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SETTEMBRE 2001: QUALE VERITA'?
Maurizio Murelli
OCCIDENTE: FRONTE INFAME
Editoriale tratto da Orion n° 10 -
Ottobre 2001
"L'appoggio
che Osama Bin Laden riceve in Pakistan, Indonesia
e Matalysia non mi stupisce. Quelli sono popoli
convertiti all'Islam: per dirla brutalmente, non
son arabi. E' la tipica nevrosi del convertito:
dimostrare a tutti di essere un buon fedele. Più
realista del re, insomma".
Lo dice il neo-premio Nobel per la letteratura
sir Vidia Naipaul. Appunto, potremmo dire noi a
proposito dei nostrani filoamericani. Anche noi
non siamo yankees ma sbaviamo per essere buoni
sudditi dello zio Sam e quindi, avanti con i
deliri e gli sproloqui mediatici. Perché oggi la
questione è appunto questa: che l'America sia un
paese pericoloso, un paese predatore che intende
subordinare alla propria legge e ai propri
principi tutto il Pianeta, ebbene, questo non
solo è palese e se vogliamo anche logico, al di
là di tutte le menate sul concetto di libertà,
democrazia, civiltà e quant'altro propinatoci
dai nostri imbonitori mediatici: è naturale, è
nella natura degli Stati. Ogni epoca vede una
civiltà egemone che estende il suo potere
culturale e militare sul mondo conosciuto. Ciò
che non è né logico né naturale è
l'acquiescenza dei nostri opinionisti, dei nostri
uomini di cultura, dei nostri giornalisti (non
parlo volutamente dei politici in quanto occupano
il posto che occupano per grazia ricevuta dagli
americani: non starebbero dove stanno se non
avessero il gradimento dei padroni). Non è mai
esistito tanto prono compiacimento verso
l'egemonia subita. Avessimo
dispiegato in Afganistan truppe di terra, fanti,
paracadutisti e quant'altro, allora capisco che
sarebbe quanto meno dignitoso tacere o sfumare
critiche alle scelte del governo nazionale, per
quanto il governo risulti succube della
strapotenza USA. Ma per ora in Afganistan non ci
stanno neppure i nostri killer dell'aviazione,
quelli che bombardano a tutto spiano (come è
successo in Iraq e in Serbia) e si sentono
legittimati a sganciare bombe anche sugli
ospedali, sui centri raccolta della Croce Rossa,
sugli ospizi, sulle moschee. Perché, come dice
il ministro della Difesa Americano Donald
Rumsfeld, i "terroristi" si fanno scudo
di donne, vecchi e bambini. E a questo proposito
non si capisce, allora, per quale ragione non
sarebbe stato legittimo, dal punto di vista etico
e morale, "bombardare" le torri dette
del "Commercio mondiale" (vale a dire
della prepotenza economico-finanziaria americana
preposta al dominio e allo sfruttamento del
Terzo Mondo) quando è del tutto palese che
gli strumenti puramente militari del
Pentagono e quelli "commerciali" o
finanziari sono ambedue strumento di
conquista e di dominio. Ma cercare la
logica nella propaganda del fronte occidentale è
come cercare acqua santa all'Inferno.
Chiedi a Giuliano Ferrara e ai suoi degni compari
filoamericani perché viene bombardato
l'Afganistan. Ti risponderanno che
l'Afganistan viene bombardato, e purtroppo come
effetto collaterale muoiono donne e bambini
mentre sei-sette milioni di civili sono costretti
all'esodo con il rischio serio e accertato che
durante l'inverno potranno morire un paio di
milioni di "pezzenti" musulmani,
perché lì ci sono i terroristi che hanno
attaccato i grattacieli di New York. quindi loro
non terrorizzano la popolazione civile, ma fanno
la guerra perché sono stati vittima di un atto
di terrorismo. Ma se chiedi a Bin Laden per quale
ragione è giustificato il bombardamento di New
York, lui ti risponde "perché gli USA
bombardano gli arabi in Iraq, finanziano gli
Israeliani che massacrano i palestinesi e
mantengono le loro basi sul sacro suolo
dell'Arabia Saudita". Tutte scuse, ribattono
i nostri opinionisti un-tanto-al-chilo. Bin Laden
rischia la vita, ha rinunciato alla bella e
godereccia vita del miliardario, vive tra capre e
gelo perché vuole il potere sul mondo arabo,
vuole diventare il califfo del terzo millennio.
