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Dragonball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa…

 

 

UNA FIGLIA DA SALVARE

By Aresian

 

Capitolo 1 – Il ratto della vergine

 

“Mi avete convocato, mio signore” disse l’uomo chinandosi innazi all’imponente figura di Arextes. Con un gesto compiaciuto il “deios” intimò al soldato di levarsi in piedi.

“Ho una missione per te, Reigos. Della massima importanza. Devi recarti sul pianeta Terra, nella Galassia del Nord, e rapire una giovane donna. Voglio che la porti al mio cospetto inviolata, mi hai capito?” disse duramente.

Il soldato annuì tranquillo. La richiesta del suo signore lo sorprendeva ma non lo dava minimamente a vedere. Il suo volto era impassibile così come i suoi occhi azzurri gelidi come le acque dell’artico.

“Vai da Partios ti indicherà il modo per rintracciarla. Sta molto attento. Devi rapirla quando non sono presenti il padre e il fratello. Sono abbastanza potenti da metterti in difficoltà e non voglio correre rischi”.

Sempre più incuriosito il soldato annuì ancora una volta e al cenno di congedo del suo sovrano si allontanò. Chissà perché gli interessava tanto quella femmina. Comunque fosse aveva una missione da compiere e non avrebbe fallito. Con calma radunò una squadra di tre uomini e decollo alla volta della Terra.

 

“Mamma, papà io esco. Non aspettatemi per cena mangerò una pizza con gli amici. Ciao” disse Bra prima di fiondarsi letteralmente fuori dalla porta di casa.

A Bulma scappò un sorriso. La loro Bra oramai aveva diociotto anni e i ragazzi avevano preso a ronzarle intorno in maniera più che evidente, anche se va detto, Vegeta era sempre riuscito a frenarne gli entusiasmi.

Il saiyan, dal canto suo, non approvava molto quelle uscite serali della figlia ma sapeva bene che non sarebbe riuscito a trattenerla a casa. Quella peste amava prenderlo in giro esattamente come la madre e dannazione le riusciva altrettanto bene. Sbuffando si allontanò verso la stanza gravitazionele, un po’ di moto avrebbe calmato la sua irritazione.

Bra aveva trascorso una serata molto divertente con i compagni dell’Università e stava ora rientrando tranquillamente a casa, scortata da due di loro che si erano offerti di accompagnarla.

“Non va bene che una bella ragazza come te vada in giro da sola a quest’ora. Non si sa mai gli incontri che si possono fare. Lascia che ti accompaniamo” aveva detto Tommy galantemente e la giovane, ben sapendo che con i suoi poteri saiyan avrebbe potuto mettere al tappeto qualsiasi terrestre troppo invadente, acconsentì con un sorrisino compiacente.

Erano a qualche chilometro dalla Capsule Corporation quando da una via laterale sbucarono fuori quattro uomini con indosso una strana armatura.

“Chi siete?” chiese Tommy parandosi istintivamente dinnanzi alla giovane, come per proteggerla.

Il più alto dei quattro fece un lieve cenno con la mano e improvvisamente i tre uomini si scagliarono contro il gruppetto. Due uccisero i compagni della giovane e il terzo la imprigionò in una stretta micidiale mettendole una mano sulla bocca per impedirle di gridare.

Spaventata dalla forza straordinaria che percepiva in quegli uomini la giovane tentò di divincolarsi espandendo la propria aura spirituale. Con tutta la forza di cui era capace colpì con una gomitata alle costole il suo avversario liberandosi dalla presa e senza esitare spiccò il volo.

“Idiota. Te la sei fatta scappare. Inseguiamola, svelti” disse Reigos decollando a sua volta imitato dagli altri. Dannazione se fosse riuscita a raggiungere casa avrebbe messo in allarme il padre e il fratello, proprio quello che lui voleva evitare.

 

Trunks era in volo diretto verso casa quando avvertì il repentino incrementarsi dell’aura della sorella. Che diamine stava succedendo era la prima volta che lo faceva. Qualcosa non andava. Preoccupato incrementò rapidamente la propria aura e si fiondò alla massima velocità nella direzione dalla quale proveniva quella di Bra.

 

La giovane era veloce ma sfortunatamente per lei, Reigos lo era di più. Gli bastarono pochi secondi per raggiungerla e bloccarla in una stretta micidiale. La teneva da dietro sotto le ascelle e se avesse stretto ancora la morsa le avrebbe spezzato entrambe le braccia.

“Se ti azzardi a gridare o a tentare ancora la fuga ti procuro un tale dolore che non lo dimenticherai per il resto dei tuoi giorni” le disse minaccioso all’orecchio. In quel mentre anche i tre scagnozzi che erano con lui li raggiunsero. Reigos stava per dare l’ordine di rientro quando avvertì una potente aura in avvicinamento.

“Dannazione. Dev’essere il fratello. Svelti levatemelo di torno. Non abbiamo tempo da perdere” disse perentorio. I tre annuirono pronti al combattimento ma rimasero sorpresi dalla rapidità con la quale il saiyan gli si era presentato innanzi.

