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SETTEMBRE 2001: QUALE VERITA'?
Titolo del discorso: Considerazioni attuali
riguardo all'11 settembre 2001.
Relatore: Prof. Russel Granata
Grazie per la presentazione e congratulazioni
agli organizzatori di questa conferenza qui in
Italia.
Prima di oggi, l'ultimo paese nel quale sono
stato inviato a parlare, prescindendo dagli Stati
Uniti, il mio paese natio, è il Libano, ma
sappiamo tutti che la conferenza di Beirut su
Revisionismo e Sionismo è stata annullata a
causa dell'influenza imbavagliatrice dei nemici
della libertà di espressione. Avendo ciò in
mente, esprimo dunque il mio apprezzamento agli
organizzatori di questa conferenza revisionista
italiana come camerati coraggiosi che perseverano
nella nobile causa della ricerca della verità
storica, e, quanto a me, dico: bravi!
Signore e signori, se ricorderete una sola cosa
della mia presenza qui con voi, oggi, vorrei che
fosse semplicemente questo:
Se l'America desiderasse davvero evitare altri
attacchi contro di essa come quelli dell' 11
settembre, smetterebbe di fare le cose che li
hanno provocati!
La cosa più provocatoria, che è la risposta
principale al "perché" dell'attacco,
è il fatto che il governo americano fornisce a
Israele tutto l'occorrente per la sua aggressione
ai Palestinesi e a chiunque li aiuti. La ragione
principale per cui l'11 settembre il mio paese è
stato attaccato è l'appoggio degli Stati Uniti a
Israele - ricordàtelo.
I Musulmani hanno altre rimostranze verso gli
Stati Uniti - ma nessuna così essenziale come il
loro rapporto con Israele. L'America dovrebbe
finirla di uccidere e di mutilare innumerevoli
bambini innocenti in Medio Oriente, come in Iraq,
ad esempio, e abolire le sue sanzioni con tutte
le loro terribili conseguenze. Quanto al
terrorismo, gli Stati Uniti hanno e fanno il
terrorismo!
Io dico che per ridurre la probabilità di subire
il terrorismo nel proprio paese, bisogna
semplicemente astenersi dal diffonderlo nei paesi
altrui, e ciò vale per tutti!
E ora come reagisce la gente del mio paese
all'attuale attacco dei media? Esibisce i colori
nazionali e corre fuori a sventolare le bandiere
americane!
Ricordo chiaramente che i primi giorni di
esistenza della John Birch Society alcune persone
che volevano esprimere il loro patriottismo
portavano nel risvolto della giacca spille con la
bandiera americana; ebbene, questo fatto fu
clamorosamente ridicolizzato da una opposizione
ebraica.
Ora invece, dall'11 settembre, la bandiera
americana si vede ovunque:la gente l'attacca alle
automobili, la espone negli edifici, la porta
addosso e i venditori ambulanti che le vendono ne
restano sprovvisti.
L'America versa nella frenesia. In effetti, un
sondaggio di opinioni fatto su newyorkesi ha
rivelato che la gente è schiacciantemente
favorevole a una incarcerazione da campo di
concentramento per coloro che esprimono appoggio
ai terroristi! Ma soltanto ai terroristi
stranieri, naturalmente!
Ci sono indubbiamente molte considerazioni da
fare sull'11 settembre. Come è stato riferito,
si è avuta una compravendita interna di titoli
azionari delle assicurazioni e delle compagnie
aeree, che tradisce una conoscenza precedente del
futuro attacco, e ci sono stati anche
preavvertimenti nel sistema bancario di
investimenti ebraico. Al riguardo, ne sapremo di
più.
In una prospettiva differente, c'è una scuola di
pensiero che considera gli attacchi aerei su New
York e Washington la chiusura del secolo
americano, la fine del globalismo capitalistico e
del mammonismo, dedito soprattutto alla ricerca
della ricchezza. Questa scuola di pensiero
comprende persone che simpatizzano per le vittime
di Manhattan e di Washington e per le loro
famiglie, ma nello stesso tempo condividono il
dolore dei Tedeschi per le vittime, molto più
numerose, del terrorismo aereo contro tutti quei
civili tedeschi, nelle loro città grandi e
piccole. Le immagini della polvere grigia di
Manhattan e Washington ci riportano alla memoria
i veri olocausti perpetrati dai bombardieri
angloamericani contro i civili di Dresda e di
Hiroshima.
