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Dragonball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa…

 

 

UNA FIGLIA DA SALVARE

By Aresian

 

Capitolo 6 – La vittoria

 

“Il DEIOS NASCOSTO” sussurrò attonito Plutos osservando l’incredibile trasformazione che il guerriero aveva subito.

“Arextes tu hai usato i tuoi “doni” per ottenere gloria e potere. Per soddisfare la tua sete di dominio hai messo dei fratelli l’uno contro l’altro. Ti sei preso la vita di URANIUS perché aveva scoperto i tuoi piani e hai imprigionato ETENIAS perché temevi i suoi poteri benefici. Hai pianificato il rapimento della vergine saiyan nell’assurdo intento di generare un figlio semi-deios in grado di sopravvivere oltre l’AVALLONE per dominare l’Universo. Ma hai commesso un grave errore. Quando ti sei liberato del corpo in cui mi ero incarnato trent’anni fa hai dimenticato di uccidere tutti i maschi appena nati. Il mio spirito si è impossessato del corpo di Reigos il guerriero più potente tra quelli della tua stessa stirpe. Avrei fallito nella mia missione se lui non avesse incontrato quell’angelo dai capelli color del mare. Lei e la sua forza d’animo, la sua bellezza indomita e il suo candore hanno risvegliato l’umanità che tu avevi represso. Così io sono rinato a nuova vita” disse ZENDRAS con una voce calma e pacata che avrebbe dovuto contrastare con l’immensa potenza che spigionava la sua aura ma che invece vi si sposava alla perfezione.

“Ora metterò fine al tuo regno del terrore e di tenebra. Tu Arextes sarai il solo ad essere condannato ad un oblio eterno”.

Arextes arretrò spaventato. Il solo essere in tutto l’AVALLONE contro il quale nulla poteva era improvvisamente comparso davanti a lui. Rendendosi conto di avere ancora la giovane saiyan in ostaggio se ne servì subdolamente.

“Colpiscimi Zendras e ucciderai anche lei. E’ questo che vuoi?”.

Trunks reagì con un moto di rabbia pronto a trasformarsi in super saiyan ma Vegeta lo bloccò.

“No. Mantieni la calma e soprattutto non lasciarti prendere dall’ira. Gli ridaresti linfa vitale. A Bra penso io” disse il principe muovendosi con studiata lentezza tentando di raggirare il nemico e coglierlo alle spalle di sorpresa.

“Avanti cagna saiyan dimmi che mi temi” la provocò stringendole un seno con una morsa brutale.

Il suo gemito di dolore penetrò nelle orecchie e nel cuore di Vegeta straziandolo ma non poteva, non doveva assolutamente cedere all’istinto. Doveva restare lucido e freddo. Gohan e Trunks si sforzarono di fare altrettanto anche se le urla della giovane li stavano ferendo al cuore.

“Io…non…ti…t.em..o” disse la giovane tra un gemito e l’altro e riprese a ripeterlo con feroce insistenza.

Vegeta ebbe un moto d’orgoglio per quella ragazzina così coraggiosa. Con un balzo felino assalì Arextes alle spalle e appena allentata la presa sulla figlia le intimò di scappare.

“Come osi, maledetto?” disse Arextes stringendo il collo di Vegeta in una morsa mortale. Il saiyan avrebbe potuto liberarsi se avesse usato la forza del super saiyan ma sapeva di non potersi trasformare.

“Papà” urlò Trunks preoccupato.

“Si ragazzino, mostrami la tua paura”.

“Sei…la … p..er…sona…più… ama..bile …di …questo…m..ondo” disse incredibilmente Vegeta lasciando i presenti di sasso.

“Ma certo. Se sono la paura e l’odio ad alimentare il suo potere. L’amore lo distrugge” comprese Gohan all’improvviso.

“Ti…ado…ro” disse ancora Vegeta detestandosi intimamente per tutte quelle scemenze.

“Io….amo…Bul…ma con ..t..utta ….l’ani…ma” disse ancora e questa volta sapeva di non mentire. La stretta sul suo collo diveniva sempre più flebile.

Adesso.

Con uno strattone deciso si liberò dalla presa del suo avversario e si gettò di lato giusto in tempo per evitare il micidiale colpo di ZENDRAS che aveva atteso pazientemente che la tattica del saiyan producesse i suoi frutti.

“Lampo del cielo, colpisci” urlò il Deios di Luce colpendo in pieno l’avversario.

Tra urla agghiaccianti e scariche di energia, che distrussero il colonnato intorno a lui, Arextes si dissolse in mille particelle fino a scomparire nel nulla.

“E’ finita. Abbiamo vinto” disse Plutos ancora incredulo.

“Papà” gridò Bra correndo ad abbracciare l’amato genitore.

“Stai bene?” le chiese preoccupato.

“Ora che sono con te, benissimo” gli sussurrò all’orecchio la ragazza abbracciandolo forte.

