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Dragon Ball,
Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono
proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction
è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti
vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
DUE CORPI, UNA SOLA ANIMA.
Cap. 3
Erano
trascorse tre settimane dallo scontro tra Vegeta ed Aresian. I nostri amici si
erano preoccupati immediatamente di recuperare le Sfere del Drago così da poter
evocare Shenlong e Goku non appena questo si fosse reso necessario. Nel
frattempo si erano dati un gran da fare con estenuanti e durissimi allenamenti.
Come promesso, Vegeta aveva sottoposto il figlio ad un duro allenamento
speciale che aveva dato i suoi frutti. Finalmente Trunks era riuscito a
superare il limite del super saiyan anche se era ancora ben lontano dal livello
di combattimento del padre. Anche Goten era migliorato molto e Gohan aveva
raggiunto il suo livello massimo, era in splendida forma. Pan e Bra non avevano
voluto essere da meno e si erano sottoposte ad allenamenti particolari. Vegeta
era intimamente orgoglioso della sua ragazza. Anche se aveva incominciato da
poco, Bra apprendeva in fretta e non aveva paura di sperimentare nuove
tecniche. Incredibile, ma vero ad allenare le ragazze era stata proprio
Aresian. La decisione era stata presa, a sorpresa di tutti, da Vegeta. Una sera
si era alzato da tavola dicendo rivolto alla sorella.
“Bra
e Pan hanno bisogno di essere seguite nei loro allenamenti. Aresian te ne
occuperai tu”.
La
donna aveva avuto da ridire, ma l’entusiasmo dimostrato dalle due ragazze aveva
finito col farla capitolare.
“D’accordo.
Ma mi aspetto il massimo o vi arrangiate da sole”.
Felici
le due giovani aveva promesso totale abnegazione. Bulma aveva visto nella
decisione del compagno l’intenzione di dare una chance alla sorella. Forse,
sotto sotto, cominciava ad apprezzarla.
Era
un tranquillo pomeriggio e Vegeta e gli altri si stavano allenando (come al
solito – NdA). Aresian veniva sempre esclusa. Anche se le aveva imposto di
addestrare le ragazzine, Vegeta non le permetteva mai di allenarsi con loro. A
Trunks dispiaceva, ma sapeva che su quel punto suo padre era irremovibile. Non
si comprendeva bene il loro strano rapporto. Passavano la maggior parte del
loro tempo ad evitarsi.
“Smettila
di stare con la testa tra le nuvole, Trunks” fu il severo rimprovero che
ricevette.
“Scusa
papà. Sono pronto”.
“Vegeta”
esclamò improvvisamente Gohan, guardando sorpreso verso l’ingresso della Stanza
Gravitazionale.
Seguendo
il suo sguardo il saiyan notò la figura della sorella stagliarsi nel vano della
porta.
“Che
cosa vuoi?” la apostrofò bruscamente.
La
donna fissò il fratello e in quel momento lui si rese conto dell’agitazione che
traspariva dai suoi occhi. Preoccupato le si avvicinò.
“Cos’è
successo. Avanti parla”.
“Loro
sono qui. Li sento” la sua frase generò palese stupore e agitazione.
Vegeta
prestò attenzione alle aure che percepiva. Non avvertiva nulla di anormale, ma
era chiaro che la donna avvertiva qualcosa era troppo agitata, assolutamente
insolito per il suo carattere.
“Io
non percepisco nulla” precisò comunque.
“Ti
ripeto che sono qui. La sua aura la riconoscerei tra mille”.
“Elkena?”
chiese Gohan incuriosito.
La
donna scuoté la testa in segno di diniego.
“No.
L’uomo che ha ucciso i miei compagni saiyan e mi ha catturata” lo sguardo della
donna tradiva una profonda emozione. Tutti si chiesero cosa dovesse averle
fatto per incutere nella coraggiosa guerriera tanta soggezione. Bhè, con
quell’uomo Aresian aveva conosciuto l’inferno.
“Bene.
Vorrà dire che cominceremo da lui” disse Vegeta, senza scomporsi. Pochi minuti
dopo erano in volo diretti verso il luogo da dove proveniva l’oscura aura.
Stranamente Aresian non aveva voluto seguirli ed era rimasta con le ragazze
alla Capsule Corporation.
