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Dragonball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa…

 

 

UNA FIGLIA DA SALVARE

By Aresian

 

Capitolo 5 – Il Guerriero di Luce

 

 

Dopo avere lasciato il saiyan, Reigos si era recato sulla luna di PLUTOS. Doveva trovare un modo per mettersi in contatto con il potente DEIOS. Sapeva che al momento era lui l’unico in grado di fornirgli guerrieri di buon livello combattivo. Raggiungere il palazzo di PLUTOS non fu poi così difficile. Passare inosservato tra tutte le sue guardie un po’ meno. Dovette ingaggiare un’ardua lotta fino a quando riuscì a penetrare nella sala del Tempio. Il quella stanza speciale i DEIOS affinavano i loro poteri con rituali segreti ed insondabili.

“Come hai fatto a giungere fin qui? Ti ha mandato Arextes per uccidermi. Vero?” esordì il Deios con fredda lucidità.

Dopo essersi liberato dell’ultimo ostacolo Reigos si parò innanzi a quello che un tempo aveva considerato un nemico.

“Ti sbagli. Sono venuto a offrirti il mio aiuto” disse deciso.

Plutos innarcò un sopracciglio perplesso “Strano modo il tuo di offrirlo. Hai ucciso metà delle mie guardie. Comunque visto che sei giunto sino a me. Suppongo non mi costi nulla ascoltarti prima di spedirti negli inferi” disse indossando l’elmo della sua potente armatura. Reigos sapeva che stava rischiando grosso, se Plutos non gli avesse creduto avrebbe potuto morire.

“Ho scoperto quali sono le reali intenzioni del mio signore Arextes e i suoi folli piani mi hanno sconvolto. Ho capito che le ragioni che vi hanno spinto a combatterlo non erano sbagliate e che mi ero schierato dalla parte sbagliata” disse deciso.

“Un guerriero che muta così facilmente le sue opinioni è più pericoloso di un guerriero inetto” disse il deios avanzando minaccioso.

“Ne ho ben donde. Arextes mi ha fatto rapira la figlia di un saiyan. Secondo te per quale ragione?” gli disse d’un fiato attendendo ansioso la sua reazione.

Plutos si bloccò di colpo mentre il suo sguardo si incupiva.

“Gliel’hai consegnata?” chiese dopo qualche istante.

“No. E’ in un luogo sicuro. Ma i suoi compagni mi hanno seguito e la rivogliono indietro. Sono pronti a dichiarare guerra all’AVALLONE se fosse necessario. Sono certo che Arextes avesse previsto anche questo”.

“Se quello che dici è vero il rischio è altissimo. Tieni la giovane lontana da qui. La situazione è talmente degenerata che qualche altro Deios potrebbe voler mettere in atto la stessa strategia di Arextes. Quella ragazza deve restare inviolata. Fai in modo che io possa parlare con i saiyan che la cercano. Vedrò di sistemare le cose al fine di evitare una guerra tra le due Galassie. Qualunque cosa accada difendi la giovane. Se riuscirai in questo ti conferirò l’onore di entrare nella cerchia dei cavallieri di Plutos” disse il Deios con sorprendente calma.

“Come vuoi. Seguimi, ti porterò dai saiyan”.

 

Trunks stava fissando assorto le stelle che illuminavano quel cielo sconosciuto.

“Credi che sia ancora viva?” disse il giovane non appena si accorse di non essere più solo.

“Reigos me lo ha garantito” disse tranquillo il saiyan. Era l’unica cosa sulla quale potesse appigliarsi. Doveva credere alla parola del suo nemico.

“Sta tornando” disse ad un tratto alzandosi in piedi.

“Vegeta. L’uomo che è con me è uno dei sei DEIOS dell’AVALLONE. Ti presento PLUTOS il signore della terra e delle rocce”.

I due si studiarono a lungo.

“Così tu sei un saiyan. Non posso dire di essere lieto di fare la tua conoscenza, in passato il tuo popolo ha ucciso molti membri della mia razza ma in questa circostanza il torto è stato fatto a voi” disse pragmatico.

“Mia figlia” disse semplicemente Vegeta in tono duro.

“Ho disposto con Reigos che venga tenuta in un luogo sicuro. Potrei tranquillamente disporre che ti venga restituita immediatamente ma temo che il folle piano di Arextes non si fermerebbe. Lui vuole una progenie saiyan e presto potrebbero volerla anche gli altri Deios, un modo come un altro per fermare questa interminabile faida. Il più forte vince. Così dicono…”.