Questa scuola di pensiero considera la nostra
situazione attuale come una guerra a livello
mondiale su fronti invisibili. A suo giudizio, la
disfatta militare tedesca nel 1945 ha lasciato i
popoli europei e il resto del mondo indifesi di
fronte alle forze militari americane e ai loro
saccheggi. I vincitori hanno soggiogato i vinti
con vari mezzi, inclusa una incessante propaganda
di "rieducazione", intossicandoli anche
col virus di crediti e indebitamenti che non si
possono pagare e riducendoli, col giogo dei loro
interessi usurari, a una condizione di servitù e
di vassallaggio.
Gli attacchi aerei hanno colpito il mostro al
cuore e lo hanno ferito. La forza simbolica
dell'11 settembre 2001 ha inferto un colpo
all'atteggiamento borioso, compiaciuto di sé,
dello stile di vita americano contemporaneo,
basato sul be-bop. Al punto in cui siamo, questa
è una guerra ancora relativamente limitata e
nello stesso tempo una guerra mondiale; è una
guerra di liberazione, perché il nemico dei
popoli tiene sotto controllo il mondo.
Riguardo agli eventi dell'11 settembre, si
avverte un'isteria antiaraba che viene esasperata
dai mass media asserviti. Si avverte che ci
troviamo in mezzo a un'altra manovra di copertura
orchestrata dai padroni dei media. Ci sono molte
questioni insolute, a cominciare da queste: come
è possibile che queste azioni siano accadute?
Com'è che nessuno ha riferito nulla riguardo a
questi dirottamenti a nessuno dei vari settori
della sicurezza? La National Security Agency,
l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale, spia il
mondo intero via satellite: come è possibile che
la rete elettronica Echelon di questa Agenzia non
abbia saputo nulla, ma proprio nulla, di una
operazione così articolata? Non è un segreto
che l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale è
specializzata nella sicurezza dei cieli, e
proprio ciò faceva questo servizio segreto
spaziale, perché esso non ha un solo satellite,
ma ne ha molti impegnati nel monitoraggio in
tempo reale. Come ha fatto Echelon a non
accorgersi che vari aerei volavano fuori rotta? E
l'FBI, che si occupa della cattura dei terroristi
negli Stati Uniti, e la CIA, che ha il compito di
seguire le tracce dei nemici degli USA fuori dei
suoi confini: come hanno fatto queste
organizzazioni a non accorgersi di nulla riguardo
alla programmazione di un tale attacco? E' troppo
facile cercare di dare tutta la colpa alla
sicurezza degli aeroporti, ma che dire della
strana inazione degli elicotteri militari
americani che hanno una loro base presso New
York? Per esempio, dopo il primo attacco, i 18
minuti che il secondo aereo nelle mani dei
terroristi ha impiegato per fare rotta sul suo
bersaglio - questi 18 minuti, dico, sarebbero
stati sufficienti per abbatterlo con missili
aria-aria. Tanto più che esso si avvicinava alla
città dalla parte del fiume Hudson e, se fosse
stato abbattuto, sarebbe caduto in acqua invece
che sulla città.
C'è poi la sorprendente abilità dei terroristi:
essi hanno saputo calcolare i tempi di volo e
fare i preparativi senza essere scoperti da
nessun servizio addetto ai percorsi di procedura,
perciò - si dice - è chiaro che essi sapevano
pilotare aerei moderni. E' semplicemente
incredibile che tutte queste cose, e ce ne sono
altre ancora, nel loro complesso siano rimaste
ignorate, e perfino insospettate, dalla rete
informativa americana.
Domanda: Che cosa sapeva il Mossad?
Indubbiamente il metodo del revisionismo nelle
mani di ricercatori alla fine non farà maggiore
luce su tutto ciò - assolutamente!
Ci sono rapporti finora non confermati
provenienti da un servizio informativo militare
americano che hanno rivelato dettagli di un
promemoria di un servizio interno secondo il
quale il Mossad israeliano ha a che fare con gli
attacchi dell'11 settembre. Questi attacchi hanno
richiesto un alto livello di precisione militare
e risorse di un servizio segreto ben organizzato.