“Papà.
Non ti sembra strano l’atteggiamento della zia” chiese Trunks preoccupato.
In
effetti a Vegeta non era parso normale. Era come se la donna non volesse
affrontare il loro avversario ed a giudicare da come aveva osato confrontarsi
con lui non era certo questione di coraggio. C’era sicuramente dell’altro.
Giunti
sul luogo dell’atterraggio i nostri amici ebbero una brutta sorpresa. Chiunque
fosse stato su quella navicella aveva fatto perdere le sue tracce dopo aver
ucciso tutti gli abitanti del villaggio vicino.
“Maledizione”
esclamò Gohan arrabbiato. “Siamo arrivati troppo tardi. Chissà adesso dove si è
cacciato”.
Vegeta
provò la spiacevole sensazione di essere caduto in una trappola.
“Torniamo
subito indietro” gridò rabbioso decollando immediatamente, seguito a ruota
dagli altri. Avevano tutti un brutto, bruttissimo presentimento.
Aresian
avvertiva sempre più vicina l’aura del suo mortale nemico. Conosceva le sue
subdole tattiche di combattimento. Era sicura al novanta per cento che suo
fratello era finito in una falsa pista. Uno specchio per le allodole. Il loro
nemico stava andando proprio alla Capsule e lei lo stava aspettando. Era stata
costretta ad ingannare gli altri, altrimenti non avrebbero seguito il suo
suggerimento. Vegeta era troppo fiero e sicuro di se per accettare un suo
consiglio e questo avrebbe potuto rivelarsi fatale. Oramai dovevano essersi
accorti della trappola e sarebbero tornati rapidamente indietro, lei doveva
opporre resistenza sino al loro arrivo poi si sarebbero giocati insieme tutte
le carte a disposizione.
“Tornate
dentro. Svelte” ordinò improvvisamente alle due ragazze. Lui era lì.
Vigliacco
non aveva neanche avuto il coraggio di presentarsi da solo. Si era portato la
squadra personale di leccapiedi.
“E’
inutile che ti nascondi, Elkena. Riconoscerei il tuo fetore ovunque” lo provocò
sprezzante.
“Così
non sei caduta nella mia piccola esca. Complimenti, vedo che hai imparato
bene”.
Un
uomo alto e robusto era improvvisamente uscito allo scoperto. La lunga coda che
spuntava da sotto il mantello tradiva le sue vere origini, era un saiyan.
Vegeta
percepì immediatamente l’aura del nemico. Maledizione era proprio a casa sua.
Per un attimo fu preso dal panico. Bra e Bulma erano rimaste da sole. No.
Aresian era con loro. Con sgomento si rese conto che la vita delle due persone
alle quali teneva di più a questo mondo era nelle mani di quella sorella che
lui si rifiutava di accettare.
“Svelti,
non c’è tempo da perdere. Le donne sono in pericolo” esclamò accelerando al
massimo. Maledizione, se solo fosse stato in grado di teletrasportarsi come
Kaharoth.
Con
un gesto indolente Elkena fece segno ai suoi uomini di farsi avanti.
“Andate
a prendere le due mocciose. Di Aresian mi occuperò personalmente” ordinò
perentorio.
Aresian
sentì gelare il sangue nelle vene. Quel bastardo voleva uccidere le ragazzine.
Mai, avrebbe dovuto passare sul suo cadavere.
“Pan,
Bra” gridò con tutto il fiato che aveva “State in guardia. Stanno venendo ad
uccidervi. Mostrato loro come combatte un vero saiyan” le incoraggiò. Dovevano
resistere. Vegeta stava arrivando, ne sentiva la potente aura in avvicinamento.
Elkena
però la prevenne. “. Pagherai caro l’affronto che mi hai fatto, donna. Non
avresti mai dovuto ribellarti a me, saresti potuta essere la mia regina. Mi
occuperò di te personalmente in quanto a voi” disse rivolto ai propri uomini
“Radete immediatamente al suolo la casa”.
No.
Così Bulma avrebbe perso sicuramente la vita. Doveva impedirlo. Senza pensarci
due volte la saiyan si gettò contro il gruppo di guerrieri menando pugni a
destra e a manca. La sua furia era incredibile. Quella donna gentile ed
altruista non doveva morire. Dopo una vita intera le aveva fatto provare la
calda sensazione di avere una casa. L’avrebbe protetta a qualsiasi costo.