Vegeta comprese che la questione stava diventando di minuto in minuto più complicata.

“E per le vostre beghe intestine dovrei rimetterci io e la mia gente?” sbottò furioso.

Plutos fissò l’uomo irato che aveva di fronte a sé. Come biasimarlo per quell’astio.

“Hai ragione. Ma purtroppo l’unico che potrebbe fermare questa guerra è il DEIOS nascosto. E a quanto pare non ha deciso ancora di reincarnarsi nel leggendario GUERRIERO DI LUCE” disse tristemente l’uomo.

“Di che diamine stai parlando?” chiese Vegeta confuso.

“Ti spiego io” si intromise Reigos “Come per i saiyan esiste un guerriero leggendario imbattibile, così anche per i deios esiste un DEIOS nascosto. Il deios dal potere assoluto. L’unico che potrebbe mettere fine alle faide interne del nostro popolo. Si era reincarnato trentanni fa ma Arextes lo uccise prima che potesse sviluppare il “karma di luce”. Da allora la guerra è degenerata sino al punto, come hai visto, di conivolgere altri popoli”.

“Io non riesco a seguirvi. Se a volere la sconfitta di Arextes siete in tanti perché non riuscite a sconfiggerlo?” chiese Gohan incuriosito.

“Perché il suo “karma di tenebra” si nutre dell’odio e del terrore che genera nei suoi avversari. Quanto ne può ottenere durante una guerra?”.

La domanda di Plutos rimase sospesa nell’aria per qualche secondo, pesante come un macigno.

“Noi saiyan allora non possiamo aiutarvi. Il potere che usiamo ci deriva dalla rabbia. Più è potente la nostra rabbia e maggiore è l’estensione della nostra aura. Se combattessimo contro Arextes finiremmo con l’incrementarne la forza” spiegò Vegeta.

“No, c’è qualcosa che potete fare” disse Plutos deciso.

“Sarebbe?” chiese Trunks perplesso.

“La stessa persona che lui voleva usare per distruggere, distruggerà lui. Voleva la piccola saiyan perché era convinto che un figlio con lei lo avrebbe reso invincibile. Il cuore della giovane è puro. Il suo corpo inviolato è l’emblema di quella purezza. Lei è la luce, perché non capite. Se lei lo affrontasse senza timore e senza odio lo indebolirebbe a tal punto che potremmo distruggerlo una volta per tutte”.

“Dannato bastardo, tieni fuori mia figlia dai tuoi sordidi piani” disse Vegeta scaraventandolo al suolo con un pugno. Reigos fu talmente sorpreso dalla sua reazione da non essere in grado di prevenirlo. Fissò il Deios delle Rocce disteso a terra con il labbro sanguinante. Stava per dire qualcosa quando una perturbazione nel suo “karma” lo lasciò annichilito. La ragazza.

“Maledizione. Come hanno fatto a penetrare nel tempio” gridò esterefatto.

“Di che parli?”.

“Avevo lasciato la ragazza al sicuro nel Tempio di ZERADIUS. Ero certo che li nessuno avrebbe potuto trovarla. Maledetto Febedios. Ha usato i suoi poteri per scardinare i cancelli del tempio. Presto dobbiamo sbrigarci o la giovane saiyan sarà perduta” disse sconvolto.

“Avevi detto che era al sicuro?” protestò Trunks inferocito.

“Piantala, Trunks. Fai strada Reigos e prega che non sia troppo tardi” intimò Vegeta freddamente.

 

Bra arretrò spaventata alla vista dell’imponente guerriero. Come aveva fatto ad entrare nel Tempio? Reigos le aveva garantito che era impossibile.

“Così sei tu il bocconcino che Arextes ha fatto prelevare dalla Terra. Bene. Prima di consegnarti al mio caro alleato vedrò di garantirmi d’essere il primo a possederti” disse malignamente avvicinandosi alla giovane.

Bra si sentì in trappola. Non poteva fuggire da quel luogo e neanche da quel colosso dagli occhi azzurri e i capelli d’argento che la sovrastava.

Con un gesto fulmineo Febedios catturò le braccia della ragazza stringendola violentemente a sé.

“Adesso ti feconderò con il mio seme e tu partorirai un “maschio” semi Deios dalla forza di un saiyan e la mia progenie si libererà finalmente dal vincolo dell’Avallone” disse soddisfatto spingendola contro il muro e bloccandola con il proprio corpo.

