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Desclaimer: Ryo Saeba, Kaori Makimura e gli altri personaggi, sono proprietà di Tsukasa Hojo  e della Shueisha Inc. Tokyo e per la versione italiana Edizioni Star Comics. Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….

 

Amore per sempre I

By EGLE

 

 

 

PRIMA PARTE

(L’amore ha trionfato)

 

 

L'indirizzo corrispondeva.
Quella casetta con la staccionata bianca e le tendine alle finestre era quella di Nabiki.
Kaori sentiva le gambe che le tremavano, aveva fatto un lungo viaggio fino in America, trascinando Miki con lei e ora non aveva il coraggio di entrare!
Miki, intuendo l'insicurezza dell'amica le posò una mano sulla spalla per farle coraggio.
Kaori salì i gradini del portico e bussò.
Dopo qualche istante una voce femminile provenne dall'interno.
Una donna non più giovanissima ma con un piacevole sorriso e una massa di capelli biondi si presentò davanti alle due sweeper. "E' …E' lei Nabiki Nagasaki?" chiese timidamente Kaori.
"Si ,certo, sono io. Posso esservi utile?"
Kaori, incoraggiata dal tono gentile della donna, proseguì con maggior sicurezza.
"Io mi chiamo Kaori Mikamura e questa è la mia amica Miki, volevano farle alcune domande se è possibile".
"Entrate, non vorrete stare lì al sole, posso offrirvi un bicchiere di limonata?".
Kaori e Miki si sedettero in salotto e aspettarono che Nabiki ritornasse dalla cucina con un vassoio in mano.
La gola di Miki era arsa dalla sete e si avventò sul bicchiere di limonata, mentre Kaori , troppo emozionata, decise di "sputare il rospo" tutto d'un fiato: "Vede signorina Nagasaki "
"Nabiki, la prego"
"Sì, Nabiki, la mia amica Miki ha acquistato il locale che una volta lei possedeva a Tokyo.
Mettendo in ordine la cantina abbiamo trovato accidentalmente delle lettere che dovrebbero appartenerle" e dicendo questo le estrasse dalla borsa e le depose sul tavolino.
"Non mi direte che avete fatto tutta questa strada soltanto per riportarmele? Non volete sapere qualcosa di più sulla missione di Michael?"
"No beh ecco…" rispose una Kaori sempre più imbarazzata "la verità è che la sua storia, o meglio la sua e di Michael, assomiglia moltissimo a quella tra me e il mio collega e leggendo le sue lettere io ho capito che…insomma i dubbi e le paure sono proprio le nostre!" a questo punto Kaori non poté più proseguire, sopraffatta dalle emozioni.
Una mano a dir poco ghiacciata le si posò sul braccio e la ragazza voltandosi vide che Miki era pallidissima e sudava.
Con una flebile voce le disse:" Kaori ,la limonata…". La ragazza balzò in piedi e sbraitò "Lei non può essere Nabiki! Che cosa le ha fatto?". La donna con gli occhi sgranati afferrò il colletto del vestito sotto cui era nascosta una ricetrasmittente e disse "Mi hanno scoperta. Fate irruzione.".
Miki a fatica si rimise in piedi e aiutata da Kaori riuscì a raggiungere la porta.
La casa era circondata, le due sweepers erano in trappola, Miki stava male a causa della limonata drogata e non avevano neppure una pistola.
Sembrava davvero la fine per le due ragazze quando, da qualche parte fuori dall'edificio, qualcuno cominciò a sparare per disarmare gli uomini che stavano per entrare.
Nel mezzo della confusione comparve dalla porta sul retro una donna di bassa statura con i capelli a caschetto neri e gli occhi azzurri. Prese per un braccio Kaori che stava sorreggendo l'amica e le disse in giapponese "Venite!"
La situazione era disperata e Kaori non ebbe altra scelta se non quella di seguirla su una macchina verde parcheggiata sul retro. Non appena furono a bordo l'auto partì sgommando.
Nel frattempo Ryo e Umibozu avevano messo al tappeto tutti gli assedianti della casa.
Aprendo il portafoglio di uno di loro trovarono un tesserino con la foto, il nome e l'indirizzo del malcapitato e la sigla del FBI.
Di Kaori e Miki nessuna traccia.