Le
due ragazzine intanto avevano preso la loro decisione. Non sarebbero rimaste a guardare.
Così uscirono allo scoperto gettandosi nella mischia.
“Eccoci,
Aresian” gridarono all’unisono. La donna registrò mentalmente la loro impudenza
ma ne fu compiaciuta. Era questo che aveva cercato di insegnare loro, il
coraggio.
Elkena
osservò sbigottito la furia delle tre donne. Pazzesco tenevano testa alla sua
squadra scelta. Dannazione. Stavano perdendo troppo tempo. Rilevava
distintamente quattro potenti aure in avvicinamento. Presto lo scontro vero
sarebbe incominciato. Doveva liberarsi subito di quelle scocciatrici. Senza
pensarci su scagliò una potentissima onda energetica contro il gruppo in lotta,
non curandosi minimamente del fatto che avrebbe colpito anche i suoi stessi
uomini.
Vegeta
e Gohan, che comandavano il gruppo, erano ormai giunti in prossimità della
Capsule Corporation quando videro quello spaventoso lampo nel cielo.
“Mio
dio” esclamò sgomento Gohan. Quel colpo era perfettamente in grado di radere al
suolo non solo la Capsule ma anche ogni cosa per il raggio di oltre cinquanta
chilometri quadrati.
Vegeta
avvertì un dolore sordo al petto, come se fosse stato colpito. Troppo tardi.
“Guardate”
esclamò all’improvviso Goten. Tutti si volsero verso il punto indicato dal
giovane. Incredibile qualcuno aveva lanciato a sua volta una onda energetica
che tentava di respingere la precedente.
“Aresian”
mormorò il fiero principe.
“Maledizione,
muoviamoci”. Vegeta era in preda ad un’ira cieca. Sua sorella doveva
assolutamente resistere sino al suo arrivo. Doveva farcela.
Elkena
si stava divertendo sadicamente ad osservare gli sforzi della donna.
Implacabile continuava ad aumentare la potenza del proprio colpo. Ogni istante
che passava la donna cedeva terreno.
“Svelte,
levatevi di lì” gridò rabbiosa alle due ragazze che non se lo fecero ripetere
due volte. Nel frattempo, sul posto era giunti anche i nostri amici. Pan e Bra
si affrettarono a ripararsi dietro a Goten e Trunks.
“Dov’è
la mamma?” domandò Trunks preoccupato.
“Ancora
in casa” fu la risposta spaventata della sorella.
Vegeta
non esitò un solo istante e si precipito dentro casa. Trovò la moglie nascosta
dietro il divano del soggiorno, terrorizzata.
“Svelta,
Bulma. Dobbiamo andarcene di qui” così dicendo la sollevò tra le sue forti
braccia e la portò al sicuro.
Elkena,
che aveva notato l’arrivo degli altri e le loro manovre, assunse un’espressione
infastidita. Quella donna gli stava dando decisamente troppi problemi. Avrebbe
dovuto eliminarla subito.
“Sparisci
stupida femmina saiyan” urlò scatenando al massimo la sua potenza.
La
donna fu schiacciata sotto la pressione dell’avversario e precipitò
inesorabilmente al suolo tentando ancora disperatamente di evitare una
catastrofe
Vegeta
aveva raggiunto gli altri a distanza di sicurezza e consegnata la moglie a
Gohan si precipitò in aiuto della sorella. Razza di incosciente così rischiava
di farsi ammazzare.
“Battiti
con me vigliacco. O hai paura del principe dei saiyan” esclamò bellicoso
colpendo con una potente e precisa onda energetica l’avversario.
Elkena
volse lo sguardo verso il nuovo arrivato, poi, senza degnarlo della minima
considerazione innalzò una specie di barriera protettiva e si concentrò
nuovamente sulla donna, ormai allo stremo delle forze. Vegeta preso dalla
collera iniziò a scagliare diversi colpi contro l’avversario ma la barriera li
respinse tutti. Aresian era giunta al limite. Ancora qualche istante e la sfera
di energia del terribile nemico avrebbe toccato il suolo. Gohan corse ad
aiutare l’amico, forse in due avrebbe potuto sfondare quell’apparentemente
invulnerabile barriera. Ma a nulla servirono i loro sforzi. Quando tutto
sembrava perduto, improvvisamente un’onda di strabiliante splendore e potenza
partì dal centro del cortile respingendo al mittente il colpo. Se Elkena non
fosse stato circondato dalla barriera sarebbe stato disintegrato.
