![]() |
![]() |
Alice | Tin.it | Foto album | Disco remoto | Community | |

Dragon Ball,
Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà
di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction
è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti
vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
DUE CORPI, UNA SOLA ANIMA.
Sulla
Terra la vita procede tranquilla. E’ passato un anno dall’ultima battaglia per
la salvezza del mondo e si vive in pace ed armonia e la gente, rinfrancata, è
tornata tranquillamente a tutte le sue attività.
Nell’università
della Città dell’Ovest la calma viene però spesso turbata dalle bricconate
commesse da uno sparuto gruppetto di studenti, diligenti si nello studio, ma
piuttosto turbolenti. Uno è all’ultimo anno, prossimo alla laurea in
ingegneria, un bel ragazzone di 28 anni, occhi azzurri accattivanti e dotato di
intelligenza fuori dal comune. Stiamo parlando di Trunks, l’erede del principe
della razza saiyan, il grande Vegeta. Anche la sorella, Bra, frequenta la
stessa università con eccellenti risultati. Fanno parte poi del gruppo il
giovane Goten, figlio del super saiyan più potente, Goku e la nipote Pan.
All’apparenza
ragazzi normalissimi ma che nascondono una forza strepitosa ed un istinto
guerriero indomabile.
Su
loro quattro grava il peso di proteggere il pianeta da qualsiasi minaccia,
poiché i loro genitori sono morti sacrificando le loro vite per il bene
dell’umanità.
Goku,
come sappiamo è scomparso insieme al Drago Shen Long alla fine della guerra
contro i sette draghi neri. Vegeta e Gohan, invece, sono morti bruciando la
loro aura oltre il limite per fermare l’irreversibile autodistruzione del Sole
che avrebbe fatto scomparire l’intero Sistema solare. Il loro sacrificio aveva
permesso di riequilibrare le reazioni nucleari all’interno della stella
ridonandole nuova vita.
Consci
dell’importanza della loro missione i giovani passavano molte ore ad allenarsi
anche se adesso stavano solo discutendo per chi avrebbe preso la fetta più
grossa di torta durante la pausa pranzo.
Nel
regno dell’aldilà, frattanto, i nostri amici tutto fanno tranne annoiarsi.
Gohan, dall’animo puro e generoso, non poteva essere altrove che non in
Paradiso. Anche se spesso viene inviato in missione negli inferi per sedare le
continue rivolte che si scatenano tra i turbolenti dannati. Vegeta invece, ha
ricevuto un trattamento alquanto speciale. Per il suo terribile passato
dovrebbe essere destinato agli inferi e la sua anima purificata con conseguente
perdita della memoria e del proprio passato, ma Re Enma, visto il grande
cambiamento del saiyan che è giunto ben due volte a sacrificare la propria vita
per salvare la Terra, gli ha concesso una sorta di purgatorio. E’ condannato a
restare lungo il serpentone per mille anni, al termine del quale verrà
destinato al Paradiso, inoltre gli ha concesso il privilegio di mantenere il
proprio corpo, proprio come Gohan.
Quel
giorno si era scatenata l’ennesima rivolta e Re Enma aveva inviato Gohan negli
inferi, ma questa volta, il giovane, nonostante la buona volontà, si trovava in
difficoltà. A scatenare il putiferio era stato uno scontro per il potere tra
niente di meno che C-17, Cell, Freezer e Baby. Rendendosi conto del problema,
il Re, convocò al suo palazzo un irritato Vegeta.
“Per quale motivo mi avete
convocato” chiese bruscamente il saiyan.
Il buon Enma era ormai abituato al
suo atteggiamento arrogante così non vi prestò attenzione.
“Quei
bricconi degli inferi stanno facendo troppa confusione e Gohan da solo non ce
la fa. Se accetti di aiutarlo a riportare l’ordine potrei abbonarti qualche
anno, accetti?”.
“Quanto?” domandò deciso.
“Diciamo dieci anni e se fai un buon
lavoro posso arrivare a quindici” concesse il Re
Non
che fosse un granchè, se confrontati con i 999 che dovevano ancora passare.
Comunque sarebbe stato stupido rifiutare.
“Accetto”.
Quando
Gohan vide arrivare Vegeta non sapeva se essere lieto per l’aiuto o
preoccuparsi di più. In fondo dopo molto tempo si sarebbe ritrovato di nuovo di
fronte a Cell e Freezer, per non parlare di Baby.
