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Desclaimer: Capitan Tsubasa, Tsubasa, Wakabayashi,
Hiyuga e gli altri personaggi, sono proprietà di Yoichi Takahashi e della
Shueisha Inc. Tokyo e per la versione italiana Edizioni Star Comics. Questa
fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e
per quanti vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
Lacrime mai versate
By Sheria
Capitolo IV
Una
vita felice
“Forza James con quelle gambe
che ti sei rammollito...? Danny non smettere passa…!! Datevi da fare?!! Forza!
Così credete di riuscire a battere la New Team?”
Mark aveva ripreso gli
allenamenti con molto più vigore.
Chi fosse stato convinto che la
sua forza provenisse esclusivamente dalla sua rabbia, avrebbe dovuto
ricredersi… mai come allora, Mark sembrava forte e vincente! Una luce nuova,
una energia positiva e potente inedita in lui… anche il mister se ne rese conto
e ne fu felice…
Capì che qualcosa nella vita del
suo protetto era cambiato. Fu improvvisamente contento che lui non avesse fatto
la sua fine. E bevve un sorso dalla sua unica amica.. la bottiglia.
Tutti si erano accorti del
cambiamento del loro capitano. Il suo volto disteso, lo sguardo felice… e una
serenità così rara.
Maki lo osservava da bordo del
campo. Erano giorni che non si incontravano…
“Mark che ti è successo? Cos’è
quella luce?”
Eccolo… lì... lui era partito in
una sua tipica azione. I muscoli tesi, il volto tirato, tanta tenacia e forza
in quel fisico mozzafiato, in quella muscolatura poderosa… GOAL. Ed non riuscì
a parlarlo…
troppo forte, troppo veloce!!
“Bravo Mark! Bravo Mark!” si udì
la voce di un bambino…
David corse verso suo fratello e
gli saltò in braccio e lui l’abbracciò felice.
“Che ci fai tu qui? Piccolo
diavoletto?”.
I suoi compagni di squadra erano davvero stupiti, ma contenti, di assistere
quella scena. Lui si meritava tutto il bene possibile. Mark, infatti,
nonostante la sua ruvidità, si era rivelato un capitano generoso e leale… e
loro gli volevano bene.
“Siamo venuti a vederti!!”
“Siamo?..” Mark sollevò lo
sguardo e la vide. C’era Patty con in braccio Lucy, mentre Emily era attaccata
alla sua minigonna. Era bellissima!
“Chi è quella visione?” disse un
membro della squadra “..sono vivo?” si tirò un pizzicotto.
Tutti risero…
“Chi me la presenta?”…
”Figurati se una come quella si
interesserebbe ad uno come te?”.
Gli apprezzamenti e le battute
si sprecavano mentre Patty si avvicinava a bordo del campo.
Ed la vide arrivare… era più
bella che mai! Aveva una minigonna nera molto corta con coordinato un top nero
ricamato, che metteva in risalto il suo candore, la sua pelle bianca e
profumata e la bellezza dei suoi seni perfetti.
Come avrebbe voluto
abbracciarla, amarla, farla sua… ma quei pensieri tanto carichi di desiderio
erano carichi di altrettanto dolore…
Sapere che ciò che ami di più,
ti deve essere negato,è terribile!
Si chiese come potesse Patty
dubitare della sua bellezza. In uno dei loro tanti discorsi, Patty gli aveva
confessato di non sentirsi bella, attraente… al contrario si sentiva il
maschiaccio che era sempre stata.
Mark le corse incontro, diede un
bacio sulla fronte della bambina e la prese in braccio. Lucy era tutta
infagottata nonostante il caldo dell’inizio dell’estate. La piccola non si era
del tutto ripresa. Aveva speso delle ricadute… ed era meglio che non prendesse
troppo freddo.
“Come mai siete venuti?”
“I tuoi fratelli non riuscivano
a stare fermi un attimo… Volevo che tua madre riposasse, almeno oggi che è
Domenica. Così è bastato assicurargli che saremo venuti a vedere il grande
campione… che..” e rise.
“Avete fatto bene!” Mark era
felice di vederla.
Maki guardava quella scena sconfitta dal suo dolore. Il suo cuore ferito,
deluso, morto… ora aveva compreso. Era lei la causa di quel cambiamento!!
Quella ragazza.!!!
Lei aveva notato come il volto
di Mark si era illuminato nel vederla… di come le era corso incontro noncurante
degli allenamenti…
“Oh mio dio l’ho perso per sempre!”
“Maki!” la voce di Danny la
riportò alla realtà.
“Perché non me lo hai detto
Danny?.. perché… perché non mi hai detto di lei?”