Gli attentatori, inoltre, dovevano avere una
grandissima familiarità sia con le operazioni di
volo dell'Air Force One, sia con le rotte aeree
civili e con le tattiche di attacco aereo su
città nevralgiche degli Stati Uniti come
Washington e New York.
Senza dubbio, gli attacchi hanno fermamente fatto
retrocedere l'opinione pubblica americana verso
un atteggiamento favorevole a Israele, dopo un
anno di rivolte palestinesi e dopo le gravi
accuse di crimini di guerra e razzismo mosse a
Israele alla conferenza delle Nazioni Unite di
Durban. Bisogna notare la tempestività di questi
attacchi, che sono avvenuti nel momento
culminante di una condanna internazionale degli
Israeliani per l'assassinio di politici e
poliziotti palestinesi da parte delle squadre
della morte di Israele. Gli attacchi dell'11
settembre non giovano agli interessi di nessun
gruppo arabo - giovano invece alla politica
israeliana, e la rivelazione di un coinvolgimento
israeliano in questi attacchi, se verrà
documentato, non sarà una sorpresa per gli
esperti dei servizi segreti. Lo Stato di Israele
ha infatti una lunga tradizione di operazioni
occulte contro obiettivi occidentali, almeno fin
dai suoi attacchi al King David Hotel, all' USS
Liberty, dall'assassinio di un delegato
scandinavo delle Nazioni Unite, dallo spionaggio
ai danni degli Stati Uniti nel caso Jonathan
Pollard, per elencarne solo alcune.
Si sa che il Dipartimento della Difesa degli
Stati Uniti ha intimato ai suoi ufficiali di
arrestare la fuga di notizie su questa indagine
che, dal momento degli attacchi, avviene ogni
giorno.
Si ritiene che, se c'è stato un collegamento col
Mossad, finora è stato il più occulto. Per
inciso, ci sono informazioni su possibili
collegamenti col Mossad mai menzionate dai nostri
mass media ufficiali? Vedremo presto se Israele
si dirigerà a tutta forza verso una guerra
totale contro i Palestinesi, con tutto ciò che
può comportare.
Nel frattempo, c'è l'interessante reportage
della CNN che mostra dei Palestinesi che
gioiscono, presuntamente, per la morte e la
distruzione dell'11 settembre. Quelle scene - si
è detto - sono state ripetutamente diffuse nel
mondo intero per spargere odio contro gli
"insensibili" Palestinesi, ma, a quanto
pare, in questo caso la CNN ha usato vecchie
riprese del 1991 relative a Palestinesi che
celebravano l'invasione del Kuwait! Ora, i nostri
mass media non farebbero qualcosa di simile?
Pensate solo un momento all'impatto di queste
immagini:la gente è addolorata, emozionalmente
fragile, perciò queste riprese menzognere hanno
una grandissima probabilità di causare ondate di
rabbia e di furore contro i Palestinesi. Mostrare
immagini come quelle, per ingannare, è
semplicemente immorale.
C'è poi la scuola di pensiero che, reagendo ai
commenti ufficiali sulle immagini televisive
degli attacchi di settembre, richiama
l'attenzione sul fatto che, al momento del
crollo, si è vista una serie di subitanei
bagliori e si sono udite varie esplosioni, il che
fa pensare che il crollo delle due torri sia
stato causato da congegni esplosivi.
Van Romero, vicepresidente del settore ricerca
presso l'Istituto Minerario e Tecnologico del New
Mexico, sostiene che le immagini televisive degli
attacchi al World Trade Center suggeriscono che
il crollo delle due torri è stato causato da
congegni esplosivi, perché il crollo degli
edifici appare troppo metodico per essere
l'effetto fortuito dello scontro di aeroplani con
le strutture. Egli è dell'opinione, basata su
videotapes, che all'interno degli edifici c'erano
dei congegni esplosivi i quali, dopo la
collisione degli aerei con il World Trade Center,
hanno causato il crollo delle torri. Il crollo,
ha dichiarato Romero, assomiglia a quelli
provocati dalle implosioni controllate impiegate
per demolire vecchie strutture. Egli ha affermato
che sarebbe stato difficile per chiunque
provocare con un aereo un evento come quello. Se
il crollo delle torri è stato causato da
esplosioni - ha detto Romero - le detonazioni
potrebbero essere state provocate da un piccolo
quantitativo di esplosivo piazzato in punti
strategici. Le cariche esplosive sarebbero state
probabilmente collocate in ciascuna torre in più
punti. Gli attentatori avrebbero fatto esplodere
una carica diversiva iniziale per attirare il
personale di emergenza sulla scena, poi un'altra
carica.
