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Dragonball, Dragonball Z, Dragonball GT,
Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama,
Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction è stata creata senza fini
di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna violazione del copyright si ritiene,
pertanto, intesa…
UNA FIGLIA DA SALVARE
By Aresian
Dopo avere lasciato il saiyan, Reigos si era recato
sulla luna di PLUTOS. Doveva trovare un modo per mettersi in contatto con il
potente DEIOS. Sapeva che al momento era lui l’unico in grado di fornirgli
guerrieri di buon livello combattivo. Raggiungere il palazzo di PLUTOS non fu
poi così difficile. Passare inosservato tra tutte le sue guardie un po’ meno.
Dovette ingaggiare un’ardua lotta fino a quando riuscì a penetrare nella sala
del Tempio. Il quella stanza speciale i DEIOS affinavano i loro poteri con
rituali segreti ed insondabili.
“Come hai fatto a giungere fin qui? Ti
ha mandato Arextes per uccidermi. Vero?” esordì il Deios con fredda lucidità.
Dopo essersi liberato dell’ultimo
ostacolo Reigos si parò innanzi a quello che un tempo aveva considerato un
nemico.
“Ti sbagli. Sono venuto a offrirti il
mio aiuto” disse deciso.
Plutos innarcò un sopracciglio
perplesso “Strano modo il tuo di offrirlo. Hai ucciso metà delle mie guardie.
Comunque visto che sei giunto sino a me. Suppongo non mi costi nulla ascoltarti
prima di spedirti negli inferi” disse indossando l’elmo della sua potente
armatura. Reigos sapeva che stava rischiando grosso, se Plutos non gli avesse
creduto avrebbe potuto morire.
“Ho scoperto quali sono le reali
intenzioni del mio signore Arextes e i suoi folli piani mi hanno sconvolto. Ho capito
che le ragioni che vi hanno spinto a combatterlo non erano sbagliate e che mi
ero schierato dalla parte sbagliata” disse deciso.
“Un guerriero che muta così facilmente
le sue opinioni è più pericoloso di un guerriero inetto” disse il deios
avanzando minaccioso.
“Ne ho ben donde. Arextes mi ha fatto
rapira la figlia di un saiyan. Secondo te per quale ragione?” gli disse d’un
fiato attendendo ansioso la sua reazione.
Plutos si bloccò di colpo mentre il
suo sguardo si incupiva.
“Gliel’hai consegnata?” chiese dopo
qualche istante.
“No. E’ in un luogo sicuro. Ma i suoi
compagni mi hanno seguito e la rivogliono indietro. Sono pronti a dichiarare
guerra all’AVALLONE se fosse necessario. Sono certo che Arextes avesse previsto
anche questo”.
“Se quello che dici è vero il rischio
è altissimo. Tieni la giovane lontana da qui. La situazione è talmente
degenerata che qualche altro Deios potrebbe voler mettere in atto la stessa
strategia di Arextes. Quella ragazza deve restare inviolata. Fai in modo che io
possa parlare con i saiyan che la cercano. Vedrò di sistemare le cose al fine
di evitare una guerra tra le due Galassie. Qualunque cosa accada difendi la
giovane. Se riuscirai in questo ti conferirò l’onore di entrare nella cerchia
dei cavallieri di Plutos” disse il Deios con sorprendente calma.
“Come vuoi. Seguimi, ti porterò dai
saiyan”.
Trunks stava fissando assorto le
stelle che illuminavano quel cielo sconosciuto.
“Credi che sia ancora viva?” disse il
giovane non appena si accorse di non essere più solo.
“Reigos me lo ha garantito” disse
tranquillo il saiyan. Era l’unica cosa sulla quale potesse appigliarsi. Doveva
credere alla parola del suo nemico.
“Sta tornando” disse ad un tratto
alzandosi in piedi.
“Vegeta. L’uomo che è con me è uno dei
sei DEIOS dell’AVALLONE. Ti presento PLUTOS il signore della terra e delle
rocce”.
I due si studiarono a lungo.
“Così tu sei un saiyan. Non posso dire
di essere lieto di fare la tua conoscenza, in passato il tuo popolo ha ucciso
molti membri della mia razza ma in questa circostanza il torto è stato fatto a
voi” disse pragmatico.
“Mia figlia” disse semplicemente
Vegeta in tono duro.
“Ho disposto con Reigos che venga
tenuta in un luogo sicuro. Potrei tranquillamente disporre che ti venga
restituita immediatamente ma temo che il folle piano di Arextes non si
fermerebbe. Lui vuole una progenie saiyan e presto potrebbero volerla anche gli
altri Deios, un modo come un altro per fermare questa interminabile faida. Il
più forte vince. Così dicono…”.