“Cosa avrei dovuto dirti?… Lei
sta riuscendo lentamente a restituire a Mark la gioia di vivere, di amare… cosa
potevo dirti?”
“Hai ragione.. non è colpa tua..
solo mia.. mi sono illusa per tanto tempo che il mio amore per lui bastasse a
renderlo felice. Invece … lui doveva ancora incontrare la donna del suo
destino… Eh si!!
perché noi siamo tutti anime a
metà…” sorrise stentatamente
“…siamo incompleti e soli… fino
a quando non riusciamo a trovare la metà che ci completa… che ci rende uno. Ed
io non ero quella di Mark!” Danny abbracciò l’amica.
“ED posso tirare…in porta…?”
chiese David.
“Ma certo piccolino.. dai!!
facci vedere che sei più bravo di tuo fratello!!”
Intanto tutti i membri della
squadra si erano avvicinati alla coppia a bordo campo…
“Ciao… piacere io sono Patty!”
disse sorridendo a quei ragazzi che continuavano a guardarla incantati.
James, il più esuberante fra loro, si avvicinò le cinse le spalle e
maliziosamente disse
“Oggi è stata davvero un
domenica incredibile, la più bella della mia vita... ho incontrato una dea!!”
A quella frase, ma soprattutto a
quel tocco, Patty arrossì vistosamente, ma in lei vi era anche un senso di
fastidio per quell’abbraccio non desiderato.
“Lasciala!!” tuonò Mark.
Lui si ritrasse intimorito
“Scusami non volevo essere invadente” ammise.
“Non preoccuparti!”rispose lei
felice dell’intervento di Mark…
Vi fu qualche attimo di
imbarazzante silenzio, nei quali i ragazzi temevano una sua reazione ai loro
commenti precedenti… nessuno di loro avrebbe mai osato offendere la sua
ragazza.
“Battete la fiacca!!! I miei
compagni della New team… saranno certamente più allenati di voi!” disse lei
allegra, spezzando quella tensione.
“New Team??”
“Patty ha ragione! Muovetevi…”
urlò dal fondo campo il mister. Lui l’aveva riconosciuta e lei lo salutò con un
cenno della mano.
Mark diede la bimba a Patty.
“Mark… sei lento sulla fascia
destra!” disse seria.
“Cosa?” disse lui arrabbiato.
Tutti si girarono verso di loro.
“Non guardarmi con quegli occhi
spiritati!! Ho detto solo la verità…!!” continuò lei sicura e divertita.
“Se al posto del tuo difensore
ci fossero stato Tom o Paul … non saresti arrivato a fare quel tiro”.
“Oh mio Dio ora vedremo la
carneficina di una bellissima ragazza!” disse ironicamente James portandosi la
mano sugli occhi.
Invece Mark la fissò, e stupendo
tutti, le chiese il motivo.
“Mark… sei lento e prevedibile
sulla fascia destra… porti il pallone dalla destra alla sinistra sempre nello
stesso modo, è facile intuire sia i tuoi passaggi che il tuo dribbling. Sul
tiro non hai problemi sempre se riesci a farlo!!!… Sulla fascia sinistra c’è
Danny che ti aiuta in un gioco a due, ma sulla destra sei solo…”
“Ha ragione!!” la sostenne Ed.
Poi si avvicinò al suo orecchio
e gli disse sorridendo “Ti consiglio di dribblare sempre di sinistro fino a
quando non ne sarai padrone e giocare di intuito”.
Come era caldo il suo fiato sul
collo?
Gli allenamenti continuarono
ancora per un paio d’ore.
“Ragazzi che ne dite se poi
andassimo in spiaggia… a rilassarci? E' Domenica!!” propose Danny.
Un coro generale accettò
allegramente quella proposta... eccetto Maki che preferì andare via fuggendo da
quella realtà che non avrebbe voluto vedere.
La spiaggia era bellissima al
tramonto. Una leggera brezza aleggiava quasi sfiorando i loro corpi.. Il sole,
con i suoi raggi color ambra, si rifletteva sulla loro pelle scoperta.
Alcuni dei ragazzi si erano
fatti raggiungere dalle loro fidanzate e rimanevano abbracciati a fissare il
sole rispecchiato nel mare.
Altri si erano sdraiati per
godersi un po‘ di meritato riposo.
Ed e Mark, con Lucy addormentata
fra le braccia, erano seduti vicino ad uno scoglio e guardavano Patty che giocava
con David ed Emily… Loro felici si rincorrevano sulla spiaggia.
