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Desclaimer: Ryo Saeba, Kaori Makimura e gli altri
personaggi, sono proprietà di Tsukasa Hojo
e della Shueisha Inc. Tokyo e per la versione italiana Edizioni Star
Comics. Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro
piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
Amore per sempre I
By EGLE
PRIMA PARTE
(America, arriviamo!)
Quando Kaori si svegliò la luce solare stava già invadendo
tutta la stanza e nelle orecchie della sweeper rimbombava il suono fastidioso
del telefono. Con la voce assonnata disse un "pronto" portandosi la
cornetta all'orecchio.
"Kaori? Sono Miki. Ero preoccupata, sono quasi le 9 e non ti sei ancora
fatta vedere."
"hai ragione, Miki, il fatto è che mi sono addormentata, ma ora…."
Miki dall'altro capo del telefono cominciò a ridere "Non dirmi che
stanotte tu e Ryo avete fatto gli straordinari…"
"Miki, ma cosa dici? Sei pazza? Io e…" sbraitò la ragazza sentendo il
viso avvampare.
"Ma dai Kaori, stavo scherzando.
Comunque fai con calma, intanto il grosso del lavoro è fatto" disse Miki.
"Dammi il tempo di farmi una doccia e arrivo. A tra poco." Rispose e
agganciò.
Michael e Nabiki.
Al loro ricordo la sweeper si sentì incredibilmente triste.
Erano davvero morti senza aver vissuto appieno il loro amore?
Decise che avrebbe saputo quanto più poteva su di loro.
Erano da poco passate le 10 quando Kaori entrò nel locale.
Miki era già al lavoro e questo la fece sentire in colpa per essersi
addormentata.
Scese le scale della cantina e cominciò a spiegare a Miki il contenuto delle
lettere.
"Aspetta un momento, a me sembra che la persona a cui fosse intestato il
Cat's Eye , sebbene non l'abbia mai incontrata personalmente, si chiamasse
proprio Nabiki, quindi non può essere morta!"
"Miki, ma ne sei sicura?"
"Beh ci metteremo poco a controllare" e dicendo questo si precipitò
su dalle scale, inseguita da Kaori.
Miki si era messa a cercare il certificato di passaggio di proprietà per
verificare che fosse proprio Nabiki e non sua sorella la precedente
proprietaria.
Alla fine Miki aveva ragione: Nabiki le aveva venduto il locale dopo la data
apposta sull'ultima lettera e questo poteva significare soltanto che era viva.
Ryo e Umibozu stavano sorseggiando un bicchiere di
limonata quando le due ragazze entrarono nel locale sorridenti.
Dopo aver lanciato un'occhiata significativa a Kaori, Miki cominciò a parlare
"Senti Umi, ti dispiacerebbe se io andassi fuori città per qualche
tempo?" "No, perché?" "Beh vedi, questa mattina, quando eri
fuori, mi ha telefonato una mia cugina e mi ha invitato al suo matrimonio… ed è
da un po' di tempo che vive con il suo fidanzato in America dove hanno un
allevamento di gatti!" a quelle parole Umi spalancò gli occhi, anche se
nascosti dietro agli occhiali scuri non furono visibili, e due grosse gocce di
sudore gli colarono dalla fronte" Miki pensò che il suo piano fosse perfetto
e continuò "Dato che so quanto detesti i gatti ho chiesto a Kaori di
venire con me!"
"Ottima scelta Miki, di certo Kaori sarà un accompagnatore perfetto,
potrai spacciarla per tuo marit…" Ryo non riuscì a terminare la frase
perché si ritrovò spiattellato contro al muro.
" partiremo domani e non staremo via più di una settimana"
"Una settimana? Solo? Di certo mi mancherai piccola Miki, ma senza
Kaori…" anche questa volta Ryo , che con la faccia da maniaco stava già
immaginando di dare la caccia a tutte le donne della città appena la sua
partner fosse stata su quell'aereo, fu interrotto a metà dal martellone di
Kaori "te la faccio passare io la voglia, brutto
Dongiovannidastrapazzo!".
La ragazza passò il resto della serata a preparare le valigie , chiedendosi
cosa avrebbe fatto quel pervertito senza di lei.
