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Desclaimer: Ryo Saeba, Kaori Makimura
e gli altri personaggi, sono proprietà di Tsukasa Hojo e della Shueisha Inc. Tokyo e per la
versione italiana Edizioni Star Comics. Questa fanfiction è stata creata senza
fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
A Christmas Carole
By EGLE
PREMESSA: Questa ff prende spunto dal
romanzo di Dickens 'A Christmas Carol'.
Era la vigilia di Natale.
Kaori si era assopita sul divano sotto una pesante coperta di lana, mentre
dalla televisione provenivano le immagini di "Night before Christmas
"di Tim Burton. Era stata una giornata terribile: Mary, una famosa
cantante, che loro dovevano proteggere, era stata aggredita dall'uomo che da
alcuni mesi la stava minacciando. Ryo era riuscito a fermarlo e a consegnarlo
nelle mani della polizia. Il suo partner aveva accompagnato Mary all'aeroporto,
ma Kaori si era rifiutata di andare con loro perché si sentiva incredibilmente
stanca e spossata, tanto da non provare neppure gelosia. Bel modo davvero di
passare la vigilia di Natale: niente cena con gli amici a casa di Miki, sebbene
le avesse telefonato più volte per convincerla a partecipare, niente regali
sotto l'albero, niente canti natalizi, niente Oh Oh Oh di Babbo Natale. Si era
ritrovata da sola, con una cioccolata calda e i programmi televisivi e alla fine
aveva ceduto alla stanchezza.
Ancora assonnata Kaori non riconobbe immediatamente il rumore che l'aveva
destata dal suo torpore.
'Una pendola?' pensò ' Non ci sono pendole a casa nostra.'
La ragazza credette di stare ancora sognando.
"Non è un sogno, mia piccola Kaori".
La sweeper si mise a sedere di scatto sul divano, stringendo un lembo della
coperta, come una bambina impaurita, e cercando disperatamente la sua pistola
con gli occhi. 'Un intruso in casa?'
Gli sembrava di conoscere quella voce profonda, quasi parlasse direttamente al
suo cervello, senza passare dalle orecchie. Guardò l'ora sull'orologio a muro:
le 2 e Ryo non era ancora rientrato. In televisione lo scheletrico Jack stava
cantando su un colle, che si deformava a mano a mano che procedeva, mentre la
sua innamorata lo spiava con occhi estasiati.
Dalla finestra provenivano i tenui bagliori della città addormentata sotto una
pesante coltre di neve.
' Forse stavo ancora sognando e penso di averla sentita davvero' pensò, facendo
scorrere lo sguardo nella stanza in penombra. Il volume della televisione si
abbassò di colpo.
Kaori credette di essersi seduta sul telecomando, ma si accorse che questo era
posato sul tavolino accanto alla tazza di cioccolata lasciata vuota per tre
quarti. 'Non aver paura, sorellina' disse la stessa voce, calda e rassicurante.
Un brivido percorse la schiena di Kaori non appena la ragazza si rese conto che
colui che le parlava non era altri che suo fratello. "Maki, sei tu? Dove
sei?" chiese.
Un'ombra lentamente prese forma dalle altre che affollavano la stanza e si parò
davanti agli occhi sbarrati della sweeper. Era davvero suo fratello, che la
guardava amorevolmente da sotto gli occhiali.
La bocca era distesa in un sorriso e le mani erano ficcate nelle tasche
dell'impermeabile.
Leggendo lo stupore sul viso della ragazza, il fantasma si avvicinò
ulteriormente al divano e cominciò a parlare
"Ho avuto la possibilità di parlarti un'ultima volta, sorellina, per un
motivo estremamente importante."
"Ma come? Io non…"
"Non ci è stato concesso molto tempo. Sono qui per avvertirti che tre
spiriti verranno a farti visita .Il primo si presenterà domani sera, all'una in
punto, il secondo la notte successiva alla medesima ora, mentre l'ultimo
apparirà la terza notte a mezzanotte. " "Io, non voglio incontrarli,
ho paura e …"
"Non aver paura di loro, Kaori, sono qui soltanto per darti una mano. Loro
possono indicarti la strada verso la felicità. Il tempo a nostra disposizione è
terminato, devo andare, ma ricordati che veglierò sempre su di te… qualunque
cosa accada."
"Maki… no… aspetta… non te ne andare, ti prego" ma il fantasma del
fratello stava già sparendo, inghiottito dalle altre ombre della notte.
