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Due pesi due misure:
riconoscere il terrorismo dello Stato d'Israele
Introduzione.
In Medioriente dilaga il fenomeno del Terrorismo.
A noi e' particolarmente noto il Terrorismo
palestinese e/o islamico, ma c'e' anche il
Terrorismo israeliano. Il primo e'
internazionalmente riconosciuto, il secondo no. E
qui sta il problema.
Prima di continuare e per sgombrare il campo da
possibili equivoci, ribadiamo con decisione che
non v'e' dubbio che per decenni alcuni gruppi
palestinesi si siano macchiati, e ancora oggi si
macchino, di orrendi crimini terroristici che non
trovano alcuna giustificazione politica ne'
morale. La condanna di questi crimini, che
storicamente colpiscono soprattutto lo Stato di
Israele, deve essere assoluta.
Eppure, rimane il fatto che in occidente si
fatica ad ammettere che Israele ha praticato e
pratica il terrorismo. Taluni rigettano questa
nozione radicalmente, anche se la Storia lo
dimostra in maniera incontrovertibile.
Ciò ha dato origine a una impostazione
ideologica errata e catastrofica nelle sue
conseguenze, a causa della quale ogni approccio
internazionale al conflitto israelo-palestinese
viene fatalmente viziato da un sistema di
"due pesi due misure": solo ai
palestinesi viene formalmente chiesto di
abbandonare le pratiche terroristiche, a Israele
mai. Questo produce continui fallimenti.
Tale pregiudizio trova appoggio in vaste fasce
delle opinioni pubbliche occidentali. Infatti,
alle parole "Terrorismo mediorientale"
noi associamo d'istinto i volti dei guerriglieri
palestinesi, libanesi o iraniani, ovvero del
fanatismo islamico armato; ma non ci viene
altrettanto spontaneo associarvi i volti dei
soldati d'Israele, o quelli dei loro leader
politici. Questo e' potuto accadere perché
l'Occidente ha intenzionalmente alterato la
"narrativa" del conflitto
israelo-palestinese, per tutelare i propri
interessi nell'area. Lo dimostra lo stesso
linguaggio mediatico internazionale: da anni in
tv o sulle prime pagine dei giornali gli attacchi
palestinesi contro i civili israeliani sono
sempre definiti (a ragione)
"terroristici", ma quelli altrettanto
terrorizzanti delle Forze di Difesa Israeliane
contro i civili palestinesi sono sovente chiamati
"di autodifesa"; le azioni dei kamikaze
di Hamas sono "massacri", mentre le
centinaia di omicidi extragiudiziali commessi dai
Servizi Segreti israeliani vengono definiti
"esecuzioni capitali mirate", e così
all'infinito (Chomsky-Fisk-Said et al.).
Tutto ciò ci ha lentamente resi incapaci di
riconoscere l'esistenza del Terrorismo di matrice
israeliana, assieme alle atrocità che causa e
che ha causato.
E' imperativo rettificare questo pregiudizio,
iniziando dalla accettazione, da parte della
comunità internazionale impegnata nel processo
di pace, della verità storica. Questo significa
che mentre giustamente condanniamo il Terrorismo
palestinese, dobbiamo abbandonare il nostro
rifiuto di riconoscere e di censurare il
Terrorismo di Israele.
Se ciò non accadrà, non vi è speranza di pace
in Medioriente.
A prova di quanto affermato sopra, sono di
seguito elencati alcuni fra i peggiori atti di
Terrorismo commessi in Medioriente dalla
comunità sionista prima e da Israele o da
israeliani poi, con una scrupolosa bibliografia.
Le fonti sono principalmente i documenti dell'ONU
e di Amnesty International; questo perché siamo
consapevoli che nell'esporre un tema tanto
controverso ci si deve affidare a fonti
assolutamente e storicamente al di sopra delle
parti. Abbiamo di proposito scartato ogni fonte
che potesse anche vagamente essere accusata di
partigianeria, e per tale motivo siamo stati
costretti a non includere in questo documento
centinaia di "atti di Terrorismo
israeliani" riportati nella letteratura sul
Medioriente.
Lo ribadiamo: questo lavoro non e' un atto di
accusa contro Israele fine a sé stesso, perché
se così fosse sarebbe un esercizio sterile. Esso
vuole aiutare il pubblico a rettificare quella
"narrativa" distorta che basandosi su
"due pesi due misure" condanna il
Medioriente a una violenza senza fine. Ai lettori
il giudizio.
