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Desclaimer: Ryo Saeba, Kaori Makimura e gli altri personaggi, sono proprietà di Tsukasa Hojo  e della Shueisha Inc. Tokyo e per la versione italiana Edizioni Star Comics. Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….

 

Amore per sempre I

By EGLE

 

 

 

PRIMA PARTE

(La storia si ripete)

 

 

Umi e Ryo avevano intravisto una macchina schizzare via a gran velocità, ma non erano stati in grado di vedere chiaramente gli occupanti.
Senza scambiarsi una sola parola risalirono sulla jeep e proseguirono nella direzione in cui era andata la macchina misteriosa. Perlustrarono attentamente tutta la zona senza trovare una sola traccia delle due donne.
Il viso di Ryo era teso e i suoi occhi scrutavano con attenzione all'interno delle abitazioni.
Se fosse successo qualcosa a Kaori non se lo sarebbe mai perdonato.
Gli agenti che avevano atterrato erano stati raggiunti dai colleghi e i due sweeper dovettero agire con prudenza.
Inspiegabilmente poco dopo tutti i membri dell'FBI abbandonarono la città.
Forse avevano catturato Kaori e Miki, ma questa possibilità fu scartata da un'attenta osservazione di tutte le pattuglie.
Se non erano nelle mani dei federali allora erano state prese da qualcun altro.
Era calata la sera quando i due sweeper decisero di sospendere le indagini per mangiare qualcosa: in fondo non avevano toccato cibo dalla colazione e a stomaco pieno si ragiona meglio.
Erano seduti in una tavola calda quando gli occhi di Ryo si posarono sulla finestra della casa di fronte.
Da una finestra proveniva una luce che metteva in evidenza la figura sottile di una donna con un ciuffo di capelli ribelli che le ricadevano sulla fronte.
Anche se fu visibile solo per un secondo ,Ryo avrebbe potuto riconoscere quella sagoma tra un milione .
Si alzò in piedi di scatto, rovesciando la bottiglia d'acqua sul tavolo, e facendo un segno a Umi si precipitò fuori dal locale. Le parole non servivano, i due sweeper si capivano alla perfezione.
Ryo, Pyton in pugno, si lanciò verso una finestra del piano terra, Umibozu passò sul retro della casa.
Un minuto esatto e avrebbero fatto irruzione.
Intanto all'interno i sensi di un altro formidabile sweeper (no, non è Kaori!)si erano accorti del pericolo.
Velocemente prese la sua fidata pistola , poi avvertì la moglie, che silenziosamente entrò nella camera delle due ragazze. Miki si era ripresa completamente, anzi quel sonnellino era stato un vero tocca sano; Kaori aveva indossato il pigiama ed era pronta ad andare a letto.
"Due uomini armati stanno per entrare.
Prendete queste pistole" .
Le tre donne si precipitarono di sotto, Miki corse in cucina per tenere sotto tiro le scale e la porta che dava sul retro, Kaori si posizionò in un angolo buio dell'entrata per coprire le spalle a Michael e a Miki, mentre Nabiki controllava la porta del garage. Michael era in piedi al centro del salotto, non una sola emozione traspariva dal suo viso se non la calma più totale. Probabilmente erano gli uomini di B.B, gli dispiaceva che le due ragazze fossero state coinvolte, ma erano due abili sweeper, a giudicare da come si destreggiavano in quella situazione, e forse il loro aiuto sarebbe stato prezioso. Kaori, guardando le larghe spalle di Michael, non poteva fare a meno di pensare al suo Ryo dall'altra parte dell'oceano. Cosa stava facendo in quel momento? Se le fosse successo qualcosa lui come avrebbe reagito?
Kaori si rimproverò. Due uomini stavano per piombare in casa e lei si metteva a pensare a quello smidollato.
Si girò verso Miki e notò che anche la sua amica era tesa, anche se le fece un segno rassicurante con il capo.
Improvvisamente un uomo schizzò dentro dalla finestra del salotto, ruzzolando tra Kaori e Michael.
Lo sweeper americano si lanciò a terra, a riparo dietro al divano, senza sparare, l'uomo fece fuoco centrando lo schienale del mobile, mentre Kaori sfoderando tutto il suo coraggio uscì dal suo nascondiglio e puntando la pistola verso l'uomo girato di spalle gridò "Giù le armi!"
