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Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….

 

 

DUE CORPI, UNA SOLA ANIMA.

 

Cap. 1

 

 

Sulla Terra la vita procede tranquilla. E’ passato un anno dall’ultima battaglia per la salvezza del mondo e si vive in pace ed armonia e la gente, rinfrancata, è tornata tranquillamente a tutte le sue attività.

 

Nell’università della Città dell’Ovest la calma viene però spesso turbata dalle bricconate commesse da uno sparuto gruppetto di studenti, diligenti si nello studio, ma piuttosto turbolenti. Uno è all’ultimo anno, prossimo alla laurea in ingegneria, un bel ragazzone di 28 anni, occhi azzurri accattivanti e dotato di intelligenza fuori dal comune. Stiamo parlando di Trunks, l’erede del principe della razza saiyan, il grande Vegeta. Anche la sorella, Bra, frequenta la stessa università con eccellenti risultati. Fanno parte poi del gruppo il giovane Goten, figlio del super saiyan più potente, Goku e la nipote Pan.

All’apparenza ragazzi normalissimi ma che nascondono una forza strepitosa ed un istinto guerriero indomabile.

Su loro quattro grava il peso di proteggere il pianeta da qualsiasi minaccia, poiché i loro genitori sono morti sacrificando le loro vite per il bene dell’umanità.

Goku, come sappiamo è scomparso insieme al Drago Shen Long alla fine della guerra contro i sette draghi neri. Vegeta e Gohan, invece, sono morti bruciando la loro aura oltre il limite per fermare l’irreversibile autodistruzione del Sole che avrebbe fatto scomparire l’intero Sistema solare. Il loro sacrificio aveva permesso di riequilibrare le reazioni nucleari all’interno della stella ridonandole nuova vita.

Consci dell’importanza della loro missione i giovani passavano molte ore ad allenarsi anche se adesso stavano solo discutendo per chi avrebbe preso la fetta più grossa di torta durante la pausa pranzo.

 

Nel regno dell’aldilà, frattanto, i nostri amici tutto fanno tranne annoiarsi. Gohan, dall’animo puro e generoso, non poteva essere altrove che non in Paradiso. Anche se spesso viene inviato in missione negli inferi per sedare le continue rivolte che si scatenano tra i turbolenti dannati. Vegeta invece, ha ricevuto un trattamento alquanto speciale. Per il suo terribile passato dovrebbe essere destinato agli inferi e la sua anima purificata con conseguente perdita della memoria e del proprio passato, ma Re Enma, visto il grande cambiamento del saiyan che è giunto ben due volte a sacrificare la propria vita per salvare la Terra, gli ha concesso una sorta di purgatorio. E’ condannato a restare lungo il serpentone per mille anni, al termine del quale verrà destinato al Paradiso, inoltre gli ha concesso il privilegio di mantenere il proprio corpo, proprio come Gohan.

 

Quel giorno si era scatenata l’ennesima rivolta e Re Enma aveva inviato Gohan negli inferi, ma questa volta, il giovane, nonostante la buona volontà, si trovava in difficoltà. A scatenare il putiferio era stato uno scontro per il potere tra niente di meno che C-17, Cell, Freezer e Baby. Rendendosi conto del problema, il Re, convocò al suo palazzo un irritato Vegeta.

“Per quale motivo mi avete convocato” chiese bruscamente il saiyan.

Il buon Enma era ormai abituato al suo atteggiamento arrogante così non vi prestò attenzione.

“Quei bricconi degli inferi stanno facendo troppa confusione e Gohan da solo non ce la fa. Se accetti di aiutarlo a riportare l’ordine potrei abbonarti qualche anno, accetti?”.

“Quanto?” domandò deciso.

“Diciamo dieci anni e se fai un buon lavoro posso arrivare a quindici” concesse il Re

Non che fosse un granchè, se confrontati con i 999 che dovevano ancora passare. Comunque sarebbe stato stupido rifiutare.

“Accetto”.

 

Quando Gohan vide arrivare Vegeta non sapeva se essere lieto per l’aiuto o preoccuparsi di più. In fondo dopo molto tempo si sarebbe ritrovato di nuovo di fronte a Cell e Freezer, per non parlare di Baby.

