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SETTEMBRE 2001: QUALE VERITA'?
da www.censurati.it
11 settembre:
"l'inattendibilità della versione ufficiale
e la tesi del complotto interno USA"
La versione ufficiale data
dal Governo USA circa i terribili
attentati dell' 11 Settembre, diffusa e
amplificata dai media, presenta una serie
impressionante di punti oscuri e di
incongruenze.
I
PREALLARMI: Secondo la
versione ufficiale l'attentato terroristico con
aerei dirottati, usati come bombe contro edifici
in territorio Usa, ha colto impreparati i servizi
di sicurezza (pagati circa 30 miliardi di dollari
all'anno), che non potevano prevedere una cosa
del genere, così assolutamente nuova. E' falso:
a Genova in preparazione del G8 l'ipotesi di
attentati terroristici di quel tipo era stata
attentamente considerata dai servizi di sicurezza
Addirittura sin dai tempi della guerra fredda
questo tipo di attacco terroristico era
all'attenzione dei servizi di sicurezza Usa; ce
ne parla ampiamente ad esempio il numero di
novembre '94 di Time Magazine. In realtà, i
servizi di sicurezza Usa sono stati ripetutamente
informati da diverse fonti circa l'imminenza di
un attentato terroristico con dirottamento aereo
avente per obiettivo edifici di interesse
nazionale.
Ci sono state
varie segnalazioni nel corso dell'anno a più
riprese a tal riguardo da parte dei servizi
segreti di Israele, Germania, Egitto e Russia. Il
presidente russo Putin ordinò ai suoi servizi
segreti di allertare gli Usa nel modo più forte
e convincente possibile circa la realtà e
imminenza di tale pericolo. In agosto un
istruttore di volo del Minnesota aveva avvertito
l'FBI circa il suo sospetto che uno dei suoi
allievi, Zacaria Moussaoui, preparasse un
attentato utilizzando un aereo civile Boeing 747
pieno di carburante: Anche la polizia francese
aveva segnalato all' FBI Moussaoui, quale persona
collegata agli estremisti islamici di Al-Qaeda.
Migliaia di put
stock options sono state acquistate su United
Airlines e American Airlines, i cui aerei sono
stati dirottati l'11/09. Trattasi di operazione
speculativa di chi scommette su di un forte
ribasso delle quotazioni in borsa delle società
in questione. Un'operazione del 600% oltre il
normale. E i servizi CIA e FBI monitorano
costantemente queste operazioni sospette di
insider trading circa imminenti attentati aerei,
con il sw Promise. I 2.5 milioni di dollari
dell'operazione non risultano più incassati. Solo
un morto israeliano tra le vittime dell'attentato
del 11/09 alle torri gemelle, tra gli oltre 4000
abitualmente presenti: è più che
fondato il sospetto che siano stati informati in
tempo da qualcuno che sapeva, cioè la Mossad , i
servizi segreti israeliani.
LA
COLPEVOLE IMMOBILITA' DELLE FORZE DI SICUREZZA
AEREA
La versione ufficiale sostiene che le forze aeree
si sono rese conto del pericolo quando ormai era
troppo tardi: è falso. Secondo le procedure
(NORAD) di intercettazione in vigore, nel momento
in cui le torri di controllo rilevano un aereo
fuori rotta senza possibilità di comunicazione,
vengono allertate le forze aeree militari
affinchè queste raggiungano l'aereo in
questione, verifichino il motivo del cambiamento
di rotta (malfunzionamento, meteo, malore,
dirottamento, ecc..) e infine intervengano per
ripristinare la rotta se possibile, il tutto
secondo codici ( di operazioni di volo) e
procedure ben precise. Nonostante la presenza di
squadriglie di F-16 pronti al decollo in varie
basi aeree a 10 - 20 minuti di volo dagli aerei
dirottati, come ad esempio la base di Andrew a
pochi chilometri dal Pentagono, bisogna aspettare
75 minuti, ormai troppo tardi, prima che la
National Command Authority decida di far
intervenire i jet F-16 della Air Force per
l'intercettazione degli aerei dirottati. la
suddetta procedura di intercettazione è stata
tenuta bloccata per almeno 75 minuti, e solo un
ordine dall'alto può bloccarla.
Fino al momento
dell'intercettazione le autorità militari non
potevano sapere se si trattava di dirottamento
terroristico o altro. Non è vero che non hanno
potuto intervenire in tempo: sembrerebbe,
piuttosto, che non lo abbiano voluto.
