Chi
semina vento raccoglie tempesta!
Così
dice la saggezza popolare. E la tempesta di
fuoco e distruzione abbattutasi su New York,
su Washington, su tutti gli Stati Uniti dAmerica
è la conseguenza diretta di oltre cinquanta
anni, mezzo secolo di guerre, di interventi
militari, di embarghi commerciali, di
propaganda occidentale condotta dagli USA e
dai loro alleati più stretti, i sionisti
israeliani e americani, in tutto il mondo; in
particolare contro il mondo arabo, islamico,
eurasiatico, ma non solo. Da sempre limperialismo
americano dilaga per il pianeta come un fuoco
distruttore; ed anche quando si presenta con
la mano tesa degli aiuti umanitari, del
benessere, della solidarietà, i suoi doni
avvelenati si trasformano in miseria dei
popoli, in corruzione, in schiavitù, in
morte di uomini e civiltà. Tutto questo
ha un nome ben preciso: Mondialismo,
Globalizzazione, Capitalismo. Oggi le ultime
vittime del vero Potere politico, economico,
militare e ideologico mondiale, con centro
sul continente americano, sono i suoi stessi
cittadini. Certo non possiamo non dolerci,
come tutti, per la perdita di vite umane
innocenti, di semplici lavoratori, di vigili
del fuoco o poliziotti, di donne e uomini
d'America e non, i quali non hanno
avuto altra colpa che quella di esser nati,
di vivere o di lavorare nel centro dell
impero. Ma PROPRIO perché
il nostro cuore sanguina sempre e ovunque si
compia uningiustizia e un massacro,
mentre vediamo crollare in una nube di
polvere i simboli del Potere militare e di
quello economico USA, i due pilastri del
Sistema America, la nostra
memoria non può che correre ai milioni e
milioni di vittime che limperialismo ha
disseminato sui cinque continenti, in almeno
un secolo e mezzo della sua storia: il vero e
più grande olocausto patito sulla Terra da
quando esiste il genere umano , e sempre per
mano dello stesso Potere. Pensiamo ai nativi
americani, alla Confederazione sudista, agli
europei di due guerre mondiali, ai giapponesi
spazzati via con le atomiche, al milione e
mezzo di vietnamiti, al milione di coreani,
ai cinesi, agli africani schiavi ieri ed
oggi, ai latino-americani affamati e
schiacciati dalle dittature militari
asservite a Washington, fino ai serbi,
europei come noi, aggrediti soltanto lanno
scorso; e via via, in una sanguinosa striscia
di sangue che continua a zampillare dalle
mille ferite ancora aperte del Medio Oriente.
Per la prima volta nella sua storia gli Stati
Uniti dAmerica, che colpivano
impunemente ovunque sicuri della propria
invulnerabilità continentale, hanno provato
in casa loro, nei punti geografici stessi del
Potere, langoscia, il terrore che viene
dal cielo, quello che fecero provare
alle loro vittime di cento paesi diversi. Ma
non vogliamo qui abbandonarci allesercizio
perverso della conta dei morti,
come hanno fatto i nostri nemici dalla II
Guerra Mondiale in poi. Facciamo invece
una seria analisi sulle cause e sulle
conseguenze di questo avvenimento che
possiamo definire senza retorica EPOCALE.
Intanto
limpatto mediatico dellattacco
kamikaze praticamente in diretta TV è stato
immenso, immediato e internazionale. Tutto il
mondo ha potuto vedere la più grande potenza
militare mai apparsa sotto attacco diretto,
nei suoi punti nevralgici essenziali. E
non per laggressione di unaltra
grande potenza (che non cè più) o
piccolo stato; per cui il paragone con Pearl
Harbour qui non regge. Si è trattato
invece dell opera di pochi uomini i
quali hanno usato gli stessi aerei di linea
del nemico per condurre a termine unoperazione
che, sotto il piano tecnico organizzativo, è
stata praticamente perfetta, da manuale
(anche troppo
!). Uomini, militanti
rivoluzionari, islamici [sempre che la
matrice venga confermata] i quali, non
dimentichiamocelo, si sono autoimmolati in
contemporanea, in un attacco suicida di
massa, che anchesso non ha precedenti
nella storia moderna. Se di terrorismo
si vuole ancora propagandisticamente parlare,
per le assonanze negative del termine,
diremo che comunque questo terrorismo ha
fatto un salto qualitativo immenso, tale da
mutarne la sua stessa natura; e non tanto per
i mezzi impiegati, quanto per i tempi, per