Il saiyan non ci mise molto a dimostrare chi era il più forte, con pochi colpi precisi rimise subito al suo posto C-17 e Cell. Per prudenza ad affrontare Freezer e Baby ci aveva pensato Gohan.

 

“Grazie per l’aiuto, Vegeta” disse il giovane convinto.

“Tze! Avevo voglia di sgranchirmi, in questo posto si muore dalla noia” rispose l’uomo.

Gohan non lo metteva in dubbio. Approfittando del permesso speciale che gli era stato concesso, il giovane gli propose di andare da Re Kaio per vedere come andavano le cose sulla Terra. Vegeta moriva dalla voglia di sapere cosa stavano combinando i figli e la moglie ma non diede a vederlo e si limitò ad assentire.

 

Re Kaio li accolse bonariamente.

“Benvenuti, ragazzi. Su coraggio, mettete una mano sulle mie spalle e vedrete tutto”.

I due non se lo fecero ripetere.

Gohan avvertì emozionato l’aura di Videl e Pan e quella del fratello minore insieme alla più debole della madre. Stavano tutti bene, constatò soddisfatto. Vegeta invece avvertì immediatamente quella di Trunks, bene si stava allenando, poi si concentrò per individuare la figlia, non fu difficile, infine percepì quella di Bulma, la donna che aveva conquistato il suo duro cuore saiyan a dispetto di tutto e tutti.

Stavano per interrompere il contatto quando, entrambi, percepirono una potentissima aura in avvicinamento.

Subitamente si fissarono negli occhi.

“Che diamine sta succedendo?”.

 

La stessa sensazione di pericolo l’avvertirono Goten e Trunks sulla Terra.

Qualcuno di molto potente si stava avvicinando e la sensazione di pericolo si faceva di secondo in secondo più forte.

 

“Trunks”.

Il giovane volse lo sguardo verso l’alto.

“Papà?” esclamò sorpreso ed emozionato.

“Esatto. Hai percepito anche tu quell’aura?” chiese Vegeta senza preamboli.

Il giovane divenne serio.

“Sì”.

“Svelto, rintraccia Goten e gli altri. Ho la forte sensazione che si tratti di un nemico molto potente”.

“Ho capito”.

 

Il giovane non se lo fece ripetere due volte e dopo avere messo al corrente la madre e la sorella si precipitò a casa di Goten e insieme si recarono verso il luogo ove proveniva la misteriosa aura.

 

“Chiunque sia, sta atterrando” commentò Gohan.

“Dannazione. Ho la sensazione che i ragazzi possano trovarsi in difficoltà” pensò Vegeta. Non gli piaceva affatto quello che percepiva.

 

Goten e Trunks, insieme ai loro inseparabili amici, Crili, Tenshing e Yanko, raggiunsero il luogo dell’atterraggio giusto in tempo per veder uscire, da una strana navicella, un gruppo di tre individui e con sgomento si resero conto che la potente aura percepita apparteneva ad una donna.

Di media altezza, con i folti capelli neri che le ricadevano scomposti sulle spalle, indossava una tuta da combattimento nera come la notte ed un pettorale argentato, così come argentata era la maschera che ne celava il volto.

 

“Venite fuori, saiyan. So che siete qui” esordì in tono provocatorio, avanzando nella radura.

La sorpresa dei nostri amici fu grande. Come faceva a conoscerli?

 

Vegeta e Gohan erano altrettanto sorpresi.

“Sta in guardia, Trunks” fu il suggerimento del padre.

 

“Andiamo Goten, tanto vale uscire allo scoperto” disse rivolto all’amico.

Così fecero piazzandosi a poca distanza dalla donna.

“Chi sei tu, come fai a sapere che siamo saiyan?” domandò Goten senza preamboli.

“Stupidi. Nulla sfugge al nostro controllo. Erano anni che cercavamo i superstiti di quella razza rozza ed inferiore di primati” sogghignò sdegnato uno dei due uomini.

“Ma chi diamine siete?” sbottò Trunks contrariato dal tono ironico dell’avversario.

“Coloro che porranno fine alla vostra insulsa esistenza. Eliminati voi, la razza dei saiyan sarà estinta”.

“Come osi?” fu la rabbiosa reazione del giovane.

“Adesso basta” fu il secco ordine della donna. “Io sono un guerriero e come tale voglio combattere. Vi affronterò uno alla volta, sempre che abbiate il coraggio di combattere” disse rivolta ai due giovani.

