velocita' del computer, effettivamente non riesco a vedere neanche i televisori dell'ultima generazione 100hz e quelli molto ben definiti se lei riesce a darmi un consiglio aspetto con ansia un sua e-mail, se vuole sapere ulteriori informazioni mi contatti, nel frattempo le auguro Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Saluti…………...

 

 

Risposta

Ha provato ad oscurare la visione dell'occhio che vede peggio con uno schermo grigio ? Sono sicuro che riuscirà a trovare una giusta gradazione dell'intensità della gradazione di grigio da risolvere la fastidiosa diplopia.

Mi sembra strano che il suo difetto possa essere accentuato dall'uso di monitor, addirittura anche da quelli a cristalli liquidi, è sicuro che non sia in causa la distanza di lavoro o la brillantezza dei colori ?

Mi faccia sapere.

 

 

Domanda

Carissimo dott. Zaghi,la ringrazio per la sua tempestiva risposta,ho provato tutte le situazioni da lei descritte,addirittura ho provato a mettere delle lenti polarizzate sui miei occhiali,lo schermo scuro antiriflesso,ho provato a prendere il cuore di un monitor e far montare un tubo catodico di un televisore vecchio,convintissimo che il problema fosse dato da un cinescopio molto brillante,ma i risultati sono sempre gli stessi,ho comprato un videoproiettore della Sony convinto che un immagine riflessa non desse problemi,invece forse e' stata la situazione peggiore,io credo che il problema sia principalmente dovuto alla velocita' di scansione delle immagini che oggi per dare una perfetta visione senza sfarfallii,e molto ferma viaggiano ad una velocita' che i miei occhi ma soprattutto il mio cervello non riescono a reggere e vanno in sofferenza,i dolori nella parte superiore della cornea,sono dovuti all'accodamento,la diplopia impazzisce verso destra cioe' se ho una buona fusione dopo avere usato un monitor questa fusione non c'e' piu',inoltre posso dirle che ho una lacrimazione molto scarsa dovuta ad una congiuntivite giganto papillare da L.A.C. mobide,e che monto un prisma di 5 gradi. Inoltre mi sono appena sposato ed ho ricevuto in regalo un tv color Grunding modello 16/9 non 100 Hz che mi da' gli stessi problemi del monitor,bastano cinque minuti ed io ho la diplopia per tre giorni,sono un caso molto raro.

1) Secondo Lei se pendo un computer con una scheda grafica con uscita tv potrei avere dei problemi?

2) Lei di dov'e' e dove visita i pazienti

3) Il laser che risultati da' nel mio caso e quali sono i pericoli?

4) I televisori di 5 o 6 anni fa anche il Sony che e' molto sparato non mi provocano nessun tipo di problema.

5)Ho un computer 286 che uso per trasmettere gli ordini in ditta (faccio il rappresentante)con un monitor a cristalli liquidi che non mi ha dato mai nessun genere di disturbi.

Aspetto come sempre una sua risposta a .......... e la ringrazio anticipatamente,se e' vicino a Novara possiamo anche conoscerci cosi' esamina il mio caso,anche se altri dottori non sono arrivati a nessuna soluzione.

Saluti...................

 

 

Risposta

Sig ............, Forse nelle mia precedente lettera non mi sono spiegato con sufficiente chiarezza.

Le lenti grigie che le suggerivo, non sono lenti da sole o lenti polarizzate, sono delle lenti che vengono usate sui soggetti ambliopi per verificarne il difetto. Si tratta di lenti progressivamente meno trasparenti, fino alla completa opacità. dato che nel Vostro caso la diplopia è binoculare (cioè legata ad una mancata fusione delle immagini provenienti dai due occhi), anteponendo la lente opaca davanti all'occhio che vede peggio, dovrebbe riuscire ad escluderlo (è come se lo bendasse), eliminando la fastidiosa diplopia.