Che queste cose le dica la propaganda USA è
legittimo, che nessuno dal fronte occidentale
settore Europa colga l'incongruenza
dell'argomentare e non veda dove stanno le
ragioni del fronte orientale significa che siamo
messi molto male. Significa che ciò che è
prigioniero non è solo il nostro fisico che va
in crisi di astinenza se viene privato dello
standard di vita americano, ma che sono
prigionieri il nostro cervello, la nostra
anima,il nostro spirito. E allora ci indigniamo
se viene assaltata una chiesa cristiana in
Pakistan e non capiamo che non poteva che essere
così dopo che Bush e il nostro ineffabile
Cavaliere hanno parlato di Crociate ed
effettivamente vengono bombardate le moschee
perché là "si nascondono i
terroristi".
E poi come si fa a non trovare penoso il
tentativo dei conduttori delle nostre TV di
manipolare il sentimento dei musulmani e degli
immigrati che dovrebbero dire, per essere
accettati nel nostro contesto civile e
classificati come "buoni musulmani",
che Bin Laden è un semplice terrorista? E' solo
ipocrisia. Non c'è arabo musulmano che non
interpreti quanto accaduto l' 11 settembre come
legittima reazione al tipo di politica svolto
dagli USA e dai suoi servi occidentali nei paesi
musulmani e noi - giocando anche sulla
difficoltà che hanno nell'esprimersi nella
nostra lingua e secondo i nostri schemi mentali -
possiamo anche ottenere la soddisfazione di
costringerli a dichiarare che detestano Bin Laden
e tutto quello che rappresenta, ma che cosa
cambia se poi non è quello che effettivamente
pensano? Anzi, abbiamo dato valore aggiunto al
loro risentimento costringendoli, per cause di
forza maggiore, a rinnegarsi. Per cause di forza
maggiore perché, come accaduto per l'imam di
Torino, basta argomentare (quindi non schierarsi
a favore, ma dubitare della colpevolezza) per
essere messi alla gogna.
Incidente in cui certo non può, per esempio,
cadere la " sinistra pensante". Esempi.
Ve lo ricordate il più volte positivamente
recensito film La Battaglia di Algeri del
protocomunista Gillo Pontecorvo? Lì, in quel
film, c'è la mitizzazione del terrorismo allo
stato puro. Gli eroi sono quelli che mettono le
bombe nei bar frequentati dagli occupanti e
colonizzatori francesi. A suo tempo ne venne
fuori un'epopea che permette ancora oggi a
Pontecorvo di essere (giustamente, per carità di
Dio) annoverato tra i grandi della cinematografia
italiana. Allora il terrorismo era legittimo,
proprio come non più tardi di qualche anno fa la
nostra magistratura ha riaffermato, sostenendo
che il terrorismo gappista della "guerra di
liberazione" (vedi via Rasella, dove a
morire furono anche alcuni civili tra cui un
bambino letteralmente decapitato) è un
terrorismo legittimo. Dunque il terrorismo è
legittimo a seconda dell'ideologia che serve. Non
è una questione morale o etica: è una questione
ideologica. Ad ogni buon conto, sulle concezioni
della guerra di liberazione la sinistra ha fatto
presto a sfumare... e a convincersi delle ragioni
degli yankees.
