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Torino. Beh, prima di tutto Perugia. Prima ancora Cosenza. Si, perché noi 3 (Andrea, Marco e Giovanni: Uto alla fine non è venuto causa esami universitari) siamo partiti da Cosenza due giorni prima del concerto, il 19 sera. Un pullman (scomodissimo, non abbiamo dormito per nulla) ci ha portato fino a Perugia, dove io, Andrea, studio all'università. Perché fermarsi a Perugia? Beh, per spaccare a due il viaggio, innanzitutto e poi perché dovevamo ritirare i biglietti del concerto. Momento emozionante quando nelle nostre mani si materializza un foglietto rettangolare che significa "Tu puoi entrare al concerto". Biglietto ritirato più o meno alle 9 del mattino (eravamo arrivati alle 6). Tutto il santo giorno in giro, poi la nanna (presto, per risparmiare energie).
A Torino arriviamo intorno alle 2, per una serie di ritardi dei treni. Qualcuno di noi sussurra "I primi posti ce li siamo giocati". Ma Giovanni ha paura della folla: all'ultimo concerto a Napoli dei Marlene Kuntz si è distrutto e preferirebbe restare sugli spalti anziché sul prato. Va bene, ok. Innanzitutto arriviamoci, però, al Delle Alpi. Stadio pazzesco, da fuori e da dentro: davvero bello. Scontata la maglietta-ricordo: ma fuori, non dentro. Perché dentro costa 50mila lire e anche se è del merchandising ufficiale, onestamente, non me ne frega un granché. E allora 3 magliette non-ufficiali al prezzo di 20mila l'una. Poi si entra.
La scorta di viveri nelle nostre borse entra senza difficoltà. D'è acqua, acqua, acqua e poi panini, uno schifosissimo integratore e basta. Un'occhiata: lo stadio si sta riempiendo. L'evento si stava delineando davanti a noi.
Il posto: spalti, purtroppo. Un pò per fare contento Giovanni, un pò perchè neanche a noi andava assai di restarcene in piedi dalle 4, ora di arrivo al Delle Alpi, fino alle 9,30, ora di inizio del concerto e poi...no, posto a sedere, buona visuale e buonanotte.
Sono passati i Timoria: bravi. Poi i Verdena che, poverini si sono beccati una buona dose di fischi: la gente voleva solo gli U2. Poi i Fun lovin' criminals. Bravi tutti, d'accordo. Però le nove e mezza si avvicinavano. Poi ancora di più. Quindi SONO le nove e mezzo. E a quel punto senti la gente gridare, quelli più vicini al palco: forse hanno visto qualcosa, forse LI hanno visti! Puntuali, escono accompagnati dall'attacco di ELEVATION!! Inizia l'evento. E' iniziato. Bono è già scatenato. La canzone è perfetta: con l'attesa che covava da 5 ore, questo è il modo migliore per sfogarla. Caricare un falsetto simile(?) a quello di Bono e accompagnarlo ovunque sulla canzone di apertura. Che magari non sarà bellissima, però carica...
E' così che ho vinto la mia scommessa con Giovanni: una birra. Io avevo puntato sull'esordio con ELEVATION, Gio con BEAUTIFUL DAY. Si è sbagliato di poco. Infatti, il singolo d'esordio dell'ultimo album è il secondo brano del live di Torino. Coincidenza: mentre va BEAUTIFUL DAY, nello spazio di cielo del Delle Alpi transita un aereo in atterraggio. Sembra di stare nel video...
Numero 3: UNTIL THE END OF THE WORLD. A Giovanni non piace, secondo me è una grande canzone e mentre Gio si ammoscia, io, invece, mi scateno. Alla fine, The Edge si avvicina al piano. Partono i pronostici: cosa suonerà? October? non è il momento. Allora NEW YEAR'S DAY. E' la prima canzone che colpisce al cuore. Il giorno prima Bono era stato a Genova. Carlo Giuliani era morto. O meglio, indipendentemente dalle idee che si possono anche non condividere, era morto un ragazzo di 20 anni. Chiaro? "Newspapers say, say it's true and it's true": mi sembra di ricordare quello che era successo il giorno prima. Ci avevano chiamato sul cellulare a Perugia: è morto uno, diceva un amico. E poi il telegiornale ci aveva detto che, si, era vero.
"Buonasera a tutti": "Non ha mai parlato italiano!!" grida Giovanni, quando Bono ci saluto. Gli striscioni nello stadio ispirano Bono che prosegue: "Benvenuti al cancella del debito".
Dolcezza: "Questa la dedico alla mia famiglia: mia moglie, i miei figli e mio padre" che sta male. KITE. Si accendono gli accendini. Poi si passa a GONE (anche questa non piace a Giovanni che aveva sperato poche ore prima: "se suonano più di 3 canzoni da POP me ne vado" ma non gli aveva creduto nessuno). NEW YORK (e questa non piace a me), poi I WILL FOLLOW (e in mezzo Bono canta SILVER AND GOLD), gran canzone.