Probabilmente avrebbe stappato una bottiglia di spumante appena l'aereo fosse
decollato e si sarebbe dato alla pazza gioia finché lei non fosse tornata.
In realtà non voleva assolutamente lasciarlo, ma doveva sapere cos'era successo
a Nabiki e a Michael, sentiva che il loro destino era simile a quello suo e di
Ryo.
Senza contare che non era mai uscita dal Giappone in vita sua e questa era
un'ottima occasione per visitare un paese straniero..
Era assorta in questi pensieri quando vide Ryo appoggiato allo stipite della
porta.
"Lo so , lo so che sei impaziente che io me ne vada, così potrai fare i
tuoi porci comodi in questa casa, è inutile che tenti di nasconderlo!"
Ryo abbozzò un sorriso e sospirò un "già" mentre se ne andava in
camera sua.
Kaori diede un'occhiata nostalgica alla sua casa mentre
usciva dalla porta con un borsone in mano; Ryo la stava aspettando in macchina.
La sweeper emise un lungo sospiro e chiuse la porta.
Quando arrivarono all'aeroporto videro Miki e Umi che li stavano aspettando
davanti all'entrata.
Subito Ryo si lanciò sulla ragazza gridando un "No Miki non mi
lasciare" quando fu fermato da una manata di Umi e da un martello di
Kaori.
Qualche tempo dopo il loro volo fu annunciato e Miki abbracciò Umi dicendogli
che le sarebbe mancato molto, mentre la testa del gigante andava a fuoco.
Kaori, evidentemente imbarazzata, disse "Stai attento mentre sono
via."
"Non preoccuparti, ci saranno tante belle ragazze a occuparsi di me"
rispose Ryo con l'acquolina in bocca.
"Maniacooooo" e il fedele martello di Kaori colpì ancora.
Ryo ne fu profondamente sollevato, anche per lui era estremamente difficile
separarsi da lei e quello era un modo per non far trapelare i suoi sentimenti.
Prima di salire a bordo Kaori si voltò indietro ancora una volta per guardare
Ryo in piedi in mezzo all'aeroporto.
In quel momento di fianco a lui stava passando un gruppetto di hostess, ma
proprio non se ne accorse.
Quando Kaori e Miki atterrarono a Los Angeles un bel sole caldo le accolse.
Ritirate le valigie presero un taxi e si fecero portare al Victoria Hotel.
Il proprietario, il signor Green , era un tipo cordiale e ben vestito che
poteva avere una sessantina d'anni..
Le accolse con un caloroso sorriso e augurò alle due ragazze un felice
soggiorno.
Ormai era quasi sera, così decisero di rimandare le loro ricerche all'indomani,
anche perché sentivano il cambiamento di fuso orario.
Dopo una lunga doccia rilassante Kaori decise di telefonare a Ryo.
Ascoltò i tu tu che si susseguivano senza che nessuno rispondesse. Riattaccò.
Vedendola preoccupata Miki, si sedette accanto a lei e le disse "Vedrai
che è con Umi non devi preoccuparti".
"Forse hai ragione" rispose, ma dal tono della sua voce Miki capì che
non ne era affatto convinta.
In effetti Ryo era con Umibozu ed esattamente nella stanza 109 del Victoria
Hotel di Los Angeles.
Per salire sull'aereo Ryo aveva dovuto raccogliere tutto il suo coraggio, ma
per Kaori…
Aveva capito subito che la storia del matrimonio era tutta una sceneggiata (che
genio!) , perciò avevano deciso di seguirle fin lì per sapere "cosa
bolliva in pentola".
Kaori e Miki si recarono in centro per cenare, entrambe erano molto belle e
molti uomini si voltavano per ammirarle, suscitando la gelosia di altrettante
fidanzate e anche di due uomini, che le seguivano da lontano.
Cenarono in un bel ristorantino italiano con le candele e le tovaglie a
quadratini bianchi e rossi sui tavoli.
Quando stavano per rientrare in albergo Kaori fu assalita dalla sensazione di
essere seguita.
"Miki" disse a bassa voce "qualcuno ci sta seguendo. Ne sono
certa."