“Grazie di tutto fratellone e anche a te Gohan” disse poi rivolta ai due che li avevano raggiunti.

“Ho davvero temuto che ti avessero ucciso” disse smettendo di sorridere. Ma l’affettuoso abbraccio del suo fratellone la rassicurò immediatamente.

“Ottima tattica saiyan” disse ZENDRAS avvicinandosi al gruppetto. “Dimmi da quanto avevi capito che Reigos era il prescelto?”.

“Da quando sull’asteroide ha detto di aver lasciato Bra al tempio di ZENDRAS” spiegò tranquillo il guerriero.

“Capisco. Plutos”.

“Si, mio signore” disse prontamente il deios.

“Ti affido l’incarico di liberare tutti i prigionieri e di restituire il suo trono a ETENIAS”.

“Sarà fatto e grazie ancora saiyan” disse rivolto ai nostri amici prima di allontanarsi.

“E’ un uomo giusto, solo che spesso non sa usare come si deve i suoi “doni”. Ma adesso sistemerà tutto. Lui ha la facoltà di ridare la vita ai desiani scomparsi. Questo però fa si che non potranno mai più uscire dall’AVALLONE perché la loro vita sarà legata ad esso come quella di Plutos” spiegò il sommo deios.

“In quanto a voi provvedero personalmente a farvi avere una nave per tornare sul vostro pianeta. Prima però il giovane Reigos deve fare una cosa” così dicendo si levò l’elmo e immediatamente l’aura iridescente scomparve.

“Vegeta, ho bisogno di scambiare due parole con tua figlia. Ti prego” disse il guerriero con serietà.

Il saiyan fissò il volto della figlia e non vedendo nei suoi occhi alcuna obiezione acconsentì.

I due si allontanarono lungo il giardino, fianco a fianco.

“Mi dispiace molto per come ti ho trattata e per tutto quello che hai dovuto passare per colpa mia. Ti chiedo perdono” esordì il guerriero.

“Eri coninvolto in qualcosa di più grande di te. Non ha importanza, in fondo, sulla tua astronave mi hai salvato dai tuoi soldati e non dimenticherò mai quanto sei stato gentile con me in quei momenti” disse la giovane arrossendo.

Era incantevole con quell’aria innocente sul viso e quel lieve rossore imbarazzato che le imporporava le gote.

“Ti devo chiedere scusa anche per quel bacio. Non ne avevo il diritto” disse ancora l’uomo, non rimpiangendo però affatto di averglielo dato.

Bra fissò disorientata i suoi occhi azzurri e i suoi linemaneti decisi ora distesi da un sorriso gentile. Sentì uno strano sfarfallio alla base dello stomaco e agendo d’istinto gli sfiorò una guancia con la mano e sussurrò intimidita “E’ vero. Non lo avevi ma adesso sì. Ti prego un piccolo bacio d’addio”.

Reigos non se lo fece ripetere due volte, come resistere ad un invito simile? Delicatamente la prese tra le braccia posò le labbra sulle sue carezzandogliele gentilmente e stuzzicandola con la lingua. Con un gemito strozzato la giovane cedette a quell’insinuante tortura e aprì le labbra lasciando che la baciasse a lungo con tenerezza mista a passione. Quando si staccarono avevano entrambi il fiato corto. Gli occhi della giovane brillavano come gemme. Reigos ringraziò mentalmente quella creatura di cielo per aver risvegliato il suo “io” nascosto e la sua vera natura. Lei era un sogno impossibile, doveva lasciarla andare. Lui era un uomo con enormi responsabilità, in lui viveva il DEIOS della Leggenda. Non c’era posto nella sua vita per quella ragazzina adorabile ma legata ad un altro destino ad un'altra vita. Con un sorriso ironico le disse “Addio piccola. A proposito. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto insieme ancora non conosco il tuo nome?” soggiunse perplesso.

La nostra amica sorrise, una risata fresca e cristallina.

“Mi chiamo Bra” e così dicendo corse via raggiungendo suo padre.

 

“Qualcosa non va, tesoro?” chiese Bulma avvicinandosi alla figlia.

Era passato un mese da quella strana e incredibile avventura e tutto era tornato alla normalità o quasi.

“No. Mamma, tutto a posto” disse la giovane sorridendo e rientrando in casa.

Vegeta, come al solito, era nella Gravity Room ad allenarsi. Sentì bussare alla porta e pensando si trattasse di Bulma portò la gravità al livello normale e aprì la sicura.

“Bra, che ci fai qui?” chiese sorpreso.

La figlia aveva indosso una tuta da combattimento saiyan e uno sguardo freddo e determinato negli occhi.

“Papà ho deciso che voglio imparare a combattere. Puoi allenarmi tu?”.

Vegeta la fissò perplesso.

“E’ per quello che è successo con i deisiani?” chiese deciso.