SINTESI STORICA ESSENZIALE PER LA COMPRENSIONE
DEL DOCUMENTO.
Al declino dell'impero Ottomano, a partire
dal 1880, gruppi di ebrei europei emigrarono in
Palestina dove stabilirono alcune colonie.
Fondarono il movimento Sionista, da cui presero
il nome di sionisti.
Nel 1914, gli immigranti sionisti in Palestina
erano 85.000, gli arabi musulmani e cristiani
erano 500.000, ai quali si aggiungevano gli ebrei
cosiddetti Ottomani (già presenti da tempo in
Palestina e perfettamente integrati).
Nel 1916 le potenze europee siglarono l'accordo
di Sikes-Picot: si trattava del piano alleato per
dividere l'impero Ottomano (in disfacimento). Gli
inglesi di fatto divennero la potenza coloniale
in Palestina.
Nel 1921 cominciarono gli scontri fra arabi ed
ebrei (a Jaffa 200 morti ebrei e 120 morti
arabi).
Nel 1922 l'Inghilterra ricevette dalla Lega delle
Nazioni il Mandato per la Palestina.
I rapporti fra arabi e sionisti si deteriorano, e
nel frattempo le tensioni vengono peggiorate
dalla ulteriore ondata di immigrazione di ebrei
che fuggono dalla furia genocida di Hitler.
Cominciano le proposte inglesi di formazione di 2
Stati separati. Esse scontentano sia gli arabi
che i sionisti, e le violenze nel frattempo
aumentano. E' a questo punto che i sionisti si
organizzano in gruppi di guerriglia.
Nel 1947 gli Inglesi rinunciano al Mandato e
passano la palla all'ONU.
Nel Maggio 1948 gli Stati arabi mandano truppe in
aiuto ai palestinesi. Ma già le truppe ebraiche
avevano conquistato grandi fette di territorio
designato dall'ONU come Arabo, provocando la fuga
di 300.000 rifugiati palestinesi. Lo Stato
d'Israele viene proclamato il 14 maggio 1948. La
guerra continua, e all' inizio del 1949 Israele
vince conquistando il 73% della Palestina. I
rifugiati palestinesi sono ora 725.000.
Ai palestinesi, alla fine della guerra, rimane
Gaza e la Cisgiordania. Nel 1956, Israele attacca
l'Egitto conquistando Gaza e il Sinai, ma gli USA
li convincono a ritirasi un anno dopo.
Nel 1964 gli Stati arabi creano l'Organizzazione
per la Liberazione della Palestina (OLP).
Nel Maggio 1967 il presidente egiziano Nasser
stringe un patto di difesa con la Giordania. Ma
Israele non aspetta, e nel Giugno 1967 attacca
l'Egitto. E' la nota Guerra dei 6 Giorni. In un
baleno Israele occupa il Sinai, Gaza, la
Cisgiordania, parte del Golan siriano e
Gerusalemme Est.
Nel Novembre 1967 il Consiglio di Sicurezza
dell'ONU condanna la conquista dei territori da
parte di Israele con la risoluzione 242, che
specificamente chiede il ritiro israeliano dai
territori occupati nella Guerra dei 6 Giorni.
1973, attacco egiziano e siriano a sorpresa
contro Israele (guerra del Kippur). Israele e' in
seria difficoltà, e solo grazie a un massiccio
aiuto militare americano si riprende e
addirittura avanza nel Golan.
La base della guerriglia dell'OLP si sposta nel
Libano del sud. Nel 1978 Israele invade il sud
del Libano. Di nuovo il Consiglio di Sicurezza
dell'ONU condanna l'invasione con la risoluzione
425, e tenta di separare i belligeranti con un
contingente di caschi blu (UNIFIL).
Nel Settembre 1978 il presidente egiziano Sadat
va a Camp David negli USA, dove firma i famosi
accordi con Israele. Israele in cambio si ritira
dal Sinai. Sadat firma a Washington il 26 marzo
1979 la pace con Israele, primo Stato arabo a
farlo. Nel 1982 Israele reinvade il Libano, e
arriva fino a Beirut. Gli USA mediano nella fuga
da Beirut dell'OLP e di Arafat, ma nessuno
protegge i civili palestinesi: strage nel campo
profughi di Sabra e Chatila. Israele si ritirerà
dal Libano (esclusa una fascia al sud) nel 1985.
