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Desclaimer: Capitan Tsubasa, Tsubasa,
Wakabayashi, Hiyuga e gli altri personaggi, sono proprietà di Yoichi Takahashi
e della Shueisha Inc. Tokyo e per la versione italiana Edizioni Star Comics.
Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di
farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
Lacrime mai versate
By Sheria
Capitolo V
La
distanza
“Ciao Mark!”
“Caio
Patty!”
Si fermarono a fissarsi nella
penombra di quel corridoio. Era molto tardi! La finale si stava avvicinando,
mancavano solo tre giorni, e gli allenamenti continuavano fino a tardi.
“Tua madre è rimasta al lavoro!
Gli Hamilton hanno avuto un contrattempo e sono rimasti fuori città. E’ dovuta
rimanere con i bambini.”
Mark annuì. Senza dire una
parola continuava a fissarla… sembrava che volesse imprimerla nella memoria,
perché fra un po’ l’avrebbe persa. Non l’avrebbe più vista.
Lei si avvicinò e con fare
birichino avvicinò il suo sguardo al suo…
“Che è successo? Hai paura per
la finale?”
Mark non le rispondeva e
continuava a guardarla intensamente… ora che era così vicina … ora che avrebbe
potuto sfiorarla…
Il silenzio iniziava ad essere
imbarazzante per lei.
“Dai! Vedrai che andrà tutto
bene!” e si diresse verso la sua stanza.
Lui era rimasto immobile… non le
aveva detto nulla… non le aveva fatto nulla… era lì immobile!!
Lei si allontanava da lui... Lei
si allontanava da lui... Lei si allontanava da lui…
Infine scaricò tutta la sua
frustrazione con un pugno ben assestato al muro…
Poi si diresse verso la stanza
di Lucy, sapeva che aveva di nuovo la febbre e voleva vederla.
Ad un tratto le urla disperata
di Mark svegliarono tutta la casa.
“Patty! Patty corri!!!”
Patty entrò, ansimando, nella
stanza della bambina. Mark era terrorizzato, tremava.
La piccola Lucy aveva delle
crisi convulsive, era impallidita, fredda, respirava a fatica.
“Oh mio Dio!” si precipitò Patty
su di lei
“.. piccola che hai! Calmati.
Tesoro ti prego stai calma!”
La bambina, continuava a non
respirare.
“Mark corri!!! Prendila in
braccio!! Andiamo all’ospedale…. Mark!! Muoviti!!”
Lui era rimasto sconvolto da
quella scena, uno dei suoi peggiori incubi fatti realtà.
La voce severa di Patty lo fece
tornare in se… Prese la bambina e si diresse velocemente verso l’uscita, mentre
Patty si raccomandava con David ed Emily di rimanere in casa e di chiudere le
porte.
Uscirono insieme di corsa. Era notte fonda, non vi erano pullmann, né taxi,
almeno non da quelle parti..
“Andiamo a piedi Mark! Non è lontano!”
I due iniziarono a correre.
Correvano veloci.. correvano insieme.
Perché il tempo corre così
veloce…?
Fermati Tempo, ti prego…non
permettere che questa piccola creatura paghi per il tuo scorrere inesorabile.
“Correte vi prego.. la piccola sta male”
Patty aveva richiamato i medici
del pronto soccorso che presero immediatamente la bambina dalle braccia di
Mark.
Era passata un’ora dal loro
arrivo in ospedale. Lucy era stata portata in terapia intensiva.
Mark continuava ad andare nervosamente avanti ed indietro. Era proprio
l’immagine di una tigre in gabbia. La sua solita rabbia si era impossessata
nuovamente di lui.
La vita era sempre stata
ingiusta con lui… e continuava ad esserlo… implacabile!! Lui sapeva che era
così e basta. Patty lo guardava incredula.
Come avrebbe potuto aiutarlo?…
Era una lotta che lui doveva vincere da solo.
Un attimo, solo per un attimo,
incrociò lo sguardo di lei. E Tutto si fermò…
L’ansia sembrò svanire.
Voleva solo liberarsi da tutto
quel dolore, dalla paura… Aveva tanta paura!
Tutto se stesso era rinchiuso in
quello sguardo… e tutto ciò che avrebbe voluto era rinchiuso negli occhi grandi
e profondi di lei!
La porta del medico si aprì
all’improvviso. Mark si voltò verso di lui.
Quegli istanti sembravano
interminabili…
Il tempo, solo allora, si era
fermato e aveva smesso di correre!!