gli obiettivi con la loro carica SIMBOLICA,
per la sorpresa e , soprattutto, per le
conseguenze psicologiche, per limpatto
sullopinione pubblica mondiale che ha
avuto e avrà per molto tempo in
futuro. Una volta tanto siamo daccordo
con Bush (!): QUESTA E GUERRA! E lo ha
detto un presidente della Superpotenza
mondiale costretto a scappare in casa sua,
vagando per ore nei cieli statunitensi sull
Air Force One, come in un film fantapolitico
di quartordine, mentre New York
impazziva e bruciava anche il ministero della
Difesa, il famoso Pentagono che
avremmo tutti ritenuto essere il posto più
protetto ed inviolabile del pianeta. Ma
questa è una guerra che sono stati gli USA a
dichiarare al mondo , e non da ieri: questa
è la LORO guerra contro tutti, che alfine si
ritorce come un boomerang contro di
loro. E già da adesso essa rischia di
divenire anche la nostra guerra, di noi
europei ed italiani, visto che lappartenenza
alla NATO ci impone, col famigerato art. 5
(finora mai applicato anche nelle contingenze
internazionali più gravi), di
supportare in ogni modo i nostri
padroni: perché questa volta non è
stato uno qualsiasi dei paesi periferici dell
impero la vittima, ma sono le sue
capitali militari ed economiche a essere
colpite. E noi italiani, per la posizione
geopolitica nel centro del Mediterraneo,
siamo la prima linea di fronte al Sud, allUmma
Islamica, al mondo arabo nordafricano e
mediorientale. Ricordate il detto: Chi
non è capace di portare le proprie armi,
domani dovrà portare quelle del suo
vincitore. Un vincitore
considerato da tutti invincibile fino
all
11settembre 2001, Anno Primo del Terzo
Millennio. E la tragica ironia del
destino ha voluto che fossero proprio gli
Stati Uniti a preparare il primo atto di una
tragedia che oggi li coinvolge e stravolge
sullo stesso suolo americano considerato
inviolabile. Sia o non sia stato Osama Bin
Laden, il miliardario saudita, lideatore
dellattacco alle Torri Gemelle, al
Pentagono, forse alla Casa Bianca, resta il
fatto che gli USA finanziarono e addestrarono
gli islamici in funzione antirussa in
Afghanistan e hanno sempre difeso, oltre che
Israele, le corrotte monarchie ed emirati del
Golfo, tanto ipocritamente integraliste allinterno
quanto asservite alla strategia americana di
dominazione delle fonti energetiche e dei
punti strategici in quellarea
strategicamente unica. Il giorno prima
della strage di N.Y., nel nord dellAfghanistan
il generale Massoud è restato vittima di un
attentato attribuito alla stessa mano,
proprio alla vigilia di unoffensiva
contro il regime integralista dei Talibani di
Kabul , sponsorizzati dal Pakistan, il fedele
alleato di Washington. E amici di Massoud e
dell'Alleanza del Nord sono oggi i russi, i
cinesi, lIran, lIndia, il
Tagikjstan: cioè gli avversari della
penetrazione americana in Eurasia
centrale. La connivenza dei servizi
segreti a stelle e strisce con certi settori
integralisti getta unombra molto nera
sugli stessi attentati della costa atlantica.
Tutto il mondo oggi si chiede come è stato
possibile organizzare una simile azione sotto
il naso dei più potenti, dotati ed
infiltrati servizi del mondo. Prepararsi per
mesi o forse per anni, muovendo capitali
notevoli, con decine e decine di persone
coinvolte, con contatti e viaggi su e giù,
dentro e fuori gli USA; e mentre i portavoce
quasi ufficiali di queste organizzazioni
lanciavano proclami pubblici sulle loro
intenzioni anche da Londra, il fedele alleato
di Washington, il suo cane da guardia sullEuropa.
Incapacità totale o subdola connivenza o
qualcosa
di ancora peggiore? Certo, se dovessimo
ricorrere al cui prodest ?, A CHI
GIOVA ? domandarci chi ne trarrà il maggior
vantaggio in termini politici attuali, la
risposta è più che ovvia:
ISRAELE! Fosse anche addirittura sulla
pelle dei loro correligionari stanziati negli
States che, tutti presi nei loro
affari, cominciavano a provare fastidio
ed inquietudine per limmagine sempre
più sanguinaria offerta dallo stato ebraico,
dopo quasi un anno di Intifada con un
migliaio di morti e uneconomia a
rotoli, causata dal governo di Sharon, il
macellaio di Sabra e Chatila.