"Ti voglio bene, Kaori"
"Anch'io te ne voglio, fratellone" riuscì a rispondere prima che
svanisse completamente.
Le lacrime cominciarono a riversarsi sul viso pallido della ragazza. Suo
fratello era tornato e l'aveva abbandonata di nuovo, ma era riuscita almeno a
dirgli addio. Le palpebre divennero incredibilmente pesanti e, cullata dal
tepore della coperta, Kaori scivolò lentamente nel sonno, appoggiando la testa
sul cuscino umido di lacrime.
Il dolce rumore delle campane che battevano
l'ora svegliò Kaori. L'1. Com'era possibile? Era certa di aver controllato
l'ora quando si era svegliata la prima volta ed erano le due. La televisione
era spenta e nella casa regnava il silenzio, intervallato soltanto dal rumore
di qualche automobile in strada. Stava per riaddormentarsi quando una luce
calda illuminò il salotto, accecandola momentaneamente. Non appena gli occhi
della sweeper furono in grado di aprirsi si posarono su uno strano personaggio.
Era piccolo come un bambino, ma il suo viso esprimeva una profonda saggezza,
propria delle persone molto anziane, evidenziata anche dai capelli bianchi. Indossava
abiti bianchi con dei fiori estivi sopra; in mano aveva un rametto di
agrifoglio.
"Sei tu lo spirito?" chiese Kaori debolmente.
"Sì, sono lo Spirito del Natale Passato. Dobbiamo andare "
rispose il nuovo venuto con voce calma, porgendo una mano alla ragazza.
"Andare? Dove?"
"Vieni con me e lo vedrai" disse lo spirito, conducendola verso la
finestra e poi sul davanzale.
"Non posso, cadrò!" esclamò Kaori ,aggrappandosi con tutte le sue
forze al braccio del suo accompagnatore e serrando gli occhi per la paura.
Quando li riaprì vide i tetti della città sotto di lei.
La neve cadeva ancora fitta, ma la ragazza si accorse di non avere freddo,
sebbene indossasse soltanto il pigiama e un paio di calzettoni. Distese le
braccia e fece finta di essere Peter Pan in volo verso la magica Isola che Non
c'è . Il paesaggio sotto di lei si modificava velocemente: le auto venivano
rimpiazzate da modelli più vecchi, molti ormai fuori produzione, i palazzi di
più recente costruzione scomparivano, lasciando il posto a edifici e cortili
persi nella memoria della sweeper.
"Oh mio Dio! Ma è la casa dove sono nata! " esclamò Kaori,
riconoscendo le mura e il giardino familiari. Dall'interno provenivano molte
voci , risate e musica natalizia.
"Sembra che ci sia una festa. Andiamo a dare un'occhiata più da
vicino" suggerì lo spirito, avvicinandosi a una finestra.
Kaori vide il salotto della sua vecchia casa pieno di gente allegra e
sorridente. Sotto il grande abete addobbato era schierata una moltitudine di
regali dai colori brillanti. Sopra il lungo tavolo erano disposti molti vassoi
strapieni di ogni prelibatezza, mentre nel camino scoppiettava vivacemente il
fuoco. Lo sguardo di Kaori si soffermò sulla coppia più bella della sala: una
bambina dal vestitino azzurro e dalle treccine rosse. che stava ballando
appoggiando i piedini su quelli di un ragazzo con gli occhiali. Erano lei e suo
fratello. Con una coppa di spumante in mano i suoi genitori li stavano
guardando pieni di affetto. La ragazza cominciò a piangere, appoggiando le dita
e la fronte sul vetro della finestra e mormorando alternativamente il nome di
suo fratello e quello dei suoi genitori. Quando la musica finì il padre di
Kaori alzò in alto il bicchiere e augurò a tutti i presenti buon Natale. Molti
si scambiarono baci e abbracci, mentre la bimbetta dal vestito azzurro corse
dalla madre chiedendole se poteva aprire i regali.
A un cenno affermativo di questa cominciò a scartare un pacchetto dal fiocco
giallo. Il viso della Kaori del passato s'illuminò di gioia quando poté stringere
tra le braccia una bambola con le gote rosse e i capelli scuri. Era coccolata e
vezzeggiata da tutti i presenti e la Kaori del presente si ritrovò a sorridere
e a piangere contemporaneamente assistendo a quella scena.
"E' ora di andare" le disse lo spirito.
"Non ancora, ti prego, lascia che veda la mia famiglia un'ultima
volta" lo pregò la ragazza.