“Lasciami, lurido verme schifoso” disse la giovane cercando di graffiarlo. Kami, come rimpiangeva di non aver mai voluto allenarsi con suo padre. Se solo fosse stata in grado di combattere…

Con violenza il Deios le insinuò un ginocchio tra le gambe costringendola ad aprirle. Ma venne fermato da una fredda voce alle sue spalle.

“Gentile ad aprirmi il cancello Febedios. Ma a godere delle grazie di quella saiyan sarò solo io” disse ironico Neptius. La finezza dei suoi lineamenti celava un animo diabolico.

Bra fissò attonita il nuovo arrivato. Non che la situazione fosse migliorata per lei. Ma almeno per il momento i due sarebberi stati impegnati nella loro disputa privata e lei sperava ardentemente che Reigos tornasse in tempo per salvarla. Un momento, se quei due erano riusciti a entrare forse lei avrebbe potuto uscire… Ma quei due erano pur sempre membri della razza deisiana e forse era solo per questo che non erano morti nel varcare la soglia.

Il primo violento colpo scagliato da Febedios squassò la pace del tempio e la giovane, lanciò un grido terrorizzato, si affrettò a cercare un riparo. Lo scontro si preannuciava furibondo e senza esclusione di colpi.

Approfittando del loro momento di distrazione Bra tentò di raggiungere il cancello. In fondo preferiva morire piuttosto che essere violentata da uno di quei due guerrieri. Ma non fece in tempo a tentare l’avventura che fu presa brutalmente per i capelli da Neptius e gettata di malo modo sul gelido pavimento.

“Febedios mentre noi ci scanniamo questo puttanella cerca di squagliarsela. Prendiamola tutte e due e il seme del più forte sarà quello che la feconderà. Ci stai?”.

Febedios parve valutare la proposta dell’ex alleato. Ma si perché no. Era certo di essere più potente di Neptius, il suo seme non sarebbe mai riuscito ad attecchire. Avrebbe avuto lui la vittoria.

“Ci sto. Coraggio diamoci da fare”.

Bra mise le ali ai piedi sfuggendo al braccio teso di Febedios e schizzando dalla parte opposta della stanza.

“Però. E’ recalcitrante la puledra” disse Neptios malignamente.

“E lo è ancora di più il padre” disse una profonda voce alle loro spalle.

Gli occhi di Bra si dilatarono per lo stupore, solo un uomo poteva possedere un tono così arrogante e nello stesso tempo rassicurate.

“Papà” gridò fiondandoglisi incontro. Vegeta strinse a sé la sua piccola Bra. La sentiva tremare tra le sue braccia. Deios o meno quei due avrebbero fatto i conti con l’ira del Principe dei saiyan.

“Guarda, guarda. Tre scimmie e due traditori” disse Neptius fissando i saiyan, Plutos e Reigos.

“Vegeta se me lo permetti vorrei combattere al tuo fianco” disse Gohan. L’idea di cosa quei due stessero per fare a Bra lo sconvolgeva almeno quanto aveva sconvolto Vegeta. Anche lui era padre e immaginava cosa l’amico stesse provando.

“Se vuoi” disse il saiyan con fare sbrigativo. “Trunsk prenditi cura di tua sorella a questi due ci pensiamo noi”.

Così dicendo consengnò la figlia al ragazzo e si preparò alla battaglia trasformandosi in SSJ2 imitato da Gohan.

“Ottimo lavoro, Reigos. Hai seguito i miei piani alla lettera. Meglio che se ti avessi istruito” disse una tagliente voce alle loro spalle.

“Arextes” esclamò sgomento il guerriero.

“Sorpreso di vedermi? Sapevo che non mi avresti mai consegnato la ragazza e anche che questi due babbei si sarebbero fatti avanti per fregarmi la verginella. Era tutto previsto. Compreso il fatto che in un solo colpo avrei eliminato tre Deios e gli ultimi saiyan rimasti in vita”.

La terrificante sicurezza di quell’uomo sconcertò i presenti. Vegeta avvertì in lui un’aura dalla straordinaria potenza negativa. Avvertì le stesse sensazioni che per anni aveva provato per Freezer. Quello era un demone. Dovevano distruggerlo ad ogni costo.

Con un solo spaventoso attacco Arextes mandò in frantumi il tempio e staccò le braccia ai due ex alleati. L’orrore della scena fece svenire la povera Bra mentre generò sgomento nei nostri amici.

“Se ti avessi affrontato fuori dall’AVALLONE Vegeta avrei sicuramente perso ma qui io sono il sovrano incontrastato e i tuoi poteri saiyan sono del tutto inefficaci. Mi spiace principe ma oggi decreterò la tua sconfitta” disse ridendo malignamente.

