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Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa…

 

 

 

 

RACCONTO DI NATALE

By Aresian

 

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PREMESSA: Questa fanfiction è liberamente ispirata al racconto di Dickens. Spero vi piaccia.

 

 

PARTE III

 

 

 

“Come stà?” si sincerò Goku non appena Bulma tornò nel soggiorno.

“Ha la testa dura, non preoccuparti. Sono pronta a scommettere che tra un paio d’ore piomberà in cucina sbraitando – Bulma, dov’è la cena? Sto morendo di fame-“rispose la donna tentando di imitare il timbro profondo e altezzoso del marito, strappand un sorriso a Goku e al figlio.

“D’accordo. Io vado allora o Chichi manderà Gohan a cercarmi. Ci vediamo domani sera per il Veglione, ok?”

“Certo, Goku. E mi raccomando, per una volta sìì puntuale” lo redarguì la donna divertita.

Arrossendo imbarazzato il saiyan annuì prima di allontanarsi in volo. Il suo stomaco brontolava alla disperata ricerca dei deliziosi manicaretti della sua Chichi.

 

“Splendido, quell’idiota di una Terza Classe mi ha piantato in asso.” Borbottò Vegeta stizzito.

“Solo perché il suo compito era finito, principe” disse una voce femminile.

Vegeta si volse di scatto trovandosi innanzi una donna inequivocabilmente appartenente alla sua razza, anche se non aveva idea di chi si trattasse.

“E tu chi sei?” chiese, mascherando nella durezza della voce l’insicurezza che provava.

“Celipa, mio signore. E sono qui per guidarti nel presente” spiegò tranquilla.

“Ci risiamo, ancora questa storia. Nel presente ci vado da solo, se non ti spiace. Adesso levati dai piedi” disse l’uomo scostandola. Ma com’era accaduto prima con Bardack, anche adesso la nebbia cedette all’improvviso il posto alla … Capsule Corporation. Solo che c’era qualcosa che stonava. Un altro se stesso si allenava con Trunks nella Gravity Room.

“Ma che diavolo…” sbottò totalmente confuso.

“Tu sei solo spettatore, mio signore. Non interagisci con il mondo circostante. Vieni, ho alcune cose da mostrarti”.

Dire che il saiyan era confuso era decisamente poco.

“Papà” stava dicendo il piccolo “domani è la Vigilia, so che non ti piacciono queste ricorrenze ma ci terrei tanto a fare un regalo alla mamma. Mi porteresti in centro?”.

Vegeta osservò l’altro se stesso nicchiare la richiesta del figlio con un “cos’è questa novità? Sei perfettamente in grado di andarci da solo, o piuttosto è un modo per mettere fine anzitempo ai tuoi esercizi?”.

Il ragazzino arrossì visibilmente.

“No. Non era una scusa. Solo che…” balbettò poi insicuro.

“Piantala di farfugliare e attacca. Andrai dove ti pare ad allenamento finito, Chiaro?”.

Passandosi un braccio sul viso, ad asciugare una solitaria lacrima, il piccolo annuì.

“Perché gli hai risposto in quel modo? Lo hai ferito” disse Celipa in tono di biasimo.

Vegeta si risentì. Come osava quella donna giudicarlo?

“Impicciati degli affari tuoi” disse duramente.

Restarono ad osservare l’allenamento dei due ancora un po’ poi Celipa lo costrinse a seguirla nel laboratorio dove Bulma stava ultimando una nuova invenzione.

“Bulma, tesoro. Ha chiamato il servizio di Cattering e mi hanno confermato che per domani sera è tutto a posto” dise la madre della donna entrando nella stanza.

Alla vista della suocera Vegeta si lasciò sfuggire un sospiro rassegnato. Quella donnetta era una sorta di vulcano, impicciona e impertinente ma cucinava in modo divino, solo per quello la sopportava.

“Tesoro, pensi che Vegeta si unirà agli altri?”.

Bulma finì di avvitare un bullone  poi si alzò in piedi.

“Non lo so. E’ sempre regfrattaro alle feste ma il Natale sembra detestarlo particolarmente. Glielo ricorderò di nuovo ma temo che, al solito, lascierà la Capsule per due giorni per ripresentarsi affamato la mattina del 27”. Il tono della donna era rassegnato e triste.

“Dimmi cara. Ma siete mai riusciti a trascorrere un Natale insieme?” chiese la madre sasettando la scrivania.

Bulma riflettè sulla domanda.

“Adesso che ci penso una volta sola in dodici anni. E non lo scorederò mai” disse sorridendo.

Celipa osservò la reazione del suo principe a quella risposta, sembrava annoiato.

“Scusami, vado a farmi una doccia” disse Bulma a quel punto.

Vegeta osservò in tralice la sua silenziosa guida.

“Adesso dove dovremmo andare’ Seguirla anche sotto la doccia?” chise in tono pesantemente ironico.

Celipa non risose ma quando volse la testa, Vegeta si ritrovò catapultato nel bel mezzo del Velione Natalizio. Era appena scoccata la mezzanotte e tutta la combricola al completo era seduta intorno al grande abete addobbato acceso a giorno per scartare i regali. Qualcuno però mancava, Vegeta. Il saiyan osservò la frenesia degli amici e la gioia estasiata di Trunks davanti alla nuova pista per le macchinine.

“Tieni mamna. Apri quello di papà” disse ad un certo punto il piccolo mettendo un pacchetto nelle mani della madre.

Vegeta si accigliò. Ma cosa stava combinando suo figlio?

Bulma scartò il regalo. Nel pacchetto c’era una sciarpa di lana dai colori sgargianti. Commossa la donna passò una mano sui capelli del figlio.

“Grazie tesoro. Hai gusto”.

Trunks arrossì.

“Non l’ho presa io, è un regalo di papà” disse ancora deciso.

“Trunks, ti ringrazio per il pensiero ma so perfettamente che tuo padre non mi farebbe mai un regalo”

Detto questo Bulma si alzò e con una scusa si allontanò verso il giardino.

Istintivamente, senza che fosse Celipa a suggerirlo, Vegeta la seguì.

I vividi occhi azzurri della moglie erano velati di lacrime. Faceva freddo e con un sospiro la donna si avvolse la calda sciarpa intorno al collo.

“Torna a casa, Vegeta. Una sciarpa, per quanto calda, non può sciogliere il gelo che mi pervade quando tu non ci sei” sussurrò in tono triste.

Vegeta fece un passo verso di lei ma quando fece per sfiorarla la sua mano la attraverò. Sgomento sentì la voce di Celipa rammentargli che lui non poteva interagire con quanto accadeva.

“Bardack ha detto che con il mio comportamento stò ferendo chi mi sta a cuore. Intendeva questo?” chiese deciso.

Prima che Celipa rispondesse, nuovamente la nebbia avvolse i due.

“Adesso sei pronto per affrontare il futuro, ma sarà un altro a guidarti” disse la saiyan e dopo un istante svanì.

Vegeta si trovò a riflettere su quanto gli stava accadendo, ma tutta la razionalità che possedeva non serviva a fargli comprendere gli ultimi avvenimenti. Solo di una cosa era certo. Il suo animo era turbato.

“Chi diamine mi guiderà adesso in questa strampalata storia?” si domandò a voce alta.

“Io, padre”.

Vegeta si volse a quel richiamo e il cuore gli sussultò in petto quando riconobbe il Trunks ventenne del futuro. Il figlio che aveva risvegliato prepotentemente il suo istinto di padre.

 

 

- continua -

 

 

 

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