![]() |
![]() |
Alice | Tin.it | Foto album | Disco remoto | Community | |

![]() |
I MASS-MEDIA: L'UNICA SOLUZIONE E' ESSERE MASS-MEDIA |
|
|
|
![]() |
|
PISA/CESENA
A proposito di violenza, ci chiediamo chi, a Pisa, ne abbia abusato per
primo. La solitaria
Concludendo, la partita Pisa-Cesena di domenica scorsa si è trasformata
in una polveriera non
P.S. / TARANTO (a Castel di Sangro) Si vivono così alcuni minuti di tensione, un ragazzo riporta sei punti di sutura al capo ed altre lesioni varie, gli agenti si danno il "cinque" con sguardo soddisfatto per aver provocato il disordine che senza il loro intervento non ci sarebbe stato! Pochi istanti prima che venisse perpetrato l'abuso, perché non sei libero di non entrare, interveniva sul luogo il presidente del Taranto Massimo Giove, persona adulta e distinta con tanto di cappotto che tutto poteva sembrare tranne che un teppista, ma mentre intercedeva con gli addetti al botteghino diveniva il primo bersaglio (colpito in pieno!) della furiosa carica della Celere proprio davanti agli occhi dei suoi interlocutori, felici e convinti che da lì a poco avrebbero incassato chissà quale cifra. Nessun organo di informazione ha riportato la notizia, se non un'emittente locale (perché avevano preso a botte il Presidente, altrimenti col cavolo!) ai cui microfoni il sig. Giove ha dichiarato: "ero lì per chiedere spiegazioni sono stato scambiato per un ULTRAS... comunque non ammetto certe cariche senza motivo delle forze dell'ordine. Altro episodio da segnalare si è verificato nell'intervallo. Un gruppo di ragazzi per ammazzare il tempo, vista l'abbondante nevicata dei giorni precedenti, inizia a tirarsi delle palle di neve. Ad un certo punto si avvicina un celerino che con voce sostenuta dice di smetterla perché "si inizia così e poi ci si prende a botte sul serio"! Inutile, ovviamente, il tentativo di spiegargli che si era tutti amici e che si stava giocando. Il tutore a quel punto, effettuata l'opera di prevenzione, inizia quella di informazione facendo osservare che si stava commettendo un grave reato perché vi è una legge che vieta il lancio di qualsiasi oggetto all'interno di uno stadio! Iniziava il secondo tempo, si tornava così sugli spalti non prima di averlo ringraziato per non aver arrestato nessuno in flagranza. PARMA / P.S. (a Milano) INTER-PARMA—Un parmigiano è stato arrestato, dodici i denunciati Tafferugli al Meazza Le forze dell'ordine caricano i tifosi gialloblù (La Gazzetta di Parma) Ad arrestati e denunciati sarebbero stati contestati a vario titolo i reati di violenza, resistenza e lesioni. Dei 14 tifosi coinvolti inizialmente, uno è risultato estraneo ai fatti, e anzi - ha reso noto la Questura di Milano - avrebbe inutilmente tentato di fare da paciere. «Dopo la partita siamo rimasti nell'antistadio in attesa di notizie - racconta uno sconvolto Franco Grossi, presidente del centro di coordinamento dei Parma club - e quanto è accaduto è stato gravissimo. Queste cose non devono accadere. Non ci sono scusanti che tengano. Alcune persone, dopo il secondo gol dell'Inter, volevano uscire per poter raggiungere la propria auto e partire da Milano evitando la folla del dopo partita. Ma le forze dell'ordine, in tutta risposta, le hanno aggredite, manganellando tutti senza criterio. Poi c'è stata la reazione ed è scoppiato il caos». I tafferugli sono esplosi, come detto, a pochi minuti dalla fine di Inter-Parma, nel settore occupato dai supporters emiliani. In tutto, tra pullman e auto private, erano circa seicento i tifosi che hanno affrontato la trasferta lombarda. Dopo essere stati «attaccati», i sostenitori del Parma hanno lanciato aste, bottigliette di plastica e qualche petardo contro gli agenti di polizia che sono stati costretti a reagire con una carica. Gli scontri, brevi ma intensi, sono durati pochi minuti, quindi i poliziotti, in assetto antisommossa, si sono schierati con un doppio cordone a presidio della