" Me ne sono accorta anch'io.
E non abbiamo neppure una pistola!"
"Beh io ho portato questo in caso di ogni evenienza " e così dicendo
tirò fuori un grosso martello dalla borsetta.
"Ma come hai fatto a farlo passare alla dogana?"
"Segreto!" rispose la sweeper sorridendo.
Un maiaooo e un urlo maschile fecero sobbalzare le due ragazze, che senza
pensarci due volte si diressero nella direzione del rumore.
Ryo fece appena in tempo a far entrare Umi e se stesso in un cassonetto
dell'immondizia prima di essere scoperti, rimproverando Umibozu di essersi
fatto spaventare da un gattino indifeso.
Consultando una mappa si accorsero che Nabiki abitava
fuori dalla città, in una cittadina che rispondeva al nome di Derry (citazione:
ho rubato il nome della città a Stephen King).
Finita la colazione Kaori e Miki noleggiarono una vecchia Cadilac
decappottabile (non mi intendo di macchine e questa era l'unica marca americana
che conoscevo, probabilmente l'ho sentita in un film! Se non ne esistono
decappottabili, chiudete un occhio!) e cominciarono le loro ricerche.
La strada correva veloce sotto la loro macchina e dall'autoradio rimbombava la
voce di Bon Jovi; Kaori si era promessa di non pensare a Ryo, o per lo meno a
non pensarci troppo, e il sole e lo spirito d'avventura che l'animava
sembravano aiutarla parecchio nel suo intento.
Miki era al volante e batteva ritmicamente una mano sulla portiera seguendo la
musica.
Erano a dir poco elettrizzate.
Dopo tre ore di macchina si fermarono a una stazione di servizio per prendere
qualcosa da bere e per fare benzina.
Appena entrarono nel locale una jeep rallentò e si fermò dietro a un furgone
parcheggiato nel piazzale.
"Quelle due linci scatenate! Se continuano a schiacciare a tavoletta
fonderanno il motore!"
Umi non ottenne nessun commento dal suo compagno, assorto nei propri pensieri.
"Ma non è Kaori quella abbracciata a quel tizio?"
a queste parole Ryo, pistola in pugnò, saltò giù dalla jeep tra le risate poderose
di Umibozu.
"Ah ah ah , hai davvero paura che la TUA cara Kaori sia venuta fin qui per
trovarsi un ragazzo!
Ti sei proprio rammollito. Dovresti cambiare nome, invece di City Hunter,
dovresti essere Kaori' s Hunter…" e Umi continuò a ridere finché Ryo con
una voce offesa gli rispose "E tu allora, hai sposato Miki, ma hai una
paura folle che ti faccia le corna! Ti starebbero proprio bene un paio di
lunghe corna da cervo su quel testone pelato" .
I due sweeper continuarono a litigare fino a quando non videro Kaori e Miki
uscire dal negozio e per non essere scoperti decisero di seppellire l'ascia di
guerra, almeno per un po' di tempo.
Ci vollero altre due ore di macchina prima di arrivare a Derry,
la cittadina sembrava sonnolenta, immersa nella calura estiva.
Era da poco passata l'ora di pranzo e per strada si vedevano pochissime
persone.
Miki accostò la macchina al marciapiede e Kaori , ricordando il poco inglese
che aveva imparato a scuola, chiese a una donna che portava un cane al
guinzaglio informazioni per arrivare alla strada in cui doveva abitare Nabiki.
Erano quasi arrivate quando Miki frenò all'improvviso.
Kaori si aggrappò al sedile per non essere catapultata contro il parabrezza e
si girò verso di lei.
"Qualcuno ci sta seguendo! Guarda dallo specchietto retrovisore.
Si vede il muso di una macchina blu che spunta dall'angolo da cui abbiamo
appena svoltato.
Sono sicura di averne vista una uguale in autostrada. La targa
corrisponde."
"E io nel parcheggio della stazione di servizio in cui ci siamo fermati"
la interruppe Kaori.
"Sarà bene stare all'erta. Kaori" .
Anche Umibozu e Ryo erano preoccupati, chi stava seguendo Kaori e Miki oltre a
loro?
- continua -