Meglio premettere questi articoli, non si sa mai...
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. 
Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. 
Da "Il Nuovo"
Sono 61 gli agenti feriti allo stadio Olimpico"
Denuncia dei sindacati di polizia dopo gli scontri di ieri sera in occasione
della partita tra Roma e Aek. "Ci sono 200 persone che sembra impossibile
fermare". Appello al Prefetto per un intervento. 
di Simone Navarra 

ROMA - "Siamo sotto assedio. Ieri sera 61 agenti sono rimasti feriti negli scontri con gli ultras romanisti. Noi non sappiamo che fare. Davanti abbiamo l'esigenza di far rispettare l'ordine, ma non siamo messi in condizione per farlo. Mancano le leggi, le istituzioni. Chiediamo al prefetto Emilio Del Mese di intervenire". Le richieste per il responsabile del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza aono molte. Perché all'Olimpico servirebbero pannelli divisori più alti tra un settore e l'altro; non ci sono canalizzazioni che fissano le transenne a terra; le recinzioni sono groviere da cui spesso passano oggetti contundenti, striscioni e persone.
Ma è un coro quello dei rappresentanti sindacali di polizia. E denuncia di tutti quelli che ieri sera finito il servizio hanno dovuto fare la fila fuori dalle sale pronto soccorso o che hanno dovuto girare vari ospedali della Capitale perché erano stracolmi, "quasi come unità sul campo di battaglia".
"Il San Giacomo, il Santo Spirito, il San Carlo di Nancy erano pieni", testimonia
un assistente del Primo Reparto Mobile di stanza a Ponte Galeria con lo scafoide fratturato e tutto il braccio destro ingessato. Dei 61 poliziotti feriti, 15 hanno referti medici da uno a 5 cinque giorni, e 46 oltre i 10.
"Della mia squadra - continua il celerino - uno solo è rimasto illeso. Siamo stati presi in mezzo. Dagli spalti ci lanciavano bottiglie e biglie di ferro con le fionde, dall'esterno ci arrivavano i pezzi di marmo. Questo - dice mostrando il braccio fasciato - me l'ha fatto un sasso". 

Vincenzo Ancunzo, segretario provinciale del Lisipo, attacca: "Non possiamo
continuare così. Lottiamo contro i mulini a vento. Quando servono 600 uomini
ne vengono dati meno della metà. Di fronte a degli animali che lanciano
transenne e sanpietrini il personale comandato dai commissariati è impreparato
sia come equipaggiamento che come addestramento specifico". L'atmosfera
è tesa negli uffici di via San Vitale, non c'è voglia di confermarlo, ma
meno di 24 ore fa è stato rischiato il "fattaccio", il ferimento che poteva
portare al decesso. Filippo Bertolami, dell'Associazione funzionari di polizia,
spiega: "Ci sono circa 200 persone che seppur colpite da Daspo (la diffida
che dispone di star lontani dagli stadi in occasione di eventi sportivi,
ndr) continuano a fare il bello e cattivo tempo (peccato che quelle persone firmano ogni volta il registro di P.S., e quindi evidentemente non sono loro, n.d.L.). Ci sono uffici legali specializzati che riescono a inserirsi negli interstizi della legge e permettono a questi delinquenti di fare quello che vogliono" (gli uffici legali specializzati non permettono a nessuno di fare un bel niente, in quanto non sono giudici. Se gli avvocati hanno torto i giudici gli danno torto, se hanno ragione i giudici gli danno ragione. Allora anche i giudici che danno ragione agli avvocati "permettono a questi delinquenti di fare quello che vogliono": questo è il singolare concetto di democrazia che alberga in questi signori, giustamente infuriati per le gravissime carenze che hanno concausato il ferimento di molti loro colleghi ma completamente a digiuno dei concetti di giustizia che dimorano nella nostra Costituzione. D'altra parte sono gli stessi che dopo il G8 di Genova difendevano a spada tratta quelli che hanno confessato di aver costruito le prove per incastrare i no-global.... Purtroppo ormai pensano di essere uno Stato nello Stato. 
Se la legge adottata dallo stesso Stato da cui dipendono i sindacati di polizia non viene da loro rispettata, non può di certo essere data colpa agli avvocati che non fanno altro che chiedere il rispetto della legge. 
E' veramente incredibile: quando difendo un assassino posso utilizzare tutti i cavilli giuridici che voglio ed anzi, se li uso, sono un buon avvocato e se non li uso sono un avvocaticchio impreparato. Per i tifosi invece, secondo il sindacato di polizia, sarebbe ingiusto difendere gli accusati! Eliminate l'avvocatura allora, fatevi i processi da soli come avviene in Cina o come accadeva in Cile e chiudiamo il discorso n.d.L.). L'area politica di estrema destra e il legame con movimenti politici abbastanza riconosciuti sono il sostrato da cui proviene il tutto.