“No..non mi prenderete!! Dai
David vediamo se ci riesci… corri Emily”
Patty era stupenda ed
immensamente serena... Anche lei non si sentiva così da tanto tempo.
Quel mese le aveva fatto bene.
Anche lei stava volutamente ignorando quelle sensazioni stupende, quella
familiarità che quel posto, e quelle persone, le regalavano...
Poi finalmente la presero e si
rotolarono sulla sabbia.
<<Oh Mark… guarda la tua
felicità… è lì … solo a pochi passi da te! E’ lei…>>
Ed continuava a pensare a loro
insieme..
Intanto Mark continuava a farsi inebriare da quello splendido gioco di emozioni
che quella visione stava suscitando in lui… ma troppa era la paura di
soffrirne.
Cercava disperatamente di non
razionalizzare.. di non ammettere a se stesso che tutta la sua felicità
dipendeva da un nome…Patty… da un emozione… Amore.
“Ed… devo chiederti una cosa!”
“Dimmi Mark…” <<spero che
non me lo chieda.. ti prego Mark non farlo?>>
“Cosa provi per lei?”
<<Lo hai fatto! Devo
rimanere calmo!! Non posso tradirmi. Se mi agito… se lo guardo… se nego
vistosamente… lui capirà… e so che non riuscirebbe più ad ammettere i suoi
sentimenti per non ferirmi… non riuscirebbe più ad andare incontro alla vita…
all’amore.>>
“Io le voglio molto bene… Mark”
parlava lentamente senza eccessivo trasporto, ma neanche con indifferenza
“Non credevo che fosse possibile diventare amico di una ragazza… tanto meno di
una ragazza bella come lei!”
“Si è molto bella!”
<<La tua prima ammissione
Mark!>>
“Già…! Il rapporto che si è
creato fra noi è bellissimo, unico, è la mia migliore amica, una sorella,
credo! Non credevo di poter provare questo per qualcun altro oltre te e Danny!
Invece sono riuscito a parlare di me con lei, ad aprirmi. Lei è speciale! Mi fa
sentire bene!”
“Già!”
<<Un’altra ammissione Mark… ti ascolti?>>
Mark non lo guardava, ma sentiva
che le sue parole erano sincere e dettate dal cuore.
In fondo lo erano!
Ed considerava davvero Patty una
sua amica, ma accanto a quel sentimento ne era nato un altro… molto più forte
ma anche più doloroso.
“Fra una settimana andrà via… riuscirai a mantenere questa amicizia?”
“Si..lo farò. Non potrei
perderla ora!”
Questo era il punto! Ed avrebbe
potuto continuare a sentirla… Lui e Patty erano amici, parlavano scherzavano,
giocavano… In qualsiasi momento avrebbe potuto chiamarla… lui no!
Il cammino di Mark verso una
vita <<felice>> era molto più complicato di quello di Ed.
Lui aveva costruito intorno a se
troppi muri, troppe barriere… troppo dolore era stato tenuto dentro… Sebbene
grazie a lei la sua vita sembrava essere posta ad una svolta, lasciarsi andare
richiedeva troppo coraggio.
I sentimenti di Patty potevano
ferirlo più di tutto il resto. Se lei non avesse ricambiato… se quella distanza
fosse aumentata… lui sarebbe stato perso di nuovo e forse per sempre!
Forse per questo aveva preferito
ignorare i segnali chiari del suo cuore…
Quella serenità, quell’ansia,
quel bisogno di incrociare il suo sguardo e la gioia quando lei gli donava un
sorriso.
La loro convivenza si era
arricchita di gesti silenziosi ma che esprimevano qualcosa che mille parole non
avrebbero potuto spiegare.
La mattina svegliarsi ed
incontrarla… sorprenderla assonnata e tenera, imbronciata o stanca… e sentire
che ad ognuna di quelle espressioni corrispondeva un battito del suo cuore… che
ora non batteva e basta… gemeva… amava!
Tornare dagli allenamenti e
guardare il suo viso accogliente che gli dava il benvenuto e cenare lì vicini…
senza parlare solo sfiorandosi… mai un tocco, mai un abbraccio, ma una parola
in più…
E poi le lunghe notti a vegliare
Lucy con lei, pur di non svegliare la madre… bisbigliare i loro nomi… Leggersi
a vicenda nel cuore la preoccupazione, l’affanno e poi la gioia per la sua
guarigione…
Era questa la vita felice?
Ed ora che ne aveva avuto una
breve illusione, che l’aveva assaporata così brevemente, come avrebbe potuto
rinunciarvi?…
Cosa avrebbe fatto una volta che
lei fosse andata via?
- continua -