Un anno di Continuum





Fabio Calabrese (estratto dal saggio Fantascienza e fantastico a Trieste presente in questo numero):

La conclusione dell'anno è come sempre tempo di bilanci, ed un piccolo bilancio va certamente fatto anche per la nostra Continuum la cui presenza e la cui attività vanno di certo inserite in questo rilancio della fantascienza triestina. Delle salgariane meraviglie del duemila, ora che questa fatidica data è ormai trascorsa, si può dire che qualcuna si è tradotta in realtà, altre non si sono viste; in compenso se ne sono viste altre a cui Salgari non aveva pensato, e non vorrei sembrare presuntuoso, ma sarei incline a contare Continuum come una piccola meraviglia dell'anno 2000. Innanzi tutto, cosa meno facile di quel che può sembrare a prima vista data la mole di lavoro che comporta, l'impegno della scadenza trimestrale, i quattro numeri all'anno sono stati puntualmente mantenuti. Nell'arco di questi quattro numeri ha visto aumentare progressivamente il numero e la qualità dei propri collaboratori che costituiscono oggi un piccolo gotha della fantascienza italiana, e tra i quali ricorrono nomi come Vittorio Catani, Alberto Cola, Gianni Sarti, Luca Masali, Alessandro Vietti, Ivo Torello, Antonio Piras, e nel contempo ha visto aumentare costantemente il numero degli accessi, ed è oggi una presenza importante nella fantascienza italiana, la cui pubblicazione è puntualmente seguita e segnalata da testate come Il corriere della fantascienza e Delos.
Il nuovo anno, il nuovo secolo, il nuovo millennio che si aprono sono certo densi d'incognite e d'interrogativi, ma almeno per quanto riguarda il nostro piccolo settore, possiamo guardare al futuro con fiducia.




Roberto Furlani: È giunto anche per noi il tempo dei bilanci, ad un anno esatto (anzi no, questa volta Continuum è uscito un po' in ritardo, e chiediamo davvero scusa) dall'uscita del primo numero della nostra rivista. In poche parole è il primo compleanno di Continuum, e se le cose vanno come sono andate sinora non ci resta che ben sperare.
Cominciamo con un po' di dati oggettivi: in un anno abbiamo pubblicato quindici racconti, solitamente quattro per numero (il terzo ed il presente costituiscono delle eccezioni, visto che contengono ciascuno un racconto in meno), quasi esclusivamente italiani (l'unico caso di racconto straniero è il divertente "Un piatto delizioso" di Laurent Gravel) e la pagina di saggistica è cresciuta notevolmente, acquisendo una dimensione propria e di un'importanza paragonabile a quella della narrativa. Diverse sono state le occasioni in cui sono stati inseriti degli speciali (come l'inchiesta e gli omaggi ai celebri personaggi della fs scomparsi di recente), ed è nostra intenzione continuare ad aggiungere altre rubriche nuove e sempre più interessanti... ma questo lo scoprirete da voi.
E ora continuiamo con dei dati meno oggettivi, più impalpabili ma che acquisiscono un'importanza rilevantissima per la bontà di una fanzine, e quello fondamentale è la coesione del gruppo. Figuratevi, questo Continuum è uscito on-line con del ritardo, senz'altro per colpa del curatore (è inutile che faccia il finto tonto, il furbacchione) ma nessuno ha storto il naso... qualcuno gli ha chiesto delle spiegazioni, ma la cosa è finita là. Un caso particolare, e meritevole di un'attenzione del tutto particolare, è quello di Ivo, che ha aspettato per un tempo lunghissimo la mia risposta sul saggio che riguarda Cronenberg... ma dopotutto lo sappiamo bene che Ivo ha un cuore d'oro!
Altra elemento da sottolineare è la poliedricità dei nostri autori: basta che pensiate a Fabio Calabrese che ha ricoperto i ruoli di scrittore, saggista, recensore, ricercatore d'immagini e tutto ciò che era possibile, oppure a Gianni Sarti che ha fatto più o meno la stessa cosa (manca un saggio firmato Gianni Sarti, questo è vero, ma l'ottimo Gianni è stato uno dei più produttivi dei nostri), o ancora al sottoscritto (ho cercato di fare un po' tutto quello che potevo, e spero di non avervi annoiati troppo!). Un altra delle cose di cui possiamo andare fieri è il fatto di essere una delle poche riviste di fantascienza amatoriale con un vero e proprio agente, l'attivissimo Andrea Carta, che ci ha procurato contatti e racconti in buona quantità (e pensare che ha appena iniziato a sgobbare per Continuum. Chissà se si rende conto di ciò che lo aspetta!)
Siamo giunti al Crocevia dei Quando (come direbbe Ellison), e in ottime condizioni anche, quindi abbiamo il diritto di presumere che il futuro sarà davvero buono. L'unico rammarico è che nel corso di quest'anno sono scomparsi tanti personaggi famosi della fantascienza, come Karel Thole, Alec Guinnes, Sandro Sandrelli ed ora anche Gordon Dickson, famoso autore dell'altrettanto famoso Ciclo dei Dorsai. Un personaggio la cui morte meriterebbe di certo una rubrica a parte, un "Omaggio a Gordon Dickson", cosa che non possiamo fare in questo numero spedito sulla linea in extremis. Spero di poterlo fare nel prossimo numero.
Per ora sorridiamo: Continuum ha un anno, ed intende andare avanti ancora a lungo.