Vegeta comprese che la questione stava
diventando di minuto in minuto più complicata.
“E per le vostre beghe intestine
dovrei rimetterci io e la mia gente?” sbottò furioso.
Plutos fissò l’uomo irato che aveva di
fronte a sé. Come biasimarlo per quell’astio.
“Hai ragione. Ma purtroppo l’unico che
potrebbe fermare questa guerra è il DEIOS nascosto. E a quanto pare non ha
deciso ancora di reincarnarsi nel leggendario GUERRIERO DI LUCE” disse
tristemente l’uomo.
“Di che diamine stai parlando?” chiese
Vegeta confuso.
“Ti spiego io” si intromise Reigos
“Come per i saiyan esiste un guerriero leggendario imbattibile, così anche per
i deios esiste un DEIOS nascosto. Il deios dal potere assoluto. L’unico che
potrebbe mettere fine alle faide interne del nostro popolo. Si era reincarnato
trentanni fa ma Arextes lo uccise prima che potesse sviluppare il “karma di
luce”. Da allora la guerra è degenerata sino al punto, come hai visto, di
conivolgere altri popoli”.
“Io non riesco a seguirvi. Se a volere
la sconfitta di Arextes siete in tanti perché non riuscite a sconfiggerlo?”
chiese Gohan incuriosito.
“Perché il suo “karma di tenebra” si
nutre dell’odio e del terrore che genera nei suoi avversari. Quanto ne può
ottenere durante una guerra?”.
La domanda di Plutos rimase sospesa
nell’aria per qualche secondo, pesante come un macigno.
“Noi saiyan allora non possiamo
aiutarvi. Il potere che usiamo ci deriva dalla rabbia. Più è potente la nostra
rabbia e maggiore è l’estensione della nostra aura. Se combattessimo contro
Arextes finiremmo con l’incrementarne la forza” spiegò Vegeta.
“No, c’è qualcosa che potete fare”
disse Plutos deciso.
“Sarebbe?” chiese Trunks perplesso.
“La stessa persona che lui voleva
usare per distruggere, distruggerà lui. Voleva la piccola saiyan perché era convinto
che un figlio con lei lo avrebbe reso invincibile. Il cuore della giovane è
puro. Il suo corpo inviolato è l’emblema di quella purezza. Lei è la luce,
perché non capite. Se lei lo affrontasse senza timore e senza odio lo
indebolirebbe a tal punto che potremmo distruggerlo una volta per tutte”.
“Dannato bastardo, tieni fuori mia
figlia dai tuoi sordidi piani” disse Vegeta scaraventandolo al suolo con un
pugno. Reigos fu talmente sorpreso dalla sua reazione da non essere in grado di
prevenirlo. Fissò il Deios delle Rocce disteso a terra con il labbro
sanguinante. Stava per dire qualcosa quando una perturbazione nel suo “karma”
lo lasciò annichilito. La ragazza.
“Maledizione. Come hanno fatto a
penetrare nel tempio” gridò esterefatto.
“Di che parli?”.
“Avevo lasciato la ragazza al sicuro
nel Tempio di ZERADIUS. Ero certo che li nessuno avrebbe potuto trovarla.
Maledetto Febedios. Ha usato i suoi poteri per scardinare i cancelli del
tempio. Presto dobbiamo sbrigarci o la giovane saiyan sarà perduta” disse
sconvolto.
“Avevi detto che era al sicuro?”
protestò Trunks inferocito.
“Piantala, Trunks. Fai strada Reigos e
prega che non sia troppo tardi” intimò Vegeta freddamente.
Bra arretrò spaventata alla vista
dell’imponente guerriero. Come aveva fatto ad entrare nel Tempio? Reigos le
aveva garantito che era impossibile.
“Così sei tu il bocconcino che Arextes
ha fatto prelevare dalla Terra. Bene. Prima di consegnarti al mio caro alleato
vedrò di garantirmi d’essere il primo a possederti” disse malignamente avvicinandosi
alla giovane.
Bra si sentì in trappola. Non poteva
fuggire da quel luogo e neanche da quel colosso dagli occhi azzurri e i capelli
d’argento che la sovrastava.
Con un gesto fulmineo Febedios catturò
le braccia della ragazza stringendola violentemente a sé.
“Adesso ti feconderò con il mio seme e
tu partorirai un “maschio” semi Deios dalla forza di un saiyan e la mia
progenie si libererà finalmente dal vincolo dell’Avallone” disse soddisfatto
spingendola contro il muro e bloccandola con il proprio corpo.