Questa poi, quella donna osava prendersi gioco di loro.

“Preparati donna, il tuo avversario sarò io e ti assicuro che basto ed avanzo” fu la pronta risposta di Trunks.

“Molto bene” disse la donna soddisfatta. “Nemes, Jagger a voi gli altri a questo moccioso ci penso io”.

 

In breve tempo la tranquilla radura divenne un feroce campo di battaglia. Vedendo la determinazione negli occhi dell’amico, Goten si fece da parte lasciandogli il compito di battere la donna mentre lui si occupava dei suoi spavaldi leccapiedi.

 

Dopo una breve fase di studio i due contendenti iniziarono a fare sul serio.

“Devo stare attento, questa donna sa il fatto suo”. Trunks si era reso conto che l’avversario era di tutto rispetto.

 

“Cosa ne pensi, Vegeta?” domandò Gohan perplesso. Quell’aura gli somigliava sempre più una forza conosciuta.

Vegeta era scuro in volto e chiaramente preoccupato. Gli sembrava assolutamente impossibile ma quell’aura era quasi sicuramente di un saiyan, ma se così fosse stato come stava attaccando i suoi simili e poi com’era possibile che si fosse salvato qualcun altro alla distruzione del pianeta Vegeta.

Re Kaio era quanto mai perplesso.

“Ragazzi, temo che il vero scontro debba ancora incominciare. Ho come la sensazione che la donna non stia facendo sul serio”.

Vegeta avrebbe voluto essere di parere diverso ma purtroppo anche lui aveva la stessa impressione.

 

“Per essere un moccioso non te la cavi male, ma con me non hai speranza. Mi sono stancata, preparati a morire” disse la donna all’improvviso. Con strabiliante rapidità si scagliò contro il giovane portando a segno un attacco veloce e potente che mise in grave difficoltà Trunks.

“Dannazione Trunks. Smettila di giocare o ci lasci la pelle” sbottò Vegeta rabbiosamente.

“Papà ha ragione. Sto perdendo il controllo dello scontro e non devo assolutamente permettere che accada”.

Senza indugio il giovane si trasformò il Super Saiyan.

La donna parve incassare la trasformazione con estrema calma.

“Se questo è il massimo che sai fare mi deludi” disse infatti tranquilla. Poi, lasciando tutti allibiti si trasformò a sua volta sprigionando un’aura straordinariamente potente, ben al di là di quella del giovane, i loro livelli di combattimenti erano troppo diversi.

Con sgomento Trunks si rese conto che la donna aveva raggiunto un livello simile a quello di suo padre all’epoca dello scontro con Majin Bu.

“Maledizione” fu la subitanea reazione di Vegeta. Aveva paura, per la prima in vita sua aveva paura. Paura di perdere il figlio.

Senza neanche dare il tempo al ragazzo di tentare la benché minima mossa di difesa la donna gli scagliò contro una potentissima onda energetica. Solo la prontezza di spirito del giovane gli permise di evitare il colpo in pieno petto, ma il braccio sinistro era completamente fuori uso, spezzato in più punti di netto. Per il dolore il giovane cadde al suolo semi-svenuto.

“Trunks” fu il grido accorato di Goten, precipitatosi in suo soccorso.

Per la rabbia impotente, intanto, Vegeta si era trasformato seduta stante in SSJ devastando il giardino di Re Kaio.

“Calmati, figliolo” cercò di placarlo il buon Kaio ma comprendeva in pieno la sua reazione.

“Maledetta. Non provare più a colpirlo o me la pagherai cara”.

 

“Complimenti, sei il primo a riuscire a sopravvivere al mio attacco. Ma per quanto potrai resistere?”.

“Non ti permetterò di eliminare il mio amico” si fece avanti Goten con coraggio, ben sapendo di non essere in grado di tenerle testa.

“Avanti, Artecs. Falla finita. Elimina quei due mocciosi” le disse Nemes.

“Chiudi il becco” fu la secca risposta che ricevette. Per qualche strana ragione aveva l’impressione di avere già combattuto con quel ragazzo, ma questo era impossibile. Perché allora quell’aura le era così familiare.

