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Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT,
Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama,
Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction è stata creata senza fini
di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa…
RACCONTO DI NATALE
By
Aresian

_________________
PREMESSA:
Questa fanfiction è liberamente ispirata al racconto di Dickens. Spero vi
piaccia.
“Trunks!!!” esclamò andandogli incontro “Che diamine ci fai qui?”.
“Sono la tua guida per il futuro. Ti prego, seguimi” disse in tono cordiale il giovane.
Vegeta lo osservò per un istante ma non gli riuscì di essere sgarbato con il figlio.
“Andiamo”.
“Truks hai voglia di andare a vedere come sta tuo padre?” chiese Bulma. Era vagamente in pensiero. Vegeta era privo di conoscenza da più di quattro ore ormai. Forse la botta che aveva preso era più forte di quanto aveva sospettato.
“Vado subito”.
Povero Trunks, si sentiva in colpa. Entrato nella stanza, calata nella penombra, si avicinò al letto dove il padre riposava. Una vistosa benda bianca avvolgeva parte della fronte del saiyan e una macchia rossa svelava la ferita non ancora rimarginata.
Il piccolo si sedette, con attenzione, sul bordo del letto.
“Mi dispiace tanto, papà. E’ tutta colpa mia” sussurrò addolorato.
Se suo padre fosse stato cosciente non glielo avrebbe mai permesso ma adesso non se ne sarebbe accorto e lui aveva tanto bisogno di sentirlo vicino. Facendo molto piano si sdraiò accanto alui e gli posò la testa sul petto scivolando lentamente nel sonno.
“Dove mi stai portando?” chiese Vegeta notando che camminavano lungo un ampio parco ricoeprto di neve e lapidi.
“Tra poco lo scoprirai” detto questo il giovane gli indicò un gruppo di persone disposte a cerchio intorno ad un feretro.
“Chi è morto?” chiese Vegeta perplesso.
“Avviciniamoci e lo sapremo” suggerì il giovane.
Non appena raggiunto il truppetto Vegeta notò subito che si trattava dei guerrieri compagni di diverse battagle, tutti piuttosto attempati. C’erano anche Goku e la moglie e i loro figli. Vi un uomo sulla quarantina, o almeno era l’età che mostrava, incredibilmente somigliante al figlio.
“Sei tu?” chiese perplesso alla sua guida. Il giovane si limitò ad annuire. Poi gli indicò una sagoma tra gli alberi, seminascosta dietro un pesante mantello di lana. Vegeta stentò a riconoscersi. Ma chi diamine poteva essere morto? C’era tutti, anche quell’impiastro di Yanko. Un momento, dove’era Bulma? Una morsa di gelo avvolse il suo cuore.
“Nella bara c’è lei, vero?” chiese con voce inspessita.
Trunks si militò ad annuire.
“Com’è successo? Avanti, dimmelo” disse il saiyan prendnendo per il bavero del giubbotto il figlio.
“Un attacco cardiaco. Tu non c’eri. Al solito avevi trascorso il Natale altrove” gli spiegò il figlio contrito.
Vegeta trasalì. Bulma se n’era andata e lui non le era rimasto al fianco. Lui non c’era come troppe volte era già accaduto in passato.
“Mamma non ha mai privilegiato la festa del Natale. La considerava solo una scusa per farsi un guardaroba nuovo. Ma diversi anni fa, il giorni di Natale accadde qualcosa di speciale che lo rese l’anniversario più importante della sua vita. Solo che non ha mai avuto la gioia di dividerlo con te” disse Trunks fissandolo in volto.
Vegeta fissò confuso il figlio. Non aveva idea di cosa lui intendesse dire.
“Spiegati, maledizione. Che diamine sarebbe accaduto di così speciale? La solita romanticheria spicciola di tua madre avrà ingigantito una sciocchezza” borbottò sulla difensiva.
Trunks non rispose, si limitò a sfiorare con la mano la cicatrice che il padre portava sul collo, il marchio vivido del suo “legame” con quella incredibile terrestre.
Vegeta impallidì. Così era quello il motivo per cui Bulma lo stressava ogni anno in quel periodo. Adesso riucordava. Come aveva potuto dimenticare la notte in cui aveva unito per sempre la propria vita e la propria anima a quella di una testarda, eccentrica e irresistibile terrestre dagli occhi di cielo?
Trunks sorrise. Il suo compito era finito.
“Padre ora conosci il cammino dela tua anima. Ciò che Bardack ti ha mostrato nel passato sta condizionando il presente e minaccia il tuo futuro. Ora sta a te decidere se ascoltare il tuo cuore o il tuo orgoglio. Io non ho altro da mostrarti”.
“Aspetta. Quello che ho visto, la morte di Bulma, posso evitarla?” chiese Vegeta nervosamente.
“Tu sei padrone del tuo destino. Quello che hai visto èil tuo futuro se non cancellerai il passato, ma non è il solo futuro possibile. Addio”.
Così com’era apparso il figlio se ne andò.
“Trunks!!!”.
Vegeta si ritrovò disteso sul suo letto, alla Capsule Corporation, una benda sulla testa e un fastidioso dolore all’arcata sopracciliare.