scala per impedire ai tifosi di abbandonare lo stadio prima che il responsabile del servizio d'ordine lo disponga. Sembra, come detto, che a scatenare la reazione dei tifosi parmigiani sia stata la decisione delle forze dell'ordine che hanno impedito ai supporter gialloblù di andarsene dal Meazza prima del fischio finale, obbligandoli ad aspettare almeno un'ora per motivi di sicurezza. Da qui le botte e le manganellate che hanno colpito chiunque capitasse sotto i colpi degli agenti. Il comportamento delle forze dell'ordine - assurdo e eccessivo nell'applicazione della norma che obbliga le tifoserie a restare sulle gradinate - è stato criticato anche durante «Novantesimo minuto» dal conduttore Fabrizio Maffei. Ma il questore di Milano, Enzo Boncoraglio, ha dichiarato all'Ansa: «Chiunque frequenta gli stadi sa benissimo che non è pensabile far defluire contemporaneamente i tifosi di entrambe le squadre e che la regola, per ovvi motivi di sicurezza, prevede proprio il contrario». Hellas Verona / P.S. (a Roma) SEQUESTRATI La partita e' cominciata da 5 minuti, ci stiamo dirigendo allo stadio, ma come?? quella non e' lo stadio e' la questura di Roma, com'e' possibile non e' successo nulla perche'?? Entriamo in questura, siamo in 5 pulman inizialmente, cerchiamo di parlare col questore di Roma, un signore anziano con i pochi capelli bianchi che la calvizia gli ha risparmiato, in una prima ripresa mi dice che siamo stati fermati perche' alcuni giovani sono ubriachi e stanno male, ma io non sono ubriaco...passa il tempo lentamente...Mutu segna intanto ma per i tifosi, che son pronti a rinunciare a stare una domenica con la ragazza o in famiglia, c'e' solo l'infamia di essere stipati in uno squallido giardino di una ancor piu' squallida questura (che fra parentesi non avevo mai visto in 23 anni di vita). Dopo il primo tempo misteriosamente vengono fatti andare via 3 pulmann e rimaniamo in due scelti a caso evidentemente visto che ripetendo la domanda al questore inerente al motivo mi dice "voi rimanete perche' all'autogrill qualcuno ha fatto casino e sono state prese da responsabili le targhe dei vostri due pulmann". La rabbia sale insieme all'impotenza di chi e' nel giusto ma non puo' ne' manifestare ne' esercitare i propri diritti, nel mezzo di tutto cio' vi e' la schedatura di tutti, vogliono sapere chi siamo per eventualmente farci arrivare delle diffide gratuite con delle multe grasse annnesse. Noi poveri stolti che ci eravamo illusi di poter assistere uno squarcio della partita siamo ancora in pulmann, ci fanno a piu' riprese salire e scendere dallo stesso sotto la promessa di farci andare allo stadio, io di mio parlo una terza volta col questore che sto turno mi dice che siamo in questura perche' vi e' stato lancio di oggetti dal pulmann, in pratica che ogni volta lo interpello se ne inventa una nuova, ebbene si' la questura di Roma ieri e' diventata un teatrino di basso rango in cui era di scena una commedia i cui maggiori interpreti sono stati i veri burattini dello stato:"i Carabinieri", che fra l'altro non sapevano nemmeno perche' ci stavano tenendo li' ma dovevano farlo perche' qualcuno in alto glielo aveva comandato. Alla fine della fiera ci hanno rilasciato alle 18:00 circa per farci arrivare a casa alle 2 di notte, fra parentesi ci hanno scortato fino a Verona come se fossimo criminali rei di non aver commesso il fatto. Da parte mia vi e' lo sdegno piu' totale per le forze dello stato perche' non si puo' subire il furto della liberta' non si puo' essere defraudati dal diritto di essere un tifoso dell'Hellas, oltre al danno di aver perso un sabato ed una domenica la beffa economica di aver speso 44.000 di tagliando e 30000 di pulmann piu' spese varie...Ecco questa e' l'Italia uno stato di cui mi vergogno di essere cittadino p.s. della partita oggi non parlo perche' credo che "certe cose" vadano a finire in secondo piano "certe volte". 