Se questo scenario è corretto, l'attacco
diversivo è stato la collisione degli aerei con
le torri. Il presidente dell'Istituto del New
Mexico ha detto che non gli è stato chiesto di
prendere parte alle indagini sugli attacchi,
sebbene l'Istituto collabori spesso a indagini
giudiziarie.
Naturalmente sorge anche il problema di chi
avesse la conoscenza, l'opportunità e l'abilità
di piazzare concretamente queste cariche
esplosive, e di chi avesse potuto accedere
segretamente a parti specifiche di queste
strutture. Io dico dunque che il principale
beneficiario di questi attacchi è il governo
israeliano.
Un altro punto di vista è che ci stiamo
dirigendo verso una Jihad contro McWorld, il
McMondo rappresentato da McDonald's.
Ecco un esempio del terrorismo israeliano
appoggiato dagli Stati Uniti. Robert Fisk, a
lungo corrispondente nel Medio Oriente, ha
raccontato in agosto come la polizia israeliana
mette in atto la sua metodica crudeltà abituale.
Egli ha rilevato che mentre gli Arabi hanno
chiamato quella dimostrazione "giorno della
rabbia", sono stati soltanto gli Israeliani
a mostrare la loro rabbia fuori dell'Orient
House. Il giovane palestinese che ha osato issare
una bandiera palestinese di carta è stato
afferrato da sei guardie di frontiera e
poliziotti in borghese: il ragazzo è stato preso
a calci, picchiato, colpito con pugni sulla
faccia e sulla nuca e poi gli è stata inferta
una ginocchiata all'inguine di fronte a tutti.
Gli Israeliani non se ne sono preoccupati. Un
ragazzo alto, magro, con capelli ispidi e scuri
che ha tentato di sfuggire alla presa di un
poliziotto alla barriera metallica di sicurezza -
ci informa Fisk - è stato trascinato indietro
dentro le linee della polizia e poi è stato
aggredito da otto uomini. Dovevano esserci venti
telecamere e una ventina di fotografi che
correvano insieme alla polizia di sicurezza Shin
Bet quando hanno trascinato quel ragazzo urlante
verso la Orient House, sferrandogli calci al
petto, tirandogli con forza indietro la testa
finché non è crollato. Poi, mentre il giovane
si trovava sul sedile posteriore di un cellulare
bianco, un poliziotto israeliano in borghese con
una camicia rossa lo ha aggredito, e mentre il
ragazzo veniva tenuto giù dall'altra parte del
veicolo, l'israeliano gli ha assestato parecchi
calci in mezzo alle gambe, finché il giovane ha
lanciato un urlo acuto. Come ha mormorato uno
degli stranieri presenti che protestavano, ciò
era abbastanza per trasformare un Palestinese in
un attentatore suicida. Infatti!
Ed è stato anche molto strano. Fisk
racconta:«Eravamo un centinaio di giornalisti in
attesa di un centinaio di cosiddetti
"pacifisti" - europei, americani,
cristiani, ebrei e palestinesi. A intervalli di
pochi minuti, al segnale di un grosso poliziotto
in camicia blu, i suoi colleghi correvano
furiosamente: dopo tutti i discorsi di uno stato
di Israele amante della pace fra le nazioni e
fondato sul principio della legge, la polizia
israeliana avrebbe improvvisamente dimostrato che
le costanti accuse palestinesi di pestaggi e di
brutalità erano assolutamente vere. Una guardia
di frontiera era così affascinata dal pestaggio
di un uomo che non riusciva a distogliere lo
sguardo dai pugni che gli venivano sferrati allo
stomaco e alle costole
Molte guardie di
frontiera sghignazzavano quando i Palestinesi
urlavano - dopo un istante lo spettacolo è
diventato osceno
Sulla strada, vicino alla
Orient House, ecco come la polizia israeliana si
prendeva cura dei suoi prigionieri: Dinanzi agli
occhi inorriditi di un gruppo persone presenti
per ragioni umanitarie, tra le quali c'era un
Americano, la polizia israeliana ha picchiato
ancora dappertutto i Palestinesi catturati
poliziotti a cavallo correvano tra la folla; un
paio di granate assordanti sono state lanciate in
mezzo alla gente. Dopo più di un'ora di questo
stillicidio, un ufficiale ha capito che
quest'atteggiamento intimidatorio israeliano era
disastroso per le pubbliche relazioni e, mentre
due Palestinesi venivano trascinati davanti alle
telecamere e picchiati, ha
gridato:"Lasciateli! Lasciateli
andare!". Ma naturalmente essi non
riuscivano a camminare e neppure a stare in
piedi. Uno aveva la camicia rivoltata sulla testa
e mostrava le spalle tinte di rosso. Nelle nostre
menti ricorreva un pensiero: Se questo è ciò
che la polizia israeliana fa ai Palestinesi qui,
proprio di fronte a noi, che cosa farà loro
quando le volgiamo le spalle?».