I
PRESUNTI ATTENTATORI
Chi avrebbe effettuato quella che secondo tutti
gli esperti di servizi di sicurezza del mondo e
secondo tutti i più esperti piloti interpellati
è stata un'operazione di terrorismo aereo
straordinaria , che per organizzazione,
precisione nei tempi e nel raggiungimento degli
obiettivi deve aver richiesto una preparazione
complessa portata avanti per più anni, da molte
persone sul territorio Usa? L'FBI, senza
l'evidenza di alcuna prova, ha individuato questa
organizzazione così perfetta in Al-Qaeda, con
centro di pianificazione degli attentati in
Afghanistan; una rete di guerriglieri,
soprattutto sauditi ed egiziani, inizialmente
assoldati da Osama Bin Laden tra i reduci della
guerra ai russi in Afghanistan, i quali
lautamente pagati ed in nome della jihad islamica
sono stati impiegati negli ultimi anni , in
combutta con la Cia, a sostegno dei ribelli
ceceni, dei Talebani, in Kossovo. A sentire i
continui allarmanti comunicati dell'FBI, Al-Qaeda
avrebbe una capillarità su scala mondiale, con
migliaia di terroristi che pianificano micidiali
attentati di ogni tipo.
Ma se guardiamo
ai fatti, questa multinazionale del terrore si è
dimostrata in realtà sino ad oggi ben poca cosa,
nonostante i proclami di guerra santa ai Crociati
d'occidente ed ad Israele. Leggendo la
"Cronologia degli atti terroristici
significativi, 1961-2001" del Dipartimento
di Stato Usa, troviamo che nei 27 episodi
principali di terrorismo nel mondo degli ultimi
tre anni, solo in uno è citata Al-Qaeda, in
Yemen, e solo come sospetto. Non solo; ogni loro
trama (acquisizione di nuove armi biologiche ,
atomiche, ecc) o progetto terroristico
sistematicamente verrebbe smascherato, grazie a
dovizie di documenti, agende, video e tracce
varie sempre incautamente e maldestramente
lasciate sparse qua e la. In Afghanistan mai un
contrattacco, sempre in fuga. Come terroristi
sono un vero disastro, fino ad ora del tutto
inconcludenti. Così come non quadra il fatto che
sia mancato del tutto un elemento essenziale
dell'atto terroristico: la
rivendicazione.
Anzi, Osama Bin
Laden, l'additato colpevole, si è premurato il
giorno dopo di precisare che non fosse opera sua;
memore evidentemente di quando, nel '95, in
seguito all'attentato contro Hosni Mubarak ad
Addis Abeba, Osama, immediatamente indicato da
Clinton come mandante, non smentì; dopo ci fu la
rivendicazione da parte del gruppo terroristico
egiziano Gama al-Islamija, cosicchè Osama fece
la figura del millantatore, cosa assai grave nel
mondo arabo-yemenita, da non permettersi di
ripetere. 24 ore dopo gli attentati l'FBI ha
presentato la lista di 19 attentatori . Dopo 10
giorni è emerso il fatto che 7 di questi in
realtà sono vivi. I vertici dell'FBI non sono
mai stati chiamati in causa dal governo per
spiegare questa contraddizione. L'FBI
ha dichiarato di aver rinvenuto il passaporto di
uno degli attentatori nella zona delle torri. Miracolosamente
intatto, fuoriuscito dalla tasca del proprietario
e scampato all'esplosione dell'aereo, per poi
atterrare sulle macerie. Assurdo.
E chi sarebbe il
pilota suicida dell'aereo schiantato contro il
Pentagono, che avrebbe effettuato una operazione
di volo (virata e volo radente) giudicata
unanimamente come opera di un più che navigato
pilota di jet ? E' stato identificato in Hani
Hanjour, che però la scorsa estate risulta esser
stato valutato dal suo istruttore di volo, Marcel
Bernard, come incapace a guidare da solo anche un
piccolo velivolo. Secondo l'FBI questa
organizzazione terroristica che avrebbe
pianificato e condotto l'attentato dell' 11/09 in
modo riconosciuto così perfetto avrebbe però
lasciato tracce dietro di se "come una
mandria di elefanti in fuga" (come ha detto
l'ex-ministro tedesco Von Buelow): avrebbero
effettuato pagamenti con credit cards con il loro
proprio nome; avrebbero indicato il loro vero
nome ai loro istruttori di volo ; avrebbero
abbandonato auto prese in affitto con dentro
manuali di volo in arabo, per un' ultima
ripassatina, e con lettere d'addio compromettenti
contenute dentro valigie non caricate sull'aereo:
avrebbero cioè fatto di tutto per far saltare il
piano e farsi smascherare: peggio di sbadati
dilettanti. Non quadra. Siamo
sicuri che l'FBI stia seguendo la pista giusta? Qui c'è puzza
di depistaggio.