Gli schermi televisivi e i monitor, generano l'immagine grazie alla continua scansione effettuata da un "cannone" ad elettroni, che colpisce il rivestimento interno dello schermo (si tratta di un materiale fluorescente che emette luce quando eccitato da un elettrone). Il processo avviene pixel dopo pixel, riga dopo riga, il tempo necessario al "cannone" per colpire tutti i pixel dello schermo è detto tempo di refresh. Più tale tempo è minore più l'immagine risulterà stabile e nitida, simile cioè a quella di una fotografia. Il nostro occhio non è assolutamente in grado di percepire questo movimento del "cannone", incomparabilmente più veloce delle sue possibilità, percepisce invece il tremolio dello schermo legato a questa continua rigenerazione dell'immagine. Tanto più elevata la frequenza di refresh e tanto minori saranno questi tremolii e tanto più confortevole sarà la visione.

Mi creda la sua diplopia non può peggiorare a causa dell'uso di monitor o televisori con refresh elevati, dato tuttavia che queste apparecchiature di solito presentano contrasti e luminosità notevolmente superiori alle apparecchiature di vecchia generazione, potrebbe essere utile ridurre nel suo caso sia i valori di luminosità che di contrasto. faccia anche molta attenzione alla distanza a cui usa i nuovi schermi, potrebbe essere proprio una differenza di distanze o di dimensioni dello schermo a scatenare la diplopia.

Nel suo caso l'uso di schermi a cristalli liquidi (come quello dei portatili) può dare dei buoni risultati (conviene provarli prima però), visto che attualmente propongono le immagini di migliore qualità.

Mi può trovare a Nola (Na) piazza Clemenziano n 4 tel 081/8236037 - 03395995613, queste informazioni sono comunque disponibili sul mio sito: www.oculista.cjb.net o http://oculista.webjump.com

Il Laser è ottimo per trattare Miopia, Ipermetropia e Astigmatismi, non può trattare diplopie. Nel suo caso può cioè eliminare l'eventuale difetto refrattivo, ma non i prismi che è obbligato a portare. Per maggiori informazioni sul laser e sulla diplopia può consultare il mio sito.

Saluti, Dr. Fabio Zaghi

 

 

 

Domanda

Salve Dottore,

anzitutto la voglio ringraziare per avere risposto ai miei quesiti riguardanti lo strabismo.

Gentilmente Le chiedo se mi può dare maggiori informazioni riguardanti l'intervento chirurgico per riparare al problema.

  • in che cosa consiste l'operazione
  • come viene eseguita
  • i risultati sono garantiti
  • a chi bisogna rivolgersi

Le ricordo che io sono un ragazzo di 21 anni.

Ho sentito parlare di alcuni farmaci (a base di non so quale principio (...forse butulina?!?!)) che possono rimediare al tale problema. E' possibile?

Porgo nuovamente Distinti Saluti.

 

 

Risposta

L'operazione consiste nello spostare l'inserzione sulla sclera (la parte bianca dell'occhio) dei muscoli. In particolare quelli iperfunzionanti vengono arretrati nella loro inserzione per indebbolirli, quelli ipofunzionanti, vengono invece accorciati (viene resecata una parte dela loro porzione tendinea). Chiaramente l'intervento su uno o più muscoli di uno od amedue gli occhi è bilanciato in modo tale da rimettere in asse gli occhi (cioè eliminare la deviazione responsabile dello strabismo).
Tali interventi sono eseguiti in molti centri, spesso dove è presente un buon reparto oftalmologico per i bambini. Es: a Modena (Presso la clinica Oculistica Universitaria, chieda del Dr. Chiesi responsabile del settore), a Bologna (Presso la clinica oculistica Universitaria, guidata dal Prof. Campos), a Trieste (Presso l'ospedale civile Burlo Garofalo).
I risultati, come in tutti gli interventi non sono mai sicuri al 100%, vi sono in genere ottime possibilità per un buon risultato estetico, per quanto riguarda la possibilità di comparsa di diplopie la situazione và valutata caso per caso, si ricordi che in nessun caso è possibile un recupero visivo di un eventuale occhio "Pigro".
La tossina botulinica è efficace solo in alcuni strabismi paralitici dell'adulto, nel suo caso è assolutamente inutile.