Approfittando della distrazione della donna, Goten sferro un deciso attacco diretto al volto, così facendo la maschera che la donna indossava cadde al suolo lasciando scoperto il suo volto. Lo sguardo confuso della donna non era niente in confronto a quello sconvolto dei nostri amici.

“Mio dio, papà” esclamò Trunks allibito. “Quella donna è il tuo ritratto vivente”.

 

“Che cosa?” la sorpresa fu grande anche nei nostri amici nell’aldilà. Non è possibile, ma allora era realmente una saiyan.

 

“Dannazione, ha perso il controller. Facciamola fuori, svelto” gridò Jagger, scagliandosi inaspettatamente contro la compagna seguito da Nemes.

Un dolore lancinante alla tempia stava intanto tormentando la donna che fece non poca fatica a contenere l’attacco dei suoi ex compagni.

“Come osate?” gridò contrariata.

“Presto ricorderai chi sei veramente e noi non possiamo permettertelo. I piani del supremo non devono essere fermati. Devi morire saiyan”.

Quella parola fece nella sua testa lo stesso effetto di un’esplosione. Lei saiyan, come i due mocciosi. Ma cosa significava tutto questo e perché quel tremendo dolore alla testa le impediva di pensare. L’istinto, fu quello a permetterle di fare fronte all’attacco. Con rabbia e audacia incredibili la donna si scagliò contro i suoi assalitori scatenando tutto il suo potenziale combattivo.

“Muori, maledetta” gridò Nemes. Passandola da parte a parte con un terribile colpo di spada.

La donna si accasciò al suolo, ma con un coraggio straordinario impugnò la spada estraendola dal proprio corpo. Un fiotto di sangue ne uscì immediatamente, ma anche se stremata la donna trovò l’orgoglio e la forza di stendere con la sua stessa arma il proprio avversario. A quel punto Jagger tentò la fuga ma fu raggiunto da una potente onda energetica che lo disintegrò.

Goten stava aiutando Trunks a rialzarsi, sgomento per quanto era accaduto. La donna volse lo sguardo verso di loro. L’espressione sofferente della donna, lasciò il posto all’incredulità.

“Torneranno, finchè non ci avranno sterminati tutti” disse sgomenta.

“Chi?” chiese Goten, quanto mai confuso per quel finale inaspettato.

“Il Sistema. Mio, dio ho servito il mio nemico mortale. Come ho potuto?” concluse affranta la donna prima di accasciarsi al suolo priva di sensi.

 

Vegeta e Gohan avevano seguito gli ultimi avvenimenti con palese curiosità.

“Vegeta. Da come si sono comportati mi sembra chiaro che l’hanno manipolata. Non credi?”.

Il saiyan non ne era così convinto ma una cosa era certa, lei conosceva la vera identità del nemico.

“Trunks. Quella donna non deve morire. E’ l’unico legame con il nuovo avversario. Occupatevi di lei, ma mi raccomando, prudenza”.

“Ho capito, papà”.

“Un’altra cosa, Trunks. Mi somiglia davvero così tanto”.

“O sì. Sembra la tua gemella” commentò ingenuamente Goten.

Il cuore del saiyan ebbe un sussulto. Ma cosa diamine stava succedendo.

 

Due giorni dopo la donna era già in grado di alzarsi dal letto. La sua fibra era eccezionalmente resistente come quella di tutti i saiyan.

Vegeta aveva ottenuto il permesso di assistere all’interrogatorio insieme a Gohan.

“Ora ti sei sufficientemente ristabilita per darci delle risposte” esordì tranquillamente Trunks.

La donna fissò nel suo uno sguardo orgoglioso e altero.

“Non prendo ordini da nessuno. Tanto meno da te sbarbatello” esordì decisa.

Vegeta non resistette oltre. Trunks non avrebbe mai saputo come trattare un fiero saiyan, lui si.

“Ti consiglio di abbassare la cresta donna, rammenta che ti stai rivolgendo al figlio del principe dei saiyan”.

Sorpresa la donna volse lo sguardo verso l’alto.

“E tu chi diavolo sei, fatti vedere?” lo apostrofò decisa.

Però ne aveva di carattere pensò Gohan, osservando il volto irritato del compagno.

“Ringrazia che non posso essere lì in questo momento, o ti pentiresti amaramente per il tono irriverente che hai usato. Io sono Vegeta, il principe dei saiyan”.

