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Dragon Ball, Dragonball
Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di
Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction
è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti
vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
ARRIVA
BRA.
Sono oramai passati quattro anni da
quando Majinbu è stato sconfitto e da allora la Terra ha conosciuto un lungo
periodo di pace.
Goku e la sua famiglia vivono momenti felici. Il loro
figlio primogenito, Gohan è fidanzato con la bella ed energica Videl. Goten
frequenta con alterne fortune la quinta elementare mentre l’amico di sempre,
Trunks, frequenta la prima media e passa le sue mattinate a scuola e i
pomeriggi in palestra con il padre, mentre il simpatico Bu frequenta invece
indifferentemente la casa di Goku come quella di Bulma e Vegeta.
Era una fredda ma soleggiata
mattinata di Dicembre. Alla Capsule Corporation tutto procede come al solito.
Con un asciugamano negligentemente
gettato sulle spalle, Vegeta entra tranquillamente in cucina dove Bulma sta
preparando un’abbondante colazione.
“Buon giorno, tesoro. Siediti,
ancora un momento ed è pronto” lo accolse sorridendo la donna.
Il saiyan non se lo fece ripetere,
aveva una fame da lupi (e quando mai?!!!). In quel mentre il telefono squillò.
“Vegeta. Ti spiacerebbe rispondere
te. Io ho le mani impegnate” disse Bulma allungando il collo verso il
corridoio. Quella mattina i suoi genitori non erano in casa.
Anche se un po’ scocciato l’uomo
andò a rispondere.
“Pronto” disse con la sua voce
decisa.
“Vegeta?” chiese una squillante voce
femminile.
“No, sono un sosia” rispose
vagamente divertito, aveva capito di chi si trattava era sicuramente la
fidanzata di Gohan.
La risata cristallina della giovane
fu seguita da un “A quanto pare oggi sei di buon umore. Scusa il disturbo ma io
e Gohan volevamo sapere se questa sera resterete a casa. Volevamo passare a
trovarvi”.
Non che la cosa lo entusiasmasse ma
sarebbe stato scortese sbattere giù la cornetta.
“Bulma ci sarà senz’altro. Io non
credo” le rispose infine.
Il tono deluso, la giovane rispose
“Capisco. Passeremo alle nove, va bene?”.
“Va bene”.
Dopo averlo salutato la ragazza
riagganciò.
Vegeta rientrò in cucina con
un’espressione severa sul viso.
“Qualcosa non va, caro?” gli chiese
Bulma.
“Videl e Gohan passano stasera alle
nove” le spiegò sintetico.
Bulma comprese che la cosa gli dava
fastidio. Strano oramai era abituato alle visite di Gohan ed anche della
ragazza. Forse era solo di luna storta.
Quando arrivarono le nove, Bulma
aveva già risistemato la casa e messo in fresco delle bibite per i loro ospiti.
Nel corso della giornata la donna aveva lentamente messo in atto un’opera di
convincimento ai danni del saiyan che alle sette aveva finito col capitolare.
“D’accordo, ci sarò” aveva
bofonchiato prima di sparire nella doccia.
Puntualissimi, i due ragazzi
giunsero alla Capsule Corporation. Videl fresca e spigliata come il suo solito,
mentre Gohan sembrava stranamente nervoso.
“Prego, accomodatevi” li invitò Bulma.
Entrando nel soggiorno Videl notò
con piacere che alla fine Vegeta era rimasto in casa.
“Buona sera, Vegeta” gli disse
sorridendo.
Questi le rispose con un cenno del
capo.
“Allora, Gohan. Quando darai il
prossimo esame?” si informò Bulma.
“Tra due settimane. Spero vada tutto
per il meglio” rispose tranquillo il giovane.
“Ma certo che andrà bene. Sei un
ragazzo in gamba, ti sei sempre impegnato nello studio. Sta tranquillo”.
Ad un certo punto Bulma si rese
conto che i due ragazzi erano vagamente a disagio. Volse lo sguardo verso il
marito, anche lui se n’era accorto.