2001/2002 SASSARI TORRES / P.S. (a Pescara) GLI INCIDENTI La polizia carica in curva, feriti quattro ultras sardi Dalla tribuna stampa si sono visti i caschi blù degli agenti farsi avanti e poi una violenta scazzotatura, per la verità a senso unico. In terra sono rimasti quattro ragazzi per i quali è stato necessario il trasporto al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara dove stati medicati per contusioni in varie parti del corpo. Per nessuno, per fortuna, è stato necessario il ricovero anche se i referti sono pesanti e la storia potrebbe avere un seguito. «Abbiamo denunciato ai carabinieri il comportamento del reparto di polizia arrivato da Roma - hanno raccontato gli ultras - e dobbiamo dare atto di grande comprensione ai militari dell'arma e allo stesso funzionario della polizia di Pescara che ha assistito agli incidenti. Davvero non riusciamo a capire perchè tanto accanimento se non con il pregiudizio nei nostri confronti». E per raccontarlo a tutti in curva è comparso uno striscione sul quale val la pena di riflettere: «colpevoli di essere ultras». SASSARI. «Quando ho visto l'elicottero della Polizia sopra le nostre teste ho avuto l'impressione di essere a Cagliari, al derby dell'87». Il tifoso era un ragazzino quando la sua mente ha fotografato quell'immagine, istantanea di un pomeriggio indimenticabile; ora è adulto, e certi fatti li può considerare in maniera diversa, ma ciò che è successo a Pescara entra prepotentemente nel suo archivio, ricordo indelebile di una trasferta prenatalizia all'insegna della violenza. Cornuti e mazziati, si direbbe a Napoli. Non è un grande anno per gli ultras della Torres, da mesi al centro di polemiche e discussioni. Prima si sono sentiti traditi dalla squadra, che comunque non hanno mai smesso di sostenere. Quindi dalla società, e adesso si considerano oggetto da parte delle forze dell'ordine cittadine di una campagna che a più riprese definiscono oppressiva e sproporzionata. Provano a protestare, ma pochi danno loro credito e ascolto. Ora tornano da una trasferta con le ossa rotte, immotivatamente pestati e umiliati da una squadra di Polizia solitamente utilizzata per fronteggiare le grandi tifoserie. Natale e tre giorni di tranquillità non hanno fatto smaltire l'adrenalina di quella mezz'ora da incubo. Da domenica non fanno che parlare di ciò che è successo e che poteva succedere; e soprattutto delle conseguenze, visto che i feriti, hanno presentato denuncia contro il reparto della Celere di Roma responsabile degli incidenti. Doveva essere una trasferta di festa, di quelle da ricordare perché si era in tanti. In pullman una cinquantina (tra cui diverse ragazze), più altri in auto e qualcuno dalla penisola, chi da Roma chi dall'Emilia: in tutto oltre 60 si sono presentati ai cancelli dell' "Adriatico". Fino a quel momento tutto tranquillo. Alle 14,15, erano allo stadio: «Abbiamo sbagliato settore - raccontano -, quindi ci siamo diretti dove ci hanno indicato. Lì ci aspettava un reparto di polizia, che abbiamo scoperto, arrivato da Roma. Erano tanti, forse cento, in assetto da guerra, casco in testa e manganello girato dalla parte del manico, quella che fa male; il tutto controllato da un elicottero. Stupiti, abbiamo proseguito per la nostra strada: i soliti controlli, poi tutti dentro, tranne due, rimasti indietro». Da qui parte la prima avvisaglia di ciò che succederà più tardi: «Si sono scagliati contro questi due, ferendone uno. Noi abbiamo reagito verbalmente, qualcuno aveva macchine fotografiche che ci sono state requisite. Ci siamo rivolti ai carabinieri, stupiti quanto noi dell'accaduto, e questo deve aver dato fastidio». Ma non è finita: «Durante la partita, improvvisamente e senza motivo, ci hanno attaccato. Ricordo un "pezzo di cristiano" altissimo e grossissimo che urlava "spacchiamogli la testa"; altri che sputavano e provocavano». E così, mentre la Torres perdeva, in curva si combatteva; come sottofondo gli applausi degli ultras