Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 

Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….

 

 

 

ARRIVA BRA.

By Aresian

 

 

Parte II

 

 

Sono passati due mesi da quando Bulma ha scoperto di aspettare il secondo figlio. La prima a saperlo era stata Chichi entusiasta all’idea almeno quanto la mamma stessa.

“Sono felicissima per te, Bulma. E dimmi, Vegeta come l’ha presa?” chiese curiosa.

Il sorriso di Bulma divenne ancora più dolce.

“Anche se non lo dimostra apertamente è contento” disse tranquilla.

Chichi non lo voleva mettere in dubbio ma come avrebbe reagito il fiero saiyan se a nascere fosse stata una femmina? Dopo qualche esitazione lo chiese all’amica.

“Ho già affrontato l’argomento con lui e mi ha detto che non ha importanza. Un’erede maschio c’è già”.

Felice di sapere questo Chichi si rilassò. Goku aveva ragione, Vegeta era davvero cambiato. Il suo piccolo Goten era entusiasta degli allenamenti che gli faceva e Bulma non era mai stata così radiosa come in quei giorni. Evidentemente questi saiyan erano davvero speciali.

“E dimmi, Trunks come ha preso la novità” le chiese maliziosa. Il problema del fratello minore aveva creato qualche gelosia in Gohan.

“Bhe. Per il momento è entusiasta all’idea di avere un fratellino o una sorellina. Vedremo” rispose Bulma sorridendo. Chissà perché sospettava che ci sarebbero stati dei problemi.

Stavano ancora amabilmente conversando quando Vegeta entrò nella stanza. Ogni volta che vedeva quelle due donne insieme aveva la spiacevole sensazione che stessero spettegolando di lui.

“Buon giorno, Vegeta” lo salutò tranquillamente Chichi.

“Buon giorno” bofonchiò il saiyan scontroso prima di prendere una bottiglia d’acqua dal mobile bar e avviarsi verso il giardino.

“Tesoro?” lo trattenne la moglie.

“Che c’è?”.

“Chichi e Goku ci hanno invitati a trascorrere con loro e le nostre famiglie il week-end al mare” gli spiegò la donna.

Vegeta si volse a guardare la moglie.

“E’ da un po’ di tempo che non facciamo una rimpatriata. Vista la stagione credo che una gita al mare sia l’ideale per stare in compagnia e all’aria aperta. Verrete vero?” gli chiese Chichi cordialmente.

Vegeta era piuttosto reticente ma lesse negli occhi di Bulma quanto lei desiderasse andarci.

“Ci saremo” sentenziò prima di andarsene.

Qualche ora dopo Chichi fece ritorno a casa con due notizie importanti da riferire al marito. La futura nascita di un altro saiyan e la partecipazione degli amici alla gita.

 

“Accidenti” brontolò Bulma guardandosi allo specchio. La gravidanza cominciava a rivelarsi e il costume che tanto le piaceva le stava decisamente troppo stretto.

“E adesso cosa mi metto?” pensò contrariata. Il letto era semisepolto da prendisole, parei e costumi da bagno ma a quanto pareva Bulma non riusciva a decidersi su cosa avrebbe indossato.

In quel momento fece irruzione nella camera un eccitatissimo Trunks.

“Mamma, guarda come sto bene con questo costume. Scommetto che farò morire d’invidia Goten” esclamò il bambino rimirandosi nello specchio.

“Ma certo, tesoro” gli rispose affettuosamente la madre carezzandogli i capelli.

“Allora. Andiamo?” fu l’esasperata frase che uscì dalle labbra di Vegeta.

Bulma si volse verso la porta. Il marito, con espressione annoiata e un po’ perplessa, stava osservando il caos di vestiti che regnava nella stanza.

“Aspettaci in cortile, Trunks” disse severo al figlio.

“Subito, papà”. Con la stessa rapidità con la quale era piombato nella stanza poco prima, il piccolo sparì.

“Non sei ancora pronta?” le chiese contrariato il saiyan.

