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80.000 PERSONE PER I LEONI DI HIGHBURY- SERVE UNA ROMA DA TESTACCIO (18 marzo 2003)
Può sembrare strano,ritrovarsi dopo una sconfitta come quella di Perugia, e parlare di una squadra che è praticamente un'altra. La Roma contro i lancieri deve essere un'altra, deve essere quella di Londra, in quella partita che ha dimostrato quale debba essere l'atteggiamento di questa squadra naufraga e in balia delle onde. Deve essere una Roma da Testaccio, quella che ha fatto rivivere un mito di quasi 70 anni fa, i leoni di Higbury li chiamavano, e Ferraris era l'esponente di questa romanitas testaccina. Si dovrà fare a meno di 2 cardini come Totti e Samuel, ma la Roma di Valencia e Highbury può vincere sempre contro chiunque.
A rimango sorpreso in maniera sconcertante dalle idee di Capello. Alla vigilia della partita più importante della stagione,con alcuni giocatori acciaccati, qualunque persona dotata del lume della ragione userebbe con parsimonia i giocatori fondamentali. In sostanza,non si capisce per quale assurdo motivo siano stati schierati Panucci, Emerson, Montella, Cafu. Tra il primo e l'ultimo uno avrebbe dovuto per forza giocare,e l'altro sarebbe stato sostituito dal valido Sartor oppure tutti e 2 in panca ed in campo anche Fuser,che se prende 4 miliardi annui un motivo ci sarà. Sembra che Capello in certe occasioni non sappia valutare le priorità, oppure voglia ostentare ed esibire certi suoi atteggiamenti. Sembra voglia ostentare la mentalità vincente: faccio giocare tutti per dimostrarvi che la partita di Perugia vale come quella con l'Ajax. E di nuovo qui si trova un parallelo con Zeman: questi onanismi mentali erano tipici del boemo. Zeman e Capello non sono 2 concezioni contrapposte: sono le 2 modalità di uno stesso concetto,e per questo hanno punti in contatto insospettabili.
Certo dopo Roma-Ajax non ci saranno più incertezze: nessuna prolungata agonia,come dopo i pareggi del Derby e di Londra. Dentro o fuori: servirà l'aiuto dei Gunners, ed è un aiuto in cui credo molto. Mi preoccupa di più la Roma...Si spera in Cassano,l'unico in grado di portare la vittoria dalla nostra parte. Il più grande calciatore europeo under 21. Non uno qualsiasi,un potenziale campionissimo,uno di quelli da mettere paura. Ce lo vogliono rovinare,non lo scordate mai: Cassano va aiutato e mai contestato. Tra noi e loro, ha scelto noi: come minimo merita affetto a prescindere.
E allora parliamo di questo calciomercato. Capello i 4 campioni se li deve scordare. Sarebbe uno straordinario risultato se la Roma riuscisse ad acquistare Appiah,Ibrahimovic,Legrottaglie e Dacourt senza vendere neppure un pezzo grosso. Nel bilancio semestrale della società è emerso un passivo da brividi,circa 60 milioni di euro. E ci venite a parlare di campioni? L'obiettivo della Roma è quello di non vendere i suoi campioni e circondarli di giovani già esperti ma ancora non del tutto esplosi. Altro che campioni,il futuro delle società è puntare sui giovani. Sarebbe negletto non accorgersene. Però questo è un discorso che non riguarda il tifoso: dobbiamo riempire l'Olimpico e far sentire agli olandesi che a Roma fa caldo. 80.000 LUPI SUGLI SPALTI, 11 LEONI IN CAMPO, UNA SOLA PREDA: LA VITTORIA!

IMMENSAMENTE ALBERTO (28 febbraio 2003)
Albertò, la voi sapè na cosa? sei er solito paraculo! hai fiutato un po' l'aria e te sei detto "me sa che è mejo annà a trovà er Creatore". Eh si, sono tempi magri per i romani, veramente brutti tempi. La puzza di razzismo si sente forte. E allora Albertò, hai fatto bene. Così quanno sarà er momento loro, je dirai "puro i fenomeni locali vanno in Paradiso...". Albertò, lo sai che t'avemo voluto bene pe quello che eri. In fondo dei firm tua nun ce ne fregava niente,ce piacevi perché eri Alberto Sordi. Bravo Albertò, i grandi attori si riconoscono anche per il tempismo. E c'hai avuto proprio un bel tempismo comico, Albertò: c'hai fatto piagne pe facce ride. Grazie
Nel frattempo la tua,la nostra Roma è andata a trionfare su di un campo inviolabile. Siamo sempre lì: questa stagione è stata falsata in maniera impressionante. Appena la squadra ritrova stimoli,coesione e grinta non ce n'è per nessuno. E adesso sotto coi londinesi: in fondo sono loro a dover aver paura. Noi siamo stati eliminati già...
Il Mestalla in piedi,esce Totti. Certe volte quasi mi commuove il fatto che giochi per la Roma. Pensatelo nel Man Utd o nel Real. Quando smetterà la Roma dovrà ridare molto a Totti: lo vedo presidente onorario.Ovviamente tra 10-12 anni...
Si parlava di questa sensazione sgradevole di anti-romanità. Sembra che il romano sia diventato un individuo spregevole,dal Nord al Sud. Ormai il concetto del terrone sembra arcaico, il riflusso nordico di stampo nazi-settario si è concentrato verso Roma. Le televisioni vanno al Nord, il potere va al Nord, i soldi vanno al Nord. Non credo sia un fenomeno da sottovalutare. Anzi è un vomito razzista che prima o poi dovrà esplodere.
Avrei voluto celebrare la vittoria della Roma, però la morte di Albertone ha tolto ogni possibilità di enfasi. Di quella partita si può dire solo: non erano 11 in campo,erano milioni che volevano vincere per Alberto.E basta.
Purtroppo dopo gli incidenti di Torino se ne sono sentite di tutti i colori. Semplicemente il calcio sta proseguendo lungo una linea retta di autodistruzione. Dopo essersi estinto come entità spirituale e sentimentale (il calcio di Pasolini, il calcio sacrale), ora sta puntando dritto alla sua distruzione economica. Continuo a sostenere che ci sia da augurarsi che tutto ciò succeda. La violenza non è un frutto dei presidenti. In Italia sembra ci sia un clima molto cupo,oppressivo, repressivo come mai prima. Sembra l'Italia come la vogliono loro. L'Italia dei Berlusconi.
Un altro grande lutto, passato sottotraccia per la contemporaneità alla morte di Alberto, ha colpito Roma. E' morto Alvaro Amici, che tanto ci allietava con i suoi stornelli. E adesso quando sentiremo "lo vedi ecco Marino,la sagra c'è dell'uva..." ci verranno i lucciconi. Avete fatto bene. E' il momento migliore per i migliori. Prima che sia troppo tardi. Prima di essere ricoperti da insulti. Roma si inchina. Grazie di essere stati romani.

