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Si utilizzano le radici e le foglie (Belladonna Folia, Belladonna Radix F.U.), possiede alcaloidi tropanici L-josciamina, atropina, scopolamina, belladonnina, flavonoidi, acido clorogenico, scopoletolo e sostanze minerali. Si tratta di una pianta assai velenosa la cui assimilazione può avere decorso letale; ha comunque diverse proprietà di spasmolitico intestinale, spasmolitico neurotropo parasimpaticolitico, antisudorifero, vagolitico, spasmolitico delle vie renali, favorisce l'espulsione dei calcoli, antiemetico, anoressante, spasmolitico del tubo gastro-enterico, antitabagico ed antinicotinico, antiacido, antisecretivo gastrico parasimpaticolitico. La belladonna si usa nella cura della ipercloridria, del vomito incoercibile, nell'asma bronchiale e nel broncospasmo, nella calcolosi urinaria delle reni e della vescica e nella cura contro il tabagismo. Nell'antichità le bacche della pianta venivano spremute ed il succo serviva per dilatare le pupille degli occhi delle donne per renderli più brillanti. Tutta la pianta contiene alcaloidi; l'atropina si sostituisce all'acetilcolina interessando il comportamento di tutti gli organi controllati dal sistema nervoso parasimpatico.
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