80.000 PERSONE
PER I LEONI DI HIGHBURY- SERVE UNA ROMA DA TESTACCIO (18 marzo 2003) Può sembrare
strano,ritrovarsi dopo una sconfitta come quella di Perugia, e parlare
di una squadra che è praticamente un'altra. La Roma contro i lancieri
deve essere un'altra, deve essere quella di Londra, in quella partita che
ha dimostrato quale debba essere l'atteggiamento di questa squadra naufraga
e in balia delle onde. Deve essere una Roma da Testaccio, quella che ha
fatto rivivere un mito di quasi 70 anni fa, i leoni di Higbury li chiamavano,
e Ferraris era l'esponente di questa romanitas testaccina. Si dovrà
fare a meno di 2 cardini come Totti e Samuel, ma la Roma di Valencia e
Highbury può vincere sempre contro chiunque. A rimango sorpreso
in maniera sconcertante dalle idee di Capello. Alla vigilia della partita
più importante della stagione,con alcuni giocatori acciaccati, qualunque
persona dotata del lume della ragione userebbe con parsimonia i giocatori
fondamentali. In sostanza,non si capisce per quale assurdo motivo siano
stati schierati Panucci, Emerson, Montella, Cafu. Tra il primo e l'ultimo
uno avrebbe dovuto per forza giocare,e l'altro sarebbe stato sostituito
dal valido Sartor oppure tutti e 2 in panca ed in campo anche Fuser,che
se prende 4 miliardi annui un motivo ci sarà. Sembra che Capello
in certe occasioni non sappia valutare le priorità, oppure voglia
ostentare ed esibire certi suoi atteggiamenti. Sembra voglia ostentare
la mentalità vincente: faccio giocare tutti per dimostrarvi che
la partita di Perugia vale come quella con l'Ajax. E di nuovo qui si trova
un parallelo con Zeman: questi onanismi mentali erano tipici del boemo.
Zeman e Capello non sono 2 concezioni contrapposte: sono le 2 modalità
di uno stesso concetto,e per questo hanno punti in contatto insospettabili. Certo dopo Roma-Ajax
non ci saranno più incertezze: nessuna prolungata agonia,come dopo
i pareggi del Derby e di Londra. Dentro o fuori: servirà l'aiuto
dei Gunners, ed è un aiuto in cui credo molto. Mi preoccupa di più
la Roma...Si spera in Cassano,l'unico in grado di portare la vittoria dalla
nostra parte. Il più grande calciatore europeo under 21. Non uno
qualsiasi,un potenziale campionissimo,uno di quelli da mettere paura. Ce
lo vogliono rovinare,non lo scordate mai: Cassano va aiutato e mai contestato.
Tra noi e loro, ha scelto noi: come minimo merita affetto a prescindere. E allora parliamo
di questo calciomercato. Capello i 4 campioni se li deve scordare. Sarebbe
uno straordinario risultato se la Roma riuscisse ad acquistare Appiah,Ibrahimovic,Legrottaglie
e Dacourt senza vendere neppure un pezzo grosso. Nel bilancio semestrale
della società è emerso un passivo da brividi,circa 60 milioni
di euro. E ci venite a parlare di campioni? L'obiettivo della Roma è
quello di non vendere i suoi campioni e circondarli di giovani già
esperti ma ancora non del tutto esplosi. Altro che campioni,il futuro delle
società è puntare sui giovani. Sarebbe negletto non accorgersene.
Però questo è un discorso che non riguarda il tifoso: dobbiamo
riempire l'Olimpico e far sentire agli olandesi che a Roma fa caldo. 80.000
LUPI SUGLI SPALTI, 11 LEONI IN CAMPO, UNA SOLA PREDA: LA VITTORIA! IMMENSAMENTE ALBERTO
(28 febbraio 2003) Albertò, la
voi sapè na cosa? sei er solito paraculo! hai fiutato un po' l'aria
e te sei detto "me sa che è mejo annà a trovà er Creatore".
Eh si, sono tempi magri per i romani, veramente brutti tempi. La puzza
di razzismo si sente forte. E allora Albertò, hai fatto bene. Così
quanno sarà er momento loro, je dirai "puro i fenomeni locali vanno
in Paradiso...". Albertò, lo sai che t'avemo voluto bene pe quello
che eri. In fondo dei firm tua nun ce ne fregava niente,ce piacevi perché
eri Alberto Sordi. Bravo Albertò, i grandi attori si riconoscono
anche per il tempismo. E c'hai avuto proprio un bel tempismo comico, Albertò:
c'hai fatto piagne pe facce ride. Grazie
Nel frattempo la tua,la
nostra Roma è andata a trionfare su di un campo inviolabile. Siamo
sempre lì: questa stagione è stata falsata in maniera impressionante.
Appena la squadra ritrova stimoli,coesione e grinta non ce n'è per
nessuno. E adesso sotto coi londinesi: in fondo sono loro a dover aver
paura. Noi siamo stati eliminati già...
Il Mestalla in piedi,esce
Totti. Certe volte quasi mi commuove il fatto che giochi per la Roma. Pensatelo
nel Man Utd o nel Real. Quando smetterà la Roma dovrà ridare
molto a Totti: lo vedo presidente onorario.Ovviamente tra 10-12 anni...
Si parlava di questa
sensazione sgradevole di anti-romanità. Sembra che il romano sia
diventato un individuo spregevole,dal Nord al Sud. Ormai il concetto del
terrone sembra arcaico, il riflusso nordico di stampo nazi-settario si
è concentrato verso Roma. Le televisioni vanno al Nord, il potere
va al Nord, i soldi vanno al Nord. Non credo sia un fenomeno da sottovalutare.
Anzi è un vomito razzista che prima o poi dovrà esplodere.
Avrei voluto celebrare
la vittoria della Roma, però la morte di Albertone ha tolto ogni
possibilità di enfasi. Di quella partita si può dire solo:
non erano 11 in campo,erano milioni che volevano vincere per Alberto.E
basta.
Purtroppo dopo gli
incidenti di Torino se ne sono sentite di tutti i colori. Semplicemente
il calcio sta proseguendo lungo una linea retta di autodistruzione. Dopo
essersi estinto come entità spirituale e sentimentale (il calcio
di Pasolini, il calcio sacrale), ora sta puntando dritto alla sua distruzione
economica. Continuo a sostenere che ci sia da augurarsi che tutto ciò
succeda. La violenza non è un frutto dei presidenti. In Italia sembra
ci sia un clima molto cupo,oppressivo, repressivo come mai prima. Sembra
l'Italia come la vogliono loro. L'Italia dei Berlusconi.
Un altro grande lutto,
passato sottotraccia per la contemporaneità alla morte di Alberto,
ha colpito Roma. E' morto Alvaro Amici, che tanto ci allietava con i suoi
stornelli. E adesso quando sentiremo "lo vedi ecco Marino,la sagra c'è
dell'uva..." ci verranno i lucciconi. Avete fatto bene. E' il momento migliore
per i migliori. Prima che sia troppo tardi. Prima di essere ricoperti da
insulti. Roma si inchina. Grazie di essere stati romani.
VIA TUTTI,VIA NESSUNO
(22 febbraio 2003)
E' bastato un cross
sballato di Carew e la Roma è fuori (quasi) dall'Europa. Eppure
non era sembrata niente male. Forse bisognerebbe capire meriti e colpe:
forse sono stati bravi i rincalzi a mettercela tutta,dimostrando che non
sono delle pippe, oppure il Valencia è una squadra modesta,e allora
a Valencia si deve andare con grinta e cuore per vincere una partita non
impossibile. Se ne sentono di tutte i colori, però non va giù
sentire che Capello vince solo con i grandi giocatori e che questa era
una Roma modesta. Non ci prendiamo in giro, perché questa era una
delle squadre più forti di sempre (uno come Guardiola faceva la
tribuna...).
Rimane il nodo cruciale
della prossima stagione: si investirà ancora oppure ci sarà
ridimensionamento? Da una premessa di base si deve partire: l'A.S.Roma
non è una società economicamente florida, come non lo sono
tutte le società del calcio italiano. Quindi prima si devono assestare
i bilanci, poi tutto il resto. A chi dice che queste sono cose che non
interessano il tifoso, rispondo: così dicevano i tifosi della fu
Fiorentina. Siccome all'epoca dello sbarco in borsa noi tifosi non fummo
in grado di opporci e di accorgerci che era un evento che stravolgeva l'essenza
del calcio, adesso dobbiamo essere attenti anche a queste cose. Sinceramente
mi preoccupa la capacità di Capello nello gestire i giovani. Perché
a questo punto bisogna sperare che la società punti sui giovani,
che abbiano determinate caratteristiche(Ibrahimovic è un giovane,
Mexes è un giovane, Appiah è un giovane, ma sarebbero titolari
ovunque). Il futuro della Roma è essere competitivi in campionato,
in grado di ottenere tranquillamente ogni anno il quarto posto e quindi
disputare ogni anno la C.League con un gruppo di giovani, che magari maturando
potrebbero poi portare prestigiosi risultati. Certo se poi bisogna sentir
parlare di Dainelli, allora si dica chiaramente che la società punta
ad un totale ridimensionamento perché la situazione del bilancio
è pericolosa. E Sensi non riprenda il solito gioco delle promesse
mai mantenute: è pericoloso. Sensi è il presidente dello
scudetto e delle battaglie contro il palazzo, ma il suo credito non è
illimitato. Lo può mantenere costante solo con la sincerità
e la franchezza.