Patty si alzò si diresse verso
Mark e gli prese la mano con la sua mano destra, intrecciandone le dita, mentre
con l'altra mano gli afferrava saldamente il gomito… quasi abbracciandolo… come
per non farlo cadere oltre quel baratro.
Mark strinse quella mano… e si
calmò a quel tocco.
La mano di lei era la sua
ancora, il suo unico punto fermo durante quella notte tempestosa.
“Dottore?” intervenne lei..
“La bambina sta bene!”
Patty iniziò a piangere dalla
gioia, mentre Mark abbassò lo sguardo. Avrebbe voluto anche lui piangere.. ma
non era capace.
Le strinse la mano…. Le strinse
la mano come se volesse fonderla alla sua.
“La bambina ha avuto un attacco
allergico molto grave! E’ allergica ad una sostanza presente nel medicinale
usato per la malattia ai polmoni. Abbiamo chiamato il dottore che l’ha seguita
e ci ha confermato la diagnosi”.
“Ma come è possibile?”
“A volte accade che l’allergia
non si manifesti immediatamente con forme gravi come quella di questa sera… ma
con sintomi di altra natura che possono esser confusi con normali malattie,
come il raffreddore, l’influenza, l’indigestione. La bambina era affetta da una
malattia respiratoria ed i sintomi erano facilmente confondibili. In realtà è
stato un bene che si sia manifestata ora ed in modo così violento. Abbiamo
potuto capire l’origine del suo male e curarla… Ora, vedrete, in un paio di
giorni starà benissimo!”
Patty si strinse maggiormente al
braccio di Mark.
“Potete andare a casa… non c’è
più nulla da fare qui! Noi vorremo tenere la bimba solo per questa notte sotto
osservazione. E domani mattina le faremo altri test, prima di mandarla a casa, ok?”
“Noi rimaniamo con lei!”
Patty parlò a nome di entrambi,
sapeva bene che Mark non sarebbe andato via e nemmeno lei sarebbe stata capace
di andarsene.
Rimasero lì per il resto della
notte. Patty si sdraiò accanto a Lucy.
La bambina non riusciva a dormire,
così lei le si sdraiò accanto ed iniziò a raccontarle una favola…
Dopo poco la bambina si
addormentò tranquilla fra le braccia di Patty, e anche lei si lasciò andare
alla stanchezza. Mark, che era seduto accanto a letto, continuava a guardarle.
Cosa avrebbe fatto senza di lei?
Si alzò, si avvicinò al suo
corpo addormentato, le scostò i capelli che le coprivano il viso e vi depose un
bacio sulla guancia “Grazie!”.
Il giorno della finale era arrivato. Patty ritrovò i suoi vecchi compagni di
squadra…
“Finalmente Patty … ma dove sei
andata? Ci sei mancata tantissimo!”
“Grazie Ted! Ho avuto un impegno
imprevisto! Ma ora sono tornata…in tempo per la finale! Non mi deludete!!!
Eh?”.
La New Team in coro rispose
“NO!”
“Ora che ci sei tu non possiamo
perdere!” disse Paul rosso in viso.
In quel momento passò di lì la
squadra della Toho che si stava dirigendo verso gli spogliatoi.
“Ciao Patty!!” Tutti le corsero incontro felici di rivederla, mentre i ragazzi
della New Team li guardavano increduli.
“Come state? Spero meglio
dell’ultima volta! Voglio vedere una bella gara?”
“SIII!”
“James
il solito!”
“Ma Patty… sei passata
all’avversario?” disse Bruce tremante.
“Ma che dici scemo!!” gli diede
un pugno sulla testa “Io sono e sarò sempre tifosa della New Team! Ma se loro
saranno forti quanto voi, ci sarà una bella sfida no??” e fece un occhiolino ai
nuovi amici della Toho.
In quel momento arrivarono Ed e
Mark. Ed le corse incontro e l'abbracciò. Ne aveva bisogno…
Non resisteva più senza di lei.
“Ehi..!” Paul si mise in mezzo
fra i due, separandoli bruscamente “Non credi di esagerare?”
Paul era livido di rabbia… come
poteva quello sbruffone prendersi tanta confidenza con la sua Patty?
“No Paul non preoccuparti… Io ed Ed siamo grandi amici!” e fu lei ora ad
abbracciarlo lasciando tutti esterrefatti.
Da quando Patty ed Ed erano
diventati così amici? Poi a tutti ritornò in mente il ritiro e la partenza
improvvisa di Patty il giorno dopo. Che sia stata con lui?
“Patty mi sei mancata?” continuò
Ed respirando il profumo dei suoi capelli, ancora per un attimo.
“Hai perso il mio numero di
casa?” Lo rimproverò lei… e poi rise.