Ma anche la norma che prevede e dovrebbe aiutare, non viene in soccorso
delle autorità di pubblica sicurezza. Il decreto 336 del 2001 prevedeva
la possibilità di effettuare arresti in flagranza entro le 48 ore, servendosi
della testimonianza video, ma al momento di diventare legge, giustizia da
applicare, questo effetto è stato tolto (e vorrei vedere: non è previsto in nessun altro caso dell'ordinamento giuridico italiano, ed infatti il Parlamento lo ha eliminato in quanto visto che grazie a Dio ancora c'è una Costituzione, questa andrebbe rispettata anche per i tifosi, n.d.L.). "La 337 non presenta questo tipo
di possibilità", specifica Bertolami. C'è da dire che in Inghilterra, proprio
questa procedura ha permesso di ridurre il fenomeno degli hooligan. "A questo
punto - chiedono insieme i sindacati - vorremmo che tutto il sistema si
accorgesse di quanto sta succedendo. Dalle società sportive alle amministrazioni
comunali. Perché un conto è una manifestazione in mezzo alla strada e un
conto è il controllo di una partita di calcio". Al rendiconto dei feriti
mancano carabinieri e finanzieri. "Più di uno è stato ferito, ma è difficile
fare un'ipotesi". Quasi quanto, meno di 24 ore fa, si poteva fare per quel
che riguardava i poliziotti. "Non possiamo più stare in silenzio, ne vale
della nostra vita".
(Nessuno continua  a chiedersi il perché, ed allora li rimando al mio editoriale n.d.L.)

I sindacati di polizia: scontri all'Olimpico, nascosti i dati veri Un "cartello" di sigle ricostruisce i disordini tra romanisti e tifosi greci. "Dall'inizio dell'anno 400 colleghi in ospedale" 
"Ultrà, sono 61 gli agenti feriti" 