Miki si era abbandonata a un sonno profondo, la sua fronte era fresca e non presentava alcun tremito.
Kaori era un po' sollevata, probabilmente le avevano somministrato un potente sonnifero.
Rivolse la sua attenzione alla misteriosa donna che le aveva salvate.
"Kaori, vero?" disse la donna al volante.
"Sì"
"Non essere in pensiero per la tua amica, dopo una bella dormita si risveglierà piena di energie; quanto a me, credo di dovervi dare una spiegazione, ma solo quando sarete al sicuro".
Qualche isolato più in là la macchina si fermò davanti a una casetta gialla circondata da un bel giardino.
Un uomo alto con i capelli scuri appena spruzzati d'argento scese i gradini del portico zoppicando vistosamente.
Sebbene dovesse avere circa cinquant'anni Kaori non poté fare a meno di pensare che fosse davvero affascinante.
"Una di loro è stata drogata, riesci a portarla dentro?"
Facendo un gesto affermativo con il capo l'uomo prese in braccio Miki e la portò nell'abitazione, seguito dalla donna e da Kaori.
Sebbene quei due fossero dei perfetti sconosciuti la sweeper pensò o meglio il suo sesto senso le suggerì che si potesse fidare di loro.
Miki fu adagiata sul letto nella stanza degli ospiti, mentre Kaori fu fatta accomodare sul divano.
La donna, raggiunta poco dopo dal marito - portavano entrambi le fedi nuziali - , che aveva nascosto la macchina nel garage, prese posto su una poltrona di fronte a lei.
"Gli uomini che stavano per fare irruzione nella casa erano agenti dell' FBI"
Kaori impallidì: questa volta si era cacciata davvero in un bel guaio!
"La donna che vi ha fatte entrare , come hai di certo capito non è Nabiki.
In verità io sono Nabiki e "rivolgendo lo sguardo verso l'uomo "e lui è Michael".
Kaori era a dir poco scioccata!
Michael e Nabiki erano vivi e vegeti!
Nabiki continuò "Capisco la tua sorpresa, ma credo di averne molte altre in serbo per te.
Ora dobbiamo raccontarti una lunga, lunghissima storia, partendo dal punto in cui finisce la mia lettera.
La notizia che Michael fosse morto mi aveva distrutta, così tentai il suicidio.
Fu proprio Michael a salvarmi, trovandomi in fin di vita nel nostro appartamento" .
A questo punto fu interrotta da Michael che prese la parola
"Ero stato ferito gravemente, tutti i miei compagni erano morti tranne mio fratello maggiore, John.
Anch'egli s'era buscato un proiettile, ma riusciva a reggersi in piedi.
Gli dissi di andarsene , di non preoccuparsi per me che ormai ero spacciato, ma prima gli diedi le lettere per Nabiki" e a questo punto prese la mano della donna " Prima di chiudere gli occhi ,vidi la schiena di John allontanarsi su un gatto delle nevi. Mi risvegliai in una specie di capanna, ero debole e perfino la debole luce del focolare mi doleva agli occhi.
Un eremita mi aveva trovato in fin di vita e mi aveva guarito con vecchi rimedi indiani, più vicini alla stregoneria che alla medicina. Nonostante tutto fecero effetto. Cinque mesi dopo il nostro vecchio e sgangherato furgone era pronto a partire, carico di viveri e benzina che avevo trovato nel rifugio dei guerriglieri.
Non rividi mai più Pablo, questo era il suo nome, ma gli devo la vita.
Dopo varie vicissitudini riuscì a ritornare a New York, per trovare la mia Nabiki morente.
John , come seppi in seguito, era morto in un ospedale in una piccola cittadina del nord, ma non prima di aver contattato il dipartimento militare a cui facevamo capo.
Un agente fu subito mandato da John, che era già morto, lasciando un messaggio in cui si diceva l'esatta posizione del rifugio di Max, dov'erano custodite le testate nucleari rubate, e le mie lettere per Nabiki.