Un personaggio stomachevole che riempie sempre
più spesso il video è l'onorevole padano Mario
Borghezio, che oggi fa della guerra al terrorismo
e all'Islam la sua bandiera di lotta. Un altro
che ha fatto presto a cambiare cavallo. Il
lettore deve sapere che tra il 1985 e il 1990
l'onorevole Borghezio era ospite a casa mia
praticamente tutte le settimane. Fu l'ideatore di
"Orion-finanza" (supplemento a
"Orion"). Allora io passavo per
terrorista e più di me passava per terrorista
Claudio Mutti che amorevolmente Borghezio
soprannominava "Muttim" e della cui
amicizia, fin dai tempi di "Giovane
Europa", menava vanto. Dunque, oltre a
frequentare amabilmente me, Salvatore Francia
(più volte accusato di essere il terrorista
numero uno di "Ordine Nuovo"), Adriana
Pontecorvo (sempre di "Ordine Nuovo" e
nei cui uffici bivaccava) e Oggero di Carmagnola
(che stampava una rivista intitolata, ma guarda
un po', "Jihad"); oltre ad
accompagnarsi a sedicenti "colonnelli"
del fantomatico Stato del Sahara Occidentale
Spagnolo; oltre ad essere stato accusato lui
stesso di atti terroristici (e, mi pare di
ricordare, processato) per una lettera anonima
della "Falange armata" inviata
all'allora giudice di Torino Violante; ebbene, a
parte queste "pericolose" ed
"equivoche" frequentazioni ciò che lo
contraddistingueva era la sua ideologia
ferocemente anti-americana e sopra tutto
antigiudaica. Oggi, e cito lui perché è il più
insopportabile nei suoi atteggiamento provocatori
e mistificatori da "bassa lega", è
diventato - come molti altri - campione
dell'intransigenza anti-islamica.
E siccome è così facile cambiare idea, opinione
e atteggiamenti in questo infame fronte
occidentale, si pretende di far cambiare idea e
opinione anche alle proprie vittime, magari da
noi stessi trasformate in belve feroci. E sono
individui come Borghezio che noi chiamiamo in TV
per "processare" i musulmani...
E c'è un altro punto che vorrei qui solo
segnalare facendone poi l'oggetto di un mio
prossimo intervento: oggi appare chiaro che Bin
Laden non ha ordinato l'attacco suicida degli
aerei. E' una convinzione che ideavo leggendo
quanto fino a questo momento pubblicato dai media
e analizzando la sequenza logica degli
avvenimenti. Bin Laden ha spiazzato gli USA
quando ha benedetto gli attacchi, la cui
paternità non ha però rivendicato.
Benedicendoli ha fatto di necessità virtù.
Perché sapeva che i nove decimi del mondo
islamico, nonostante tutte le dichiarazioni di
segno contratrio, li avrebbero benedetti con lui,
esattamente come li stanno benedicendo la
stragrande maggioranza di post-fascisti e di
post-comunisti. E non solo, perché di gente
comune, di "gente normale" che ho
sornionamente stimolata sull'argomento e che si
lascia andare contro quei " prepotenti"
di americani io, personalmente, ne incontro
almeno tanto quanta detesta i musulmani "a
prescindere".
Il fatto però di portare avanti questo tipo di
opinioni e di analisi sull'infamità occidentale
e sulle ragioni del Terzo Mondo e dei musulmani,
non significa affatto rifiutare uno schieramento
per assestarsi in altri che non ci appartengono.
Siccome questa rivista continuerà a mantenere
una posizione anti-americana e di condanna
dell'allineamento del nostro paese alle posizioni
USA sarà meglio dare un quadro di ordine
generale al nostro modo di vedere le cose.
Nonostante gli USA entrino in guerra avendo come
alleato (anche) l'Italia quasi sicuramente questa
"guerra" la vincono. Certo, la saggezza
popolare dice che non c'è due senza tre e visto
che gli alleati con i quali siamo entrati nella
guerra 1914-1918 e 1940-1945 la guerra l'hanno
persa, forse questo spiega perché, quanto meno
per una questione di scaramanzia, gli yankees
proprio non ci vogliono.
Ma ciò detto, e senza voler porre limiti alla
provvidenza divina, non solo gli USA e
l'Occidente vinceranno questa "lunga"
guerra (se servirà useranno anche le atomiche,
come già prospettano di fare) contro
l'Afganistan ma trasformeranno la terra dell'
lslam in un'immensa Disneyland. Mi spiace per i
miei amici islamici, ma questo è nell'ordine
delle cose. L'Occidente alla fine imploderà (fra
decenni) ma non prima di aver esteso il proprio
dominio su tutto il Pianeta, cioè di aver
occidentalizzato ogni realtà esistente e
conosciuta.