Il problema Capello
è abbastanza intricato, ma credo che la soluzione sia negli spogliatoi.
A me sembra che questa squadra sia logora di Capello, come lo fu la vecchia
guardia del Milan. Sensi senta i giocatori e valuti di conseguenza. Anche
se tecnici disponibili non ce ne sono: l'unico che cambierei volentieri
con Capello è Claudio Ranieri, ma sembra abbastanza ancorato al
Chelsea. Non credo che Cosmi sia pronto, se verrà Del Neri organizzeremo
un comitato di resistenza, Mazzone sarebbe un simpatico ritorno ma non
mi sembra il caso...Ecco perché sostanzialmente Capello non se può
andare.
Mentre la magistratura
prova a comprendere meglio la storia dell'ultimo decennio di calcio, una
squadra chiede un rinvio che fa vomitare. Meno male che in Europa non contano
niente, che goduria vedere Moggi ingoiare i propri intrugli...E allora
noi cosa avremmo dovuto fare??? A proposito: le riserve della Roma non
sono pippe come dicono in giro. Guigou è nazionale uruguaiano, Cufrè
ha vinto parecchio con le giovanili argentine, Dellas è come lo
avevamo visto al PERUGIA, Lima fino a 5 minuti fa era Duracell.
Quando tutti i protagonisti
avranno smesso e la vicenda si sarà persa nel tempo, Capello dovrà
venire a spiegarci perché la stagione 2002-2003 andò così
male e dovrà chiederci scusa. Se esisterà ancora un qualcosa
tale da essere chiamato gioco del calcio...
Adesso la stagione
della Roma deve essere come un ritiro per la prossima annata: De Rossi
deve giocare di più, così Cassano, idem Dellas. Cafu si deve
accomodare in panchina, se non rinnoverà (forse mi devo ricredere,
questo Cafu sembra di nuovo in forma. Un Mancini qualsiasi vale un Cafu
ultratrentenne?). Sperimentiamo nuovi moduli, si riorganizzi decentemente
la struttura societaria.
Come al solito emerge
una riflessione: ma quale ciclo, lo scudetto della Roma è stato
un episodio ben riuscito. Speriamo che si sveglino...
PASSIAMO DALLA CASSA...
(16 febbraio 2003)
Effettivamente pensare
di poter passare il turno in Champions è un'utopia, soprattutto
dopo aver visto uno squallido pareggio con il Brescia. Però leggere
che ci sono ancora biglietti per la Sud suscita uno strano senso di vergogna.
In fondo anche passare il turno sarebbe inutile, servirebbe solo ad alimentare
illusioni. O qualcuno di voi crede che questa squadra possa vincere la
coppa?
Però intanto
proviamoci, facciamo vedere che questa stagione è stata balorda
per motivi esterni. Facciamo vedere che noi ci siamo, che non ci stiamo
arrendendo. Perché uno stadio semivuoto significherebbe questo.
Nel frattempo da Guarinello
c'è via vai...
Allora martedì
tutti allo stadio, con il petto in fuori, con le corde vocali tese come
le corde di violino. Perché se ci arrendiamo ora, per il calcio
sarà dura sopravvivere. Non è titanismo, bensì presa
di coscienza: la Roma è l'ultimo baluardo di un certo modo di vedere
il calcio, l'ultima difesa dal calcio controllato, l'ultima resistenza
contro il calcio degli arroganti. I tifosi diventano automaticamente supporto
indispensabile, per continuare a lanciare certi messaggi.
Però sembra
tutto il contrario. Non sembra essere da Roma fischiare un giocatore dal
'20 del primo tempo,soprattutto per uno che complessivamente di sudore
ne ha dato molto. Oggi Tarzan Annoni sarebbe fischiato tutte le domeniche.
Martedì dimenticatevi
tutte le vostre cazzate, le vostre idee politiche, le vostre cazzutissime
idee, e cantate per 90 minuti: DAJE ROMA, DAJE!!!!!
ROMA COME BILBAO?
(6 febbraio 2003)
Che cosa vogliono
dire queste continue insinuazioni sul possibile ritorno di Mazzone a Roma?Forse
Capello non ha più intenzione di restare, ed allora puntando sui
giovani si ritiene Mazzone l'uomo che può tirarne fuori il meglio.
Oppure semplicemente la possibilità di un ridimensionamento. Che
potrebbe anche andar bene, purché venga detto apertamente e senza
giri di parole. Però a quel punto, per sottolineare l'estraneità
di Roma e della Roma dal pallone di cosa nostra, ecco l'idea. Roma come
Bilbao. Allenatore Mazzone? Bene, allora facciamo una squadra di romani.
O no??almeno la maglietta sudata sarebbe sicura...
A proposito di sudore
e impegno, va sottolineato la grave intimidazione psicologica subita da
Carlo Zampa. Non credo che la Curva Sud più decadente dal 77 in
poi possa permettersi di decidere tutto. Vogliamo parlare di striscioni
del tipo Razza Romana, o dei buh che, bisogna dirlo, una sparuta minoranza
ha ripreso ad intonare dopo mesi di vigliacco pentimento?Carlo Zampa era
ed è una risorsa ed una ricchezza della tifoseria giallorossa, anche
se pieno di eccessi o megalomanie. Ieri c'era uno striscione dei Fedayn
che la diceva tutta : "anche tra noi ci sono merde come voi...".
Nel frattempo si parla
di serie A a 40 squadre, si cerca di rivitalizzare il calcio. Ma il calcio
è morto. Adesso c'è uno show-biz che lo sostituisce, ed in
questa logica mi sembra normalissima l'idea di un campionato a 40 squadre.
Se si critica questa idea poi si deve criticare tutta la struttura del
calcio moderno: dalla pay per view alle notturne, dalle gite in Arabia
alle rose da 40 squadre, dal conflitto d'interessi alla Gea. Altrimenti
è solo un falso moralismo di circostanza.
Il derby di ieri ha
dimostrato per l'ennesima volta che questa squadra, arbitrata normalmente,
vince. Magari alla difensiva, però vince, tirando fuori gli attributi.
Quando il Puma ha scagliato quella saetta, la faccia di Mancini era così
sconsolata che ho rischiato l'orgasmo.Lo inviterei a Trigoria per farsi
impartire lezioni di tattica dal Mister, chetanti difetti ce l'ha, ma quando
la partita la prepara come si deve, la vince.
E' partito un ennesimo
attacco a Totti, questa volta molto particolare. In sostanza il Capitano
è continuamente invitato dalla stampa a lasciare la Roma, con messaggi
subdoli e tra le righe. Ovviamente questo si interseca con l'idea dell'organizzazione
di affossare la Roma. Ciarlando continuamente su Totti, lo si confonde
e deconcentra, alterandone il rendimento. Così facendo si indebolisce
la Roma, e con un sistema scientificamente organizzato, una ringkomposition,
lo si invita ad andarsene perché la Roma non può assecondare
i suoi obiettivi. L'avamposto di questa strategia è il Corsport,
illo tempore appositamente affidato al feldmaresciallo Iacobelli.
Meditate gente, meditate...
NONOSTANTE TUTTO,
GRAZIE BATISTUTA (25 gennaio 2003)
Ne sono girate di
tutti i colori sulla cessione di Batistuta. Il problema è stato
che quasi tutti i commenti si focalizzavano sull'aspetto umano. Il che
è assurdo. La categoria giudizio delle persone si ha da bambini,
poi da adulti ci si accorge che ogni persona è come è e va
accettata per quella che è. L'analisi andava fatta sull'aspetto
tecnico. Ha dato Batistuta ciò per cui era stato acquistato? Si,
ha portato lo scudetto in dote, ed era quello che ci si aspettava da lui.
Abbiamo mai visto il vero Batistuta a Roma? No, i tifosi della fu Fiorentina
lo sanno bene. Il primo anno di Bati alla Roma è stato un grande
anno, ma rispetto a Firenze era già al 50%(o non vi ricordate il
Batistuta di Firenze?). Lì è finita la storia di Batistuta
alla Roma. Probabilmente l'errore è stato non cederlo subito dopo
lo scudetto. A posteriori è tutto facile...Forse all'Inter segnerà
pure, ma saranno i normali gol che avrebbe segnato anche se fosse rimasto.
Sul punto di vista umano, beh, ognuno si comporta come vuole, purché
rispetti gli altri. E Batistuta si è sempre comportato da buon professionista.
Nella vita ci si lascia: non comportiamoci come lui, salutiamolo da persone
educate. Di certo non lo rimpiangeremo. Ed è comunque indicativo
per uno che ha vinto lo scudetto a Roma...
