BARI/ROMA 1-4
20 MAGGIO 2001
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Filmato 1
ASRU e Fedayn
Filmato 2
a cinque minuti dall'inizio
Filmato 3
Roma alè
Filmato 4
Coro e fumogenata
Filmato 5
Alè forza Roma alè I parte
Filmato 6
Alè forza Roma alè II parte
Filmato 7
Sventolìo bandiere
Filmato 8
Si canta di brutto
Filmato 9
panoramica Curva Sud
Filmato 10
Coro di Bati
Filmato 11
Panoramica Curva Sud 
ore 14.30
Filmato 12
Panoramica Tribuna Est
ore 14.30
Filmato 13
Dammi tre punti
Filmato 14
Bandiere varie
Filmato 15
Coro Montella
Filmato 16
Coro di Bati (parte 2)
GRAZIE A PAOLO ANCHE PER QUESTI FILMATI!!!!
GRAZIE AD ANDREA PER 
QUESTE FOTO!!
IL RESOCONTO DI ALESSANDRO
...maciniamo chilometri, superiamo gli ostacoli....
non posso non cominciare in questo modo il resoconto di una delle più belle trasferte di quest'anno. Partenza ore 8:30 insieme ai miei amici Riccardo e Boris, il mezzo che ci porterà a Bari è una micra 1.5 diesel concessaci generosamente dalla ragazza di Riccardo. Siamo tutti e tre abbastanza stanchi per aver dormito poco ma dentro di noi c'è un solo pensiero: La Roma. Entrati in autostrada,come era prevedibile, scorgiamo numerose macchine dirette verso Bari; all'uscita di Caianello già si intravede la fila di macchine incolonnate e così decidiamo di continuare sulla Roma - Napoli mentre ascoltiamo il cd "un amore infinito" che ci fomenta e scalda gli animi. Alle 11:00 siamo vinti dalla fame e decidiamo di fermarci ad un autogrill vicino Benevento. E' pieno di tifosi che fanno la fila per entrare e a presidio ci sono alcune guardie napoletane che si riveleranno tutto sommato simpatiche. Dopo aver mangiato un panino che sarà stato di 3 giorni prima ci rimettiamo in viaggio e ora le macchine che incrociamo aumentano a vista d'occhio, transit, pulman, minibus, è letteralmente INVASIONE!!! Tutto ciò mi riempie di gioia, provo un'emozione bellissima e indescrivibile.
Finalmente arriviamo a Bari sud verso le 13:15 e, come tutti, ci incolonniamo nel mare di macchine che debbono uscire dall'autostrada. Fa molto caldo e quasi tutti decidono di scendere dalle macchine e di cantare o sventolare bandiere, si alza qualche coro anche contro le
guardie che,  per smistare il traffico, nun ce stanno a capì niente. Dopo aver parcheggiato ci avviamo all'entrata della tribuna est del S.
Nicola già stracolmo di romanisti che cantano. Ci mettiamo nell'anello più basso e solo trovato il posto alzo gli occhi e mi rendo conto: MA QUANTI SEMO??? Colpo d'occhio incredibile, eccezionale, meraviglioso, splendido, bè...semo romanisti!!! Prima dell'entrata in campo delle squadre vedo qualche striscione divertente riferito ai tifosi del Bari: "potevate annà ar mare", "manco padre pio v'ha sarvato". Poi la "Sud" espone lo striscione "AVE ROMA: LE LEGIONI TI SALUTANO" e tutti applaudono ma io vorrei per primo ringraziare coloro che hanno fatto due bellissimi striscioni su ALDAIR. Poi all'entrate delle squadre comincia il bordello, si alzano cori, bandiere, fumogeni: DAJE ROMA!!! Nei primi 20 minuti di partita il tifo è un pò calato perchè i baresi se so chiusi in 11 dentro l'area e non si riesce e sbloccare la partita, ma al gol di Candela è ESPLOSIONE!!! Da lì in poi è un continuo cantare, inneggiare la squadra e i singoli giocatori fino al fischio finale. Da sottolineare la stupidità del tifo barese che esultava ai gol della Lazio e della Juve come se avessero segnato loro ma anche per aver rubato uno striscione romanista e averlo portato in curva quasi come gesto lodevole e invidiabile: mortacci vostra siete come gli arbanesi!!!
Ma la risposta del popolo giallorosso li ha completamente zittiti: dai vari "state andando in B" al bellissimo " nun se vedemo più, nun se
vedemo più, se salutamo adesso se salutamo adesso" con tutto lo stadio a braccia alzate a salutare.
Al fischio finale si è anche alzato il coro "vinceremo, vinceremo, vinceremo il "trukke trukke" ( per ora scrivo questo).
Torniamo alla macchina contenti ma soprattutto affamati. Purtroppo, come era logico, nel parcheggio del S. Nicola si crea il caos, sono le 17:15, noi riusciremo a entrare in autostrada solamente verso le 19.00. Ora siamo veramente un fiume di macchine e percorriamo l'autostrada senza superare mai i 100, accorgendoci che i vari autogrill che incrociamo sono stracolmi di macchine e di guardie. Incrociamo anche un grave incidente, spero non sia successo nulla. Abbiamo la benzina per fare molti chilometri e così ci fermiamo solo a Napoli, area S. Nicola est, il primo autogrill sulla Roma-Napoli, ma soprattuto senza neanche mezza guardia.
Entriamo affamati e, come era prevedibile, a mangiare siamo tantissimi, si creano file alla cassa ma soprattutto al buffet, letteralmente preso d'assalto. Ci uniamo alla confusione e riusciamo a mangiare gnocchi al sugo, verdure, coca cola, tutto ciò generosamente offerto dalla casa!!!! Mettiamo benzina e ci rimettiamo in macchina sparati diretti verso la Capitale. Decidiamo di uscire a Roma-est perchè a Roma-sud ci sono 2 Km di coda. Arrivo a casa alle 23:30, stanco, stravolto, contento, emozionato e...con la Roma in fondo al cuor!!!