VIA TUTTI,VIA NESSUNO (22 febbraio 2003)
E' bastato un cross sballato di Carew e la Roma è fuori (quasi) dall'Europa. Eppure non era sembrata niente male. Forse bisognerebbe capire meriti e colpe: forse sono stati bravi i rincalzi a mettercela tutta,dimostrando che non sono delle pippe, oppure il Valencia è una squadra modesta,e allora a Valencia si deve andare con grinta e cuore per vincere una partita non impossibile. Se ne sentono di tutte i colori, però non va giù sentire che Capello vince solo con i grandi giocatori e che questa era una Roma modesta. Non ci prendiamo in giro, perché questa era una delle squadre più forti di sempre (uno come Guardiola faceva la tribuna...).
Rimane il nodo cruciale della prossima stagione: si investirà ancora oppure ci sarà ridimensionamento? Da una premessa di base si deve partire: l'A.S.Roma non è una società economicamente florida, come non lo sono tutte le società del calcio italiano. Quindi prima si devono assestare i bilanci, poi tutto il resto. A chi dice che queste sono cose che non interessano il tifoso, rispondo: così dicevano i tifosi della fu Fiorentina. Siccome all'epoca dello sbarco in borsa noi tifosi non fummo in grado di opporci e di accorgerci che era un evento che stravolgeva l'essenza del calcio, adesso dobbiamo essere attenti anche a queste cose. Sinceramente mi preoccupa la capacità di Capello nello gestire i giovani. Perché a questo punto bisogna sperare che la società punti sui giovani, che abbiano determinate caratteristiche(Ibrahimovic è un giovane, Mexes è un giovane, Appiah è un giovane, ma sarebbero titolari ovunque). Il futuro della Roma è essere competitivi in campionato, in grado di ottenere tranquillamente ogni anno il quarto posto e quindi disputare ogni anno la C.League con un gruppo di giovani, che magari maturando potrebbero poi portare prestigiosi risultati. Certo se poi bisogna sentir parlare di Dainelli, allora si dica chiaramente che la società punta ad un totale ridimensionamento perché la situazione del bilancio è pericolosa. E Sensi non riprenda il solito gioco delle promesse mai mantenute: è pericoloso. Sensi è il presidente dello scudetto e delle battaglie contro il palazzo, ma il suo credito non è illimitato. Lo può mantenere costante solo con la sincerità e la franchezza.
Il problema Capello è abbastanza intricato, ma credo che la soluzione sia negli spogliatoi. A me sembra che questa squadra sia logora di Capello, come lo fu la vecchia guardia del Milan. Sensi senta i giocatori e valuti di conseguenza. Anche se tecnici disponibili non ce ne sono: l'unico che cambierei volentieri con Capello è Claudio Ranieri, ma sembra abbastanza ancorato al Chelsea. Non credo che Cosmi sia pronto, se verrà Del Neri organizzeremo un comitato di resistenza, Mazzone sarebbe un simpatico ritorno ma non mi sembra il caso...Ecco perché sostanzialmente Capello non se può andare.
Mentre la magistratura prova a comprendere meglio la storia dell'ultimo decennio di calcio, una squadra chiede un rinvio che fa vomitare. Meno male che in Europa non contano niente, che goduria vedere Moggi ingoiare i propri intrugli...E allora noi cosa avremmo dovuto fare??? A proposito: le riserve della Roma non sono pippe come dicono in giro. Guigou è nazionale uruguaiano, Cufrè ha vinto parecchio con le giovanili argentine, Dellas è come lo avevamo visto al PERUGIA,  Lima fino a 5 minuti fa era Duracell.
Quando tutti i protagonisti avranno smesso e la vicenda si sarà persa nel tempo, Capello dovrà venire a spiegarci perché la stagione 2002-2003 andò così male e dovrà chiederci scusa. Se esisterà ancora un qualcosa tale da essere chiamato gioco del calcio...
Adesso la stagione della Roma deve essere come un ritiro per la prossima annata: De Rossi deve giocare di più, così Cassano, idem Dellas. Cafu si deve accomodare in panchina, se non rinnoverà (forse mi devo ricredere, questo Cafu sembra di nuovo in forma. Un Mancini qualsiasi vale un Cafu ultratrentenne?). Sperimentiamo nuovi moduli, si riorganizzi decentemente la struttura societaria.
Come al solito emerge una riflessione: ma quale ciclo, lo scudetto della Roma è stato un episodio ben riuscito. Speriamo che si sveglino...

PASSIAMO DALLA CASSA... (16 febbraio 2003)
Effettivamente pensare di poter passare il turno in Champions è un'utopia, soprattutto dopo aver visto uno squallido pareggio con il Brescia. Però leggere che ci sono ancora biglietti per la Sud suscita uno strano senso di vergogna. In fondo anche passare il turno sarebbe inutile, servirebbe solo ad alimentare illusioni. O qualcuno di voi crede che questa squadra possa vincere la coppa?
Però intanto proviamoci, facciamo vedere che questa stagione è stata balorda per motivi esterni. Facciamo vedere che noi ci siamo, che non ci stiamo arrendendo. Perché uno stadio semivuoto significherebbe questo.
Nel frattempo da Guarinello c'è via vai...
Allora martedì tutti allo stadio, con il petto in fuori, con le corde vocali tese come le corde di violino. Perché se ci arrendiamo ora, per il calcio sarà dura sopravvivere. Non è titanismo, bensì presa di coscienza: la Roma è l'ultimo baluardo di un certo modo di vedere il calcio, l'ultima difesa dal calcio controllato, l'ultima resistenza contro il calcio degli arroganti. I tifosi diventano automaticamente supporto indispensabile, per continuare a lanciare certi messaggi.
Però sembra tutto il contrario. Non sembra essere da Roma fischiare un giocatore dal '20 del primo tempo,soprattutto per uno che complessivamente di sudore ne ha dato molto. Oggi Tarzan Annoni sarebbe fischiato tutte le domeniche.
Martedì dimenticatevi tutte le vostre cazzate, le vostre idee politiche, le vostre cazzutissime idee, e cantate per 90 minuti: DAJE ROMA, DAJE!!!!!

ROMA COME BILBAO? (6 febbraio 2003)
Che cosa vogliono dire queste continue insinuazioni sul possibile ritorno di Mazzone a Roma?Forse Capello non ha più intenzione di restare, ed allora puntando sui giovani si ritiene Mazzone l'uomo che può tirarne fuori il meglio. Oppure semplicemente la possibilità di un ridimensionamento. Che potrebbe anche andar bene, purché venga detto apertamente e senza giri di parole. Però a quel punto, per sottolineare l'estraneità di Roma e della Roma dal pallone di cosa nostra, ecco l'idea. Roma come Bilbao. Allenatore Mazzone? Bene, allora facciamo una squadra di romani. O no??almeno la maglietta sudata sarebbe sicura...
A proposito di sudore e impegno, va sottolineato la grave intimidazione psicologica subita da Carlo Zampa. Non credo che la Curva Sud più decadente dal 77 in poi possa permettersi di decidere tutto. Vogliamo parlare di striscioni del tipo Razza Romana, o dei buh che, bisogna dirlo, una sparuta minoranza ha ripreso ad intonare dopo mesi di vigliacco pentimento?Carlo Zampa era ed è una risorsa ed una ricchezza della tifoseria giallorossa, anche se pieno di eccessi o megalomanie. Ieri c'era uno striscione dei Fedayn che la diceva tutta : "anche tra noi ci sono merde come voi...".
Nel frattempo si parla di serie A a 40 squadre, si cerca di rivitalizzare il calcio. Ma il calcio è morto. Adesso c'è uno show-biz che lo sostituisce, ed in questa logica mi sembra normalissima l'idea di un campionato a 40 squadre. Se si critica questa idea poi si deve criticare tutta la struttura del calcio moderno: dalla pay per view alle notturne, dalle gite in Arabia alle rose da 40 squadre, dal conflitto d'interessi alla Gea. Altrimenti è solo un falso moralismo di circostanza.
Il derby di ieri ha dimostrato per l'ennesima volta che questa squadra, arbitrata normalmente, vince. Magari alla difensiva, però vince, tirando fuori gli attributi. Quando il Puma ha scagliato quella saetta, la faccia di Mancini era così sconsolata che ho rischiato l'orgasmo.Lo inviterei a Trigoria per farsi impartire lezioni di tattica dal Mister, chetanti difetti ce l'ha, ma quando la partita la prepara come si deve, la vince.
E' partito un ennesimo attacco a Totti, questa volta molto particolare. In sostanza il Capitano è continuamente invitato dalla stampa a lasciare la Roma, con messaggi subdoli e tra le righe. Ovviamente questo si interseca con l'idea dell'organizzazione di affossare la Roma. Ciarlando continuamente su Totti, lo si confonde e deconcentra, alterandone il rendimento. Così facendo si indebolisce la Roma, e con un sistema scientificamente organizzato, una ringkomposition, lo si invita ad andarsene perché la Roma non può assecondare i suoi obiettivi. L'avamposto di questa strategia è il Corsport, illo tempore appositamente affidato al feldmaresciallo Iacobelli.
Meditate gente, meditate...