Il
saiyan non ci mise molto a dimostrare chi era il più forte, con pochi colpi
precisi rimise subito al suo posto C-17 e Cell. Per prudenza ad affrontare
Freezer e Baby ci aveva pensato Gohan.
“Grazie per l’aiuto, Vegeta” disse
il giovane convinto.
“Tze! Avevo voglia di sgranchirmi,
in questo posto si muore dalla noia” rispose l’uomo.
Gohan
non lo metteva in dubbio. Approfittando del permesso speciale che gli era stato
concesso, il giovane gli propose di andare da Re Kaio per vedere come andavano
le cose sulla Terra. Vegeta moriva dalla voglia di sapere cosa stavano
combinando i figli e la moglie ma non diede a vederlo e si limitò ad assentire.
Re Kaio li accolse bonariamente.
“Benvenuti, ragazzi. Su coraggio,
mettete una mano sulle mie spalle e vedrete tutto”.
I due non se lo fecero ripetere.
Gohan
avvertì emozionato l’aura di Videl e Pan e quella del fratello minore insieme
alla più debole della madre. Stavano tutti bene, constatò soddisfatto. Vegeta
invece avvertì immediatamente quella di Trunks, bene si stava allenando, poi si
concentrò per individuare la figlia, non fu difficile, infine percepì quella di
Bulma, la donna che aveva conquistato il suo duro cuore saiyan a dispetto di
tutto e tutti.
Stavano
per interrompere il contatto quando, entrambi, percepirono una potentissima
aura in avvicinamento.
Subitamente si fissarono negli
occhi.
“Che diamine sta succedendo?”.
La stessa sensazione di pericolo
l’avvertirono Goten e Trunks sulla Terra.
Qualcuno
di molto potente si stava avvicinando e la sensazione di pericolo si faceva di
secondo in secondo più forte.
“Trunks”.
Il giovane volse lo sguardo verso
l’alto.
“Papà?” esclamò sorpreso ed
emozionato.
“Esatto. Hai percepito anche tu
quell’aura?” chiese Vegeta senza preamboli.
Il giovane divenne serio.
“Sì”.
“Svelto, rintraccia Goten e gli altri.
Ho la forte sensazione che si tratti di un nemico molto potente”.
“Ho capito”.
Il
giovane non se lo fece ripetere due volte e dopo avere messo al corrente la
madre e la sorella si precipitò a casa di Goten e insieme si recarono verso il
luogo ove proveniva la misteriosa aura.
“Chiunque sia, sta atterrando”
commentò Gohan.
“Dannazione.
Ho la sensazione che i ragazzi possano trovarsi in difficoltà” pensò Vegeta.
Non gli piaceva affatto quello che percepiva.
Goten
e Trunks, insieme ai loro inseparabili amici, Crili, Tenshing e Yanko,
raggiunsero il luogo dell’atterraggio giusto in tempo per veder uscire, da una
strana navicella, un gruppo di tre individui e con sgomento si resero conto che
la potente aura percepita apparteneva ad una donna.
Di
media altezza, con i folti capelli neri che le ricadevano scomposti sulle
spalle, indossava una tuta da combattimento nera come la notte ed un pettorale
argentato, così come argentata era la maschera che ne celava il volto.
“Venite fuori, saiyan. So che siete
qui” esordì in tono provocatorio, avanzando nella radura.
La sorpresa dei nostri amici fu
grande. Come faceva a conoscerli?
Vegeta e Gohan erano altrettanto
sorpresi.
“Sta in guardia, Trunks” fu il
suggerimento del padre.
“Andiamo Goten, tanto vale uscire allo
scoperto” disse rivolto all’amico.
Così fecero piazzandosi a poca
distanza dalla donna.
“Chi sei tu, come fai a sapere che
siamo saiyan?” domandò Goten senza preamboli.
“Stupidi.
Nulla sfugge al nostro controllo. Erano anni che cercavamo i superstiti di
quella razza rozza ed inferiore di primati” sogghignò sdegnato uno dei due
uomini.
“Ma chi diamine siete?” sbottò
Trunks contrariato dal tono ironico dell’avversario.
“Coloro che porranno fine alla
vostra insulsa esistenza. Eliminati voi, la razza dei saiyan sarà estinta”.
“Come osi?” fu la rabbiosa reazione
del giovane.
“Adesso
basta” fu il secco ordine della donna. “Io sono un guerriero e come tale voglio
combattere. Vi affronterò uno alla volta, sempre che abbiate il coraggio di
combattere” disse rivolta ai due giovani.