RESOCONTO DI BARBARA SULL'INCIDENTE
sono Barbara (quella dei biglietti di BARI) o come meglio mi piace identificarmi, sono BARBARA la pazza di SUPERMARCO ... naturalmente anch'io al San Nicola ... con il mio stendardo "VOLA SUPERMARCO" ... stavolta in mezzo agli ASR ... perchè la domenica sto sotto i LUPI ...Anch'io vorrei scriveri un resoconto ma le emozioni sono sempre troppe, e non sono capace di sintetizzare quindi volevo solo aggiungere una notizia x l'incidente sulla strada del ritorno ...noi siamo passati proprio appena è successo, abbiamo visto una grande fumata alzarsi al lato della strada, ci siamo fermati e abbiamo aiutato quel ragazzo a tirare fuori la ragazza dalla macchina... gli abbiamo dato acqua e zuccero ... erano tutti e due terrorizzati e pieni di sangue, ma fortunatamente si sono alzati con le proprie gambe ... gli è andata bene ...
LEI era spaventatissima (anche perchè i genitori non sapevano che era andata a BARI) LUI era incazzatissimo, infatti appena ha tirato fuori la ragazza dalla macchina è andato a cercare lo STRONZO con la CHRYSLER verde che gli aveva tagliato la strada ... lo ha anche trovato perchè si era fermato 100/200 metri più avanti ... poi si sono messi a discutere ... noi abbiamo continuato il nostro viaggio ... purtroppo anche quaesto fa parte di questa magnifica giornata ...
ti saluto ....
... -3 ...
... DAJE ROMA DAJE ...
          e
... VOLA SUPEMARCO VOLA ...

RESOCONTO DI MARIO
“Guarda Mario, Candela”. Circa trentamila persone, in autostrada tra le 11 e le 14 del 20 maggio 2001, hanno detto quel nome (Candela, no Mario..), molti di loro pensando che fosse un segno: Bari-Roma, marcatore, Candela. Peccato che si sbagliavano: siamo di fronte ad un caso acclarato in cui la convinzione di un popolo non prevede, bensì DETERMINA gli eventi. Facile, basta leggere un cartello stradale segnalante l’uscita per un paese che porta il nome del giocatore francese, il Vincente giallorosso, credere che segnerà, e Lui segna. Lui è quell’Idea che chiamiamo ROMA, quell’Idea che fa di coloro che vi credono un popolo, il Popolo Giallorosso.
Il mio pensiero corre, a volte tristemente, a quelli che non ci saranno, lì a Bari, a quelle madri, madri di romanisti coi fiocchi, a quel condottiero già vittorioso ora accanto alla sua amata, la vittoria è veramente loro, ne hanno macinati di kilometri.
Lino Banfi paninaro ruba soldi per un pezzo de porchetta, il bibitaro mi “regala” una birra, dentro se ce l’avessero te venderebbero pure il fumo; è fatta di queste cose, la mia trasferta, di stress e gioie. Un sorriso alla signora che se magna pure le mani per la fame che c’ha.  Chiamo Robertamucca, o corvina73, o semplicemente roma, è a Bari naturalmente, per la sua seconda trasferta, consecutiva; non pija, bestemmio, mando messaggi ma niente, starà persa in mezzo al Popolo e non me la potrò godere, io je l’avevo detto de non annà col pulmann… Giocatori in campo ad allenarsi, la gente fomenta tutti, i giocatori flashano, batimitraglia invocato quasi senza rispetto per il capitano, non vogliamo avere paura, il popolo ha scelto nel fisico possente e nello spirito gagliardo e fiero del Cristo il suo emblema, l’effige di Roma, delle sue legioni. E poi Candela, naturalmente. Scene esilaranti dalla curva barese, ragazzini che giocano a guardia e ladri con i celermen, sotto un grottesco striscione fatto col pennarello. Intervallo, il tempo per sentire la pubblicità della macellaria più prestigiosa della provincia barese, ed ecco la dupla del bati e il resto è uno schizzo. Poi il ritorno, e “ chi è stato è stato e chi è stato non è, chi c’è c’è, chi non c’è non c’è”.