“In parte sì. Ho rischiato grosso e ho fatto correre un sacco di guai anche a te, Trunks e Gohan. Spero non ci sia una prossima volta ma se accadesse voglio essere in grado di difendermi” disse decisa.

“Ne sei sicura?” insistè il saiyan.

“Sì”.

“Come vuoi allora. Ma ti avverto. Questo non ti renderà più forte di un guerriero come Reigos”.

Colpito e affondato pensò il saiyan, vedendo il volto della giovane rabbuiarsi.

“Mi manca” riuscì a bisbigliare la giovane.

Vegeta si rilassò. Era tempo che Bra affrontasse la cosa. Non aveva voluto raccontargli niente di quello che aveva vissuto ma pareva che adesso gli argini della diga stessero cedendo.

“All’inizio è stata molto dura. Reigos e gli altri erano spietati con me” disse la giovane allontandandosi di qualche passo. Vegeta sentiva d’istinto che non doveva forzarla e che doveva restare in silenzio ad attendere il resto.

“I suoi tre mercenari hanno anche tentato di …. Insomma….è stato…..” la ragazza aveva evidente difficoltà a proseguire. Vegeta si sentì agghiacciare alla prospettiva che l’avessero toccata o peggio ancora violata. Con fermezza le si avvicinò e dopo averla fatta voltare verso di sé la prese tra la cerchia protettiva delle proprie braccia. Con un sospiro colmo di gratitudine la ragazza appoggiò la testa sul suo petto ritrovando all’istante un senso di sicurezza che credeva oramai perso. Confusamente si rese conto che era lo stesso gesto compiuto da Reigos.

“Cos’è successo, Bra?” le chiese col tono più gentile che gli riuscì d’usare, sorprendendola.

“Uno di loro ha cercato di togliermi i vestiti mentre gli altri mi tenevano ferma e mi…toccavano” sussurrò con un bisbiglio appena percettibile. Kami com’era felice di averli disintegrati. A saperlo li avrebbe fatti penare molto di più, pensò Vegeta furioso.

“Per fortuna Reigos è arrivato in tempo allontanando da me quello che mi stava sopra. Lo ha scaraventato contro la parete della navicella come se fosse un fuscello” ricordò la giovane con una nota di pura soddisfazione nella voce.

Vegeta registrò mentalmente che doveva qualcosa a quel deisiano. Gliel’aveva rapita e per questo non lo avrebbe mai perdonato ma pur se manovrato da quel mostro di Arextes non si era macchiato di quell’infamia. Come giudicarlo quando del resto lui stesso, sotto il giogo di Freezer, si era macchiato di innumerevoli crimini?

“Poi è stata la volta di Febedios e dell’altro pazzo, Neptius. Sai la cosa ironica è che a fermare Febedios dal… bhè hai capito…. è stato proprio Neptius. Tutti e due volevano essere i primi. Fortuna che poi sei arrivato tu, papà. Sei stato la mia salvezza ma non avevo alcun dubbio in proposito. Sapevo che mi avresti trovata” disse fieramente alzando la testa e schioccandogli un sonoro bacio sulla guancia che lo fece diventare rosso come un gambero.

Oramai l’argine aveva ceduto da un pezzo e Bra sommerse il padre di un fiume di parole con le quali gli raccontò emozioni, stati d’animo esperienze vissute accanto ai deisiani. Il saiyan si rese conto di quanto quell’esperienza l’avesse segnata. Ogni volta che parlava di Reigos i suoi occhi si illuminavano. Il suo carceriere che era diventato il suo eroe insieme al padre. Vegeta sogghignò. Sua figlia soffriva di quello che i terrestri chimavano la “Sindrome di Stoccolma”, lo aveva letto da qualche parte, cioè una strana forma psicologica che portava le vittime di un sequestro ad innamorarsi del proprio sequestratore. Bra era convinta di amare Reigos. Poco male le sarebbe passata non appena un bel giovanotto terrestre le avesse fatto una corte un po’ serrata. Il saiyan però sapeva perfettamente che, in un'altra Galassia ad anni luce dalla Terra, un altro cuore era stato folgorato dallo stesso male. Anche Reigos da rapitore era stato rapito, ma dal fascino della sua impareggiabile bambina e per lui sarebbe stato più difficile dimenticarla. Il saiyan sorrise compiaciuto. Bra stava crescendo e quell’esperienza l’avrebbe solo fatta maturare di più. Del esto cosa non aveva passato sua madre prima di trovare pace, si fa per dire, con un selvaggio guerriero come lui?????

 

- Fine -

 

Ragazze/i, questa fanfiction, lo ammetto è un po’ particolare. Vuole accontentare gli appassionati di Bra e nello stesso tempo vederla coninvolta in prima persona in battaglie e lotte di conquista. Spero vi piaccia. Vi prego, fatemi sapere la vostra opinione al mio indirizzo e-mail:

aresian@ciaoweb.it

 

 

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