LAZIE/ROMA 1-2

SEMIFINALE DI ANDATA COPPA ITALIA
5 febbraio 2003 h. 20.45
LA CRONACA


Lazio-Roma, gravi incidenti prima della partita 05/02/2003 20:44.10
Scontri fra le due tifoserie all'altezza della Tribuna Tevere
 Gravi incidenti allo stadio Olimpico di Roma prima della partita Lazio-Roma, valida per le semifinali di Coppa Italia. Le due tifoserie più accese si sono violentemente scontrate all'interno dello stadio, sotto la Tribuna Tevere, arrivando al contatto fisico e al lancio di corpi contundenti e seggiolini, approfittando della mancanza della polizia in quella zona dello stadio.
Gli incidenti sono cominciati poco prima delle 20.30. Tardivo l'intervento della polizia con non più di una trentina di agenti, creando nella Tribuna Tevere una sorta di zona franca dove sono avvenuti i contatti più duri. La situazione, a ridosso dell'inizio della gara, sembra normalizzata.
(DATASPORT)

Notte purtroppo guastata da assurdi incidenti verificatisi prima della gara nella Tribuna Tevere: duri gli scontri tra le tifoserie venute a contatto e situazione ristabilita con estrema fatica dalle forze dell'ordine.
(KATAWEB)


Incidenti all'Olimpico
Incidenti all'interno dello stadio si sono verificati prima dell'inizio del derby di Coppa Italia Lazio-Roma. I tafferugli si sono verificati nella tribuna Tevere dell'Olimpico, e hanno aperto 'varchi' nel pubblico lungo tutto il settore. Tutto è nato dal lancio dalla curva Sud, quella romanista, di un fumogeno contro i tifosi laziali.
(RAISPORT)


Molta tensione nei minuti che hanno preceduto l'inizio della partita. Nella Tribuna Tevere si sono infatti scatenati incidenti tra le due tifoserie, venute a contatto per la mancanza di protezioni divisorie. Gli scontri sono stati sedati a stento dall'intervento delle forze dell'ordine.
(SPORTAL)


GLI INCIDENTI PRIMA DELLA PARTITA - Il derby era cominciato male in un Olimpico affollatissimo e pieno di colore e striscioni, ma anche di violenza. Ci sono state infatti cariche della polizia in Tribuna Tevere per disperdere una rissa tra tifosi di opposte fazioni.
 I sostenitori della Lazio sono stati spinti dalle forze dell'ordine nella parte nord della tribuna. È poi proseguito il lancio di petardi e fumogeni prima all'indirizzo dei tifosi della Roma e poi contro le forze dell'ordine. La polizia ha riportato l'ordine. Dalla parte sud è stato acceso un piccolo incendio dai tifosi della Roma. La partita è poi cominciata regolarmente.
(CORRIERE DELLA SERA ON LINE)


GLI INCIDENTI
Scontri con bastoni e cinture nella tribuna Tevere
ROMA - Incidenti all'interno dello stadio si sono verificati prima dell'inizio del derby di Coppa Italia Lazio-Roma. I tafferugli si sono verificati nella tribuna Tevere dell'Olimpico, e hanno aperto “varchi” nel pubblico lungo tutto il settore. Tutto sarebbe nato dal lancio dalla curva sud, quella romanista, di un fumogeno contro i tifosi laziali. Le due tifoserie cono venute a contatto e la situazione in Tribuna Tevere si è stabilizzata dopo venti minuti con l'ingresso delle forze dell' ordine. Molti tifosi, da una parte e dall' altra, avevano il volto coperto e agitavano in aria bastoni di plastica e cinture. Sono stati ripresi dalle telecamere, e probabilmente verranno identificati dalle forze dell' ordine nella gironata di oggi. A fine gara, infine, alcuni tifosi della Lazio sono stati denunciati dopo aver preso parte a ripetuti lanci di bombe carta e petardi contro le forze dell' ordine, che hanno risposto con cariche leggere che hanno disperso i gruppi di aggressori.
(LA GAZZETTA DEL SUD)