La Coppa Italia è
diventato obiettivo primario. Il mancato turn over però sarà
alla lunga nefasto...Già adesso se ne vedono le conseguenze...I
3 derby tutti insieme sono purtroppo una preoccupazione: questa squadra
mi sembra allo sbando,soprattutto la condizione tecnica sconcerta e insinua
in maniera vigorosa quella domanda dell'altra volta...
I fischi a Cassano
sinceramente non li ho capiti. Che cos'è, ora i tifosi devono decidere
anche i comportamenti dei calciatori? Mi sembra che ci si trovi in pieno
delirio di onnipotenza. Si fischiano i giocatori che giocano male ma hanno
un comportamento irreprensibile (vedi Antonioli),ma si fischiano anche
i fuoriclasse mezzi matti e guasconi (Cassano). La coerenza buttiamola
nella spazzatura...
Mercato. Il caso Marazzina
mi sembra sintomatico: gli amici della Roma sono i meno nemici...E chiedetevi
perché così, improvvisamente. E chiedetevi perché
certe squadre si sbracano con certe altre, per poi sostenere che in fondo
è normale sia finita così...Ovviamente spero che Marazzina
sia solo una situazione ponte... Se fosse a titolo definitivo sarebbe quantomeno
imbarazzante...Ma tra Capello e Zeman che differenza c'è? Ci avevano
detto che con Capello non avremmo mai visto partite con punteggi assurdi
e c'è stata Roma-Vicenza; ci avevano detto che con Capello non sarebbero
più arrivati quei bidoni di una volta e sono arrivati Gurenko, Lassissi,
Cufrè ecc. Ah, i luoghi comuni...
(.................................................)
(20 gennaio 2003)
Niente parole, non
è più il caso di continuare ad argomentare. La gente non
si prende in giro così. Eccovi la classifica di fine campionato:
1. Milan
2. Juventus
3. Lazio
4. Inter
5. Chievo
6. Bologna
7. Parma
8. Roma
9. Perugia
10.Udinese
11.Empoli
12.Reggina
13.Modena
14.Piacenza
15.Brescia
16.Atalanta
17.Torino
18.Como
Ovviamente è
una classifica che vale in condizioni di stabilità, praticamente
impossibili. Però in sostanza sottolinea l'appartenenza o meno all'Organizzazione.
Infatti somiglia molto alla classifica attuale. E chiedetevi perché
Mazzone sta pregando per dei nuovi acquisti...La puzza di questa m****
si sente lontano un miglio...
Eccoci ora ad un'altra
classifica. E' molto squallida, è di quelle che mi auguravo di non
dover pensare neppure più, è la classifica della Roma senza
torti arbitrali. Ovviamente niente di più artefatto e ipotetico,
perché in conto bisogna metterci anche lo sbando psicologico che
tutto ciò ha creato (e questo vale soprattutto per la C.League).Eccola:
1.Milan 37
2.Lazio 36
3.Roma 35
4.Inter 35
5.Juventus 34
6.Chievo 30
ecc.ecc.ecc.
Questo conteggio tiene
conto esclusivamente delle esecuzioni avvenute contro la Roma e basta,
altrimenti la classifica sarebbe ancora più divertente. Nel dettaglio
i 12 punti in più della Roma derivano da:1 punto con il Milan;2
punti in più contro l'Inter; 2 punti in più contro la Juve;
1 punto in più con il Chievo; 3 punti in più con il Modena;
3 punti in più con l'Atalanta. Non si tiene conto della partita
di Parma, in cui magari un punto lo becchi, e della partita con il Bologna,
che si annullano con i 2 punti in più contro il Torino, gentile
omaggio dell'Organizzazione per Natale.
Questo campionato
è lo specchio di una situazione italiana molto più in generale.
Il campionato è
truccato, viva il campionato di calcio....Tra malafede e organizzazione
a delinquere c'è una differenza. Per eventuali chiarificazioni guardare
il campionato di calcio italiano...
A CHE GIOCO STANNO
GIOCANDO? (14 gennaio 2003)
Il 2003 si apre con
una battuta a vuoto pesantissima. Avevamo trascorso un Natale tranquillo,
credendo che la squadra fosse in via di guarigione, ignorando in realtà
che questa aveva battuto altre squadre ancora più dimesse, tra l'altro
in circostanze misteriose,vedasi vittoria a Torino. Invece l'anno nuovo
ci ha portato in dono la realtà: questa squadra è in preda
ad una deriva psicologica che ora comincia ad espandere i suoi tentacoli
anche nei muscoli oltre che nelle menti. Si può dire che è
una squadra in depressione? Si può dire che è una squadra
che non vede l'ora di allenarsi perché questo significa non giocare
contro degli avversari e dimostrare la propria situazione? Cosa c'è
in questa Roma di nuovo che ha portato a questa situazione?Ma soprattutto,
adesso che fare?
I 5 mesi della filosofia
calcistica: per non lanciare nel vuoto una stagione la Roma deve decidere
cosa fare di questi 5 mesi che la separano dalla fine del campionato. Se
crede di potersi ancora risollevare, può insistere con il rischio
di andare incontro a situazioni impensabili. Oppure può usare questi
5 mesi per sperimentare, esaminare, osservare. Sperimentare se questa squadra
con nuove idee e nuovi moduli può ottenere risultati convincenti,
esaminare quali giocatori sono parte fondante del nuovo corso Roma e quali
non lo saranno, osservare se alcuni giovani sono pronti per diventare "adulti".Questo
vuol dire che in campo ci dovranno essere meno Cafu e più Cassano,
meno Lima e più De Rossi. Si rischia, ma almeno si parte con indicazioni
certe per il prossimo campionato che per la Roma già non può
più essere di transizione.
Trovare adesso i responsabili
non avrebbe molto senso. Certo però si dovrebbero analizzare delle
situazioni che risultano quantomeno curiose: il ricatto Roma-Capello in
primis. Se si riflette bene si capisce che è una situazione bilaterale:
la Roma è bloccata da un contratto principesco (8 milioni lordi
annui) da qualsiasi tentazione di licenziamento. Capello è bloccato
dalla Roma per lo stesso motivo: magari vorrebbe andarsene ma non può
rinunciare ad un contratto del genere. C'è un lato positivo per
tutti e due: la Roma con Capello ha una sicurezza dal punto di vista manageriale
e calcistico, perché vuole solo grandi giocatori; dall'altra parte
Capello capisce che certe condizioni sono irripetibili nella storia del
calcio e che qui vive come un marajà. Qui la domanda si inserisce:
a che gioco stanno giocando?
Per quanto riguarda
i calciatori, in effetti molte prestazioni scadenti vengono fornite soprattutto
da calciatori in scadenza di contratto, Cafu su tutti. Si dice nell'ambiente
che Capello logora chi ce l'ha, e quindi o cambi spesso il parco giocatori
o cambi l'allenatore. Probabilmente questa considerazione non è
stata affrontata adeguatamente: non c'è possibilità di cicli
lunghi con Capello. All'ultimo anno di Capello i giocatori e l'allenatore
si tiravano i coltelli, come poi dimostrerà la disastrosa stagione
del ritorno al Milan. Capello, insomma, non è Guy Roux...
Da parte sua ci sono
atteggiamenti fortemente irritanti che probabilmente avranno fatto infuriare
anche un tipo ligio al dovere come Tommasi. Bisogna capire a chi sono indirizzati
certi messaggi. Ad es. schierare Dacourt dal 1' minuto è sicuramente
un messaggio con un destinatario ben preciso. Però questo ha anche
dimostrato come la Roma non abbia gioco, tanto che basta avere un allenamento
nelle gambe con i compagni per risultare il migliore in campo. Quindi ora
il non gioco della Roma diventa un dato di fatto quasi scientifico. Questo
è Capello.
Se Don Fabio non avesse
un ingaggio così corposo, non lo si potrebbe mandare via lo stesso
perché non ci sono alternative: l'unica degna di considerazione
è Ranieri, che però a Londra si trova benissimo. E qui entra
in ballo l'assalto Gea. Cominciano ad arrivare una consistente dose di
messaggi subliminali da parte della stampa, in particolare del quotidiano
sportivo romano, in sostanza inviti ad arrendersi e accordarsi alla Gea.
L'idea propugnata continuamente di un possibile ingaggio di Del Neri è
un cavallo di Troia. Assumere Del Neri significherebbe l'inizio della fine
della Roma. E per chi crede che questa sia fantapolitica rispondo che questo
invece è semplicemente il calcio. Nel momento in cui ci fosse un
ingresso consistente del gruppo Gea nella Roma, non ci sarebbe più
via di uscita e ci sarebbe il completo trionfo dei soliti. Ovviamente altri
tentativi vengono condotti tramite calciatori, più precisamente
giovani. Aquilani, D'Agostino e Lanzaro sono sotto procura Gea e se hanno
davvero intenzione di venire alla Roma farebbero bene a cambiare procuratore.