Sarà
un caso che New York, la città simbolo dellAmerica
e della mondializzazione, sia anche la città
degli ebrei americani, tanto da esser
definita Jew-York? E infatti i sionisti, di
qua e di là delloceano, subito
presentano il conto allAmministrazione
Bush, pur così solidale e generosa nei loro
confronti, proponendosi ancora e sempre come
gli unici, sinceri alleati dellAmerica
contro lIslam, lintegralismo
mussulmano, il terrorismo
palestinese, assimilato a quello del ricco
saudita ecc
ecc
E subito i politici
israeliani di tutte le tendenze politiche
additano a Washington gli obiettivi da
colpire: oltre a palestinesi e libanesi, Iran
in primis e poi Iraq, Sudan, Siria. Perché
il loro vero interesse, come ha detto
Netanyhau, è abbattere i governi islamici e
distruggere quegli stati che potrebbero entro
breve possedere la bomba atomica (come ha ora
il Pakistan) o armi chimiche. Mentre lAmerica
era ancora sotto attacco, Israele, unica
potenza atomica dellarea
mediorientale, aveva già preparato i
suoi aerei e i missili, dotati di duecento
testate atomiche, bastanti a spazzar via
tutti gli arabi e realizzare il sogno della
Grande Israele dallEufrate al Nilo, con
la ricostruzione del Terzo Tempio sulle
rovine di Al-Aqsa! Un tempismo perfetto! Ma
c'è di più: lo smacco subito dalla potenza
americana, anche dopo l'inevitabile
rappresaglia contro qualche popolazione
inerme che pagherà la sete di sangue e
vendetta dell'opinione pubblica statunitense
e mondiale, costerà certamente a Bush la
prossima elezione. De resto il suo scudo
spaziale, tanto voluto proprio dal Pentagono,
dimostra tutta la sua assurdità strategica ,
quando è evidente che nel mondo d'oggi ci
vuole così poco a colpire il cuore della
potenza americana. Lo smacco della
superpotenza è stato troppo grande, e avrà
conseguenze sulla sua credibilità ancora per
parecchi anni. La credibilità
dell'invincibile America è collassata nel
momento stesso in cui le Twin Tower si
sbriciolavano in una nube di polvere e di
morte. A questo punto la
rielezione di un democratico alla Casa Bianca
tra quattro anni è spianata. E la sintesi
degli interessi lobbistici finanziari così
colpiti nel loro sancta santcorum di New
York, di quelli sionisti esposti in
prima fila sul fronte antislamico e di un
neoimperialismo USA riabilitato, è già
pronta in un nome, un nuovo ma già
collaudato candidato: JOSEPH
LIEBERMAN, già vice di Al Gore nella
recente corsa presidenziale
"scippata" dal
"cespuglio-Bush", che ha dimostrato
tutta la sua incapacità e inettitudine in
frangenti così terribili. Chi meglio di un
ebreo ortodosso americano potrebbe garantire
agli statunitensi una durezza ed una tenuta
nei confronti dell'offensiva islamica, non
foss'altro che per la sua doppia
appartenenza, che gli imporrebbe sempre e
comunque di appoggiare Israele in Medio
Oriente? Se Clinton poteva pensare di
condizionare Israele costringendo il governo
di Gerusalemme a concedere qualche briciola
ai palestinesi, appoggiandosi in ciò anche
alla lobby ebraica americana stanca di
intifada e di dollari da versare nelle casse
di Gerusalemme, ora sarà il governo di
estrema destra di Sharon a condizionare
l'America, a spingerla sulla via di non
ritorno della guerra in Eurasia. Sarà Sharon
con al fianco la "colomba" (?)
Peres a costringere i correligionari più
fortunati che ingrassano tra New York e Los
Angeles a prendere le armi e far partire il
soldato yankee Ryan del nuovo millennio e gli
"alleati" europei nella Nuova
Crociata biblica contro i malvagi di
turno. La sua occasione l'ha avuta l'11
settembre, il suo asso nella manica è
Lieberman! La follia
guerrafondaia dellimperialismo
americano e del sionismo, oltre che
ritorcersi contro il popolo americano,
rischia di precipitarci tutti in un conflitto
che, ancora una volta per la natura stessa
del Mondialismo, non potrà che essere
globale. LItalia e lEuropa
ancora in prima linea, come durante la Guerra
Fredda, strumenti impotenti, oggetti delle
altrui mire espansioniste, vittime designate
di terrorismo STABILIZZANTE dei regimi
impostici dalloccupante americano, come
già fu per le stragi di stato impunite degli
anni di piombo. E questa
volta non sarà più (o più soltanto) il
fascio, cattivo di turno, il
capro espiatorio della nuova strategia del
terrore, ma anche il mussulmano, larabo,
limmigrato, lemarginato, il
ribelle spinto a forza nel gorgo della
disperazione e dellazione disperata: i
sassi contro le atomiche. Il governo
reazionario Berlusconi-Fini-Bossi
prepara il terreno interno per spingere, con
l'odio verso gli immigrati arabi e la
religione islamica, l'Italia a combattere la
guerra del padrone, come solo l'anno scorso
aveva fatto il governo di sinistra contro la
Serbia. Saremo gli ascari degli americani,
dimentichi dei nostri padri morti e del
disprezzo che i padroni hanno verso i servi
striscianti (chi ricorda ancora il Cermis e
le assoluzioni dei soldati americani?).
Sì,
cari amici che ci leggete: SIAMO IN GUERRA!
Ad ognuno di noi tocchi ora scegliere da
quale parte stare: con gli oppressori del
mondo, con i veri terroristi assetati di
potere e pronti a sacrificarci tutti per
restarci, o con quegli uomini amanti della
pace e della giustizia per tutti i
popoli. Ma che sanno pure che non
potrà mai esserci pace senza Giustizia, e
che bisogna combattere per questa per potersi
assicurare anche quella. E che il dio di
tutti gli eserciti ci aiuti per i mesi e gli
anni che stanno arrivando!
Tratto da
www.asslimes.com