Covvieve della Seva

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Ricevo questa e-mail:
"in questo articolo che leggerai in basso dicono che praticamente un romanista si è fatto male tentando di scavalcare... può esse... intanto ti racconto due cose che ho saputo:
una ragazza (laziale) che conosco fa servizio in tribuna montemario alle partite della lazio e mi ha raccontato cosa ha visto mentre faceva un giro dello stadio prima della partita:
1) due cellerini hanno massacrato in curva sud un ragazzo entrato senza biglietto all'apertura dei cancelli minacciandolo anche con il lancia-lacrimogeni puntato alla sua testa, per fortuna sono intervenute lei (che si è messa a piangere) e una sua collega che ha urlato al cellerino (che conosceva) "che cazzo fai? ma che ha fatto?". il cellerino naturalmente gli ha risposto che il ragazzo "era entrato senza biglietto", la tizia gli rispondeva che comunque non andava massacrato e il cellerino gli replicava che "sono bestie e vanno trattati così" (tutto questo mentre un'altro cellerino dava un calcio in bocca a un'amico del ragazzo corso a soccorrerlo)
io non sono un violento e tento di tenermi alla larga dai guai... ma in una situazione del genere potrei rimanere senza far niente? no! "complimenti" alla celere!
2) seconda storia raccontami: un ragazzo per scavalcare ed entrare in curva nord senza biglietto si è infilzato e si è rotto un tendine"
Derby di Roma:
guerriglia pianificata, scoperto un arsenale
07/02/2003 - di CORRIERE DELLA SERA Rinaldo Frignani;
Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA - www.corriere.it
Gli ultrà si sono dati appuntamento alla «Tevere» per un regolamento di conti.
Circa 30 persone identificate coi video
La Digos trova spranghe, catene d’acciaio e sampietrini nei cespugli tra le curve e la tribuna
Una strategia ben definita, per scatenare il caos all’esterno dello stadio Olimpico e poi creare tensione in tribuna Tevere dove, come ormai da anni accade in ogni derby, le tifoserie di Roma e Lazio siedono l’una accanto all’altra. Gli incidenti scoppiati mercoledì sera poco prima e durante la semifinale d’andata di Coppa Italia hanno anche avuto un prologo inquietante, sul quale la polizia sta indagando in queste ore. Spranghe, bastoni, catene d’acciaio, sampietrini, persino martelli e mazze ferrate sono stati trovati dagli agenti della Digos fra i cespugli che costeggiano gli ingressi alle due curve e alla Tribuna Tevere. Un arsenale completo che avrebbe potuto armare un piccolo esecito di ultrà di entrambe le fazioni pronto a scagliarsi contro poliziotti e carabinieri. E, in effetti, l’altra sera, prima del calcio d’inizio, il reparto Celere ha dovuto effettuare alcune cariche di alleggerimento sotto la curva Nord, con lancio di candelotti lacrimogeni, per respingere subito il primo assalto dei tifosi laziali armati di sampietrini. Alcuni di loro sono stati identificati grazie ai video ripresi dai poliziotti; altri giovani, invece, potrebbero essere presto indagati per i tafferugli avvenuti sulle gradinate più basse della tribuna Tevere. Si parla, per ora, di circa trenta tifosi di entrambe le tifoserie pronti per essere identificati come responsabili degli incidenti esplosi all’interno dell'Olimpico, sedati dopo qualche interminabile minuto da una ventina di agenti che si sono frapposti fra romanisti e laziali.
I personaggi coinvolti negli scontri, a volte addirittura trasformati in una caccia selvaggia al tifoso avversario, dovrebbero essere vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Costoro si sarebbero dati appuntamento proprio in Tevere, armati di tutto punto e con il volto coperto da passamontagna, in una sorta di regolamento di conti all’aperto (incidenti del tutto simili si erano già verificati a fine ottobre in Lazio-Roma, ultimo derby di campionato). Anche per questo motivo lo spettacolo indecoroso dell’Olimpico, trasmesso in diretta televisiva in tutta Italia all’ora di cena, non ha mancato di sollevare polemiche sull’opportunità di lasciare indistintamente libero accesso a giallorossi e biancocelesti nello stesso settore, e di conseguenza anche sulla tenuta dei filtri d’ingresso allo stadio. È ai cancelli, attraverso controlli che non a caso sono stati da tempo inaspriti, che andavano sequestrati aste di bandiere in legno e in plastica, borchie, cinturoni, fumogeni, accendini e quant’altro s’è poi visto impugnato come un’arma nelle mani dei più violenti.
Intanto ai sette feriti leggeri medicati già in serata nell’infermeria dell’Olimpico si sono aggiunte nella stessa nottata altre venticinque persone contuse e accolte in alcuni ospedali della città. Per tutti le prognosi sono comprese fra i cinque e i dieci giorni. Destano preoccupazione soltanto le condizioni di un tifoso romanista di 24 anni ricoverato ancora al Cto per diverse fratture riportate nella caduta da un’inferriata che stava tentando di scavalcare per raggiungere lo stadio. Il giovane è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico, ma adesso verrà probabilmente denunciato dalla polizia, come già accaduto per altri sette ultrà giallorossi sorpresi in cima alla stessa inferriata sotto la curva Sud.