“Lasciami, lurido verme schifoso”
disse la giovane cercando di graffiarlo. Kami, come rimpiangeva di non aver mai
voluto allenarsi con suo padre. Se solo fosse stata in grado di combattere…
Con violenza il Deios le insinuò un
ginocchio tra le gambe costringendola ad aprirle. Ma venne fermato da una
fredda voce alle sue spalle.
“Gentile ad aprirmi il cancello
Febedios. Ma a godere delle grazie di quella saiyan sarò solo io” disse ironico
Neptius. La finezza dei suoi lineamenti celava un animo diabolico.
Bra fissò attonita il nuovo arrivato.
Non che la situazione fosse migliorata per lei. Ma almeno per il momento i due
sarebberi stati impegnati nella loro disputa privata e lei sperava ardentemente
che Reigos tornasse in tempo per salvarla. Un momento, se quei due erano
riusciti a entrare forse lei avrebbe potuto uscire… Ma quei due erano pur
sempre membri della razza deisiana e forse era solo per questo che non erano
morti nel varcare la soglia.
Il primo violento colpo scagliato da
Febedios squassò la pace del tempio e la giovane, lanciò un grido terrorizzato,
si affrettò a cercare un riparo. Lo scontro si preannuciava furibondo e senza
esclusione di colpi.
Approfittando del loro momento di
distrazione Bra tentò di raggiungere il cancello. In fondo preferiva morire
piuttosto che essere violentata da uno di quei due guerrieri. Ma non fece in
tempo a tentare l’avventura che fu presa brutalmente per i capelli da Neptius e
gettata di malo modo sul gelido pavimento.
“Febedios mentre noi ci scanniamo
questo puttanella cerca di squagliarsela. Prendiamola tutte e due e il seme del
più forte sarà quello che la feconderà. Ci stai?”.
Febedios parve valutare la proposta
dell’ex alleato. Ma si perché no. Era certo di essere più potente di Neptius,
il suo seme non sarebbe mai riuscito ad attecchire. Avrebbe avuto lui la
vittoria.
“Ci sto. Coraggio diamoci da fare”.
Bra mise le ali ai piedi sfuggendo al
braccio teso di Febedios e schizzando dalla parte opposta della stanza.
“Però. E’ recalcitrante la puledra”
disse Neptios malignamente.
“E lo è ancora di più il padre” disse
una profonda voce alle loro spalle.
Gli occhi di Bra si dilatarono per lo
stupore, solo un uomo poteva possedere un tono così arrogante e nello stesso
tempo rassicurate.
“Papà” gridò fiondandoglisi incontro.
Vegeta strinse a sé la sua piccola Bra. La sentiva tremare tra le sue braccia.
Deios o meno quei due avrebbero fatto i conti con l’ira del Principe dei
saiyan.
“Guarda, guarda. Tre scimmie e due
traditori” disse Neptius fissando i saiyan, Plutos e Reigos.
“Vegeta se me lo permetti vorrei
combattere al tuo fianco” disse Gohan. L’idea di cosa quei due stessero per
fare a Bra lo sconvolgeva almeno quanto aveva sconvolto Vegeta. Anche lui era
padre e immaginava cosa l’amico stesse provando.
“Se vuoi” disse il saiyan con fare
sbrigativo. “Trunsk prenditi cura di tua sorella a questi due ci pensiamo noi”.
Così dicendo consengnò la figlia al
ragazzo e si preparò alla battaglia trasformandosi in SSJ2 imitato da Gohan.
“Ottimo lavoro, Reigos. Hai seguito i
miei piani alla lettera. Meglio che se ti avessi istruito” disse una tagliente
voce alle loro spalle.
“Arextes” esclamò sgomento il
guerriero.
“Sorpreso di vedermi? Sapevo che non
mi avresti mai consegnato la ragazza e anche che questi due babbei si sarebbero
fatti avanti per fregarmi la verginella. Era tutto previsto. Compreso il fatto
che in un solo colpo avrei eliminato tre Deios e gli ultimi saiyan rimasti in
vita”.
La terrificante sicurezza di
quell’uomo sconcertò i presenti. Vegeta avvertì in lui un’aura dalla
straordinaria potenza negativa. Avvertì le stesse sensazioni che per anni aveva
provato per Freezer. Quello era un demone. Dovevano distruggerlo ad ogni costo.
Con un solo spaventoso attacco Arextes
mandò in frantumi il tempio e staccò le braccia ai due ex alleati. L’orrore
della scena fece svenire la povera Bra mentre generò sgomento nei nostri amici.