 


 



























 

Uveiti

 

 

Domanda

Per prima cosa buonasera, almeno adesso per me.
Volevo porle alcune domande riguardo la malattia che mi perseguita da tre anni, io ho 29 anni e sono affetto da uveite determinata da cause autoimmuni.
Mi hanno diagnosticato iridociclite acuta e subacuta, coroidite con interessamento dei vasi retinici e chiaramente la mia vista oltre che leggermente annebbiata è " sporcata " da innumerevoli corpi mobili.
Ho seguito numerose terapie cortisoniche ma sempre con scarsi risultati e nei vari ricoveri a Siena Pisa Firenze purtroppo non ho mai trovato giovamento e la situazione sta lentamente peggiorando.
L'unico esame che ogni volta risulta positivo è l' ANA ovvero l'anticorpoantinucleo.
C'era inizialmente un sospetto di sarcoidosi per i valori eccessivi di ACE e LISOZIMA che poi sono rientrati nella normalità da soli e è risultato tutto negativo per la sarcoidosi.
Chiaramente le ho sintetizzato il tutto e vorrei gentilmente chiederle

-Se ad oggi esiste qualche farmaco oltre il cortisone per bloccare la malattia.

-Quali possono essere le conseguenze se come nel mio caso non si riesce a bloccare la malattia

-Se esiste un centro all'avanguardia in Italia o all'estero

Ringrazio anticipatamente per la cortesia e le faccio i complimenti per quello che ritengo un servizio utilissimo.

 

Risposta

Le uveiti autoimmuni sono un capitolo particolare delle malattie autoimmuni in generale. Come queste attualmente vengono trattate appunto con l'uso di cortisonici, di midriatici, di citotossici (es metotrxate, aztioprina, clorambucile, ciclofosfamide), di immunosoppressori (es. ciclosporina) Il razionale della terapia è:

1. Prevenire la formazione di sinechie (aderenze fra iride e cornea, sul mio sito esiste una pagina di anatomia oculare, in caso di dubbi la consulti) - Midriatici

2. Rompere le sinechie eventualmente formatesi - Midriatici

3. Ridurre l'infiammazione oculare (causa della formazione delle sinechie e di danni alla retina) - cortisonici e immunosoppressori/citotossici (se i cortisonici da soli non riescono a controllare l'uveite o se non sono tollerati dal paziente)

Nel suo caso dato che vi è una componente vasculitica (sono cioè interessati i vasi della retina) il pericolo è quello di una graduale perdita della capacità visiva. Generalmente con una opportuna terapia è possibile controllare la malattia. Siena è fra i centri italiani uno fra quelli più noti all'estero, credo che i protocolli terapeuti seguiti siano fra i più avanzati. Per altri pareri può provare con il San Raffaele di Milano (Prof. Brancato) o con La clinica Oculistica Universitaria di Udine (Prof.Menchini)

 

 

Domanda

Circa 5 mesi fa ho contratto una "brutta" uveite cme mi è stata curata con cortisone e colliri midriatici. Purtroppo come complicanza ora ho una parte di iride "impastata" (questo è il termine usato dall'oculista) con il cristallino. Mi è stato detto che è permanente. Vorrei sapere se è vero ed eventualmente come si può curare. Grazie. Irene

 

Risposta

Il termine scientifico corretto è sinechia iridolenticolare, ma il termine iride impastata rende bene l'idea. In effetti una porzione dell'iride (è quella parte dell'occhio che determina il colore degli stessi; azzurri, verdi, marroni ecc...) si è saldata al cristallino , una lente contenuta nel nostro occhio. L'unico modo di rompere detta sinechia è un intervento chirurgico, ma in molti casi il gioco non vale la candela, bisogna valutare la situazione caso per caso. Il mio consiglio è quello di sottoporsi a frequenti controlli oculistici, in quanto le uveiti hanno la spiacevole tendenza a recidivare, ed a ricorrere al suo oculista di fiducia immediatamente non appena compare qualche fastidio oculare, in questi casi aspettare è veramente deleterio, le sinechie se prese in tempo possono ad esempio essere trattate con successo con la sola terapia medica (l'uso di qualche collirio insomma).


P.S. Si faccia controllare anche la pressione intraoculare, specie se è costretta ad assumere dei colliri cortisonici per periodi prolungati.