Vegeta si alzò dalla poltrona nella
quale si era sprofondato e con non curanza girò intorno al tavolo portandosi
dietro al giovane. Poggiando entrambe le mani sulla spalliera della poltrona si
chinò verso di lui.
“Andiamo, Gohan. Perché non ci dici
cosa avevi di così importante da precipitarti a casa nostra con tanta fretta?”
gli chiese sornione facendolo arrossire.
“Ecco… io…noi” farfugliò il giovane
confuso.
“Quello che Gohan sta cercando di
dire è che abbiamo preferito portarvelo di persona piuttosto che spedirvelo per
posta” gli venne in aiuto Videl.
“Portare cosa?” chiese incuriosita
Bulma.
La giovane estrasse dall’elegante
borsetta una busta che tese a Bulma.
Sorpresa la donna la prese tra le
mani sotto lo sguardo incuriosito del marito. Cominciava ad avere un vago
sospetto di cosa potesse contenere. Senza esitare la aprì e come si era
immaginata si trattava niente meno che di un invito di nozze.
Col cuore colmo di felicità per i
due ragazzi la donna si alzò dirigendosi verso i due giovani sorridendo.
“Congratulazioni, ragazzi. Verremo
senz’altro” disse raggiante.
Vegeta, che neanche lontanamente
immaginava di cosa si trattasse, le chiese stupito.
“Andare dove?”.
“Tesoro. Questo è un invito. Gohan e
Videl si sposeranno il mese prossimo”.
Vegeta rimase di sasso. Così il
primogenito di Goku avrebbe messo su famiglia.
Gohan si alzò in piedi e si volse a
guardarlo.
“Emh. Vegeta verrai vero?” gli
chiese serio.
“Io detesto le feste e i matrimoni sono
una bolgia di invitati e di schiamazzi”.
Bulma lo fulminò con lo sguardo ma
sapeva come fare a convincerlo “Hai perfettamente ragione caro” disse convinta
suscitando sorpresa nei due giovani “Ma sono anche l’occasione per abbuffarsi
di cibi squisiti e soprattutto abbondanti” gli ricordò maliziosa.
“Ti prego, Vegeta. Verranno tutti
non puoi mancare” insistette Videl, sapeva che Gohan ci teneva.
“Ci penserò” rispose infine il
saiyan per poi allontanarsi diretto verso il corridoio. L’uomo avvertiva a pelle
l’irritazione della moglie ed anche la delusione di Gohan. Giunto alla porta si
voltò e disse rassegnato “E va bene. Ci sarò. Ma scordati di vestirmi ancora
come un pinguino Bulma, chiaro?”.
Bulma soddisfatta gli rispose
prontamente “D’accordo, tesoro. Niente smoking ti vestiari come vuoi” tanto poi
lo avrebbe lo stesso convinto a vestirsi elegante.
L’ultimo dell’anno i nostri amici lo
trascorsero tutti insieme ad una bellissima festa organizzata da Bulma e sua
madre. Mancavano oramai meno di due settimane al matrimonio dei ragazzi e tutti
erano in fermento con i preparativi. Satan sembrava letteralmente impazzito e
avrebbe rischiato di invitare tutta la città se non lo controllavano.
La serata volgeva al termine e Bulma
stava salutando i primi ospiti che se ne andavano. Aveva appena chiuso la porta
quando improvvisamente avvertì un capogiro. Forse si era stancata troppo,
pensò. Comunque era da qualche giorno che si sentiva strana. Pensò che una
visita dal medico non le avrebbe fatto male.
Il giorno seguente il medico le
suggerì una serie di esami a conferma dei suoi sospetti. Se fossero stati
positivi voleva dire che era incinta. Emozionata la donna fece ritorno a casa,
ma non volle dire niente a nessuno, tanto meno a Vegeta. Se poi il medico si
fosse sbagliato? Meglio aspettare.