NONOSTANTE TUTTO, GRAZIE BATISTUTA (25 gennaio 2003)
Ne sono girate di tutti i colori sulla cessione di Batistuta. Il problema è stato che quasi tutti i commenti si focalizzavano sull'aspetto umano. Il che è assurdo. La categoria giudizio delle persone si ha da bambini, poi da adulti ci si accorge che ogni persona è come è e va accettata per quella che è. L'analisi andava fatta sull'aspetto tecnico. Ha dato Batistuta ciò per cui era stato acquistato? Si, ha portato lo scudetto in dote, ed era quello che ci si aspettava da lui. Abbiamo mai visto il vero Batistuta a Roma? No, i tifosi della fu Fiorentina lo sanno bene. Il primo anno di Bati alla Roma è stato un grande anno, ma rispetto a Firenze era già al 50%(o non vi ricordate il Batistuta di Firenze?). Lì è finita la storia di Batistuta alla Roma. Probabilmente l'errore è stato non cederlo subito dopo lo scudetto. A posteriori è tutto facile...Forse all'Inter segnerà pure, ma saranno i normali gol che avrebbe segnato anche se fosse rimasto. Sul punto di vista umano, beh, ognuno si comporta come vuole, purché rispetti gli altri. E Batistuta si è sempre comportato da buon professionista. Nella vita ci si lascia: non comportiamoci come lui, salutiamolo da persone educate. Di certo non lo rimpiangeremo. Ed è comunque indicativo per uno che ha vinto lo scudetto a Roma...
La Coppa Italia è diventato obiettivo primario. Il mancato turn over però sarà alla lunga nefasto...Già adesso se ne vedono le conseguenze...I 3 derby tutti insieme sono purtroppo una preoccupazione: questa squadra mi sembra allo sbando,soprattutto la condizione tecnica sconcerta e insinua in maniera vigorosa quella domanda dell'altra volta...
I fischi a Cassano sinceramente non li ho capiti. Che cos'è, ora i tifosi devono decidere anche i comportamenti dei calciatori? Mi sembra che ci si trovi in pieno delirio di onnipotenza. Si fischiano i giocatori che giocano male ma hanno un comportamento irreprensibile (vedi Antonioli),ma si fischiano anche i fuoriclasse mezzi matti e guasconi (Cassano). La coerenza buttiamola nella spazzatura...
Mercato. Il caso Marazzina mi sembra sintomatico: gli amici della Roma sono i meno nemici...E chiedetevi perché così, improvvisamente. E chiedetevi perché certe squadre si sbracano con certe altre, per poi sostenere che in fondo è normale sia finita così...Ovviamente spero che Marazzina sia solo una situazione ponte... Se fosse a titolo definitivo sarebbe quantomeno imbarazzante...Ma tra Capello e Zeman che differenza c'è? Ci avevano detto che con Capello non avremmo mai visto partite con punteggi assurdi e c'è stata Roma-Vicenza; ci avevano detto che con Capello non sarebbero più arrivati quei bidoni di una volta e sono arrivati Gurenko, Lassissi, Cufrè ecc. Ah, i luoghi comuni...


(.................................................) (20 gennaio 2003)
Niente parole, non è più il caso di continuare ad argomentare. La gente non si prende in giro così. Eccovi la classifica di fine campionato:
1. Milan
2. Juventus
3. Lazio
4. Inter
5. Chievo
6. Bologna
7. Parma
8. Roma
9. Perugia
10.Udinese
11.Empoli
12.Reggina
13.Modena
14.Piacenza
15.Brescia
16.Atalanta
17.Torino
18.Como
Ovviamente è una classifica che vale in condizioni di stabilità, praticamente impossibili. Però in sostanza sottolinea l'appartenenza o meno all'Organizzazione. Infatti somiglia molto alla classifica attuale. E chiedetevi perché Mazzone sta pregando per dei nuovi acquisti...La puzza di questa m**** si sente lontano un miglio...
Eccoci ora ad un'altra classifica. E' molto squallida, è di quelle che mi auguravo di non dover pensare neppure più, è la classifica della Roma senza torti arbitrali. Ovviamente niente di più artefatto e ipotetico, perché in conto bisogna metterci anche lo sbando psicologico che tutto ciò ha creato (e questo vale soprattutto per la C.League).Eccola:
1.Milan 37
2.Lazio 36
3.Roma 35
4.Inter 35
5.Juventus 34
6.Chievo 30
ecc.ecc.ecc.
Questo conteggio tiene conto esclusivamente delle esecuzioni avvenute contro la Roma e basta, altrimenti la classifica sarebbe ancora più divertente. Nel dettaglio i 12 punti in più della Roma derivano da:1 punto con il Milan;2 punti in più contro l'Inter; 2 punti in più contro la Juve; 1 punto in più con il Chievo; 3 punti in più con il Modena; 3 punti in più con l'Atalanta. Non si tiene conto della partita di Parma, in cui magari un punto lo becchi, e della partita con il Bologna, che si annullano con i 2 punti in più contro il Torino, gentile omaggio dell'Organizzazione per Natale.
Questo campionato è lo specchio di una situazione italiana molto più in generale.
Il campionato è truccato, viva il campionato di calcio....Tra malafede e organizzazione a delinquere c'è una differenza. Per eventuali chiarificazioni guardare il campionato di calcio italiano...


A CHE GIOCO STANNO GIOCANDO? (14 gennaio 2003)
Il 2003 si apre con una battuta a vuoto pesantissima. Avevamo trascorso un Natale tranquillo, credendo che la squadra fosse in via di guarigione, ignorando in realtà che questa aveva battuto altre squadre ancora più dimesse, tra l'altro in circostanze misteriose,vedasi vittoria a Torino. Invece l'anno nuovo ci ha portato in dono la realtà: questa squadra è in preda ad una deriva psicologica che ora comincia ad espandere i suoi tentacoli anche nei muscoli oltre che nelle menti. Si può dire che è una squadra in depressione? Si può dire che è una squadra che non vede l'ora di allenarsi perché questo significa non giocare contro degli avversari e dimostrare la propria situazione? Cosa c'è in questa Roma di nuovo che ha portato a questa situazione?Ma soprattutto, adesso che fare?
I 5 mesi della filosofia calcistica: per non lanciare nel vuoto una stagione la Roma deve decidere cosa fare di questi 5 mesi che la separano dalla fine del campionato. Se crede di potersi ancora risollevare, può insistere con il rischio di andare incontro a situazioni impensabili. Oppure può usare questi 5 mesi per sperimentare, esaminare, osservare. Sperimentare se questa squadra con nuove idee e nuovi moduli può ottenere risultati convincenti, esaminare quali giocatori sono parte fondante del nuovo corso Roma e quali non lo saranno, osservare se alcuni giovani sono pronti per diventare "adulti".Questo vuol dire che in campo ci dovranno essere meno Cafu e più Cassano, meno Lima e più De Rossi. Si rischia, ma almeno si parte con indicazioni certe per il prossimo campionato che per la Roma già non può più essere di transizione.
Trovare adesso i responsabili non avrebbe molto senso. Certo però si dovrebbero analizzare delle situazioni che risultano quantomeno curiose: il ricatto Roma-Capello in primis. Se si riflette bene si capisce che è una situazione bilaterale: la Roma è bloccata da un contratto principesco (8 milioni lordi annui) da qualsiasi tentazione di licenziamento. Capello è bloccato dalla Roma per lo stesso motivo: magari vorrebbe andarsene ma non può rinunciare ad un contratto del genere. C'è un lato positivo per tutti e due: la Roma con Capello ha una sicurezza dal punto di vista manageriale e calcistico, perché vuole solo grandi giocatori; dall'altra parte Capello capisce che certe condizioni sono irripetibili nella storia del calcio e che qui vive come un marajà. Qui la domanda si inserisce: a che gioco stanno giocando?
Per quanto riguarda i calciatori, in effetti molte prestazioni scadenti vengono fornite soprattutto da calciatori in scadenza di contratto, Cafu su tutti. Si dice nell'ambiente che Capello logora chi ce l'ha, e quindi o cambi spesso il parco giocatori o cambi l'allenatore. Probabilmente questa considerazione non è stata affrontata adeguatamente: non c'è possibilità di cicli lunghi con Capello. All'ultimo anno di Capello i giocatori e l'allenatore si tiravano i coltelli, come poi dimostrerà la disastrosa stagione del ritorno al Milan. Capello, insomma, non è Guy Roux...
Da parte sua ci sono atteggiamenti fortemente irritanti che probabilmente avranno fatto infuriare anche un tipo ligio al dovere come Tommasi. Bisogna capire a chi sono indirizzati certi messaggi. Ad es. schierare Dacourt dal 1' minuto è sicuramente un messaggio con un destinatario ben preciso. Però questo ha anche dimostrato come la Roma non abbia gioco, tanto che basta avere un allenamento nelle gambe con i compagni per risultare il migliore in campo. Quindi ora il non gioco della Roma diventa un dato di fatto quasi scientifico. Questo è Capello.
Se Don Fabio non avesse un ingaggio così corposo, non lo si potrebbe mandare via lo stesso perché non ci sono alternative: l'unica degna di considerazione è Ranieri, che però a Londra si trova benissimo. E qui entra in ballo l'assalto Gea. Cominciano ad arrivare una consistente dose di messaggi subliminali da parte della stampa, in particolare del quotidiano sportivo romano, in sostanza inviti ad arrendersi e accordarsi alla Gea. L'idea propugnata continuamente di un possibile ingaggio di Del Neri è un cavallo di Troia. Assumere Del Neri significherebbe l'inizio della fine della Roma. E per chi crede che questa sia fantapolitica rispondo che questo invece è semplicemente il calcio. Nel momento in cui ci fosse un ingresso consistente del gruppo Gea nella Roma, non ci sarebbe più via di uscita e ci sarebbe il completo trionfo dei soliti. Ovviamente altri tentativi vengono condotti tramite calciatori, più precisamente giovani. Aquilani, D'Agostino e Lanzaro sono sotto procura Gea e se hanno davvero intenzione di venire alla Roma farebbero bene a cambiare procuratore. Ho letto dichiarazioni scandalose di D'Agostino che possono essere state scritte o inculcate solo da individui che ben conosciamo.
Secondo voi un motivo ci sarà pure se la Roma primavera è fortissima ma è quart'ultima in classifica? Oltre a questo evidente, ce n'è un altro occulto. L'onnisciente Capello ha in realtà bloccato il programma previsto da Bruno Conti, che è il responsabile del settore giovanile, pretendendo di conoscere meglio ciò di cui ha bisogno il settore giovanile giallorosso e su quali persone esso debba fare affidamento. Sembra anche che Brunetto nostro verrà silurato per incompatibilità con il Divo Capello. Se a voi questo sembra il miglior allenatore del mondo...
p.s. l'acquisto di un calciatore di 29 anni come Dacourt che tipo di finalità ha? Di quale progetto può far parte? L'eventuale acquisto di Legrottaglie che finalità avrebbe? Davvero voi pensate che alla Roma sia utile Legrottaglie, 27 anni, onesto difensore? Che tipo di progettualità di mercato c'è alla Roma? Ma soprattutto, Capello che cosa vuol dire tutto ciò? DIO SALVI LA ROMA, e scusate se sono blasfemo...