Quando
l’immensa luce che ne era scaturita scemò tutti poterono osservare il volto del
misterioso guerriero che aveva salvato la città e la vita della donna. Era
niente meno che Goku in persona.
“Kaharoth”
escamò Vegeta sorpreso.
“Guarda,
guarda un nuovo scimmione” lo derise Elkena.
Goku
non si scompose e prendendo tra le braccia l’ormai stremata Aresian si avvicinò
a Vegeta.
“Amico
mio, prenditi cura di lei. Oggi ha dimostrato di essere degna del principe dei
saiyan. Non credi?”.
Vegeta
lo osservò perplesso, poi prese il corpo esamine della sorella tra le braccia.
Se non ci fosse stata lei avrebbe perso tutto. Con un cenno di assenso si
allontanò atterrando sul tetto di un palazzo. Osservò confuso il volto della
sorella, strano, aveva sentito dire che tra gemelli esiste un legame
indissolubile che va oltre l’umana comprensione, che fosse quello che ora lo
spingeva a proteggerla? Risoluto delicatamente la distese al suolo, ancora
svenuta. La battaglia era appena iniziata, non era il momento per i
sentimentalismi. Goku, trasformato in SS4 iniziò il suo duello con Elkena.
Nonostante la sua straordinaria potenza, il nostro saiyan non riusciva a
penetrare le difese dell’avversario. La cosa aveva dell’incredibile, visto che
Elkena non era in grado di trasformarsi neanche in super saiyan. Sgomento e
preoccupazione si dipinsero sul volto dei nostri amici. Trunks, Goten e Gohan
si resero subito conto che l’avversario era fuori dalla loro portata. Vedendo
Goku in difficoltà, Vegeta si affrettò a raggiungere a sua volta lo stadio di
SS4 e si buttò nella mischia.
Lentamente
Aresian stava riprendendo conoscenza. Sentiva il frastuono della battaglia e
ancora frastornata aprì gli occhi. Appena mise a fuoco le immagini vide il
volto preoccupato di Trunks.
“Ti
senti bene zia?” domandò questi sollecito.
“Che
diamine sta succedendo?” chiese la donna.
“Papà
e Goku stanno combattendo contro Elkena ma le cose non stanno andando bene”.
“Trunks,
aiutami ad alzarmi. Ti prego” disse la donna, con voce flebile.
Il
giovane si affrettò ad accontentarla. Sorretta dal ragazzo la donna vide il
campo di battaglia e i guerrieri tesi nello scontro.
Le
bastò una sola occhiata per rendersi conto che Elkena stava usando l’armatura
bio-meccanica che amplificava la potenza. L’invincibile arma forgiatagli dal
suo orami ex alleato. Con indosso quell’aggeggio era praticamente
invulnerabile. Più veniva colpito da scariche di energia e più la sua corazza
diventava resistente. Evidentemente neanche la potenza di un SS4 era
sufficiente a sfondarla. La donna si guardò attorno. Quelle persone erano
diventate importanti per lei. Gohan era sempre stato gentile con lei e non
l’aveva mai fatta sentire un essere inferiore. Goten l’aveva sempre trattata
con rispetto. Trunks e Bra l’avevano fatta sentire parte di una famiglia. Erano
i suoi nipoti e aveva lottato per loro. Su quel campo di battaglia, poi, c’era
l’altra metà della sua anima. Vegeta, il fiero principe dei saiyan, il fratello
gemello col quale aveva un legame di sangue che andava ben oltre l’orgoglio.
Era vissuta come una reietta senza nome ma sarebbe morta come un vero guerriero
saiyan, come la principessa dei saiyan. Con un sorriso sulle labbra disse
rivolta agli amici “Vi ringrazio di tutto. Addio” prima di fiondarsi sul campo
di battaglia con un piano ben preciso in mente.
“Che
significa. Fermati Aresian. Non puoi batterlo” le gridarono dietro Trunks e
Gohan. Ma lei non li sentì.