Finalmente il giorno del matrimonio
di Gohan e Videl era arrivato. In casa Kaharoth era il caos. Chichi non
riusciva a restare ferma un solo attimo preoccupatissima che qualcosa potesse
andare storto. Bu aveva il suo bel da fare a stare dietro ad un agitatissimo
Satan. L’unico che pareva tranquillo era Goku. Elegantissimo nel suo abito da
cerimonia Gohan andava su e giù per il corridoio seguito dal fratello minore.
“Svelti dobbiamo andare in chiesa.
E’ lo sposo che deve aspettare, sia mai che Videl debba restare sola
all’altare” urlò Chichi infilando la porta.
Nel frattempo, davanti alla chiesa
si è già radunata la piccola folla di invitati. Crili con C-18 e la figlia
Marron, Yanko con Pual, Oscar, Genio e tutti gli altri, compreso Vegeta
fasciato in un elegante completo giacca e pantaloni blu con appesa al braccio
una raggiante ed elegantissima Bulma.
“Guarda, tesoro. Osserva bene tutto
sarà come la prova generale per quando si sposerà nostro figlio Trunks” gli
disse la donna sorridendo.
A quella prospettiva il saiyan
sbiancò in viso. Non voleva neanche pensarci.
“Eccoli” gridò Crili emozionato
scorgendo Gohan e la sua famiglia.
Per quanto fosse sembrato strano ai
pochi estranei il testimone di nozze dello sposo era niente meno che Junior. Il
namecciano era rosso come un peperone durante la cerimonia.
I due giovani, Videl va detto era
bellissima e raggiante, si scambiarono i voti davanti ai loro amici e Vegeta
pensò “Ecco un altro saiyan che si inguaia”.
Durante il banchetto di nozze Bulma
avvertì nuovamente quello strano malessere.
“Scusate” disse agli altri “Devo
allontanarmi un attimo”. Nessuno le prestò attenzione più di tanto, tranne
Vegeta.
Bulma era strana in quei giorni, non
sentendosi tranquillo decise di seguirla. La trovò appoggiata alla parete del
bagno con la fronte imperlata di sudore. Preoccupato le si avvicinò.
“Tutto bene?” le chiese sollecito.
“Non è niente, Vegeta. Solo un
capogiro” in realtà si sentiva a terra.
Vegeta non si fece ingannare dal suo
tono rassicurante.
“Ti riporto a casa” disse deciso.
“Ma, Vegeta. E gli altri?”.
Contrariato l’uomo la fece sedere e
rientrò nella sala.
“Kaharoth” disse avvicinandoglisi.
“Sì, Vegeta”.
“Bulma si sente poco bene. Noi ce ne
andiamo. Non dire niente agli altri. Trunks può restare, mandamelo poi a casa”.
“Ma certo” disse prontamente il
saiyan. “Avete bisogno di qualcosa?”.
“A lei basto io” rispose secco il
saiyan. Goku non se la prese si vedeva che era in pensiero.
“Andate tranquilli e dille di
riguardarsi”.
Con un cenno di assenso Vegeta uscì
e presa la moglie tra le forti braccia si avvio rapidamente verso casa.
Vedendoli rientrare così presto la
madre di Bulma corse loro in contro.
“E’ successo qualcosa?”.
“Non è niente. Ho solo avuto un
capogiro ma Vegeta ha insistito per tornare a casa” la rassicurò la figlia.
“Tesoro, non è che ti sei stancata
troppo per dare una mano a Chichi e a Videl?” le chiese la madre porgendole un
bicchiere d’acqua. Il saiyan l’aveva sdraiata sul divano del soggiorno ed ora
l’osservava appoggiato al davanzale della finestra.
“No, mamma. Va tutto bene”
insistette Bulma.
“Sarà, ma forse sarebbe meglio
chiamare il dottore”.
Soprappensiero la donna rispose “Ci sono già stata”.
Quella frase suonò come un
campanello d’allarme per il saiyan che subitamente si avvicinò alla donna.
“Che significa, ci sei già stata? Mi
stai nascondendo qualcosa?”.
Con un sospiro rassegnato la donna
si rese conto che quel testone del marito non avrebbe smesso di tormentarla
finchè non gli avesse risposto.