In preda al delirio non mi accorsi del recupero delle armi e il mio salvatore, non sapendo se erano amici o nemici, non fece niente per attirare la loro attenzione. A causa della nostra somiglianza tutti pensarono che fossi io quello morto in ospedale e mandarono qualcuno a restituire i pochi averi personali alla mia donna."
"Io ero sconvolta, le lettere e il fazzoletto, che in realtà Michael aveva usato per tamponare una ferita di suo fratello, mi portarono a credere davvero alla sua morte. Disperata tentai il suicidio.
I medici mi salvarono e quando mi risvegliai trovai al mio fianco Michael.
Una settimana dopo eravamo sposati.
La nostra luna di miele, tuttavia, fu interrotta tragicamente dalla morte dei miei genitori.
Avevamo deciso di ritirarci , come di certo avrai capito eravamo due sweeper, mantenuti da una specie di pensione anticipata , così quando seppi che i miei genitori mi avevano lasciato in eredità una tavola calda, decidemmo di trasferirci in Giappone. Non passarono neppure tre anni che fummo richiamati precipitosamente in America.
Pare che una testata nucleare fosse stata manomessa, e parte dell'ordigno era stato asportato.
Qualche tempo dopo sapemmo che il fratello di Max, B.B, che all'epoca della missione era un ragazzino, stava tentando di ricostruire l'impero terroristico del fratello maggiore.
Michael era morto per tutti ,ma quattro anni fa tentarono di farci fuori: B.B ci aveva scovati e meditava vendetta.
L' FBI decise di farci fare da esca per acciuffare B.B., lasciando come unico indizio il mio vecchio indirizzo.
Quando avete chiesto all'agenzia immobiliare dove abitassi è scattato l'allarme , ma credo che a cadere in trappola fossero state persone molto diverse da quelle che credevamo." E Nabiki scoppiò a ridere.
"Tenevamo anche noi sotto controllo la nostra vecchia casa con un monitor e quando vi ho viste entrare un campanellino ha cominciato a suonarmi nella testa.
In verità ero sicurissimo di averti già vista da qualche parte , Kaori, e alla fine ho realizzato che tu sei l'assistente di Ryo Saeba, sei ,ovvero, l'altra metà del City Hunter" disse Michael.
Kaori era stupefatta, non solo Nabiki e Michael erano vivi, non solo erano felicemente sposati ,ma la conoscevano .Prima che potesse formulare domande Michael continuò: " Conoscevo tuo fratello, una gran brava persona e un ottimo poliziotto; quando morì mi trovavo casualmente in Giappone, così partecipai al suo funerale.
Non fare quella faccia, Kaori, è naturale che tu non ti ricordi di me, ero stato in disparte quasi tutto il tempo, ma l'immagine della sorella in lacrime mi ha colpito profondamente.
Vidi vicino a te Ryo Saeba e mi ricordai che era il socio di tuo fratello.
In seguito seppi che tu avevi preso il suo posto ,diventando la sua partner"
"Appena ci fummo resi conto di chi fossi sono venuta a prendere te e la tua amica il più in fretta che ho potuto.
Ora stai tranquilla, ci penseremo noi a mettere a posto la situazione."
Kaori, che fino a quel momento era stata in silenzio, rispose "Vi ringrazio infinitamente , io non so come scusarmi per tutto il disturbo che vi ho recato. E' solo che , sì, insomma, la vostra storia e io e Ryo…".
Vedendo la ragazza in imbarazzo Michael con una scusa lasciò le due donne sole a parlare.
Quando ritornò in salotto vide tracce di lacrime su i volti di entrambe ,ma si astenne dal fare commenti.
Kaori , dopo qualche istante si rivolse verso l'uomo "Lei è sempre stato qui mentre sua moglie ci veniva a prendere?"
Michael rispose che era così "ma allora chi è stato a disarmare quelli dell'FBI?"

 

- continua -

 

 

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