THE GANGS OF FOOTBALL
FOOTBALL WAS BORN IN THE STREET... (25 dicembre 2002)
Eh sì, il calcio nacque in strada. Era un divertimento, era una passione era uno stupore. Nasce nella strada ogni volta, per ogni bambino. Si inizia a giocare lì, con le porte fatte con le pietre o addirittura con i giubbotti, l'arbitro non c'è perché quando si gioca tra amici non ti viene neppure in mente di fregare l'avversario, queste cose cominci a capirle quando poi giochi contro quelli delle altre vie, che magari conta il risultato per tornare felici a casa. Il calcio nasce che certe volte il pallone finisce nei balconi delle persone più sbagliate, perché poi per riprenderlo hai sempre bisogno di un carattere alla Kofi Annan, perché la vecchietta è sempre molto tosta. Il calcio nasce che certe volte il pallone ti finisce sotto le macchine e per ripescarlo ti sporchi sempre e poi il pallone è così sporco che quando il portiere fa una parata sembra appena tornato da un'officina. Nasce che si ricorre al pari e dispari per fare il "calciomercato", per scegliere chi deve stare in squadra con chi, e per ultimo rimane sempre uno che tutti pensano sia una pippa, ma che poi proprio per questo è sempre quello che torna a casa più sudato e più felice di tutti, perché sa di aver dato tutto. Nasce che certe volte ci sono dei palloni che ti permettono colpi geniali, quasi come il Fevernova, perché sono facili da colpire per tutti. A volte magari sei andato a chiamare gli amici e aspettando sotto il palazzo ti metti a giocare a battimuro, e si alza un vespaio di polemiche che neppure il Pro-cesso di Biscardi, perché stai svegliando il canarino del piano di sopra. Il calcio nasce che magari indovini il tiro della domenica ma dopo aver fatto gol la palla si schianta contro la plafoniera del palazzo di dietro, e allora c'è un fuggi fuggi verso lidi inesplorati per fuggire da eventuali ritorsioni e conseguenze dell'amministratore di turno. Il calcio nasce che ogni tanto giochi a tedesca, un gioco nel quale le regole non esistono, e un po' come il common law ogni sentenza fa giurisprudenza, però certe volte poi capita di far gol con il legamento crociato, e non ci sono precedenti, e allora son cavoli del portiere che maledice di aver rischiato la sforbiciata nell'azione precedente. Il calcio nasce che certe volte capisci che magari è più importante il carisma ed il carattere che le virtù tecniche. Il calcio nasce che si gioca per 4-5 ore filate quando hai pochi impicci per il giorno dopo, e torni a casa che non sei mai stanco, al massimo hai una fame da lupi.
Il calcio nasce che poi quando vai alle scuole calcio ti viene la crisi di rigetto, perché lì ti opprimono e non ti lasciano vivere il calcio come vuoi.
Poi magari ti sei fatto abbastanza grande per lasciare il calcio di strada e ci sono le partite di calcetto e le partite da tifoso, quando sali le scalette e respiri un'aria che in nessuna altra parte del mondo respirerai mai, e ti senti uno e 80mila, in una sensazione che non sentirai altrove.
Questo era il calcio, questo non sarà mai più...
Forse è stata colpa nostra, quando ci facevamo indottrinare che le pay-tv erano un bene per il calcio, quando un omino cominciò a comprare tutti i giocatori sul mercato perché c'era bisogno delle rose larghe, quando ci dissero che la Borsa avrebbe portato denaro fresco nelle borse, quando ci dicevano che male c'è a mettere uno sponsor sulla maglia, quando ci dicevano che le società di calcio dovevano diventare aziende. E così adesso siamo costretti a parlare di prese di beneficio e smart-card, di turn over e di salami sulle maglie. Forse noi tifosi non abbiamo protetto il calcio, forse dovevamo fare di più. Forse...
Auguro a tutti un Buon Natale, anche se immagino che saranno in pochi a goderselo davvero, perché la gente normale si ritrova da un momento all'altro con le pezze al culo perché il padrone si è stufato o perché i prezzi salgono in maniera geometrica (si, è colpa dell'euro.......!!!!! questa manco Varriale la direbbe...). Auguro a tutti i tifosi della Roma un 2003 che sia vero, genuino e porti all'Olimpico l'arietta di Testaccio. E che si riparta dai giovani, dalla grinta e dall'umiltà: diamo la nostra Roma alla quinta del Bruno, diamo la nostra Roma ai Pelizzoli, ai Cassano, ai Zebina (si, l'unico che ha saputo davvero tirar fuori le palle), e ai tanti altri che verranno. Perché almeno non ci chiederemo mai se si stanno impegnando. Perché fino a una certa età i calciatori  ancora si divertono. Ripartiamo da Totti, perché il più grande giocatore della storia della Roma non debba essere sprecato per vincere uno scudetto e basta, come uno dei tanti.
L'augurio più grande va al calcio: spero che possa tornare bambino. Il calcio degli albori, affidato a noi moderni. Né con il pallone di cuoio duro, né con il Fevernova supertecnologico: giochiamo al pallone, quello normale. Tornerà mai?