Questa poi, quella donna osava
prendersi gioco di loro.
“Preparati
donna, il tuo avversario sarò io e ti assicuro che basto ed avanzo” fu la
pronta risposta di Trunks.
“Molto bene” disse la donna soddisfatta.
“Nemes, Jagger a voi gli altri a questo moccioso ci penso io”.
In
breve tempo la tranquilla radura divenne un feroce campo di battaglia. Vedendo
la determinazione negli occhi dell’amico, Goten si fece da parte lasciandogli
il compito di battere la donna mentre lui si occupava dei suoi spavaldi
leccapiedi.
Dopo una breve fase di studio i due
contendenti iniziarono a fare sul serio.
“Devo
stare attento, questa donna sa il fatto suo”. Trunks si era reso conto che
l’avversario era di tutto rispetto.
“Cosa
ne pensi, Vegeta?” domandò Gohan perplesso. Quell’aura gli somigliava sempre
più una forza conosciuta.
Vegeta
era scuro in volto e chiaramente preoccupato. Gli sembrava assolutamente
impossibile ma quell’aura era quasi sicuramente di un saiyan, ma se così fosse
stato come stava attaccando i suoi simili e poi com’era possibile che si fosse
salvato qualcun altro alla distruzione del pianeta Vegeta.
Re Kaio era quanto mai perplesso.
“Ragazzi,
temo che il vero scontro debba ancora incominciare. Ho come la sensazione che
la donna non stia facendo sul serio”.
Vegeta avrebbe voluto essere di
parere diverso ma purtroppo anche lui aveva la stessa impressione.
“Per
essere un moccioso non te la cavi male, ma con me non hai speranza. Mi sono
stancata, preparati a morire” disse la donna all’improvviso. Con strabiliante
rapidità si scagliò contro il giovane portando a segno un attacco veloce e
potente che mise in grave difficoltà Trunks.
“Dannazione Trunks. Smettila di
giocare o ci lasci la pelle” sbottò Vegeta rabbiosamente.
“Papà
ha ragione. Sto perdendo il controllo dello scontro e non devo assolutamente
permettere che accada”.
Senza indugio il giovane si
trasformò il Super Saiyan.
La donna parve incassare la
trasformazione con estrema calma.
“Se
questo è il massimo che sai fare mi deludi” disse infatti tranquilla. Poi,
lasciando tutti allibiti si trasformò a sua volta sprigionando un’aura
straordinariamente potente, ben al di là di quella del giovane, i loro livelli
di combattimenti erano troppo diversi.
Con
sgomento Trunks si rese conto che la donna aveva raggiunto un livello simile a
quello di suo padre all’epoca dello scontro con Majin Bu.
“Maledizione”
fu la subitanea reazione di Vegeta. Aveva paura, per la prima in vita sua aveva
paura. Paura di perdere il figlio.
Senza
neanche dare il tempo al ragazzo di tentare la benché minima mossa di difesa la
donna gli scagliò contro una potentissima onda energetica. Solo la prontezza di
spirito del giovane gli permise di evitare il colpo in pieno petto, ma il
braccio sinistro era completamente fuori uso, spezzato in più punti di netto.
Per il dolore il giovane cadde al suolo semi-svenuto.
“Trunks” fu il grido accorato di
Goten, precipitatosi in suo soccorso.
Per
la rabbia impotente, intanto, Vegeta si era trasformato seduta stante in SSJ
devastando il giardino di Re Kaio.
“Calmati, figliolo” cercò di
placarlo il buon Kaio ma comprendeva in pieno la sua reazione.
“Maledetta. Non provare più a
colpirlo o me la pagherai cara”.
“Complimenti, sei il primo a riuscire
a sopravvivere al mio attacco. Ma per quanto potrai resistere?”.
“Non
ti permetterò di eliminare il mio amico” si fece avanti Goten con coraggio, ben
sapendo di non essere in grado di tenerle testa.
“Avanti, Artecs. Falla finita.
Elimina quei due mocciosi” le disse Nemes.
“Chiudi
il becco” fu la secca risposta che ricevette. Per qualche strana ragione aveva
l’impressione di avere già combattuto con quel ragazzo, ma questo era
impossibile. Perché allora quell’aura le era così familiare.