Come aveva potuto farsi giocare in quel modo? Lui, il più grande sweeper del Giappone , preso alle spalle come un principiante. La preoccupazione per Kaori gli aveva annebbiato la mente a tal punto da perdere di vista anche le nozioni basilari per salvarsi la pelle!
Lentamente si voltò verso la persona che gli stava puntando la pistola contro…
"Ryo!".
Kaori non poteva credere ai suoi occhi: il suo partner , l'uomo che amava più di se stessa era lì in piedi davanti a lei… che come un allocco si era fatto sorprendere alle spalle!
Nel frattempo rumori di vetri infranti provennero dalla cucina.
Kaori si girò temendo il peggio, ma Miki aveva già riconosciuto la sagoma del suo imponente marito e gli aveva detto di non sparare. Ryo era frastornato, aveva corso il rischio di uccidere Kaori, anzi di uccidere la SUA Kaori!
Dall'altro lato Kaori era davvero sorpresa: Ryo l'aveva seguita dal Giappone, era preoccupato per lei.
Lui aveva il terrore degli aerei eppure non aveva esitato a raggiungerla in America.
Un altro pensiero invase la mente di Kaori: lui era preoccupato per lei perché credeva che come sempre si sarebbe cacciata in qualche guaio e che senza il suo aiuto non sarebbe riuscita a tirarsene fuori.
Possibile che lui avesse così poca fiducia in lei?
In effetti aveva avuto qualche piccola incomprensione con l'FBI, ma poi tutto si era aggiustato.
Arrabbiata si girò verso di lui dicendo "E tu cosa ci fai qui?".
Ryo non sapeva cosa risponderle.
Confessarle all'istante che l'amava, che era preoccupato per lei, che era quasi impazzito al pensiero che le fosse successo qualcosa di male?
Fu Michael a toglierlo dall'impaccio.
"Finalmente ho l'onore di incontrare il grande Ryo Saeba!" Michael, con accanto Nabiki , si era rialzato, sebbene faticosamente, e guardava il nostro eroe con un sorriso cordiale.
"A quanto pare la sua fama è ben meritata, sono vivo soltanto perché ho fatto mettere una lastra di ferro nello schienale del divano per proteggermi dalle pallottole che girano in casa mia!" e dicendo questo si avvicinò a Ryo con la mano tesa "Sono Michael Ross".
Quella era la batosta finale.
L'uomo che gli stava di fronte era il miglior sweeper d'America, lui era quasi riuscito a farlo fuori, senza motivo dato che Kaori lo aveva prontamente difeso, e adesso gli stava porgendo la mano.
"Ryo Saeba" disse stringendogliela saldamente.
"E lei deve essere Umibozu, marito di Miki e sweeper infallibile"
Michael strinse la mano del gigante e poi continuò "Bene, ora che le presentazioni sono fatte, che ne direste di berci qualcosa." Accomodati sulle poltrone Ryo e Umi ascoltarono il raccontò della missione per il recupero delle armi nucleari e gli attentati alle loro vite da parte di B.B.
Quando Michael ebbe terminato Ryo si girò verso Kaori con la faccia seria "E tu cosa c'entri in tutta questa storia?"
Kaori non sapeva cosa rispondere. Sapeva che Ryo le avrebbe fatto una domanda del genere e nonostante avesse pensato a una risposta convincente da dargli non era riuscita a trovare una spiegazione plausibile tranne la verità.
Forse anche quella sembrava troppo fantasiosa: una ragazza parte dal Giappone trascinando con sé la sua migliore amica solo perché voleva saperne di più su certe lettere di una persona che probabilmente era morta!
Anzi andare fino a Los Angeles per tentare di trovare il coraggio di confessare all'uomo con cui viveva da sette anni che lo amava!
Beh Kaori questa volta aveva proprio superato se stessa.
Era lì seduta con tutti gli occhi addosso, con lo sguardo fisso sulle mani che si tormentavano a vicenda, sull'orlo delle lacrime, quando, miracolosamente Nabiki la salvò "In realtà credo che la colpa sia mia signor Saeba. Io e Kaori siamo amiche da alcuni anni, l'ho invitata a passare alcuni giorni qui da noi in America e le ho detto di portare un'amica, se lo desiderava, ma l'ho pregata di non farne parola con lei per motivi di sicurezza.
Sono così sbadata che temo di aver messo il nostro vecchio indirizzo nel mittente.
Sono così imbarazzata. "
Kaori le rivolse uno sguardo pieno di gratitudine, anche se non credeva che Ryo l'avesse bevuta.
Era quasi l'alba e la stanchezza pesava sulle spalle di tutti.
La casa di Michael e Nabiki aveva un'altra stanza per gli ospiti, che fu divisa da Umi e Ryo con non poche difficoltà.

