Offrire ai lettori un numero sul tema del patriottismo, che in qualche modo tocca la politica, richiede la particolare cura di fornire alle parti uno spazio approssimativamente uguale, ed è quello che abbiamo tentato di fare (al nostro meglio) presentando due racconti patriottici e due anti-patriottici, in una sorta di dibattito, "botta e risposta" acuto ed argomentato.
Ad aprire l'ideale discussione è Donato Altomare, già apparso due volte su Continuum e deciso a colpire i lettori con un racconto ucronico aspro e credibile, in cui un gruppo di uomini subisce con grande dignità le umiliazioni riservate al loro popolo dagli oppressori, per poi reagire con enorme eroismo quando si presenta l'occasione.
Gli risponde Vittorio Catani, vero e proprio recordman di presenze nella sezione narrativa della nostra rivista, che ha anticipato con il racconto qui proposto i movimenti no-global, quando ancora esisteva l'URSS ma non il "popolo di Seattle" (1978). Vittorio si chiede se in un mondo in cui milioni di persone muoiono di fame mentre esiste una minoranza ricca e sprecona abbiano senso i confini nazionali, domanda per la quale il nostro autore ha una risposta ben precisa che traspare in tutto il racconto ed è ribadita in un piccolo commento in calce alla storia.
Ma Fabio Calabrese non ci sta a subire la tentacolare aggressione dei popoli stranieri ed immagina una lotta ideologica e culturale perpetua sotto l'occhio spietato del "padrone del cielo", che si risolverà solamente grazie all'ingegno d'un uomo, ideale rappresentante di una stirpe nobile per quanto ingiustamente emarginata per troppo tempo.
Tuttavia, emarginazione o no, non vale la pena spendere un'unica preziosa vita umana per un ideale, specie se così astratto ed inafferrabile come il concetto di patria: è questo il pensiero del protagonista del racconto di Roberto Furlani, che ritorna con il presente lavoro alla space opera (genere particolarmente amato dall'autore) dopo due anni (il racconto qui pubblicato fu scritto nel 2000). Tra l'altro è la sua prima space opera pubblicata su Continuum, nonché l'unica avventura spaziale (ambientata in un Sistema Solare in declino) di questo numero.
Una curiosità: oltre ad essere due patriottici e due anti-patriottici, i racconti sono due opere di autori baresi e due opere di autori triestini. Più parcondicio di così...

Centro ristrutturazione temporale di Donato Altomare

Davanti al Palazzo di Vetro di Vittorio Catani

Skymaster di Fabio Calabrese

L'Ottavo Gerarca (ovvero Alcuni scorci del Medioevo Solare) di Roberto Furlani