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Introduzione al Trattato di Peste di Prospero Borgarucci.
Il Trattato di Peste di
Prospero Borgarucci è uno dei tanti, anzi, tantissimi libri
"tascabili" in cui si concentravano tutti i consigli ed avvertimenti
sulla peste. Venivano utilizzati prevalentemente da personale medico di medio
grado ma anche chirurghi famosi ed università molto accreditate ne conservavano
qualche copia negli scaffali delle loro librerie. L'opera è divisa, come per i
trattati di questo genere, in una presentazione e ringraziamento a chi l'ha
patrocinata (in questo casi il conte Girolamo Capodelista da San Giorgio), una
serie di cause che generano la peste, una descrizione delle patologie
pestilenziali ed alcuni avvertimenti di dietologia da tener presente
nell'alimentazione di pazienti colpiti da peste. Il testo è disponibile in
formato .PDF.
Il carbone, ò vogliam dire antrace, è nel
suo principio una picciola pustula, nel cui mezo è assai nero per una punta
d'aco, con calore bone eccessivo; & cosi causa uno intolerabil fetore, nella
cui cura non vi sarà la piu vera, & piu sicura via, che di sotto
ristrignere la sua velenosità con ferro cocente, ç in vece di fuoco, con
alcuno medicamento acuto, & che gagliardamente abbruscino; & per tal via
lo verremo,come bisogna ad ammazzare [...].
Vale il cavar sangue dalla vena non del lato
contrario come alcuni hanno voluto; ma piu tosto dalla banda dogliosa, perche
cosi facendo si viene à tirare il sangue attosicato nel luogo del sudetto
carbone; & altrimenti sarebbe pericolo che non si tirasse la venenosità al
membro principale; la qual cosa sarebbe di danno irreparabile.
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