 


 



























 

Cheratomia Radiale

 

 

Domanda

HO FATTO UN INTERVENTO DI CHERATOTOMIA RADIALE NEL 1990 (SEI INCISIONI) E DA
ALLORA HO UNA VISIONE CON PROBLEMI DI SDOPPIAMENTO, ANNEBBIAMENTO E NON
RIESCO A METTERE A FUOCO.HO PROVATO DIVERSE LENTI A CONTATTO MA NON HO RISOLTO NULLA.
LE CHIEDO SE CHIRURGICAMENTE C'E' LA POSSIBILITA' DI UN INTERVENTO IN QUANTO FACCIO IL GRAFICO E QUOTIDIANAMENTE E' UNA SOFFERENZA.
P.S. L'INTERVENTO E' STATO ESEGUITO ALLA CLINICA ............ DI BOLOGNA DAL, PURTROPPO, DOTTOR ................

 

Risposta

Le consiglio di rivolgersi al Prof. Umberto Merlin, primario del reparto oculistico dell'ospedale civile di Rovigo. Il Prof. Merlin ha una profonda conoscenza sia della cheratotomia radiale (è stato negli anni 70 il primo a introdurre tale metodica in Italia) che della cheratectomia fotorefrattiva (laser ad eccimeri). Recentemente ha iniziato ad eseguire dei trattamenti decentrati con il laser ad eccimeri, proprio volti a correggere le irregolarità corneali determinate da pregressi interventi di cheratotomia radiale.

 


 



























 

Neuriti

 

 

Domanda

Buongiorno! La contatto per avere informazioni sulla neurite retrobulbare, in quanto a mia madre è stata appena diagnosticata una sospetta neurite retrobulbare-scotoma centrale relativo, e le è stato consigliato un ricovero per accertamenti ed eventuale trattamento (con la sigla "urgente"). Vorremmo sapere

- quali sono le sue cause (mia madre soffre di herpes alle labbra, può centrare qualcosa?)

- se si tratta di una cosa grave (o solo di un fastidio passeggero) e quali conseguenze può avere

- quali sono gli esami di accertamento da fare e quali sono i trattamenti.
La ringraziamo per le informazioni che vorrà darci e per questa preziosa opportunità di consulenza "on line". In attesa di una Sua cortese, e se possibile sollecita, risposta, La saluto cordialmente.

 

Risposta

Sicuramente è il caso di eseguire tempestivamente gli accertamenti richiesti. In genere si tratta comunque di infiammazioni benigne del nervo ottico che possono essere trattate con successo con dosi massicce di corticosteroidi, per il trattamento spesso è richiesta l'ospedalizzazione, almeno per i primi tre quattro giorni, anche per eseguire una serie di indagini cliniche in tempi rapidi (le stesse indagini si possono eseguire anche senza ricovero o per gli ospedali attrezzati con ricoveri tipo Day Hospital, nel primo caso però solitamente si allungano i tempi e soprattutto sono a carico del paziente i vari ticket).
Il mio consiglio è quindi quello di acconsentire ad un ricovero di durata limitata, per gli accertamenti e per la somministrazione delle prime dosi di attacco della terapia corticosteroidea, dopo sarà sufficente un controllo presso la struttura ospedaliera ogni tre - sette giorni.
In generale queste neuriti non sono di natura erpetica, nei rari casi in cui lo siano, compaiono, solitamente in pazienti con alterazioni del sistema immunitario (es. malati di AIDS) e mettono in grave rischio la vita dello stesso paziente, vista la concreta possibilità di estensione al sistema nervoso centrale (cervello).
Gli esami necessari possono essere anche numerosi, possono anche richiedere l'analisi del liquido cefalo rachidiano mediante puntura lombare (detta anche rachicentesi). Ovviamente potranno essere stabiliti solo dopo una visita diretta del paziente e la raccolta di esami generici quali: la VES, Titoli anticorpali, verifica formula leucocitaria ecc...


P.S. Mi farebbe piacere sapere le seguenti cose: quanti anni ha sua madre? , la neurite è monolaterale ? , Da quanti giorni lamenta il disturbo, è associato ad un calo della vista notevole ?, é la prima volta che compare questo tipo di disturbo ? , Sua madre fa uso notevole di alcolici o fuma molto ?, Soffre di ipertensione o di alterazioni cardiovascolari ? , Si è mai presentato un dolore continuo allla tempia, reso più forte alla compressione della tempia stessa ?