Kaori aprì gli occhi e per un istante non si ricordò dove si trovasse.
Si alzò e si vestì tentando di non svegliare l'amica, addormentata dall'altra parte del letto.
La casa era immersa nel silenzio.
Kaori aprì il frigorifero per prendersi del succo d'arancia - Nabiki le aveva dato pieno accesso alla cucina- quando vide una figura seduta nella veranda. Era Michael.
Kaori uscì e gli disse buongiorno.
Michael contraccambiò il saluto. Benché avessero dormito soltanto poche ore il viso dell'uomo era sereno e riposato.
Non si può dire altrettanto del mio, pensò Kaori, che si sedette sulla poltroncina di vimini accanto a lui.
Le piaceva stare accanto a quell'uomo che trasmetteva fiducia e sicurezza.
"Ha perfettamente ragione, Kaori.
Il suo collega mi ricorda tantissimo il me stesso di un paio di decenni fa: ombroso, scostante, ma che non può fare a me di preoccuparsi della donna che ama.".
Kaori non sapeva cosa rispondere. Non credeva che Michael potesse affrontare così direttamente un argomento tanto delicato.
"E lei è molto simile alla mia Nabiki, entrambe siete donne forti e determinate , allo stesso tempo fragili e timorose di perdere le persone che amate. Io non voglio impicciarmi della sua vita, ma se vuole un consiglio da uno che potrebbe essere se non suo padre , almeno il suo fratello molto più vecchio, mi ascolti" e dicendo questo si girò per guardarla negli occhi " prenda una decisione, vada da lui e gli confessi tutto il suo amore, oppure lo lasci, cambi paese, cambi lavoro ma abbandoni quell'uomo.
L'indecisione e la paura hanno portato me e Nabiki quasi alla separazione definitiva, faccia in modo che questo non capiti anche a voi.". Accorgendosi dello smarrimento della ragazza continuò in tono gentile "Naturalmente i miei sono solo consigli.
E poi non è obbligata a decidere ora.
Ci rifletta con calma.
Perché ora non va a fare due passi a vedere il recinto del nostro cane, è là dietro l'angolo".
Kaori , che non vedeva l'ora di svignarsela si alzò dalla sedia mormorando qualche parola di ringraziamento e sparì dalla sua vista.
" E' una ragazza straordinaria, signor Saeba.
Spero per lei che non si debba trovare faccia a faccia con la morte prima di avere il coraggio di confessarle i suoi sentimenti."
Ryo, dietro alla zanzariera della portafinestra della cucina, sorrise.

Derry, la cittadina in cui vivevano Michael e Nabiki, si affacciava sul mare, sebbene non fosse una delle mete turistiche più ambite. Andati a prendere i bagagli a Los Angeles, i quattro sweeper decisero di trascorrere una piacevole vacanza con i loro nuovi amici, prendendo tre camere in un alberghino vecchio stile in riva al mare.
Miki aveva accennato all'idea che Ryo e Kaori dormissero o facessero altro nella stessa camera, ma fu subito scartata da un'imbarazzatissima Kaori. Tutto sembrava procedere nel migliore dei modi quando una macchina scura si fermò davanti alla casa di Michael e Nabiki.
Ne scese un uomo e una bellissima donna : Saeko
Non appena la vide Kaori fu assalita da un brutto presentimento, anche Ryo non fu capace di nascondere un attimo di preoccupazione, finché non si lanciò con la faccia da maiale sulla poliziotta.
Kaori era così assorta nei suoi pensieri che non reagì neppure, per fortuna i terribili coltelli di Saeko non sbagliano un colpo e Ryo si ritrovò inchiodato al muro.
Se Saeko arrivava allora c'erano incarichi pericolosi.
Ma se Saeko li raggiungeva a migliaia di chilometri di distanza?