SPES ULTIMA DEA... (12 dicembre 2002)
Forse ci sbagliavamo, forse il Potere non c'entrava niente, forse non abbiamo capito nulla. Dopo la partita di Amsterdam questi pensieri sono passati per la mente di tutti. C'è chi li ha poi considerati giusti e chi l'ha espulsi dalla propria mente. Ecco perché sto tra i secondi:
-che ci sia una situazione di potere totalmente irregolare sta emergendo di giornata in giornata. Domenica col Milan ennesima rapina a mano armata. Ho sentito alcune dichiarazione di un procuratore (Canovi, per l'esattezza) che hanno acuito questo sentimento di sbigottimento. L'obiettivo dell'Organizzazione è quello di poter un giorno controllare tutto il campionato direttamente, con la gestione dei calciatori. Attualmente hanno bisogno di alcuni mezzi quali carta stampata e mass media in generale. Ribadisco la sensazione di vivere come nel film Matrix. Stiamo passando per matti perché loro non riescono a vedere, sono accecati da quello che da tempo immemore gli viene propinato. Per quanto riguarda Collina, sembrerebbe essere caduto in una trappola. Ha capito che per tornare ad arbitrare certe partite deve chiudere un occhio ogni tanto ed ha provato a farlo. Ma è stato silurato subito, punito per dimostrarne la fallibilità o per insinuare il dubbio dell'incapacità. Perché Collina rimane comunque l'unico anticorpo presente nel sistema arbitrale italiano, anche se adesso è obbligato ad abbassare le sue capacità di resistenza.
La situazione in cui il calcio si trova ora è davvero estremamente preoccupante. Le profezie di Zeman non erano profezie, erano segnali ad un mondo che non riesce a vedere certi meccanismi, come se avesse delle lenti a contatto che oscurano la parte scabrosa. Parlò di doping e di calcio finanziario. Del primo non c'è bisogno di parlarne, aspettando le sentenze dei tribunali, del secondo stanno ultimamente emergendo sempre maggiori dettagli. Sono dunque i presidenti i veri padroni della società o sono degli strumenti governati dal capitale finanziario? Le banche gestiscono le società?
Dire che il calcio è vicino alla morte credo sia ingiusto. In realtà bisogna aiutarlo a morire, perché sta subendo sofferenze che non meriterebbe. L'eutanasia è l'unica soluzione di questo calcio, l'unica alternativa al calcio delle menti controllate che ci vogliono proporre. Pensare di salvarlo è da stupidi utopisti, ormai servirebbe un miracolo che neppure l'unto dal Signore potrebbe compiere...
-C'è forse stato un errore comunque nel parlare continuamente di situazione estranee al campo. Abbiamo trascurato di parlare della situazione tecnica. perché ci sono errori che debbono essere risolti. In primis conglobare tutti gli elementi in unico spirito di squadra, senza dar spazio a caste e paria (Capello che errore!). Poi trovare uno sbocco ad una situazione che non va davanti. Totti è un trequartista che se gioca centravanti rende come lo farebbe da centrale diversivo, perché è fortissimo. Ma il suo ruolo è trequartista, è l'unico a saper interpretare quel ruolo in chiave moderna, e se non si capisce questo... Capello sostiene che Cafu sia un attaccante. Benissimo, siccome non segna mai, dentro Cassano che sulla fascia destra ha già dimostrato di saper giocare. Le punizioni chi le tira, Totti, Candela o Batistuta? Il turn over si può fare oppure a Guardiola deve crescere il muschio sui polpacci? Non vi dice niente il fatto che Dellas di partita in partita ha dimostrato costanti miglioramenti? Bombardini è l' alternativa a Delvecchio si o no, e se no, che cavolo di ruolo è? Cufrè è in grado di giocare in serie A oppure lo teniamo per compassione?De Rossi è un calciatore della prima squadra o no? Non è meglio di Tomic?O sennò perché non lo si manda a giocare altrove? La Roma crede in Pelizzoli?
Ma soprattutto: Capello è in grado di gestire questa crisi? Perché quando i calciatori sono così statici moralmente, bisogna chiederne spiegazione all'allenatore.
C'è un anello di congiunzione che riunisce le due analisi. E' che la situazione psicologica della Roma è sostanzialmente derivata dalla persecutio arbitrale. A Madrid c'erano gli stessi giocatori, non lo scordiamo mai. Quello che voglio esprimere è che questa squadra è stata trasportata in questa situazione con fattori esterni. Un Bati che manda la palla sui cartelloni è il riflesso non di situazione fisica ma di una psicologica.
Non ho soluzioni per risolvere questi squilibri, altrimenti sarei l'allenatore della Roma. Però forse qualcosa noi la possiamo fare. Ad esempio non insultare Batistuta, ad esempio stringerci intorno alla squadra.  Ho finalmente capito l'errore di via Allegri: non è stato andarci, ma non aver impiegato quel tempo andando a Trigoria a sostenere i giocatori con i cori, con il cuore. Perché andare a via allegri è stato inutile. Ed allora se la lezione è stata imparata, diamo il nostro amore a questa squadra. Per una volta non ci sottovalutiamo, diamo importanza al nostro ruolo di tifosi. Forse noi possiamo tirare fuori questa squadra dalla crisi. E che Dio ce la mandi buona...

L'HANNO LEGALIZZATA! (7 dicembre 2002)
No, non la marijuana (ve sarebbe piaciuto...). La Gea World, secondo quanto stabilito dall'apposita commissione Figc, è un organizzazione perfettamente regolare, anzi quasi quasi è un'associazione benemerita. E' inutile ricordare che Benedetta Geronzi lavora in Figc e che Luigi Carraro diriga Mediocredito, filiale di banca di Roma (cioè Geronzi). Queste sono quisquilie, in confronto ai veri problemi del calcio: bisogna stare attenti a quei barbari sotto la linea gotica, distruggeranno il calcio prima o poi...Ringraziamo per la squalifica del campo, per la diffida in seguito a Roma-Juve, ringraziamo perché le nostre bombe carta sono pericolose e quelle bianconere innocue, ringraziamo del sicario inviato a dirigere equamente una partita che la Juve non doveva perdere. A proposito di arbitri: il sistema di designazione dovrebbe essere misto, ovvero un semi-sorteggio. Però permettetemi dei dubbi. Ogni volta gli arbitri sembrano scelti appositamente, parlo di tutte le partite. Sarà sicuramente una mia impressione...
A proposito di arbitri: ma secondo voi quale essere umano, se non un amante della giustizia e dell'onestà, andrebbe contro la sua carriera? Insomma, perché gli arbitri non dovrebbero essere compiacenti con i due poli del potere, gli unici in grado di portarti in Europa nelle partite che contano? Ma ci siamo mai chiesti perché De Santis è internazionale? Perché Bertini lo diventerà? Io sì, ma non riesco a fornirmi risposte adatte.
Perché mai dunque la Figc avrebbe dovuto penalizzare la Gea? Secondo voi fra quanto tempo non si distinguerà più l'una dall'altra? Che poi in giro per l'Europa ci prendano per il culo è solo un particolare, in fondo Le Monde è sempre stato un giornale di piagnoni romanisti...
Sinceramente non riesco più a capire che cosa è legale e che cosa no, nel calcio come nella vita quotidiana: si gioca su campi irregolari, si gioca avvolti dalla nebbia, il doping non è illecito, il conflitto d'interessi è una qualità, i mass-media sono schierati con il potere costituito.
Ora come ora è molto difficile credere in questo calcio, è per questo che la propaganda ha intensificato la propria attività. Ci hanno propinato il calcio da salotto e noi ci siamo cascati, adesso siamo arrivati al silenzio stampa (dovrebbe essere un atteggiamento irrispettoso nei confronti dei tifosi) di beneficenza e da elogiare. L'ufficio propaganda è così attivo perché deve manipolare bene i suoi clienti che altrimenti rischierebbero di capire e di non comprare più la merce calcio. Nacque come sport...Morì come un prodotto.
Convinsero Nesta con macchinoni e promesse: "ci pensiamo noi ai tuoi problemi". Detto fatto: la Van Dorn manca poco che lo fa arrestare.
A chi potrebbe obiettare che anche lo scudetto della Roma è poco chiaro, si risponde semplicemente. In quel periodo il calcio italiano affrontò il più grande vuoto di potere mai verificatosi, e questo consenti a squadre non "autorizzate" (Roma e Lazio) di vincere lo scudetto.
Capisco anche io che il quadro prospettato ha tinte molto fosche, quasi irreali, però sembra difficile credere ad una situazione diversa. Zeman è stato deferito perché ha proferito frasi contro la Gea, quindi...
C'è un però. Ed è il campo. Se in campo scendi con la massima grinta, con cattiveria agonistica, con gli attributi, tutto questo lo puoi eludere, anche se per un giorno. Per questo i giocatori della Roma non sono semplici calciatori, ma alfieri di una missione di cui dovrebbero essere resi coscienti. Vincere la corruzione nel calcio si può. In campo. Nella vita invece il campo non c'è, e il marciume esiste da quando esiste l'uomo. C'è un'altra componente che può rompere degli argini: noi, il tifo. Se lo stadio diventa una zona franca, pulita, di passione e di amore, gli faremo almeno venire il prurito ogni volta che metteranno piede nello stadio.
C'è una partita molto importante: Milan-Roma. Dopo ce n'è una anche più importante. Le grandi squadre, i grandi uomini, vanno, vincono e tornano. Daje Roma!
C'era uno striscione a via Allegri, quella volta, che diceva all'incirca "Il nostro stile vi seppellirà". Niente di più vero. Da oggi in poi stile Roma. Contro la barbarie del calcio italiano.