 

 

Precisazioni

Gentilissimo Professor Zaghi, sono ............. . La ringrazio innanzitutto per la Sua consulenza sulla neurite retrobulbare e mi scuso se continuo ad approfittare della Sua disponibilità e del Suo tempo, ma come può immaginare io e la mia famiglia siamo un po' in apprensione (soprattutto dopo aver letto, da profani, libri e articoli sulle possibili cause, alcune terrorizzanti, della neurite retrobulbare). Mia madre ha 55 anni, la neurite (o sospetta tale) è monolaterale, la prima volta che compare questo disturbo, fuma circa 15-20 sigarette al giorno, a volte ha la "minima" alta, soffre di mal di testa nella media.
Mi rendo conto che quello che le chiederò potrà sembrarle scorretto nei confronti dei medici che hanno in cura mia madre, ma attualmente sentiamo il bisogno di alcune conferme e chiarimenti che speriamo Lei possa darci anche a distanza.
Mia madre è stata ricoverata lunedì 21 febbraio nella clinica oculistica universitaria di Sassari, perché nel giro di una settimana (lei ci vede bene, soffre solo di presbiopia) la visibilità all'occhio destro era calata sempre di più. Ha iniziato a vedere tutto luminoso e sfocato, senza contorni, poi il disturbo è andato sempre più accentuandosi fino a non vedere quasi più niente da quell'occhio. Già nella prima visita in clinica, lunedì, i medici hanno constatato un velocissimo peggioramento rispetto alla visita effettuata il sabato precedente da un oculista di Nuoro. Il giorno stesso le è stato somministrato del cortisone. Martedì le è stata fatta una visita cardiologica e l'esame del campo visivo (niente cortisone). Mercoledì la visita oculistica ha appurato che non c'erano cambiamenti rispetto a lunedì (ne in meglio, né in peggio, sembrerebbe che il cortisone abbia bloccato l'avanzare del disturbo). Sempre mercoledì le è stata fatta la seconda iniezione di cortisone ed è stata prenotata la visita neurologica per il 1° marzo. La risonanza non è stata ancora prenotata. Per questi due esami purtroppo ci sono molte persone in attesa. Oggi è giovedì e siamo in attesa dei risultati degli esami fin qui effettuati. Mia madre sarà probabilmente dimessa in maniera controllata fino al 1° marzo. Quello che vorrei chiederle, approfittando ancora una volta della sua pazienza, è questo:
- la situazione può essere compromessa se questi due esami non vengono effettuati subito? (possiamo stare tranquilli fino al 1° marzo o ci consiglia di andare da qualche altra parte?)
- in clinica non hanno dato a mia madre le vitamine che anche l'oculista di Nuoro le aveva prescritto. Questo può influire negativamente?
- secondo il Suo parere è stato il cortisone a bloccare il peggioramento della situazione? Quanto tempo passa normalmente prima che esso provochi un miglioramento della vista?
- se è stato il cortisone a stabilizzare la situazione significa che si tratta di un'infiammazione destinata a risolversi completamente con questo farmaco e mia madre recupererà la vista a quell'occhio? (se fosse stato qualcosa di grave la situazione sarebbe comunque peggiorata anche in presenza del cortisone?)
Mi rendo conto della difficoltà di una diagnosi "a distanza", ma se possibile la prego ci dia qualche chiarimento. Ancora due domandine e poi non la "stresso" più.
- la causa del disturbo può essere lo stress? Inteso anche come sforzo della vista, fatto ogni giorno per truccarsi davanti a uno specchio non adatto per mia madre che è un pò presbite, e inteso anche come trauma, in quanto il giorno prima che le iniziasse il disturbo mia madre si è dovuta truccare di notte (perchè dovevamo partire la mattina presto per altri motivi) davanti a una lampada molto forte che le dava fastidio e la abbagliava, per 15 minuti circa.
- quello stesso giorno abbiamo avuto dei problemi con la macchina (un pò di iella!) e mia madre, che soffre di asma, ha dovuto tenere in mano per 20 minuti circa un bidoncino di benzina senza tappo, che le ha provocato al momento difficoltà di respirazione. Può esserci stata un'intossicazione (solo a un occhio?).
I medici della clinica hanno escluso queste due cause.
Io mi scuso nuovamente per questo "trattato" che le ho spedito, ma confido nella Sua pazienza e nella passione per il suo lavoro che dimostra con questa disponibilità "on line".
Con stima e in attesa, la saluto cordialmente, sperando di poterle spedire, tra breve, una buona bottiglia di mirto per il buon esito di questa storia.