A quel nome, la donna ebbe un sussulto. Conosceva quel nome, lo aveva sentito spesso a palazzo.

“Vi credevo morto da innumerevoli anni” disse tranquillamente.

“La cosa è del tutto irrilevante. Ora vedi di rispondere alle mie domande” le rispose brusco, e lievemente imbarazzato, in effetti era morto.

“Cosa volete sapere” concesse la donna dopo qualche istante.

“Innanzitutto il tuo nome e perché hai attaccato mio figlio”.

“Per anni il mio nome è stato Artecs, ma il mio nome saiyan è Aresian”.

A quel nome, Vegeta sentì il sangue gelarsi nelle vene. Per tradizione saiyan, mentre il maschio della famiglia reale prendeva il nome del padre, la femmina prendeva quello della madre. Aresian era il nome di sua madre. Impossibile, sapeva di essere figlio unico.

“Tu menti?” sbottò furioso lasciando perplessi gli altri.

“Perché dovrei?” fu la calma risposta.

Cercando di mantenere la calma il saiyan le chiese.

“Aresian era il nome della regina, se sei veramente sua figlia dovresti avere un tatuaggio con il simbolo reale sulla spalla sinistra” spiego nervosamente. “Controlla, Trunks”.

Il giovane, non senza imbarazzo, fece come gli era stato ordinato e rimase di sasso vedendo lo stemma inciso sul braccio della donna.

“Padre. Ha il simbolo” riuscì a dire.

Il volto di Vegeta divenne una maschera di marmo mentre Re Kaio e Gohan lo fissavano allibiti. Quello significava che i due erano fratelli e sorella.

“Così alla fine lo hai scoperto?” esordì una voce decisa alle loro spalle.

Vegeta, riconoscendola, si volse a guardare in viso il padre, Re Vegeta, accompagnato da Kaioshin il Superiore in persona.

“Che diamine significa?” riuscì a chiedere confuso.

“Semplice, che Aresian è la tua sorella gemella. Avrebbe dovuto essere uccisa. Sai, un re nato da un parto gemellare avrebbe avuto poco credito, ma tua madre mi convinse a risparmiarla. Fu consegnata ad un ufficiale di fiducia e allontanata da palazzo. Non ho più saputo niente di lei, fino ad oggi”.

Il volto di Vegeta tradiva una profonda emozione. Una sorella, gemella per lo più.

“Aresian. Tu ne eri al corrente?” chiese sconvolto.

La donna ostentò una calma incredibile, quando rispose “No. Ho sempre creduto di essere orfana. L’unico ricordo chiaro che ho della mia presenza sul pianeta Vegeta è un’incontro con un bambino saiyan mio coetaneo che indossava un’elaborata tuta da combattimento. L’uomo che mi costrinse alla lotta mi disse – Almeno vediamo se vali qualcosa –“.

A quelle parole Vegeta ebbe un sussulto. Quel bambino dalla tuta elaborata era lui. Così, ignorandolo completamente, aveva combattuto in allenamento niente meno che con la propria sorella. Ricordava anche che l’uomo che l’aveva accompagnata era suo padre. Pazzesco li aveva fatti combattere pur sapendo che erano gemelli. Perché? Si domandava ora il fiero saiyan.

Nel frattempo il Re stava pensando a tutt’altro.

“A quanto pare ho sbagliato con te. Hai un’aura molto potente, tutto sommato avrei anche potuto tenerti a corte al mio fianco, con tuo fratello”.

Vegeta provò un forte senso di frustrazione e rabbia per quell’affermazione. Solo lui era il principe solo lui era l’erede al trono. Perché ora suo padre elevava la sorella reietta al suo livello? Lo considerava così debole?

Ma Aresian reagì in tutt’altro modo, da quello previsto dal sovrano.

“Ma non mi dire. Visto il genere di padre che sei non mi dispiace affatto di non essere rimasta al tuo fianco, avrei finito col diventare una nullità. Per quanto mi riguarda, maestà, tu sei solo un uomo patetico ed insignificante”.

Le parole cariche di rabbia ed astio della donna urtarono il Re e lasciarono a bocca aperta i nostri amici.

“Come osi rivolgerti al tuo Re con questo tono, donna”.