"No, dobbiamo vedere un'altra famiglia" e lo scenario cambiò
repentinamente.
Una foresta aveva preso il posto della vecchia casa, non vi erano né neve né canti
di Natale.
La gente felice che ballava e cantava era stata sostituita da uomini stanchi e
sporchi con un fucile tra le mani.
Un fuoco scoppiettava al centro del gruppo, ma le fiamme non sembravano emanare
lo stesso calore di quelle del caminetto nella sala da ballo, anzi facevano
danzare ombre sinistre sui visi dei presenti.
Da sotto una tenda verde poco distante provenivano i lamenti di un uomo;
sembrava che patisse le sofferenze dell'inferno.
Kaori rabbrividì, sebbene non sentisse davvero il freddo.
"Dove siamo?" chiese la ragazza incredula.
"In un luogo dove l'amore e la felicità sono stati soppiantati da odio e
disperazione" rispose lo spirito.
In un angolo, intento la mangiare una zuppa di pane e acqua, era seduto un
ragazzino dai capelli neri .
Indossava una camicia logora, un paio di calzoni militari e un giaccone scuro
troppo grande per la sua taglia.
Aveva un coltello legato alla coscia destra e un fucile appoggiato di fianco.
Una mano era fasciata trasversalmente da una benda con diverse macchie di
sangue rappreso.
Sebbene fosse intimorita da quel luogo, Kaori si avvicinò con cautela al
ragazzo e si accucciò davanti a lui in modo da poter incrociare il suo sguardo.
Era Ryo. I suoi occhi non lasciavano trapelare la benché minima emozione,
mentre si portava il cucchiaio alla bocca. La scena di lei e di suo fratello
che ballavano ridendo si contrappose a quella che aveva davanti agli occhi. Si
sentiva estremamente fortunata per aver avuto così tante persone attorno che
l'adoravano, mentre il suo amato Ryo aveva passato gran parte della sua vita in
un ambiente ostile, lottando ogni giorno per la sua sopravvivenza, senza
conoscere il calore che l'amore poteva infondere nel cuore.
"Oh Ryo" mormorò la ragazza piena di tristezza.
Incredibilmente il giovane alzò il viso e piantò i suoi occhi scuri in faccia a
Kaori, che per la sorpresa scivolò a terra.
"Ehi Ryo, che ti succede? " chiese una voce alle sue spalle.
"Niente, mi era sembrato di sentire qualcuno che mi chiamasse"
rispose.
"Ci stanno attaccando" urlò qualcuno da qualche parte. In men che non
si dica si scatenò l'inferno. Centinaia di proiettili fendevano l'aria, alcuni
uomini erano stati feriti o uccisi e molti altri si disperdevano nella
boscaglia.
Ryo aveva già imbracciato il fucile e si stava guardando intorno in cerca dei
suoi compagni.
Kaori, terrorizzata, si era gettata a terra, coprendosi la testa con le
braccia.
"Stai tranquilla. Non possono farti del male" le disse lo spirito
avvicinandosi a lei.
La ragazza alzò la testa appena in tempo per vedere la schiena di Ryo che
spariva tra i rami ,mentre gli uomini che fino a pochi attimi prima stavano
mangiando attorno al fuoco, cadevano come frutti maturi. La foresta in fiamme
riecheggiava di spari e di urla strazianti. Kaori aveva paura per Ryo, il
ragazzo era ormai scomparso dalla sua vista, ma lo spirito la rincuorò
ricordandole che tutto quello che stavano vedendo era accaduto molti anni
prima, perciò Ryo se la sarebbe cavata; poi le disse che non potevano
trattenersi oltre.
Kaori si rimise in piedi e quando si girò si accorse che era di nuovo salotto
della sua casa a Tokyo.
La finestra era chiusa e lo spirito del Natale Passato era accanto al divano.
"Ho assolto il mio compito, ma prima di andarmene devo dirti ancora una
cosa ,Kaori: il passato è passato, è immutabile, ma dal passato si può sempre
imparare qualcosa, ricordatelo, mia giovane amica, pensa alla tua famiglia e al
calore che sapevano infonderti e ricerca quel calore nel presente e nel futuro.
Addio" e detto questo lo spirito scomparve, lasciando la stanza nelle
tenebre. La stessa stanchezza di prima s'impossessò del corpo della sweeper,
che si adagiò sul divano e sprofondò in un sogno senza sogni.
