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Desclaimer: Ryo Saeba, Kaori Makimura e gli altri
personaggi, sono proprietà di Tsukasa Hojo
e della Shueisha Inc. Tokyo e per la versione italiana Edizioni Star
Comics. Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro
piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
Amore per sempre I
By EGLE
PRIMA PARTE
(Inizia la missione)
Otto ore dopo erano su un elicottero militare che li stava
portando alla base da cui sarebbero partiti.
In realtà la missione avrebbe preso inizio da una portaerei situata a poco meno
di un centinaio di chilometri dalla base di B.B, anche se, come seppero in
seguito, non era rilevabile dal radar nemico, a causa di un nuovo
sofisticatissimo congegno .
Kaori teneva la mano di Ryo tra le sue e guardava fuori dal finestrino.
Aveva un brutto presentimento, ma tentava di non darlo a vedere.
Appena atterrati un ometto calvo con gli occhiali e l'uniforme militare li
raggiunse e strinse la mano a Ryo e a Umibozu. Li precedette in un lungo
corridoio senza finestre.
La base incuteva paura a Kaori che camminava silenziosamente di fianco a Ryo.
Arrivarono in una grande sala piena di monitor e molti tecnici che sembravano
indaffaratissimi.
Al centro era posto un tavolo ovale, a cui erano seduti tre uomini.
Sicuramente Ryo e Umi li conoscevano perché si avvicinarono per stringere loro
la mano.
Kaori si accostò a Miki, chiedendole se riconosceva qualcuno, ma l'amica scosse
la testa in segno di diniego.
Presto si misero a parlare della missione e le due ragazze si sedettero in
disparte ad ascoltare.
Il generale McBeal ,colui che dirigeva le operazioni, era un uomo alto, con i
capelli scuri e il naso aquilino.
Parlava lentamente, spostando lo sguardo alternativamente sui cinque sweeper e
gesticolando parecchio.
"Sarete dotati delle attrezzature più sofisticate che il governo degli
Stati Uniti e che gli altri paesi sono in grado di offrirvi. Raggiungerete la
base nemica che si trova esattamente qui " e a questo punto l'uomo segnò
con una bacchetta un puntino rosso su una mappa " con un M-37 (tutti i
nomi di armi o di mezzi di trasporto militare sono stati accuratamente
inventati o rubati da videogiochi dalla sottoscritta!) . Ognuno di voi avrà a
disposizione un Rail Gun 7, una Hj8 e una ricetrasmittente con cui può tenersi
sempre in contatto con noi.
L'agente infiltrato ha già lasciato la base e quindi cedo la parola a
lui."
Cominciò a parlare un energumeno, che a Kaori ricordò un gorilla, con i capelli
biondi
"Quando sarete laggiù dovrete sempre ricordare che B.B è un pazzo, uno
psicopatico, ma non è uno stupido.
Questa è la mappa della base nemica " e mostrò tre piantine, cominciando a
spiegare quella più a destra
"il piano 7g è dove gli scienziati…" Kaori era stanca per il viaggio
e si appisolò sulla sedia.
Si risvegliò mentre lo stesso uomo stava dicendo "La bomba può essere
trasportata facilmente in una valigia o in uno zaino, quindi dovrete portarla
con voi quando tornerete. Non tentate di…" e si perse in un mucchio di
dettagli tecnici che Kaori non capiva. Si accorse che aveva addosso la giacca
di Miki, così si girò verso la ragazza "siamo in piena estate ma qui fa un
freddo pazzesco. Che ne dici di andare di fuori a prendere un po' di
sole?"
Quando furono sole sul ponte Miki cominciò a chiederle spiegazioni riguardo
all'anello in tono scherzoso "Beh finalmente quel cascamorto si è deciso e
stanotte…" rispose Kaori imbarazzata "Beh è stata la più bella di
tutta la mia vita, peccato che…" "Lo so, amica mia " e non
dissero più nulla, rimasero lì abbracciate cercando nell'altra un po' di
conforto. Ormai era calata la sera. La missione sarebbe cominciata ventiquattrore
più tardi per dar modo ai cinque sweeper di studiare le mappe della base nemica
e di prendere dimestichezza con le armi in dotazione.
Dopo cena si ritirarono nelle cabine a loro assegnate.
Sebbene fossero in alto mare la nave restava perfettamente immobile dato le sue
dimensioni.
Kaori era davvero molto stanca e Ryo si offrì di farle un massaggio alla
schiena.
Decisero tacitamente di non parlare di quello che sarebbe potuto succedere il
giorno seguente.
Si amarono teneramente per gran parte della notte, rimpiangendo di non aver
vissuto appieno ogni istante del loro amore.
Il giorno seguente trascorse tra i preparativi per la
partenza.