CUI
PRODEST? LA TESI COMPLOTTISTICA
Se la versione ufficiale è quindi da ritenersi
palesemente insostenibile, se non falsa ed in
odore di evidente depistaggio, al contrario col
passare del tempo sta acquisendo sempre più
fondamento e verosimiglianza, per quanto sia
inquietante, la cosiddetta "tesi
complottistica". Secondo tale tesi, il piano
degli attentati dell' 11 settembre sarebbe stato
ordito da parte dei massimi poteri economici e
militari Usa, cioè i plutocrati i cui interessi
sono rappresentati dal governo Bush, quale
colossale quanto disperato tentativo per salvare
un sistema di potere in crisi che iniziava già
da qualche tempo a scricchiolare: un sistema
economico che starebbe per implodere e una
supremazia militare, in crisi d'identità dopo la
caduta del muro di Berlino, da riaffermare a
livello mondiale contro un nuovo Impero del Male.
Un complotto
interno, come l'Operazione Northwoods del '62,
allorchè alti ufficiali militari Usa
pianificarono atti terroristici contro civili
americani, per incolpare i cubani e giustificare
la guerra (mesi dopo J.F.Kennedy fu ucciso dalla
Cia per radicali dissidi su quella vicenda). Un
lasciare uccidere propri connazionali, come a
Pearl Harbor, allorchè il grande Roosevelt
vietò di avvertire la base dell'imminente
attacco giapponese, che così riuscì in pieno (e
facendo 2600 morti, come nelle Torri Gemelle).
Questa tesi prende le mosse da un'esame degli
interessi in gioco. Ora, la domanda "a chi
giova?" , la classica questione forense che
si pone di fronte ad un crimine, nella
fattispecie gli attentati dell'11/09 attribuiti a
terroristi di base in Afghanistan, punta
chiaramente nella direzione dell'amministrazione
Bush e dei poteri economici e militari che
rappresenta. Questa squadra di
governo risulta composta da persone provenienti
dalle file dei grandi petrolieri e dei magnati
dell'industria bellica: Cheney , Ashcroft,
Rumsfeld. All'indomani
delle elezioni vinte da Bush, vari commentatori
politici dichiararono: con questo governo non
possiamo che andare incontro ad una "guerra
per il petrolio".
Il governo Bush
aveva un enorme, disperato interesse a poter
condurre una guerra per il controllo dell'
Afghanistan per molteplici motivi, ciascuno dei
quali da solo quasi sufficiente a giustificarla.
Un motivo economico: il controllo economico, con
relativo business, del petrolio e del gas della
zona del Mar Caspio; ed in più, a braccetto, il
business delle commesse belliche per
milioni-miliardi di dollari. Un motivo
geo-politico: il controllo strategico dell'
Eurasia. Un motivo di politica macroeconomica:
una economia di guerra per fronteggiare la
recessione economica. Esaminiamo allora i
suindicati motivi che starebbero alla base del
"complotto", e poi come questo piano
sia stato impostato.
IL
QUADRO ECONOMICO-POLITICO
IL PETROLIO DEL MAR CASPIO
Per dare solo un'idea della proporzione della
posta in gioco, basta ricordare che la stima
delle riserve del Caspio è di circa 263mila
miliardi di piedi cubici di gas naturale e di 60
miliardi di barili di petrolio, pari al 65% delle
riserve mondiali.Un tesoro immenso che ha solo un
handicap: la distanza dai mercati. A partire dal
'94 la società petrolifera Unolocal Corp.
elaborò un progetto per lo sfruttamento di
quelle risorse, che il vice-presidente John
Maresca presentò ad un comitato del Congresso
Usa nel '98 : " Noi dell'Unolocal - afferma
Maresca - riteniamo che il fattore centrale nella
progettazione di questi oleodotti dovrebbe essere
la posizione dei futuri mercati energetici che
verosimilmente assorbiranno questa nuova
produzione".L'India e, sopratutto, la Cina.