Anche questa volta fu destata dal dolce
scampanio delle campane.L'1. Kaori dopo un primo momento di smarrimento capì
che era giunta l'ora di un'altra visita.
Il secondo spirito era seduto su di un sofà e ai suoi piedi erano appoggiati
vari piatti con ogni genere di prelibatezza.
A differenza del primo, questo era un gigante, era più grande perfino di Umi
,ma i suoi occhi e il suo sorriso esprimevano solo gentilezza e bontà. In testa
aveva una corona di agrifoglio e in mano aveva una torcia.
"Sei tu il secondo spirito?" chiese Kaori.
"Sì. Io sono lo Spirito del Natale Presente. Tocca il lembo del mio
vestito, Kaori."
La ragazza obbedì e subito si trovò nel salotto di Miki. Sotto l'albero erano
rimasti soltanto due regali, gli altri, ormai scartati, erano abbandonati sul
divano e su alcune sedie.
La tavola era ancora imbandita e molti ballavano.
Miki , in piedi vicino a Umi, aveva un vestito lungo blu e i capelli raccolti
sulla testa.
"Grazie, tesoro, ti sarà costato un capitale " disse, rimirando un
braccialetto di oro bianco intorno al suo polso.
Il marito divenne tutto rosso e bofonchiò qualcosa di incomprensibile.
"La festa sembra riuscita perfettamente" aggiunse , intuendo il suo
imbarazzo. "Mi dispiace soltanto che Kaori e Ryo non siano potuti venire.
Vorrei proprio sapere quando quei due si decideranno a dichiararsi l'uno
all'altra. Non capiscono che continuando così non fanno altro che farsi del
male a vicenda."
"Conosci quello zuccone. Ha troppa paura di perderla per confessarle
tutto."
"Lo so , ma come si può essere impauriti dalla felicità?"
Il gigante sollevò le spalle in segno di risposta.
"Beh, per fortuna io ho te" concluse il discorso Miki, abbracciando
il marito e facendolo diventare rosso come un peperone. Kaori si allontanò e
fece scorrere rapidamente lo sguardo su tutta la sala e sugli invitati .Saeko e
Reika erano elegantissime e ballavano con i rispettivi accompagnatori.
Sembravano divertirsi un mondo. Complici forse alcuni bicchieri di vino di
troppo. Ma Ryo non era tra di loro.
Kaori cominciò a pensare che forse era ancora con Mary, anche se il suo volo
sarebbe dovuto partire già da un pezzo. Non sarebbe stata la prima volta che
una cliente si fosse innamorata del suo partner, ma sotto la sua vigile
sorveglianza, Ryo non aveva mai potuto approfittarne. O almeno prima di quella
sera. Si rimproverò per aver ceduto alla stanchezza e per non averlo
accompagnato. Come aveva potuto essere così sciocca?
Ma forse quella sera Kaori si era sentita veramente esausta non nel corpo ma
nell'animo: era infinitamente stanca delle sue continue liti e di soffrire a
causa della gelosia che provava per il suo partner.
Lo spirito si avvicinò alla ragazza sussurrandole " Non è come
credi."
Kaori si voltò verso di lui sorpresa e si ritrovò in un bar.
Era scarsamente illuminato e in sottofondo si sentiva musica country.
Il barista asciugava meticolosamente un piatto e due uomini sorseggiavano un
bicchiere di vodka silenziosamente. Kaori non riusciva a scorgere i loro volti.
Un terzo uomo era seduto a un tavolino in disparte. Nel suo sguardo Kaori poté
ritrovare la tristezza del ragazzino che aveva visto nel viaggio precedente in
mezzo alla foresta, tra morte e disperazione. La ragazza si avvicinò al suo
partner e prese posto nella sedia vuota di fronte a lui. Si sentiva in colpa
per aver pensato che lui potesse… che cosa? Tradirla? Non erano fidanzati e tanto
meno sposati, quindi lei non poteva pretendere che lui le restasse fedele.
Vederlo lì, però, la riempiva di amarezza, forse avrebbe preferito sorprenderlo
con l'affascinante Mary o con una delle sue tante amichette ,piuttosto che
vederlo con una bottiglia vuota di fianco e quell'espressione sul viso.
Soprattutto la vigilia di Natale. Il barista gli disse che stava per chiudere e
che doveva andarsene. Ryo si alzò dal suo posto senza dire una sola parola,
lasciò una banconota sul bancone e uscì. Kaori lo vide perdersi nell'oscurità
delle strade della città, con la testa bassa e la neve che lentamente si
depositava sui suoi capelli corvini e sulle sue spalle.
