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Il fulgido esempio.
Vale a dire come infangare le persone
e farla franca grazie al potere....
Sei riuscito a non farti punire dalla corrotta giustizia.
Ci penserà Dio.
Spero non in tempi biblici.
Si inaugura con questa stagione la rubrica "Pippe mentali", dedicata alle masturbazioni oniriche dei pennivendoli di turno. E' una rubrica completamente apolitica, nel senso che in queste pagine verranno ospitati gli articoli in malafede da qualunque parte essi provengano: Bianco o Scajola, AN o DS non fa differenza: tutti vogliono la fine del movimento ultras. Andremo indietro nel tempo, scovando qua e là gli articoli che fecero fremere d'indignazione le massaie nostrane ed andando a vedere che fine hanno fatto le "coraggiose denunce" di pseudogiornalisti che hanno inguaiato persone innocenti impossibilitate a difendersi.

Febbraio 2002 - Polizia e democrazia
"Essere ultras anche nella vita"
Marco Cannavicci
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Febbraio 1994 - Il Tempo
"L'amore segreto dello stadio viene prima del calcio: droga, spaccio e prostituzione"
Gianmarco Chiocci
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24.09.2002 - La Gazzetta dello Sport
In prima pagina si legge "Gli Ultrà picchiano Zebina". Cosa assolutamente falsa, ma in piu', all'interno del giornale, scrivono che a picchiare Zebina è stato un poliziotto con una manganellata. No Comment.
(grazie Coolioz)

La prima ad avere l'onore di finire in questo spazio è Caterina Ciavarella, articolista de "Il Messaggero".
L'articolo in esame è a sei colonne nella cronaca dell'area metropolitana del quotidiano romano del 21.08.2002 e si intitola: "Tivoli, il calcio si tinge di nero" con sovratitolo "Gli ultras della neopromossa in C2 diventano Brigate: "perplesso" il sindaco diessino, la società respinge ogni forma di violenza, i carabinieri avviano indagini" e sottotitolo "La città invasa da manifestini inneggianti agli Arditi e ai legionari di Fiume".
Andiamo quindi a leggere l'articolo.
Si apprende dalla giornalista che i temibilissimi ultras del Tivoli, protagonisti negli anni passati di terribili violenze - aggiungo io - hanno affisso un manifestino nell'antichissima cittadina laziale con un simbolo che richiama "agli Arditi della Prima guerra mondiale e poi ai legionari fiumani ma che ricorda anche il teschio disegnato sulle bandiere dei corsari".
Già questo elemento suscita una qualche perplessità, prima di tutto perché mi sembra che già il fatto di poter confondere i due simboli sia indice di una evidente "non volontà politica" da parte degli autori, a meno che non si voglia sostenere che durante la prima guerra mondiale già vi fosse il fascismo o che i pirati fossero camerati.
Ma ancora più singolare è la dichiarazione del sindaco di Tivoli il quale commenta il testo che accompagna il volantino dicendo testualmente: "Lo slogan non mi è piaciuto, sembra sottintendere elementi di violenza. Farò rimuovere tutti i manifesti".
Andiamo a questo punto a leggere il contenuto del manifestino: "Bisogna essere presenti allo stadio non solo fisicamente ma soprattutto con lo spirito e la grinta giusta per trascinare la nostra Tivoli alla vittoria".
Ora, in quale parte di questa frase si possano "sottintendere elementi di violenza" non è dato comprendere.
A seguito di questa beata "pippa mentale", i carabinieri hanno avviato indagini, non si sa su cosa, tanto per calmare la scossa opinione pubblica, sobillata dai mass media, mentre i poveri ultras della Tivoli, che hanno fatto puramente e semplicemente quello che tutti i ragazzi della loro età fanno, in modo affatto minaccioso e con un volantino completamente corretto, ora si trovano sotto i riflettori indesiderati di forze dell'ordine e politiche.
Caterina Ciavarella, che ha scritto altri "articoli-inchiesta" tipo le messe nere a casa della nonna del sindaco di Strangolagalli, non sa che quando si fanno queste sparate le forze dell'ordine iniziano a perseguitarti, tanto per far vedere che fanno qualche cosa.
Ma tanto a lei cosa importa: si creano i casi dal nulla per ragioni - queste sì - politiche, il tutto sulle spalle di ragazzi che non possono difendersi.
Saggiamente costoro - interpellati, a suo dire, dalla giornalista nonostante in precedenza abbia riferito di non sapere chi essi siano - non hanno risposto: se lo avessero fatto - su cosa poi? - sarebbero stati strumentalizzati anche in questo.
Sarebbero state riportate, infatti, solo le mezze frasi, estrapolate dal contesto, per rafforzare la singolare teoria che "Tivoli si tinge di nero".
10 e lode a giornalista ed articolista.


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