MASSIMO LUGLI 

«Contro gli ultras del calcio (già iniziamo male, era preferibile usare il terine hooligans, n.d.L.) ci mandano allo sbaraglio. E nascondono i dati: negli scontri tra romanisti e tifosi greci ci sono stati sessantuno poliziotti feriti, con prognosi fino ai 25 giorni. Dall'inizio dell'anno sono finiti in ospedale ben quattrocento agenti e stiamo parlando solo del reparto mobile di Roma».
E' una levata di scudi generale che accomuna gran parte dei sindacati di
polizia. Una denuncia durissima contro il ministero dell'Interno. «C'è una
direttiva non scritta ma ribadita spesso: lasciare gli scudi a bordo dei
mezzi per non ostentare un aspetto troppo aggressivo - accusa Filippo Bertolami,
dell'Associazione nazionale funzionari di polizia - e il risultato è che
quando ci tirano addosso sassi, sampietrini, biglie e monete non sappiamo
come ripararci». «Non basta: gli automezzi vengono parcheggiati ad almeno
duecento metri di distanza per evitare che vengano danneggiati - incalzano
Vincenzo Acunzo (Lisipo) e Massimo Nisita (Sodipo) - e in effetti un centinaio
tra auto e blindati sono stati quasi distrutti nel 2002. Ma lontani dai
mezzi, gli uomini sono molto più vulnerabili. Il ministero starebbe studiando
nuove attrezzature per l'ordine pubblico ma siamo ancora ai vecchi scudi
che si spezzano, col rischio di ferirsi con le schegge e ai lacrimogeni
da sparare col "tromboncino" che possono essere facilmente rispediti al
mittente e tra l'altro hanno un effetto indiscriminato». Dello stesso tenore
le denunce che vengono dal Sap, dal Siulp e dal Consap: per una volta tutto
il fronte sindacale poliziesco si ritrova veramente compatto.
I "cattivi", secondo Bertolami, sono sempre gli stessi: circa 200 persone,
organizzate, inquadrate e che si muovono sui pullman delle società sportive.
«Hanno una tecnica ormai collaudata che comincia con un tiro al bersaglio
da dietro le spalle dei tifosi, per impedirci di reagire. Poi, all'esterno
dello stadio, ci caricano in massa. Mentre cerchiamo di fronteggiarli centinaia
di persone scavalcano le reti di recinzione e fanno passare di tutto: striscioni
razzisti, armi improprie, fumogeni e perfino bombe molotov». «Della mia
squadra di cinque persone solo uno è rimasto illeso - racconta un assistente
del reparto mobile con la mano fratturata (un sampietrino "piovuto" dall'alto)
- un collega è stato centrato alla schiena, un altro aveva la spalla rotta.
Ma come si fa a parlare di sei feriti quando tutti gli ospedali erano pieni
di poliziotti malconci? Io ho girato tre pronto soccorso prima di trovare
un medico libero...».
Anche la legge, secondo il sindacato di polizia, è un'arma spuntata: i circa
200 "Daspo" (il divieto di assistere alle manifestazioni sportive) non serve
a niente senza l'obbligo di firma al commissariato (ed infatti la Questura di Roma mette sempre l'obbligo di firma, si informi il sindacato, n.d.L.).

Scontri con gli ultrà: 67 gli agenti feriti
La denuncia dei sindacati di ps: «Basta minimizzare, 
agenti bersaglio di teppisti politicizzati»
Sessantasette feriti. Compreso un carabiniere ausiliario che è stato ricoverato prima al San Giacomo e poi al Celio e che per il pestaggio subìto in faccia e per le numerose microfratture dovrà essere operato. È il pesante bilancio di martedì sera all’Olimpico. A denunciarlo sono stati ieri, in Questura, rappresentanti di sindacati di polizia come Sodipo, Silipo e Anfp (l’associazione dei funzionari). A loro si sono uniti, con note stampa, anche Siulp, Sap e Ugl. Più il Consap che ha annunciato uno «sciopero bianco» per la categoria. «L’altra sera, dicendo che c’erano solo 8 feriti, si è voluto minimizzare - dicono i sindacalisti - All’Olimpico si è invece svolto secondo un rito consueto un vero e proprio tiro al bersaglio contro le forze dell’ordine. Un agguato secondo canoni già visti. Abbiamo a che fare con due, trecento teppisti organizzati e politicizzati, gli stessi che ritroviamo anche in altre situazioni di piazza. E a subire questi agguati sono spesso agenti mal equipaggiati». Il bilancio: 15 agenti di polizia con prognosi da 1 a 5 giorni e altri 47 che hanno invece avuto prognosi da 10 a 25 giorni. «Molti agenti hanno riportato fratture multiple delle ossa dei piedi e delle mani», ha ricordato Paolo Varesi segretario dell’Ugl. Aggiungendo: «L’assurdità sta nel fatto che mentre gli scontri avvenivano sul piazzale della Farnesina, i mezzi che contenevano tutto l’armamento dei poliziotti (scudi protettivi, sfollagente e lacrimogeni) erano parcheggiati in curva sud, nella zona a detta dei nostri dirigenti più a rischio». Un assistente del reparto mobile, con la mano ingessata per la frattura dell’osso scafoide, ha descritto così la sua squadra: «Su 5 solo uno di noi è restato indenne. A parte i 15 giorni dati a me per lo scafoide, gli altri tre hanno avuto 10 giorni ciascuno: uno per un sampietrino che gli è arrivato sulla schiena, gli altri due per traumi alle gambe». Filippo Bertolami dell’Anfp e Vincenzo Acunzo del Lisipo hanno denunciato ieri anche il balletto di responsabilità che riguarda le misure da introdurre allo stadio per evitare queste violenze. «Abbiamo chiesto i pre-varchi, ma nessuno decide. A questo punto deve essere il Prefetto a sciogliere questo nodo». Al Dipartimento di Ps chiedono equipaggiamenti adeguati alle circostanze. E alle forze politiche, che hanno eliminato l’arresto dei facinorosi fuori fragranza come era inizialmente previsto da un decreto legge del 2001 ma non dalla sua conversione in legge (a causa di emendamenti pro-tifoserie), chiedono di ripensarci: «Non possiamo continuare a fare da bersaglio a 200 teppisti». 