Approfittando
della distrazione della donna, Goten sferro un deciso attacco diretto al volto,
così facendo la maschera che la donna indossava cadde al suolo lasciando
scoperto il suo volto. Lo sguardo confuso della donna non era niente in
confronto a quello sconvolto dei nostri amici.
“Mio dio, papà” esclamò Trunks
allibito. “Quella donna è il tuo ritratto vivente”.
“Che
cosa?” la sorpresa fu grande anche nei nostri amici nell’aldilà. Non è
possibile, ma allora era realmente una saiyan.
“Dannazione,
ha perso il controller. Facciamola fuori, svelto” gridò Jagger, scagliandosi
inaspettatamente contro la compagna seguito da Nemes.
Un
dolore lancinante alla tempia stava intanto tormentando la donna che fece non
poca fatica a contenere l’attacco dei suoi ex compagni.
“Come osate?” gridò contrariata.
“Presto
ricorderai chi sei veramente e noi non possiamo permettertelo. I piani del
supremo non devono essere fermati. Devi morire saiyan”.
Quella
parola fece nella sua testa lo stesso effetto di un’esplosione. Lei saiyan,
come i due mocciosi. Ma cosa significava tutto questo e perché quel tremendo
dolore alla testa le impediva di pensare. L’istinto, fu quello a permetterle di
fare fronte all’attacco. Con rabbia e audacia incredibili la donna si scagliò
contro i suoi assalitori scatenando tutto il suo potenziale combattivo.
“Muori, maledetta” gridò Nemes.
Passandola da parte a parte con un terribile colpo di spada.
La
donna si accasciò al suolo, ma con un coraggio straordinario impugnò la spada
estraendola dal proprio corpo. Un fiotto di sangue ne uscì immediatamente, ma
anche se stremata la donna trovò l’orgoglio e la forza di stendere con la sua
stessa arma il proprio avversario. A quel punto Jagger tentò la fuga ma fu
raggiunto da una potente onda energetica che lo disintegrò.
Goten
stava aiutando Trunks a rialzarsi, sgomento per quanto era accaduto. La donna
volse lo sguardo verso di loro. L’espressione sofferente della donna, lasciò il
posto all’incredulità.
“Torneranno, finchè non ci avranno
sterminati tutti” disse sgomenta.
“Chi?” chiese Goten, quanto mai
confuso per quel finale inaspettato.
“Il
Sistema. Mio, dio ho servito il mio nemico mortale. Come ho potuto?” concluse
affranta la donna prima di accasciarsi al suolo priva di sensi.
Vegeta e Gohan avevano seguito gli
ultimi avvenimenti con palese curiosità.
“Vegeta. Da come si sono comportati
mi sembra chiaro che l’hanno manipolata. Non credi?”.
Il saiyan non ne era così convinto
ma una cosa era certa, lei conosceva la vera identità del nemico.
“Trunks.
Quella donna non deve morire. E’ l’unico legame con il nuovo avversario.
Occupatevi di lei, ma mi raccomando, prudenza”.
“Ho capito, papà”.
“Un’altra cosa, Trunks. Mi somiglia
davvero così tanto”.
“O sì. Sembra la tua gemella”
commentò ingenuamente Goten.
Il cuore del saiyan ebbe un
sussulto. Ma cosa diamine stava succedendo.
Due
giorni dopo la donna era già in grado di alzarsi dal letto. La sua fibra era
eccezionalmente resistente come quella di tutti i saiyan.
Vegeta aveva ottenuto il permesso di
assistere all’interrogatorio insieme a Gohan.
“Ora ti sei sufficientemente
ristabilita per darci delle risposte” esordì tranquillamente Trunks.
La donna fissò nel suo uno sguardo
orgoglioso e altero.
“Non prendo ordini da nessuno. Tanto
meno da te sbarbatello” esordì decisa.
Vegeta non resistette oltre. Trunks
non avrebbe mai saputo come trattare un fiero saiyan, lui si.
“Ti
consiglio di abbassare la cresta donna, rammenta che ti stai rivolgendo al
figlio del principe dei saiyan”.
Sorpresa la donna volse lo sguardo
verso l’alto.
“E tu chi diavolo sei, fatti
vedere?” lo apostrofò decisa.
Però ne aveva di carattere pensò
Gohan, osservando il volto irritato del compagno.
“Ringrazia
che non posso essere lì in questo momento, o ti pentiresti amaramente per il
tono irriverente che hai usato. Io sono Vegeta, il principe dei saiyan”.