“Il fatto è che non c’è più niente che mi vada?” sbuffò Bulma.

“Non hai la roba di quando aspettavi Trunks?” le chiese il marito, tentando di venirle in aiuto.

“Vegeta, ma quei vestiti sono del tutto fuori moda” esclamò allibita la donna.

Cielo, quante storie per due stracci da indossare. Non avrebbe mai capito le donne e la loro mania di cambiare abito ogni dieci minuti.

“Fa come ti pare, basta che ti muovi. Sono stanco di aspettare” le disse andandosene.

Rassegnata, e leggermente irritata dall’atteggiamento del compagno, la donna si avviò verso il birò per prendere un vecchio costume della precedente gravidanza. Fu così che scoprì un pacchetto ben confezionato. Strano, non lo aveva mai visto. Incuriosita lo aprì. Conteneva un costume intero di una taglia in più rispetto alla sua. Era tigrato sul davanti e nero sul retro con una generosa scollatura sul retro fin quasi ai reni. Lo indossò. Le stava alla perfezione. Che fosse stato Vegeta a prenderglielo? Le sembrava pressocchè impossibile, lui non era tipo da regali, forse era stata sua madre. Comunque fosse, adesso aveva qualcosa da mettere.

 

Era realmente una giornata fantastica e i nostri amici si stavano divertendo molto. Trunks e Goten non facevano altro che sguazzare nell’acqua o rincorrersi sulla sabbia. Gohan e Videl si comportavano come fanno tutte le copie di sposini, se ne stavano un po’ appartati. Goku sembrava più bambino dei ragazzini.

“Ragazzi, tra poco si mangia. Bulma, Videl vi spiace darmi una mano?” esclamò Chichi ad un certo punto.

“Ma certo”.

Vegeta si era tuffato dalla scogliera e nuotava tranquillamente al largo. Incredibile ma vero, si stava rilassando. Le strilla dei ragazzi che stavano lottando nell’acqua con Goku giungevano sino alle sue orecchie. Quel Kaharoth, pensò vagamente divertito. Prese un lungo respiro e si immerse.

“Smettila, Trunks. Così non vale” obiettò Goten tentando di non farsi sommergere dall’amico.

“Basta così ragazzino” commentò ridendo Goku prendendo Trunks per le braccia e sollevandolo dall’acqua.

“Sei scorretto. Lasciami andare?” gridò il ragazzino dibattendosi. Goku rideva di gusto quando improvvisamente qualcuno lo trascinò sott’acqua facendogli bere una buona dose di acqua di mare.

Quando riuscì a riemergere annaspava.

“Ma cosa diamine…?” iniziò a dire confuso, quando riconobbe il viso ironico di Vegeta a due metri da lui.

“Vegeta” esclamò sorpreso.

“Lo scontro era impari, Kaharot. Ora siamo due contro due” esclamò quest’ultimo avvicinandosi al figlio. Trunks non credeva alle sue orecchie sarebbe stata la prima volta che suo padre accettava di giocare e non di combattere con lui.

“Ben detto, papà” esclamò entusiasta.

I quattro diedero vita ad una vera e propria lotta acquatica senza esclusione di colpi.

Bulma e Chichi li osservavano dalla riva. La moglie di Goku notò che l’amica li guardava con gli occhi luccicanti di lacrime. Erano chiaramente lacrime di gioia.

Nel pomeriggio il caldo calmò i nostri amici che si dedicarono al riposo o alla lettura. Trunks e Goten stavano costruendo un bellissimo castello di sabbia, non senza divergenze di opinione sulla forma da dargli. Vegeta si era addormentato sotto l’ombrellone accanto a Bulma che conversava tranquilla con Videl e Chichi.

Improvvisamente Chichi e Videl furono sollevate di peso dai rispettivi compagni che ridendo corsero verso il bagnasciuga e ignorando le loro grida di protesta le gettarono in acqua.

Bulma sorrise divertita, le due donne riemersero con un’espressione inferocita dipinta sul viso.