DA IL MESSAGGERO
MAGICA TRASFERTA
Il sogno scudetto mette le ali alla curva sud
Venticinquemila tifosi giallorossi al ”San Nicola”. Sugli spalti ancora tabù ”vinceremo il tricolor”
di ALESSANDRO ANGELONI
BARI - Tanti, passionali, incredibili e festanti. Sono i venticinquemila tifosi della Roma presenti al "San Nicola" di Bari che, per l'occasione, si è travestito da Olimpico. Anche all'esterno del suggestivo impianto barese, il colore dominante era il giallorosso: le bandiere e le sciarpe che venivano vendute nelle bancarelle erano solo della Roma.
L'entusiasmo, che ha spinto qui anche Massimo D’Alema, è alle stelle, dalle prime ore della mattinata. La convinzione di vincere lo scudetto è palese, contro ogni forma scaramantica. "Finalmente ci siamo...", recitava uno striscione presente nella curva romanista. I primi messaggi sono di autoesaltazione per la massiccia presenza in trasferta, presenza più che mai da record. "Ma quanti semo?", si chiedevano stupiti. Per dopo affermare, "Più siamo e meglio stiamo". Poi, ai baresi. "Potevate annà ar mare..." e ancora, "20, maggio, 2001, un'invasione d'amore", e sulla stessa falsa riga, "450 chilometri d'amore, 360 minuti al tricolore..". Ironici e spietati, contro squadra e tifoseria barese che alzava la voce solo ai gol della Lazio e della Juventus. "Nun v'ha sarvato manco padre Pio" oppure il più raffinato "Se riBeccamo", la lettera B segnata rigorosamente in rosso. Infine, grande appare, "Ave Roma, le legioni ti salutano". Non potevano mancare, nonostante la distanza che li separava, alcuni striscioni verso i cugini laziali. "Laziale, sentite male" uno, "Squadra de pecore, curva de pastori", un altro. E il più polemico, "Tutto l'anno romano teppista, oggi affari in vista".

Non sono mancate le scritte in onore di Aldair, infortunatosi domenica scorsa contro l'Atalanta. "Lottate per Aldair", e anche "Altri 100 anni di Aldair", e il più augurante in attesa del traguardo finale, "10 anni d'amore, ti daremo il tric.... Grazie Pluto". Era ovvio anche rivolgere attenzioni a Totti che stava festeggiando la sua duecentesima gara in serie A. "Dal 28-3-93 al 20-5-01, 200 volte grazie". Poi, "La maglia e il tuo orgoglio romano, fanno di te un grande capitano". Curiosi anche gli striscioni dedicati a Montella, "Meglio Montella che pizza bianca e mortadella" e a Nakata, "Nakatastrofe". Poi i soliti e sempre presenti, "Barcollo ma non mollo", "Irina ti invidio". E gli inediti, "'Sta Roma mena", "Sotto a chi tocca".

Prima dell'inizio della partita si è visto in campo Antonio Cassano. Il suo è stato un giro d'onore con tanto di saluto al suo futuro pubblico. Il giocatore si è reso subito conto di cosa lo aspetterà nella capitale ed è uscito visibilmente toccato dallo spettacolo cui stava assistendo. Poi solo sventolio di sciarpe e bandiere e canti per tutti i novanta minuti. Beccati ancora i tifosi del Bari che stanno accompagnando la squadra i B, "Ve salutamo adesso, poi nun se vedemo più". Come rispondono gli avversari? Rubano uno striscione della Roma presente in tribuna. Il "ladro" corre inseguito dalla polizia, ma riesce a risalire con il cimelio in mano, stranamente orgoglioso del gesto.

Incitati inoltre tutti i giocatori, dal primo all'ultimo. In curva cantano "Roma, Roma" di Venditti, in mezzo ad uno sventolio di bandiere e sciarpe. Commoventi. Toccati anche gli stessi giocatori che non avevano mai visto uno spettacolo del genere. Attimi di speranza dopo il gol dell'Udinese, poi la delusione per i risultati finali. Il coro de "La società dei magnaccioni" è il cult che accompagna le squadre agli spogliatoi dopo il fischio finale di Farina. Ci credono tutti, ma "Vinceremo il tricolore", ancora non si sente cantare. Un centinaio di tifosi della Roma invade il terreno di gioco alla fine della partita. Inseguiti Totti, Batistuta e Nakata. Prime maglie strappate. Poi ci ha pensato la polizia a calmare il civile entusiasmo della gente romana. Che è tornata a Roma con l'ennesima vittoria sugli spalti.



