I sei leoni della facciata superiore

A custodia delle cattedrali spesso vi sono i leoni, che di solito si trovano ai lati dell'ingresso (vedi Altamura, Bari, Conversano, Bitetto ecc.); ciò deriva dal fatto che nel medioevo si credeva che i leoni dormissero con gli occhi aperti (vedi "Il Fisiologo" pag. 40).

1- Leonessa di sinistra con cucciolo

2- Leonessa di destra con cucciolo

 

Nella Cattedrale di Troia vi sono due coppie simmetriche di leoni, posti al disopra del marcapiano della facciata.

I due leoni posti in basso sono femmine e tra le zampe trattengono un cucciolo. Nel testo protocristiano Physiologus si narra che, "quando la leonessa mette al mondo un piccolo, lo partorisce morto e lo veglia finché il terzo giorno non viene il padre a soffiargli sul muso e lo desta": è chiara quindi l'allusione alla Resurrezione di Gesù il terzo giorno dalla sepoltura. A sua volta lo Pseudo Epifanio, che commenta il Physiologus, dice: "Quando il leone venne, cioè la Parola vivente, alitò lo Spirito Santo su di loro (gli increduli pagani) e li richiamò alla vita".

Ciò si vede più chiaramente nel leone della Cattedrale di Bitetto (vedi figura 2bis), nell'atto di alitare sul piccolo.

2bis- Leone che alita sul piccolo

3- Leone con testa taurina (a sinistra)

4- Leone con testa umana (a destra)

 

I due leoni posti più in alto trattengono tra le zampe rispettivamente una testa di toro senza corna ed un volto umano. (Cristo sostiene l'apostolo e l'umanità).

Un quinto leone, cavalcato da una figura umana, fa da chiave di volta all'archivolto del rosone. Questo gruppo, simbolo di forza divina, si erge fra animali immondi, peccatori e simboli del male, riecheggiando il Salmo 55, 19 e 23:

"Mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: sono tanti i miei avversari...

Getta sul Signore il tuo affanno ed Egli ti darà sostegno, mai permetterà che il giusto vacilli"

5- Leone cavalcato (archivolto del rosone)

6- Leone sul timpano della facciata

 

Ancora più in alto, al culmine della facciata, un uomo alato cavalca un sesto leone: chi si distacca dalle passioni e dal peccato, col sostegno di Cristo mette le ali della sapienza per volare verso la luce di Dio.

Questo leone ha fra le zampe una grossa conchiglia.

Nel Physiologus troviamo uno strano racconto: " C'è una conchiglia nel mare che porta il nome di conchiglia purpurea. Essa emerge dal fondo del mare, apre la sua bocca e beve la rugiada del cielo e il raggio del sole, della luna e delle stelle, e per mezzo di quelle luci superiori porta a compimento la perla: le due valve della conchiglia rappresentano l'Antico ed il Nuovo Testamento, mentre la perla rappresenta il nostro Salvatore Gesù Cristo (il risorto Sole pasquale)".

La perla, per la sua forma sferica richiama l'idea della perfezione; inoltre, essendo nascosta in una conchiglia, è il simbolo della conoscenza celata, intesa dal Cristianesimo come la dottrina di Cristo che resta inaccessibile ai pagani.

Sulla sommità della facciata vi sono cinque sfere (perle): secondo l'Apocalisse di San Giovanni le porte della Gerusalemme Celeste sarebbero fatte di perle e le corone di perle sarebbero il modo tipico per esprimere simbolicamente la molteplicità dei poteri di Dio (vedi Ap.21,10-11 e 21,21)

"L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo...la città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte...e le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta formata da una sola perla".

 Guardando meglio e complessivamente i sei leoni della facciata, la loro disposizione e diversità l'uno dall'altro, sono giunto alla conclusione che il tutto indichi un percorso iniziatico, dal basso verso l'alto:

7- Il rosone e i sei leoni

 

 

Fig. 1-2 : i leoni raccolgono e proteggono i cuccioli (noi fedeli)

Fig. 3-4-7 : col sostegno dei quattro vangeli (le tre colonne bianche sono il simbolo dei tre Vangeli sinottici, la quarta colonna, di rosso granito è il Vangelo di San Giovanni) l'uomo sale più in alto, sempre protetto dai leoni

Fig. 5 : dopo aver vinto le tentazioni, i peccati, simboleggiati dalle mostruosità dell'archivolto del rosone, di cui parleremo, l'uomo riesce ad arrivare in cima: più che cavalcare il leone, lo domina, gli trattiene le zampe anteriori e guarda fiero, dritto innanzi a sé

Fig. 6 : l'uomo, giunto in cima, ha messo le ali della sapienza e può volare verso il paradiso, sostenuto dal sesto leone.

Questi sei leoni quindi rappresentano Cristo, sia pure in atteggiamenti diversi. L'origine di questa simbologia dobbiamo cercarla ancora nella Bibbia. Giacobbe raduna a sé i propri figli per annunziare loro ciò che accadrà nei tempi futuri: quando chiama Giuda, ecco cosa dice (Genesi, 49,9-12):

"Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla nuca dei nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre. Un giovane leone è Giuda; dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi oserà farlo alzare? Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli. Egli lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio della sua asina, lava nel vino la veste e nel sangue dell'uva il manto; lucidi ha gli occhi per il vino e bianchi i denti come il latte."

Luca e Matteo, riportano la genealogia di Gesù in modo diverso, ma entrambi annoverano Giuda, figlio di Giacobbe, tra i progenitori di Gesù (vedi Lc 3,23-38 e Mt 1,1-17).

Infine Giovanni, nell'Apocalisse, fa dire ad un vegliardo (Ap 5,5) :

"Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli".

 

 

Torna indietro