Lei volse lo sguardo a Mark e si
fece seria. Loro avevano vissuto dei momenti terribili insieme, ma anche altri
stupendi.
Il distacco era stato doloroso. I
bambini non volevano perderla piangevano disperati mentre lei prendeva il taxi
che l’avrebbe riportata a casa.
“Ciao Mark!”
“Ciao Patty!”
Si fissarono... in quel silenzio
che voleva dire tutto.
Holly che fino a quel momento
era rimasto in disparte, intervenne sarcastico per la prima volta nella sua
vita
“Non siamo venuti qui per una
gita fra amici!!… Abbiamo da giocare una finale!”
Il suo sguardo incontrò quello
di Mark.
Vi era quasi odio, rancore in
Holly.
Paul si accorse che il suo
capitano aveva perso la sua proverbiale calma… per la prima volta… da quando lo
aveva conosciuto.
Anche Patty si accorse di quel
tono ostile e si rabbuiò. Capì che l’oggetto del suo risentimento era proprio
lei ed il suo nuovo mondo.
“Siamo qui per una partita, vero
Lenders?”
“Si Hutton hai ragione!
Andiamo!”
La partita fu vinta dalla Toho
ai rigori.
Per tutta la partita Holly e
Mark si era fronteggiati equamente. Holly era tecnicamente più preparato e
bravo… ma quel giorno era particolarmente nervoso. Questo si ripercosse su
tutta la squadra.
Era diventato persino falloso.
Questo non era proprio da lui!!
Gli scontri diretti fra Holly e
Mark furono vinti quasi tutti da Holly… ma la caparbietà di Mark lo portava a
riprendersi e a lottare su ogni palla.
Alla fine dei tempi supplementari
erano ancora 3 – 3.
Ai rigori la Toho riuscì a
vincere.
Anche Ed era molto motivato in
quella partita. E la mancanza di Benji Price era palese.
Per quanto Alan si sforzasse di
essere all’altezza non poteva raggiungere i livelli di Ed.
Così Holly, Tom e Paul segnarono
il rigore per la New Team (gli altri tre furono parati da un incredibile
portiere)… mentre per la Toho segnarono Mark, Danny, Ed stesso e James.
Negli spogliatoi della New Team
si respirava un’aria strana. Holly non aveva detto una parola dopo la partita.
Era stanco ed arrabbiato.
Uscì per primo e fuori alla
porta c'erano Patty e Susie che stavano aspettando i loro amici.
“Patty!”
“Holly!”
Holliver tradiva uno sguardo severo.
“Sei stata con loro in questo
mese? Era questa la cosa importante che avevi da fare?”
Patty si sentì ferita
dall’insinuazione sottesa a quella domanda.
“Se credi che io li abbia
aiutati per questa partita… ti sbagli! Ho aiutato solo un amico a risolvere una
questione importante!”
Holly la superò senza risponderle
ed uscì dallo stadio.
Nei due mesi successivi, molti cambiamenti stavano sconvolgendo la vita di
questi ragazzi.
Tutti i convocati per la nazionale stavano preparandosi al ritiro che si
sarebbe svolto alla fine dell’estate prima della grande sfida contro la Corea
del Nord.
Holly, Paul, Bruce, Tom si
allenavano nei campi della New team con l’aiuto di tutta la squadra.
Holly era ancora molto arrabbiato con Patty. Fra i due si era creata una
frattura, dalla finale di campionato, che sembrava incolmabile. Lei ne soffriva
moltissimo e anche lui.
Anche Ed, Mark e Danny
continuavano ad allenarsi con l’aiuto della Toho.
Ed anche qui un cuore ferito urlava il suo dolore. Mark era diventato più cupo
di prima. Sempre più chiuso in se stesso e sempre più affranto ed infelice.
Danny, Ed, e tutti i suoi amici non l’avevano mai visto in quello stato. Quasi
ogni sera c’era qualcuno con cui litigava, con cui si batteva per le vie della
città… qualcuno con cui sfogarsi.
<<Mark continui a negare
l’evidenza dei tuoi sentimenti! Ti manca, ti manca da morire! Ti manca tutto di
lei. Ti manca il suo sorriso. Ti manca la sua dolcezza. Ti manca la sua forza e
la sua ironia. Ti manca il suo viso. Ti manca la curva delle sue spalle. Ti
manca il suo fisico intatto e sensuale. Non puoi far finta di niente! Non puoi
lasciarla andare senza aver rischiato per lei, senza aver lottato>>.
Mark il tuo cuore può colmare la distanza che vi separa?
- continua -