abruzzesi: «Io non ho visto la partita, né sentito niente - racconta un altro -. Dovevo salvare mio fratello, che era a terra e veniva riempito di calci dagli agenti; io stesso ho la schiena piena di graffi e lividi». A un certo punto il reparto si allontana, e gli ultrà cominciano a soccorrere i feriti: «Dopo mezz'ora sono arrivate le ambulanze, e hanno portato i cinque più gravi al pronto soccorso. Intanto noi abbiamo sporto denuncia presso i carabinieri, e trovato comprensione da parte degli stessi dirigenti della polizia di Pescara. Qualcuno ha detto che dovevamo avvertire circa il nostro numero. Ma dove sta scritto?». Alla fine, i tifosi risalgono sul pullman e contano le ferite: «In tutto venti punti sulle teste che ci volevano spaccare, più tutto il resto e il comprensibile shock. Vogliono che non andiamo più allo stadio?». La gita "natalizia" dei sessanta segna forse una svolta. Forse l'episodio servirà a far risalire i supporters nelle simpatie del popolo torresino. E, chissà, anche della società. Già ieri Salvatore Sechi, vicepresidente rossoblù, si diceva molto colpito: «L'episodio dovrà essere assolutamente chiarito». LA NUOVA SARDEGNA
27/12/2001
"Aggiungo dicendo che i manganelli erano girati dalla parte del manico, mentre manganellavano ci sputavano e che continuavano a provocarci. Ci siamo dovuti diffendere da dei pazzi scatenati e gasati, alla fine i feriti sono tanti più di quanti sono andati all'ospedale. Abbiamo fotografato tutto ma le macchine fotografiche ci sono state sequestrate. Ma a sputare e a caricare non toccava a noi!!!!!! i teppisti non siamo noi" (anonimo ultras sassarese) |
|
MODENA / P.S. (ad Ancona) V.G., presente domenica ad Ancona, ci ha telefonato per dare la sua versione: «Sono stato malmenato all'ingresso dello stadio dalla polizia mentre cercavo di difendere un ragazzino. Siamo stati trattati come cani: chi non saliva sul pullman veniva stangato. Una cosa vergognosa. Erano premeditati». Questa la testimonianza di G.R.: «Ci hanno fatti scendere quattro alla volta dal pullman con spinte ed insulti; una volta entrati in questura, ci hanno subito perquisiti e denudati completamente, non ci hanno lasciato nemmeno le mutande. Ad alcuni hanno fatto fare anche delle flessioni...». |
|
LIVORNO / G.d.F. (Napoli) ![]() |
|
ROMA / P.S. Ma all’alba cambia il clima. L’autogrill viene invaso da volanti della polizia di stato e da altri lugubri personaggi vestiti in borghese, questi ultimi veri e propri provocatori di professione. Con nostra sorpresa il pullman finalmente giunto da Roma, anziché imboccare l’autostrada per riportarci a casa, si è diretto, scortato da un corteo di volanti degno di un pullman di terroristi, in una specie di lager in località Pian del Voglio (BO) dove siamo stati tutti identificati e, si saprà dopo, denunciati per una serie di reati partoriti dalla fantasia di chi forse dovrebbe occuparsi, soprattutto in questo periodo, di cose più serie. Leggiamo infatti su “la Nazione” del 6 Novembre che “gli ultras fanno più paura di Bin Laden” e che “la polizia ha dovuto interrompere i controlli antiterrorismo sull’A1” (!!!) ”i controlli anti-terrorismo sono ricominciati alle 13,00”. Non chiederemo pertanto alla pubblica opinione di indignarsi per le denunce e per i maltrattamenti da noi ingiustamente subiti, sappiamo bene che nessuno sarebbe disposto a farlo e neanche ci interessa. Chiediamo solo a chiunque leggesse questo comunicato, e perché no a qualche organo di controllo competente, di riflettere sul fatto che mentre ci raccontano che i soldati italiani possono anche morire in Afghanistan, qui sul suolo italiano 44 tifosi disperati rimasti a piedi per colpe di altri, vengono ritenuti più pericolosi di eventuali terroristi in transito sulle autostrade. Allora riflettiamoci tutti. MA IN CHE MANI SIAMO ??? Visto che ci hanno definito peggio dei Talebani ci congediamo così: ALLAH E’ GRANDE, MA VOI SIETE PICCOLI PICCOLI…" |