GEA ' S WORLD... (29 novembre 2002)
Dicesi: "Il giocatore non è più mio-afferma Gianni Allegrini, ex procuratore di Baiocco- perché è passato alla Gea di Alessandro Moggi. Il metro che viene usato è sotto gli occhi di tutti, non dico mica niente di nuovo: se uno vuole giocare in bianconero (cioè nella Juve) è prassi consolidata che debba passare da loro" Corsport, pag.11, 29/11/02.
Lentamente emergono le voci di protesta nei confronti di questa organizzazione, una palestra in realtà dei giovani rampolli dell'establishment dell'Italia politica-economica-maneggiona. Il campionato è della Gea, e noi lo abbiamo visto bene in alcune partite. ma questo è solo l'inizio, perché la società è ancora giovane. In futuro forse servirà la procura della Gea per giocare anche al campetto sotto casa...
Sempre per il capitolo "conflitto di interessi", da registrare che il nuovo concessionario pubblicitario della Figc è la Publitalia, ovvero l'Innominabile.
Cominciano a sorgere dubbi inquietanti: non sarà che anche la pizzeria sotto casa mia in realtà è di Moggi ecc.?
QUANDO L'ALLENATORE HA BISOGNO DI UNO PSICOLOGO?
E' una domanda che ci si pone da non molto tempo e che ripropongo perché il wrestling style di Trigoria me la ha suggerita in maniera netta. L'allenatore ha sì come prerequisito quello di essere un attento "scrutatore" d'animo, però è una capacità che rimane molto rudimentale. Poiché non ho ancora sentito un'analisi almeno parzialmente corretta sulla crisi della Roma, perché non considerare una crisi semplicemente psicologica? E di conseguenza perché non avvalersi di professionisti capaci ed esperti del settore?
Nel simposio di Trigoria, nel quale ci si è cortesemente menati, Capello sembrerebbe aver commesso un errore imperdonabile. Niente di più sbagliato che emarginare le riserve e farle sentire palesemente un corpo estraneo alla squadra. Però a me questo sembra come un grande quadro di difficile interpretazione. Aveva un significato questo atteggiamento? A chi era indirizzato l'eventuale messaggio? L'errore sembra troppo palese per non essere sospetto. Il significato latente era forse quello di dimostrare che la Roma può disporre solo di alcuni giocatori?
La Roma di questi tempi è una grande serie di domande a cui non si riesce a dare risposta. In effetti alcune situazioni sono paradossali. Anche con l'Arsenal si è perso pur giocando, pur producendo azioni. Certo però dall'altra parte si è vista una squadra che gioca al calcio, cosa che mai ho visto nella Roma di Capello, fondata solo su una grande organizzazione di gioco (ed è diverso). Anche loro avevano giocatori mediocri (Luhzny e Shaaban) e panchinari modesti. Ma giocavano.
Non vorrei che passasse la teoria della rosa non ampia. La juve ha come riserve Baiocco, Zalayeta, Olivera,ecc. Tra i titolari annovera gente come Birindelli e Iuliano. Il terzino semi-titolare dell'Inter è Pasquale, il Milan gioca con Gattuso, Kaladze e Dida, riserve Chamot, Brocchi, ecc. Non ci prendiamo per i fondelli. Non è sicuramente un problema di rosa. Guardiola è dieci volte più forte di Pirlo e la Juve vorrebbe acquistarlo. Le 4 grandi sostanzialmente si equivalgono, anche se si può ammettere una leggerissima superiorità delle altre in seguito agli acquisti di stagione.
Noi tifosi nulla possiamo fare, se non chiedere chiedere e pretendere rispetto per una gloriosa maglia che non merita di essere infangata con risse da saloon. Perché quella maglia meglio che la vesta uno mediocre ma con le palle, che i fuoriclasse con il tutù.
Non possiamo aiutare in altri modi se non con le nostre voci. Con la nostra civiltà.
p.s. la trappola preannunciata è scattata puntuale. La squalifica del campo è inquietante, ma è stata cercata. Nella trappola ci si è caduti. Con la Juve invece hanno preparato una voragine, caderci significherebbe morire. Qualunque cosa succederà domenica sera, dallo stadio usciremo cantando forza Roma e con le mani dietro la schiena. Perché noi siamo Roma, e gli altri...

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE... (23 novembre 2002)
Di tutti gli striscioni innalzati in quel glorioso sit-in ce n'era uno che riassumeva lo stato d'animo di tutti noi con una formula barbara, ma perfetta: "Vi odiamo".
Ecco dove ci hanno portato i padroni del vapore guidati dal ferrotranviere: addirittura ad un sentimento che difficilmente penetra nei tifosi normali, un sentimento che con il calcio non ha nulla a che fare. Eppure è così, noi vi odiamo.
Per molte ragioni: perché controllate in maniera dittatoriale il 105% della rete televisiva italiana (a volte sembrano possedere il dono dell'obiquità); perché il giorno dopo Roma-Inter ci hanno indicato come una congrega di matti, e Racalbuto il pius arbitro attaccato dai cannibali; perché siete il potere costituito alle spalle della gente, perché avete messo il bavaglio a Preziosi, perché voi gestite il calcio in maniera maf...è meglio che non lo scrivo che di questi tempi si va dentro solo per aver espresso le proprie idee.
Ho sentito spesso durante questa settimana, ripetuta come una formula omerica, la seguente frase: "chi semina vento raccoglie tempesta". Ovviamente riferito a quei barbari di Sensi e Preziosi, la tempesta invece sarebbero i giornali tirati alla dirigenza dell'Inter e al tentativo di invasione dei tifosi comaschi. Ah. anche l'aggressione di Cagliari era merito di Sensi e Preziosi, evidentemente grazie ad una strana proprietà transitiva...Innanzitutto ci scusiamo con l'Inter per aver messo in pericolo la vita di alcuni dipendenti: in effetti un Corsport addosso fa male, soprattutto di questi tempi. Hanno cambiato anche la grafica, così somiglia di più a Tuttosport. Per quanto riguarda Como, i tifosi volevano scavalcare per legnare i tifosi, che non sono affatto degli scemi. Ecco perché noi romanisti siamo incavolati come belve: stiamo vedendo la squadra più forte della gestione Capello (e non vado oltre), ma questa squadra non può decollare causa zavorra arbitrale. Ma torniamo al motto del vento e della tempesta. Per me è la frase giusta. Però cambiano i soggetti. Chi ha seminato vento? Non sono forse quelli che hanno trasformato i calciatori in belve umane con la bava verde alla bocca, non sono quelli che hanno inserito la farmacologia negli allenamenti, non sono quelli che gestiscono il mercato in maniera sfacciata attraverso amici e parenti stretti, non sono quelli che hanno demolito Figc e Lega Calcio, non sono quelli che se ne sono fottuti della nostra nazionale trasformandola nella squadra della parrocchia, non sono quelli che non vigilavano sui conti della società, non sono quelli che all'inizio degli anni '90 hanno inserito il concetto "me li compro tutti io e agli altri non gli lascio nulla", non sono quelli che hanno reso i procuratori una casta, non sono quelli che hanno portato sulla panchina inquietanti figure sconosciute a tutti, non sono quelli che a livello europeo li prendono anche per i fondelli perché sanno che sono scemi e farabutti, chi cavolo lo ha seminato il vento? Ma per voi la gente non si accorge che improvvisamente dopo un grande affare calcistico delle squadre cominciano a spartirsi i campionati? O il vento non lo seminano i giornalisti appecoronati in maniera indecente nei confronti dei potenti? C'è un pensiero unico oggi nel calcio italiano, guai a chi lo tocca. I mezzi di comunicazione espandono questo messaggio e lo inculcano nelle masse. Ma da dentro in molti provano a rompere questo muro. Ecco i nomi: Zeman, risultato carriera demolita; Sacchi, Vicini. Di Sacchi ricorderete tutti il famoso sfogo nel ventre del Delle Alpi dopo il furto di Juve-Parma, ovviamente è stato messo a tacere con una serie di arbitraggi peggio di quelli...Ma noi invece vogliamo ricordarci quando la sera del 5 Maggio, ospite di Controcampo, Sacchi apparve disgustato dall'esito del campionato, e tentò di dirci qualcosa con frasi sibilline che non ampliò per paura di dire tutta la verità. Vicini ha sostanzialmente detto che forse la responsabilità di tutto ciò è di qualcun altro, riferendosi a quelli che sappiamo noi.
Per meglio esplicitarvi queste idee, a me la situazione sembra proprio quella del film "Matrix". Aspettiamo l'eletto...
Non credo si debba parlare di quel foglio del partito della Lega Nord, agli stolti non si risponde.
Per ultimo vorrei lanciare un avvertimento. In arrivo vi è un trappolone di quelli storici. Fra poco c'è Roma-Juve: qualunque cosa succederà in quella partita, niente di più che fischi ed insulti, non tirate neppure il Corsport (usatelo in altri modi, anche se capisco che per quello è un po' ruvido). Lo sento dalle voci e lo vedo dalle facce che quella sarà la partita della trappola. E noi la eviteremo...
p.s. E' davvero brutto che non abbia potuto dilungarmi sul girone di Champions League, ma è una conseguenza di questo sistema. Girone d'acciaio di sicuro. Quindi andiamo su tutti i campi a giocarcela davvero,se possibile anche divertendo il pubblico avversario. Dobbiamo uscire sotto gli applausi di Valencia, Amsterdam e Londra. Questo basterà a non seminare rimpianti...