"La
costruzione dell'oleodotto attraverso
l'Afghanistan, unico itinerario possibile, che
abbiamo proposto non potrà cominciare finchè
non si sarà insediato un governo riconosciuto
che goda della fiducia dei governi, dei
finanziatori e della nostra compagnia". In
più c'era anche un progetto per un gasdotto che,
attraversando Afghanistan e Pakistan, si dovrebbe
allacciare alla rete di distribuzione del gas in
India. (E' a tal riguardo che il governo Bush
promise in estate 2001qualcosa alla Enron ?)
Quando nel '96 i Talebani presero Kabul, subito i
loro capi volarono in Texas dall'allora
governatore Bush, dove incontrarono i dirigenti
della Unolocal per parlare di oleodotti. Le
trattative però si interruppero nel luglio 2001
nel corso di un incontro allargato alla fine del
quale l'ambasciatore americano Thomas Simons
avrebbe detto, secondo l'ex ministro degli esteri
del Pakistan Naif Naik lì tra i presenti, :
"o accettate la nostra offerta di un tappeto
d'oro, o sarete sepolti da un tappeto di
bombe". Ora il presidente nominato per il
governo provvisorio afghano indovina chi è?
Hamid Karzai, per anni consulente dell'Unolocal.
IL
CONTROLLO STRATEGICO DELLE RISORSE IN EURASIA
Dalla "Guida per la Pianificazione della
Difesa per gli anni 1994-1999" Usa
:"Dobbiamo operare per impedire che
qualsiasi potenza ostile domini una regione le
cui risorse (petrolio, gas) sarebbero
sufficienti, se controllate strettamente, a
generare una potenza globale. Queste regioni
comprendono il territorio dell' ex Unione
Sovietica e l'Asia sud-occidentale " . Si
tratta quindi di controllare non solo le
ex-repubbliche sovietiche, Uzbekistan,
Tagikistan, Kazakistan, ecc., ma anche
l'Afghanistan, unico corridoio possibile per gli
oleodotti e gasdotti verso sud, escluse
ovviamente per ragioni politiche le vie a nord
(Russia) e ovest (Iran), e la via ad est (Cina)
perchè troppo lunga e quindi costosa. Per
destabilizzare la regione, indebolire e
frantumare Russia ed ex-repubbliche sovietiche,
gli Usa ingaggiarono i Talebani, secondo un piano
elaborato dall'allora capo Della Sicurezza
Nazionale statunitense Zbigniew Brzezinski:
"la trappola afghana", in chiave
anti-sovietica. Con l'appoggio dell' Intelligence
militare pakistana ISI e, ovviamente, la CIA,
sono stati spesi cumulativamente circa 6 miliardi
di dollari per addestramento ed armamenti; nel
2001 ancora altri 124 milioni di dollari.
LA
CRISI ECONOMICA E L'ECONOMIA DI GUERRA
L'economia Usa è entrata già da tempo in una
profonda crisi; c'è chi sostiene sull'orlo di
una grave recessione come quella del 1929:
disoccupazione, fallimenti societari,
investimenti fermi, raffica di diminuzioni dei
tassi di sconto a vuoto. In più un debito di
18.000 miliardi di dollari (il doppio del pil).
La ricchezza generata dalla new-economy degli
anni '90 è un enorme castello di carte, il quale
si regge su di un pericoloso scollamento tra la
crescita dell'economia reale e la crescita
finanziaria. Questa crisi nasce dal fatto che il
sistema economico capitalistico americano non è
più capace di riprodursi. Ora, lo stato di
guerra ha permesso un colossale programma mirante
a rivitalizzare l'economia Usa, con grosse
iniezioni di denaro pubblico, finanziamenti,
contratti e sgravi fiscali alle imprese: 48
miliardi di dollari in più per il budget della
Difesa, 18 miliardi di dollari in più al Servizi
di Sicurezza (CIA, FBI, ecc.).