“Non mi dire che credi ancora di avere un regno da governare. Sei patetico. Ho smesso di dipendere da te il giorno che mi hai respinta, padre” disse la donna con gelida rabbia.

Vegeta, pur se confuso ed adirato,  non poté  fare a meno di ammirarne la fierezza.

Il Re invece non la prese altrettanto bene.

“Ho sbagliato a risparmiarti, femmina insolente. Sei tale quale a tuo fratello, siete arroganti ed insolenti. Avrei dovuto ucciderti con le mie mani tanto tempo fa” fu la sua rabbiosa reazione.

“Perché non ci provi? “ lo provocò la donna “Ma tanto non credo che ci riusciresti, visto come hai miseramente perso con Freezer. Io la femmina reietta sono sicuramente più potente di te” disse con soddisfazione per nulla intimorita dalla sfuriata paterna.

Vegeta era senza parole. Certo che la sorella aveva un bel caratterino. Doveva ammetterlo, cominciava ad essere curioso. Gli sarebbe veramente piaciuto affrontarla in combattimento e vedere quanto valeva. Suo padre aveva dimostrato una volta di più tutti i suoi limiti. Vegeta non aveva mai approvato la sua collaborazione con Freezer, l’aveva vista sempre come un segno di debolezza e a quanto pareva anche la sorella la pensava allo stesso modo.

“Così avrei un fratello gemello. Il nuovo Re. E’ un vero peccato che tu sia morto, Vegeta. Sarebbe stato interessante vedere chi tra noi due è il più forte” disse improvvisamente la donna.

“Anche se hai il mio stesso sangue, non potrai mai battermi. Sei e sempre resterai una donna, per natura inferiore a me”disse l’uomo con incredibile calma.

Aresian avvertì una sfida in quelle parole. Aveva appena scoperto di non essere un’inutile orfana ma niente meno che la figlia del Re, e dannazione avrebbe preteso il rispetto di quel recalcitrante fratello, ad ogni costo.

“Comodo per te parlare. Sei nell’aldilà e non potrà mai esserci uno scontro, ma se fossimo uno di fronte all’altro ti assicuro che ti farei cambiare idea”.

Gohan è ammirato dalla fiera determinazione della donna, è chiaro ora mai che il grado di parentela tra i due non è solo a parole. Ragionano nello stesso modo, fieri ed orgogliosi.

Vegeta dovrebbe essere irritato per il tono insolente della sorella, ma in realtà ne è segretamente compiaciuto. Non gli garba affatto l’idea di essere nato da un parto gemellare ma almeno l’altra metà non è un codardo ma una donna tutta d’un pezzo.

“Non credo proprio” commentò semplicemente.

“Sentite, comprendo che abbiate molto da dirvi, ma non credete sia meglio parlare del nemico adesso?” si intromise Goten, stufo di quei battibecchi regali.

Al che l’atmosfera si distese un poco.

 

Qualche ora dopo tutti erano al corrente dei gravi fatti che avevano condotto la donna sul pianeta Terra e dei folli piani di un temibile guerriero di nome Elkena. Questi era un saiyan che pur di ottenere il potere assoluto aveva rinnegato la sua gente vendendola a Freezer in cambio di un regno. Poi, manipolata la sconfitta della famiglia Freezer ad opera di Goku, Vegeta e Future Trunks si era alleato con un potentissimo essere governatore della galassia dell’Est. Insieme avevano progettato la conquista dell’intero universo e quando aveva acquisito il potere necessario si era liberato di lui. La sete di potere di quest’uomo non aveva limiti e i saiyan terrestri erano un problema che andava risolto. Era stato Elkena a voler usare proprio Aresian per la distruzione della razza saiyan un sadico piano per mettere la figlia del re contro la sua stessa gente.

 

Di fronte ad una minaccia di simile portata i nostri amici raggiunsero una comune risoluzione. Gohan e Vegeta dovevano tornare in vita o l’Universo intero avrebbe rischiato di piombare nel caos. Così i nostri amici partirono alla volta di Neo Namek per chiedere al Drago Polunga di ridare loro la vita.

Dell’equipaggio faceva parte anche la fiera saiyan. Non vedeva l’ora di vedere il volto del suo rivale, Vegeta.

 

- CONTINUA -

 

By Aresian

 

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