Ho letto dichiarazioni scandalose di D'Agostino che possono essere state
scritte o inculcate solo da individui che ben conosciamo.
Secondo voi un motivo
ci sarà pure se la Roma primavera è fortissima ma è
quart'ultima in classifica? Oltre a questo evidente, ce n'è un altro
occulto. L'onnisciente Capello ha in realtà bloccato il programma
previsto da Bruno Conti, che è il responsabile del settore giovanile,
pretendendo di conoscere meglio ciò di cui ha bisogno il settore
giovanile giallorosso e su quali persone esso debba fare affidamento. Sembra
anche che Brunetto nostro verrà silurato per incompatibilità
con il Divo Capello. Se a voi questo sembra il miglior allenatore del mondo...
p.s. l'acquisto di
un calciatore di 29 anni come Dacourt che tipo di finalità ha? Di
quale progetto può far parte? L'eventuale acquisto di Legrottaglie
che finalità avrebbe? Davvero voi pensate che alla Roma sia utile
Legrottaglie, 27 anni, onesto difensore? Che tipo di progettualità
di mercato c'è alla Roma? Ma soprattutto, Capello che cosa vuol
dire tutto ciò? DIO SALVI LA ROMA, e scusate se sono blasfemo...
THE GANGS OF FOOTBALL
FOOTBALL WAS BORN
IN THE STREET... (25 dicembre 2002)
Eh sì, il calcio
nacque in strada. Era un divertimento, era una passione era uno stupore.
Nasce nella strada ogni volta, per ogni bambino. Si inizia a giocare lì,
con le porte fatte con le pietre o addirittura con i giubbotti, l'arbitro
non c'è perché quando si gioca tra amici non ti viene neppure
in mente di fregare l'avversario, queste cose cominci a capirle quando
poi giochi contro quelli delle altre vie, che magari conta il risultato
per tornare felici a casa. Il calcio nasce che certe volte il pallone finisce
nei balconi delle persone più sbagliate, perché poi per riprenderlo
hai sempre bisogno di un carattere alla Kofi Annan, perché la vecchietta
è sempre molto tosta. Il calcio nasce che certe volte il pallone
ti finisce sotto le macchine e per ripescarlo ti sporchi sempre e poi il
pallone è così sporco che quando il portiere fa una parata
sembra appena tornato da un'officina. Nasce che si ricorre al pari e dispari
per fare il "calciomercato", per scegliere chi deve stare in squadra con
chi, e per ultimo rimane sempre uno che tutti pensano sia una pippa, ma
che poi proprio per questo è sempre quello che torna a casa più
sudato e più felice di tutti, perché sa di aver dato tutto.
Nasce che certe volte ci sono dei palloni che ti permettono colpi geniali,
quasi come il Fevernova, perché sono facili da colpire per tutti.
A volte magari sei andato a chiamare gli amici e aspettando sotto il palazzo
ti metti a giocare a battimuro, e si alza un vespaio di polemiche che neppure
il Pro-cesso di Biscardi, perché stai svegliando il canarino del
piano di sopra. Il calcio nasce che magari indovini il tiro della domenica
ma dopo aver fatto gol la palla si schianta contro la plafoniera del palazzo
di dietro, e allora c'è un fuggi fuggi verso lidi inesplorati per
fuggire da eventuali ritorsioni e conseguenze dell'amministratore di turno.
Il calcio nasce che ogni tanto giochi a tedesca, un gioco nel quale le
regole non esistono, e un po' come il common law ogni sentenza fa giurisprudenza,
però certe volte poi capita di far gol con il legamento crociato,
e non ci sono precedenti, e allora son cavoli del portiere che maledice
di aver rischiato la sforbiciata nell'azione precedente. Il calcio nasce
che certe volte capisci che magari è più importante il carisma
ed il carattere che le virtù tecniche. Il calcio nasce che si gioca
per 4-5 ore filate quando hai pochi impicci per il giorno dopo, e torni
a casa che non sei mai stanco, al massimo hai una fame da lupi.
Il calcio nasce che
poi quando vai alle scuole calcio ti viene la crisi di rigetto, perché
lì ti opprimono e non ti lasciano vivere il calcio come vuoi.
Poi magari ti sei
fatto abbastanza grande per lasciare il calcio di strada e ci sono le partite
di calcetto e le partite da tifoso, quando sali le scalette e respiri un'aria
che in nessuna altra parte del mondo respirerai mai, e ti senti uno e 80mila,
in una sensazione che non sentirai altrove.
Questo era il calcio,
questo non sarà mai più...
Forse è stata
colpa nostra, quando ci facevamo indottrinare che le pay-tv erano un bene
per il calcio, quando un omino cominciò a comprare tutti i giocatori
sul mercato perché c'era bisogno delle rose larghe, quando ci dissero
che la Borsa avrebbe portato denaro fresco nelle borse, quando ci dicevano
che male c'è a mettere uno sponsor sulla maglia, quando ci dicevano
che le società di calcio dovevano diventare aziende. E così
adesso siamo costretti a parlare di prese di beneficio e smart-card, di
turn over e di salami sulle maglie. Forse noi tifosi non abbiamo protetto
il calcio, forse dovevamo fare di più. Forse...
Auguro a tutti un
Buon Natale, anche se immagino che saranno in pochi a goderselo davvero,
perché la gente normale si ritrova da un momento all'altro con le
pezze al culo perché il padrone si è stufato o perché
i prezzi salgono in maniera geometrica (si, è colpa dell'euro.......!!!!!
questa manco Varriale la direbbe...). Auguro a tutti i tifosi della Roma
un 2003 che sia vero, genuino e porti all'Olimpico l'arietta di Testaccio.
E che si riparta dai giovani, dalla grinta e dall'umiltà: diamo
la nostra Roma alla quinta del Bruno, diamo la nostra Roma ai Pelizzoli,
ai Cassano, ai Zebina (si, l'unico che ha saputo davvero tirar fuori le
palle), e ai tanti altri che verranno. Perché almeno non ci chiederemo
mai se si stanno impegnando. Perché fino a una certa età
i calciatori ancora si divertono. Ripartiamo da Totti, perché
il più grande giocatore della storia della Roma non debba essere
sprecato per vincere uno scudetto e basta, come uno dei tanti.
L'augurio più
grande va al calcio: spero che possa tornare bambino. Il calcio degli albori,
affidato a noi moderni. Né con il pallone di cuoio duro, né
con il Fevernova supertecnologico: giochiamo al pallone, quello normale.
Tornerà mai?
SPES ULTIMA DEA...
(12 dicembre 2002)
Forse ci sbagliavamo,
forse il Potere non c'entrava niente, forse non abbiamo capito nulla. Dopo
la partita di Amsterdam questi pensieri sono passati per la mente di tutti.
C'è chi li ha poi considerati giusti e chi l'ha espulsi dalla propria
mente. Ecco perché sto tra i secondi:
-che ci sia una situazione
di potere totalmente irregolare sta emergendo di giornata in giornata.
Domenica col Milan ennesima rapina a mano armata. Ho sentito alcune dichiarazione
di un procuratore (Canovi, per l'esattezza) che hanno acuito questo sentimento
di sbigottimento. L'obiettivo dell'Organizzazione è quello di poter
un giorno controllare tutto il campionato direttamente, con la gestione
dei calciatori. Attualmente hanno bisogno di alcuni mezzi quali carta stampata
e mass media in generale. Ribadisco la sensazione di vivere come nel film
Matrix. Stiamo passando per matti perché loro non riescono a vedere,
sono accecati da quello che da tempo immemore gli viene propinato. Per
quanto riguarda Collina, sembrerebbe essere caduto in una trappola. Ha
capito che per tornare ad arbitrare certe partite deve chiudere un occhio
ogni tanto ed ha provato a farlo. Ma è stato silurato subito, punito
per dimostrarne la fallibilità o per insinuare il dubbio dell'incapacità.
Perché Collina rimane comunque l'unico anticorpo presente nel sistema
arbitrale italiano, anche se adesso è obbligato ad abbassare le
sue capacità di resistenza.
La situazione in cui
il calcio si trova ora è davvero estremamente preoccupante. Le profezie
di Zeman non erano profezie, erano segnali ad un mondo che non riesce a
vedere certi meccanismi, come se avesse delle lenti a contatto che oscurano
la parte scabrosa. Parlò di doping e di calcio finanziario. Del
primo non c'è bisogno di parlarne, aspettando le sentenze dei tribunali,
del secondo stanno ultimamente emergendo sempre maggiori dettagli. Sono
dunque i presidenti i veri padroni della società o sono degli strumenti
governati dal capitale finanziario? Le banche gestiscono le società?
Dire che il calcio
è vicino alla morte credo sia ingiusto. In realtà bisogna
aiutarlo a morire, perché sta subendo sofferenze che non meriterebbe.
L'eutanasia è l'unica soluzione di questo calcio, l'unica alternativa
al calcio delle menti controllate che ci vogliono proporre. Pensare di
salvarlo è da stupidi utopisti, ormai servirebbe un miracolo che
neppure l'unto dal Signore potrebbe compiere...