Ma una guerra ai
Talebani, ai fini del controllo delle risorse del
Mar Caspio, non era sufficiente a giustificare di
fronte all'opinione pubblica americana quel
colossale piano di rilancio economico-bellico; ci
voleva uno stato di guerra di lungo periodo,
allargato contro più nemici in tutto il mondo:
l'asse del Male. D'altra parte, il combustibile
che ha sempre alimentato l'economia Usa è il
flusso di capitali che vi vengono investiti dal
resto del mondo, in quanto sostenuta dal ruolo di
potenza globale, garantito dalla supremazia
militare. Caduto il muro di Berlino, bisognava
riaffermare questa supremazia in modo forte,
"inventandosi" un nuovo nemico, un
nuovo Impero del Male.
IL
PIANO
Il piano degli attentati, secondo l'ipotesi
"complottistica" sarebbe quindi partito
dai piani alti del potere economico e militare
con l'intento di scatenare la guerra in
Afghanistan e poi per estensione in vari altri
paesi, e per poter instaurare uno stato di
polizia sia internamente che a livello mondiale.
Fu deciso di colpire al cuore il popolo
americano, nei suoi edifici-simbolo del proprio
senso d'identità nazionale e della sicurezza,
con duplice effetto: primo, con l'attribuzione
degli attentati a Osama Bin Laden e Al-Qaeda la
guerra in Afghanistan contro i terroristi
risultava così più che sacrosanta e
giustificata; secondo, veniva provocato un trauma
emotivo generale terribile. Le masse sotto shock
sono facilmente manipolabili, poichè un forte
impatto emotivo, come sapevano bene Hitler e
Goebbels, in grado di far scattare i meccanismi
mentali che regolano l'istinto, la rabbia,
l'aggressività, la vendicatività, rende cieca
l'opinione pubblica ad ogni discorso razionale; e
la paura rende più succubi nei confronti delle
autorità (il governo, i servizi di sicurezza, le
forze armate), alle quali ci si affida
totalmente.
IL
DIROTTAMENTO GUIDATO DA REMOTO
L'ipotesi che appare più convincente, nel
contesto dei fatti noti e degli elementi
raccolti, è quella secondo cui il dirottamento
sia avvenuto senza (!) la presenza di
piloti-dirottatori suicida. Fin dagli anni '70
partì negli Usa un progetto, il DARPA, col fine
di rendere possibile un controllo da remoto degli
aerei civili per bloccare eventuali dirottamenti
da parte di terroristi. Il sistema, noto anche
come "Home Run", consente di conseguire
un assoluto controllo remoto del sistema
computerizzato di bordo, e di guidare da remoto
inibendo i comandi della cabina di pilotaggio. Si
tratta di collaudata tecnologia militare. Il
trasponder, che con la sua frequenza serve per
l'identificazione dell'aereo e per la
comunicazione con la torre di controllo, viene
"catturato" da remoto e inibito a
bordo.
Questo fatto
spiega esattamente i vari problemi incontrati
dalle torri di controllo nel seguire e comunicare
con i 4 aerei dirottati. Si aggiunge poi
l'ipotesi, supportata da immagini e
testimonianze, che i 4 aerei sarebbero stati
affiancati, invisibili ai radar, da 4 velivoli
militari pronti ad abbatterli in caso di
problemi. E l'abbattimento dell'aereo in
Pennsylvania si spiegherebbe col fatto che i
piloti sarebbero riusciti a riguadagnare il
controllo del mezzo: testimoni da eliminare
perchè avrebbero poi smascherato l'uso di Home
Run.
LA
PROPAGANDA
La politica statunitense passa interamente
attraverso la televisione e in seconda battuta i
giornali. Tutti i mezzi di comunicazione sono
stati controllati, dall' 11 settembre in poi,
secondo i principi e le regole di una vera e
propria propaganda di guerra: - identificazione
di una Giusta Causa - slogan : la "guerra al
terrorismo"; - demonizzazione del Nemico:
Bin Laden e Al-Qaeda; ma anche Iraq-Iran-Sud
Corea "l'asse del Male"; - spettacolarizzazione
della guerra, da presentare
come un pulito video-game; - non far vedere mai
gli effetti delle proprie azioni di guerra sulle
popolazioni civili "nemiche", sempre da
minimizzare (gli effetti collaterali); - accusare
di collaborazionismo con il nemico che obietta
qualcosa : chi non è con noi, è un amico dei
terroristi.
IL
RUOLO DI OSAMA BIN LADEN
Faceva parte del piano l'opera di demonizzazione
del nemico impersonato in Osama Bin Laden, come
pure il silenzio sulla storia di quest'uomo che,
al contrario, è un
"amico", a tutti gli
effetti una vera e propria "creazione"
della Cia, elemento chiave funzionale alla
strategia militare Usa in Asia medio-orientale.