Dicembre 1987. Nei territori occupati il pugno di
ferro di Israele trova ora un fronte unito, e i
giovani palestinesi si lanciano nell'Intifada
(sollevazione).
Nel 1988 Arafat rinuncia ufficialmente al
Terrorismo e accetta la risoluzione 242,
implicitamente riconoscendo l'esistenza di
Israele. 1993: a Oslo si svolgono colloqui
segreti fra l'OLP e il laborista israeliano
Shimon Perez con mediazione norvegese di Joan
Jorgen Holst.
Il 9 Settembre 1993 Arafat firma la lettera di
riconoscimento dello Stato di Israele, e Israele
il 10 Settembre riconosce l'OLP come il legittimo
rappresentante dei palestinesi.
Lunedì 13 Settembre 1993 Arafat e Rabin a
Washington firmano una Dichiarazione di Principi,
che comprende il mutuo riconoscimento di Israele
e dell'OLP, il ritiro israeliano da Gaza e da
Jerico, e un non meglio specificato ritiro
israeliano da alcune aree della Cisgiordania
entro 5
anni (accordi di "Oslo"). A partire dal
1999 il premier israeliano Barak concede ad
Arafat alcuni territori in più, e a metà del
2000 l'Autorità Palestinese si trova a
controllare il 40% della Cisgiordania e il 65% di
Gaza. Ma stiamo parlando di pezzetti di
territorio palestinese scollegati e interamente
circondati da insediamenti ebraici, e controllati
giorno e notte da cordoni di militari israeliani.
Nel luglio del 2000 il presidente americano
Clinton convince Arafat e il premier israeliano
Barak ad andare a Camp David (USA) per
finalizzare gli accordi di Oslo. L'incontro
naufraga in un nulla di fatto.
28 Settembre 2000. Ariel Sharon, leader
dell'opposizione israeliana, sfila a piedi presso
la moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, che è uno
dei luoghi più sacri della religione musulmana.
Questo viene visto come un oltraggio
imperdonabile, e i palestinesi si lanciano nella
seconda Intifada. Nel febbraio 2001 il laborista
Barak perde le elezioni e diviene premier Ariel
Sharon del partito Likud.
IL TERRORISMO SIONISTA:
La prima fase dal 1942 al 1947, prima della
nascita dello Stato di Israele.
* I testi virgolettati sono traduzioni di
documenti originali. Le spiegazioni del redattore
sono in corsivo.
1942.
"Durante gli anni della Seconda Guerra
Mondiale anche la comunità sionista (in
Palestina) adottò metodi violenti di lotta.
L'uso del Terrorismo da parte loro e' descritto
in un documento ufficiale del governo britannico
di allora": 'Nel 1942 un piccolo gruppo di
estremisti sionisti, guidati da Abraham Stern, si
fece notare per una serie di omicidi e di rapine
politicamente motivati" (1)
***
1944.
"Il Ministro inglese per il Medioriente,
Lord Moyne, viene assassinato da due membri del
gruppo Stern, al Cairo. Sempre nello stesso anno
il gruppo fuorilegge sionista Irgun Tzeva'i Leumi
distrugge numerose proprietà del governo
britannico. Le azioni terroristiche dei gruppi
Stern e Irgun sono state condannate dallo stesso
portavoce della Comunità Ebraica". (1)
***
1946.
"Il 22/7/1946, la campagna condotta delle
organizzazioni terroristiche (sioniste) raggiunse
nuovi livelli, con una esplosione che distrusse
un'ala dell'hotel King David di Gerusalemme, che
conteneva gli uffici della Segreteria del governo
e il quartier generale britannico, uccidendo
86
impiegati, arabi ebrei e inglesi, e 5
passanti". (1)
***
1946.
"Altre attività terroristiche (sioniste)
includono: il rapimento di un giudice inglese e
di alcuni ufficiali, e l'attentato dinamitardo a
un Club di Ufficiali inglesi a Gerusalemme con
grave perdita di vite umane". (1)
***
"Menachem Begin (futuro premier israeliano)
fu definito dagli inglesi un "leader
terrorista" per aver fatto esplodere l'hotel
King David a Gerusalemme, che a quel tempo venne
considerato uno dei peggiori atti terroristici
del secolo." (1bis)
***
Un altro documento ufficiale britannico del 1946
dichiara:
"Il Governo di Sua Maestà britannica e'
arrivato alle seguenti conclusioni: che il gruppo
(sionista) Haganah e il suo associato Palmach
lavorano sotto il controllo politico dei membri
della Agenzia Ebraica; e che essi sono
responsabili di sabotaggi e di violenze..."