-C'è forse
stato un errore comunque nel parlare continuamente di situazione estranee
al campo. Abbiamo trascurato di parlare della situazione tecnica. perché
ci sono errori che debbono essere risolti. In primis conglobare tutti gli
elementi in unico spirito di squadra, senza dar spazio a caste e paria
(Capello che errore!). Poi trovare uno sbocco ad una situazione che non
va davanti. Totti è un trequartista che se gioca centravanti rende
come lo farebbe da centrale diversivo, perché è fortissimo.
Ma il suo ruolo è trequartista, è l'unico a saper interpretare
quel ruolo in chiave moderna, e se non si capisce questo... Capello sostiene
che Cafu sia un attaccante. Benissimo, siccome non segna mai, dentro Cassano
che sulla fascia destra ha già dimostrato di saper giocare. Le punizioni
chi le tira, Totti, Candela o Batistuta? Il turn over si può fare
oppure a Guardiola deve crescere il muschio sui polpacci? Non vi dice niente
il fatto che Dellas di partita in partita ha dimostrato costanti miglioramenti?
Bombardini è l' alternativa a Delvecchio si o no, e se no, che cavolo
di ruolo è? Cufrè è in grado di giocare in serie A
oppure lo teniamo per compassione?De Rossi è un calciatore della
prima squadra o no? Non è meglio di Tomic?O sennò perché
non lo si manda a giocare altrove? La Roma crede in Pelizzoli?
Ma soprattutto: Capello
è in grado di gestire questa crisi? Perché quando i calciatori
sono così statici moralmente, bisogna chiederne spiegazione all'allenatore.
C'è un anello
di congiunzione che riunisce le due analisi. E' che la situazione psicologica
della Roma è sostanzialmente derivata dalla persecutio arbitrale.
A Madrid c'erano gli stessi giocatori, non lo scordiamo mai. Quello che
voglio esprimere è che questa squadra è stata trasportata
in questa situazione con fattori esterni. Un Bati che manda la palla sui
cartelloni è il riflesso non di situazione fisica ma di una psicologica.
Non ho soluzioni per
risolvere questi squilibri, altrimenti sarei l'allenatore della Roma. Però
forse qualcosa noi la possiamo fare. Ad esempio non insultare Batistuta,
ad esempio stringerci intorno alla squadra. Ho finalmente capito
l'errore di via Allegri: non è stato andarci, ma non aver impiegato
quel tempo andando a Trigoria a sostenere i giocatori con i cori, con il
cuore. Perché andare a via allegri è stato inutile. Ed allora
se la lezione è stata imparata, diamo il nostro amore a questa squadra.
Per una volta non ci sottovalutiamo, diamo importanza al nostro ruolo di
tifosi. Forse noi possiamo tirare fuori questa squadra dalla crisi. E che
Dio ce la mandi buona...
L'HANNO LEGALIZZATA!
(7 dicembre 2002)
No, non la marijuana
(ve sarebbe piaciuto...). La Gea World, secondo quanto stabilito dall'apposita
commissione Figc, è un organizzazione perfettamente regolare, anzi
quasi quasi è un'associazione benemerita. E' inutile ricordare che
Benedetta Geronzi lavora in Figc e che Luigi Carraro diriga Mediocredito,
filiale di banca di Roma (cioè Geronzi). Queste sono quisquilie,
in confronto ai veri problemi del calcio: bisogna stare attenti a quei
barbari sotto la linea gotica, distruggeranno il calcio prima o poi...Ringraziamo
per la squalifica del campo, per la diffida in seguito a Roma-Juve, ringraziamo
perché le nostre bombe carta sono pericolose e quelle bianconere
innocue, ringraziamo del sicario inviato a dirigere equamente una partita
che la Juve non doveva perdere. A proposito di arbitri: il sistema di designazione
dovrebbe essere misto, ovvero un semi-sorteggio. Però permettetemi
dei dubbi. Ogni volta gli arbitri sembrano scelti appositamente, parlo
di tutte le partite. Sarà sicuramente una mia impressione...
A proposito di arbitri:
ma secondo voi quale essere umano, se non un amante della giustizia e dell'onestà,
andrebbe contro la sua carriera? Insomma, perché gli arbitri non
dovrebbero essere compiacenti con i due poli del potere, gli unici in grado
di portarti in Europa nelle partite che contano? Ma ci siamo mai chiesti
perché De Santis è internazionale? Perché Bertini
lo diventerà? Io sì, ma non riesco a fornirmi risposte adatte.
Perché mai
dunque la Figc avrebbe dovuto penalizzare la Gea? Secondo voi fra quanto
tempo non si distinguerà più l'una dall'altra? Che poi in
giro per l'Europa ci prendano per il culo è solo un particolare,
in fondo Le Monde è sempre stato un giornale di piagnoni romanisti...
Sinceramente non riesco
più a capire che cosa è legale e che cosa no, nel calcio
come nella vita quotidiana: si gioca su campi irregolari, si gioca avvolti
dalla nebbia, il doping non è illecito, il conflitto d'interessi
è una qualità, i mass-media sono schierati con il potere
costituito.
Ora come ora è
molto difficile credere in questo calcio, è per questo che la propaganda
ha intensificato la propria attività. Ci hanno propinato il calcio
da salotto e noi ci siamo cascati, adesso siamo arrivati al silenzio stampa
(dovrebbe essere un atteggiamento irrispettoso nei confronti dei tifosi)
di beneficenza e da elogiare. L'ufficio propaganda è così
attivo perché deve manipolare bene i suoi clienti che altrimenti
rischierebbero di capire e di non comprare più la merce calcio.
Nacque come sport...Morì come un prodotto.
Convinsero Nesta con
macchinoni e promesse: "ci pensiamo noi ai tuoi problemi". Detto fatto:
la Van Dorn manca poco che lo fa arrestare.
A chi potrebbe obiettare
che anche lo scudetto della Roma è poco chiaro, si risponde semplicemente.
In quel periodo il calcio italiano affrontò il più grande
vuoto di potere mai verificatosi, e questo consenti a squadre non "autorizzate"
(Roma e Lazio) di vincere lo scudetto.
Capisco anche io che
il quadro prospettato ha tinte molto fosche, quasi irreali, però
sembra difficile credere ad una situazione diversa. Zeman è stato
deferito perché ha proferito frasi contro la Gea, quindi...
C'è un però.
Ed è il campo. Se in campo scendi con la massima grinta, con cattiveria
agonistica, con gli attributi, tutto questo lo puoi eludere, anche se per
un giorno. Per questo i giocatori della Roma non sono semplici calciatori,
ma alfieri di una missione di cui dovrebbero essere resi coscienti. Vincere
la corruzione nel calcio si può. In campo. Nella vita invece il
campo non c'è, e il marciume esiste da quando esiste l'uomo. C'è
un'altra componente che può rompere degli argini: noi, il tifo.
Se lo stadio diventa una zona franca, pulita, di passione e di amore, gli
faremo almeno venire il prurito ogni volta che metteranno piede nello stadio.
C'è una partita
molto importante: Milan-Roma. Dopo ce n'è una anche più importante.
Le grandi squadre, i grandi uomini, vanno, vincono e tornano. Daje Roma!
C'era uno striscione
a via Allegri, quella volta, che diceva all'incirca "Il nostro stile vi
seppellirà". Niente di più vero. Da oggi in poi stile Roma.
Contro la barbarie del calcio italiano.
GEA ' S WORLD... (29
novembre 2002)
Dicesi: "Il giocatore
non è più mio-afferma Gianni Allegrini, ex procuratore di
Baiocco- perché è passato alla Gea di Alessandro Moggi. Il
metro che viene usato è sotto gli occhi di tutti, non dico mica
niente di nuovo: se uno vuole giocare in bianconero (cioè nella
Juve) è prassi consolidata che debba passare da loro" Corsport,
pag.11, 29/11/02.
Lentamente emergono
le voci di protesta nei confronti di questa organizzazione, una palestra
in realtà dei giovani rampolli dell'establishment dell'Italia politica-economica-maneggiona.
Il campionato è della Gea, e noi lo abbiamo visto bene in alcune
partite. ma questo è solo l'inizio, perché la società
è ancora giovane. In futuro forse servirà la procura della
Gea per giocare anche al campetto sotto casa...
Sempre per il capitolo
"conflitto di interessi", da registrare che il nuovo concessionario pubblicitario
della Figc è la Publitalia, ovvero l'Innominabile.
Cominciano a sorgere
dubbi inquietanti: non sarà che anche la pizzeria sotto casa mia
in realtà è di Moggi ecc.?
QUANDO L'ALLENATORE
HA BISOGNO DI UNO PSICOLOGO?
E' una domanda che
ci si pone da non molto tempo e che ripropongo perché il wrestling
style di Trigoria me la ha suggerita in maniera netta. L'allenatore ha
sì come prerequisito quello di essere un attento "scrutatore" d'animo,
però è una capacità che rimane molto rudimentale.