Il suo ruolo è stato quello di catalizzatore
degli elementi estremisti del fondamentalismo
islamico, per poi impiegare tali forze nelle
guerre (pro-Usa) in Afghanistan, Cecenia e
Kossovo in nome della jihad, e con i soldi, armi
e addestramento forniti dalla Cia e dall'Isi
pakistana, lontano dai paesi d'origine
(soprattutto Egitto, Kuwait e Arabia Saudita) dal
regime filo-statunitense. Non è del tutto chiaro
quale sia, invece, il tornaconto di Osama.
Suo intento è
evidentemente quello di ergersi a paladino
indiscusso della Jihad islamica in tutto il mondo
arabo, e la politica della tensione giocherebbe
in questo senso a suo favore. Eppure, nonostante
tutti gli sforzi dell'apparato militare Usa in
Asia medio-orientale tesi a provocare in tutti i
modi i popoli arabi e ad alzare al massimo la
tensione, non c'è stata ancora alcuna reazione
significativa da parte degli integralisti
estremisti.
ATTACCO
AI DIRITTI FONDAMENTALI
La guerra al terrorismo si è tradotta
internamente agli Usa in un violento attacco ai
diritti costituzionali. L'US Patriot Act emanato
all'indomani degli attentati prevede la
detenzione indefinita dei non cittadini, la
facoltà del governo di condurre perquisizioni
segrete, la concessione al Segretario di Stato e
al Ministro di Giustizia il potere di definire
determinati gruppi quali organizzazioni
terroristiche, il potere alle agenzie di
sicurezza di indagini finanziarie, senza essere
posti sotto inchiesta, e di sorveglianza e
controllo delle comunicazioni telefoniche e via
internet.
Inoltre è
passato un decreto firmato da Bush che consente
di processare i presunti terroristi in tribunali
militari, con l'obbligo della presenza di agenti
fbi durante i colloqui tra condannati per
terrorismo e legali. Fondamentalmente c'è una
violazione del principio di separazione tra
potere esecutivo e potere giudiziario: uno stato
di polizia. A livello sopranazionale, si va verso
una militarizzazione dei rapporti tra gli stati
nazionali, con una negazione dello "stato di
diritto internazionale" attraverso una
successiva delegittimazione delle istituzioni che
lo rappresentano: l'ONU, il Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite, la Corte
internazionale, ecc. Washington ha rifiutato di
considerare qualsiasi soluzione diplomatica,
secondo quanto previsto dal diritto e dagli
accordi intrernazionali , e comunque di
assoggettare ogni azione militare al Consiglio di
Sicurezza dell'Onu.
Da un punto di
vista giuridico questa "guerra al
terrorismo" è illegale ; è una flagrante
violazione della Carta delle Nazioni Unite;
paradossalmente condotta dall'unico paese ad oggi
condannato dalla Corte di Giustizia
Internazionale per terrorismo( la guerra in
Nicaragua, 50000 morti), gli Stati Uniti!
IL
CROLLO DELLE TORRI
Le torri gemelle non sono crollate, per effetto
dell'impatti degli aerei e per la fusione delle
travi di acciaio, ma sono implose per effetto di
cariche esplosive, esattamente come accade nelle
demolizioni controllate. Era necessario ottenere
il crollo totale delle torri simbolo degli States
per ottenere un massimo devastante effetto
psicologico, cosa che il solo impatto degli aerei
dirottati non avrebbe potuto provocare. A tal
proposito risultano lapidarie le parole di Van
Romero, uno dei massimi esperti in materia,
vice-presidente del New Mexico Tech Institute,
già direttore del "Energetic Materials
Research and Testing Center" che studia gli
effetti delle esplosioni su edifici, parole
pronunciate poche ore dopo gli attentati :"
La mia opinione è che dopo l'impatto degli aerei
con le torri ci sono state alcune cariche
esplosive piazzate all'interno degli edifici che
hanno provocato il collasso delle torri".
Non regge la versione ufficiale secondo la quale
sarebbe stato il combustibile degli aerei che
bruciando avrebbe indebolito le travi di acciaio
fino alla fusione ed al cedimento strutturale.