^Che diamine è successo?^ .
Perplesso impiego qualche secondo a comprendere che era tornato nel mondo reale. Probabilmente tutto quello che aveva vissuto era solo frutto di un incubo. Fece per mettersi a sedere ma avvertì un pesosul torace. Abbassando lo sguardo scorse i capelli arruffati del figlio. Razza di incosciente, gettarsi dritto sulla traiettoia del colpo di Kaharoth. Stava per svegliarlo bruscamente quando il ricordo di quello strano sogno tornò a turbarlo. Con un gesto quasi inconsapevole accarezzò la testa del figlio. Bardack aveva ragione, tradizione saiyan o meno mai avrebbe lasciato il “suo” Trunks nelle mani di Freezer come mai l’avrebbe fatto Kaharoth con uno dei suoi figli. Il pianeta Vegeta era scomparso e tutto quello che rimaneva dei saiyan era su quel pianeta, legato indissolubilmente a quel mondo e a quella gente tanto diversa. Su un pianeta che considerava oramai come una “casa”. Attese così paziente che il piccolo si svegliasse fingendo solo allora di riprendere conoscenza.
“Papà” esclamò felice il piccolo vedendolo riaprire gli occhi. “Stai bene?” gli chiese ansioso.
“Benissimo e adesso levati. Il mio stomaco esige un’abbondante pasto”.
CAPSULE CORPORATION – VEGLIONE DI NATALE.
“Ciao, Bulma. Una festa stupenda, come sempre “ disse Chichi abbraacciando l’amica.
“Grazie” si schermì la padrona di casa felice.
“Scusa, Bulma. Vegeta non si è ancora ripreso?” chiese Goku preoccupato.
“Oh, no sta tranquillo. Stabenissimo slo che come al solito brilla per la sua assenza” rispose la donna ironica.
Mezzanotte era arrivata in fetta e adesso tutti aprivano festosi i vari regali. Venne poi il turno di Bulma.
“Tieni mamma, Apri quello di papà” disse Trunks progendole un pacchetto colorato. Con un sorriso Bulma fece per scartare il regalo ma una voce profonda e inconfondibile si levò dal fondo della sala.
“Mica male come idea, Trunks. Ma le sorprese preferisco farle personalmente”.
“Vegeta….” Sussurrò confusa la donna.
Il gruppo di amici si aprì a ventaglio per permettere al saiyan di avvicinarsi alla moglie. Passando accanto al figlio, il principe gli posò una mano sulla spalla concedendogli uno dei suoi rari sorrisi. Gli occhi del piccolo si illuminarono di gioia a quel gesto inaspettato. Dopo quell’attimo di complicità il saiyan rivolse lo sguardo verso la moglie. Gli occhi del saiyan era due pozze nere ove ardeva un inconfondibile fiamma.
“Se non ti spiace, il mio regalo va scartato in privato” disse con un lampo ironico nello sguardo. Senza esitare la donna lo seguì nel giardino, mentre gli altri osseravano perplessi e un po’ incuriositi la coppia allontanarsi.
Vegeta accompagnò la moglie sino al centro del cortile poi le sussurrò.
“Alzo il viso e cerca la stella di centro della Cintura di Orione, poi scendi perpendicolarmente di due gradi. La zona scura che intravvedi è il luogo ove sorgeva Vegeta, il mio pianeta” le spiegò in tono calmo.
Perplessa la donna obbedì. Faceva freddo quella sera e la donna si strinse la braccia intoorno al corpo rabbrividendo. Subito avvert’ l’abbraccio fermo e deciso del compagno.
Reclinando il capo all’indietro e appoggiandolo sul petto del marito riuscì a rintracciare la zona di cui le aveva parlato.
“La vedo” disse semplicemente.
Vegeta la strinse leggermente più a sé.
“Il vostro Natale coinncideva, sul mio pianeta, con una festa importante, il Keppellar” iniziò a spiegarle il saiyan in tono neutro.
Rendendosi conto che Vegeta la stava rendendo partecipe di una fetta del suo passato la donna si fece attenta.
“Era la festa in onore del leggendario Super Saiyan e fu anche il giorno in cui mio padre mi consegnò a Freezer” concluse Vegeta in tono piatto.
Bulma trasalì. Ecco perché spariva sempre in quel periodo dell’anno. Se solo gliel’avesse detto prima… Ma Vegeta non aveva ancora finito.
“Per tutto questo tempo ho odiato il 25 dicembre con tutto me stesso. Ma adesso ho trovato una ragione per dimenticare il passato. Otto anni fa mi sno “legato” ad una terrestre testarda e geniale e due anni fa ho accettato definitivamente il mio lato umano. Tu ai ridato la luce al mio mondo di tenebra. Non accetterò mai di aprire stupidi regali davanti ad un abete ma… d’ora in avanti ci sarò”.
Calde lacrime presero a scorrere sul viso della donna che commossa gli rispose.
“Vegeta, il più bel regalo di Natale sei tu”.
Candidi fiocchi di neve scesero silenziosamente a carezzare due corpi allacciati in un abbraccio che valeva una vita.
- FINE -