Poiché non ho ancora sentito un'analisi almeno parzialmente corretta
sulla crisi della Roma, perché non considerare una crisi semplicemente
psicologica? E di conseguenza perché non avvalersi di professionisti
capaci ed esperti del settore?
Nel simposio di Trigoria,
nel quale ci si è cortesemente menati, Capello sembrerebbe aver
commesso un errore imperdonabile. Niente di più sbagliato che emarginare
le riserve e farle sentire palesemente un corpo estraneo alla squadra.
Però a me questo sembra come un grande quadro di difficile interpretazione.
Aveva un significato questo atteggiamento? A chi era indirizzato l'eventuale
messaggio? L'errore sembra troppo palese per non essere sospetto. Il significato
latente era forse quello di dimostrare che la Roma può disporre
solo di alcuni giocatori?
La Roma di questi
tempi è una grande serie di domande a cui non si riesce a dare risposta.
In effetti alcune situazioni sono paradossali. Anche con l'Arsenal si è
perso pur giocando, pur producendo azioni. Certo però dall'altra
parte si è vista una squadra che gioca al calcio, cosa che mai ho
visto nella Roma di Capello, fondata solo su una grande organizzazione
di gioco (ed è diverso). Anche loro avevano giocatori mediocri (Luhzny
e Shaaban) e panchinari modesti. Ma giocavano.
Non vorrei che passasse
la teoria della rosa non ampia. La juve ha come riserve Baiocco, Zalayeta,
Olivera,ecc. Tra i titolari annovera gente come Birindelli e Iuliano. Il
terzino semi-titolare dell'Inter è Pasquale, il Milan gioca con
Gattuso, Kaladze e Dida, riserve Chamot, Brocchi, ecc. Non ci prendiamo
per i fondelli. Non è sicuramente un problema di rosa. Guardiola
è dieci volte più forte di Pirlo e la Juve vorrebbe acquistarlo.
Le 4 grandi sostanzialmente si equivalgono, anche se si può ammettere
una leggerissima superiorità delle altre in seguito agli acquisti
di stagione.
Noi tifosi nulla possiamo
fare, se non chiedere chiedere e pretendere rispetto per una gloriosa maglia
che non merita di essere infangata con risse da saloon. Perché quella
maglia meglio che la vesta uno mediocre ma con le palle, che i fuoriclasse
con il tutù.
Non possiamo aiutare
in altri modi se non con le nostre voci. Con la nostra civiltà.
p.s. la trappola preannunciata
è scattata puntuale. La squalifica del campo è inquietante,
ma è stata cercata. Nella trappola ci si è caduti. Con la
Juve invece hanno preparato una voragine, caderci significherebbe morire.
Qualunque cosa succederà domenica sera, dallo stadio usciremo cantando
forza Roma e con le mani dietro la schiena. Perché noi siamo Roma,
e gli altri...
RESISTERE, RESISTERE,
RESISTERE... (23 novembre 2002)
Di tutti gli striscioni
innalzati in quel glorioso sit-in ce n'era uno che riassumeva lo stato
d'animo di tutti noi con una formula barbara, ma perfetta: "Vi odiamo".
Ecco dove ci hanno
portato i padroni del vapore guidati dal ferrotranviere: addirittura ad
un sentimento che difficilmente penetra nei tifosi normali, un sentimento
che con il calcio non ha nulla a che fare. Eppure è così,
noi vi odiamo.
Per molte ragioni:
perché controllate in maniera dittatoriale il 105% della rete televisiva
italiana (a volte sembrano possedere il dono dell'obiquità); perché
il giorno dopo Roma-Inter ci hanno indicato come una congrega di matti,
e Racalbuto il pius arbitro attaccato dai cannibali; perché siete
il potere costituito alle spalle della gente, perché avete messo
il bavaglio a Preziosi, perché voi gestite il calcio in maniera
maf...è meglio che non lo scrivo che di questi tempi si va dentro
solo per aver espresso le proprie idee.
Ho sentito spesso
durante questa settimana, ripetuta come una formula omerica, la seguente
frase: "chi semina vento raccoglie tempesta". Ovviamente riferito a quei
barbari di Sensi e Preziosi, la tempesta invece sarebbero i giornali tirati
alla dirigenza dell'Inter e al tentativo di invasione dei tifosi comaschi.
Ah. anche l'aggressione di Cagliari era merito di Sensi e Preziosi, evidentemente
grazie ad una strana proprietà transitiva...Innanzitutto ci scusiamo
con l'Inter per aver messo in pericolo la vita di alcuni dipendenti: in
effetti un Corsport addosso fa male, soprattutto di questi tempi. Hanno
cambiato anche la grafica, così somiglia di più a Tuttosport.
Per quanto riguarda Como, i tifosi volevano scavalcare per legnare i tifosi,
che non sono affatto degli scemi. Ecco perché noi romanisti siamo
incavolati come belve: stiamo vedendo la squadra più forte della
gestione Capello (e non vado oltre), ma questa squadra non può decollare
causa zavorra arbitrale. Ma torniamo al motto del vento e della tempesta.
Per me è la frase giusta. Però cambiano i soggetti. Chi ha
seminato vento? Non sono forse quelli che hanno trasformato i calciatori
in belve umane con la bava verde alla bocca, non sono quelli che hanno
inserito la farmacologia negli allenamenti, non sono quelli che gestiscono
il mercato in maniera sfacciata attraverso amici e parenti stretti, non
sono quelli che hanno demolito Figc e Lega Calcio, non sono quelli che
se ne sono fottuti della nostra nazionale trasformandola nella squadra
della parrocchia, non sono quelli che non vigilavano sui conti della società,
non sono quelli che all'inizio degli anni '90 hanno inserito il concetto
"me li compro tutti io e agli altri non gli lascio nulla", non sono quelli
che hanno reso i procuratori una casta, non sono quelli che hanno portato
sulla panchina inquietanti figure sconosciute a tutti, non sono quelli
che a livello europeo li prendono anche per i fondelli perché sanno
che sono scemi e farabutti, chi cavolo lo ha seminato il vento? Ma per
voi la gente non si accorge che improvvisamente dopo un grande affare calcistico
delle squadre cominciano a spartirsi i campionati? O il vento non lo seminano
i giornalisti appecoronati in maniera indecente nei confronti dei potenti?
C'è un pensiero unico oggi nel calcio italiano, guai a chi lo tocca.
I mezzi di comunicazione espandono questo messaggio e lo inculcano nelle
masse. Ma da dentro in molti provano a rompere questo muro. Ecco i nomi:
Zeman, risultato carriera demolita; Sacchi, Vicini. Di Sacchi ricorderete
tutti il famoso sfogo nel ventre del Delle Alpi dopo il furto di Juve-Parma,
ovviamente è stato messo a tacere con una serie di arbitraggi peggio
di quelli...Ma noi invece vogliamo ricordarci quando la sera del 5 Maggio,
ospite di Controcampo, Sacchi apparve disgustato dall'esito del campionato,
e tentò di dirci qualcosa con frasi sibilline che non ampliò
per paura di dire tutta la verità. Vicini ha sostanzialmente detto
che forse la responsabilità di tutto ciò è di qualcun
altro, riferendosi a quelli che sappiamo noi.
Per meglio esplicitarvi
queste idee, a me la situazione sembra proprio quella del film "Matrix".
Aspettiamo l'eletto...
Non credo si debba
parlare di quel foglio del partito della Lega Nord, agli stolti non si
risponde.
Per ultimo vorrei
lanciare un avvertimento. In arrivo vi è un trappolone di quelli
storici. Fra poco c'è Roma-Juve: qualunque cosa succederà
in quella partita, niente di più che fischi ed insulti, non tirate
neppure il Corsport (usatelo in altri modi, anche se capisco che per quello
è un po' ruvido). Lo sento dalle voci e lo vedo dalle facce che
quella sarà la partita della trappola. E noi la eviteremo...
p.s. E' davvero brutto
che non abbia potuto dilungarmi sul girone di Champions League, ma è
una conseguenza di questo sistema. Girone d'acciaio di sicuro. Quindi andiamo
su tutti i campi a giocarcela davvero,se possibile anche divertendo il
pubblico avversario. Dobbiamo uscire sotto gli applausi di Valencia, Amsterdam
e Londra. Questo basterà a non seminare rimpianti...
WHY GALLIANI IS UNFIT
TO LEAD FOOTBALL LEAGUE (16 ottobre 2002)
Eh si, dispiace dover
sempre tornare a bomba, ma questa situazione bisogna risolverla. Galliani
non può ricoprire la carica di Presidente della Lega Calcio per
svariati motivi, tra cui:
- Rivestendo la carica
di amm.delegato del Milan, o Presidente operativo, dell' A.c. Milan, il
sig.Galliani si trova in situazione di palese imbarazzo non essendo egli
un soggetto super partes, ma bensì un uomo che primariamente tutela
gli interessi della società calcistica già citata
- Il ruolo che egli
ha occupato (oppure occupa?mah) in alcune aziende televisive lo pone in
situazione di usufruire di strumenti mediatici imponenti per poter al meglio
sostenere e tutelare e le sue posizioni e quelle del Milan. Ricorderete
che a Murdoch fu impedito di acquistare il Manchester Utd perché
già proprietario delle reti televisive in possesso dei diritti tv
riguardanti il calcio inglese. Anche se ovviamente in questo caso è
un accusa da spostare più in alto, molto più in alto, ma
chi di questi tempi si permetterà di accusare l'innominabile su
situazioni che sono evidenti da circa un decennio?
