Una pagina molto ricca, quella dei racconti del n°6 di Continuum: quattro racconti di cui tre piuttosto lunghi (escluso cioè quello di Vittorio Catani).
Il primo racconto, quello di Ivo Torello (sempre più colonna portante della nostra rivista) è una storia cruda, scritta appositamente per i lettori di Continuum, che ha meritato una segnalazione al premio Omelas per i racconti di fantascienza sui diritti umani. Siamo grati ad Ivo per aver scritto questa bella storia proprio per la nostra rivista.
Il secondo racconto è un altro esempio dell'hard science fiction del solito Alessandro Vietti, anch'egli divenuto (suscitando la gioia del resto della redazione) un collaboratore assiduo della nostra fanzine ed arrivato con l'opera pubblicata in questo numero finalista al III premio Cristalli Sognanti, grazie alla trama intricata, misteriosa e coinvolgente.
Avete presente "Input", del n°4? Bene, il Gianni Sarti che potete leggere ora è completamente diverso, quasi diametralmente opposo: tanto ritmo, humor e avventura in una storia dai connotati vagamente satirici sul mondo dell'informatica e dell'informazione. Un racconto lungo e molto divertente, da ricordare con piacere.
Ultimo racconto quello di Vittorio Catani, come già detto il più corto dei quattro, misterioso ed inquietante. Vittorio ritorna sulla pagine di Continuum sia come scrittore che come collaboratore all'inchiesta dopo un'assenza che si protraeva dal n°3, quando fu pubblicato il suo "Il mattino color sogno". Un ritorno atteso che credo farà piacere ai lettori quanto ne ha fatto alla redazione.
Beh, di roba ce n'è, ora sta solo a voi: buona lettura!

Teardope (L'ultima lacrima della speranza) di Ivo Torello

La fine della conoscenza di Alessandro Vietti

Non sparate sul pianista di Gianni Sarti

Deserto azzurro di Vittorio Catani