"Sono contenta che siate tutti qui" cominciò Saeko appena fu fatta accomodare " dai miei , definiamoli pure informatori ho saputo che eravate venuti qui.
Questo signore è l'agente Moore, è membro di un dipartimento segreto che fa a capo direttamente al presidente degli Stati Uniti. Abbiamo una missione della massima importanza da affidarvi .Come di certo avrete saputo B.B, il capo dei terroristi, è in possesso di una testata nucleare e secondo una nostra spia infiltrata nell'organizzazione, gli scienziati , alcuni rapiti e altri diventati terroristi per libera scelta, hanno aumentato il suo potere distruttivo di almeno 5 volte la portata iniziale"
"Questo vuol dire che sarebbero in grado di far diventare come minimo tutta l'Europa un deserto. "intervenne Umibozu.
"Precisamente. Finora non ci sono state aperte minacce , ma il governo americano è preoccupato. Per fermarlo abbiamo organizzato una missione simile a quella a cui partecipò il signor Ross più di vent'anni fa.
Stiamo radunando i migliori sweeper del pianeta e quindi…"
"io e Umibozu facciamo parte della lista" intervenne Ryo.
Saeko fece un senso d'assenso con il capo
"Ci rendiamo conto che sia una missione pericolosa , ciononostante le Nazioni Unite sono concordi nell'affermare che sia necessario intervenire drasticamente prima che la situazione precipiti." intervenne l'agente americano.
"Non è una decisione da prendere su due piedi, posso capirlo, tuttavia è indispensabile agire al più presto.
La nostra spia ci ha detto che entro i primi di agosto B.B attaccherà
Non posso nascondervi che non sarà facile portare a casa la pelle, ma pensate a cosa potrebbe accadere se non lo annientiamo. Il suo quartier generale è una piattaforma, molto simile a quelle per l'estrazione del petrolio, situata al largo nell'Oceano Pacifico. Avete tempo ventiquattro ore per riflettere sull'incarico.
Se deciderete di accettare dovrete partire immediatamente." e così dicendo Saeko si alzò e se ne andò seguita dall'agente Moore.
Il silenzio era calato sui presenti.
Kaori scrutava il volto di Ryo per cercare di capire quale fosse la sua decisione, ma lo sweeper, come Umi del resto, non lasciava trapelare un solo sentimento, tenendo lo sguardo incollato fuori dalla finestra.
Kaori sospettava che il suo partner avesse già deciso di partire. Dannata Saeko.
Perché era dovuta andare proprio da Ryo per quell'incarico, tuttavia anche lei capiva la gravità della situazione.
Si girò verso Miki e con sua grande sorpresa si accorse che stava piangendo silenziosamente .
Dunque era già tutto deciso?
E lei cosa avrebbe fatto se Ryo fosse… no, non doveva neppure pensarci.
Si alzò dalla sedia e si portò alle spalle del suo socio, appoggiandogli una mano sulla spalla.
Ryo portò la sua sopra quella di lei, poi se ne andò.
Kaori cominciò a piangere sommessamente.

Nabiki e Kaori avevano preparato la cena, mentre Umibozu e Miki erano seduti sotto al gazebo in giardino. Ryo era scomparso. Kaori era preoccupata, ogni cinque minuti guardava fuori dalla finestra speranzosa di vedere comparire la sagoma ben nota sul vialetto. Sapeva che non sarebbe tornato se non a notte fonda, ubriaco fradicio.
Nessuno aveva voglia di fare conversazione, si limitarono a fissare i piatti con il cibo che nessuno mangiava.
Quando se ne stavano andando Nabiki abbracciò Kaori con affetto e le sussurrò in un orecchio "Coraggio, cara, so cosa si prova" .