In sostanza esiste
una graziosa locuzione che sinteticamente riassume il concetto: conflitto
d'interessi.
La situazione mi sembra
sul punto di diventare insanabile: la "squalifica", perché di questo
si tratta, di Sensi, impedirà al più grande oppositore del
princeps Galliani di partecipare all'assemblea di Lega, in sostanza aprendo
un vulnus pericoloso per chi ha a cuore la libertà d'opinione e
la pluralità delle idee. Bene così...
Ma affrontiamo questioni
più vicine e che più ci interessano. Una Roma di stampo ellenistico
continua a specchiarsi nei laghi del narcisismo fino all'autodemolizione.
Non so quali siano i problemi di Montella, e spero di non venirne mai a
conoscenza se riguardano la vita privata, intoccabile per ogni individuo,
ma spero si stia riprendendo. Cassano è el loco, da lui neppure
ci si aspetta che segni, si vuole solo vedere quello che sa fare. Totti
continua a giocare una partita sì e 4 no, evidenziando, è
il caso di dirlo, di non essere il miglior medico di se stesso. A Leeds
non chiese il cambio per un dolore muscolare che portò la Roma a
perdere lo scudetto e l'Italia a perdere i Mondiali. Anche a Piacenza è
rimasto in campo per gran parte del secondo tempo nonostante un dolore
al ginocchio. L'eroismo di Totti è ammirevole, ma del tutto inutile.
Sappiamo che tiene alla Roma più della sua stessa vita, ma non accorgersi
dei propri infortuni è far del male alla Roma, oltre che a se stesso.
Speriamo che possa a breve scendere in campo, ma speriamo risolva in maniera
definitiva questi piccoli problemi fisici. Si diceva dunque che la squadra
sperpera, tanto che ormai alcuni faticatori di mezzo cominciano seriamente
ad irritarsi, a causa degli sforzi continuamente vani. A Piacenza si doveva
vincere 4-1, perché a tratti si è visto calcio degno del
Real Madrid; con l'Aek si doveva vincere 6-0, perché sembrava un
tiro al bersaglio. Invece sono stati due pareggi, alla fine addirittura
sofferti. Sono problemi che bisogna risolvere, così come una certa
attenzione per la difesa non sarebbe errata. Ma non diceva qualcuno che
in difesa era a posto e non aveva bisogno di altri?
La lingua batte dove
il dente duole. Capello sarà anche il miglior allenatore del Mondo,
però ne combina molte anche lui. In primis il Totti seconda punta
o addirittura prima come a Piacenza, è un insulto al calcio.
Francesco è unico in un ruolo che in realtà non esiste, non
è un normale fantasista. E più un acceleratore di calcio,
un uomo che indirizza il gioco oltre ad impostarlo. Schierarlo come punta
significa non saper sfruttare le risorse di cui si dispone, violentare
il gioco del football, e rischiare di rovinare quella sensibilità
di gioco che Totti possiede. Inoltre ci sono situazioni in cui sembra di
avere in panchina un catenaccio: le sostituzioni nel derby e con l'Aek
gridano ancora vendetta. Inserire un difensore per un attaccante è
sempre una mossa che inquieta la squadra e la porta ad arretrare il baricentro.
Certo quella con l'Aek è stata degna del peggior allenatore di Eccellenza.
Sostituire Cassano con Cufrè per sistemare Lima a uomo su Tsartas
ha rischiato di dover riproporre la cena da poco consumata. Sì,
faceva vomitare davvero, perché la squadra stava letteralmente calpestando
gli avversari. E adesso vai nel girone di ferro...E poi parlano di Trapattoni...Questa
mossa le batte tutte. Mah, chi ci capisce è bravo...
Strepitoso il rendimento
arbitrale quando c'è di mezzo la Roma. In campionato appena uno
si apparecchia in area viene affibbiato un rigore contro (ma Collina non
era tifoso della Roma?.......). Uno studio statistico ha evidenziato come
la Roma in Italia sia la squadra più fallosa e tra le più
ammonite, mentre in Europa si evidenzia una squadra tra le più corrette.
A dir la verità spesso si vien squalificati... Invece con l'Aek
il francese Bre è stato strepitoso, in collaborazione con dei grandi
assistenti di linea: annullato un gol a Montella più che regolare,
diversi fuorigioco errati, mancata concessione di un rigore per fallo su
Cassano, e poi il capolavoro. Una parata quasi a centrocampo del portiere
greco non è stata neppure fischiata! Cose da Van der Ende...
In momenti di gambe
per aria, la Roma dice di avere un bilancio sano, addirittura in attivo.
Ma la Grant Thornton , la società a cui stato affidato il compito
di analizzare il bilancio, nella relazione finale invita gli amministratori
della Roma " a intraprendere azioni correttive al fine di correggere l'attuale
situazione economica finanziaria". Assurdo! Basta che non facciamo la fine
dei cugini...
A tal proposito inviterei
il Corriere dello Sport-Stadio a schernire di meno i tifosi, come ha fatto
con quelli della Lazie, titolando ogni giorno che non c'erano problemi,
era tutto a posto, ecc. Sono cose un giornalismo serio non può ammettere
dati i problemi finanziari evidentissimi.
Ovviamente noi tutti
speriamo che la Lazie non debba fallire, perché altrimenti a chi
li faremo quei 5 gol? A chi segnerà Delvecchio? Chi potremo sfottere
continuamente? Anche se c'è da ammettere che un derby Sora-Lazie
ha un fascino particolare...Ma non si ride mai delle disgrazie altrui.
Tutti concentrati
per sabato, e speriamo di non dover schierare la Primavera! Forza Roma,
avveleniamoli!!!!!
IL MINUTO DI SILENZIO
(9 novembre 2002)
Per chi ha perso tutto,
per chi ha perso i propri cari, per chi ha perso la vita, per chi avrebbe
dovuto esserci ed invece non c'è più, per chi forse ha pagato
con la propria vita errori altrui.
CIAO ALLE VITTIME
DI S.GIULIANO, CIAO GIANLUCA SIGNORINI
Questo è l'unico
modo di rispettare il minuto di silenzio, pagina vuota e chi se ne frega
del punto:
LA STORIA (31 ottobre
2002)
Magari per qualcuno
sarà difficile da ammettere, ma questa volta la Storia siamo noi.
Questa volta abbiamo scritto con le nostre mani un capitolo della Storia
del calcio italiano, e lo ha firmato colui che viene deriso per la sua
mancanza di eloquenza. La Storia si scrive con i fatti, con le parole viaggiano
le Piramidi e scalpitano i cipressi. Una firma in calce alla storia per
dimostrarvi che conta solo il campo, fortunatamente. Gli agoni poetici
li lasciamo ad altri...
Un giorno qualcuno
racconterà nel capitolo del XXI secolo che c'era una grande squadra,
tra le più grandi mai viste su un rettangolo verde, i cui giocatori
sembravano tanti imperatori coalizzati per mostrare una luce definitivamente
accecante. Un giorno questo Real passerà negli annales del calcio
come ci passò quello di Puskas e Di Stefano. E un giorno qualcuno
racconterà che quei faraoni furono sconfitti sul proprio campo da
una banda di lupi famelici, con il sangue rosso fuoco, capitanati da un
impavido gladiatore, e racconteranno la loro determinazione, e racconteranno
come i faraoni dovettero congratularsi ed incoronare gli unici capaci di
batterli. Questa è la Storia, la Storia siamo noi.
Certo la partita è
vissuta su un filo di costante tensione epica, come se fosse già
consapevole dell'avvenimento e volesse consegnare ai posteri una partita
Vera. Ogni calciatore recitava il suo ruolo prescritto, e Delvecchio era
il cavallo di Troia, Tommasi era il Pius Aenea, Totti era un Omero che
dentro l'avvenimento raccontava e faceva la Storia.
Si, troppa melassa,
troppa retorica, ma provate un giorno a svegliarvi nella Storia e vedrete
che La acclamerete come una divinità. Adesso bisogna continuare
su questa strada, e una mattina vogliamo alzarci senza sorprenderci ma
anzi consapevoli di andare a fare la Storia.
Non so se questa sarà
la svolta, certo potrebbe esserlo. Adesso tutto sta all'ambiente ed ai
giocatori. Ancora un accorato appello per Zebina: lasciamolo lavorare ed
a fine anno direte tutto ciò che c'era da dire.