Trunks fissava allibito la sorella, imprigionata da quello sconosciuto guerriero e i tre che gli si erano parati innanzi minacciosi.

“Levale le mani di dosso se vuoi vivere” disse duro.

“Trunks” supplicò la giovane spaventata.

“Che state aspettando, è solo un uomo e voi siete in tre. Uccidetelo” disse Reigos irritato.

 

Anche Vegeta aveva percepito l’incrementarsi anomalo dell’aura della figlia e senza dare spiegazioni alla moglie si era precipitato fuori casa decollando alla massima velocità. Bra era nei guai, lo sentiva d’istinto.

 

Trunks aveva ingaggiato un violento combattimento con i tre temibili avversari. Gli bastarono pochi colpi per intuire che lo scontro non sarebbe stato facile. Reigos osservò lo scontro per qualche istante poi, registrando un’altra aura in avvicinamento, decise di farla finita.

“Sbrigatevi, sta arrivando qualcuno. Eliminatelo, io torno all’astronave”.

“Trunks!!!!” gridò terrorizzata la giovane mentre il guerriero la trascinava via.

“Bra” disperato il giovane tentò di liberarsi dall’asfissiante attacco dei tre ma la sua distrazione gli costò cara. In pochi istanti fu raggiunto da un paio di colpi miciadiali che lo misero al tappeto. Dolorante tentò di rimettersi in piedi ma un colpo energetico di strabigliante potenza lo travolse e poi le tenebre calarono davanti ai suoi occhi.

Angosciata la giovane aveva avvertito l’aura del fratello spegnersi repentinamente.

“No…! Trunks” singhiozzò sconvolta.

“Piantala di gridare se non vuoi fare la sua stessa fine” le intimò minaccioso il suo rapitore. Era oramai giunto all’astronave. Con violenza la scaraventò dentro una specie di cella e attivò un campo magnetico che la imprigionò impedendole il più piccolo movimento.

“Stai buona. O ti farò provare dolore” le disse duramente. Aveva appena impostato la rotta per il rientro quando anche i suoi tre compagni raggiunsero la navicella.

“Presto, Reigos. Quell’altro non tarderà a scovarci” disse uno dei tre.

“Lo avete sistemato?”.

“Credo di sì. Se è ancora vivo lo sarà per poco” disse compiaciuto il più vecchio.

“Molto bene. Allacciatevi le cinture, decolliamo”.

 

Vegeta, nel frattempo, era giunto sul luogo dello scontro, sconvolto vide il corpo esamine del figlio steso sull’asfalto.

“Trunks” gridò atterrandogli accanto e prendendolo tra le braccia. Grazie al cielo respirava ancora ma era ridotto piuttosto male.

“Cos’è successo? Dov’è Bra?” gli chiese quando il giovane aprì gli occhi.

“Erano in quattro. Non erano terrestri. L’hanno portata via, papà” disse a stento il giovane. “Non sono riuscito a proteggerla…” balbettava affranto. In quel momento furono raggiunti da Gohan e Goten.

“Cos’è successo, Vegeta?” chiese Gohan preoccupato.

“Qualcuno ha rapito mia figlia. Devo fermarli. Goten porta Trunks al palazzo del supremo ha bisogno delle cure di Dende, svelto”.

Detto questo decollò alla ricerca disperata della figlia. Nessun terrestre avrebbe mai potuto ridurre in quello stato suo figlio. Erano poche le creature nello spazio che potessero competere con un Super Saiyan. Quei maledetti erano terribilmente pericolosi e Bra era in mano loro. Percepì la presenza di Gohan al suo fianco. Anche il ragazzo era molto preoccupato, lo sentiva.

 

“Papà!!!” gridò Bra con tutto il fiato che aveva in gola. Aveva avvertito la sua aura in rapido avvicinamento. Cielo, era l’unico che potesse salvarla. Sperava solo che facesse in tempo.

Quel grido gli scoppio nella testa con un’intensità devastante. Tutta la paura e l’angoscia della figlia gli ricaddero addosso. Fece in tempo ad intravvedere l’astronave aliena quando questa, purtroppo, decollò rapidamente scomparendo in pochi istanti alla loro vista.

“Bra…” gridò Vegeta tentando disperatamente di raggiungere la navicella. Ma la potenza dei suoi motori la spinse rapidamente oltre l’atmosfera e lassù, nello spazio cosmico, non sarebbe potuto sopravvivere, sconvolto fu costretto a desistere. Gliel’avevano portata via. Maledetti. Ma gliel’avrebbe fatta pagare cara. Se solo le avessero torto un capello non avrebbero avuto un luogo nello spazio dove trovare rifugio dalla sua vendetta.

 

- continua -

 

Ragazze/i, questa fanfiction, lo ammetto è un po’ particolare. Vuole accontentare gli appassionati di Bra e nello stesso tempo vederla coninvolta in prima persona in battaglie e lotte di conquista. Spero vi piaccia. Vi prego, fatemi sapere la vostra opinione al mio indirizzo e-mail:

aresian@ciaoweb.it

 

 

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