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Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT,
Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama,
Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction è stata creata senza
fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna violazione del
copyright si ritiene, pertanto, intesa…
RACCONTO DI NATALE
By
Aresian

_________________
PREMESSA:
Questa fanfiction è liberamente ispirata al racconto di Dickens. Spero vi
piaccia.
Erano trascorsi due anni dallo scontro con Majinbu e i nostri amici vivevano esistenze tranquille e il più normali possibile.
Aprofittando del fatto che il Drago She-Long aveva cancellato dalla memoria dei terrestri il ricordo del “mostro rosa” e degli avvenimenti ad esso collegati, i nostro Gohan aveva riacquistato l’anonimato e operava nell’aiutare la polizia di Satan City come Great Saiyaman, insieme a Videl alias Great Saiyangirl. Goku era tornato a casa e dedicava tutto il suo tempo al piccolo Goten, portandoselo praticamente ovunque. Per quanto riguarda Vegeta, bhè il principe non aveva modificato di molto il suo modo di vivere. E’ vero, a volte tracorreva un po’ di tempo con Trunks, anche fuori dalla Gravity Room, ma il suo carattere freddo e scontroso non era mutato di molto. Il suo smisurato orgoglio gli impediva di essere espansivo sia col figlio che con la moglie anche se le notti con la compagna erano sempre roventi e appassionate (provare per credere, direbbe Bulma – N.d.A.)
Ora erano alle porte del Natale. Un’altra di quelle strane usanze terrestri che stentava a comprendere. O più semplicemente l’ennesima scusa per Bulma di riempire la casa di gente per una delle sue chiassose feste, pensò il saiyan irritato.
“Papà, papà” urlò Trunks irrompendo nella palestra con la delicatezza di un tornado.
“Si può sapere che c’è da strillare?” gli chiese burbero il padre.
“Mamma ha detto che andiamo n centro a comprare l’abete d’addobbare. Vieni con noi?” chiese speranzoso il piccolo che aveva ora nove anni.
Vegeta si adombrò. Ancora quella storia. Bulma glielo aveva già chiesto quella mattina, appena l’aveva visto. Davanti al suo secco rifiuto giocava ora la carta del figlio. Indispettito voltò le spalle al ragazzino rispondendo con un secco “NO”.
Trunks fissò perplesso la schiena del padre. Un pochino ci aveva sperato ma era già rassegnato in partenza.
“Ci aiuterai almento ad addobbarlo?” chiese in tono spento.
Vegeta lo ingorò e deciso prese ad allenarsi al sacco (N.d.A. – appositamente modificato per resistere ai suoi colpi). Ci pensava già sua madre a riempirlo di mille vizi non sarebbe stato al gioco. Addobbare un ablbero, che idiozia. Senza più esitazioni tornò ai suoi allenamenti. Quel pomeriggio aveva in programma uno “scontro” con Kaharoth. Non poteva perdere…
“Che c’è, Trunks? Perché quell’espressione triste?” chiese Bulma non appena il piccolo la raggiunse.
“Niente. E’ solo che… non importa” disse il piccolo salendo in macchina.
Bulma scompigliò scherzosamente i capelli del figlio.
“Non farci caso. Tuo padre è un tipo un po’ eccentrico. E’ arrabbiato con me, tu non centri” disse calma sorridendo. Lo avrebbe lasciato tranquillo per un giorno o due e poi sarebbe tornata alla carica per il Veglione di Natale. Quel logoramento sapiente ai fianchi avrebbe finito col fiaccare la sua ostinata resistenza…forse…
“Andiamo, Kaharoth. Sono sicuro che sai fare di meglio” lo provocò Vegeta colpendolo con un gancio alla mascella. Gokku incassò il colpo senza battere ciglio e prontamente ripartì al contrattacco.
Era da più di mezz’ora che i due saiyan se le davano di stanta ragione. I loro corpi rilucenti di sudore erano rapidi e fulminei, tesi nello sforzo della lotta.
“E’ solo che non vorrei esagerare” disse Goku stando al gioco e sfoderando una ginocchiata tremenda al petto dell’avversario”.
“Che io sia dannato se perderò anche stavolta” disse Vegeta reagendo con un guizzo fulmineo e scaraventando contro le rocce l’avversario.
Goku si rimise in piedi all’istante.
“A quanto pare hai deciso di fare sul serio” disse rivolto al principe che lo osservava sospeso a mezz’aria.
“Esatto”.
“D’accordo, ci sto”.
“Ma si può sapere dove si è cacciato tuo padre?” sbottò Bulma contrariata.
“Oggi si batteva con Goku sulle montagne. Probabile che sia ancora là. Avverto la loro aura” disse Trunks tranquillo.
“Splendido. Quei due non la smetteranno di pestarsi finchè uno dei due non finirà al tappeto. Ti spiacerebbe andare a fermarli?” chiese la donna entrando nell’attrezzatissima cucina.
“Affatto” detto questo il piccolo uscì di casa spiccando immediatamente il volo (e non è un modo di dire – N.d.A.).
“Prendi questo” urlò Vegeta scagliando un vigoroso ki-blast che si infranse contro le roccie dopo essere stato deviato dal braccio di Goku.
“Andiamo, Vegeta. Questa piuttosto fiacco” disse Goku ansimando. Era sfinito ma non voleva assollutamente farlo capire all’amicao che, a dire il vero, non stava poi meglio di lui.
“Senti ch parla. La tua ultima Kamehameha sembrava un colpo da principianti” lo derise Vegeta.
“Tu dici?”. Punto sul vivo, Goku caricò il suo colpo migliore. Doveva mettere l’amio k.o. o quel duello non avrebbe avuto termine. Vegeta era troppo ostinato per accettare un pareggio.
Vegeta strinse gli occhi, a quanto pareva Kaharot aveva deciso di chiudere il match. Non glielo avrebbe permesso. Con le ultime energie si preparò a scalgiare il suo potente Garric Cannon. Nell’istante in cui la kamehameha di Goku partì una piccola sagoma si frappose, inconsapevole, tra il colpo e il suo bersaglio.
“TRUUUNNNKS!!!!!”
L’urlo di Vegeta bloccò il piccolo che attonito riuscì solo a vedere il padre precipitarglisi contro, scagliarlo violentemente a terra e riceve in pieno viso l’onda energetica di Goku.
L’impatto fu violentissimo. Completamente impreparato a sostenerne l’urto il saiyan fu sospinto dal colpo contro una montagna e finì sepolto sotto i detriti.
“VEGEEETAAA!!!” urlò preoccupato Goku precipitandosi in aiuto dell’amico.
“PAPAAAA’!!!”.
Trunks, scioccato si rialzò rapidamente correndo verso le macerie.
“Calma, Trunks. Tuo èadre è un osso duro. Sarà solo tramortito” disse Goku cercando di rassicurarlo ma in realtà era preoccupato. Percepiva la sua aura ed era molto debole.
Con rapidità Goku liberò l’amico dalle macerie che lo avevano travolto. Vegeta, in effetti, giaceva al suolo privo di sensi. Aveva una brutta ferita sopra l’arcata sopraciliare e un grosso talgio sulla nuca che sanguinava copiosamente.
“Svelto, Trunks. Afferra la mia mano. Col teletrasporto saremo a casa tua in un attimo. Lì tua mamma si prenderà cura di lui”…
- continua -