Certe volte il calcio
si diverte ad aiutare quelli che lo meritano perché derisi e bistrattati,
umiliati nella propria intimità. Quante ne abbiamo dette su Antonioli,
le mie me le ricordo. Però non salgo sul carro del vincitore, mi
limito ad una constatazione: adesso è entrato nella galleria dei
portieri, tra Masetti e Tancredi, ora c'è anche lui. E questo basta.
Che vi piaccia o meno.
Certo emerge un dato
molto importante da queste due lunghe partite da far scivolare il cuore
dentro l'anima: se giochi puoi vincere. Siccome Delvecchio sembra tornato
il cammellone dei giorni migliori, stavolta anche gli equilibri saranno
soddisfatti. però solo questa è la strada, soprattutto in
Europa, dove i Cassano, i Guardiola ed altri piedi buoni devono trovare
più spazio.
In queste due partite
di Storia se n'è scritta molta, e forse la prima ci avvertiva di
quello che sarebbe successo. Cosa dire dunque di Marco Delvecchio? Un ragazzo
simpatico del Nord che fiuta il derby come l'unità cinofila fiuta
gli stupefacenti?(!....!) Ha raggiunto Da Costa, adesso rimarrà
per sempre quel testaccino meneghino che la metteva sempre dentro nel derby
come se avesse una missione da compiere alla quale non poteva rinunciare.
Uno come lui è l'incarnazione di un sogno da tifoso, è uno
di noi sceso in campo. Grazie Supermarco, e speriamo di segnarne ancora
altri...
Adesso bisogna spingere
molto, con particolare cautela alla partita con l'Aek. Speriamo di aver
imparato dallo scorso anno.
Di polemiche ce ne
sarebbe da discutere, ma stavolta lasciamo stare. Noi ci stiamo godendo
la Storia, gli altri pensino ai loro orticelli...
LA PRIMAVERA DEGLI
STOLTI (24 ottobre 2002)
In primis: "...i professori
G.Benzi e A.Ceci, docenti di farmacologia all'Università di Pavia,
hanno messo a dura prova la linea difensiva bianconera.(...) hanno accusato
per 5 ore il capo dello staff medico R.Agricola di aver dopato sistematicamente
diversi giocatori, con prodotti proibiti oppure usati off label (fuori
ricetta).(...) Nel magazzino della Juve-rivela Benzi- abbiamo trovato ben
281 tipi diversi di medicinali: roba da ospedale, non certo da squadra
da calcio" (La Repubblica, 22/10/02)
Ne succedono di belle
nel Nuovo Calcio Italiano. Ad esempio che la Nazionale diventi in realtà
la Primavera della Juve o del Milan. Tutto questo avviene nella nuova maniera
italica: con la sfacciataggine. Chi ha potere oggi lo esercita nel modo
più dispotico possibile. E dunque Vialli allenatore del Club Italia,
perché dopo l'Europeo Lippi si libererà dalla Juve e andrà
in nazionale e Vialli dopo essere stato testato con una responsabilità
così forte diventerà allenatore della Juve. Oppure ci sarebbe
Baresi, ma la sostanza non cambia. Comandano loro.
A questo punto però
ci sono molte cose che non tornano. Sensi ha condotto un anno di battaglie,
ma non ha ottenuto niente. Mi sembra francamente impossibile. E "se è
vero che ad ogni rinuncia corrisponde una contropartita considerevole"...
Questione stadio Olimpico.
Qui Viola aveva visto giusto come al solito. Quando Cragnotti ancora giocava
con le figurine, lui aveva già capito che lo stadio di proprietà
era necessario per una squadra di calcio. Aveva pensato a Tor Vergata come
zona ideale. Quel progetto è naufragato per diversi motivi. Tra
10 anni parleremo ancora dello stesso problema, perché qui siamo
di fronte ad un problema irrisolvibile. Dentro lo stadio vi sono le sedi
di numerose federazioni sportive, poi ci sono problemi politici. Il precedente
Governo aveva deciso di vendere lo stadio alle due società, mancava
solo la firma. Poi il Governo è cambiato ed il primo ministro di
adesso è anche presidente del Milan...
Ma passiamo al calcio
giocato, anche se giocato è una parola grossa...Seriamente non è
più possibile assistere a partite come quella con il Genk. Non mi
si venga a dire che è stata una partita balorda, perché quella
è la normalità della Roma in Champions League. Non ricordo
una gara ben giocata dalla Roma in questo torneo dove il gioco e la qualità
contano molto di più che nel campionato. Purtroppo finché
si giocherà senza punte sarà difficile segnare. E soprattutto
non vogliamo più vedere il campionato dei lunghi pareggi come la
passata stagione. Basta per piacere, fateci vedere il calcio vero. E giochino
i piedi buoni per favore...Siamo l'unica squadra al mondo che gioca con
3 cursori a centrocampo ma al tempo stesso senza fantasista. Viva il pareggio!
Domenica di Derby,
che bella domenica. Però fino a quando i derby si giocheranno di
sera non avranno mai quella magia che li contornava negli anni del paleozoico
quando la pay tv era una parolaccia...
Vorrei tanto conoscere
lo stato economico della Roma. Perché dopo questo pseudo-comunicato
della Fifa (grazie ai giornali per non averci spiegato se era vero o trattavasi
di donazione di Costantino...) non mi sento molto sicuro e sono ancora
più convinto che Davids stia bene dove sta...
Domenica sera non
bisogna guardare la partita. Bisogna aggredirla con tutte le forze possibili,
beveteve le spremute, purché tornando a casa non avrete la voce
per rispondere al telefono. Perché il derby è sempre stato
un affare di Roma, e della Roma sempre sarà. O vi dobbiamo rammentare
il bilancio?
Chi l'ha portato il
calcio a Roma?...a belli er pallone ce l'avevano pure l'antichi Romani...l'Aztechi...
So già du ore
che sto sul trattore lascio Marino verso la città...
DEGUSTATIO FUNEBRIS...
(18 ottobre 2002)
E' sempre con difficoltà,
anzi in un climax crescente di coercizione, che riesco a scrivere una qualche
idea sensata su questo punto. Perché sembra si vada sempre più
giù, in un pozzo dove la fine non c'è o dove la fine si prolunga
incessantemente.
Iniziamo dal Corriere
dello Sport. Ed infine cadde anche questo baluardo (in realtà era
già caduta, ma questa volta vae victis...). Ad ora non si è
in grado di recarsi in edicola per acquistare un quotidiano sportivo serio.
Per quanto riguarda i quotidiani d'informazione non ne parliamo...
Quindi con il prode
Xavier ascolterete spesso l'epopea dell'epico Del Piero, i magici intrighi
di mercato, stile spie dell'800, della vostra squadra del cuore, che ogni
giorno acquisterà 5 giocatori nuovi, tutti extracomunitari, perché
godono di più a prenderci per il culo(scusate) doppiamente...
Direi che la gente
è stufa di essere trattata come un bambino di 11 anni (come disse
quel famoso filosofo...sigh), però conta solo il risultato e quindi
con 5 giocatori ogni giorno il giornale si venderà di più.
Ma si, tanto il cliente cosa vuoi che conti...
E gli infortuni, e
prima non è niente e dopo è tutto, e le etere, e il doping,
e i procuratori, e i papponi, e la Fifa e gli arbitri, e Moggi (senior
e junior)...
Che magico gioco è
questo football, che un giorno un Nostradamus ci predisse, parlando delle
Farmacie dell'Inferno e degli avvocati del Diavolo...
Dicevano che il calcio
non sarebbe mai morto, eppure le domande che come lampi spaventano la mente
sono strane e buffe: ma il calcio è ancora vivo? Ma soprattutto
che cos'è il calcio?
Ognuno propone la
sua pars costruens, perché è giusto così. Però
forse è arrivato il momento di dare credito alle persone vere, quelle
che pensano con la loro testa e che vogliono il bene del calcio. Quanti
millenni passeranno prima di vedere persone oneste al posto di Carraro
e Galliani?
Scusate ma non riesco
più a reggere. Si, credo di non farcela più a sopportare
in silenzio i continui soprusi alle nostre passioni, a quella grande idea
che unica ci portiamo sin dall'infanzia, ed è l'amore per questo
sport.
Non so quali domande
vi siate posti davanti a calciatori che in Galles corrono meno di un trattore
e che nel club sputano fuoco dalle terga. Le farmacie so piezz 'e core...
Spero che la nostra
Roma le vinca tutte 5-0, ma sarò ben contento di perdere tutte le
partite, purché si vedano sudore, onestà, calore, passione,
divertimento. In questo calcio la vittoria è vergogna, e io non
voglio diventare rosso per delle vittorie dal farmaceutico splendore.
Non ci sarà
mai una Tangentopoli nel calcio perché non ci sono personaggi dal
così grande spessore e dalla grande autonomia per poter scavare.
Però se succederà sarà un ritorno al calcio primitivo,
questa magica era dell'oro che siamo costretti a rimpiangere.
E scusate davvero
se di Roma se n'è parlato quasi niente, era doveroso soffermarsi
sul calcio in generale.