"Di certo sembra molto infelice" disse lo spirito alle sue spalle.
"Credo che sbronzasi non sia il modo migliore per passare la sera di
Natale "rispose la sweeper "Questo è un giorno speciale, si dovrebbe
trascorrere con le persone che si amano… non in un posto del genere"
"Anch'io sono della tua stessa opinione. Ma che ne diresti allora di
questa ragazza" disse lo spirito, indicando un'altra scena a Kaori
"Anche quella ragazza sembra molto sola"
"Già… lo penso anch'io" affermò Kaori, rimirando se stessa
addormentata sul divano, con la sola compagnia della fredda televisione e con
un fazzoletto zuppo di lacrime stretto in una mano.
"Non sembrano poi tanto diversi"
"Affatto"
"Ma forse, si può fare insieme ciò che non si riesce da soli."
Gli occhi di Kaori si posarono sul viso sorridente dello spirito, che la
guardava con benevolenza.
Sentiva le lacrime pungerle negli occhi, ma riuscì a ricacciarle indietro.
"Bene, non posso dirti altro. Il mio compito si limita a farti vedere le
cose, non a spiegartele. Devo andare. Buona fortuna, Kaori." "Buona
fortuna a te. E grazie di tutto."
La ragazza si ritrovò nuovamente nell'oscurità della sua casa.
Si sistemò la coperta sulle gambe e presto sprofondò nel mondo dei sogni.
Il solito rintocco delle campane la svegliarono.
Mezzanotte. La televisione era accesa, ma i programmi erano stati interrotti,
perciò l'apparecchio mandava un ronzio sommesso.
Il terzo e ultimo spirito prese forma dalle altre ombre della stanza. Era
incredibilmente alto e portava un lungo mantello nero con un copricapo, che non
lasciava intravedere né il suo viso né qualsiasi altra parte del corpo.
Kaori si alzò intimorita dal divano e chiese "Sei tu il terzo
fantasma?".
La figura non rispose.
"Sei lo spirito del Natale Futuro?" continuò la sweeper.
Il nuovo venuto non disse niente, ma una lunga e bianca mano, che ricordava
molto quella di uno scheletro, uscì dai vestiti neri per indicarle la direzione
verso cui proseguire. Il fantasma cominciò ad avanzare silenziosamente,
presumibilmente senza neppure toccare il suolo. Le gambe della ragazza
tremavano a tal punto che malgrado tutti i suoi sforzi non riuscì a seguire lo
spirito, che si fermò per aspettarla
Ci volle tutto il suo coraggio per raggiungerlo.
La portò di fronte a un palazzo poco illuminato con davanti un cartello con su
scritto "La Villa dei Ricordi".
Kaori aveva molta paura, ma si costrinse a proseguire dietro alla sagoma scura
attraverso i corridoi di quello che sembrava un ospedale o un ospizio.
A fatica deglutì quando lo spirito indicò la stanza numero 307.
Kaori, dopo aver varcato la soglia, si ritrovò faccia a faccia con un'altra se
stessa con almeno vent'anni di più.
Era seduta su una sedia a rotelle vicino alla finestra , con una coperta sulle
gambe.
Profonde rughe segnavano il suo viso e i capelli , raccolti in una treccia,
erano striati di bianco.
La cosa che maggiormente sconvolse la sweeper fu la vacuità dei suoi occhi:
erano privi di qualsiasi emozione, come se la sua anima avesse abbandonato da
parecchio il corpo, rimasto ,ormai, soltanto un involucro vuoto. Al dito
portava l'anello che le aveva regalato Maki.
Sul comodino era appoggiata la foto di lei e suo fratello e una foto di lei e
Miki.
Entrarono due infermiere che sorridevano.
"Come si sente oggi?" disse una delle due. La Kaori del futuro rimase
in silenzio.
"Le presento Kira. Da oggi sarà lei la sua nuova infermiera" proseguì.
"Molto lieta" disse la biondina appena presentata.
Dopo aver dato le medicine alla donna, le due ragazze uscirono e Kaori decise
di seguirle, dopo aver lanciato un'ultima occhiata all'altra se stessa.
"Da quanto tempo è qui?" chiese la nuova infermiera.
"Da molti anni."
"E non ha parenti?"
"Ha una sorella che vive negli Stati Uniti e un'amica che viene a trovarla
almeno tre volte alla settimana"
"Niente figli?"