 

Risposta

La risposta parzialmente positiva al cortisone è incoraggiante, certo un quadro più completo lo si può avere solo dopo il completamento dell'iter diagnostico consigliato. Da quello che mi scrive, credo che i colleghi stiano cercando di escludere fra le altre possibilità quella della sclerosi multipla. Si tratta certamente di una malattia che in alcune forme particolarmente forti può avere anche una prognosi infausta. In ogni caso dato che attualmente non esistono cure collaudate di provata efficacia per trattare una eventuale sclerosi multipla, non esiste una urgenza clinica per eseguire gli esami consigliati. Penso che la risonanza magnetica le verrà richiesta dopo la visita neurologica.

  • Le vitamine comunque le prenda, come le aveva consigliato il primo oculista, non saranno risolutive ma certo non le faranno male, e in queste situazioni conviene tentare tutto il possibile. Eviti anche di fumare sia in questi giorni che nei prossimi mesi, si sa che il fumo è sicuramente dannoso per il nervo ottico, in questa situazione di sofferenza dello stesso è quindi il caso di sospenderlo, lo stesso dicasi per gli alcolici.
  • Per quanto riguarda lo stress visivo o il contatto con i vapori della benzina stia tranquilla, non c'entrano nulla.
  • Voglio ora parlarle un pò più diffusamente della sclerosi multipla. Si tratta di una patologia autoimmunitaria, in cui viene aggredita e distrutta da parte di anticorpi "impazziti" del nostro organismo la mielina, un rivestimento dei nostri nervi, indispensabile per un loro corretto funzionamento. Fra i disturbi che possono comparire vi è appunto la improvvisa riduzione monolaterale del visus. In genere dopo alcuni giorni vi è un spontaneo recupero almeno parziale della vista, ma sono possibili recidive a distanza di tempo, con un progressivo deterioramento, fra alti e bassi, della capacità visiva. Il trattamento cortisonico sembra ridurre la frequenza delle recidive e la loro durata, ma a tutt'oggi non vi sono prove concrete su una sua efficacia curativa oltre che sintomatica. Trattandosi la sclerosi multipla di una malattia di tipo autoimmune, conviene evitare situazioni di stress protratto nel tempo (i soggetti sono spesso persone ansiose).

Con questo non voglio spaventarla, volevo solo indicare quali sono i dubbi diagnostici che si possono avere in casi simili. Eviti pertanto di parlarne con sua madre e cerchi di minimizzare il più possibile, ci sarà sempre tempo in seguito, per spiegarle la reale condizione di salute, che fino al momento attuale peraltro non è chiara neanche ai colleghi che la hanno in cura.

Un ultimo appunto, la maggior parte delle neuriti ottiche retrobulbari è benigna, cioè si risolve senza apprezzabili danni visivi e non recidiva, solo una piccola parte di queste può essere la spia di problemi più gravi , quale ad esempio la sclerosi multipla.

Si ricordi sempre che è inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta !

 


 



























 

Quesiti generici

 

 

Domanda

Salve,
Siamo i genitori di un bambino di 18 mesi, e dopo avere navigato invano per diverso tempo in cerca di un'informazione siamo capitati qui.
Vorremmo sapere se esiste una specializzazione medica per quanto riguarda l'oculistica pediatrica, e da quale età e con che frequenza vanno effettuate visite oculistiche ai bambini.

 

Grazie

 

Gianluca e Loredana

 

Risposta

No non esiste una figura specifica per quanto riguarda l'oculistica pediatrica, ci sono tuttavia numerosi colleghi che si sono particolarmente dedicati a questa branca dell'oftalmologia.
Ad es. il reparto oculistico del Burlo Garofalo di Trieste, Il dott. Chiesi della clinica oculistica del policlinico universitario di Modena, il Prof. Campos primario di una delle tre cliniche oculistiche del policlinico universitario di Bologna, ecc...
Se si tratta comunque di una visita normale vi potete affidare ad un oculista qualsiasi, tutti siamo infatti in grado di verificare la refrazione oggettiva del bambino, la presenza di eventuali strabismi o di deficit visivi (ambliopia).
Conviene eseguire le visite già dal primo anno di vita o prima se esistono familiari con problemi visivi o se si notano comportamenti visivi sospetti (il bambino non segue con gli occhi, un occhio devia spesso ecc..)
In tutti gli altri casi conviene incominciare verso il terzo anno di vita. La cadenza dei controlli dovrebbe essere annuale fino ai 14 anni o più ravvicinata in caso di riscontro di patologie oculari.