WHY GALLIANI IS UNFIT  TO LEAD FOOTBALL LEAGUE (16 ottobre 2002)
Eh si, dispiace dover sempre tornare a bomba, ma questa situazione bisogna risolverla. Galliani non può ricoprire la carica di Presidente della Lega Calcio per svariati motivi, tra cui:
- Rivestendo la carica di amm.delegato del Milan, o Presidente operativo, dell' A.c. Milan, il sig.Galliani si trova in situazione di palese imbarazzo non essendo egli un soggetto super partes, ma bensì un uomo che primariamente tutela gli interessi della società calcistica già citata
- Il ruolo che egli ha occupato (oppure occupa?mah) in alcune aziende televisive lo pone in situazione di usufruire di strumenti mediatici imponenti per poter al meglio sostenere e tutelare e le sue posizioni e quelle del Milan. Ricorderete che a Murdoch fu impedito di acquistare il Manchester Utd perché già proprietario delle reti televisive in possesso dei diritti tv riguardanti il calcio inglese. Anche se ovviamente in questo caso è un accusa da spostare più in alto, molto più in alto, ma chi di questi tempi si permetterà di accusare l'innominabile su situazioni che sono evidenti da circa un decennio?
In sostanza esiste una graziosa locuzione che sinteticamente riassume il concetto: conflitto d'interessi.
La situazione mi sembra sul punto di diventare insanabile: la "squalifica", perché di questo si tratta, di Sensi, impedirà al più grande oppositore del princeps Galliani di partecipare all'assemblea di Lega, in sostanza aprendo un vulnus pericoloso per chi ha a cuore la libertà d'opinione e la pluralità delle idee. Bene così...
Ma affrontiamo questioni più vicine e che più ci interessano. Una Roma di stampo ellenistico continua a specchiarsi nei laghi del narcisismo fino all'autodemolizione. Non so quali siano i problemi di Montella, e spero di non venirne mai a conoscenza se riguardano la vita privata, intoccabile per ogni individuo, ma spero si stia riprendendo. Cassano è el loco, da lui neppure ci si aspetta che segni, si vuole solo vedere quello che sa fare. Totti continua a giocare una partita sì e 4 no, evidenziando, è il caso di dirlo, di non essere il miglior medico di se stesso. A Leeds non chiese il cambio per un dolore muscolare che portò la Roma a perdere lo scudetto e l'Italia a perdere i Mondiali. Anche a Piacenza è rimasto in campo per gran parte del secondo tempo nonostante un dolore al ginocchio. L'eroismo di Totti è ammirevole, ma del tutto inutile. Sappiamo che tiene alla Roma più della sua stessa vita, ma non accorgersi dei propri infortuni è far del male alla Roma, oltre che a se stesso. Speriamo che possa a breve scendere in campo, ma speriamo risolva in maniera definitiva questi piccoli problemi fisici. Si diceva dunque che la squadra sperpera, tanto che ormai alcuni faticatori di mezzo cominciano seriamente ad irritarsi, a causa degli sforzi continuamente vani. A Piacenza si doveva vincere 4-1, perché a tratti si è visto calcio degno del Real Madrid; con l'Aek si doveva vincere 6-0, perché sembrava un tiro al bersaglio. Invece sono stati due pareggi, alla fine addirittura sofferti. Sono problemi che bisogna risolvere, così come una certa attenzione per la difesa non sarebbe errata. Ma non diceva qualcuno che in difesa era a posto e non aveva bisogno di altri?
La lingua batte dove il dente duole. Capello sarà anche il miglior allenatore del Mondo, però ne combina molte anche lui. In primis il Totti seconda punta o addirittura prima come a Piacenza, è un insulto al calcio.  Francesco è unico in un ruolo che in realtà non esiste, non è un normale fantasista. E più un acceleratore di calcio, un uomo che indirizza il gioco oltre ad impostarlo. Schierarlo come punta significa non saper sfruttare le risorse di cui si dispone, violentare il gioco del football, e rischiare di rovinare quella sensibilità di gioco che Totti possiede. Inoltre ci sono situazioni in cui sembra di avere in panchina un catenaccio: le sostituzioni nel derby e con l'Aek gridano ancora vendetta. Inserire un difensore per un attaccante è sempre una mossa che inquieta la squadra e la porta ad arretrare il baricentro. Certo quella con l'Aek è stata degna del peggior allenatore di Eccellenza. Sostituire Cassano con Cufrè per sistemare Lima a uomo su Tsartas ha rischiato di dover riproporre la cena da poco consumata. Sì, faceva vomitare davvero, perché la squadra stava letteralmente calpestando gli avversari. E adesso vai nel girone di ferro...E poi parlano di Trapattoni...Questa mossa le batte tutte. Mah, chi ci capisce è bravo...
Strepitoso il rendimento arbitrale quando c'è di mezzo la Roma. In campionato appena uno si apparecchia in area viene affibbiato un rigore contro (ma Collina non era tifoso della Roma?.......). Uno studio statistico ha evidenziato come la Roma in Italia sia la squadra più fallosa e tra le più ammonite, mentre in Europa si evidenzia una squadra tra le più corrette. A dir la verità spesso si vien squalificati... Invece con l'Aek il francese Bre è stato strepitoso, in collaborazione con dei grandi assistenti di linea: annullato un gol a Montella più che regolare, diversi fuorigioco errati, mancata concessione di un rigore per fallo su Cassano, e poi il capolavoro. Una parata quasi a centrocampo del portiere greco non è stata neppure fischiata! Cose da Van der Ende...
In momenti di gambe per aria, la Roma dice di avere un bilancio sano, addirittura in attivo. Ma la Grant Thornton , la società a cui stato affidato il compito di analizzare il bilancio, nella relazione finale invita gli amministratori della Roma " a intraprendere azioni correttive al fine di correggere l'attuale situazione economica finanziaria". Assurdo! Basta che non facciamo la fine dei cugini...
A tal proposito inviterei il Corriere dello Sport-Stadio a schernire di meno i tifosi, come ha fatto con quelli della Lazie, titolando ogni giorno che non c'erano problemi, era tutto a posto, ecc. Sono cose un giornalismo serio non può ammettere dati i problemi finanziari evidentissimi.
Ovviamente noi tutti speriamo che la Lazie non debba fallire, perché altrimenti a chi li faremo quei 5 gol? A chi segnerà Delvecchio? Chi potremo sfottere continuamente? Anche se c'è da ammettere che un derby Sora-Lazie ha un fascino particolare...Ma non si ride mai delle disgrazie altrui.
Tutti concentrati per sabato, e speriamo di non dover schierare la Primavera! Forza Roma, avveleniamoli!!!!!

IL MINUTO DI SILENZIO (9 novembre 2002)
Per chi ha perso tutto, per chi ha perso i propri cari, per chi ha perso la vita, per chi avrebbe dovuto esserci ed invece non c'è più, per chi forse ha pagato con la propria vita errori altrui.
CIAO ALLE VITTIME DI S.GIULIANO, CIAO GIANLUCA SIGNORINI
Questo è l'unico modo di rispettare il minuto di silenzio, pagina vuota e chi se ne frega del punto:


LA STORIA (31 ottobre 2002)
Magari per qualcuno sarà difficile da ammettere, ma questa volta la Storia siamo noi. Questa volta abbiamo scritto con le nostre mani un capitolo della Storia del calcio italiano, e lo ha firmato colui che viene deriso per la sua mancanza di eloquenza. La Storia si scrive con i fatti, con le parole viaggiano le Piramidi e scalpitano i cipressi. Una firma in calce alla storia per dimostrarvi che conta solo il campo, fortunatamente. Gli agoni poetici li lasciamo ad altri...
Un giorno qualcuno racconterà nel capitolo del XXI secolo che c'era una grande squadra, tra le più grandi mai viste su un rettangolo verde, i cui giocatori sembravano tanti imperatori coalizzati per mostrare una luce definitivamente accecante. Un giorno questo Real passerà negli annales del calcio come ci passò quello di Puskas e Di Stefano. E un giorno qualcuno racconterà che quei faraoni furono sconfitti sul proprio campo da una banda di lupi famelici, con il sangue rosso fuoco, capitanati da un impavido gladiatore, e racconteranno la loro determinazione, e racconteranno come i faraoni dovettero congratularsi ed incoronare gli unici capaci di batterli. Questa è la Storia, la Storia siamo noi.
Certo la partita è vissuta su un filo di costante tensione epica, come se fosse già consapevole dell'avvenimento e volesse consegnare ai posteri una partita Vera. Ogni calciatore recitava il suo ruolo prescritto, e Delvecchio era il cavallo di Troia, Tommasi era il Pius Aenea, Totti era un Omero che dentro l'avvenimento raccontava e faceva la Storia.
Si, troppa melassa, troppa retorica, ma provate un giorno a svegliarvi nella Storia e vedrete che La acclamerete come una divinità. Adesso bisogna continuare su questa strada, e una mattina vogliamo alzarci senza sorprenderci ma anzi consapevoli di andare a fare la Storia.
Non so se questa sarà la svolta, certo potrebbe esserlo. Adesso tutto sta all'ambiente ed ai giocatori. Ancora un accorato appello per Zebina: lasciamolo lavorare ed a fine anno direte tutto ciò che c'era da dire.
Certe volte il calcio si diverte ad aiutare quelli che lo meritano perché derisi e bistrattati, umiliati nella propria intimità. Quante ne abbiamo dette su Antonioli, le mie me le ricordo. Però non salgo sul carro del vincitore, mi limito ad una constatazione: adesso è entrato nella galleria dei portieri, tra Masetti e Tancredi, ora c'è anche lui. E questo basta. Che vi piaccia o meno.
Certo emerge un dato molto importante da queste due lunghe partite da far scivolare il cuore dentro l'anima: se giochi puoi vincere. Siccome Delvecchio sembra tornato il cammellone dei giorni migliori, stavolta anche gli equilibri saranno soddisfatti. però solo questa è la strada, soprattutto in Europa, dove i Cassano, i Guardiola ed altri piedi buoni devono trovare più spazio.
In queste due partite di Storia se n'è scritta molta, e forse la prima ci avvertiva di quello che sarebbe successo. Cosa dire dunque di Marco Delvecchio? Un ragazzo simpatico del Nord che fiuta il derby come l'unità cinofila fiuta gli stupefacenti?(!....!)  Ha raggiunto Da Costa, adesso rimarrà per sempre quel testaccino meneghino che la metteva sempre dentro nel derby come se avesse una missione da compiere alla quale non poteva rinunciare. Uno come lui è l'incarnazione di un sogno da tifoso, è uno di noi sceso in campo. Grazie Supermarco, e speriamo di segnarne ancora altri...
Adesso bisogna spingere molto, con particolare cautela alla partita con l'Aek. Speriamo di aver imparato dallo scorso anno.
Di polemiche ce ne sarebbe da discutere, ma stavolta lasciamo stare. Noi ci stiamo godendo la Storia, gli altri pensino ai loro orticelli...