“Maledizione,
ma avrà pure un punto debole” mormorò Vegeta riemergendo dal cumulo di detriti
sotto il quale era stato sepolto.
Goku,
con fiato corto e le energie al lumicino gli si affiancò.
“E
se tentassimo la fusione?” gli chiese deciso.
Vegeta
ci pensò su, ma fu costretto a scartare l’idea.
“Dimentichi
che da quando ti sei fuso con il Drago non possiamo più farla?”.
Goku
si passò una mano tra i capelli, poi sorridendo disse “Già. Me ne ero
dimenticato?”.
Vegeta
lo guardò sconcertato, certo che Kaharoth non sarebbe mai cambiato.
“Non
possiamo arrenderci così” disse Goku, ad un tratto.
“Certo
che no” rispose Vegeta prontamente. All’improvviso videro passare sopra le loro
teste la sagoma di Aresian.
“Elkena”
gridò quest’ultima fermandosi in aria sopra le loro teste ed assumendo una
strana posa.
“Stai
per assistere alla tua fine. Io Aresian di Saiyan, figlia di Re Vegeta, ti
garantisco che in questo giorno il traditore del nostro popolo pagherà. E
saranno proprio i figli del Re a vendicarlo” detto questo iniziò a bruciare la
sua aura sino al limite massimo.
“Dannazione,
Aresian. Che vuoi fare” gridò sconcertato Vegeta.
La
donna guardò verso il fratello e gli disse semplicemente “Noi due, Vegeta siamo
due corpi, ma una stessa anima. Da oggi io vivrò in te. Addio, Vegeta mio
principe”. Improvvisamente dal corpo della donna fuoriuscì una splendente aura
colorata, miriadi di piccole stelle del colore dell’arcobaleno mentre il corpo
della saiyan lentamente diveniva trasparente fino a dissolversi come la neve al
sole.
“Aresian.
No” gridò angosciato Vegeta. Mai avrebbe creduto di provare una tale dolore. La
sua gemella aveva appena sacrificato la sua vita per salvare la loro. Sotto gli
occhi allibiti di tutti i presenti improvvisamente tutta quell’energia si
trasferì lentamente nel corpo di Vegeta.
Il
saiyan avvertì una forza straordinaria ed inimmaginabile scendere in lui.
Sentiva, percepiva nitidamente l’aura della sorella dentro di sé.
“Vegeta”
la voce proveniva dal suo inconscio più profondo. “Non temere Vegeta. Insieme
noi lo batteremo”.
Vegeta
chiuse per un istante gli occhi permeandosi di quella straordinaria e nuova
forza poi, con decisione si scagliò contro l’avversario. Armatura bio-meccanica
o meno, Elkena non aveva difese contro questo straordinario guerriero. Non si
potevano fermare le forze di due gemelli riunite in una sola. Con tutta la
rabbia generata dalla perdita di una sorella che solo all’ultimo si era deciso
ad accettare, Vegeta raggiunse due obiettivi. Distrusse il nemico giurato della
sua gente, il traditore e superò il livello di combattimento di Kaharoth. Ma
nel suo animo, il saiyan non era felice per questo. Il prezzo che aveva dovuto
pagare era stato troppo alto.
Quella
sera nessuno aveva avuto voglia di festeggiare. Avevano vinto ma i loro cuori
erano tristi. Aresian non c’era più. Vegeta se n’era andato presto,
sorprendentemente senza toccare cibo. Goku comprendeva il suo stato d’animo e
preferì lasciarlo solo.
Era
notte fonda quando Bulma raggiunse Vegeta sul tetto della casa.
“Che
cosa ci fai qui, Vegeta?” gli chiese dolcemente. Ma rimase scossa da quello che
vide. Il fiero principe dei saiyan stava piangendo. Senza dire una parola la
donna si allontanò.
Vegeta
levò il viso verso le stelle e con un sospiro disse lentamente “Addio, Aresian.
Addio sorella mia. Ora io sono il corpo per la nostra anima”.
- FINE –
Spero vi sia piaciuta.
By Aresian.
Per opinioni e consigli per nuove
ff, sempre bene accetti, potete scrivermi all’indirizzo: aresian@ciaoweb.it