Oltre a Kaori e a Miki c'era un'altra donna, moglie dello sweeper con una
vistosa cicatrice sulla tempia.
Jenny , questo era il suo nome, era al sesto mese di gravidanza e non faceva
che piangere.
Purtroppo Kaori non poteva trascorrere molto tempo con Ryo , così in uno dei
rari momenti "asciutti" le si avvicinò per fare un po' di
conversazione
"Ciao, io mi chiamo Kaori, posso sedermi?" chiese indicando la sedia
accanto alla ragazza.
Aveva lunghi capelli biondi e un visetto da bambina, anche se doveva avere
all'incirca l'età di Kaori.
Incoraggiata dalla comprensione di Kaori, la ragazza cominciò a raccontarle che
lei e Stu - Kaori pensò che fosse il diminutivo di Stuart- si erano conosciuti
tre anni prima; i suoi genitori erano gli editori di un giornale molto in vista
ed erano stati assassinati per certi articoli che avevano pubblicato. Suo
fratello aveva ereditato il giornale e aveva continuato l'opera dei suoi
genitori, Stu era stato ingaggiato per proteggerlo e così si erano innamorati.
A lei non piaceva il mondo in cui viveva suo marito - si erano sposati un anno
prima- ma per amor suo si era adeguata.
Quando aveva scoperto di essere incinta aveva fatto i salti di gioia,
soprattutto perché aspettava due gemelli e a lei piacevano i bambini, era
addirittura maestra d'asilo.
Stu era così contento che aveva deciso di lasciare per sempre il suo lavoro di
sweeper e dedicarsi a qualcos'altro.
Il loro sogno era quello di avere una fattoria e di allevare cavalli e bambini
(il tipico sogno americano!), ma i soldi scarseggiavano e così aveva deciso di
accettare l'incarico.
A questo punto era scoppiata di nuovo in lacrime e Kaori non poté fare altro
che consolarla.
Ben presto il sole morì nelle fredde acque dell'oceano e
dopo un pasto frugale i cinque sweeper erano pronti a partire.
Jenny si era sentita male ed era stata portata priva di sensi nell'infermeria
della nave.
Sia Miki che Kaori si sforzavano di non piangere, ma il dolore era così grande
che tutta la loro tristezza usciva dai loro occhi senza che se ne accorgessero.
Ryo indossava un completo nero, la Python, sebbene fosse antiquata rispetto
alle armi date loro in dotazione, era al suo solito posto nella fondina. Umi
aveva un bazooka enorme agganciato alla spalla e un coltello a doppia lama
seghettata, stile Rambo, allacciato alla gamba destra.
Ryo si avvicinò alla sua socia e le accarezzò una guancia sorridendole
"Ti ho promesso che tornerò e non intendo tradire la fiducia di una bella
donna, perciò non preoccuparti, d'accordo? "
Kaori abbracciò Ryo e nascondendo il viso contro al suo petto gli chiese di
stare attento e di coprirsi sempre le spalle
"ehi, l'allievo che dà i consigli al maestro!" la canzonò lui
"Ricordati che io ti amo Kaori, niente e nessuno potrà dividerci."
.Dopo averla baciata, si voltò in direzione dell'elicottero pronto a partire e
le sorrise da sopra una spalla dicendole "Ci vediamo domattina!"
Kaori ebbe il presentimento che non l'avrebbe più rivisto.
L'elicottero era l'ultimo ritrovato della tecnologia
bellica: assolutamente silenzioso e invisibile ai radar.
Con le ricetrasmittenti che agivano su un campo d'onda alquanto esteso i cinque
sweeper potevano mantenere il contatto con la base americana. Kaori e Miki
avevano ottenuto il permesso di assistere alle trasmissioni radio ed erano
sedute in disparte nella sala comandi. Umibozu pilotava l'elicottero e
comunicava saltuariamente qual era la loro posizione.
Prima che giungessero a destinazione, Jenny prese posto vicino a Kaori, aveva
gli occhi rossi e con una mano si massaggiava il ventre.
"E' meglio che tu vada a riposare, cara, hai bisogno di tranquillità nelle
tue condizioni" le suggerì Kaori.
"Lo so che voi avete paura che da qui io possa sentire la morte di mio
marito, ma io…" e naturalmente ricominciò a singhiozzare. Miki si alzò e
la prese dolcemente per mano dicendole "Perché non andiamo a prendere una
boccata d'aria fresca? Kaori ci chiamerà se succede qualcosa".
Al gesto affermativo di Kaori, Jenny si lasciò portare sul ponte docilmente.
"Abbiamo avvistato la base nemica. Siamo a bassa quota. Cerchiamo la
piattaforma indicataci dal nostro infiltrato. Passo." "Cercate di
sfruttare a vostro vantaggio l'effetto sorpresa. Passo." "Roger"
(ho sentito in un film di Mel Gibson che i piloti dicono Roger al posto di sì.