Paolo Brogi 

       
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
   FUNZIONARI DI POLIZIA

                                                                                                            Roma, 24 gennaio 2003
Prot. 00715/2003/S.N.
 

Egr. Avv.
Lorenzo CONTUCCI
Via Costantino Morin, 45
00195  ROMA

e, p.c.

AL RESPONSABILE DELLA SOTTOSEZIONE
Dott. Filippo BERTOLAMI
Comm.to P.S. Vescovio
00199 ROMA
All. 1

Spett.le Consiglio Ordine degli Avvocati
Piazza Cavour 
00193 ROMA
 
 

Egregio Avvocato,
in relazione a quanto da Lei cortesemente rappresentato con la Sua del 15.11.2002, qui pervenuta solo in data odierna nella forma cartacea - che, per pronto riferimento, trasmetto in copia al dott. Bertolami che legge per conoscenza -, rappresento che, ai sensi dell’art. 33 comma 6 dello Statuto dell’Associazione (da Lei consultabile liberamente presso il sito www.anfp.it), il dott. Bertolami, rivestendo la carica  di “responsabile di sottosezione”, non ha alcun ordinario potere di rappresentanza esterna dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
La riportata dichiarazione a “Il Nuovo”, nei termini da Lei censurati e non risultando in questi atti deleghe o autorizzazioni generali o speciali ai rapporti esterni con la stampa a favore del predetto Responsabile di Sottosezione, non è, dunque, in alcuna misura imputabile a questa Associazione.
E’ evidente che, anche ove si ritenga una legge inadeguata alle condizioni dell’ordine e della sicurezza pubblica, il rispetto per i principi fondamentali riconosciuti dal nostro Paese e dalla comunità internazionale, dei quali ci onoriamo di essere tra i primi garanti, non consente di sposare affermazioni del rozzo tenore di quella che Lei ha stigmatizzato e che, nella sostanza, disconoscono il valore della legalità e l’inviolabile diritto alla difesa.
Resta, comunque, nostro impegno garantire a tutti il diritto ad assistere, in sicurezza e tranquillità, alle manifestazioni sportive e, in vista di tale obiettivo, spenderemo ogni energia per modificare una legislazione eccessivamente lassista, che favorisce l’impunità dei violenti e che lascia le Forze di polizia sprovviste di adeguati strumenti per un efficace contrasto dei più pericolosi “teppisti da stadio”.
Tanto premesso, non essendo in grado di valutare se l’affermazione riportata sul sito de “Il Nuovo” del 14.11.2002, e che Lei cita, possa essere effettivamente riferibile al dott. Bertolami o, come pure è possibile, sia l’effetto di un’involontaria svista del cronista, La prego di voler rivolgersi, in merito alla questione da Lei sollevata e per ogni ulteriore chiarimento, direttamente al dott. Bertolami.
Mi scuso per l’increscioso equivoco che, pur non toccando in ogni caso la responsabilità della nostra Associazione, ci ha visto nostro malgrado coinvolti.
Mi è gradito porgerLe, anche a nome di tutti gli iscritti, i miei più cordiali saluti.
 

        Il Segretario Nazionale
        Dott. Giovanni Aliquò

Via Olindo Malagodi, 35 - 00157 Roma - Tel. 06/4386636 - 06/4393676 - Fax 06/4395083
E-mail: anfp@uni.net  URL: http:/www. uni. net/anfp

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