“Goku? Giuro che questa me la paghi. Vieni subito qui?” gridò Chichi uscendo dall’acqua e correndogli dietro. Videl fece prima. Spicco il volo e si fiondò sul marito atterrandolo sulla spiaggia.

“Come hai osato?” gli disse senza fiato.

Tutte quelle grida aveva finito con lo svegliare Vegeta. Questi osservò perplesso le evoluzioni delle due coppie.

“Forza, Chichi. Fagliela vedere?” la incoraggiò Bulma, alzandosi in piedi.

“Se ti prendo giuro che ti faccio bere tutta l’acqua del mare” minacciava intanto Chichi.

“Andiamo, tesoro. Stavo solo scherzando” cercò di difendersi Goku.

“Vegeta!” esclamò improvvisamente Bulma aggrappandosi al collo del marito, che l’aveva appena sollevata tra le braccia.

“Mettimi subito giù. Sei diventato matto?” strillò Bulma spaventata vedendolo avvicinarsi pericolosamente alla riva.

“Come hai detto?” le chiese sornione il marito.

“Mettimi giù” ripetè la donna. Questa poi. Non avrebbe mai immaginato che Vegeta seguisse l’esempio degli altri due saiyan. Non era possibile.

“Donna. Dovresti saperlo ormai, io non prendo ordini da nessuno” le disse l’uomo entrando in acqua.

“Ti ho detto di mettermi giù” esclamò arrabbiata la donna. Ancora quell’atteggiamento arrogante, non lo sopportava quando faceva così. Solo dopo si rese conto dell’errore che aveva fatto. Il sorriso sornione di Vegeta parlava chiaro.

“No. Ritiro tutto. Non osare lasciarmi andare…” ma non potè finire la frase perché il saiyan l’aveva effettivamente messa giù, ma in acqua.

Appena riemerse la donna lo fulminò con lo sguardo e poi iniziò a lanciargli contro tutta l’acqua che le riuscì di sollevare. Incredibile stavano giocando come bambini.

Perplessi Goten e Trunks osservarono i loro genitori sfidarsi in un’accanita battaglia acquatica.

Mentre si stavano preparano per rientrare Bulma non resistette alla curiosità e chiese al marito.

“Vegeta. Non è da te essere così espansivo in pubblico. Cosa è successo?”.

Neanche Vegeta sapeva cosa gli era preso. Sapeva solo che mai come quel giorno si era sentito in pace con se stesso. Gli era venuto del tutto spontaneo.

“Non si ripeterà più” le rispose però deciso.

La donna lo prese per un braccio “A me piacerebbe invece succedesse più spesso” gli sussurrò prima di allontanarsi.

“Ehi, amico” si sentì chiamare da Goku.

“Cosa vuoi?” gli chiese con il suo solito tono distaccato.

Goku aveva aspettato per tutto il giorno per congratularsi con l’amico per il figlio che stava aspettando e ora gli sembrava giunto il momento.

“Diventare padre ti ha fatto bene e non solo a te” disse volgendo lo sguardo verso l’amica d’infanzia. “Congratulazioni”.

Vegeta arrossì lievemente.

“Non riesci proprio a farti gli affari tuoi, vero Kaharoth?” gli disse contrariato ed imbarazzato.

Goku non se la prese e si allontanò.

 

Quella sera Bulma trovò il momento opportuno per chiedere al marito se sapeva come c’era finito il costume nel suo cassetto, ma questi le rispose che non ne aveva idea e non aveva tempo da perdere con sciocchezze simili. Così la donna chiese alla madre se era stata lei ad acquistarglielo ma lei le rispose che non lo aveva mai visto. Strano. Quel costume stava diventando un vero mistero. Chissà.

 

- CONTINUA -

 

By Aresian

 

Per opinioni e consigli per nuove ff, sempre bene accetti, potete scrivermi all’indirizzo: aresian@ciaoweb.it

 

 

 

TORNA ALL’”ELENCO CAPITOLI”