Non so se si usi ancora, però mi è sembrato "più tecnico" metterlo!).
Kaori corse fuori dalla stanza con il cuore in gola.
Stavano per attaccare.
Doveva avvertire immediatamente Miki.
Trovò l'amica sul ponte, sola, con gli occhi fissi sull'immensa distesa d'acqua
scura.
"Miki, ci siamo, ma dov'è Jenny?"
"L'infermiera le ha dato un sedativo per calmarla."
La sala controllo era in fermento, molti uomini in divisa si avvicendavano ai
microfoni e ai computer.
Dalle trasmissioni provenivano frasi smorzate, un gran fracasso di colpi di
pistola e di mitragliatore.
"Hanno ferito Rex" . al suono della voce di Ryo Kaori sussultò.
"Non è grave. Lo aiuto a mettersi al riparo e poi proseguo."
"Sono in troppi, non ce la faremo mai a farli fuori tutti"
"Ho fatto saltare la zona C1"
"Anche il piano TH8 è sistemato"
Kaori non piangeva più, ma era estremamente tesa e stringeva convulsamente la
mano di Miki.
"Ho preso la bomba.
Ripeto : ho preso la bomba" questo era il marito di Jenny.
"Ryo, dalla scala…" poi la comunicazione fu interrotta.
Kaori emise un gemito soffocato.
Cosa stava succedendo?
Forse Ryo era stato ferito o peggio.
Non ebbe il tempo di perdersi nelle sue preoccupazioni che la voce poderosa di
Umibozu sovrastò tutte le altre "Stanno facendo esplodere tutti i loro
elicotteri. Anche il nostro è andato. Vogliono impedirci di lasciare la
base."
Il generale McBeal prese un microfono e urlò "Fate partire la bomba con il
robot che avete in dotazione.
Poi tentate di mettere in salvo la pelle".
"Ricevuto".
Per qualche minuto non ricevettero altre comunicazioni comprensibili.
Miki e Kaori si erano portate appena alle spalle dei militari addetti ai
microfoni.
Quell'attesa le stava letteralmente uccidendo.
Fu ancora una volta la voce di Umibozu a rimbombare nella stanza
"La bomba è stata spedita.
Rex è ferito e perde molto sangue.
Io e Ryo stiamo bene.
Stu è stato colpito di striscio alla spalla destra.
Carlos non ce l'ha fatta.
Ora ci siamo chiusi in quella che probabilmente era l'armeria.
Non so quanto potremo resistere.
Ryo andrà a cercare un mezzo di trasporto per lasciare questo dannato posto.
Passo."
Kaori congiunse le mani e vi appoggiò sopra la fronte.
"Oh Ryo ti prego, stai attento.
Hai promesso che saresti ritornato da me.
Io mi fido di te Ryo." Sussurrò continuando a ripetere il suo nome quasi
fosse una preghiera.
Miki le aveva circondato le spalle con una braccio e tentava di farle coraggio,
sebbene lei stessa non credesse alla parole che stava dicendo all'amica.
"Non c'è niente di niente!
Quei maledetti hanno fatto saltare tutti i loro elicotteri e tutte le navi per
non farci partire.
Credono che abbiamo ancora la bomba.
Per noi non c'è scam…" disse Ryo, poi la comunicazione fu interrotta.
Kaori si accasciò a terra piangendo disperatamente.
Anche Miki, senza forze, si buttò su una sedia.
I loro uomini erano destinati a morire.
Kaori credeva in cuor suo che Ryo fosse invincibile, che niente e nessuno potesse
fermarlo, non aveva mai ritenuto possibile che fosse sconfitto, eppure era là,
rinchiuso in una stanza, con le spalle al muro a difendersi.
Quanto tempo sarebbe passato prima che i terroristi avessero la meglio?
Ore forse, ma quando i proiettili sarebbero finiti e la stanchezza li avrebbe
sopraffatti?
Lui l'aveva sempre salvata, per quanto la situazione fosse disperata , lui era
sempre intervenuto in suo soccorso.
Non poteva stare lì, ad aspettare che uccidessero il suo amato Ryo.
Si alzò in piedi, smettendo all'istante di piangere.
Ora era il suo turno: doveva fare qualcosa per aiutarlo.
Non poteva abbandonarlo da solo al suo destino.
E se fosse stabilito che non dovesse rivedere l'alba, almeno lei sarebbe stata
con lui.
Si portò di fianco a Miki, scossa dalle lacrime, mettendole una mano sulla
spalla.
I loro occhi si incrociarono e anche l'amica capì le intenzioni di Kaori.
"Andiamo" fu tutto ciò che disse Kaori .
- continua -