LA PRIMAVERA DEGLI STOLTI (24 ottobre 2002)
In primis: "...i professori G.Benzi e A.Ceci, docenti di farmacologia all'Università di Pavia, hanno messo a dura prova la linea difensiva bianconera.(...) hanno accusato per 5 ore il capo dello staff medico R.Agricola di aver dopato sistematicamente diversi giocatori, con prodotti proibiti oppure usati off label (fuori ricetta).(...) Nel magazzino della Juve-rivela Benzi- abbiamo trovato ben 281 tipi diversi di medicinali: roba da ospedale, non certo da squadra da calcio" (La Repubblica, 22/10/02)
Ne succedono di belle nel Nuovo Calcio Italiano. Ad esempio che la Nazionale diventi in realtà la Primavera della Juve o del Milan. Tutto questo avviene nella nuova maniera italica: con la sfacciataggine. Chi ha potere oggi lo esercita nel modo più dispotico possibile. E dunque Vialli allenatore del Club Italia, perché dopo l'Europeo Lippi si libererà dalla Juve e andrà in nazionale e Vialli dopo essere stato testato con una responsabilità così forte diventerà allenatore della Juve. Oppure ci sarebbe Baresi, ma la sostanza non cambia. Comandano loro.
A questo punto però ci sono molte cose che non tornano. Sensi ha condotto un anno di battaglie, ma non ha ottenuto niente. Mi sembra francamente impossibile. E "se è vero che ad ogni rinuncia corrisponde una contropartita considerevole"...
Questione stadio Olimpico. Qui Viola aveva visto giusto come al solito. Quando Cragnotti ancora giocava con le figurine, lui aveva già capito che lo stadio di proprietà era necessario per una squadra di calcio. Aveva pensato a Tor Vergata come zona ideale. Quel progetto è naufragato per diversi motivi. Tra 10 anni parleremo ancora dello stesso problema, perché qui siamo di fronte ad un problema irrisolvibile. Dentro lo stadio vi sono le sedi di numerose federazioni sportive, poi ci sono problemi politici. Il precedente Governo aveva deciso di vendere lo stadio alle due società, mancava solo la firma. Poi il Governo è cambiato ed il primo ministro di adesso è anche presidente del Milan...
Ma passiamo al calcio giocato, anche se giocato è una parola grossa...Seriamente non è più possibile assistere a partite come quella con il Genk. Non mi si venga a dire che è stata una partita balorda, perché quella è la normalità della Roma in Champions League. Non ricordo una gara ben giocata dalla Roma in questo torneo dove il gioco e la qualità contano molto di più che nel campionato. Purtroppo finché si giocherà senza punte sarà difficile segnare. E soprattutto non vogliamo più vedere il campionato dei lunghi pareggi come la passata stagione. Basta per piacere, fateci vedere il calcio vero. E giochino i piedi buoni per favore...Siamo l'unica squadra al mondo che gioca con 3 cursori a centrocampo ma al tempo stesso senza fantasista. Viva il pareggio!
Domenica di Derby, che bella domenica. Però fino a quando i derby si giocheranno di sera non avranno mai quella magia che li contornava negli anni del paleozoico quando la pay tv era una parolaccia...
Vorrei tanto conoscere lo stato economico della Roma. Perché dopo questo pseudo-comunicato della Fifa (grazie ai giornali per non averci spiegato se era vero o trattavasi di donazione di Costantino...) non mi sento molto sicuro e sono ancora più convinto che Davids stia bene dove sta...
Domenica sera non bisogna guardare la partita. Bisogna aggredirla con tutte le forze possibili, beveteve le spremute, purché tornando a casa non avrete la voce per rispondere al telefono. Perché il derby è sempre stato un affare di Roma, e della Roma sempre sarà. O vi dobbiamo rammentare il bilancio?
Chi l'ha portato il calcio a Roma?...a belli er pallone ce l'avevano pure l'antichi Romani...l'Aztechi...
So già du ore che sto sul trattore lascio Marino verso la città...


DEGUSTATIO FUNEBRIS... (18 ottobre 2002)
E' sempre con difficoltà, anzi in un climax crescente di coercizione, che riesco a scrivere una qualche idea sensata su questo punto. Perché sembra si vada sempre più giù, in un pozzo dove la fine non c'è o dove la fine si prolunga incessantemente.
Iniziamo dal Corriere dello Sport. Ed infine cadde anche questo baluardo (in realtà era già caduta, ma questa volta vae victis...). Ad ora non si è in grado di recarsi in edicola per acquistare un quotidiano sportivo serio. Per quanto riguarda i quotidiani d'informazione non ne parliamo...
Quindi con il prode Xavier ascolterete spesso l'epopea dell'epico Del Piero, i magici intrighi di mercato, stile spie dell'800, della vostra squadra del cuore, che ogni giorno acquisterà 5 giocatori nuovi, tutti extracomunitari, perché godono di più a prenderci per il culo(scusate) doppiamente...
Direi che la gente è stufa di essere trattata come un bambino di 11 anni (come disse quel famoso filosofo...sigh), però conta solo il risultato e quindi con 5 giocatori ogni giorno il giornale si venderà di più. Ma si, tanto il cliente cosa vuoi che conti...
E gli infortuni, e prima non è niente e dopo è tutto, e le etere, e il doping, e i procuratori, e i papponi, e la Fifa e gli arbitri, e Moggi (senior e junior)...
Che magico gioco è questo football, che un giorno un Nostradamus ci predisse, parlando delle Farmacie dell'Inferno e degli avvocati del Diavolo...
Dicevano che il calcio non sarebbe mai morto, eppure le domande che come lampi spaventano la mente sono strane e buffe: ma il calcio è ancora vivo? Ma soprattutto che cos'è il calcio?
Ognuno propone la sua pars costruens, perché è giusto così. Però forse è arrivato il momento di dare credito alle persone vere, quelle che pensano con la loro testa e che vogliono il bene del calcio. Quanti millenni passeranno prima di vedere persone oneste al posto di Carraro e Galliani?
Scusate ma non riesco più a reggere. Si, credo di non farcela più a sopportare in silenzio i continui soprusi alle nostre passioni, a quella grande idea che unica ci portiamo sin dall'infanzia, ed è l'amore per questo sport.
Non so quali domande vi siate posti davanti a calciatori che in Galles corrono meno di un trattore e che nel club sputano fuoco dalle terga. Le farmacie so piezz 'e core...
Spero che la nostra Roma le vinca tutte 5-0, ma sarò ben contento di perdere tutte le partite, purché si vedano sudore, onestà, calore, passione, divertimento. In questo calcio la vittoria è vergogna, e io non voglio diventare rosso per delle vittorie dal farmaceutico splendore.
Non ci sarà mai una Tangentopoli nel calcio perché non ci sono personaggi dal così grande spessore e dalla grande autonomia per poter scavare. Però se succederà sarà un ritorno al calcio primitivo, questa magica era dell'oro che siamo costretti a rimpiangere.
E scusate davvero se di Roma se n'è parlato quasi niente, era doveroso soffermarsi sul calcio in generale.


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