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Titolo: THE SECRET OF MONKEY ISLAND 2 - LE CHUCK'S REVENGE - Anno
di uscita: 1991 -Recensione di Luca Romanelli -
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Può un seguito
essere migliore del predecessore? A volte sì! E' il caso di questa straordinaria
avventura grafica, secondo episodio della saga di Monkey Island, uscito appena un anno
dopo il primo capitolo. All'inizio di Monkey Island 2 ritroviamo il prode Guybrush
Threepwood aggrappato precariamente ad una corda nel tentativo di non precipitare da un
crepaccio, per di più con un baule del tesoro tra le mani. Il nostro eroe viene soccorso
da Elaine, che ovviamente gli domanda come è finito in quel pasticcio: è l'inizio di una
lunga storia... il gioco è infatti un lungo flashback in cui l'ex apprendista pirata
racconta la sua seconda avventura...
Dopo aver sconfitto LeChuck, Guybrush, ormai affermatosi come corsaro (con
tanto di codino, barba e pizzetto), si mette alla ricerca del favoloso tesoro di Big
Whoop, anche perché le sue eroiche imprese contro LeChuck sembrano ormai annoiare
chiunque (o meglio, chiunque gli creda...) e il nostro eroe vuole avere una nuova storia
da raccontare. |
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| Nella speranza di trovare il
leggendario tesoro, Threepwood sbarca sull'isola di Scabb, giusto in tempo per scoprire
che questa è sotto il controllo di un certo Largo LaGrande, omettino rude e
prepotente che tutti temono per essere stato una volta il braccio destro di LeChuck: Largo
fa dunque il bello e il cattivo tempo sull'isola e si permette di rubare soldi a tutti
quelli che incontra (compreso Guybrush). Inoltre il tiranno ha messo da tempo un embargo
su Scabb: nessuno infatti può lasciare l'isola. Bloccato, Threepwood per abbandonare
Scabb deve dunque sconfiggere LaGrande e scopre che l'unico modo per farlo è costruire
una bambola voodoo raffigurante Largo: ogni cosa che verrà fatta alla bambola
verrà fatta anche a lui! Guybrush riesce a costruire la bambolina con l'aiuto della maga
Voodoo, che ritrova sull'isola in una capanna in mezzo a una palude: usando il magico
oggetto il nostro eroe convince con la forza Largo ad andarsene dall'isola ma durante lo
scontro con lui si fa rubare la barba "ancora viva e guizzante" di
LeChuck, che aveva conservato per dimostrare a tutti di aver sconfitto il pirata
fantasma... grazie al prezioso cimelio largo può dunque far risuscitare il suo ex capo, il
più terribile pirata fantasma di tutti i tempi! |
| Ovviamente Guybrush è spaventato e
teme giustamente che LeChuck, una volta in vita, verrà a cercarlo per vendicarsi: la maga
voodoo svela al nostro eroe che l'unico modo di sfuggire al vecchio nemico è... cercare
il tesoro di Big Whoop (ah, i casi della vita!), il quale non è altro che un passaggio
per un'altra dimensione. Guybrush così allontanarsi per sempre da LeChuck! Per trovare
Big Whoop, Threepwood deve riunire i pezzi che compongono la mappa del tesoro: i
proprietari, ormai defunti, l'avevano infatti divisa in quattro parti (se ne erano
conservata una ciascuno) per impedire che il tesoro fosse trovato... |
| Guybrush, dopo una lunga ricerca
(durante la quale perderà quasi l'amore di Elaine) riuscirà a ritrovare i quattro pezzi
di mappa ma ciò non gli impedirà di scontrarsi alla fine dell'avventura con il suo
mortale nemico... chi dei due vincerà questa volta? Il risultato non è così ovvio come
sembra... |
Ah, i bei racconti attorno al fuoco... peccato
che non vi crederà nessuno! |
Eccovi nel villaggio di Melée... QUO VADIS?
...da nessuna parte, c'è l'embargo! |
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| Visto il breve tempo che ha separato
l'uscita di Monkey 2 dal primo capitolo, il gioco non vanta notevoli migliorie dal punto
di vista grafico rispetto all'episodio precedente... ciò non toglie però che qualche
ritocco qua e là sia stato fatto, soprattutto per quanto riguarda l'estetica delle varie
locazioni e dei personaggi (guardate le foto e lo stesso Threepwood!). Notevoli sono però
le differenze con il primo episodio per quanto riguarda trama e longevità: la seconda
avventura di Guybrush, come avrete capito leggendo la trama, è molto meno lineare della
prima (questo a patto che si giochi la versione COMPLETA. Infatti sono presenti due
livelli di difficoltà) e, come scoprirete arrivando alla fine del gioco, non è per
nulla scontata; inoltre, se in Monkey Island Guybrush poteva esplorare un'isola
alla volta, qui, nella seconda, lunghissima parte dedicata alla ricerca dei quattro pezzi
di mappa, lo vediamo impegnato ad indagare su ben 3 isole contemporaneamente, spostandosi
dall'una all'altra a bordo della "casa galleggiante" noleggiata dal Capitano
Dread (una specie di Gullit dei Caraibi)! Inutile dire che per riuscire a ricomporre
la mappa di Big Whoop dovrete darvi parecchio da fare! Ciò non significa che il gioco
finirà facilmente con l'annoiarvi, perché Monkey 2 è molto, ma moolto più
demenziale del primo episodio: dovrete risolvere enigmi assurdi e talvolta illogici
(raccogliere un cane o usare una scimmietta per chiudere la pompa dell'acqua) e le strane
situazioni in cui Guybrush si verrà a trovare vi faranno spanciare dalle risate,
soprattutto perché, più che nel primo gioco, per ottenere quello che vuole il nostro
amico pirata dovrà mettere nei guai alcuni dei personaggi che incontrerà: volete un
esempio? Vi ricordate di Stan, il venditore di navi usate? In "LeChuck's
Revenge" scopriamo che il nostro amico truffatore ha cambiato attività: ora
vende bare usate! E sarà proprio in una di queste bare che dovrete rinchiuderlo con
chiodi e martello pur di impossessarvi della chiave di una cripta! Vi capiterà poi di
dover far licenziare un cuoco per sostituirvi a lui, far sbattere in cella il capitano di
una nave al posto vostro e tagliare con una sega di legno la gamba di un abitante di
Scabb! |

Una gara di sputi? Mmm, molto piratesco... ma
dovrete usare qualche trucco! |

Ecco un'allegra festicciola a casa di Elaine...
ma non vi divertirete più molto dopo aver visto il vostro costume! |
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| Monkey Island 2 è dunque un
degno successore dello storico primo capitolo e, anzi, riesce ad offrire al videogiocatore
un'esperienza videoludica ancora più divertente, perché, pur essendo sostanzialmente
come il primo episodio, ha quel "qualcosa in più", quel "quid" che
contribuisce a renderlo un capolavoro, a mio parere la più bella avventura grafica
mai prodotta dalla Lucas! |
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