 

Saluti, Dr. Fabio Zaghi

 

 

Domanda

Caro dr Zaghi,
La ringrazio infinitamente per la sua esauriente risposta. La sua premura è molto preziosa per chi, come me, cerca informazioni chiare su un caso che lo colpisce molto da vicino: mio cugino Paolo, sedici anni, colpito da retinopatia del prematuro, è stato già sottoposto in Francia agli interventi che Lei mi ha indicato. Con la speranza di poter utilizzare, un giorno, quello che della retina è stato salvato. Può immaginare quale piacere si ha in questa situazione a ricevere delucidazioni così attente e comprensibili.
Se non Le crea molto disturbo, avrei un'ultima richiesta: quali riviste specializzate (o siti internet specializzati) si possono consultare per rimanere costantemente informati sui nuovi progressi in questo specifico campo?


Le porgo cordiali saluti.

 

Risposta

Attualmente il sistema migliore e più economico consiste nel fare una ricerca con Medline (sul mio sito alla pagina dei link trova un collegamento, clicchi sull'icona di PUBMED) www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/ cerchi con le parole chiave "retinopathy" e "ROP".
Le sconsiglio le riviste perchè sono molto costose (un abbonamento annuale costa dalle 250.000 in su) e soprattutto non riportano tutte le novità ma solo alcune, eseguendo una ricerca su medline si può invece ottenere subito il riassunto (abstract) delle ricerche che più interessano e tutte le informazioni utili per procurarsi l'articolo che interessa. Esistono biblioteche discretamente fornite presso l'università degli studi di Bologna, di Milano, di Parma, Modena (specie per articoli non recentissimi) e comunque presso qualunque sede universitaria dotata della facoltà di medicina e chirugia.
Saluti, Dr. Fabio Zaghi

P.S. se dovesse trovare delle difficoltà me lo faccia sapere, posso fargliela io la ricerca.

 

 

Domanda

le richiedevo cortesemente informazioni sul seguente problema: il pediatra della mia bambina Aurora di mesi 10 mi ha detto che la bambina ha un ixtelorismo (non s'ho se h esatto il termine) ma non mi ha spiegato le eventuali conseguenze o cure.
Io la ringrazio anticipatamente e mi congratulo per il bellissimo sito. Distinti saluti. una mamma preoccupata (e quando non lo siamo!!!!)

 

Risposta

Penso che il termine esatto sia ipertelorismo. Si tratta di un aumento della distanza fra i due occhi, legata ad una particolare conformazione delle ossa del cranio che porta appunto ad un distanziamento maggiore delle due orbite. L'ipertelorismo è talvolta associato ad anomalie oculari importanti quali:

· strabismi (in particolare exoforia, deviazione degli occhi verso l'esterno)

· atrofia ottica (un mancato sviluppo del nervo ottico con menomazioni importanti della vista)

· microcornea e microftalmo (occhio più piccolo del normale solitamente fortemente ipermetrope).

Tale condizione deve essere distinta dal:

1. Telecanto, in cui l'aumento delle distanze fra i due occhi è determinato da un'anomalia del tendine palpebrale mediale (quello per intenderci vicino al naso). Il telecanto non dà alcun problema funzionale, può essere corretto chirurgicamente per ragioni estetiche.

2. Epicanto, una piega particolare della porzione più vicina al naso della cute palpebrale, assai comune e assolutamente innocua, come il telecanto.

Data la fondata possibilità di dette complicanze in caso di vero ipertelorismo le consiglio di eseguire una visita oculistica completa, ma non si preoccupi, onestamente trovo abbastanza improbabile che si tratti veramente di ipertelorismo, visto che una diagnosi differenziale può essere difficoltosa per un oculista, figuriamoci per un pediatra.....