Ma il momento clou, il momento-tutto (perchè è un pò tutto il concerto) è quando Larry parte con un drumming riconoscibilissimo. SUNDAY BLOODY SUNDAY!!! Riprendono a cantarla quest'anno, nell'ELEVATION TOUR, dopo anni di silenzio. Prima, ricordo, la suonarono a SARAYEVO, per esempio, o a JOHANNESBURG. "La violenza deve finire! A Genova, in Nord Irlanda, dappertutto" grida Bono, prima di partire con un crossover da spavento: GET UP STAND UP STAND UP FOR YOUR RIGHTS, GET UP STAND UP DON'T GIVE UP THE FIGHT. Lo ripete almeno tre volte e lo stadio lo segue a meraviglia. Per la prima volta si illuminano gli spalti e ti rendi conto che più o meno saremo 100mila persone a condividere questo momento.
Troppa emozione? Beh, si. C'è bisogno di qualcosa di più leggero. STUCK IN A MOMENT, allora e poi IN A LITTLE WHILE ("It's soul music" dice Bono prima di partire con il cantato).
Ma la sequenza che segue non ha eguali nella storia della musica. Innanzitutto, Bono, Larry, The Edge e Adam si sistemano sulla pista a forma di cuore che contiene 500 fortunatissimi. DESIRE. Praticamente acustica, cosa che non avevo mai sentito. Niente riff blues. Arrangiamento semplicissimo. E poi ci siamo quasi. Sul pezzo in cui Bono dovrebbe balbettare "Money, money, money, moneymoneymoney" si avvicina con il microfono ad Adam e lo invita a cantare. Dai Adam, dai! Niente, l'imperturbabile Clayton resta fermo e sorride, sul suo labiale, attraverso i maxischermi si capisce che sta dicendo anche lui "Money", ma non si sente niente, peccato! Finisce questa e parte STAY. Anche questa acustica. Pazzeschi! Come fai a non sentirti morire quando riconosci il giro di chitarra di BAD, proprio mentre Larry riprende posizione alla batteria?? Pazzesco! Come fai a non impazzire quando nel bel mezzo dell'emozione, lui, Bono, attacca con '40'???? Caspita!! E ancora WHERE THE STREETS HAVE NO NAME. La canzone più semplice che la riconosci dal giro di chitarra, anche lei. MYSTERIOUS WAYS e poi THE FLY. Cazzo, scusatemi, ma cazzo, dove lo trovate un gruppo che vi fa una sequenza così??
Su THE FLY Bono fa la fine di una 'mosca', appunto, contro gli schermi, come se qualcuno ce lo avesse spiaccicato. Scompaiono. Sarà finita. Marco è terrorizzato: "Mancano ancora un sacco di canzoni!!". Invece, roba di qualche minuto, appare l'immagine di Charlton Heston che parla della violenza, di come "Una pistola rende malvagia anche una brava persona". Poi il drumming, anche questo inconfondibile, di BULLET THE BLUE SKY. E qui, Bono è davvero impressionante.
Ma lo siamo anche noi. Noi pubblico. Credetemi: 90000 persone che cantavano a memoria tutte le canzoni del gruppo. TUTTI e dico TUTTI. Al punto che Bono più di una volta ci lascia cantare e non facciamo una brutta figura... Poi, dopo WITH OR WITHOUT YOU (vi giuro che sono stati accesi più accendini su questa che su ONE) ce lo dice a gran voce. "Siete incredibli!" fa Bono. E no, non ho sbagliato a scrivere: è lui che ha detto proprio così.
"Africa non siamo alla fine, siamo ancora all'inizio". Grida Bono, prima di passare a ONE. Qui, davvero non so cosa dirvi: questi 40enni mi lasciano sempre più senza parole...
WAKE UP DEAD MAN: Giovanni si gira verso di me e mi dice con ironia "Chissà perchè questa". La canzone forse più azzeccata, con quello che era successo il giorno prima.
"PLEASE, non hanno ancora fatto PLEASE" protesta Marco. "E PRIDE? Che dire di PRIDE???" invoca Giovanni. Beh, non sarebbe stato un concerto degli U2 senza PRIDE, ma prima WALK ON. Forse, vocalmente, l'esecuzione più bella. Quindi, si, PRIDE. E poi? E poi pare finita. Dopo un coretto, quello di PRIDE, bellissimo che non doveva finire più, pareva essere arrivata la fine. E invece succede questo.
I 4 salutano e stanno per andare via. Adam e Larry sono già dietro le quinte, probabilmente. Ma Bono e The Edge sono su uno dei teleschermi. Io me lo sono immaginato così.
Si vede The Edge che si avvicina a Bono e scuote la testa. "Amico, non possiamo andare via così" gli dice. "E che si fa?" chiede Bono. "Si fa un altro pezzo e si va via". "Ok, ma quale?" domanda Bono e nel dirlo, forse, grida subito "ONE MORE!!!" che tutti lo sentano e capiscano: qui si ricomincia. Certo una sola canzone, ma tant'è. Comunque questa 'one more' è OUT OF CONTROL, che non tutti conoscono. Fa parte di BOY e, credo, non la cantavano da anni. Purtroppo finisce qui. E c'è spazio anche per la beffa finale. Quando loro sono scomparsi parte la musica di GRACE e tutti si illudono. Poi: si accendono le luci e vedi la gente sul palco a smontare. No, non è corretto... |