A quel nome, la donna ebbe un
sussulto. Conosceva quel nome, lo aveva sentito spesso a palazzo.
“Vi credevo morto da innumerevoli
anni” disse tranquillamente.
“La
cosa è del tutto irrilevante. Ora vedi di rispondere alle mie domande” le
rispose brusco, e lievemente imbarazzato, in effetti era morto.
“Cosa volete sapere” concesse la
donna dopo qualche istante.
“Innanzitutto il tuo nome e perché
hai attaccato mio figlio”.
“Per anni il mio nome è stato
Artecs, ma il mio nome saiyan è Aresian”.
A
quel nome, Vegeta sentì il sangue gelarsi nelle vene. Per tradizione saiyan,
mentre il maschio della famiglia reale prendeva il nome del padre, la femmina
prendeva quello della madre. Aresian era il nome di sua madre. Impossibile,
sapeva di essere figlio unico.
“Tu menti?” sbottò furioso lasciando
perplessi gli altri.
“Perché dovrei?” fu la calma
risposta.
Cercando di mantenere la calma il
saiyan le chiese.
“Aresian
era il nome della regina, se sei veramente sua figlia dovresti avere un
tatuaggio con il simbolo reale sulla spalla sinistra” spiego nervosamente.
“Controlla, Trunks”.
Il
giovane, non senza imbarazzo, fece come gli era stato ordinato e rimase di
sasso vedendo lo stemma inciso sul braccio della donna.
“Padre. Ha il simbolo” riuscì a
dire.
Il
volto di Vegeta divenne una maschera di marmo mentre Re Kaio e Gohan lo
fissavano allibiti. Quello significava che i due erano fratelli e sorella.
“Così alla fine lo hai scoperto?”
esordì una voce decisa alle loro spalle.
Vegeta,
riconoscendola, si volse a guardare in viso il padre, Re Vegeta, accompagnato
da Kaioshin il Superiore in persona.
“Che diamine significa?” riuscì a
chiedere confuso.
“Semplice,
che Aresian è la tua sorella gemella. Avrebbe dovuto essere uccisa. Sai, un re
nato da un parto gemellare avrebbe avuto poco credito, ma tua madre mi convinse
a risparmiarla. Fu consegnata ad un ufficiale di fiducia e allontanata da
palazzo. Non ho più saputo niente di lei, fino ad oggi”.
Il volto di Vegeta tradiva una
profonda emozione. Una sorella, gemella per lo più.
“Aresian. Tu ne eri al corrente?”
chiese sconvolto.
La
donna ostentò una calma incredibile, quando rispose “No. Ho sempre creduto di
essere orfana. L’unico ricordo chiaro che ho della mia presenza sul pianeta
Vegeta è un’incontro con un bambino saiyan mio coetaneo che indossava
un’elaborata tuta da combattimento. L’uomo che mi costrinse alla lotta mi disse
– Almeno vediamo se vali qualcosa –“.
A
quelle parole Vegeta ebbe un sussulto. Quel bambino dalla tuta elaborata era
lui. Così, ignorandolo completamente, aveva combattuto in allenamento niente
meno che con la propria sorella. Ricordava anche che l’uomo che l’aveva
accompagnata era suo padre. Pazzesco li aveva fatti combattere pur sapendo che
erano gemelli. Perché? Si domandava ora il fiero saiyan.
Nel frattempo il Re stava pensando a
tutt’altro.
“A
quanto pare ho sbagliato con te. Hai un’aura molto potente, tutto sommato avrei
anche potuto tenerti a corte al mio fianco, con tuo fratello”.
Vegeta
provò un forte senso di frustrazione e rabbia per quell’affermazione. Solo lui
era il principe solo lui era l’erede al trono. Perché ora suo padre elevava la
sorella reietta al suo livello? Lo considerava così debole?
Ma Aresian reagì in tutt’altro modo,
da quello previsto dal sovrano.
“Ma
non mi dire. Visto il genere di padre che sei non mi dispiace affatto di non
essere rimasta al tuo fianco, avrei finito col diventare una nullità. Per
quanto mi riguarda, maestà, tu sei solo un uomo patetico ed insignificante”.
Le
parole cariche di rabbia ed astio della donna urtarono il Re e lasciarono a
bocca aperta i nostri amici.
“Come osi rivolgerti al tuo Re con
questo tono, donna”.