DICHIARAZIONI DI BATISTUTA:
«Il pubblico? Forse mai m’era capitato di vedere una cosa del genere: giocavamo in trasferta, eppure quasi tutto lo stadio era nostro, cioè tinto di giallorosso. Non posso negare che - ad un certo momento - ho avvertito delle sensazioni particolari. Così come quando ho sentito la gente chiamare a gran voce il mio amico Abel Balbo: è stato molto bello, e non vi nascondo che mi sono commosso. Perché la riconoscenza è una cosa bellissima, e i tifosi della Roma hanno dimostrato di non voler dimenticare nessuno».
DICHIARAZIONI DI CAPELLO:
«Le due cose più belle in questa trasferta: la prestazione della squadra e la partecipazione dei tifosi». Dai venticinquemila di Bari, ai cinquecento in festa a Fiumicino: volevano portare in trionfo l’allenatore, che ha lasciato l’aerostazione scortato dalla polizia>>.
DICHIARAZIONI DI CAFU:
«Finalmente sono riuscito a segnare, dopo tanto lavoro. Poi, mi è sembrato giusto andare a salutare e ringraziare i nostri tifosi giunti in massa a Bari>>.
DICHIARAZIONI DI ZAGO:
«Vorrei complimentarmi con i tanti tifosi che hanno raggiunto Bari con ogni mezzo, pur di stare vicini alla squadra del cuore. Il loro sostegno è vitale ma adesso guai a perdere di vista il traguardo finale e ad abbassare il livello della concentrazione. Sarebbe puro autolesionismo»
DICHIARAZIONI DI TOTTI:
«L'esodo non mi ha sorpreso, i nostri tifosi sono capaci di questo ed altro. Li ringrazio in modo particolare per come sono stato accolto e sostenuto dopo la settimana di polemiche. Ringrazio anche il presidente Sensi per come mi è stato vicino». E senza dirlo, Totti ringrazia la tifoseria anche per la scelta di non preparare feste particolari: scaramanzia è la parola d'ordine in queste ore. Di certo, dice il capitano, «anche domenica all'Olimpico saremo in ottantamila».


 


LA CHIAVE
Con questi tifosi vincere diventa più facile
dal nostro inviato
MIMMO FERRETTI

BARI - Trequarti di stadio, il "San Nicola" non l’Olimpico, dipinto di giallo e rosso. Esodo da paura, e con ogni mezzo, anche il più pittoresco. La Roma, insomma, ha giocato in casa, non a quattro ore di auto dalla capitale. Il ragionamento è questo: la squadra di Capello, probabilmente, avrebbe vinto contro il Bari attuale anche se avesse giocato in uno stadio vuoto, oppure riempito soltanto dai tifosi della squadra di casa. E’ indubbio, però, che la cornice abbia aiutato la formazione giallorossa. Perché non può non contare niente avere dalla tua parte oltre venti, venticinquemila persone.
Una domenica, per certi versi, da record: chissà, del resto, quante altre volte in passato s’era vista tanta gente muoversi da casa per seguire in trasferta la squadra del cuore. Il segno di una passione infinita che in queste ore sta vivendo il presente come un immenso sogno. La parte di Roma che professa la fede giallorossa ormai da mesi non pensa che a quel traguardo che manca dal maggio del 1983. E più passa il tempo e più cresce la tensione. Il traguardo è lì, a tre passi, ma è ancora troppo lontano per dar libero sfogo alla gioia. Ma diceva, qualche giorno fa, Batistuta: «prima o pi taglieremo il traguardo, se non sarà domani sarà dopodomani». Come dire: la cosa è praticamente certa, o quasi. Oltre venti, venticinquemila tifosi in carovana verso Bari rappresentano un patrimonio inestimabile, per la causa romanista. Impossibile dimenticare, o anche sottovalutare quanto accaduto ieri a Bari. Sarà anche vero che il calcio sta diventando uno sport sempre più televisivo, ma i tifosi della Roma sono in grado di smentire tutto e tutti.
 

L'andata

Al casello

Due ore prima

Poco prima

L'inizio

Poco prima della fine... alcuni nostri tifosi sulla pista d'atletica

Mini invasione

Le auto giallorosse

Villici baresi affacciati a vedere i tifosi della Roma gridano Forza Lazie

Il ritorno di quelli col treno

Foto di Claudio Crescenzi
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Foto di Claudio Crescenzi
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Foto di Claudio Crescenzi
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