Roma: Il teppista sconosciuto
07/02/2003 - di CORRIERE DELLA SERA di ERALDO AFFINATI;
Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA - www.corriere.it
Escono di casa alle tre del pomeriggio diretti verso lo stadio per una partita che inizia alle venti e trenta. Giovani e meno giovani attraversano la città riuniti a piccoli gruppi con sciarpe e bandiere. Grida, canti, propositi bellicosi. Giunti all’Olimpico, molti cominciano ad ammassarsi davanti ai cancelli. Specialmente in curva, un grande numero entra gratis, contando sul fatto che i controllori dei biglietti, di fronte alla marea umana, rinunciano alla verifica. Una volta dentro, i più facinorosi si distinguono subito con offese e dileggi fatti apposti per favorire la reazione degli avversari.
Colpisce la sicurezza che dimostrano: pur sapendo di essere ripresi dalle telecamere, non hanno timore di venire individuati. Conoscono l’iter burocratico che potrebbe comportare un eventuale riconoscimento: lo mettono in conto senza troppe remore. Anzi, le identificazioni ricevute, in certi ambienti, costituiscono motivo d’orgoglio. Questi teppisti fanno leva su qualcosa che nessuno gli ha garantito ma di cui sembrano andare fieri: l’impunità. Così le tribune si trasformano in una pianura del Serengeti dove al posto delle belve predatrici compaiono uomini, i quali non aspettano altro che darsele di santa ragione. Una nutrita schiera, ormai lo sanno tutti, va allo stadio solo per questo: non certo per vedere la partita.
Quello che è accaduto in occasione del derby prima ancora che i giocatori scendessero in campo, quello che accade in pratica ogni domenica durante il campionato di calcio, contribuisce a formulare alcune domande tuttora inevase che non possono essere rivolte soltanto ai diretti interessati ma riguardano tutti noi, in un modo o nell’altro. Chi sono questi individui? Perché utilizzano lo sport in maniera strumentale? In quali oscuri antri affonda la loro sete di violenza?
Del fatto che l’uomo non sia una creatura rassicurante troviamo conferme ogni giorno, sebbene non sia facile prenderne atto e accettare le mutevoli forme in cui ciò acquista evidenza. Eppure, gli antropologi insegnano, l’aggressività e la voglia di sopraffazione è la norma della specie cui apparteniamo. Se gli stadi sono diventati ormai da tempo luoghi molto spesso infrequentabili dalle famiglie, relegando sempre più il calcio ad esperienza virtuale da ammirare sullo schermo, non possiamo illuderci di poter affrontare il problema specifico solo in termini organizzativi.
La violenza negli stadi chiama in causa i profili culturali che le società industriali avanzate come la nostra inevitabilmente fanno propri: culto delle immagini vincenti, elogio della volgarità, successo come valore intrinseco, vergogna nei confronti della sconfitta, disprezzo per i mediocri.
Di fronte a tutto ciò, nessuno di noi può credersi al sicuro: ecco perché non dovremmo considerare i filmati che abbiamo visto sui tafferugli scoppiati in tribuna Tevere ieri l'altro come una semplice questione d’ordine pubblico.


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