Il combustibile,
data la sua volatilità, è bruciato totalmente
al momento dell'esplosione dell'aereo,
all'esterno. Dentro gli edifici, poi, c'era
comunque troppo fumo e troppo poco ossigeno per
alimentare la combustione degli arredi e di
quant'altro fino alla temperatura di fusione
dell'acciaio (1538°),per non parlare dei potenti
sistemi antincendio in azione. Se l'acciaio si
fosse veramente fuso, le colonne si sarebbero
piegate , distorte , a cominciare dal lato della
torre colpito, ma non spezzate; e non si
sarebbero frantumate nel modo in cui si è visto.
COPERTURE E DEPISTAGGI Bush e il suo vice Cheney
ripetutamente hanno richiesto ai membri del
Congresso di non indagare in merito agli
attentati del 11/09.
I servizi di
sicurezza nonostante la dimostrata grave
incapacità a proteggere lo spazio aereo
nazionale, non hanno subito alcun provvedimento
disciplinare, anzi , si sono visti quasi
raddoppiare il budget e gli stipendi. John
O'Neill, vice-direttore FBI fino al luglio 2001,
si dimise in segno di protesta a causa degli
insabbiamenti e dei bastoni tra le ruote da parte
del Dipartimento di Stato Usa alle sue indagini
sulla pista Saudita dei finanziamenti della rete
di Al Qaeda. L'FBI rigettò richieste di
approfondimento delle indagini su Moussaoui , il
presunto 20° dirottatore, presentate da agenti
di Minneapolis, dopo la sua cattura ad agosto,
nonostante già segnalato dai servizi di
sicurezza francesi quale persona collegata ad Al
Qaeda.
Omissione dalla
lista nera delle banche sospette di finanziamenti
ad Al Qaeda dfi due banche kuwaitiane, connesse
con la società Harken Energy, implicata in
scandali di insider trading ed altro, in cui
operò Bush. Da parte dei media non è mai stato
evidenziato il fatto notevole che la famiglia Bin
Laden e la famiglia Bush siano rimaste a lungo
strette in affari; basti pensare al colossale
business delle commesse militari della società
Carlyle Group, di cui sono state per anni
azionisti di maggioranza. Osama Bin Laden
ricevette una visita da un ufficiale della Cia
mentre era ospite dell'ospedale americano di
Dubai, lo scorso luglio. Vari testimoni tra il
personale ospedaliero. Presunte chiamate dai
cellulari dei passeggeri dirottati, riportate
dall' FBI e diffuse dai media, in realtà non
risultano dai tabulati delle società
telefoniche. Gli ingegneri specialisti dei vigili
del fuoco Usa hanno denuciato il fatto che nella
storia delle investigazioni sulle cause degli
incendi e dei crolli degli edifici mai così
rapidamente sono state rimosse le macerie ed ogni
altra evidenza utile per le indagini ancora in
corso ( Fire Engeneering Magazine).
Caso antrace:
alla fine si è scoperto che proveniva dai
laboratori delle forze armate. Le lettere
all'antrace furono inviate a giornalisti ed a
senatori democrarici: per allineare i primi, e
per "convincere" i secondi
dell'opportunità di una approvazione celere
della legge antiterrorismo "US Patriot
Act", come poi è stato.
UN
COMMENTO CONCLUSIVO
Ci troviamo di fronte ad un momento di crisi
storica, e di potenziale catarsi, del sistema
economico-militare statunitense ed occidentale in
generale, che ha dominato il mondo dal dopoguerra
ad oggi. E' in crisi il suo sistema economico
incapace di sostenere un livello di consumie un
conseguente livello di debiti che è
stratosferico, al di sopra delle proprie
possibilità. Gli Stati Uniti e, in cascata, gli
altri paesi occidentali, si sono ripiegati in uno
sfrenato consumismo edonistico, per sostenere il
quale hanno dovuto instaurare una egemonia
militare mondiale per garantirsi il controllo di
tutte le necessarie risorse naturali e
finanziarie. Se Bush si guarda
allo specchio vede il volto di Osama Bin Laden: il terrorismo è
endogeno e funzionale ad un capitalismo senza
senso, senza un "dove" andare; e i
fondamentalismi ed integralismi di origine
religiosa ne sono lo specchio, il contraltare, l'
"ombra". Non è vero, Franco ?
"Vuoto di senso crolla l'Occidente.
Soffocherà, per ingordigia e assurda sete di
potere. E dall'Oriente, orde di fanatici..."
(Franco Battiato, "Zai saman", da
"Fisiognomica", 1988)
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