Come abbiamo già avuto modo di dire, quello che
noi chiamiamo mondialismo si invera attraverso un
conflitto plurisecolare fra i tre monoteismi di
origine abramica: Giudaismo-Cristianesimo-Islam e
le ideologie che tali religioni hanno generato.
Giudei contro cristiani, cristiani contro
cristiani (protestanti-cattolici), cristiani
contro musulmani, musulmani contro giudei - di
questo è fatta la storia degli ultimi 2000 anni,
e non certo di guerre tra buddisti e induisti, di
zoroastriani contro "pagani".
Per chi si interessa agli insegnamenti della
Tradizione potremmo dire, semplificando al
massimo, che secondo tali insegnamenti le forze
dell'Antitradizione si inverano al'interno dell'
Ebraismo con il Giudaismo. Cioè la nascita del
Giudaismo in seno all'Ebraismo - originariamente
conforme alla Tradizione primordiale - è il
concretizzarsi di uno strumento di sovversione
che in seguito diventerà mondiale e del quale
farà le spese primo fra tutti l'Ebraismo stesso,
poi l'intero Occidente attraverso il
cristianesimo e lo sviluppo al suo interno
proprio della componente giudaica, a discapito di
altri elementi dottrinari pur presenti. La
nascita dell'Islam è un'opportunità di
ricollegarsi all' interno della forma
tradizionale presente nel Medio Oriente (diciamo
per comodità di radice abramica) alla Tradizione
prima della corruzione giudaica. Si tratta di
un'opportunità analoga a quella avuta dal
cristianesimo con il cattolicesimo medioevale: in
questo caso si trattava di recuperare nel
cristianesimo dimensioni tradizionali compatibili
con quelle del mondo pagano nordico, rispetto a
quelle romane non ancora corrotte.
Per farla breve, perché non è questa la sede,
il Giudaismo (che non è una dimensione
"razziale", ma una "concezione del
mondo") ha vinto prima l'Ebraismo, poi il
Cristianesimo e ora vincerà l'Islam. Ovviamente
parlare oggi di Giudaismo è anacronistico in
quanto il Giudaismo si è fatto semplicemente
Occidente con tutti i suoi valori, forme,
concezioni di vita etc.
Questo è ciò che sta accadendo a partire da un
piano, diciamo così, metastorico. E questo è
ciò che ci persuade del fatto che l'Islam non
rappresenta per l'Occidente né una risposta
politica né una via di salvezza e liberazione
per chi islamico non è. Ovviamente, men che meno
lo è il Cristianesimo in tutte le sue forme,
ormai ridotto a materasso logoro di ogni
perversione occidentale.
Insomma, il nichilismo annunciato ormai cento
anni fa da Nietzsche deve ancora compiersi (lui
stesso diceva che sarebbero occorsi almeno 200
anni) e quella che oggi stiamo vivendo non è che
una delle sue tante fasi di inveramento. Pensare
di sottrarsi, di porsi fuori gioco rispetto a
tutto ciò con progetti di Europa Cristiana,
Europa Pagana, Eurasia od Occidente islamico è
pura utopia. Il compito che spetta a chi non
vuole essere travolto è quello di mantenersi
eticamente in ordine, non lasciarsi fuorviare da
velleitarismi di qualsiasi tipo, ma attrezzarsi
per attraversare la catastrofe come "la
salamandra il fuoco" (Junger).
Questa affermazione può apparire come una
sconfessione di ogni prospettiva
"politica" - l'intervento sul sociale
ordinandolo secondo valori e principi non
degenerati. Non è così, e a prescindere dal
fatto che esistano la volontà e la forza di
attuarli questa rivista, fin che avrà vita, non
si stancherà di indicare vie percorribili e
obiettivi sensati. Con disincanto, freddamente e,
come più volte affermato, fuori dagli schemi
ideologici.
Tratto da www.asslimes.com
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