“Non
mi dire che credi ancora di avere un regno da governare. Sei patetico. Ho
smesso di dipendere da te il giorno che mi hai respinta, padre” disse la donna
con gelida rabbia.
Vegeta, pur se confuso ed
adirato, non poté fare a meno di ammirarne la fierezza.
Il Re invece non la prese
altrettanto bene.
“Ho
sbagliato a risparmiarti, femmina insolente. Sei tale quale a tuo fratello,
siete arroganti ed insolenti. Avrei dovuto ucciderti con le mie mani tanto
tempo fa” fu la sua rabbiosa reazione.
“Perché
non ci provi? “ lo provocò la donna “Ma tanto non credo che ci riusciresti,
visto come hai miseramente perso con Freezer. Io la femmina reietta sono
sicuramente più potente di te” disse con soddisfazione per nulla intimorita
dalla sfuriata paterna.
Vegeta
era senza parole. Certo che la sorella aveva un bel caratterino. Doveva
ammetterlo, cominciava ad essere curioso. Gli sarebbe veramente piaciuto
affrontarla in combattimento e vedere quanto valeva. Suo padre aveva dimostrato
una volta di più tutti i suoi limiti. Vegeta non aveva mai approvato la sua
collaborazione con Freezer, l’aveva vista sempre come un segno di debolezza e a
quanto pareva anche la sorella la pensava allo stesso modo.
“Così
avrei un fratello gemello. Il nuovo Re. E’ un vero peccato che tu sia morto,
Vegeta. Sarebbe stato interessante vedere chi tra noi due è il più forte” disse
improvvisamente la donna.
“Anche
se hai il mio stesso sangue, non potrai mai battermi. Sei e sempre resterai una
donna, per natura inferiore a me”disse l’uomo con incredibile calma.
Aresian
avvertì una sfida in quelle parole. Aveva appena scoperto di non essere
un’inutile orfana ma niente meno che la figlia del Re, e dannazione avrebbe
preteso il rispetto di quel recalcitrante fratello, ad ogni costo.
“Comodo
per te parlare. Sei nell’aldilà e non potrà mai esserci uno scontro, ma se
fossimo uno di fronte all’altro ti assicuro che ti farei cambiare idea”.
Gohan è ammirato dalla fiera determinazione della donna, è chiaro ora mai che il grado di parentela tra i due non è solo a parole. Ragionano nello stesso modo, fieri ed orgogliosi.
Vegeta
dovrebbe essere irritato per il tono insolente della sorella, ma in realtà ne è
segretamente compiaciuto. Non gli garba affatto l’idea di essere nato da un
parto gemellare ma almeno l’altra metà non è un codardo ma una donna tutta d’un
pezzo.
“Non credo proprio” commentò
semplicemente.
“Sentite,
comprendo che abbiate molto da dirvi, ma non credete sia meglio parlare del
nemico adesso?” si intromise Goten, stufo di quei battibecchi regali.
Al che l’atmosfera si distese un
poco.
Qualche
ora dopo tutti erano al corrente dei gravi fatti che avevano condotto la donna
sul pianeta Terra e dei folli piani di un temibile guerriero di nome Elkena.
Questi era un saiyan che pur di ottenere il potere assoluto aveva rinnegato la
sua gente vendendola a Freezer in cambio di un regno. Poi, manipolata la
sconfitta della famiglia Freezer ad opera di Goku, Vegeta e Future Trunks si
era alleato con un potentissimo essere governatore della galassia dell’Est. Insieme
avevano progettato la conquista dell’intero universo e quando aveva acquisito
il potere necessario si era liberato di lui. La sete di potere di quest’uomo
non aveva limiti e i saiyan terrestri erano un problema che andava risolto. Era
stato Elkena a voler usare proprio Aresian per la distruzione della razza
saiyan un sadico piano per mettere la figlia del re contro la sua stessa gente.
Di
fronte ad una minaccia di simile portata i nostri amici raggiunsero una comune
risoluzione. Gohan e Vegeta dovevano tornare in vita o l’Universo intero
avrebbe rischiato di piombare nel caos. Così i nostri amici partirono alla
volta di Neo Namek per chiedere al Drago Polunga di ridare loro la vita.
Dell’equipaggio
faceva parte anche la fiera saiyan. Non vedeva l’ora di vedere il volto del suo
rivale, Vegeta.
- CONTINUA -
By Aresian
Per opinioni e consigli per nuove
ff, sempre bene accetti, potete scrivermi all’indirizzo: aresian@ciaoweb.it
