L’arte romanica e gotica

 

Con il termine “romanico”, si indica lo stile che si diffuse in tutta  Europa tra l’XI e il XII sec. Esso si manifestò soprattutto in architettura ed ebbe delle varianti regionali, anche se molti furono gli elementi architettonici tipici. Quest’arte fu prevalentemente religiosa, furono infatti edificate molte chiese che avevano un carattere robusto, ma armonioso; le masse dei muri infatti prevalevano sulle aperture, per il recupero di alcune tecniche e di alcune  costruzioni “romane”.


 

 



La chiesa è divisa in tre navate: quella centrale corrisponde all’altare, ed è più ampia e più alta di quelle laterali. Una navata trasversale  le conferisce un aspetto a croce e nel punto in cui si incontra con la navata centrale, transetto, spesso si trova una cupola.

Normalmente i livelli della chiesa sono tre: quello dove si dispongono i fedeli; quello del presbiterio, dove si trova l’altare; quello della cripta, che si trova sotto il presbiterio, in un piano sottostante, dove si conservavano le reliquie del santo.

 

 


Il sistema di illuminazione è vario: gli edifici che hanno la navata centrale più alta sono illuminati, come nelle basiliche,  da finestre che si trovano nella parte superiore, dove la differenza che si crea con le navate laterali consente di affacciarsi all’esterno; in altri casi la luce penetra dalla cupola, dalle aperture della facciata o dalle navate laterali stesse. L’orientamento rispetta quello delle prime basiliche cristiane est-ovest.

 


Il chiostro si trova addossato al fianco meridionale della chiesa, per evitare che resti all’ombra durante l’inverno. Le strutture si basano sul principio, di origine romana, dell’arco a “tutto sesto” e rispondono a criteri di funzionalità; i pilastri sono spesso di pietra squadrata ed i capitelli  presentano una varietà di forme e di motivi decorativi.

 


 


Le figurazioni a rilievo di capitelli, pulpiti e portali servivano a trasmettere visivamente temi e contenuti religiosi: la contrapposizione del Bene al Male. I “bestiari” sono tra i più preferiti: gli scultori trasferivano nelle pietre gli animali araldici delle stoffe, degli avori e delle armi dell’oriente

Frequenti sono le scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, dei mesi dell’anno, del lavoro nei campi, delle arti e dei mestieri, una vera e propria cronaca della vita  di campagna e di città.

La base delle colonne è quadrata con piccole decorazioni fogliacee; nella fascia dell’abaco, si trova in genere una decorazione geometrica o costituita da elementi vegetali  stilizzati. Gli affreschi ricoprono tutte le pareti.

Le chiese sono caratterizzate da una notevole organicità; ogni parte è in rapporto con  le altre, in modo da avere una grande armonia nella costruzione. I moduli di base sono quadrati o rettangolari e la ripetizione di questi moduli rende la costruzione romanica alquanto coerente. Ciò è dovuto anche allo stretto rapporto esistente tra interno ed esterno, infatti osservando la facciata già si possono individuare il numero delle navate, le loro altezze e il numero delle campate.


 

 



Generalmente le facciate sono a capanna o salienti e presentano da uno a tre portali d’ingresso: le possenti mura sono alleggerite da loggette, da piccole finestre o da un grande rosone

Nelle decorazioni delle facciate solitamente compaiono, accanto a scene religiose, rappresentazioni profane ed una serie di animali realmente esistenti o immaginate dalla fantasia medioevale. Questi animali posti in modo simmetrico non appaiono statici, ma prendono una tale vitalità da sembrare espressivi. Posti nei punti più evidenti della chiesa hanno un significato simbolico e quando hanno fattezze e comportamenti fantastici sono segno di ammonimento divino o di intervento magico o demoniaco.

I telamoni, uomini che reggono sulle spalle la struttura architettonica, rappresentano l’oppressione del peccato che tortura l’uomo. Una forma di religiosità superstiziosa, generata da forme di insicurezza, scaturita da una mancanza di spiegazione dei fenomeni della natura, dalle ingiustizie e dalle guerre, che assillavano gli uomini di questo periodo.


 

 

 


Tra il XII e il XIV secolo, periodo di massimo splendore della civiltà medioevale, si sviluppa l’arte gotica. Il profondo sentimento religioso degli uomini fa registrare un notevole sviluppo degli ordini monastici che predicano il ritorno della chiesa alla povertà. Si promuove, nello stesso tempo, la cultura laica e la nascita delle Università. Le città crescono e si rafforza il loro potere economico; circondate da mura difensive, il loro profilo è caratterizzato da alte torri e campanili, le abitazioni costruite su più piani sono di legno e si addossano l’una all’altra. Le casa dei nobili hanno spesso una torre, per evidenziare la loro ricchezza e per difendersi da eventuali attacchi. La piazza, dove si trova la chiesa principale e si svolgono i mercati è il cuore della città.