L'altra scosse la testa in segno di diniego.
"Povera donna, ma cosa le è successo?"
"Una storia terribile. Era la partner di uno sweeper davvero molto in
gamba. Da quanto ho potuto capire pare che i due fossero pazzamente innamorati
l'uno dell'altra, ma che non se lo siano mai rivelati. Poi lo sweeper fu
ingaggiato per un incarico estremamente pericoloso e la signora Kaori rimase
gravemente ferita."
"E' da quel momento che è paralizzata?"
Kaori ebbe un sussulto. Paralizzata?
"Precisamente. E non ha più spiccicato una sola parola."
"E l'uomo? Che fine ha fatto?"
"Beh…" concluse l'altra scuotendo la testa.
"Vieni, là c'è bisogno di noi" esclamò, trascinando via la collega.
Kaori era riuscita miracolosamente a trattenere le lacrime. Si appoggiò allo
stipite della porta per sorreggersi.
Si voltò verso lo spirito, senza neppure provare paura, dicendogli "Voglio
sapere cosa è successo a Ryo"
La figura imboccò l'uscita e la portò in un posto ben noto a Kaori.
Una leggera pioggerellina cadeva sulle lapidi del cimitero mentre la ragazza e
il suo accompagnatore proseguivano nel loro viaggio.
La mano scheletrica dello spirito ricomparve dal mantello nero per indicarle la
tomba di fianco a quella di Maki. I piedi della sweeper si rifiutarono
ostinatamente di avanzare, ma alla fine la forza di volontà della ragazza ebbe
il sopravvento.
Gli occhi di Kaori si posarono sulla scritta che più di tutte al mondo temeva
di leggere su una lapide 'Ryo Saeba' .
Le date di nascita e di morte erano illeggibili.
La ragazza si accasciò a terra, dando sfogo a tutte le lacrime che aveva
cercato di trattenere.
"Com'è possibile? Come può essere successo? E' colpa mia. Sicuramente mi
devo essere cacciata in qualche guaio e lui…" disse.
Si volse verso lo spirito e gli chiese se tutto quello che lui le aveva fatto
vedere sarebbe accaduto veramente.
Il cappuccio piegò al testa in senso di assenso.
Kaori perse i sensi e scivolò sul terreno fradicio di pioggia.
Rinvenne nel tepore del suo divano.
Il film di Tim Burton stava incominciando proprio in quel momento.
I ricordi di quella sera si affollarono nella sua mente, come tante api intorno
all'alveare, ma tra tutte ne prese il sopravvento una : Ryo. Che cosa avevano
tentato di farle capire gli spiriti? Che se non avesse confessato il suo amore
al suo partner la loro sorte sarebbe stata terribile? Che poteva ritrovare
l'amore e l'affetto che aveva perduto con la morte dei suoi genitori e del suo
adorato fratello accanto a Ryo?
La ragazza sentì la chiave infilarsi nella toppa della porta d'ingresso.
Scattò in piedi all'istante.
'Basta con gli spettri. Basta con il passato e con il futuro. Ciò che conta è
soltanto il presente.
Grazie fratellone. Ora so cosa devo fare'.
Non appena la figura alta, con i capelli corvini e qualche fiocco di neve sulle
spalle entrò nel salone e accese le luci, Kaori corse verso il suo amato Ryo
con le lacrime agli occhi. Non le importava se lui sarebbe scoppiato in una
delle sue solite risate e se le avesse detto che gli interessavano solo le
belle donne e non gli uomini. Si aggrappò forte a lui e gli confessò quanto lo
amava e quanto era stata stupida a non rivelargli tutto molto tempo prima. Non
aveva trovato il coraggio di guardarlo in faccia mentre le parole si
riversavano fuori dalla sua bocca come un fiume in piena e le lacrime bagnavano
la maglia del suo partner. Lo sweeper la strinse tra le braccia, immergendo il
viso nei suoi capelli. Le sollevò il mento e le asciugò le guance
delicatamente. Avvicinò il suo viso in quello di lei e la baciò. Poi la portò
in camera sua…
Kaori si stava per addormentare con la testa
appoggiata sul petto nudo di Ryo quando l'immagine di lei su quella sedia a
rotelle le si ripresentò davanti agli occhi per dissolversi pian piano.
La medesima cosa capitò per la tomba di Ryo.
La ragazza mormorò un "grazie fratellone" e si lasciò scivolare nel
sonno.
FINE