“Se ti avessi affrontato fuori
dall’AVALLONE Vegeta avrei sicuramente perso ma qui io sono il sovrano
incontrastato e i tuoi poteri saiyan sono del tutto inefficaci. Mi spiace
principe ma oggi decreterò la tua sconfitta” disse ridendo malignamente.
Con un secondo violento colpo
disintegrò i due Deios e si preparò a fronteggiare Plutos che era arretrato
terrorizzato alla sua vista.
Il terrore, quello lo rendeva potente
quanto l’odio. Vegeta rammento all’improvviso le parole di Plutos.
“Non arretrare. Affronta la tua paura”
gli intimò Vegeta piazzandosi davanti al Deios nel tentativo di proteggerlo e
di darli un po’ di sicurezza.
“Ottima mossa, saiyan. Voi non temete
mai il nemico, vero?” disse Arextes scagliando il suo colpo.
Vegeta non si mosse ed incassò il
colpo ben piantato in terra. La violenza dell’impatto lo sospinse all’indietro
per molti metri trascinandosi dietro anche il malcapitato Plutos.
“Dammi la vergine” disse Arextes
scaraventando a terra Trunks e strappandole letteralmente di mano il corpo
esanime della sorella. Gli occhi di Vegeta si dilatarono per la rabbia
impotente. Quel bastardo si faceva scudo della sua bambina.
“Adesso anche tu stai alimentando il
mio potere saiyan. E me ne compiaccio, vista la tua forza” disse ironico il
Deios stringendo a sé la giovane che iniziava a riprendere i sensi.
Appena resasi conto di dove si trovava
la giovane lanciò un grido.
“No, Bra. Ascoltami non devi avere
paura di lui. Non devi, mi hai capito. Fidati di me ti salverò ma tu non devi
avere paura di lui. Qualunque cosa dica o faccia non temerlo” le intimò Vegeta.
La giovane fissò atterrita il volto
severo del padre. Con uno sforzo notevole si costrinse a dire “Io non ti temo
Arextes. Non ho paura di te” e iniziò a ripetere quelle parole come una
litania.
“Smettila” disse il Deios infastidito
dalle sue parole.
“Nessuno di noi ti teme. Vero Reigos?”
disse Vegeta rivolto al guerriero che sino a quel momento si era tenuto in
disparte. Vegeta aveva capito finalmente chi era quell’uomo. Lui aveva detto di
avere rinchiuso la figlia nel luogo più inacessibile di AVALLONE cioè il tempio
di ZENDRAS. E aveva detto che solo il DEIOS NASCOSTO poteva sconfiggere il
DEIOS DI TENEBRA ma che l’ultima volta che si era reincarnato non aveva avuto
il tempo di sviluppare il potere. Com’è che lui aveva accesso al tempio?
Trunks e Gohan si alzarono in piedi ed
iniziarono a ripetere le parole di Bra “Io non ti temo” suscitandò maggior ira
e fastidio nel Deios.
“Basta. Finitela o giuro che le apro
il petto in due” disse minaccioso portando una mano sul torace della giovane.
Bra ebbe un attimo di esitazione
fissando, cercando lo sguardo del padre. Vide nei suoi occhi che sarebbe andato
tutto bene e riprese a dire “Io non ti temo”.
Notando l’indecisione sul volto del
Deios anche Plutos si rimise in piedi e seguì l’esempio degli altri. Quelle
parole divennero sempre più un grido al quale si unì anche Vegeta. Come tattica
di combattimento era davvero insolita ma pareva funzionare. Lo stavano
indebolendo.
In quell’istante l’elmo posto al
centro della stanza, rimasto miracolosamente illeso dagli attacchi di Arextes,
si illuminò e i sette coni di luce che lo circondavano presero a vorticare
sempre più velocemente finchè una luce accecante non si sprigionò dalla
colonna.
“No. Non è possibile” gridò Arextes
sconvolto.
Sorpresi e scossi i nostri amici si volsero
a fissare quello strano fenomeno. All’improvviso la luce divenne così violenta
che i presenti furono costretti a schermarsi il viso per non rimanerne feriti.
Poi, così com’era comparsa la luce svanì per lasciare il posto a ….Reigos. Il
suo corpo era circondato da una vasta e potentissima aura iridescente e
l’armatura che indossava aveva la stessa trasparenza e luminosità del
cristallo. Tutti notarono che l’elmo si era posato sulla sua testa. Lui era…..
ZENDRAS IL CAVALIERE DI LUCE.
- continua
-