 


 

Mentre nel  nostro paese la tradizione romanica resiste più a lungo e gli edifici gotici si differenziano molto da quelli d’oltralpe, in Francia verso la metà del XII secolo, nasce questa nuova arte.


La chiesa rimane l’edificio più importante, ad essa si affianca il palazzo pubblico utilizzato per l’amministrazione della città, che diviene sempre più autonoma dall’imperatore

Il gotico è caratterizzato dalla verticalità delle forme, dal prevalere della linea sulle   masse e da una ricchezza decorativa. Il “tardo-gotico” è l’ultima fase di questo stile e risulta più fine ed elegante; si diffonde in seguito in tutte le corti d’Europa.

Le prime chiese mantengono la suddivisione in navate, i moduli delle campate rettangolari o quadrate e la forma a croce. Cambia il rapporto esistente tra altezza e larghezza delle navate: quella centrale diviene altissima, raggiungendo anche i 40 metri, ed esprime slancio verso Dio e l’insignificante dimensione dell’uomo.

 


 

 

 


La costruzione iniziava dal presbiterio, l’area più sacra; dietro l’altare si trovava il  deambulatorio su cui si affacciavano delle cappelle disposte a raggiera intorno all’abside, in esse venivano conservate le reliquie sei santi. Si proseguiva con la costruzione verso la facciata, accostando le varie campate. Fatta la struttura venivano chiuse le volte e si posava il tetto. Vi lavoravano maestranze specializzate nell’intaglio della pietra, nella realizzazione dei rosoni e delle vetrate. Un architetto organizzava il lavoro e cercava di amalgamare i vari tipi di stile.

Le masse murarie possenti del romanico, cedono il posto all’architettura leggera e lineare i cui elementi più importanti sono i pilastri a fascio ed i costoloni, che salendo come colonnini verso la parte alta della chiesa, formano una specie di rete.


 

 


 Attraverso calcoli complessi gli architetti elaborarono un originale sistema di spinte e controspinte, fondato su alcune novità quali gli archi acuti o a ogiva, che sostituirono gli archi a tutto sesto e consentirono di alzare l’edificio, scaricando a terra il peso del tetto. Per controbilanciare il peso delle volte che spingeva i pilastri verso l’esterno, vennero appoggiati ad essi gli “archi rampanti” che scaricavano il peso del tetto sui contrafforti, elementi architettonici simili a grossi pilastri posti sulle pareti esterne delle navate laterali.

Numerose campate conferivano un senso di dinamismo che portava i fedeli a perdere il loro sguardo verso l’infinito e in direzione dell’altare. Alte torri, guglie e pinnaccoli protendevano verso Dio e verso il cielo tutto l’edificio.

La mancanza di grossi muri consentiva l’apertura di grandi finestre con vetrate istoriate ed impreziosite da cornici raffinate; da esse penetrava molta luce colorata, che creava una atmosfera celestiale.

 Contemplare la bellezza di una chiesa gotica, per l’uomo medioevale, doveva essere una esperienza che lo faceva sentire in paradiso, esse infatti tendevano a meravigliare          cittadini e viaggiatori e divennero simbolo della ricchezza della città, del potere dei signori e dei vescovi.

 

 

L

a navata che aveva disegnato era alta, assurdamente alta. Ma una

  Cattedrale doveva far colpo e ispirare soggezione con le dimensioni,

 e attirare l’occhio verso il cielo con le sue linee slanciate. Una delle

        ragioni per cui la gente accorreva era perché si trattava degli edifici

        più grandi del mondo; un uomo che non era mai entrato in una

       cattedrale poteva passare tutta la  vita senza vedere una costruzione

       più grande della casupola in cui abitava.

       Purtroppo, la chiesa che Tom aveva disegnato sarebbe crollata.

       Il peso delle lamine di piombo e del legname del tetto sarebbe stato

        eccessivo per i muri, che avrebbero ceduto. Sarebbe stato necessario

puntellarli.

       Perciò Tom costruì due archi a tutto sesto, per metà dell’altezza della

        Navata, uno per parte. Erano le navate laterali…..”                       

                                    

                                                              (da “I Pilastri della Terra” di Ken Follett.)   

 

 

Anche la musica fu,  in quel periodo, al servizio  della fede, soprattutto quando San Francesco D’Assisi creò la laude, una poesia religiosa che esaltava la Vergine. Famoso è il Suo “Cantico delle Creature”,

Gradatamente si affermò anche la musica profana, in Francia, con i trovieri (cavalieri nobili che componevano in lingua d’oil, e trattavano argomenti cavallereschi) e con i trovatori (che scrivevano in lingua d’oc, nel Sud della Francia, canzoni d’amore.

Queste composizioni furono diffuse dai menestrelli, che si accompagnavano con la viella (viola antica) e con la ribeca (uno strumento ad arco).

Si diffuse, anche in questo periodo, una musica con più linee melodiche, polifoniche, come il “mottetto”e il “rondello”, definiti come ars antiqua perché appartenenti al Duecento; il “madrigale”, la “ballata”, la caccia” fu l’ars nova perché musica del Trecento.