(2)
***
"Questa campagna terroristica contro gli
arabi palestinesi e contro gli inglesi raggiunse
tali proporzioni che Churchill, un forte
sostenitore dei sionisti e a quel tempo Primo
Ministro inglese, dichiarò alla Camera dei
Comuni: "Se i nostri sogni per il sionismo
devono finire nel fumo delle pistole degli
assassini e se i nostri sforzi per il futuro del
sionismo devono produrre un nuovo gruppo di
delinquenti degni della Germania nazista, molti
come me dovranno riconsiderare le posizioni
tenute così a lungo". (3)
ALCUNI COMMENTI STORICI SU QUESTO PERIODO.
"Il grande umanista sionista Ahad Ha'am
lanciò un allarme contro la violazione dei
diritti dei palestinesi (da parte dei sionisti):
'E cosa sta facendo la nostra gente in Palestina?
Erano servi nelle terre della Diaspora e
d'improvviso si trovano con una libertà senza
limiti, e questo cambiamento ha risvegliato in
loro un'inclinazione al despotismo. Essi trattano
gli arabi con ostilità e crudeltà, gli negano i
diritti, li offendono senza motivo, e persino si
vantano di questi atti. E nessuno fra di noi si
oppone a queste tendenze ignobili e
pericolose" (4)
***
Dichiarazione di Lord Sydenham alla Camera dei
Lord di Londra sul Mandato britannico in
Palestina (1922):
"Il danno prodotto dall'aver riversato una
popolazione aliena (i sionisti immigrati in
Palestina) su una terra araba forse non si
riparerà mai più...Ciò che abbiamo fatto,
facendo concessioni non agli ebrei ma ad un
gruppo di estremisti sionisti, è stato di aprire
una ferita in Medioriente, e nessuno può predire
quanto essa si allargherà". (5)
***
Dichiarazione della Commissione Shaw del governo
inglese, a proposito delle violenze fra arabi e
sionisti nel 1929:
"...prima della Grande Guerra (1915-18) gli
arabi e gli ebrei vivevano fianco a fianco, se
non in amicizia, almeno con tolleranza... negli
80 anni precedenti (alla Grande Guerra) non ci
sono memorie di scontri violenti (come quelli
iniziati nel 1920)." (6)
***
"L'espansione territoriale (sionista)
attraverso l'uso della forza produsse un grande
esodo di rifugiati (palestinesi) dalle zone degli
scontri. I palestinesi sostengono che questa era
un politica precisa che mirava all'espulsione
degli arabi per far posto agli immigrati
(sionisti) e citano, fra le altre, le
dichiarazioni del leader sionista Theodor
Herzl":
"Tenteremo di sospingere la popolazione
(palestinese) in miseria oltre le frontiere
procurandogli impieghi nelle nazioni di transito,
mentre gli negheremo qualsiasi lavoro sulla
nostra terra... Sia il processo di espropriazione
che l'espulsione dei poveri (palestinesi) devono
essere condotti con discrezione e con
attenzione..." (7)
***
Da un documento delle Nazioni Unite:
"La comunità ebraica della Palestina ancora
si rifiuta pubblicamente di aiutare
l'Amministrazione (ONU) a reprimere il Terrorismo
(sionista), e cita come ragione il fatto che le
politiche dell'Amministrazione sarebbero
contrarie agli interessi ebraici." (8)
IL TERRORISMO SIONISTA-ISRAELIANO:
La seconda fase, dal 1947 al 1977, attraverso
la nascita dello Stato di Israele.