“Per favore, mamma. Ti spiace
lasciarci soli?” chiese sorridendole.
La madre di Bulma, va detto, non è
mai stata un genio ma a pensarci bene sua figlia aveva già avuto in passato
sintomi di quel tipo e non si trattava di una malattia, anzi. Dandole una
carezza sul viso la donna si allontanò.
Bulma spostò la testa per poter
vedere il marito.
“Avrei preferito parlartene quando
ne fossi stata certa” disse stancamente.
“Parlarmi di cosa?”. Vegeta aveva
una spiacevole sensazione non è che stava per dirgli che era gravemente malata,
vero?
“Uffa, Vegeta. Non interrompermi
sempre. Mi rendi tutto più difficile”.
Il saiyan si risentì ma decise di
rimanere in silenzio.
“Non ho una malattia
incurabile.Contavo di dirti tutto questa sera, in privato e… in un altro modo”
aggiunse con una smorfia di disappunto. Vegeta stava per dirle di fare meno
storie e di parlare chiaro ma si ricordò che doveva stare zitto così lasciò
perdere, anche se la sua pazienza era già arrivata al limite.
Bulma prese la mano del marito e con
dolcezza se la posò in grembo lasciandolo perplesso.
“Vedi. Nel mio stato è normale avere
dei piccoli malesseri. Io aspetto un bambino. Il nostro secondo figlio” gli
disse con un dolce sorriso osservando la sua espressione seria lasciare il
posto all’incredulità.
“Vuoi dire che sei incinta?” chiese
sbigottito l’uomo. A tutto aveva pensato meno che a questo.
“Sì” gli rispose tranquilla. Vedendo
che però lui non diceva niente gli chiese confusa “Ti dispiace?”.
C’era una nota ansiosa nella sua
voce. Forse un figlio per lui era più che sufficiente.
Vegeta lesse l’insicurezza negli
occhi della moglie. Quella fragile donna, così debole fisicamente ma così forte
di carattere stava per dargli un altro figlio. Frastornato dalla notizia si
rese però conto che lei aveva bisogno di essere rassicurata.
“Da quanto lo sai?” le chiese per
prendere tempo.
“Da due settimane, ma ho avuto i
risultati del medico solo ieri sera e con i preparativi per le nozze o pensato
di rimandare tutto a questa sera quando fossimo stati da soli” concluse la
donna arrossendo lievemente.
Un figlio, un altro essere sangue
del suo sangue. Senza più esitazioni fece alzare la moglie e sollevandola tra le braccia la baciò con ardore sulla
bocca. Come sempre Bulma rispose con tutta la passione e l’amore che provava
per lui. Quando si staccarono gli chiese “Allora non sei arrabbiato?”.
Vegeta le sorrise, uno di quei rari
sorrisi che solo Bulma conosceva.
“Perché dovrei, mi stai dando un
nuovo erede. Piuttosto tu ne sei felice?” le chiese serio.
“Oh. Sì. Tantissimo” rispose la donna
con entusiasmo.
“Allora non c’è altro da dire”
concluse il saiyan soddisfatto. Poi senza aggiungere altro si avviò deciso
verso la loro camera.
“Cos’hai in mente, Vegeta” domandò
Bulma, ben sapendo cosa passava per la testa del focoso marito.
Vegeta non rispose ma giunto nella
stanza la distese delicatamente sul letto per poi sdraiarlesi accanto.
“A quest’ora Gohan e Videl staranno
festeggiando il loro matrimonio, noi dobbiamo festeggiare una nuova vita. E a
me è venuto in mente come” disse iniziando a baciarla sul collo mentre le sue
mani iniziavano lentamente e audacemente ad esplorare il suo corpo.
Sospirando di felicità, prima di
cedere al prepotente richiamo del saiyan la donna sorrise. Già, dovevano
festeggiare e quello pareva anche a lei il modo migliore.
- CONTINUA
–
by
Aresian
Per opinioni e consigli per nuove
ff, sempre bene accetti, potete scrivermi all’indirizzo: aresian@ciaoweb.it