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SETTEMBRE 2001: QUALE VERITA'?
"Change
your constitution!"
L'ambasciatore degli
USA presso l'Unione Europea ordina a tutti i
paesi europei - Italia compresa - di cambiare le
loro costituzioni in modo da permettere agli
Stati Uniti di prelevare cittadini nostri o
ospiti nel nostro paese, anche per semplici reati
di opinione, per portarli davanti a tribunali
militari che li metteranno a morte in processi
segreti e senza bisogno di prove. È esagerato
parlare della fine sia dell'indipendenza
nazionale, sia dello Stato di diritto?
Miguel Martinez
26 novembre
2001
La stampa italiana è
spesso accusata di prestare attenzione solo ai
fatti che riguardano direttamente il nostro
paese.
Falso. Il 23 novembre, ad
esempio, i nostri telegiornali ci hanno dato una
notizia clamorosa: su una brulla collina vicino a
Kabul, in quel paese infinitamente lontano che è
l'Afghanistan, un bambino aveva fatto volare un
aquilone.
Tanto era importante
questa notizia che, per farle posto, ne è stata
omessa un'altra: pare che dovremo cambiare
costituzione, abolendo lo Stato di diritto e la
sovranità nazionale e reintroducendo per giunta,
e in maniera nemmeno troppo indiretta, la pena di
morte.
Certo, per gli italiani
sarà più importante conoscere lo stato attuale
di una splendida e antica arte dell'Asia
Centrale, ma almeno un piccolo riferimento al
destino che ci attende lo potevano fare i
telegiornali.
E invece no. La notizia
bisogna andarla a scovare in un articolo di Lucio
Manisco sul Manifesto (1).
Prima che qualcuno dica,
"ah, i soliti comunisti", ricordo ai
lettori la regola d'oro: quando si tratta di
notizie, la domanda fondamentale non è se sono
comuniste o fasciste, ma se sono vere o
false.
Come abbiamo visto, gli
Stati Uniti hanno emanato una "direttiva" che permette loro di prelevare
cittadini di altri paesi, anche solo accusati di
sostegno ideologico ("associativo" e
non attivo) al "terrorismo", di
processarli in segreto davanti a un tribunale
militare senza difesa, senza prove e senza
diritto di appello e condannarli a morte.
Se non lo sapevate,
chiedete ai telegiornali italiani perché non ne
hanno parlato: sulla stampa USA è in corso un
dibattito acceso su questa direttiva, che affossa
l'intera cultura americana della libertà.
Quando si tratta di un
paese del Terzo Mondo, gli Stati Uniti o
"preleveranno" direttamente i
giustiziandi, oppure se li faranno consegnare
previo bombardamento. Nel caso dell'Europa,
intendono invece farseli consegnare direttamente
dai governi.
Però c'è un problema:
nei paesi dell'Unione Europea non esiste la pena
di morte, per cui diventa impossibile
l'estradizione. Inoltre, i paesi europei non
ammettono l'esistenza di reati politici o di
idee. Non parliamo poi del fatto che gli
eventuali estradati subiranno processi che non
hanno nulla a che fare con la nozione europea di
diritto.
La costituzione italiana,
ad esempio, vieta la pena di morte all'articolo
27, mentre gli articoli 10 e 26 vietano
l'estradizione di cittadini stranieri e italiani
per reati politici.
Come risolvere la
faccenda? Lo spiega il banchiere Rockwell Schnabel, già presidente della Trident
Capital, appena nominato ambasciatore degli Stati
Uniti presso l'Unione Europea.
Ecco le istruzioni che
Schnabel - in un'intervista concessa al
settimanale European Voice(2) - dà all'Europa:
"Diversi
paesi hanno leggi diverse, alcuni di questi
paesi dovranno cambiare le cose, comprese le
loro costituzioni. Ma c'è già un accordo di
massima sulla necessità di procedere in
questa direzione".
Cambiare la
costituzione?
Cambiare la costituzione
in modo da permettere a uno Stato straniero di
portar via cittadini nostri o ospiti nel nostro
paese, anche in base semplicemente alle loro
idee, consegnarli a tribunali militari che li
metteranno a morte in processi segreti e senza
bisogno di prove?
Non è in ballo solo la
modifica di alcuni articoli, comunque preziosi,
della nostra costituzione. Stiamo parlano
dell'abolizione della sovranità nazionale e
dello Stato di diritto. Che poi la cosa possa
riguardare - al momento - solo "pochi
arabi" o "sovversivi" non ha
importanza. Alcuni amici hanno suggerito che il
parallelo più prossimo a quanto starebbe per
accadere sia trovi nelle leggi razziali che
colpirono poche migliaia di ebrei in Italia, ma
violarono il concetto fondamentale
dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte
alla legge. Altri però notano una differenza non
da poco: le leggi razziali almeno non fecero
morti. Per cui suggeriscono un parallelo con le
deportazioni degli ebrei verso uno "Stato
straniero amico" nel 1943. Purtroppo non so
se tali deportazioni siano avvenute nel contesto
di qualche norma giuridica - e in tal caso il
parallelo sarebbe molto indovinato - oppure per
semplice arbitrio delle forze occupanti.
Schnabel ha ordinato di
modificare le stesse costituzioni: non si
tratterà quindi semplicemente di un'operazione
sporca dei servizi segreti, né di una losca escamotage
giuridica, ma di nuove regole che si potranno
applicare in qualunque situazione futura.
Per questo motivo, non è
un'esagerazione prevedere che la modifica
costituzionale - qualunque forma assumi - dovrà
significare l'abolizione della Repubblica
Italiana, intesa sia come repubblica, sia
come Italia.
Forse mi sbaglio, ma ho
l'impressione che questa notizia sia importante
per i telespettatori italiani almeno quanto gli
aquiloni sopra Kabul.
Chissà se la vorrà
commentare il presidente che ci ha invitati a
mettere un "tricolore in ogni
casa".
La faccenda supera - o
dovrebbe superare - le divisioni tra destra e
sinistra: un fatto di questa portata dovrebbe
suscitare lo sdegno di un partito che si chiama
Forza Italia o di un altro che si chiama
Alleanza Nazionale. Dovrebbe poi far
insorgere i Democratici di Sinistra, gli eredi di
una sinistra che ha da sempre esaltato la
Costituzione "democratica e nata dalla
Resistenza".
Potrebbe quantomeno
incuriosire i giuristi o le molte associazioni
che si occupano di diritti umani a vario titolo,
o i movimenti che in passato hanno sostenuto
meritorie campagne contro la pena di morte.
Oppure è possibile che
abbia ragione Schnabel quando dice che "
c'è già un accordo di massima sulla necessità
di procedere in questa direzione"?
Note
(1)
Lucio Manisco: "Condanna a morte per delega:
gli USA chiedono all'Europa di reintrodurre la
pena capitale per i sospetti di terrorismo",
Il Manifesto 23.11.01.
(2)
La fonte dell'intervista di Schnabel,
erroneamente identificata da Il Manifesto
come European News, è European Voice
del 15-21 novembre 2001 (European Voice,
rue Montoyerstraat 17-19, 1000 Bruxelles;
telefono 0032-2-5409090).
questo
articolo può essere riprodotto liberamente,
sia in formato elettronico che su carta, a
condizione che
non si cambi nulla, che si specifichi la fonte -
il sito web Kelebek http://www.kelebekler.com
-
e che si pubblichi anche questa precisazione
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