"Uno dei più scabrosi atti di Terrorismo
(sionista) contro la popolazione civile
(palestinese) si registra, secondo fonti
palestinesi ma anche secondo altre fonti,
nell'aprile 1948 a Deir Yassin, un villaggio
palestinese vicino a Gerusalemme. Un ex
governatore militare israeliano di Gerusalemme
scrive in proposito":
"Il 9 aprile abbiamo subito una sconfitta
morale, quando le due gang Stern ed Etzel
(sionisti) lanciarono un attacco immotivato
contro il villaggio di Deir Yassin... Si trattava
di un villaggio pacifico, che non aveva aiutato
le truppe arabe di oltre frontiera e che non
aveva mai attaccato le zone ebraiche. Le gang
(sioniste) lo avevano scelto solo per ragioni
politiche. Si e' trattato di un atto di puro
Terrorismo... Alle donne e ai bambini non fu dato
tempo di fuggire... e molti di loro furono fra le
254 vittime assassinate, secondo l'Alto Comitato
Arabo... Quell'evento fu un disastro in tutti i
sensi... (le gang) si guadagnarono la condanna
della maggioranza degli ebrei di
Gerusalemme". (9)
***
Alcuni leader sionisti negarono la strage di Deir
Yassin, ma anche nella negazione ammisero
esplicitamente di aver usato l'arma del
Terrorismo psicologico, che non e' meno letale.
Scrisse Menachem Begin (futuro premier di
Israele):
"Il panico travolse gli arabi nella Terra di
Israele e iniziarono a fuggire in preda al
terrore. Non ciò che accadde a Deir Yassin, ma
ciò che fu inventato su Deir Yassin ci aiutò a
vincere...in particolare nella conquista di
Haifa, dove le forze ebraiche avanzarono come un
coltello nel burro mentre gli arabi fuggivano nel
panico gridando 'Deir Yassin!'." (10)
***
Menachem Begin fu però ritenuto uno dei
responsabili della strage di Deir Yassin:
"Il 9 aprile un'atrocità di enormi
proporzioni fu perpetrata a Deir Yassin... furono
massacrate 254 persone da membri della gang di
Menachem Begin. Alcuni uomini del villaggio
furono trascinati attraverso Gerusalemme prima di
essere uccisi." (11)
***
"Quante atrocità furono commesse (dai
sionisti) forse non si saprà mai, ma furono
sufficienti a spingere l'allora Ministro
israeliano dell'agricoltura, Aharon Cizling, ad
affermare: 'Adesso anche gli ebrei si sono
comportati come nazisti e tutta la mia anima ne
è scossa...Ovviamente dobbiamo nascondere al
pubblico questi fatti...Ma devono essere
indagati". (12)
***
1948. "Folke Bernadotte fu nominato
mediatore (in Palestina) dall'Assemblea Generale
dell'ONU...ma prima che l'ONU potesse considerare
le sue osservazioni fu assassinato dalla gang
(sionista) Stern, una delle tante organizzazioni
terroristiche le cui azioni erano diventate più
spudorate dalla fine del Mandato (britannico). Il
rapporto delle Nazioni Unite sull'assassinio
disse che il governo provvisorio di Israele
doveva assumersi la piena responsabilità di
queste uccisioni... Il Consiglio di Sicurezza
dell'ONU chiese al governo di Israele di indagare
e di presentare un rapporto, ma nessun rapporto
fu mai presentato...Gli assassini di Bernadotte
vestivano uniformi dell'esercito
israeliano." (12 bis)
***
Dalla proclamazione dello Stato di Israele
(14/05/1948) e durante il trentennio successivo
il Terrorismo israeliano nei territori occupati
si esprime in una miriade di atti criminosi, in
particolare rivolti alla popolazione palestinese
dei territori occupati, al punto da richiedere
nel 1977 l'intervento ufficiale e indignato
dell'ONU con una risoluzione di condanna che
parla chiaro: "L'Assemblea Generale ha
ripetutamente votato risoluzioni che criticano le
azioni di Israele nei territori occupati. La
risoluzione votata nel 1977, che riflette i toni
di quelle precedenti, dichiara che
l'Assemblea": 'Condanna le seguenti
politiche e pratiche israeliane: a)... b)... c)
L'evacuazione, deportazione, espulsione, e
trasferimento degli abitanti arabi dei territori
occupati e la negazione del loro diritto di
ritorno
- d) L'espropriazione e confisca delle proprietà
arabe nei territori occupati
- e) La distruzione e demolizione delle case
(arabe) - f) Gli arresti di massa e i
maltrattamenti della popolazione araba
- g) I maltrattamenti e le torture dei detenuti
(arabi)...''(La Commissione dell'ONU per i
Diritti Umani) deplora ancora una volta le
continue violazioni da parte di Israele delle
norme della legalità internazionale nei
territori arabi occupati... in particolare le
gravi violazioni di Israele della Convenzione di
Ginevra per la Protezione dei Civili in stato di
guerra, che sono considerate crimini di guerra e
un affronto all'umanità.' (13) >>>Vedi
seconda parte
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