Con un secondo violento colpo disintegrò i due Deios e si preparò a fronteggiare Plutos che era arretrato terrorizzato alla sua vista.

Il terrore, quello lo rendeva potente quanto l’odio. Vegeta rammento all’improvviso le parole di Plutos.

“Non arretrare. Affronta la tua paura” gli intimò Vegeta piazzandosi davanti al Deios nel tentativo di proteggerlo e di darli un po’ di sicurezza.

“Ottima mossa, saiyan. Voi non temete mai il nemico, vero?” disse Arextes scagliando il suo colpo.

Vegeta non si mosse ed incassò il colpo ben piantato in terra. La violenza dell’impatto lo sospinse all’indietro per molti metri trascinandosi dietro anche il malcapitato Plutos.

“Dammi la vergine” disse Arextes scaraventando a terra Trunks e strappandole letteralmente di mano il corpo esanime della sorella. Gli occhi di Vegeta si dilatarono per la rabbia impotente. Quel bastardo si faceva scudo della sua bambina.

“Adesso anche tu stai alimentando il mio potere saiyan. E me ne compiaccio, vista la tua forza” disse ironico il Deios stringendo a sé la giovane che iniziava a riprendere i sensi.

Appena resasi conto di dove si trovava la giovane lanciò un grido.

“No, Bra. Ascoltami non devi avere paura di lui. Non devi, mi hai capito. Fidati di me ti salverò ma tu non devi avere paura di lui. Qualunque cosa dica o faccia non temerlo” le intimò Vegeta.

La giovane fissò atterrita il volto severo del padre. Con uno sforzo notevole si costrinse a dire “Io non ti temo Arextes. Non ho paura di te” e iniziò a ripetere quelle parole come una litania.

“Smettila” disse il Deios infastidito dalle sue parole.

“Nessuno di noi ti teme. Vero Reigos?” disse Vegeta rivolto al guerriero che sino a quel momento si era tenuto in disparte. Vegeta aveva capito finalmente chi era quell’uomo. Lui aveva detto di avere rinchiuso la figlia nel luogo più inacessibile di AVALLONE cioè il tempio di ZENDRAS. E aveva detto che solo il DEIOS NASCOSTO poteva sconfiggere il DEIOS DI TENEBRA ma che l’ultima volta che si era reincarnato non aveva avuto il tempo di sviluppare il potere. Com’è che lui aveva accesso al tempio?

Trunks e Gohan si alzarono in piedi ed iniziarono a ripetere le parole di Bra “Io non ti temo” suscitandò maggior ira e fastidio nel Deios.

“Basta. Finitela o giuro che le apro il petto in due” disse minaccioso portando una mano sul torace della giovane.

Bra ebbe un attimo di esitazione fissando, cercando lo sguardo del padre. Vide nei suoi occhi che sarebbe andato tutto bene e riprese a dire “Io non ti temo”.

Notando l’indecisione sul volto del Deios anche Plutos si rimise in piedi e seguì l’esempio degli altri. Quelle parole divennero sempre più un grido al quale si unì anche Vegeta. Come tattica di combattimento era davvero insolita ma pareva funzionare. Lo stavano indebolendo.

In quell’istante l’elmo posto al centro della stanza, rimasto miracolosamente illeso dagli attacchi di Arextes, si illuminò e i sette coni di luce che lo circondavano presero a vorticare sempre più velocemente finchè una luce accecante non si sprigionò dalla colonna.

“No. Non è possibile” gridò Arextes sconvolto.

Sorpresi e scossi i nostri amici si volsero a fissare quello strano fenomeno. All’improvviso la luce divenne così violenta che i presenti furono costretti a schermarsi il viso per non rimanerne feriti. Poi, così com’era comparsa la luce svanì per lasciare il posto a ….Reigos. Il suo corpo era circondato da una vasta e potentissima aura iridescente e l’armatura che indossava aveva la stessa trasparenza e luminosità del cristallo. Tutti notarono che l’elmo si era posato sulla sua testa. Lui era….. ZENDRAS IL CAVALIERE DI LUCE.

 

- continua -

 

Ragazze/i, questa fanfiction, lo ammetto è un po’ particolare. Vuole accontentare gli appassionati di Bra e nello stesso tempo vederla coninvolta in prima persona in battaglie e lotte di conquista. Spero vi piaccia. Vi prego, fatemi sapere la vostra opinione al mio indirizzo e-mail:

aresian@ciaoweb.it

 

 

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