Kaori entrò nella sua stanza al buio.
Andò in bagno e si fece una doccia.
Quando ritornò in camera aveva addosso soltanto una vecchia maglietta di suo fratello che usava per dormire.
La debole luce della luna piena entrava furtivamente da una finestra e faceva risaltare la carnagione bianca di Kaori.
"Ti stavo aspettando"
Una voce che conosceva provenne dall'oscurità.
Ryo era seduto sulla poltroncina accanto al suo letto.
Kaori si chiese da quanto tempo fosse lì.
"R - Ryo, cosa ci fai qui? Come sei entrato?." chiese Kaori.
La ragazza era un po' spaventata, non aveva mai visto il suo collega tanto serio.
Lo sweeper non parlava e non accennava a muoversi, rimase lì seduto a fissarla.
Kaori cominciò a sentirsi in imbarazzo, tuttavia si fece coraggio e si sedette sul letto di fronte a lui.
"Cosa hai deciso di fare? Accetti? " chiese la ragazza, sebbene conoscesse già la risposta.
"E' l'unica cosa giusta da fare." Rispose.
Kaori sapeva che Ryo non si sarebbe tirato indietro ,ma averne la conferma dalla sua voce le spezzò il cuore.
Ebbene la lasciava, per prendere parte a una missione suicida in un posto lontano.
E lei non sarebbe stata al suo fianco.
I singhiozzi cominciarono a scuoterle il petto e la vista divenne offuscata dalle lacrime.
Ryo si alzò dalla poltrona e si sedette di fianco a lei, circondandola con le braccia.
Kaori era disperata e si lasciò cullare da Ryo.
"Ehi, ehi " le sussurrò nell'orecchio "mi dai già per morto? Vedrai che io e Umi ritorneremo a casa sani e salvi" poi le prese il viso tra le mani e aggiunse "Te lo giuro, Kaori, io tornerò da te".
La ragazza non poteva ancora crederci: sarebbe tornato da lei, non da tutte le sue conigliette, da tutte le sue amichette, paperette o come le chiamava lui, ma proprio da lei.
Gli gettò le braccia al collo e si strinse contro di lui.
Le sue mani le accarezzavano la schiena ,mentre la sua bocca premuta contro il suo orecchio le assicurava che tutto sarebbe andato per il meglio e che se la sarebbe cavata anche quella volta.
Restarono abbracciati per un po' di tempo, poi Kaori si sciolse dall'abbraccio e disse con la sua solita aria sbarazzina
"Ma, sì vedrai che quelli là saranno tutti dei brocchi e tu e Umi ve li mangerete in un sol boccone".
In realtà Kaori non credeva minimamente a ciò che stava dicendo, ma pensava che non dovesse far preoccupare Ryo mostrandosi troppo sconvolta. "Ora sarà meglio che tu vada nella tua stanza, hai bisogno di un bel po' di riposo!
E cosa ne sarebbe della tua reputazione da stallone se ti trovassero nella camera di un uomo nel cuore della notte."
E dicendo questo aveva già aperto la porta e faceva segno a Ryo di andarsene.
Lui si avvicinò a lei , le passò un braccio intorno alla vita e con una manata richiuse la porta.
"A dire il vero avevo altri progetti" e la baciò con passione.
La prese in braccio e la depose sul letto e si distese sopra di lei.
Kaori non credeva ancora a quello che stava accadendo.
L'aveva sognato, agognato per tutti quegli anni e ora che stava veramente succedendo… beh, era più bello di quanto si fosse mai immaginata.
Il suo cuore batteva all'impazzata e si chiese se non le stesse per venire un infarto.
Ma non le importava, anche se fosse morta in quello stesso istante sarebbe morta felice.
"Ti amo Ryo" sussurrò Kaori tra un bacio e l'altro.
Ryo rotolò su un fianco e tenendola abbracciata le disse "Kaori, so che ti ho fatta soffrire, io volevo allontanarti da me e credevo che facendo la corte alle altre donne tu avresti rinunciato a me e ti saresti cercata un brav'uomo con cui avere tanti bambini. Sono stato uno stupido e solo ora mi accorgo di tutto il tempo che abbiamo perso.
Io non ti dirò che ti amo Kaori, perché non saprò mai descrivere a parole quello che provo per te.
Non ho mai incontrato nessuno con la tua forza d'animo, con la tua dolcezza e con la tua testardaggine.
Io ti amo più della mia stessa vita, tu sei tutto per me e io non ho saputo darti quello che…" Kaori mise un dito sulle labbra del collega e disse "Sccch , non c'è più bisogno di aggiungere altro.
Ho capito, Ryo" e lo baciò con infinita dolcezza.
Poi con uno sguardo malizioso aggiunse "e ora spogliami".

La mattina dopo Kaori si sentiva infinitamente bene.
Era stata una notte bellissima e la ragazza pensò che la fama del suo partner era ben meritata.
Sorpresa lei stessa dei suoi pensieri, diventò rossa come un peperone.
Si girò dall'altra parte ,ma si accorse che Ryo si era già alzato.
Lo sweeper indossava i jeans neri e appoggiato alla ringhiera del balcone osservava pensieroso l'orizzonte.
La brezza marina gli scompigliava i capelli e il sole appena sorto gli illuminava il viso.
Kaori sorrise pensando che quel bel ragazzo fosse tutto suo.
Quando si ricordò della missione un velo di indicibile tristezza calò su di lei.
S'impose di non pensarci, non voleva rovinare gli ultimi momenti che potevano trascorre insieme con le lacrime.
Si avvolse nel lenzuolo candido e raggiunse Ryo sul balcone.
Lo sweeper si voltò verso di lei e le sorrise accogliendola tra le sue braccia.
"Dove sei stato ieri? Ero preoccupata" chiese Kaori.
"beh , ecco, io sono andato a comprare una cosa per te" e così dicendo estrasse una scatolina nera dalla tasca dei pantaloni. Dentro vi era, manco a dirlo, un anello di fidanzamento.
"Se tornerò, non ti lascerò mai più" e le infilò l'anello al dito.
Kaori sorrise.
Era immensamente felice.
Si sollevò sulle punte dei piedi e appoggiando le mani sul suo petto lo baciò, cosicché il lenzuolo scivolasse e a terra e risvegliasse gli "istinti animali" di Ryo.

 

- continua -

 

 

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