I Palestinesi e i loro numerosi sostenitori, per
quanto li riguarda, non vedono alcuna differenza
tra Israele e America, perché gli Stati Uniti
sono stati e sono un potentissimo sostenitore di
Israele - fino in fondo.
Sebbene il Presidente Bush ci dica che l'attacco
è stato sferrato da Osama bin Laden e i suoi
seguaci; che "l'America è stata l'obiettivo
dell'attacco perché noi siamo il faro della
libertà e dell'opportunità più splendente al
mondo"; che essi "odiano ciò che
l'America significa" e che "hanno
attaccato l'America perché noi siamo la casa e i
difensori della pace", ciò, signore e
signori, non è solo falso, è assolutamente
falso, perché ne scaturirà la morte.
Prestate attenzione alle mie parole: io dico che
se i miei connazionali crederanno al Presidente
degli Stati Uniti e si scatenerà una guerra
contro il fondamentalismo islamico,l'America
riuscirà soltanto ad aggiungere milioni di
musulmani ai milioni che già la odiano - e
alcuni di essi metteranno in atto ulteriori
attacchi, anche peggiori di quelli dell'11
settembre.
La causa fondamentale dell'animosità contro
l'America è radicata nell'appoggio americano a
Israele. Oh, naturalmente i militanti islamici
aborrono il terrorismo americano contro questi
poveri popoli che cercano soltanto di
sopravvivere in paesi poveri come l'Iraq, la
Libia, il Sudan, l'Afghanistan, ecc. - ma non vi
ingannate al riguardo: la causa prima
dell'animosità contro il mio paese è il suo
continuo, enorme appoggio all'espansionismo
israeliano. Se l'America non fosse la grande
sostenitrice di Israele che è, le migliaia di
vittime innocenti dell'11 settembre sarebbero
ancora vive.
Qualunque cosa Israele abbia voluto, l'ha
ottenuta, coll'appoggio del mio paese.
Ciò che vedo, è che Israele vuole una guerra
vera e propria. Naturalmente coll'appoggio del
mio paese.
Signore e signori, concludendo, desidero che
sappiate questo: non mi procura alcun piacere
dirvi che non ho assolutamente alcun motivo per
dubitare che l'ebraismo internazionale
continuerà ad agire come ha fatto nel corso di
tutta la sua storia.
Israele ottiene ciò che vuole.
Israele vuole la guerra.
Israele otterrà la guerra. Con ogni mezzo!
Ciò che mi rende particolarmente convinto che
Israele otterrà la sua grande guerra è il fatto
che il mio paese sostiene Israele, con ogni
mezzo.
C'è una speranza?
Una speranza c'è sempre, e - signore e signori -
è mia fervida speranza che il mio paese
riconosca l'errore della sua via e cambi la sua
attuale politica prima che sia troppo tardi. Che
cambi la sua politica estera in una politica di
vera neutralità, nello spirito dei padri
fondatori del mio paese e del suo primo
presidente, George Washington, il quale
consigliò saggiamente di adottare una politica
isolazionistica di non partecipazione agli
intrighi stranieri.
Questa è la mia speranza.
Ma ho anche un desiderio.
Desidero che il nostro attuale presidente, George
Bush, dia ascolto al nostro primo presidente
George Washington.Signore e signori, vi ringrazio
e per la vostra cortese attenzione e vi auguro
ogni bene.
Tratto
da www.russgranata.com
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